Decifrati i gruppi sanguigni dei Neanderthal e dei Denisovani

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unnamedLe analisi del gruppo sanguigno di tre esemplari Neanderthal e un uomo di Denisova avvalorano le ipotesi sulle origini africane degli ominidi, la dispersione eurasiatica e gli incroci con l’Homo sapiens. Questi, in estrema sintesi, i risultati di uno studio, pubblicato sulla rivista Plos One, condotto dagli scienziati dell’Università di Aix-Marseille e del Centre national de la recherche scientifique (CNRS) e del French Blood Establishment (EFS), che hanno esaminato i gruppi sanguigni degli ominidi per ricostruire le loro origini.

Neanderthal e Denisovani erano presenti in tutta l’Eurasia da 300 a 40mila anni fa, e nonostante gli sforzi di sequenziamento del genoma, esistono ancora diversi interrogativi riguardo le due specie ominidi.

Il team ha considerato sette gruppi sanguigni noti, che comprendono le combinazioni di A, B, zero e Rh. Si riteneva infatti che i Neanderthal fossero caratterizzati univocamente dal gruppo sanguigno zero, ma i ricercatori hanno scoperto un’intera gamma di variabilità A, B e zero. Nella specie è stato anche identificato un unico allele Rh assente negli esseri umani moderni.

I risultati, spiegano gli autori, supportano la teoria del mescolamento genetico tra Neanderthal e umani moderni. Gli esperti hanno anche evidenziato una bassa diversità genetica e la possibilità che questi antichi ominidi fossero suscettibili alle problematiche dovute all’incompatibilità del gruppo Rh in gravidanza. Questo implica che alcune madri Neanderthal che portavano in grembo i figli di Homo sapiens o Denisovani potrebbero essere state soggette a una serie di complicazioni di tipo ematico.

Questi indizi, concludono gli scienziati, supportano l’ipotesi che la bassa diversità genetica e il basso tasso di successo riproduttivo possano aver contribuito alla scomparsa della specie Neanderthal.

AGI.IT