Dazi Usa. Tajani: “Reagire non come Italia ma come Ue”. La Cina risponde.

Mentre le borse viaggiano da due giorni nel profondo rosso, alle 6.01 ora italiana, sono entrati in vigore i dazi del 10% imposti dall’amministrazione Trump sull’import, che si aggiungono ai dazi già esistenti. La nuova tassazione imposta dagli Stati Uniti, ha stravolto le borse di tutto il mondo: in soli due giorni, le borse europee hanno perso 1.241 miliardi e al momento non si prevedono miglioramenti.
Secondo il Guardian la tariffa iniziale del 10% è entrata in vigore nei porti marittimi, negli aeroporti e nei magazzini doganali degli Stati Uniti, inaugurando la nuova era economica di Trump. Tra i paesi colpiti per la prima volta ci sono Australia, Regno Unito, Colombia, Argentina, Egitto e Arabia Saudita.
LA RISPOSTA DELLA CINA
Intanto la Cina prepara la sua mossa e replica duramente ai dazi imposti dall’America, con una tassazione del 34% su tutti i prodotti importati dagli Stati Uniti a partire dal 10 aprile e inserisce nella ‘black list’ altre aziende americane.
LUNEDÌ NUOVO VERTICE DI MELONI, MARTEDÌ CONFRONTO CON CATEGORIE
Per avere in tempo breve un’idea il più possibile chiara, per l’economia italiana e del quadro complessivo, dell’impatto e dei settori maggiormente danneggiati nei diversi scenari, la premier Meloni ha fissato per lunedì un vertice “con i due vicepremier, il Ministro dell’Economia, dell’Industria, dell’Agricoltura, delle Politiche europee. Lo stesso gruppo di lavoro del Governo, che da ora deve sentirsi prioritariamente impegnato sul tema, si confronterà anche con i rappresentanti delle categorie produttive, che sono stati convocati a Palazzo Chigi per martedì 8 aprile”.
TAJANI: NO A GUERRA COMMERCIALE, REAGIRE NON COME ITALIA MA COME UE
“Dobbiamo pensare di reagire a ciò che hanno fatto gli Stati Uniti soltanto da soli come italiani? Siamo 60 milioni di italiani, reagiamo e otteniamo che cosa? Facciamo finta di niente? Reagiamo in maniera violenta? Ma se lo facciamo come Europa forse possiamo ottenere molto, ma molto di più. Io non credo nella guerra commerciale, la guerra commerciale fa male in assoluto a tutti, è quello che ci chiedono le nostre imprese. La nostra proposta come italiani è di non avviare questa guerra commerciale, il che non significa non stare a schiena dritta, guai ad apparire di fronte a un interlocutore, per quanto amico, come una realtà debole, perché poi se siamo divisi siamo deboli”. Lo ha detto il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, intervenendo al Consiglio nazionale del partito in corso al Palazzo dei Congressi di Roma. Per questo, ha sottolineato Tajani, “io insisto sull’unità: farci dividere, fare trattative individuali non significa fare il bene delle nostre imprese, significa indebolire il loro potere contrattuale, oltre al fatto che non si può fare perché il trattato affida alla Commissione Europea la trattativa e la competenza esclusiva per la politica commerciale, quindi sbaglia chi dice che si può trattare a livello individuale. Però possiamo avviare politiche commerciali nazionali, quindi la trattativa la fa la Commissione Europea. Vedremo cosa si deciderà lunedì”.
Agenzia DIRE – www.dire.it
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