Dalla Cultura con Amore: la spy story che ha distrutto Gennaro Sangiuliano

Breve riassunto per coloro che non conoscono la querelle: a inizio agosto, un ministro conosce un’avvenente ragazza bionda (Maria Rosaria Boccia), un po’ influencer e un po’ imprenditrice, un po’ Tatiana Romanova e un po’ Monica Lewinsky, dotata di fascino, cultura e dialettica. Nel ministro della cultura nasce l’idea di affidare alla donna un ruolo da consigliera. Tuttavia, tutto si complica quando con la Boccia, che accompagnava il ministro indossando occhialini muniti di telecamera nascosta, “sboccia” l’amore e la paura di innescare un pericoloso conflitto di interessi resetta tutto. Titoli di coda? Neanche per sogno! Come in una nota canzone di Antonello Venditti: “E quando penso che sia finita, è proprio allora che (per Sangiuliano) comincia la salita…”
Dunque, basta essere una bella donna bionda per poter avvicinare un ministro, entrare nelle stanze frequentate da un ministro, incontrare le persone e le personalità che incontra un ministro, sentire le conversazioni che coinvolgono un ministro e leggere documenti e e-mail destinate a un ministro? La nomina prima promessa e poi ritirata, i soldi dei contribuenti che potrebbero essere stati implicati, le lacrime versate in televisione e le scuse alla moglie, a Meloni, ai collaboratori ma non agli italiani bastavano e avanzavano per giustificare l’inevitabile. Tuttavia, il vero problema è che se la signora fosse stata una brava donna barbuta di 140 cm di altezza per 100 kg di peso, dubito fortemente che il ministro le avrebbe permesso di accompagnarlo agli eventi e di aspirare a una nomina a consigliera. Questo, oltre a sollevare grossi dubbi sulla sicurezza dell’intero paese e disilludere i pochi italiani ancora attratti da una generazione politica tra le peggiori di sempre, sfregia il più primordiale concetto di meritocrazia.
L’ex ministro, non solo per questo ma soprattutto per questo, ha dovuto dimettersi, accettando di incidere la parola fine sotto al suo mandato e alla sua intera carriera politica. Questa storia(ccia!) dovrebbe far riflettere i tanti politici assillati da quella stramaledetta mania di grandezza che, ahimè, non è solo un banale luogo comune, ma se nulla ha insegnato il sexgate che coprì di ridicolo Bill Clinton, per quale motivo dovremmo credere che possa farlo il bocciagate?