Bayahibe: il rogo che riaccende il dibattito sui tetti in cana dei resort

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Per chi conosce la Repubblica Dominicana fanno parte del paesaggio. Reception, ristoranti, bar sulla spiaggia e gazebo con i tradizionali tetti in cana, realizzati con foglie di palma intrecciate, sono uno dei simboli dell’ospitalità caraibica. Ma il devastante incendio che ha colpito il Viva Dominicus Beach di Bayahibe ha inevitabilmente riacceso il dibattito sul loro impiego e sulla sicurezza delle strutture turistiche.

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Le indagini sulle cause del rogo sono ancora in corso e, al momento, le autorità non hanno indicato l’origine dell’incendio. Le prime valutazioni tecniche del Centro de Operaciones de Emergencias (COE), tuttavia, evidenziano che la presenza delle coperture in cana, unita al forte vento, avrebbe favorito la rapidissima propagazione delle fiamme. Si tratta di un elemento che riguarda la diffusione dell’incendio, non la sua causa.

La cana continua a essere ampiamente utilizzata nei resort dominicani, soprattutto nelle aree comuni. Oltre al valore estetico, offre un eccellente isolamento naturale dal calore e contribuisce a creare quell’atmosfera tropicale che milioni di turisti cercano quando scelgono una vacanza ai Caraibi.

Negli ultimi anni, però, molti alberghi di nuova costruzione hanno iniziato a percorrere una strada diversa. Dietro l’aspetto tradizionale si trovano sempre più spesso strutture in cemento o acciaio, rivestite con materiali sintetici che riproducono l’effetto della palma ma garantiscono una maggiore resistenza al fuoco e una manutenzione più semplice. In altri casi, la cana viene utilizzata solo come rivestimento decorativo sopra coperture realizzate con materiali non combustibili.

L’incendio di Bayahibe potrebbe accelerare questa evoluzione. È probabile che, una volta concluse le indagini, il settore turistico e le autorità competenti si interroghino sull’opportunità di aggiornare gli standard di sicurezza, soprattutto per le strutture più datate che utilizzano ancora ampie coperture in materiali naturali.

La cana resta uno degli elementi che rendono inconfondibili i resort della Repubblica Dominicana. La sfida, dopo Bayahibe, sarà capire come continuare a preservare questa immagine senza rinunciare ai più elevati standard di sicurezza per ospiti e lavoratori.