E se Vittorio Emanuele II avesse detto “No, grazie”?

Facciamo finta che un giorno, mentre Cavour si presenta trafelato con una mappa mezza bruciacchiata e un piano per unificare l’Italia, Vittorio Emanuele II si guardi le mani (sporche di polvere da sparo e tartufo) e dica:
“Cavour, guarda… oggi no. Lascio perdere. Troppo sbattimento.”
Ecco cosa sarebbe potuto succedere se il Re avesse gentilmente declinato l’unificazione:
1. Il turismo interno sarebbe diventato estero.
Vuoi andare in vacanza in Puglia? Passaporto e dogana.
In Calabria? Serve il visto.
E il treno Roma-Milano diventa un InterNazionale.
Le famiglie miste “lei di Napoli, lui di Bologna” avrebbero avuto bisogno di un permesso di soggiorno… e di un traduttore simultaneo.
2. 20 Festival di Sanremo.
Ogni micro-regno avrebbe il proprio Sanremo:
- “Sanremo di Toscana” con musica medievale;
- “Sanremo del Regno delle Due Sicilie”, tre ore di mandolini e melodramma;
- “Sanremo di Venezia”, cantato in gondola, presentato da Casanova.
3. L’Italia agli Europei? Sì, ma in 7 versioni.
Immagina gli Europei di calcio:
- La Nazionale Sabauda gioca con la pipa in bocca e i calzettoni tirati fino all’ombelico.
- La Squadra Borbonica si rifiuta di correre se fa troppo caldo.
- I Toscani giocano solo se possono criticare l’arbitro in endecasillabi.
Risultato? Nessuna qualificata… ma grandi performance teatrali.
4. Il sud non avrebbe mai conosciuto la tassa sul macinato.
E il nord non avrebbe mai scoperto la pastiera.
Però nessuno avrebbe saputo cosa fare con il Molise.
(Il mistero resta, unificati o meno.)
5. Garibaldi sarebbe finito su un’isola a vendere magliette.
Magari con scritto “Io ho provato, eh!”
Oppure “Spedizione dei Mille. Ma gli altri 999 dove sono finiti?”
Conclusione alternativa (col solito sorriso):
L’unificazione è stata un casino? Certo.
Ma senza di lei, non avremmo potuto litigare con orgoglio tra Nord e Sud, senza sapere nemmeno bene perché.
Non avremmo potuto dire “italiani” con quel misto di disperazione e amore.
E forse, nel suo cuore baffuto, Vittorio lo sapeva:
“Non mi conviene… ma vuoi mettere il gusto di sentirsi maledettamente italiani?”