Dolly arriva su Hispaniola, mentre una nuova minaccia cresce nel Golfo del Messico

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I resti della tormenta tropicale stanno portando piogge e forti raffiche nei Caraibi. Il NHC avverte: possibile sviluppo nel Golfo del Messico.

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L’Atlantico tropicale si presenta questa mattina con due situazioni da seguire attentamente.

La prima riguarda direttamente noi: i resti di Dolly hanno raggiunto l’area di Puerto Rico e si stanno dirigendo verso Hispaniola.

La seconda è molto più lontana dalla Repubblica Dominicana, nel Golfo del Messico, dove una nuova area di bassa pressione si è organizzata meglio e potrebbe trasformarsi nelle prossime ore in una depressione tropicale o persino in una nuova tempesta tropicale.

Per ora il National Hurricane Center precisa che non esiste alcun ciclone tropicale attivo nell’Atlantico. Ma la situazione è tutt’altro che tranquilla.

I resti di Dolly sono arrivati ai Caraibi

Dolly non è più una tormenta tropicale.

Ma sarebbe un errore considerare conclusa la vicenda.

Il National Hurricane Center segnala infatti una forte onda tropicale, costituita dai resti di Dolly, che si estende dall’Atlantico attraverso il Passaggio della Mona e interessa l’area di Puerto Rico e Hispaniola.

Le immagini satellitari e le osservazioni al suolo non mostrano una circolazione chiusa.

Questo significa che non c’è, al momento, un nuovo ciclone tropicale.

E il NHC ritiene improbabile una nuova organizzazione nelle prossime 24-48 ore.

Ma c’è un problema diverso.

Piogge forti e raffiche stanno già interessando la regione

L’onda tropicale sta producendo rovesci e temporali, accompagnati da forti raffiche di vento.

Il fenomeno interessa le Isole Sottovento, le Isole Vergini e Puerto Rico e si sta spostando verso Hispaniola.

Il National Hurricane Center prevede quindi piogge localmente intense e forti raffiche nei prossimi due giorni, con particolare attenzione alle zone montuose, dove l’orografia può accentuare le precipitazioni.

Per la Repubblica Dominicana questo è il punto più importante dell’aggiornamento odierno.

Non sta arrivando un uragano. Sta arrivando una grande massa di umidità accompagnata da temporali e vento.

E gli effetti possono essere comunque significativi.

La traiettoria passa sopra Hispaniola

La carta che abbiamo davanti è molto eloquente.

L’area gialla associata ai resti di Dolly si estende verso Hispaniola, mentre la freccia indica il movimento verso ovest.

Il sistema dovrebbe attraversare l’isola tra oggi e le prossime ore per poi dirigersi verso Cuba.

Il bollettino del NHC indica infatti che l’onda tropicale interesserà Hispaniola oggi e stanotte, per poi raggiungere l’est di Cuba martedì.

Questo significa che la Repubblica Dominicana è già dentro l’area da monitorare.

Il mare è tutt’altro che tranquillo

Non bisogna guardare soltanto alla terraferma.

Il NHC segnala venti di 20-30 nodi, cioè circa 37-56 km/h, associati all’onda tropicale.

Nei mari dell’area sono inoltre presenti onde che possono raggiungere 8-11 piedi nell’Atlantico vicino alle Antille e 6-9 piedi nei passaggi caraibici.

Per chi vive sulle coste o deve navigare, quindi, la situazione è decisamente meno tranquilla di quanto potrebbe far pensare il fatto che Dolly non sia più una tempesta tropicale.

Ma la vera novità è nel Golfo del Messico

Mentre i resti di Dolly attraversano i Caraibi, un’altra situazione sta evolvendo dall’altra parte.

Nel Golfo del Messico, a sud della foce del Mississippi, si trova un’area di bassa pressione denominata AL97.

E questa volta il National Hurricane Center è più preoccupato.

Il sistema è diventato meglio organizzato rispetto a ieri, presenta una zona concentrata di temporali e venti di circa 30-35 mph.

Il NHC ritiene probabile un ulteriore sviluppo mentre la perturbazione si sposta lentamente verso ovest-nordovest.

Potrebbe nascere una nuova tempesta

Secondo la previsione ufficiale, AL97 potrebbe trasformarsi in una depressione tropicale o in una tempesta tropicale di breve durata prima di raggiungere le coste dell’alto Texas o della Louisiana sud-occidentale, probabilmente tra oggi e martedì.

Il National Hurricane Center ha già emesso una Gale Warning per l’area marina interessata.

La probabilità di formazione di un ciclone tropicale è considerata alta nei prossimi sette giorni.

Questa è quindi, al momento, la zona dell’Atlantico che presenta il maggiore potenziale di sviluppo ciclonico.

Due sistemi, due situazioni completamente diverse

È importante non confondere le due aree evidenziate sulla carta.

🟡 Caraibi – resti di Dolly

  • Nessuna circolazione chiusa.
  • Nessun ciclone tropicale.
  • Improbabile nuova intensificazione nelle prossime 24-48 ore.
  • Piogge forti e temporali su Hispaniola.
  • Forti raffiche di vento.
  • Mare agitato.
  • Il sistema proseguirà verso Cuba.

🔴 Golfo del Messico – AL97

  • Area di bassa pressione meglio organizzata.
  • Possibile ulteriore sviluppo.
  • Possibile formazione di una depressione tropicale o tempesta tropicale.
  • Direzione verso Louisiana/Texas.
  • Nessuna minaccia diretta per la Repubblica Dominicana.

E l’Atlantico orientale?

Per ora non c’è motivo di preoccuparsi.

Il NHC sta seguendo anche alcune onde tropicali nell’Atlantico, ma nessuna di queste rappresenta attualmente una minaccia immediata.

Una perturbazione si trova lungo la costa africana e si muove verso ovest.

Un’altra onda si trova intorno ai 42-43° ovest, a sud di 21° nord, e presenta alcune aree temporalesche.

Sono sistemi che continueranno a essere monitorati, soprattutto considerando che siamo ormai entrati nella fase più attiva della stagione degli uragani.

Per la Repubblica Dominicana: oggi e domani attenzione alle piogge

La situazione per noi può essere riassunta in modo molto semplice.

Dolly non è tornata a essere una tempesta.

Ma i suoi resti sono sopra la nostra regione e possono provocare precipitazioni intense.

Il rischio principale riguarda quindi:

  • inondazioni improvvise;
  • allagamenti urbani;
  • aumento della portata di fiumi e torrenti;
  • smottamenti nelle zone montuose;
  • forti raffiche di vento;
  • condizioni marine difficili.

Il NHC sottolinea proprio che la conformazione montuosa delle isole può accentuare le precipitazioni.

Non è il caso di creare allarme

Anche questo va detto con chiarezza.

Non c’è oggi un uragano diretto sulla Repubblica Dominicana.

Non c’è neppure una depressione tropicale in formazione vicino all’isola.

Quello che abbiamo è una forte onda tropicale, già prevista nei giorni scorsi, che sta attraversando la regione.

La differenza è importante.

Ma altrettanto importante è non sottovalutare la quantità di acqua che può cadere quando una massa di aria tropicale attraversa Hispaniola.

La situazione potrebbe cambiare dopo il passaggio

C’è poi un elemento interessante indicato dal NHC.

Sebbene i resti di Dolly abbiano poche possibilità di riorganizzarsi immediatamente, le condizioni potrebbero diventare più favorevoli a metà settimana, quando il sistema raggiungerà il sud-est del Golfo del Messico.

Questo significa che la storia potrebbe non essere completamente chiusa.

Prima però bisognerà vedere cosa resterà del sistema dopo il suo passaggio attraverso Hispaniola e Cuba.

Dolly non è più una tormenta, ma non è ancora scomparsa.

E contemporaneamente, dall’altra parte del Golfo del Messico, una nuova perturbazione sta cercando di organizzarsi.

Per la Repubblica Dominicana la priorità è oggi molto concreta: seguire le piogge e le raffiche provocate dai resti di Dolly nelle prossime 24-48 ore.

Poi guarderemo nuovamente verso il Golfo.

Perché la stagione degli uragani continua.

E l’Atlantico, anche quando sembra liberarsi di una minaccia, ne presenta già un’altra all’orizzonte.

Fatti Nostri continuerà a seguire quotidianamente l’evoluzione dei sistemi tropicali, con particolare attenzione alle conseguenze per la Repubblica Dominicana.

Aggiornamento basato sui bollettini ufficiali del National Hurricane Center/NOAA del 31 agosto 2026.