Messico / Italia – Accordo Italia-Messico per varietà di grano resistenti al clima

agricoltura/ accordo italia messico per sviluppo varietà frumento resilienti

agricoltura/ accordo italia messico per sviluppo varietà frumento resilienti

Il 7 ottobre 2025 è stato firmato un accordo tra CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura, Italia) e CIMMYT (Centro internazionale di miglioramento per mais e frumento, con sede in Messico), volto a sviluppare varietà di grano più produttive e resistenti ai cambiamenti climatici.
L’obiettivo è unire la competenza messicana nel miglioramento genetico di colture per ambienti aridi e caldi con l’esperienza italiana nelle varietà di frumento, per tutelare le filiere del grano nei due paesi.
In particolare, il progetto mira a rafforzare le catene del valore del grano, garantendo migliori rese anche in condizioni ambientali estreme, e contribuendo così alla sicurezza alimentare nel lungo termine.

Interesse per italiani in Messico / per le imprese agricole
Per agricoltori, imprese agroalimentari e realtà italiane operanti nel settore agricolo messicano, questo accordo apre opportunità di collaborazione tecnologica, trasferimento di competenze e partecipazione a progetti di ricerca congiunti.
Può essere un ponte concreto per startup italiane interessate al mercato latinoamericano dell’agritech, così come un’occasione per università e istituti di ricerca italiani di cooperare con centri messicani.
Per la comunità italiana in Messico, anche chi non opera nel settore agricolo, l’iniziativa rafforza l’immagine di Italia come partner tecnologico e innovativo, non solo “tradizionale”.

Sfide e scenari futuri
Il successo dell’accordo dipenderà dalla capacità di finanziamento, dalla velocità dell’implementazione varietale e dalla risposta del mercato. È necessario che i risultati siano trasferiti sul campo in tempi utili per gli agricoltori.
Un punto critico sarà la regolamentazione locale sui nuovi ibridi e sulle norme genetiche, che in alcuni paesi può essere lenta o vincolante.
Nel medio termine, se il progetto avrà ricadute positive, si potrà parlare di estensione a paesi del Centro America o Caraibi affini sotto il profilo climatico, con ricadute anche sulla comunità italiana impegnata nella cooperazione agricola.




USA: da novembre nuovo dazio del 25 % su camion importati

camion

camionA partire dal 1° novembre 2025 entrerà in vigore un dazio del 25 % sui camion medi e pesanti importati negli Stati Uniti, come parte della politica protezionistica annunciata dal presidente Trump.

Il Messico è uno dei maggiori esportatori di questi veicoli verso gli USA, e già contesta la misura: molti camion importati includono componenti statunitensi al 50 %, il che rende l’imposizione un potenziale boomerang per le stesse filiere nordamericane.
Alcune aziende dell’industria automobilistica, come Stellantis e Volvo, hanno già esternato preoccupazioni per l’impatto sui costi e sulla competitività.

Cosa significa per gli italiani all’estero
Se sei coinvolto nei settori dell’automotive, export o import, questa misura può cambiare i costi logistici e le catene di approvvigionamento. Le aziende con stabilimenti in Messico o rotte transfrontaliere verso gli USA dovranno ricalcolare margini e strategie.




A Chicago il Vinitaly USA

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vinitaly usa chicago25Il 5 e 6 ottobre il Navy Pier di Chicago ospiterà la seconda edizione di Vinitaly.USA, il più importante appuntamento dedicato alla promozione del vino e dei distillati italiani sul mercato nordamericano.
Organizzato da Fiere Italiane con il supporto di Veronafiere, della Italian American Chamber of Commerce Midwest e dell’Italian Trade Agency (ICE), l’evento conferma la centralità degli Stati Uniti per l’export vitivinicolo italiano: nel 2024 il mercato americano ha assorbito il 24% delle vendite estere, con un ruolo decisivo per piccoli e medi produttori.
Con oltre 250 espositori, 2000 vini in degustazione, 10 masterclass e più di 30 eventi, Vinitaly.USA 2025 si conferma piattaforma privilegiata per creare connessioni tra cantine italiane, importatori, buyer e distributori statunitensi. Sono attesi più di 1500 professionisti del settore.
Il Ribbon Cutting Ceremony del 5 ottobre inaugurerà ufficialmente la manifestazione con la partecipazione del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, del presidente ICE – Italian Trade Agency, Matteo Zoppas, del sindaco di Chicago, Brandon Johnson, e del presidente di Veronafiere, Federico Bricolo.
Un momento che sottolinea il valore del vino italiano come ambasciatore economico e culturale, capace di unire due Paesi attraverso commercio, innovazione e lifestyle.
L’edizione 2025 proporrà un calendario di iniziative pensate per approfondire trend e nuove prospettive del settore: Women in Wine & Spirits, networking e leadership al femminile; State of the Industry: The Pulse, focus su dati, consumi e sfide globali; Wine2Wine Forum, per la prima volta fuori Verona; Vinitaly International Academy, decima edizione, seconda volta a Chicago; Masterclass dedicate ai migliori vini italiani premiati a livello internazionale; format innovativi come NextGen: New Lens, New Leaders e attività di mixology con nomi di riferimento della scena americana.
Quest’anno Vinitaly.USA ospiterà anche la delegazione dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, guidata dal campione Cristian Ghedina e dal sindaco di Verona Damiano Tommasi, con l’obiettivo di rafforzare la promozione internazionale delle Olimpiadi. (aise)




Dazi USA su legno e mobili: un salasso per le imprese italiane

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legno 750x375L’annuncio dell’Amministrazione statunitense sull’entrata in vigore, il prossimo 14 ottobre, di nuovi dazi del 10% sul legname e del 25% sui mobili europei ha lanciato un forte segnale di allarme tra gli operatori del settore. Confagricoltura ha espresso seria preoccupazione, sottolineando che la misura rischia di interrompere una fase positiva dell’export dell’Unione Europea oltreoceano, in crescita da oltre quattro anni. Gli effetti, se confermati, sarebbero preoccupanti per l’intera filiera, che coinvolge non solo le imprese manifatturiere, ma anche le aziende agricole e i proprietari forestali.

Il comparto italiano del mobile, in particolare, ha già iniziato a risentire delle tensioni commerciali e dei dazi di Washington. Secondo gli esperti, a luglio 2025 si è registrata una flessione del 7,7% dell’export di mobili italiani verso gli Stati Uniti, legata all’introduzione di un dazio del 15% già previsto dal precedente Accordo Quadro tra Bruxelles e Washington.

Ora, con la prospettiva di un ulteriore incremento al 25%, le ripercussioni potrebbero crescere. Il Centro Studi di FederlegnoArredo evidenzia che su un fatturato complessivo di 52 miliardi di euro generato dalla filiera legno-arredo italiana, una quota rilevante deriva proprio dalle esportazioni verso gli Stati Uniti, uno dei principali mercati di sbocco per il Made in Italy.

Il timore è che queste nuove barriere tariffarie rendano il legno e i mobili europei meno competitivi, a vantaggio di fornitori extra-UE. Una dinamica che potrebbe causare un freno agli investimenti, perdita di posti di lavoro e difficoltà nel mantenere i livelli produttivi.

Confagricoltura invita le istituzioni europee a intervenire rapidamente per avviare un confronto con Washington, evitare l’inasprimento delle misure e tutelare un comparto strategico per l’economia, l’ambiente e l’identità produttiva europea.

Per l’Europa la sfida sarà mantenere compattezza, mobilitare leve diplomatiche e difensive (come possibili misure di ritorsione conformi alle regole WTO) e supportare le imprese del legno e dell’arredo per adattarsi rapidamente al nuovo contesto. Solo così si potrà evitare che un momento di squilibrio esterno si trasformi in una crisi interna di capacità produttiva, occupazione e identità industriale.




Intesa Italia-Messico per lo sviluppo di varietà di frumento resilienti

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frumentopuntovertUn ponte tra Italia e Messico per lo sviluppo di varietà di frumento più resilienti ai cambiamenti climatici, più produttive, più sostenibili. Il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) e Cimmyt, il Centro Internazionale di miglioramento del mais e del grano, con sede in Messico, hanno firmato un memorandum di intesa che prevede quattro pilatri strategici: sviluppo di nuove varietà, interscambio tecnologico e metodologico, condivisione di dati e risorse, formazione e mobilità.

Il Cimmyt metterà a disposizione un materiale genetico adattato a climi aridi e caldi, il Crea la sua esperienza nel selezionare varietà adatte all’ambiente mediterraneo e confacenti alle esigenze qualitative dell’industria pastaia italiana.

Sarà predisposto l’accesso reciproco ai protocolli più innovativi per la selezione assistita da marcatori, la selezione genomica e le tecniche agronomiche sostenibili, quali, agricoltura conservativa, gestione dell’acqua e dei nutrienti.

Verrà potenziato lo scambio, già esistente ma informale, di linee genetiche promettenti. Ciò permetterà ai ricercatori italiani di avere a disposizione un bacino di diversità genetica enormemente più vasto per i loro programmi di breeding.

Infine, sarà costituito un ponte permanente tra Italia e Messico per ricercatori, dottorandi e tecnici per garantire un aggiornamento costante delle competenze e la formazione di una nuova generazione di genetisti italiani di profilo internazionale.

«La firma di questo accordo» —ha commentato Andrea Rocchi, presidente del Crea— «consente a noi e ai colleghi del Cimmyt, eredi rispettivamente del grande patrimonio di Strampelli e di Borlaug, di unire le forze per cereali —alimento alla base della dieta dell’umanità— sempre più produttivi e resilienti al cambiamento climatico, mettendo a frutto le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica e dall’avanzamento delle conoscenze».

Foto: siciliareport.it

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Tajani agli italo-americani di New York: diffondete il messaggio che il cibo italiano fa bene!

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1serafinitajani“Il cibo italiano fa bene, non solo alle aziende italiane che lo esportano, ma anche agli americani. Vi prego di spargere questo messaggio in America”. È il progetto che il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha dato ad un gruppo di circa 100 italo-americani radunati presso il centro del Columbus Citizen Foundation di New York City il 24 settembre scorso. La riunione, organizzata da Filiera Italia e Coldiretti, rappresentate da Luigi Scordamaglia, faceva parte del programma dell’assemblea generale dell’Onu per promuovere la longevità, e la salute mentale e fisica nel mondo con l'”Italian agri-food model“. Entrambe con sede a Roma, Filiera Italia è un’associazione nata per sostenere e valorizzare il cibo italiano, mentre Coldiretti è la principale organizzazione di imprenditori agricoli in Italia.
La Columbus Citizen Foundation è un’associazione di influenti italo-americani, situata in un lussuoso palazzo vicino a Central Park a Manhattan, che organizza anche l’annuale parata lungo la Quinta avenue in occasione del Columbus Day nel mese di ottobre. Per la visita della delegazione arrivata dall’Italia, è stata anche allestita una delle sue sale per un rinfresco. Lo scorso giugno la Foundation ha creato House of Made in Italy NYC, descritto come un “progetto culturale per promuovere l’identità italiana in America”.
Dopo aver assaggiato un piatto di risotto cucinato in loco, e con un discorso sia in inglese che in italiano, il Ministro Tajani ha anche toccato il problema dei dazi che, a sua detta, non sono un vero problema in quanto, all’attuale livello del 15% imposto dagli Usa per le importazioni dall’Italia, i dazi sono più bassi di quelli imposti ai paesi concorrenti, pertanto gli americani continueranno a favorire i prodotti italiani. (aise) 




USA. La Virginia in visita al Friuli

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30fedrigaUna delegazione composta da rappresentanti istituzionali di alto livello e imprese della Virginia, Stati Uniti, ha fatto visita nelle scorse ore a Trieste. Si tratta, come spiegato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, di “un ulteriore passo avanti nella collaborazione” sia economica che istituzionale.
Ad accogliere la delegazione statunitense è stato il Presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, che ha spiegato come questo incontro abbia “portato a proficue occasioni di incontro tra le realtà produttive e il sistema della ricerca scientifica del nostro territorio e le realtà oltreoceano. Sono già avvenuti i primi investimenti, ma l’obiettivo è rafforzare sempre di più questa collaborazione”.
Per Fedriga, infatti, il rapporto con lo Stato degli USA rappresenta “un’opportunità economica importante per il nostro sistema produttivo, ma anche di una scelta strategica, perché rafforzare i legami tra le democrazie occidentali significa consolidare un’alleanza che nasce dalle decisioni dei governi nazionali, ma che può essere ulteriormente sviluppata attraverso la cooperazione fra territori. Questo permette di creare nuove opportunità e relazioni solide, destinate a durare nel tempo”.
L’incontro è stato organizzato dal Virginia Small Business Development Center, la principale organizzazione di supporto alle piccole e medie imprese dello Stato della Virginia, che proseguirà fino al 2 ottobre.
La missione, che segue il successo della prima edizione e l’accordo bilaterale firmato lo scorso anno tra Fedriga e il governatore della Virginia, Glenn Youngkin, porta in Friuli Venezia Giulia otto imprese statunitensi attive in settori chiave come sicurezza, cybersicurezza, ingegneria dei materiali, scienze della vita e industria 4.0 (Ensco Microsearch, Sweet Science, Laser Thermal, Jeeva, Liquet, Spanalytics, Opswat e Oransi). Queste realtà saranno messe in contatto con il sistema economico regionale attraverso incontri diretti, visite aziendali e attività di networking, coordinati dall’Agenzia Select Fvg in collaborazione con le direzioni regionali al Lavoro, alle Attività Produttive, all’Agricoltura e al Patrimonio, il Cluster Scienze della Vita e le associazioni imprenditoriali del territorio.
A rimarcare la valenza istituzionale della missione è la presenza del segretario dell’Agricoltura e delle foreste della Virginia Matthew Lohr, affiancato dal direttore del marketing e dello sviluppo del Dipartimento dell’Agricoltura e dei servizi al consumatore Robert Davenport, referente per il settore agricolo nell’accordo bilaterale. La loro agenda prevede incontri con le istituzioni regionali, con il sistema della ricerca e con realtà produttive strategiche, tra cui i Vivai cooperativi Rauscedo e l’Università di Udine, con focus su viticoltura e patologie vegetali.
Un aspetto sottolineato dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier, che ha accolto la delegazione, è la possibilità di un confronto diretto tra imprese. “Questo incontro ci consente di creare un vero e proprio match tra le imprese statunitensi e quelle regionali. I modelli di business possibili sono molteplici, così come gli interessi comuni, perché le tematiche affrontate spaziano in diversi ambiti produttivi e settori di sviluppo. Il percorso avviato proseguirà nei prossimi giorni con ulteriori momenti di confronto direttamente nelle nostre aziende, nei centri di ricerca, nelle università e nel sistema industriale e produttivo del Friuli Venezia Giulia, permettendo di ampliare le occasioni di collaborazione. Gli interessi condivisi sono numerosi: ora sarà importante lavorare insieme per renderli concreti, generando nuove opportunità per entrambe le realtà sulle due sponde dell’Atlantico”. (aise) 

 




Come proteggere il Made in Italy: il progetto “Intellectual Property Education Plan”

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made in italy 240x240 eb54ecab d109 4963 951e b6919fc9db98Si sono svolti a Roma,  nella sede dell’Agenzia ICE, la presentazione ufficiale e il primo incontro di formazione del progetto “Intellectual Property Education Plan”, nato da un’alleanza tra soggetti pubblici e privati per sostenere le PMI nella crescita e nella tutela dei propri prodotti e del proprio brand.
L’iniziativa nasce da una collaborazione sinergica tra soggetti pubblici e privati – il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Agenzia ICE, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, la Guardia di Finanza, Amazon e Confindustria – e si propone di fornire strumenti e conoscenze fondamentali per affrontare le sfide della globalizzazione e tutelare l’eccellenza del Made in Italy nel mondo.
L’IP Education Plan è un percorso formativo articolato in otto webinar a cadenza mensile, in lingua italiana. Ogni appuntamento sarà focalizzato su un mercato strategico per le PMI esportatrici, quali Brasile, Emirati Arabi Uniti, Giappone, India, Regno Unito, Stati Uniti d’America, Turchia e Unione Europea. L’approccio sarà concreto e di taglio giuridico, arricchito dalla partecipazione di esperti del settore e dalle testimonianze dirette di imprese. Le tematiche affrontate spazieranno dalla tutela della proprietà industriale alla lotta alla contraffazione, dalle caratteristiche principali di selezionati mercati esteri agli strumenti disponibili per potervi accedere in sicurezza.
Il percorso è rivolto alle aziende che intendono acquisire competenze strategiche per proteggere i propri prodotti e il proprio brand in un contesto globale sempre più competitivo. Gli incontri permetteranno di approfondire gli aspetti normativi specifici di ogni mercato, identificare gli strumenti di assistenza disponibili e intraprendere azioni efficaci per sfruttare le opportunità legate all’internazionalizzazione e garantire il migliore posizionamento dei prodotti italiani all’estero.
Il progetto si avvale della guida di una vasta rete di esperti provenienti dalle principali istituzioni di riferimento nel campo della tutela IP: l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), l’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), Guardia di Finanza e Amazon che conferma il proprio impegno a fianco delle istituzioni per promuovere e proteggere le eccellenze Made in Italy nel mondo. In questo percorso Amazon supporterà le piccole e medie imprese a scoprire e conoscere gli strumenti per la protezione della proprietà intellettuale e le iniziative di formazione a supporto delle oltre 20.000 PMI italiane che già oggi, grazie ad Amazon, portano oltre tre milioni di prodotti Made in Italy ai clienti in tutto il mondo.
L’iniziativa potrà inoltre contare sul supporto della rete estera della Farnesina e dell’ICE, che metteranno a disposizione i desk ICE all’estero, gli esperti agricoli e gli esperti della Guardia di Finanza presso le Ambasciate. Questo ampio partenariato mira a offrire una visione completa e integrata delle opportunità e dei rischi legati all’IP e all’internazionalizzazione, con l’obiettivo finale di una efficace tutela del Made in Italy nel mondo. (aise) 




Vinitaly.Usa: mercato tutt’altro che maturo, obiettivo nuove aree di business

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19vinitalyusaCon 345 milioni di litri esportati nel 2024 e un controvalore all’import di 2,25 miliardi di dollari, l’Italia è – assieme alla Francia – market leader dei vini d’importazione negli Stati Uniti. E, dazi o meno, non intende abdicare a questo ruolo. A dimostrarlo sarà Vinitaly.USA, la manifestazione firmata Veronafiere-Vinitaly che, al Navy Pier di Chicago il 5 e 6 ottobre, riunirà i più importanti produttori italiani: una piattaforma unica negli States, la più ampia per espositori, che affianca agli incontri b2b con il trade americano, focus strategici sul futuro del Vigneto Italia.
Lo svela, tra gli altri, un’analisi dell’Osservatorio Unione italiana vini (Uiv) e Vinitaly, che traccia le rotte future dei prossimi eno-addicted a stelle e strisce in un mercato tutt’altro che maturo.
“Il 75% dei consumatori statunitensi di vino italiano – ha evidenziato il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini – si concentra in una quindicina di Stati, con in testa California, New York, Florida, Texas e Illinois. Gli Italian wine lover, oggi, provengono soprattutto da qui, sono in prevalenza consumatori di origine caucasica (75%), Boomers o Gen X (62%), con una significativa presenza del pubblico femminile. I dati ci confermano una notorietà media del 72% e un tasso di conversione all’acquisto del 55%: un patrimonio che – attraverso Vinitaly – vogliamo consolidare aprendoci al tempo stesso a nuovi target e mercati emergenti. In quest’ottica la scelta di Chicago non è casuale ma risponde alla volontà di essere al fianco delle imprese italiane nei luoghi più strategici per il loro sviluppo negli Stati Uniti”.
Secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly su base Iwsr (International Wine and Spirits Record, leader globale nei dati, nelle analisi e nelle informazioni strategiche per il settore delle bevande alcoliche), l’identikit del consumatore del futuro è di genere maschile, Gen Z ma anche Millennial, di etnia latinoamericana o afro-discendente, preferibilmente residente in Texas, Illinois, California, South Carolina e Georgia o altre aree con quei segmenti di popolazione non solo poco esplorati, ma che Stato per Stato dimostrano percentuali di gradimento del vino superiori alla media nazionale. Su queste direttrici l’obiettivo si espande in verticale su segmenti demografici in forte crescita, a partire dagli ispanici – che ormai valgono il 20% della popolazione complessiva, con punte superiori al 50% tra i più giovani in Stati come la California o il Texas -, come anche gli afroamericani (14%) o gli asiatici (6%). In orizzontale la diversificazione passa poi attraverso nuove geografie, e guarda a Stati emergenti dei consumi al di fuori delle aree tradizionali: una platea alternativa di 113 milioni di pressoché potenziali nuovi consumatori.
Dall’analisi sui target, si nota per esempio che gli Stati dove la prevalenza dei consumi è più maschile sono California, Florida e New York, mentre a livello etnico la popolazione afroamericana è abbondantemente sopra la media in Georgia, North Carolina e Virginia e gli ispanici in California e Texas. All’anagrafe, gli appartenenti alla Gen Z vanno sopra la media nazionale in Georgia, Illinois, nelle due Caroline e in Texas. Ancora in Texas ma anche a New York sono invece i Millennials ad avere percentuali di rappresentanza significativamente superiori alla media nazionale.
Ribaltando il dato sui vini italiani, e partendo dall’alto della classifica dei consumi, in California e in Florida l’identikit del consumatore di domani è maschio, di etnia ispanica, preferibilmente appartenente alla generazione Millennials. I possibili vini su cui puntare sono rossi, sia frizzanti (stile Lambrusco anche in versione amabile o dolce), sia fermi, strutturati e con spiccata morbidezza, come Primitivo e Amarone.
In Georgia, Illinois e nelle due Caroline il target è prettamente giovane e giovanissimo, ma di etnia afroamericana: qui il ventaglio dei prodotti si allarga, ricomprendendo rossi, in particolare siciliani base come Nero d’Avola ma anche Shiraz, oppure – lato vini bianchi – il Moscato d’Asti e gli spumanti base Moscato.
In Texas si rimane sui giovani, ma appartenenti alla comunità latina (ancora Lambrusco in primis, ma anche Chianti), mentre a New York e Washington il target su cui puntare maggiormente gli sforzi è quello dei Millennials, con vini bianchi non solo base Pinot grigio, ma allargando la “sperimentazione” ai varietali emergenti, come Vermentino e Ribolla. Infine, in Ohio occhi puntati sui Gen Z, mentre in Virginia sono gli afroamericani quelli con maggiore potenziale per i vini tricolori.
Se queste sono le opportunità che emergono negli Stati con forte propensione al consumo, altre – evidenzia Veronafiere – si possono cogliere in quegli Stati dove i consumi di vino hanno tassi di penetrazione interessanti, ma la conoscenza dei vini italiani è sotto media nazionale: dall’Arizona al Colorado, passando per Louisiana, New Mexico, Arkansas o Indiana. In Arizona, per esempio, incrociando i dati per genere, etnia ed età, il profilo che emerge è quello di una donna nella fascia over 40, ma appartenente anche alla comunità asiatica (più orientata verso i rossi strutturati, come il Montepulciano d’Abruzzo), mentre in Arkansas si scende alla generazione Millennials per affiancare alla popolazione caucasica gli appartenenti alla comunità afroamericana, a cui offrire un mix fatto di spumantistica marcatamente “territoriale” e rossi base Sangiovese, come il Brunello, e Merlot, come gli Igt toscani. Afroamericani sopra la media nazionale anche in Louisiana e Indiana: nel primo Stato il target è però preferibilmente maschio, sia molto giovane, sia appartenente a una fascia d’età più adulta, mentre in Indiana sono più che altro donne della Gen X. Nel New Mexico il target principale sono i consumatori di origine ispanica, ma di sesso maschile e rientranti nel gruppo dei Millennials, mentre in Colorado sono sempre maschi caucasici della Gen X i più numerosi: a questi ultimi possono essere riservati vini bianchi longevi, come le versioni più impegnative di Soave e Verdicchio.
A Vinitaly.USA (Chicago, 5 e 6 ottobre) saranno presenti 250 espositori tra cantine e consorzi, per un fatturato aggregato di oltre 7,2 miliardi di euro. Le presenze attese di importatori e buyer risultano in linea con i dati registrati nell’edizione 2024 di Vinitaly.USA, confermando l’attrattività e la continuità dell’evento per la domanda di vino italiano sul mercato statunitense. In programma, in contemporanea, anche wine2wine Vinitaly Business Forum e i corsi di formazione della VIA – Vinitaly International Academy, oltre a sessioni specifiche di Vinitaly Tourism e l’Oil Bar di SOLExpo. (aise) 




Costa Rica. La Camera di Commercio Italiana ha eletto i suoi nuovi vertici

presidenza camera commercio italiana

presidenza camera commercio italianaLa Camera di Commercio Italiana in Costa Rica ha eletto i suoi nuovi vertici: Cristina Guerrini come Presidente e Salo Himmelstern come Vicepresidente.
San José, Costa Rica — In data 16 Settembre 2025, si è svolta l’elezione del nuovo Presidente e Vice‑Presidente della Camera di Industria e Commercio Italo‑Costaricense, segnando l’inizio di una nuova fase per l’istituzione che da anni promuove il dialogo economico e culturale tra Italia e Costa Rica.

Il mandato uscente: una gestione solida e dinamica
La Presidenza di Giovanni Graziano, affiancato dal Vice‑Presidente Andrea Zanellato, ha rappresentato un periodo di 5 anni e mezzo all’insegna della crescita e della coesione. Sotto la loro guida, la Camera ha ampliato la rete di imprese associate, promosso eventi e missioni imprenditoriali e rafforzato i legami con enti istituzionali e partner locali.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto da Graziano al Dott. Massimo Angelino, Segretario Generale, definito “il motore della Camera” per il suo ruolo centrale nella gestione operativa e nella continuità delle attività.

Alla cerimonia erano presenti importanti figure della comunità italiana: il Presidente del COMITES Giuseppe Cacace, la Vicepresidente Paola Ceccon, membri del Direttivo della Camera, e rappresentanti di aziende associate come Food Pack, Bluezone Legal, Delitalia, Liberty Express, Savino Del Bene, Pintuta Sur, Hotel Balmoral, Gualapack, HHP, Sansonetti Studio, Silcatur, tra le altre.

Cristina Guerrini: una visione strategica per il futuro

Eletta all’unanimità nuova Presidente, Cristina Guerrini ha alle spalle un’esperienza consolidata: avvocata, imprenditrice, già Segretaria Generale e Consigliera della Camera, nonché Direttrice Esecutiva dell’Eurocamera in Costa Rica.

Nel suo manifesto, Guerrini espone una visione centrata su continuità e innovazione:

Identità e visione binazionale: da italiana residente in Costa Rica e madre di figli italo-costaricensi, incarna il ponte culturale ed economico che la Camera rappresenta.

Una Camera vicina ai soci: con impegno per la trasparenza, la comunicazione e il sostegno alle PMI, rafforzando la rete associativa e promuovendo il Made in Italy.

Stabilità finanziaria e servizi evoluti: consolidamento attraverso iniziative di formazione, consulenza e networking, in stretta sinergia con il Segretario Generale.

Relazioni istituzionali forti: mantenimento e valorizzazione dei rapporti con Ambasciata d’Italia, COMITES, istituzioni locali e internazionali.

La Presidente Guerrini ha sottolineato il valore di un’azione diplomatica strategica, mirata a trasformare le relazioni in opportunità concrete per le imprese associate.

Il nuovo Vice‑Presidente: Salo Himmelstern

Accanto a Guerrini, è stato eletto Salo Himmelstern, CEO di Gualapack, azienda associata alla Camera. La sua esperienza manageriale contribuirà a rafforzare la presenza industriale italiana nel Paese, promuovendo innovazione, qualità e apertura internazionale.

Priorità e prospettive

Tra le priorità strategiche della nuova leadership figurano:

  • Sostegno concreto alle piccole e medie imprese
  • Offerta di formazione pratica e aggiornamento professionale
  • Promozione congiunta della cultura e del commercio tra Italia e Costa Rica
  • Ampliamento della rete associativa per una rappresentanza più incisiva
  • Collaborazione con le associazioni ed enti preposti in Costa Rica

Un nuovo capitolo per la Camera Italo‑Costaricense

Con la guida di Cristina Guerrini e Salo Himmelstern, la Camera si prepara a un nuovo ciclo di modernizzazione, rafforzando il proprio ruolo come ponte tra due Paesi, due culture, due economie.