Cgie: Vancouver ospita l’assemblea della Continentale Paesi anglofoni extraeuropei

cgie g

cgie gSi riunisce da oggi, 5 novembre, a Vancouver l’assemblea della Commissione continentale Paesi anglofoni extraeuropei del Consiglio Generale degli italiani all’estero, presieduta dalla vicesegretaria generale Silvana Mangione (USA). I lavori, ospitati nella sede della Presidenza della Camera di Commercio italiana (1075 West Georgia Street, proseguiranno fino al 7 novembre.
L’assise continentale, avendo subito due rinvii, si trova a svolgere i suoi lavori in un momento particolarmente delicato a causa della concomitanza con le elezioni presidenziali negli Stati Uniti e per gli attuali problemi interni del Governo canadese. Sarà pertanto caratterizzata – anticipa il Cgie – da un’impostazione territoriale italo-canadese che parte dall’analisi dei temi specifici del Paese ospitante per poi affrontare i punti condivisi all’ordine del giorno, prima con i rappresentanti della comunità italiana locale e successivamente con tutti i componenti della Commissione nel corso del dibattito generale. I consiglieri, inoltre, si impegneranno a recuperare il dialogo e la condivisione con i connazionali residenti in Sudafrica, Paese non più rappresentato in seno al CGIE e nella Commissione, avvalendosi del contributo del presidente del Comites di Johannesburg Piergiorgio De Valle, che partecipa ai lavori in qualità di esperto.
I temi in agenda: messa in sicurezza del meccanismo di voto degli italiani all’estero per le consultazioni politiche e referendarie e per le elezioni di Com.It.Es. e CGIE; proposte di modifica della legge istitutiva del CGIE; esame delle disposizioni relative al riconoscimento e al riacquisto della cittadinanza italiana e le relative proposte di modifica; promozione della lingua e della cultura italiane nei Paesi anglofoni extraeuropei e suggerimenti di riforma della circolare ministeriale n. 4; preparazione dell’Assemblea plenaria della Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE; situazione della comunità italiana in Sudafrica; servizi consolari e la rete diplomatico-consolare nei Paesi di competenza della Commissione.
Molti gli ospiti che forniranno il proprio contributo ai lavori: l’Ambasciatore d’Italia in Canada Andrea Ferrari, il Console generale d’Italia a Vancouver Paolo Miraglia del Giudice, il Direttore generale della DIGIT del MAECI Luigi Maria Vignali, il vicesindaco di Burnaby Pietro Valentino, la consigliera della Città di Vancouver Elena Dominato, il consigliere comunale North Vancouver Tony Valente, il coordinatore Intercomites e presidente del Comites di Vancouver Vito Bruno, il presidente della Camera di commercio di Vancouver Celso Boscariol, la dirigente scolastica Laura Sanfilippo, la lettrice presso l’Università di British Columbia Michela Valmori, le presidenti dei Comites di Toronto e Montreal Michela Di Marco e Anna Colarusso.
Nel corso dei lavori, i consiglieri renderanno omaggio alla memoria del Console generale a Vancouver, già Segretario esecutivo del CGIE e Console a Detroit, Marco Nobili, scomparso nel gennaio di quest’anno. (aise) 




Repubblica Dominicana. Confermata la continuità del progetto “Sportello Comites”

images

imagesRiceviamo e pubblichiamo.

A un anno dall’inaugurazione, il Com.It.Es. di Santo Domingo celebra i successi ottenuti nel supportare la comunità italiana nella Repubblica Dominicana e conferma la continuità del progetto “Sportello Comites”. Attivo dal mese di ottobre 2023, lo sportello ha assistito gratuitamente oltre 300 utenti, dimostrando di essere una importante risorsa per i connazionali iscritti all’AIRE e residenti nella circoscrizione consolare.

Nel corso dell’anno, le richieste più frequenti allo sportello hanno riguardato l’iscrizione all’AIRE, la trascrizione di atti di stato civile, la richiesta di passaporti e le richieste di visto per l’Italia da parte di cittadini dominicani, familiari di cittadini italiani. Non sono mancate anche richieste legate allo SPID, all’assistenza per l’ottenimento dell’E-Ticket richiesto dall’ufficio migrazione della Repubblica Dominicana e all’utilizzo della piattaforma Prenotami, essenziale per la gestione degli appuntamenti online.

Flavio Bellinato, Segretario del Com.It.Es. di Santo Domingo e Presidente della Commissione Diritti Civili, Politiche Sociali e Rapporti con l’Autorità Consolare, ha sottolineato l’efficacia del servizio: “Grazie allo Sportello Comites, abbiamo potuto offrire assistenza concreta a numerosi connazionali, facilitando loro la risoluzione di questioni burocratiche in un contesto estero.”

Licia Colombo, Presidente del Com.It.Es. di Santo Domingo, ha aggiunto: “La presenza di uno sportello come il nostro dimostra l’importanza di supportare i nostri cittadini all’estero. Il servizio gratuito che offriamo è fondamentale per aiutare i connazionali a espletare pratiche che richiedono competenze digitali.”

Grazie al sostegno unanime dei membri del Com.It.Es. di Santo Domingo e al rinnovato supporto del Cav. Paolo Dussich, che ha messo a disposizione uno spazio presso la sede dell’associazione CTIM senza alcun costo, il progetto continuerà per il secondo anno consecutivo.

Per contattare lo Sportello Comites e usufruire dei servizi offerti, i connazionali possono comunicare dal lunedì al venerdì, dalle 09:00 alle 13:00, tramite WhatsApp al numero +1 (829) 467-1317 (solo messaggi scritti e vocali) o via email all’indirizzo urp.comitessantodomingo@gmail.com.

Comites Santo Domingo




Tajani incontra Edmundo González Urrutia, vincitore delle presidenziali venezuelane

edmundo tajanijpg

edmundo tajanijpgIl Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha incontrato alla Farnesina il leader dell’opposizione venezuelana e premio Sakharov per la libertà di pensiero, Edmundo González Urrutia.

Nel congratularsi personalmente per il prestigioso riconoscimento ricevuto, testimonianza del coraggio e della lotta di González Urrutia per i diritti umani e la democrazia in Venezuela, il Ministro Tajani ha rassicurato il suo interlocutore circa l’attenzione con cui da parte italiana si continua a seguire la crisi scaturita dalle elezioni del 28 luglio: “In Venezuela è in atto un tentativo di soffocare la libertà” ha dichiarato Tajani. “L’Italia resta al fianco del popolo venezuelano, che ha chiaramente espresso la sua volontà, e condanna con forza le violazioni dei diritti umani, le detenzioni arbitrarie e la repressione politica da parte del regime di Maduro, plasticamente rappresentata dal mandato di arresto nei confronti di Edmundo González Urrutia.”

Il Ministro ha confermato l’impegno del Governo italiano, anche nell’ambito della Presidenza di turno del G7 (da ultimo con una dichiarazione adottata alla Ministeriale Esteri di New York), per facilitare una transizione democratica e pacifica, che corrisponda alla volontà del popolo venezuelano cosi come espressa nelle elezioni del 28 luglio. Tajani ha inoltre ricordato di aver sollevato il tema in occasione della sua recente missione in America Latina, firmando con l’Argentina una dichiarazione congiunta sul Venezuela.

Il Vice Presidente del Consiglio ha infine ricordato l’impegno costante per la vasta comunità di italiani residenti e di italo-discendenti nel Paese, anche tramite la “task force” permanente istituita presso la Farnesina.




A Madrid inaugurato il nuovo Consolato Generale

ambasciata italia madrid

ambasciata italia madridSu impulso del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, On. Antonio Tajani, il Segretario Generale della Farnesina, ambasciatore Riccardo Guariglia, inaugurerà domani a Madrid il nuovo Consolato Generale d’Italia, istituito nel quadro dell’azione della Farnesina volta a rafforzare la rete diplomatico-consolare.

“Con l’apertura del Consolato Generale a Madrid continuiamo a potenziare la presenza di Ambasciate e Consolati italiani nel mondo, per essere sempre più vicini ai nostri connazionali all’estero e fornire loro servizi più efficienti” ha commentato il ministro Tajani, ricordando che la comunità italiana nella capitale spagnola è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni, così come il flusso di turisti, per i quali “il nuovo Consolato diventerà un punto di riferimento sul quale potranno sempre contare” ha concluso il Ministro.

Il nuovo Consolato Generale eserciterà la propria giurisdizione su circa 124.000 connazionali residenti, che crescono a un ritmo di circa 1.000 unità al mese, coronando un periodo di grande accelerazione dei rapporti tra le cittadinanze italiana e spagnola dal punto di vista sociale, culturale, economico e scientifico.

Alla cerimonia di apertura prenderanno parte, oltre al segretario generale della Farnesina, Guariglia, anche l’ambasciatore a Madrid, Giuseppe Maria Buccino Grimaldi e il console Generale a Madrid, Spartaco Caldararo, insieme a esponenti della collettività italiana e a rappresentanti delle autorità locali.




Città del Messico, messa per i defunti al Cimitero italiano

cimiteroitalianopuntovert

cimiteroitalianopuntovertDiversi membri della comunità italiana in Messico assisteranno anche quest’anno alla celebrazione della tradizionale messa in commemorazione dei connazionali defunti, in programma il 4 novembre al Cimitero italiano della capitale del Paese, situato nel Pantheon Civile di Dolores.

Sotto il coordinamento dell’Associazione italiana assistenza (Aia), la messa sarà celebrata alle ore 10.00 dal Padre Arturo Andrei. Sono attesi il capo della Cancelleria consolare dell’Ambasciata d’Italia in Messico, Andrea Lay, e il presidente dell’Aia, Marco Cannizzo.

«I nomi dei cittadini italiani che ci hanno lasciato nel corso di quest’anno saranno ricordati nel giorno della celebrazione», ha detto all’ANSA/Puntodincontro Regina Casalini, presidente onoraria dell’Aia.

Il Cimitero italiano è dal giugno 1898 uno dei siti di rilievo della storia dell’immigrazione in terra azteca e, nel corso dei decenni, è stato adornato da monumenti e costruzioni di grande valore artistico.

I veicoli privati possono accedere al Pantheon di Dolores e avvicinarsi al Cimitero attraverso l’ingresso A, situato in Calzada de las Lomas, o l’ingresso B su Avenida Constituyentes.

Foto: wikiwand.com

puntodincontro.mx




Incontro prospicuo tra Com.It.Es Costa Rica, Unione Nazionale Pro Loco Italia e Associazione Borghi più Belli d’Italia

comites pro loco

comites pro locoIl 23 ottobre 2024, si è tenuto in Costa Rica un incontro importante che ha visto protagonisti il Com.It.Es Costa Rica, rappresentato dal presidente Giuseppe Cacace e dalla vicepresidente Paola Ceccon, e due illustri associazioni italiane: l’Unione Nazionale Pro Loco Italia, con il presidente Antonio La Spiena e la segretaria nazionale Sara Cavallaro, e l’Associazione Borghi più Belli d’Italia, rappresentata dal presidente Fiorello Primi.

Questo incontro ha posto le basi per un’alleanza strategica volta a rafforzare i legami culturali tra le comunità italiane nel mondo, partendo proprio dal Costa Rica.

Il Com.It.Es Costa Rica: Ruolo e Obiettivi

Il Com.It.Es (Comitato degli Italiani all’Estero) è un organismo essenziale per supportare e rappresentare gli italiani che vivono al di fuori dei confini nazionali. Il suo obiettivo è garantire che le comunità italiane, spesso numerose e culturalmente rilevanti, mantengano una connessione viva con la loro eredità culturale e la madrepatria. Il Com.It.Es Costa Rica si distingue per il suo impegno nel promuovere iniziative culturali e progetti che valorizzano le tradizioni italiane, anche nelle nuove generazioni di italo-discendenti.

Durante l’incontro, il presidente Giuseppe Cacace e la vicepresidente Paola Ceccon hanno sottolineato l’importanza di stabilire collaborazioni internazionali, partendo proprio dal legame con associazioni storiche italiane come l’Unione Nazionale Pro Loco Italia e l‘Associazione Borghi più Belli d’Italia.

L’Unione Nazionale Pro Loco Italia

L’Unione Nazionale Pro Loco Italia (UNPLI) è un’associazione di promozione sociale che opera per preservare e valorizzare le tradizioni locali italiane. Le Pro Loco sono enti radicati nelle comunità locali (comuni) che organizzano eventi culturali, sagre, feste popolari e altre iniziative legate alla promozione del patrimonio culturale italiano.

Il presidente Antonio La Spiena e la segretaria nazionale Sara Cavallaro, presenti all’incontro in Costa Rica, hanno discusso l’importanza di coinvolgere le comunità italiane all’estero, affinché anche loro possano beneficiare di questa tradizione di promozione e tutela delle culture locali.

L’Associazione Borghi più Belli d’Italia

L’Associazione Borghi più Belli d’Italia nasce per promuovere i piccoli centri storici italiani, autentici scrigni di bellezze artistiche, storiche e naturali. Questi borghi, spesso legati all’emigrazione italiana del passato, rappresentano un simbolo di italianità che molti discendenti all’estero riconoscono con affetto. Durante l’incontro in Costa Rica, era presente anche Fiorello Primi, presidente dell’associazione, che ha discusso l’importanza di mantenere viva la memoria di questi borghi tra le comunità italiane all’estero.

L’associazione lavora per mantenere vive le storie di questi borghi, permettendo agli italiani all’estero di scoprire o riscoprire le loro radici, contribuendo così a unire ulteriormente la diaspora italiana con il loro passato storico e culturale.

Obiettivi dell’incontro in Costa Rica

L’incontro mirava a creare una collaborazione strategica tra i Com.It.Es dell’America Centrale e Meridionale e le associazioni italiane partecipanti. L’obiettivo principale é quello di sviluppare progetti condivisi per rafforzare il legame tra le comunità italiane all’estero e il patrimonio culturale italiano, spesso trascurato nelle terre di emigrazione. Un punto focale della discussione è stata la valorizzazione dei dialetti italiani ancora parlati dai discendenti all’estero.

La valorizzazione dei dialetti italiani

Un aspetto fondamentale emerso dall’incontro riguarda la preservazione dei dialetti italiani che, in molti casi, sono ancora utilizzati dai discendenti italiani in vari Paesi del mondo. Questi dialetti rappresentano un patrimonio linguistico unico, contenente espressioni e parole ormai dimenticate in Italia. Il progetto di valorizzazione, promosso da Com.It.Es Costa Rica e dalle due associazioni italiane, mira a riscoprire e conservare questo tesoro culturale.

Il progetto “Pro Loco Costa Rica”

Uno dei risultati più tangibili dell’incontro sarà la creazione della Pro Loco Costa Rica, seguendo il modello di successo già avviato dalla comunità italiana di New York. Questa iniziativa rappresenta un’opportunità per portare anche all’estero la struttura e la missione delle Pro Loco italiane, coinvolgendo i discendenti di italiani nella promozione della cultura e delle tradizioni locali italiane. La nascita della Pro Loco Costa Rica sarà un passo importante per far sentire più vicine le comunità italiane sparse per il mondo.

I borghi italiani e il legame con l’emigrazione

L’interesse per i borghi italiani, luoghi pieni di storia e tradizione, è forte tra gli italo-discendenti, che spesso ne hanno sentito parlare dai loro nonni o bisnonni emigrati. Attraverso il progetto dei Borghi più Belli d’Italia, le nuove generazioni di italiani all’estero potranno riscoprire i luoghi da cui provengono le loro famiglie e sentirsi più vicini alla loro terra d’origine.

L’incontro si è concluso con la promessa di ulteriori collaborazioni, con l’obiettivo di realizzare nuovi progetti a favore delle comunità italiane all’estero, consolidando un legame che affonda le sue radici nella storia e nell’identità culturale italiana. Le sinergie create da questa alleanza avranno certamente un impatto positivo sia per i discendenti italiani che per i borghi e le comunità locali in Italia, rafforzando un senso di appartenenza globale.

L’auspicio è che questi progetti futuri possano crescere e dare vita a collaborazioni sempre più fruttuose, mantenendo vivo il patrimonio italiano all’estero e costruendo ponti tra le generazioni, le tradizioni e le nazioni.




Il Presidente Macron al Parlamento del Marocco: collaborazione aperta e riconoscimento della sovranità marocchina sulle provincie meridionali

immagine 2024 10 29 131952

immagine 2024 10 29 131952Il Presidente della Repubblica Francese, Macron, in occasione del discorso pronunciato al Parlamento del Marocco ha ribadito che la posizione della Francia, sulla questione del Sud del Regno è chiara. Infatti, dopo diversi anni di ambiguità , la Francia riconosce che il piano di autonomia del Regno non solo è valido ma che rappresenta l’unica forma per la stabilità regionale.

Davanti al Parlamento , il Presidente francese, si è impegnato a nome della Francia a difendere il piano di autonomia delle province del sud in ogni contesto internazionale. Un gesto ed un discorso molto importante ed atteso.

Con queste parole la Francia riconosce la sovranità del Marocco sulle provincie meridionali all’interno di una “autonomia avanzata” che sia in grado di far sviluppare questa regione. Un progresso al quale la Francia vuole partecipare attraverso seri investimenti

Di particolare interesse, il passaggio in cui , il Presidente Macron ha sottolineato come il riconoscimento della sovranità marocchina sulle provincie meridionali, non sia contro qualcuno. Un chiaro riferimento  questo, all’ Algeria. Un passaggio importante , perché il Presidente francese, ha nei fatti chiesto all’Algeria di rivedere la sua posizione, un modo educato ma fermo e preciso.

Altrettanto lampante è il legame con cui  , il Presidente Macron, ha legato la stabilità del sud del Marocco alla questione del Sahel. In quest’ultimo caso , la Francia sconta una pesante sconfitta sul piano geopolitico. Una situazione simile a quella dell’Indocina  tra la fine degli anni 40 e la prima metà degli anni 50 del XX secolo.

Nel Sahel , la Francia ha di fatto perso , ed ora per ritornare ad essere protagonista deve cercare altre soluzioni . L’unica possibile è quella di una stretta alleanza con il Marocco . Ma con due fattori che distingueranno questo accordo: il primo che sarà una allenza alla pari tra Marocco e Francia e non una egemonia della seconda sulla prima. La seconda è che il Marocco non intende esercitare nessuna egemonia politica o militare sull’Africa , semmai costruire l’unità africana con la politica del dialogo e del consenso .

Il Marocco non ha una tradizione di egemonia politica o militare sul continente e la linea della politica estera è quella di elevare l’Africa con l’Africa e non con nessuna potenza non africana . In questa cooperazione, molto delicatamente , vi sarà un successo enorme per la linea strategica del Marocco ed una vittoria tattica per la Francia




Alla scoperta delle comunità trentine in Brasile nel 150° dell’emigrazione

associazione trentini nel mondo logo

associazione trentini nel mondo logoNel maggio 2025 le comunità trentine del Brasile celebreranno i 150 anni della grande migrazione. Il 1875 è una pietra miliare per la loro storia: solo in quell’anno migliaia di persone lasciarono la loro terra tirolese per le foreste e le piantagioni del sud del Brasile. Oggi una sessantina di Circoli trentini in Brasile testimoniano il profondo legame con il Trentino, una comunità fiorente e ben organizzata che rappresenta le decine di migliaia di trentini che vivono negli Stati di Rio Grande do Sul, Santa Catarina e San Paulo. Per celebrare questo anniversario, l’Associazione Trentini nel mondo organizzerà un viaggio di due settimane dal 23 maggio al 9 giugno. Partendo da Porto Alegre e terminando a San Paulo, i partecipanti visiteranno tutti i principali luoghi della cultura trentina e avranno la possibilità di godere di una prospettiva particolare ed emozionante sul Brasile e sulle sue bellezze culturali e naturali uniche. L’iniziativa è aperta a tutti i trentini di ogni parte del mondo.(Inform)




La Tripodi in Cile incontra autorità governative, imprenditori e collettività italiana

g7 il sottosegretario maria tripodi alla conferenza ministeriale del commercio foto i twitter mmagine5

g7 il sottosegretario maria tripodi alla conferenza ministeriale del commercio foto i twitter mmagine5Il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale Maria Tripodi, dopo la partecipazione al G20 di Brasilia, è da ieri in missione in Cile. Al centro dell’agenda gli stretti legami bilaterali e le ulteriori prospettive di reciproca collaborazione.

Il Sottosegretario ha avuto proficui bilaterali con l’omologa agli Affari Esteri, Gloria De la Fuente e con la Sottosegretaria alla Giustizia Maria Ester Torres Hidalgo. Tra i temi trattati, oltre alle relazioni politiche e commerciali, i focus su: cooperazione in ambito culturale, scientifico, universitario e diplomazia giuridica. Sono state inoltre approfondite le eccellenti collaborazioni tra i due Paesi sia nella lotta al crimine organizzato, con il Programma Falcone-Borsellino, sia tra Carabinieri e Carabineros cileni in diversi settori, inclusa la formazione.

Il Sottosegretario è stata successivamente ricevuta dalla Presidente del Tribunale Costituzionale, Daniela Marzi Muñoz. Inoltre, nel quadro della diplomazia della crescita promossa dalla Farnesina a sostegno delle imprese italiane, Tripodi ha inaugurato il Seminario “Investire in Cile”, organizzato da Ambasciata e Camera di Commercio. A margine ha avuto una colazione di lavoro con esponenti del mondo imprenditoriale italo-cileno e della collettività italiana. “Sono particolarmente soddisfatta dell’intensa missione”, ha dichiarato il Sottosegretario prima di partire alla volta di Asunción in Paraguay. “Il Cile è un importantissimo attore regionale intriso di italianità ad ogni livello. Ci avviamo alle prossime consultazioni politiche bilaterali, previste nel primo semestre 2025, in un clima di ritrovato slancio che costituisce un seme prezioso per il futuro”.

 

 




In attesa della visita del Presidente Macron in Marocco

mohammed vi, emmanuel macron

mohammed vi, emmanuel macron

La visita del Presidente francese Emmanuel Macron in Marocco, programmata dal 28 al 30 ottobre, rappresenta un momento altamente simbolico nelle relazioni bilaterali tra i due paesi, in un contesto di profondi cambiamenti politici e geopolitici in Africa. Ad accogliere Macron ci sarà re Mohammed VI, il quale riserverà al Presidente francese un’accoglienza solenne, accogliendolo personalmente all’aeroporto al suono di 21 colpi di cannone. Successivamente, i due capi di Stato si incontreranno al Palazzo Reale per un colloquio faccia a faccia, al termine del quale è prevista la firma di una serie di accordi strategici tra i due paesi. Questa visita non è solo un’occasione diplomatica, ma riflette la necessità per la Francia di rivedere la propria posizione e i propri rapporti con i paesi africani, specialmente alla luce dei recenti sviluppi nella regione del Sahel e dell’affermazione del Marocco come un importante attore regionale.

Il Sahel rappresenta una delle questioni più spinose per la Francia, e i recenti cambiamenti di leadership in paesi come Mali e Senegal hanno alterato gli equilibri e le relazioni tradizionali della Francia in Africa. Negli ultimi anni, i nuovi leader africani hanno espresso chiaramente la volontà di limitare l’influenza di Parigi e di diversificare le proprie alleanze politiche, economiche e militari, cercando supporto e partnership alternative, specialmente con paesi come la Cina, la Turchia, e in misura crescente la Russia. La Francia si trova quindi nella difficile posizione di dover adattare rapidamente la propria politica estera per mantenere una presenza significativa nel continente.
Un altro elemento rilevante è l’Iniziativa Atlantica promossa dal Marocco, un progetto geopolitico ambizioso che punta a creare un asse di cooperazione strategica tra paesi dell’Africa occidentale e dell’America Latina, unendo stati accomunati da sbocchi sull’oceano Atlantico e da interessi strategici comuni. Questo progetto rappresenta una sfida diretta per l’influenza francese in Africa. La Francia, infatti, vede nell’Africa un partner economico e strategico imprescindibile, specialmente alla luce delle recenti perdite di influenza in Asia e della competizione economica con la Cina. Tuttavia, se il Marocco riuscisse a consolidare l’Iniziativa Atlantica, potrebbe non solo ridurre il ruolo francese in Africa, ma anche creare un’alternativa economica e diplomatica per i paesi africani, allontanandoli ulteriormente dall’orbita di Parigi.
Questa visita, quindi, potrebbe rivelarsi decisiva per delineare un nuovo corso nei rapporti franco-marocchini e, più in generale, nelle relazioni tra Francia e Africa. Macron è consapevole che la Francia non può più permettersi di mantenere lo stesso approccio paternalistico e a volte interventista che ha caratterizzato la sua politica estera africana in passato. Il cambiamento di rotta appare inevitabile se la Francia vuole evitare di essere completamente esclusa dai futuri scenari geopolitici africani. In questo contesto, il Marocco si presenta come un partner strategico fondamentale per Parigi, grazie alla sua posizione geografica e al suo crescente peso politico ed economico.
Durante il vertice al Palazzo Reale, è probabile che Macron e Mohammed VI discuteranno di progetti di cooperazione economica e di sicurezza. La Francia potrebbe cercare di rafforzare le sue partnership in settori strategici, come quello energetico e delle infrastrutture, e di rinnovare il suo impegno nella lotta al terrorismo nel Sahel, dove la minaccia jihadista continua a destabilizzare l’area. Il Marocco, da parte sua, potrebbe utilizzare l’incontro come un’occasione per consolidare la propria posizione come mediatore e stabilizzatore nella regione, rafforzando i legami con la Francia ma al contempo mantenendo una politica autonoma e indipendente.
In sintesi, la visita di Macron in Marocco potrebbe segnare l’inizio di una nuova era nelle relazioni tra Francia e Africa. La necessità di un cambiamento è evidente, e la Francia deve dimostrare di essere pronta ad adattarsi a un continente sempre più pluralista, in cui i paesi africani cercano di affermare la propria sovranità e autonomia geopolitica. L’incontro tra Macron e Mohammed VI sarà quindi non solo una cerimonia di protocollo, ma un’opportunità per la Francia di dimostrare la sua volontà di costruire relazioni basate sul rispetto reciproco e la cooperazione mutua, in linea con le nuove realtà politiche e economiche dell’Africa contemporanea