Il commercio Italia-Messico cala del 4% tra gennaio e luglio

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commercioitamexlugliopuntovertNei primi sette mesi del 2025 gli scambi commerciali tra Italia e Messico hanno registrato una diminuzione del 4,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, secondo i dati pubblicati dalla Banca centrale del Paese latinoamericano.

Le esportazioni italiane verso il Messico si sono attestate in questo periodo a 5,4 miliardi di dollari, con un calo annuo del 6,8%, mentre le vendite dalla nazione latina allo Stivale hanno raggiunto i 932 milioni, in crescita del 13,8% rispetto al 2024, ma insufficienti per mantenere il livello degli scambi totali registrato 12 mesi fa.

Le spedizioni dall’Italia al Messico sono tradizionalmente caratterizzate da un’alta percentuale di beni strumentali, tra cui macchinari e attrezzature industriali, un settore che quest’anno è stato colpito dall’incertezza economica globale.

Il rapporto di giugno sulla formazione lorda di capitale fisso, pubblicato dall’Istituto Nazionale di Statistica e Geografia del Messico, mostra un calo annuo del 9,6% nei macchinari e nelle attrezzature importati.

Anche le esportazioni messicane verso l’Italia hanno registrato la loro maggiore contrazione quest’anno a luglio 2025, attestandosi a 69,9 milioni di dollari, con una riduzione del 59,5% rispetto allo stesso mese del 2024.

Puntodincontro con dati della Banca Centrale messicana

puntodincontro.mx




Accordo Ue – Mercosur/ Asacert: opportunità da cogliere, con le giuste tutele per il made in Italy

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bandierauebluDopo oltre vent’anni di trattative, l’accordo commerciale tra Unione Europea e i Paesi del blocco Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) sembra ormai vicino alla conclusione. Un’intesa che darebbe vita alla più vasta area di libero scambio mai creata dall’Unione, coinvolgendo oltre 700 milioni di persone e generando un potenziale di interscambio di quasi 100 miliardi di euro all’anno.
Una prospettiva che, da un lato, apre nuovi scenari di sviluppo economico e geopolitico, e dall’altro impone una riflessione seria e urgente sulle misure necessarie a proteggere l’eccellenza agroalimentare europea – e in particolare italiana – da concorrenza sleale, frodi e contraffazioni.
È quanto sottolinea Asacert secondo cui l’accordo, se ben regolamentato, può essere un’occasione strategica: da una parte, per aprire nuovi mercati alle imprese italiane; dall’altra, per favorire la cooperazione tra le due sponde dell’Atlantico.
“In un periodo così geopoliticamente instabile, rafforzare le relazioni con l’America Latina può ridurre la dipendenza da altri blocchi economici e garantire maggiore autonomia all’Europa e all’Italia. Ma proprio perché la posta in gioco è così alta, è indispensabile assicurare reciprocità nei controlli, parità negli standard produttivi, tutela delle filiere e trasparenza nelle regole”, commenta Fabrizio Capaccioli Ad di ASACERT e ideatore del sistema di certificazione ITA0039. “Si deve lavorare affinché prodotti ottenuti con metodi vietati nell’UE – come l’uso di pesticidi, ormoni o antibiotici – entrino nel mercato europeo danneggiando le imprese che ogni giorno investono nella qualità, nella sicurezza alimentare e nella sostenibilità”.
Per Asacert la preoccupazione espressa da Coldiretti e Filiera Italia partners di ITA0039 è “condivisibile” perché “senza un sistema di controlli rigoroso e senza l’inserimento di vincoli stringenti all’interno dell’accordo, il rischio è che l’intesa si trasformi in un boomerang per le eccellenze agroalimentari italiane. Un tessuto produttivo fatto di piccole e medie imprese, cooperative e artigiani che incarnano il meglio del nostro Made in Italy”.
Secondo i dati del sistema di allerta rapido europeo (Rasff), nei primi nove mesi del 2025 sono stati segnalati oltre 130 allarmi alimentari legati a prodotti provenienti dal Mercosur, di cui più di un terzo riguardavano la carne. “È evidente che senza garanzie concrete, verificabili e vincolanti, l’accordo rischia di minare la fiducia dei consumatori e la competitività delle produzioni italiane”, evidenzia Asacert. “Il futuro dell’alimentazione e dell’identità culturale europea si gioca anche su accordi come quello tra UE e Mercosur. L’apertura dei mercati è una scelta strategica, ma non deve significare apertura indiscriminata o abbassamento degli standard. Lavoriamo per costruire ponti economici e facciamolo senza svendere ciò che ci rende unici”. (aise) 




A Peschiera del Garda la quarta edizione di “America Buys Italian”

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americabuysitalianSi terrà dal 30 settembre all’1 ottobre a Peschiera del Garda “America Buys Italian“, l’incoming internazionale dove le catene di supermercati di nicchia degli Stati Uniti incontrano le aziende italiane.
Giunta alla sua quarta edizione, la manifestazione è organizzata da ExportUSA e dalla Camera di Commercio Italo Americana di New York e sponsorizzata da BPER.
Si tratta di un’occasione unica per il posizionamento dell’agroalimentare italiano nel mercato americano. Grazie a questa iniziativa, le imprese italiane avranno l’opportunità di vedere i propri prodotti negli scaffali dei supermercati di nicchia dallo Stato di New York alla Florida alla California, passando dalla Pennsylvania, Georgia, North e South Carolina, attraversando gli stati del Midwest del North Dakota e South Dakota, Wisconsin, Minnesota, Illinois, Indiana, Iowa, sino all’Oregon.
La conferenza di presentazione dell’evento si svolgerà martedì 23 settembre ore 10:30 sulla piattaforma Zoom, con gli interventi di: Muriel Nussbaumer, amministratore delegato ExportUSA; Federico Tozzi, direttore esecutivo Italy America Chamber of Commerce di New York; e Stefano Bellucci, a capo del Global Transaction Banking BPER. (aise)




Macfrut 2026 si presenta a Catania

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Macfrut 2026, la fiera della filiera internazionale dell’ortofrutta, giunta alla sua 43ª edizione, in programma al Rimini Expo Centre dal 21 al 23 aprile 2026.
Dalle 15.30 al Romano Palace Hotel interverranno Francesco Lollobrigida Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Matteo Zoppas Presidente di Agenzia ICE, Salvatore Barbagallo Assessore all’Agricoltura della Regione Sicilia, Renzo Piraccini Presidente di Macfrut e Massimo Gargano Direttore di ANBI. Previsti anche interventi di operatori della produzione e del commercio.
A seguire, alle 17.30, si svolgerà un workshop sul tema “Eccellenze ortofrutticole siciliane: mercati, valore, identità”. L’evento, aperto dalla Regione Sicilia, vedrà la presentazione del settore ortofrutticolo in Sicilia a cura di Mario Schiano di ISMEA. Chiuderà il pomeriggio una tavola rotonda sul tema “Come valorizzare l’ortofrutta siciliana di qualità: idee ed esperienze a confronto”, evento che fa incontrare produzione, distribuzione e mercati. (aise) 




La Corte d’Appello e l’ombra sulla legalità dei dazi di Trump

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images“Si tratta della peggior forma di ingiustizia. Dei politici vestiti di toghe nere”. Così Peter Navarro in un’intervista alla Fox News mentre caratterizzava la decisione della Corte di Appello del Distretto Federale di bocciare temporaneamente il potere di Trump di imporre dazi senza l’approvazione del Congresso. Navarro, com’è noto, è il consigliere di Donald Trump sugli scambi commerciali e grande promotore dei dazi imposti dal presidente statunitense.

Trump aveva invocato l’International Emergency Economic Powers Act del 1977 per imporre dazi a quasi tutti i Paesi al mondo, persino ad alcune isole disabitate dell’Antartide. La legge permette al presidente americano una certa libertà di rispondere alle eventuali emergenze. La Corte di Appello non ha toccato la questione dell’emergenza limitandosi a imporre freni al potere di Trump che avrebbe avuto bisogno del sostegno del Congresso. La Corte ha chiarito che il Congresso ha delegato al presidente il potere di imporre dazi in settori specifici che potranno rimanere in effetto. I dazi in generale richiedono però indagini commerciali che potrebbero prendere mesi di tempo e non una semplice dichiarazione del presidente in carica.

Questa è la seconda sconfitta di Trump sulla questione dei dazi. Nel mese di maggio, infatti, la Corte degli Scambi Internazionali di New York aveva bloccato i dazi di Trump, ma poi la Corte di Appello ha temporaneamente congelato la decisione. Adesso con il recentissimo verdetto di 7 a 4 la Corte di Appello impone un freno anche se non un blocco totale e permanente poiché lascia procedere per 45 giorni invece dei tipici 90 onde dare l’opportunità all’amministrazione Trump di fare ricorso alla Corte Suprema. Il 47esimo presidente ha cantato vittoria perché gli accordi raggiunti con parecchi Paesi rimangono in effetto. Allo stesso tempo la decisione della Corte di Appello crea un’ombra sul potere di Trump di imporre dazi a chi gli pare e piace com’è avvenuto recentemente con il Brasile e l’India.

L’ottimismo di Trump sul suo potere di imporre dazi unilateralmente potrebbe emergere dal suo successo con i suoi ricorsi alla Corte Suprema. Secondo un’analisi, il presidente Usa ha perso il 94 percento dei casi con le corti inferiori ma la Corte Suprema ha ribaltato queste decisioni al 93 percento (15 su 16). Quindi lui spera che la Corte Suprema deciderà a suo favore. Ciò non è assolutamente sicuro. La Corte Suprema potrebbe rifiutare di accettare il ricorso e lasciare permanente la decisione alla Corte d’Appello. Potrebbe accettare il ricorso ma anche in questo caso non vuol dire che l’esito gli sarebbe necessariamente favorevole.

Una decisione sfavorevole alla Corte Suprema sarebbe “la fine degli Stati Uniti”, ha tuonato Navarro, echeggiando il linguaggio di Trump. Si tratta di un’ovvia esagerazione anche se metterebbe in dubbio i 159 miliardi di dollari già incassati dal Tesoro Usa a causa dei dazi in corso fino al mese di luglio. Se la Corte Suprema dovesse dichiarare illegale l’imposizione dei dazi di Trump il governo Usa potrebbe essere messo nell’imbarazzante situazione di dovere rimborsare questi soldi alle aziende straniere che li hanno pagati.

Una sconfitta alla Corte Suprema consisterebbe paradossalmente di una vittoria per l’economia americana e anche per Trump. Fino adesso gli effetti dei dazi sono stati leggeri in parte perché le aziende hanno assorbito gli aumenti dei prodotti invece di passarli ai consumatori. Ciò non è sostenibile a lungo termine perché se Trump e Navarro non si rendono conto i dazi sono una tassa che alla fine dovrà essere coperta dai consumatori americani. In effetti, Trump aumenterebbe il peso fiscale al cittadino medio. Gli aumenti dei prezzi creeranno meno richiesta che si tradurrebbe in una decrescita economica non solo per Paesi esteri ma specialmente per gli americani. I cittadini statunitensi possono perdonare tante cose al presidente ma quando si tratta del loro portafoglio non esitano a punire chi è al comando. Trump non è candidato all’elezione di midterm l’anno prossimo ma la sua politica lo è. Una sconfitta alle prossime elezioni potrebbe fargli perdere la maggioranza in una o forse anche ambedue le Camere. Ci sarebbe dunque un vero contrappeso ai suoi poteri presidenziali dal ramo legislativo che fino adesso è stato inesistente. L’unico contrappeso fino adesso è venuto dai magistrati che non hanno bloccato ma imposto leggeri freni ai poteri presidenziali che Trump, con le buone o con le cattive, si è preso abusivamente.




Messico. Agli italiani piace la tequila

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Nella classifica mondiale degli acquirenti di tequila proveniente dal Messico, l’Italia si è piazzata all’ottavo posto nei primi otto mesi del 2024 e del 2025, con un leggero calo quest’anno (-1%), superando i 2,3 milioni di litri.

Tuttavia, lo Stivale rimane saldamente in cima alla classifica in entrambi i periodi per la quota di “tequila 100% agave” sul totale delle importazioni, raggiungendo l’81% nel 2024 e l’88% nel 2025.

La tequila 100% agave è prodotta esclusivamente dal succo fermentato e distillato dell’agave blu (varietà tequilana Weber), senza l’aggiunta di altri zuccheri. Questo le conferisce un sapore puro e complesso, con note vegetali e un profilo aromatico che riflette il terroir e il processo di produzione. È considerata la categoria di qualità più elevata per questa bevanda, uno dei vanti nazionali del Messico. In altre tequila, note come “mixtos”, fino al 49% può provenire da fonti alternative, come sciroppo di mais o canna da zucchero.

La tequila mixata può avere un sapore meno intenso ed è spesso utilizzata nei cocktail. L’etichetta della bottiglia indica sempre se si tratta di un prodotto “100% agave” o semplicemente “tequila”.

Secondo i dati pubblicati dal Consejo Regulador del Tequila, l’ente responsabile della tutela della denominazione di origine, nel periodo gennaio-agosto 2025 gli Stati Uniti sono stati il ​​maggiore importatore mondiale, con 214,2 milioni di litri, di cui il 75% distillato da agave al 100%. Seguono Spagna (4,4 milioni di litri e 14%), Canada (3,8 milioni di litri e 63%), Germania (3,4 milioni di litri e 13%), Regno Unito (3,3 milioni di litri e 66%), Colombia (2,8 milioni di litri e 41%), Francia (2,7 milioni di litri e 12%) e Italia (2,3 milioni di litri e 88%).

da Puntodincontro.mx con dati del Consego Regulador del Tequila




Fiat Pulse, un’auto ideale per le strade del Messico

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pulsepuntovertGrazie alla sua combinazione di stile italiano e praticità latinoamericana, il modello Pulse ha dato un nuovo slancio alla Fiat in Messico, affermandosi come un concorrente di peso nel segmento dei crossover, uno dei mercati a più rapida crescita.

Progettato dal Centro Stile Fiat a Torino, questo SUV compatto si distingue per il suo design moderno e sportivo, che unisce proporzioni equilibrate a dettagli eleganti. Prodotta nello stabilimento Stellantis di Betim in Brasile, con oltre 100.000 unità già uscite dalla linea di produzione, sta riscuotendo un grande successo in terra azteca, offrendo ai consumatori una soluzione versatile e innovativa che bilancia idealmente stile, sicurezza ed efficienza.

La vettura si presenta con un design che non passa inosservato, frutto dell’approccio enveloping contours guidato da Peter Fassbender. I suoi fari audaci con luci diurne a LED e la griglia tridimensionale, impreziosita da dettagli come la bandiera italiana, le conferiscono un aspetto moderno e distintivo. Il posteriore, dal design frammentato, è caratterizzato da fanali a forma di “C” che puntano verso il logo Fiat, enfatizzando le linee scolpite del portellone. Dettagli divertenti come le “easter egg” nascoste, che includono la mappa dell’Italia e dell’America Latina, aggiungono un tocco giocoso al veicolo.

Gli interni, che combinano eleganza e funzionalità, offrono un’identità unica. I sedili sono rivestiti in tessuto o ecopelle con cuciture a vista. L’abitacolo è tecnologicamente avanzato, con un quadro strumenti digitale da 7 pollici e un touchscreen centrale da 8,4 a 10,1 pollici. La connettività è garantita da Apple CarPlay e Android Auto wireless, con la possibilità di collegare due smartphone contemporaneamente. La Pulse è inoltre versatile, con sedili posteriori abbattibili con configurazione 60/40 che permettono di espandere la capacità del bagagliaio da 370 litri.

Sotto il cofano, la Pulse monta un motore a 4 cilindri da 1,3 litri, che eroga 97 cavalli e 120 Nm di coppia. Questo motore è abbinato a un cambio manuale a 5 marce o a un cambio automatico CVT, e garantisce un consumo combinato di circa 19,6 km/l. La catena di distribuzione “a vita” riduce i costi di manutenzione, rendendo il veicolo ancora più conveniente. Con un’altezza da terra di 22,4 cm e un angolo di uscita posteriore di 31,4°, il crossover è progettato per affrontare senza problemi strade sconnesse, dossi e terreni accidentati, rivelandosi ideale per le strade messicane. La combinazione di sospensioni robuste, sterzo preciso e un’ottima insonorizzazione rende la guida confortevole sia in città che nei viaggi più lunghi.

Immagini: fiat.com.mx

da puntodincontro.mx




Regione Lazio e M.Ro – Italian Delegation Made in Italy, annunciano il lancio del “Taste Lazio International Buyer Program”

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immagine di copertinaL’Italian Delegation Made in Italy, in collaborazione con la Regione Lazio e ARSIAL, presenta ufficialmente il “Taste Lazio International Buyer Program”, un’iniziativa strategica per la promozione dell’agroalimentare laziale sui mercati internazionali, con una particolare attenzione agli Stati Uniti e, in primis, alla Florida, porta d’ingresso privilegiata per il Nord America. Il programma sarà inaugurato il 15 settembre presso la Sala Tevere della Regione Lazio, alla presenza dell’Assessore al Bilancio Giancarlo Righini, e proseguirà con incontri B2B tra 20 imprese laziali e buyer internazionali. Le attività si svolgeranno nei territori ad alta vocazione agroalimentare di Velletri e Genazzano. Il percorso si concluderà con una cena stellata “Sapori del Lazio”, curata dallo Chef Marco Bottega, dedicata ai prodotti simbolo del territorio. L’iniziativa vedrà la partecipazione di partner istituzionali e privati, tra cui la Regione Lazio, ARSIAL, associazioni di categoria, agenzie di promozione internazionale e la Contea di Broward – Florida, a testimonianza di un forte interesse bilaterale. Ai lavori parteciperà anche Ornella Bettini, Senior Agricultural Specialist dell’Ambasciata USA in Italia, portando i saluti di Tilman J. Fertitta, Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia.

“Il settore agroalimentare – spiega l’assessore all’Agricoltura e alla Sovranità alimentare della Regione Lazio, Giancarlo Righini – è uno dei pilastri dell’economia del Lazio e rappresenta al meglio le nostre eccellenze territoriali, la nostra storia e la nostra capacità di innovare. Con il Taste Lazio International Buyer Program, la Regione conferma il proprio impegno nel sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, rafforzando la sinergia tra istituzioni, imprese e mercati esteri. Puntare su una regione come la Florida, crocevia commerciale e culturale, significa costruire ponti solidi verso nuove opportunità di sviluppo. È un investimento strategico per la crescita del nostro tessuto produttivo e per il riconoscimento globale della qualità dei prodotti del territorio laziale”.

“Con il Taste Lazio International Buyer Program – aggiunge il Presidente di Arsial Massimiliano Raffa – compiamo un passo decisivo nel percorso di internazionalizzazione del nostro settore agroalimentare. Da oltre un anno, abbiamo messo in campo un nuovo modello di promozione, il Modello Lazio, che unisce la forza delle istituzioni e la capacità delle imprese di raccontare al mondo la qualità, la storia e l’innovazione dei nostri prodotti. La Florida, punto strategico di accesso al mercato nordamericano, rappresenta il primo tassello di un progetto che guarda lontano, con l’obiettivo di aprire nuove prospettive di crescita e consolidare l’immagine del Lazio come terra di produzioni d’eccellenza riconosciute a livello globale”.

“Stiamo creando un ecosistema di collaborazione tra pubblico e privato, per garantire alle aziende laziali un accesso agevolato e competitivo ai mercati esteri, partendo dalla Florida ma con una visione ampia sul Nord America”, ha dichiarato Romina Nicoletti, Presidente di MRO – Italian Delegation Made in Italy.

Gli obiettivi del programma includono:

– Facilitare l’incontro diretto tra produttori e buyer esteri;

– Consolidare il posizionamento del Lazio come territorio d’eccellenza agroalimentare;

– Incrementare le esportazioni e generare nuove opportunità commerciali sostenibili e durature.

I risultati attesi comprendono una crescita tangibile delle esportazioni, nuove collaborazioni internazionali e il rafforzamento dell’identità del Lazio come terra di qualità, gusto e innovazione.

 




Canada. Porto di Churchill e geopolitica: il futuro dell’Artico canadese passa da qui 

churchill seaport 1996 08 12
churchill seaport 1996 08 12I𝐥 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐡𝐮𝐫𝐜𝐡𝐢𝐥𝐥, 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐁𝐚𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐇𝐮𝐝𝐬𝐨𝐧, 𝐢𝐧 Manitoba, d𝐨𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐜𝐞𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀, 𝐞̀ 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐞 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐡𝐞, 𝐥𝐨𝐠𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐞 𝐠𝐞𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞.
Gestito da Arctic Gateway Group – Arctic Gateway (AGG), in collaborazione con 𝐇𝐮𝐝𝐛𝐚𝐲 𝐌𝐢𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐬, Churchill è oggi al centro di un imponente piano di rilancio. L’obiettivo? 𝐑𝐚𝐝𝐝𝐨𝐩𝐩𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐞𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐢𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓, potenziando la capacità infrastrutturale del sito e aprendo nuove rotte verso i mercati globali.
Tra i protagonisti:
Rob Carter, vicepresidente operativo di Hudbay Minerals
Le tecnologie avanzate di LiDAR e intelligenza artificiale impiegate per migliorare i binari della Hudson Bay Railway
L’impegno dell’ Arctic Gateway Group per trasformare Churchill in un hub commerciale strategico del Nord
I recenti investimenti includono la sostituzione di oltre 119.000 traversine ferroviarie, l’uso di droni per il rilevamento del terreno e la manutenzione costante dell’Hudson Bay Railway, rendendo questa tratta più efficiente e resiliente alle sfide climatiche.
Churchill non è solo un porto: è una porta d’accesso all’Artico, una leva per diversificare l’economia canadese e 𝐠𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐢 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐞𝐧𝐬𝐢.
In un contesto globale sempre più instabile, il Canada punta a rafforzare il proprio ruolo strategico nel Nord. E Churchill, con le sue nuove infrastrutture e la sua posizione geografica unica, è destinato a diventare uno dei protagonisti di questa visione.



Corte d’appello Usa: “La maggior parte dei dazi di Trump sono illegali”

trump alle celebrazioni del 250° anniversario dell'america

trump alle celebrazioni del 250° anniversario dell'america

Una corte d’appello degli Stati Uniti ha stabilito che la maggior parte dei dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sono illegali. La sentenza non entrerà in vigore prima del 14 ottobre, per dare all’amministrazione il tempo di chiedere alla Corte Suprema di occuparsi del caso.

La legge statunitense “conferisce al presidente un’autorità significativa per intraprendere una serie di azioni in risposta a un’emergenza nazionale dichiarata, ma nessuna di queste azioni include esplicitamente il potere di imporre tariffe, dazi o simili, o il potere di tassare”, afferma la Corte nella sentenza 7-4.

Trump, scrive Reuters, “ha fatto dei dazi un pilastro della politica estera degli Stati Uniti, utilizzandoli per esercitare pressioni politiche e rinegoziare gli accordi commerciali con i paesi che esportano merci negli Stati Uniti. I dazi hanno dato all’amministrazione Trump la possibilità di ottenere concessioni economiche dai partner commerciali, ma hanno anche aumentato la volatilità sui mercati finanziari“. La sentenza 7-4 della Corte d’appello degli Stati Uniti per il circuito federale di Washington DC, si legge ancora, “ha affrontato la legalità di quelli che Trump definisce dazi ‘reciproci’ imposti nell’ambito della sua guerra commerciale ad aprile, nonché di una serie separata di dazi imposti a febbraio contro Cina, Canada e Messico”.

Trump è stato, quindi, ritenuto colpevole di aver oltrepassato i limiti di autorità con le politiche tariffarie, ma la replica del presidente non si è fatta attendere e su Truth accusa la corte di parzialità politica: “Tutti i dazi sono ancora in vigore. Oggi una Corte d’Appello fortemente faziosa ha erroneamente affermato che i nostri dazi dovrebbero essere rimossi, ma sa che alla fine gli Stati Uniti d’America vinceranno. Se questi dazi venissero mai eliminati, sarebbe un disastro totale per il Paese. Ci renderebbe finanziariamente deboli e dobbiamo essere forti. Gli Stati Uniti non tollereranno più enormi deficit commerciali e dazi doganali e barriere commerciali non tariffarie ingiuste imposte da altri Paesi, amici o nemici, che minano i nostri produttori, agricoltori e tutti gli altri. Se lasciata in vigore, questa decisione distruggerebbe letteralmente gli Stati Uniti d’America. All’inizio di questo fine settimana del Labor Day, dovremmo tutti ricordare che i dazi sono lo strumento migliore per aiutare i nostri lavoratori e sostenere le aziende che producono ottimi prodotti ‘made in America’. Per molti anni, i nostri politici insensibili e imprudenti hanno permesso che i dazi venissero usati contro di noi. Ora, con l’aiuto della Corte Suprema degli Stati Uniti, li useremo a beneficio della nostra Nazione e renderemo l’America di nuovo ricca, forte e potente“.

Agenzia DIRE – www.dire.it