Messico / Italia – Accordo Italia-Messico per varietà di grano resistenti al clima


Il 7 ottobre 2025 è stato firmato un accordo tra CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura, Italia) e CIMMYT (Centro internazionale di miglioramento per mais e frumento, con sede in Messico), volto a sviluppare varietà di grano più produttive e resistenti ai cambiamenti climatici.
L’obiettivo è unire la competenza messicana nel miglioramento genetico di colture per ambienti aridi e caldi con l’esperienza italiana nelle varietà di frumento, per tutelare le filiere del grano nei due paesi.
In particolare, il progetto mira a rafforzare le catene del valore del grano, garantendo migliori rese anche in condizioni ambientali estreme, e contribuendo così alla sicurezza alimentare nel lungo termine.
Interesse per italiani in Messico / per le imprese agricole
Per agricoltori, imprese agroalimentari e realtà italiane operanti nel settore agricolo messicano, questo accordo apre opportunità di collaborazione tecnologica, trasferimento di competenze e partecipazione a progetti di ricerca congiunti.
Può essere un ponte concreto per startup italiane interessate al mercato latinoamericano dell’agritech, così come un’occasione per università e istituti di ricerca italiani di cooperare con centri messicani.
Per la comunità italiana in Messico, anche chi non opera nel settore agricolo, l’iniziativa rafforza l’immagine di Italia come partner tecnologico e innovativo, non solo “tradizionale”.
Sfide e scenari futuri
Il successo dell’accordo dipenderà dalla capacità di finanziamento, dalla velocità dell’implementazione varietale e dalla risposta del mercato. È necessario che i risultati siano trasferiti sul campo in tempi utili per gli agricoltori.
Un punto critico sarà la regolamentazione locale sui nuovi ibridi e sulle norme genetiche, che in alcuni paesi può essere lenta o vincolante.
Nel medio termine, se il progetto avrà ricadute positive, si potrà parlare di estensione a paesi del Centro America o Caraibi affini sotto il profilo climatico, con ricadute anche sulla comunità italiana impegnata nella cooperazione agricola.

A partire dal 1° novembre 2025 entrerà in vigore un dazio del 25 % sui camion medi e pesanti importati negli Stati Uniti, come parte della politica protezionistica annunciata dal presidente Trump.
Il 5 e 6 ottobre il Navy Pier di Chicago ospiterà la seconda edizione di Vinitaly.USA, il più importante appuntamento dedicato alla promozione del vino e dei distillati italiani sul mercato nordamericano.
L’annuncio dell’Amministrazione statunitense sull’entrata in vigore, il prossimo 14 ottobre, di nuovi dazi del 10% sul legname e del 25% sui mobili europei ha lanciato un forte segnale di allarme tra gli operatori del settore. Confagricoltura ha espresso seria preoccupazione, sottolineando che la misura rischia di interrompere una fase positiva dell’export dell’Unione Europea oltreoceano, in crescita da oltre quattro anni. Gli effetti, se confermati, sarebbero preoccupanti per l’intera filiera, che coinvolge non solo le imprese manifatturiere, ma anche le aziende agricole e i proprietari forestali.
Un ponte tra Italia e Messico per lo sviluppo di varietà di frumento più resilienti ai cambiamenti climatici, più produttive, più sostenibili. Il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) e Cimmyt, il Centro Internazionale di miglioramento del mais e del grano, con sede in Messico, hanno firmato un memorandum di intesa che prevede quattro pilatri strategici: sviluppo di nuove varietà, interscambio tecnologico e metodologico, condivisione di dati e risorse, formazione e mobilità.
“Il cibo italiano fa bene, non solo alle aziende italiane che lo esportano, ma anche agli americani. Vi prego di spargere questo messaggio in America”. È il progetto che il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha dato ad un gruppo di circa 100 italo-americani radunati presso il centro del Columbus Citizen Foundation di New York City il 24 settembre scorso. La riunione, organizzata da Filiera Italia e Coldiretti, rappresentate da Luigi Scordamaglia, faceva parte del programma dell’assemblea generale dell’Onu per promuovere la longevità, e la salute mentale e fisica nel mondo con l'”Italian agri-food model“. Entrambe con sede a Roma, Filiera Italia è un’associazione nata per sostenere e valorizzare il cibo italiano, mentre Coldiretti è la principale organizzazione di imprenditori agricoli in Italia.
Una delegazione composta da rappresentanti istituzionali di alto livello e imprese della Virginia, Stati Uniti, ha fatto visita nelle scorse ore a Trieste. Si tratta, come spiegato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, di “un ulteriore passo avanti nella collaborazione” sia economica che istituzionale.
Si sono svolti a Roma, nella sede dell’Agenzia ICE, la presentazione ufficiale e il primo incontro di formazione del progetto “Intellectual Property Education Plan”, nato da un’alleanza tra soggetti pubblici e privati per sostenere le PMI nella crescita e nella tutela dei propri prodotti e del proprio brand.
Con 345 milioni di litri esportati nel 2024 e un controvalore all’import di 2,25 miliardi di dollari, l’Italia è – assieme alla Francia – market leader dei vini d’importazione negli Stati Uniti. E, dazi o meno, non intende abdicare a questo ruolo. A dimostrarlo sarà Vinitaly.USA, la manifestazione firmata Veronafiere-Vinitaly che, al Navy Pier di Chicago il 5 e 6 ottobre, riunirà i più importanti produttori italiani: una piattaforma unica negli States, la più ampia per espositori, che affianca agli incontri b2b con il trade americano, focus strategici sul futuro del Vigneto Italia.
La Camera di Commercio Italiana in Costa Rica ha eletto i suoi nuovi vertici: Cristina Guerrini come Presidente e Salo Himmelstern come Vicepresidente.