Dieci dollari in più per lasciare la Repubblica Dominicana: una tassa che potrebbe costare cara al turismo?

La nuova riforma fiscale dominicana continua a far discutere. Tra le misure previste figura anche l’aumento dell’imposta di uscita dal Paese, una tassa che grava su chi lascia la Repubblica Dominicana per via aerea, marittima o terrestre. La domanda che si pongono operatori turistici e compagnie aeree è semplice: questa misura rischia di rendere il Paese meno competitivo rispetto ad altre destinazioni dei Caraibi?

Attualmente la tassa di uscita ammonta a 20 dollari. Con la nuova normativa salirebbe a 30 dollari per passeggero. Secondo il governo, l’aumento consentirebbe di raccogliere tra i 7 e gli 8 miliardi di pesos aggiuntivi all’anno, contribuendo a rafforzare le entrate fiscali in un momento economico internazionale particolarmente delicato.
Le perplessità arrivano soprattutto dal settore dell’aviazione. L’Associazione Dominicana delle Linee Aeree (ADLA) ha avvertito che ogni aumento del costo dei viaggi può avere conseguenze sulla competitività del turismo nazionale. La Repubblica Dominicana, infatti, compete direttamente con altre destinazioni caraibiche per attrarre turisti, investimenti e nuove rotte aeree.
Gli esperti del settore ricordano che il turismo rappresenta uno dei principali motori dell’economia dominicana. Nel 2026 il comparto dovrebbe generare oltre 12,5 miliardi di dollari di entrate e continua a registrare numeri record di visitatori. Proprio per questo molti osservatori ritengono che qualsiasi misura capace di aumentare il costo del viaggio debba essere valutata con estrema cautela.
Dall’altra parte, il governo sostiene che l’incremento della tassa rappresenta un costo relativamente contenuto rispetto al prezzo complessivo di una vacanza e che non dovrebbe incidere in modo significativo sulle decisioni dei turisti internazionali. Il dibattito, tuttavia, resta aperto.
La sfida per Santo Domingo sarà trovare il giusto equilibrio tra la necessità di aumentare le entrate fiscali e quella di preservare uno dei settori più importanti dell’economia nazionale. Perché se è vero che dieci dollari in più possono sembrare poca cosa, nel mercato globale del turismo anche i dettagli possono fare la differenza.