CGIE: Rispondere ai bisogni di un’emigrazione che cambia

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imagesRispondere ai bisogni sempre più complessi e specifici dell’emigrazione italiana, affrontare le sfide legate ai nuovi flussi migratori e fornire supporto qualificato e adeguato all’attuale realtà della nostra diaspora. Questo, in estrema sintesi, è quanto la Commissione II del CGIE – Sicurezza e tutela sociale, ha presentato nel suo programma operativo, focalizzato in primis su un monitoraggio accurato dei bisogni emergenti dei migranti italiani, che ormai rappresentano una realtà composita e articolata.
L’immagine dell’emigrante, infatti, è cambiata radicalmente rispetto agli stereotipi del passato: oggi si tratta di giovani, studenti, lavoratori, famiglie e pensionati che si trasferiscono all’estero per motivi sempre più diversificati e specifici. La maggior parte degli emigranti – rivela un recente studio della Fondazione Migrantes – ha come ultima residenza una regione del Nord Italia, con un aumento dell’emigrazione e un’evoluzione delle motivazioni che la spingono, il che comporta la necessità di fornire un supporto mirato e qualificato.
La Commissione ha dunque espresso l’auspicio che si attuino politiche in grado di trattenere o riportare in patria i giovani talenti senza disperderne le competenze, “ma qui il tema diventa squisitamente politico – sottolinea Maria Candida Imburgia, Presidente della II Commissione tematica, illustrando la relazione – e, al riguardo, il CGIE può solo avanzare idee e proposte”.
La Commissione ha dunque riconosciuto anche l’importanza di monitorare le esigenze di coloro che, dopo un periodo all’estero, decidono di tornare in Italia. Il fenomeno del ritorno è in crescita e comporta sfide uniche che richiedono attenzione e supporto specifico.
La Commissione del CGIE ha quindi voluto evidenziare come le donne oggi emigrino principalmente per migliorare le loro condizioni economiche e perseguire carriere professionali più gratificanti, non più per motivi di ricongiungimento familiare. Questo cambiamento riflette una loro crescente indipendenza e determinazione. Occorre inoltre rispondere alle necessità della vecchia emigrazione e dei pensionati che si trasferiscono all’estero per motivi economici, fiscali o familiari. L’assistenza a queste categorie richiede un approccio dedicato per garantire che ricevano il supporto di cui hanno bisogno.
Un’area in cui è particolarmente urgente intervenire, secondo la Commissione, è quella sanitaria: è necessario avviare una ricerca approfondita sui problemi riscontrati dai connazionali all’estero prendendo in considerazione gli accordi, i rapporti con le ASL, le procedure e le specificità dei vari Paesi. L’obiettivo è fornire un’informazione più puntuale ed efficace, e sviluppare soluzioni in collaborazione con gli interlocutori istituzionali competenti.
Anche il fronte previdenziale presenta molte criticità irrisolte, secondo la Commissione: vanno chiarite e migliorate le procedure per la reversibilità agli orfani, il riscatto dei contributi per gli italiani del Venezuela, l’assegno unico per i residenti all’estero e le convenzioni bilaterali da aggiornare.
Una questione particolarmente problematica è rappresentata anche dall’impossibilità di utilizzare lo SPID per chi non possiede più un documento italiano, cosa che complica i rapporti tra i connazionali all’estero e le istituzioni nazionali.
La Commissione si è quindi impegnata a rappresentare queste problematiche ai decisori e a sollecitare soluzioni praticabili. Allo scopo anche di aumentare la collaborazione tra il MAECI e i patronati che resta un tema di grande rilevanza poiché definire e regolamentare questa sinergia potrebbe comportare benefici significativi per i connazionali all’estero. “Ci attendono impegni decisivi – conclude Imburgia – che affronteremo con il consueto spirito di dedizione e rispetto nei confronti della nostra comunità oltre confine, proponendo soluzioni innovative e mirate”. (aise)




Messico. Il governatore dello Yucatan ha incontrato l’ambasciatore Modiano

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modianodiazvertIl governatore eletto dello Stato messicano dello Yucatan, Joaquín Díaz Mena, ha incontrato a Città del Messico l’ambasciatore d’Italia, Alessandro Modiano, con l’obiettivo di promuovere la cooperazione bilaterale e dare impulso a nuovi investimenti.

Díaz, che entrerà in carica il 1° ottobre, intende incoraggiare iniziative che rafforzino i legami dell’Italia con il Messico, nonché progetti di collaborazione, promozione del commercio, della cultura, dell’istruzione e del turismo.

Tra i punti menzionati in un comunicato diffuso dall’ufficio del politico messicano, si cita anche la cooperazione in materia di sicurezza, con l’obiettivo di rafforzare la tranquillità della popolazione dello Stato dello Yucatan attraverso la formazione costante delle forze di polizia.

Díaz Mena ha sottolineato le nuove opportunità di investimento che verranno offerte dalla modernizzazione di Puerto Progreso e il suo collegamento con il Treno Maya nelle modalità turistiche e merci, oltre ai progetti che si stanno sviluppando nei parchi industriali e nella infrastruttura ferroviaria della regione.

L’Ambasciatore Modiano ha affermato che l’Italia cercherà di sfruttare le opportunità offerte dal nuovo accordo modernizzato tra Messico e Unione Europea – ancora in attesa di ratifica – per espandere il mercato dei prodotti agroalimentari del Bel Paese, aprendo nuove opportunità commerciali e rafforzando i legami economici tra le due nazioni.

Foto: Quadratín Yucatán

puntodincontro.mx




Il Marocco nel primo quarto di secolo di Mohamed VI

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2023073012414566312(2)Ieri sera Sua Maestà Mohamed VI ha indirizzato all’ intera Nazione il tradizionale messaggio in occasione dell’ anniversario della sua ascesa al trono. Quest’ anno, Sua Maestà celebra i 25 anni di Regno che hanno segnato lo sviluppo della società marocchina . Una società ed una Nazione che non solo sta’ creando sviluppo interno ma con una visione pro attiva verso l’ Africa intera. Sua Maestà, in questo appuntamento, ha voluto ricordare la sfida che il Marocco ha intrapreso per assicurare un bilancio idrico costante e sicuro. In particolare, Sua Maestà ha voluto ricordare il piano idrico nazionale e il centro di dissalazione di Casablanca che sarà alimentato interamente con energie rinnovabili. Non poteva mancare, nel discorso di Sua Maestà, un passaggio alla crisi in medio oriente. Questo passaggio merita una attenzione particolare. Infatti, Sua Maestà, ha ricordato come la causa palestinese sia una causa nazionale per il Marocco. Ma ha aperto una riflessione più ampia. La situazione tra Israele e Palestina deve trovare una soluzione definitiva. Infatti, non si può continuare a vivere in fasi in cui il conflitto è più duro a fasi dove è solo “congelato” . La perenne tensione non fa bene alla regione. Per questo Sua Maestà, ribadendo la necessità di un cessate il fuoco, sollecita l’ avvio di una fase non solo diplomatica ma anche politica. Un momento, che deve vedere coinvolti sia israeliani sia palestinesi con l’ esclusione degli estremisti di entrambe le parti. Lo sbocco naturale deve essere quella di due Nazioni con Al Quds Orientale capitale dello Stato di Palestina. Sua Maestà, ha deciso di non fare troppi discorsi alla Nazione , riservando solo ad alcuni momenti come l’ inizio del suo Regno. In questo quarto di secolo il Marocco è divenuto non solo un’ attore regionale ma posso dire continentale ed Mediterraneo. Il Marocco, in pochi anni, ha attuato riforme che impattano sulla vita di ogni giorno. Le infrastrutture, messe a disposizione dell’ intero continente, il miglioramento delle condizioni sociali che hanno permesso la creazione di posti di lavoro in Patria evitando il dolore dell’ emigrazione. In questi venticinque anni una Nazione considerata ai margini del Continente africano è divenuto protagonista della rivoluzione africana. Un cambiamento che ha interessato numerosi Paesi del continente che vedono nel Marocco una Nazione affidabile e ponte naturale tra Africa ed Europa. Come tutto il mondo anche la società marocchina è cambiata, e per questo Sua Maestà, è sempre attendo che l’ ordinamento dello Stato segua il cambiamento. Questo atteggiamento è in linea con l’ islam sunnita malikita . Una scuola islamica che permette di seguire i cambiamenti dei tempi senza dimenticare la centralità del messaggio della Fede. In questo Sua Maestà è stato fedele custode e difensore. Per questo possiamo dire che questi venticinque anni sono stati gli anni del lancio del Marocco. Non possiamo dimenticare che lo Stato, seguendo le alte istruzioni reali, si è interessato delle fasce deboli della società attraverso non solo piani di assistenza diretta ma, il miglioramento dell’ istruzione, della formazione professionale e, non meno importante anche lo sport. Tutte queste assi di intervento servono a consolidare la società e cercare, per quanto possibile, di trovare soluzioni alle soluzioni sociali più fragili. Il piano casa, lanciato qualche anno fa, ad esempio, ha permesso di dare abitazioni dignitose ad ampi strati della popolazione. L’ intero Marocco, ogni marocchino, in questi venticinque anni si è sentito parte integrante di dello sforzo sociale per costruire un Marocco pronto per raggiungere gli obbiettivi del 2030. Ma tutti gli strati della società dalle forze politiche, a quelle militari ed ai tanti marocchini è stato coinvolto, nel grande sforzo di promuovere l’unità della Nazione. Una difesa , quella della Patria che vede coinvolti tutti. Difendere l’ unità della Nazione ha portato al riconoscimento internazionale dei buoni progetti del Regno e la lenta ed inesorabile isolamento delle forze esterne separatiste. Questo quarto di secolo non rappresenta la fine di una fase storica del Regno ma l’ inizio di una grande trasformazione che , è mia opinione, farà del Marocco il protagonista del continente africano e del Mediterraneo.




Cgie, Speciale assemblea Plenaria 2024, la Commissione tematica Sicurezza, tutela sociale e sanitaria: monitoraggio dei bisogni e sostegno ai migranti

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maria candida imbrugia presidente ii commissione cgie speciale assemblea plenaria 2024 la commissione tematica sicurezza tutela sociale e sanitaria immagine3La Commissione Sicurezza e tutela sociale del CGIE, a un anno dalla sua costituzione, ha presentato il programma operativo durante l’Assemblea plenaria dello scorso giugno, focalizzato su un monitoraggio accurato dei bisogni emergenti dei migranti italiani, che ormai rappresentano una realtà composita e articolata. L’immagine dell’emigrante è cambiata radicalmente rispetto agli stereotipi del passato: oggi si tratta di giovani, studenti, lavoratori, famiglie e pensionati che si trasferiscono all’estero per motivi sempre più diversificati e specifici.

La maggior parte degli emigranti – rivela un recente studio della Fondazione Migrantes – ha come ultima residenza una regione del Nord Italia, con un aumento dell’emigrazione e un’evoluzione delle motivazioni che la spingono, il che comporta la necessità di fornire un supporto mirato e qualificato.  La Commissione esprime l’auspicio che si attuino politiche in grado di trattenere o riportare in patria i giovani talenti senza disperderne le competenze, “ma qui il tema diventa squisitamente politico – sottolinea Maria Candida Imburgia, Presidente della II Commissione tematica, illustrando la relazione – e, al riguardo, il CGIE può solo avanzare idee e proposte”.  La Commissione riconosce anche l’importanza di monitorare le esigenze di coloro che, dopo un periodo all’estero, decidono di tornare in Italia. Il fenomeno del ritorno è in crescita e comporta sfide uniche che richiedono attenzione e supporto specifico.  Si evidenzia anche come le donne oggi emigrino principalmente per migliorare le loro condizioni economiche e perseguire carriere professionali più gratificanti, non più per motivi di ricongiungimento familiare. Questo cambiamento riflette una loro crescente indipendenza e determinazione.  Occorre inoltre rispondere alle necessità della vecchia emigrazione e dei pensionati che si trasferiscono all’estero per motivi economici, fiscali o familiari. L’assistenza a queste categorie richiede un approccio dedicato per garantire che ricevano il supporto di cui hanno bisogno.  Un’area in cui è particolarmente urgente intervenire è quella sanitaria: la Commissione intende avviare una ricerca approfondita sui problemi riscontrati dai connazionali all’estero prendendo in considerazione gli accordi, i rapporti con le ASL, le procedure e le specificità dei vari Paesi. L’obiettivo è fornire un’informazione più puntuale ed efficace, e sviluppare soluzioni in collaborazione con gli interlocutori istituzionali competenti.  Anche il fronte previdenziale presenta molte criticità irrisolte: vanno chiarite e migliorate le procedure per la reversibilità agli orfani, il riscatto dei contributi per gli italiani del Venezuela, l’assegno unico per i residenti all’estero e le convenzioni bilaterali da aggiornare. Una questione particolarmente problematica è l’impossibilità di utilizzare lo SPID per chi non possiede più un documento italiano, cosa che complica i rapporti tra i connazionali all’estero e le istituzioni nazionali. La Commissione si impegna a rappresentare queste problematiche ai decisori e a sollecitare soluzioni praticabili. Allo scopo, la collaborazione tra il MAECI e i patronati resta un tema di grande rilevanza poiché definire e regolamentare questa sinergia potrebbe comportare benefici significativi per i connazionali all’estero.  “Ci attendono impegni decisivi – conclude Imburgia – che affronteremo con il consueto spirito di dedizione e rispetto nei confronti della nostra comunità oltre confine, proponendo soluzioni innovative e mirate”. Per la relazione completa CGIE_RELAZIONE_II-COMMISSIONE-TEMATICA-06-24.pdf (cgieonline.it).(Inform)




L’UNAIE sostiene la “Ricerca sulla genitorialità italiana all’Estero” della Fondazione Migrantes

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unaie1 e1581341294641L’UNAIE (Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati) si unisce all’appello della Fondazione Migrantes per una partecipazione massiccia alla ricerca sulla genitorialità italiana all’estero. L’iniziativa, condotta da Eleonora Voltolina e inserita nel quadro del Rapporto Italiani nel mondo, mira a raccogliere dati fondamentali per comprendere le esperienze delle famiglie italiane residenti fuori dai confini nazionali. #genitoriexpat #famiglieallestero è l’hashtag attraverso il quale si sta diffondendo l’invito a partecipare a questa indagine cruciale e necessaria. La ricerca, infatti, si propone di esplorare come sia vivere la genitorialità lontano dall’Italia, un tema che tocca da vicino una vasta comunità di italiani residenti all’estero o recentemente rientrati in patria. Attualmente, siamo in una fase critica di raccolta dei dati, e il contributo delle famiglie italiane è essenziale per il successo dell’iniziativa. Il questionario è aperto a tutti coloro che vivono all’estero o che sono tornati in Italia dopo un periodo di permanenza all’estero. La partecipazione è semplice e può avvenire online, rendendo accessibile il contributo anche a coloro che si trovano in diverse parti del mondo. “L’Unaie invita tutti a partecipare e a diffondere il questionario”, ha dichiarato il presidente Oscar De Bona. “È un’occasione importante per dare voce alle esperienze di chi vive l’italianità fuori dai confini nazionali, contribuendo a una maggiore comprensione e valorizzazione di queste realtà”. Come partecipare? Partecipare è semplice: basta compilare il questionario disponibile online.  (questo  il link https://fs25.formsite.com/ventidue/nig2lukmdg/index?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR0bpYev3vZgr5EOkBDuDfDLpexVJFeUOkA24KVEu0JBTNybe6_sEH1SBdw_aem_7vZqDsK9imAY3c5XTt_X0w) o condividerlo con amici e conoscenti che potrebbero rientrare nel campione di ricerca. Ogni risposta è preziosa e aiuterà a delineare un quadro più preciso e articolato della vita delle famiglie italiane all’estero. Perché partecipare? Comprendere le sfide e le opportunità della genitorialità all’estero è fondamentale per sviluppare politiche e servizi adeguati, sia per chi vive fuori dall’Italia sia per chi rientra dopo un periodo di emigrazione. Questa ricerca, quindi, non è solo un’opportunità per raccontare la propria storia, ma anche un modo per contribuire al benessere collettivo della comunità italiana globale. L’UNAIE, insieme alla Fondazione Migrantes, ringrazia tutti coloro che parteciperanno e sostiene fortemente questa iniziativa di grande valore sociale e culturale.(Inform)




Lombardia, Festa dell’Emigrante a Nembro dal 1° all’8 agosto

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lombardia festa dellemigrante a nembro dal 1° all8 agosto immagine7Festa dell’Emigrante a Nembro dal 1° all’8 agosto. La manifestazione , giunta alla XXIX edizione, si svolgerà presso il Museo della Miniera e dell’Emigrazione, Piazzetta dell’Emigrante. La Festa verrà inaugurata il 1° agosto ore 21 con la proiezione del film Manodopera (interdit aux chiens et aux italiens) di di Alain Ughetto (Francia, 2022, 70′). Il 3 agosto alle ore 18 andrà in scena lo spettacolo teatrale “E si finiva nel pozzo nero della miniera” a cura di Teatro Incontro. Il 4 agosto dalle ore 16 alle ore 18 sono in programma una visita guidata al Museo della Miniera e dell’Emigrazione e un laboratorio didattico per bambini dai 6 ai 12 anni. Il 6 agosto ,ore 21, si terra la presentazione de “Gli angeli dei ‘Musi Neri’”, libro di Walter Basso dedicato alle donne dei minatori italiani in Belgio. Sarà presente l’autore. Il 7 agosto la Festa dell’Emigrante. Alle ore 9.30: ritrovo al Museo della Miniera e dell’Emigrazione, alle ore 10.30 la Messa (in caso di maltempo presso il Santuario dello Zuccarello), alle 11.30: commemorazione delle vittime della tragedia di Marcinelle e presentazione del progetto “Baracca del Minatore”. Alle 12.00 Saluto delle Autorità locali presenti. Seguirà il pranzo presso un ristorante di Nembro. L’ 8 agosto, dalle ore 16 alle 18, visita guidata al Museo della Miniera e dell’Emigrazione e laboratorio didattico per bambini dai 6 ai 12 anni. (Inform)




Una nota della Farnesina sulla situazione in Libano

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licensed imageIl Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani sta seguendo in queste ore, in stretto coordinamento con il Ministro della Difesa Guido Crosetto, l’evoluzione della crisi in Libano. Il Governo italiano ha già rinnovato ai governi israeliano e libanese la richiesta pressante di fare tutto quanto in loro potere per evitare un’ulteriore escalation negli scontri militari nella regione, una fase che potrebbe finire fuori controllo e provocare altri danni e lutti dolorosi in un’area colpita da un conflitto che andrebbe al contrario totalmente disinnescato.

Il Ministro Tajani ha avviato consultazioni telefoniche con i Ministri degli Esteri di Israele, Israel Katz, e del governo libanese, Abdullah Bou Habib.

Tajani e Crosetto, con i vertici dei loro ministeri, hanno valutato le opzioni a disposizione per la protezione dei cittadini italiani presenti nella regione. La Farnesina rafforza il monitoraggio operativo sugli italiani in Libano e Israele e continua a suggerire a tutti i cittadini italiani in grado di farlo di lasciare la regione.

Nelle scorse settimane assieme al Comando Operativo di Vertice Interforze della Difesa, anche con riferimento alla presenza militare in Unifil, l’Unità di Crisi della Farnesina ha aggiornato i piani per possibili evacuazioni.




Veneto, Zaia per la Giornata dei Veneti nel mondo

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veneto zaia a pian del cansiglio per la giornata dei veneti nel mondo e il cansiglio day immagine20Domenica 28 luglio il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia sarà a Pian del Cansiglio – Tambre Alpago (Belluno) – per la 31^ Manifestazione Internazionale Cansiglio Day e la 14^ Giornata dei Veneti nel Mondo. L’arrivo del Presidente Zaia è previsto per le 10:10 alla sede di Veneto Agricoltura dove avrà inizio la giornata organizzata dall’Associazione Trevisani nel Mondo. “È con grande piacere e orgoglio che intendiamo celebrare la 31ª edizione del Cansiglio Day, tradizionale e imperdibile manifestazione dedicata ai Trevisani nel mondo che, in questa cornice ambientale di grande suggestione e dai  molteplici risvolti storico-culturali, accolgono un numerosissimo pubblico proveniente non solo dal Veneto, ma anche da altre Regioni d’Italia e dall’estero”.  Così il Presidente Zaia nel suo messaggio di benvenuto ai partecipanti. “Tale iniziativa, che quest’anno viene abbinata alla Celebrazione della Giornata dei Veneti nel mondo, costituisce – sottolinea Zaia – un appuntamento doppiamente importante. Rivolgendosi espressamente a tutte le comunità venete, esalta il carattere identitario, il passato, le tradizioni e i valori della nostra gente . Non mi stancherò di ripetere -prosegue – che i Veneti nel mondo costituiscono una risorsa viva, attiva e insostituibile per la nostra Regione. Sono, a tutti gli effetti, ambasciatori dei nostri territori poiché riescono a promuoverne un’immagine positiva. Il merito è da rintracciare in tutti quei valori che i nostri emigranti si portarono nei paesi che li ospitarono: impegno, tenacia, professionalità e competenza, tanta voglia di fare. Ringrazio pertanto di cuore tutti i partecipanti e rivolgo un particolare plauso agli organizzatori di questa splendida Giornata per l’impegno profuso. Il lavoro di squadra, oltre a rendere onore alla tempra di noi Veneti, dona a noi tutti la possibilità di vivere assieme un momento di gioia, come solo una grande famiglia sa fare”, conclude il Presidente della Regione Veneto . “Nel palcoscenico naturale della Piana del Cansiglio che delimita ben tre confini provinciali, ritorna con la sua 31^ edizione il Cansiglio Day, giornata di incontri gioiosi e di ricordi, occasione di scambi di esperienze tra persone che hanno un forte attaccamento alla terra di origine, alla propria lingua e alle proprie tradizioni. Portatori di principi e di valori che li hanno accompagnati in ogni più lontana parte del mondo, diventando protagonisti dello sviluppo dei paesi che li hanno accolti e facendosi ovunque apprezzare per la loro tenacia, per la dedizione al lavoro, per l’onestà”, sottolinea nel suo messaggio Franco Conte, Presidente AITM. “Uno sguardo sul passato -continua – per ricordare il ruolo che l’emigrazione ha avuto nella storia dell’Italia, con l’attenzione rivolta alla nuova emigrazione, quella dei tanti giovani che, per scelta o per necessità, continuano a lasciare il nostro paese. Nel ricordo del nostro fondatore mons. Canuto Toso, e come lui avrebbe voluto, sarà una grande festa allietata dallo sventolio di tante bandiere mosse dal comune sentire dell’appartenenza alla propria terra. Un’occasione per un omaggio speciale ai conterranei che percorrono le strade di tutto il mondo. Il Cansiglio  è festa, cuore e storia che non sarà dimenticata perché un paese che non dimentica il proprio passato ha un futuro in cui traghettare le nuove generazioni. Per volontà della Regione Veneto, alla quale va la nostra riconoscenza, il Cansiglio Day 2024 coincide con la Giornata del Veneti nel Mondo e con l’assegnazione di riconoscimenti a persone che hanno onorato il Veneto”, conclude Conte che “a tutti, a nome della Trevisani nel Mondo” dà “un caloroso benvenuto e un affettuoso saluto”. La manifestazione inizierà alle ore 10 con il ritrovo presso il piazzale del rifugio S. Osvaldo. Per le ore 10:15  è in programma la sfilata di benvenuto con gonfaloni, autorità e partecipanti, aperta  dalla Banda di Cappella Maggiore.  Alle 10:30  Messa celebrata dal Vescovo di Vittorio Veneto Mons. Corrado Pizziolo e concelebrata da sacerdoti associativi. Canterà il Coro “Atelier Agogica” diretto da Elisabetta Battaglia con la collaborazione di Renzo Rostirolla e del M° Giovanni Campello. Alle 11:30 il saluto delle autorità presenti e alle 12:00 la consegna delle onorificenze “Premio Eccellenze Venete”. Alle 13:00  , pranzo comunitario nella tensostruttura allestita presso l’Hangar Cansiglio, dove per tutta la manifestazione sarà visitabile presso l’Hangar Cansiglio la mostra fotografica “Emigrazione della bonifica Veneti a Latina e ad Arborea”.  La cerimonia religiosa, come preannunciato dalla Trevisani nel Mondo,  verrà trasmessa in diretta televisiva e via streaming dall’emittente Antenna3 e sarà visibile anche sui canali social associativi. (Inform)




New York, firmato il Protocollo d’Intesa nel campo dello sviluppo sostenibile tra Italia e Costa Rica

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new york firmato il protocollo dintesa nel campo dello sviluppo sostenibile tra italia e costa rica immagine13Sottoscritto nei giorni scorsi a margine dell’High Level Political Forum sullo Sviluppo Sostenibile in corso a New York, il nuovo Protocollo d’Intesa tra il MASE e il Ministero dell’Ambiente e dell’Energia del Costa Rica. L’accordo – firmato presso la Missione del Costa Rica dal Sottosegretario Sen. Claudio Barbaro e dall’Ambasciatrice Maritza Chan Valverde, Rappresentante Permanente del Costa Rica presso le Nazioni Unite – conferma e rafforza il supporto dell’Italia al piccolo Paese centroamericano nel suo impegno per trasformarsi, entro il 2050, in un vero laboratorio mondiale per la decarbonizzazione attraverso il mantenimento della crescita economica, la riduzione delle emissioni di CO2 e gli investimenti in infrastrutture sostenibili. Il MASE intende sostenere i Paesi dell’America Centrale in materia di lotta ai cambiamenti climatici, stimolando la transizione verso un’economia sostenibile a basse emissioni di carbonio, facilitando l’accesso delle popolazioni all’energia “pulita”, e promuovendo la gestione sostenibile delle risorse naturali. (Inform)




Gallup: Le elezioni in Venezuela saranno “un referendum” sul chavismo

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maduro gonzalez urrutia 690x362La società di analisi cita nel suo rapporto sulle elezioni che il Venezuela “potrebbe essere sull’orlo del cambiamento” e sottolinea le “frustrazioni” dei venezuelani da anni. Se Maduro riuscirà a mantenere il potere si prevede un’ondata migratoria.

L’istituto di sondaggi americano Gallup ritiene che le elezioni presidenziali di questa domenica in Venezuela saranno “un referendum” sul modello politico che ha governato il Paese sudamericano negli ultimi 25 anni.

“Il destino del presidente Maduro non è l’unica cosa (da decidere) nelle elezioni in Venezuela questo fine settimana. Il voto sarà anche un referendum sul “socialismo del 21° secolo” che ha governato il Paese e influenzato la sua politica per un quarto di secolo”, rileva il rapporto della società, pubblicato 48 ore prima del voto.

Gallup, società americana di consulenza e analisi fondata nel 1935, con sede a Washington, avverte nel suo rapporto sulle elezioni nel Paese sudamericano che i venezuelani sono “frustrati” nel mezzo di una crisi umanitaria “complessa”.

“Anni di politiche economiche fallimentari, l’erosione delle istituzioni democratiche e la repressione del dissenso politico hanno colpito profondamente i venezuelani”, si legge nel documento, preparato dagli analisti Jesús Ríos e Julie Ray.

Gallup afferma di registrare da 20 anni queste “frustrazioni” della maggioranza dei venezuelani, che includono difficoltà nell’acquisto di cibo, sentimenti di insicurezza e dubbi sull’“onestà” delle loro scelte.

Questo stato d’animo riguardo alle loro condizioni di vita “potrebbe indicare un fermo desiderio di cambiamento”, avverte la società, che sottolinea l’ascesa e il favoritismo dell’opposizione da parte del candidato Edmundo González Urrutia e della leader María Corina Machado.

Gallup cita uno studio dell’Università Cattolica Andrés Bello per parlare dei buoni numeri dell’opposizione, secondo il quale “il Paese potrebbe essere sull’orlo del cambiamento”.

L’azienda nordamericana avverte che il percorso verso il cambiamento politico in Venezuela “presenta ostacoli” e che il governo Maduro ha “una storia ben documentata di indebolimento dell’integrità elettorale e di semina di sfiducia diffusa nel processo”.

Il rapporto evidenzia che lo scorso anno il Venezuela ha registrato solo il 26% di fiducia nell’onestà delle sue elezioni, un tasso inferiore alla media dell’America Latina, pari al 38%.

Gallup afferma di notare che i desideri migratori dei venezuelani sono stati “congelati” a causa delle loro aspettative riguardo alle elezioni, ma sottolinea che gli osservatori ritengono che nuovi numeri record di emigrazione siano possibili se Maduro riuscirà a riconquistare il potere.

Più di un quarto della popolazione vuole ancora emigrare e questo desiderio è il doppio di quello registrato quando Maduro prese il potere nel 2013, avverte.

L’azienda afferma che i venezuelani “si sentono meglio” riguardo alla propria vita: il 34% di loro li valuta abbastanza positivamente da considerarli “prosperi”. È una delle medie più basse della regione. Tale percentuale ha raggiunto il 13% nel 2016.

da Voz de America