La ristorazione italiana nel mondo vale 251 miliardi

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imagesLa cucina italiana rimane un’eccellenza a livello globale e nel 2024 la ristorazione “made in Italy” ha raggiunto nel mondo un valore complessivo di 251 miliardi di euro, con una crescita del 4,5% su base annua.
Ad affermarlo è stato un report di Deloitte, nel quale si specifica che la cucina tricolore rappresenta il 19% del mercato globale dei ristoranti con servizio al tavolo (full service restaurant) ed è particolarmente rilevante negli Stati Uniti e in Cina, che insieme coprono oltre il 65% dei consumi globali per la cucina italiana.
L’Italia si conferma tra i principali mercati globali del foodservice, classificandosi al sesto posto per valore complessivo, al quarto per i full service restaurant e al quinto per quick service restaurant (quelli caratterizzati da servizio più rapido con ritiro al banco).
Nel 2024 il comparto in Italia ha raggiunto un valore di 83 miliardi di euro, segnando una crescita del 2% e superando stabilmente i livelli pre-pandemici.
Il mercato italiano rimane frammentato, come spiegato dal Report, ma le catene stanno crescendo rapidamente: la loro incidenza è passata dal 7% del 2019 al 10% attuale, con un’espansione trainata in particolare dal segmento quick service restaurant, che ha una reddittività 13,3% tra il 2019 e il 2024, contro il 7,6% generale.
A livello mondiale il mercato della ristorazione ha raggiunto un nuovo punto di equilibrio dopo la pandemia Covid, toccando un valore di 2.916 miliardi di euro nel 2024, “con una crescita moderata ma costante e dinamiche che riflettono un contesto economico in evoluzione”, spiega la ricerca di Deloitte. (aise) 




Commercio Italia-Messico: calo del 3,6% nel 1° semestre 2025

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commercioitamexpuntovertLa persistente incertezza causata dalla nuova politica commerciale degli Stati Uniti ha frenato nel 2025 lo slancio degli scambi commerciali tra Italia e Messico, che avevano registrato una crescita significativa negli anni precedenti.

Le prospettive globali hanno compromesso gli investimenti in attività produttive nel Paese latinoamericano, un fattore trainante di una relazione commerciale in cui una delle componenti più importanti è l’esportazione di beni strumentali dal Bel Paese verso il Messico.

I dati più recenti dell’Indicatore Mensile degli Investimenti Fissi Lordi, pubblicati a inizio agosto dall’Istituto Nazionale di Statistica e Geografia del Messico, segnalano una contrazione nazionale del 10,2% su base annua per macchinari e attrezzature importati a maggio 2025.

Il risultato di questo contesto nei primi sei mesi dell’anno è una diminuzione dell’8,4% delle esportazioni italiane verso il Messico rispetto allo stesso periodo del 2024 (rispettivamente 4,5 e 4,9 miliardi di dollari), secondo le informazioni pubblicate dalla Banca centrale messicana.

In tutti i mesi tranne marzo, le vendite del Bel Paese agli acquirenti in terra azteca sono diminuite in percentuali comprese tra il 5,4% e il 18,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Solo nel terzo mese si è registrata un’espansione annua del 7,4%.

Per quanto riguarda, invece, le esportazioni messicane verso l’Italia, in quattro dei primi sei mesi dell’anno si sono osservati aumenti significativi, compresi tra il 20,1% e il 98,1%. Anche in questo senso, ad aprile e maggio le vendite messicane verso lo Stivale si sono contratte rispettivamente del 18,6 e del 14,6%. Il totale del periodo gennaio-giugno (862,8 milioni di dollari) registra un aumento del 33,3% su base annua.

La combinazione di questi due effetti ha portato il commercio bilaterale totale – la somma delle esportazioni di entrambe le nazioni – a chiudere la prima metà del 2025 con una contrazione del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2024, attestandosi a 5,3 miliardi di dollari.

Fonte: Puntodincontro con dati della Banca del Messico – Immagini: unctad.org

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Vinitaly.USA in ottobre a Chicago: l’Italia del vino reagisce ai dazi

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27vinitalyusaProsegue a pieno ritmo la promozione del vino italiano sul mercato a “stelle e strisce”. Lo farà con la seconda edizione di Vinitaly.USA, in programma al Navy Pier di Chicago il 5 e 6 ottobre prossimi, organizzata da Veronafiere-Vinitaly, l’Italian Trade Agency, Fiere Italiane e la Camera di Commercio italiana americana del Midwest-Chicago.
Alla manifestazione sono attesi quasi 250 espositori tra cantine e consorzi, con un fatturato aggregato di circa 7,2 miliardi di euro. Un risultato importante che rilancia Vinitaly.USA come punto di riferimento del vino italiano negli Stati Uniti, capace di valorizzare insieme i grandi brand e le realtà consortili anche in una fase delicata del mercato e del contesto internazionale.
“Stiamo riscontrando – ha detto il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo – una forte motivazione da parte di molte tra le principali imprese del vino italiano; c’è la consapevolezza che alla difficoltà delle tariffe si debba rispondere con una maggior presenza e promozione”.
A Chicago, grazie all’attività congiunta tra Veronafiere e ITA – Italian Trade Agency, presenti i principali brand provenienti da tutta la Penisola, come Antinori, Famiglia Cotarella, Frescobaldi, Ferrari, Zonin, Bellavista, Berlucchi, Planeta, Allegrini, Angelini Wines & Estates, Pasqua, Masciarelli, Feudi di San Gregorio, Varvaglione, San Polo, Tasca d’Almerita, Rocca delle Macìe e Tommasi. Folta la rappresentanza dei produttori di Prosecco, a partire da Mionetto, Villa Sandi, Spumanti Valdo, oltre che dei grandi gruppi o cooperative: Giv, Nosio (Mezzacorona) e Cantine di Verona.
Tra i principali enti consortili a oggi partecipanti, i Consorzi del Prosecco Doc, di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, dell’Asti Docg, della Valpolicella, del Brunello di Montalcino, Custoza, Chiaretto e Bardolino, Lugana, Garda, oltre alla collettiva di Umbria Top e alla rappresentanza della Doc Sicilia. Tra le regioni, il Veneto, la Sardegna, il Friuli, l’Enoteca regionale Emilia-Romagna e il Lazio, ma altre sono in procinto di aderire.
In corso anche la campagna di iscrizione da parte degli importatori e dei buyer americani. Tra questi Volio Fine Wine Imports, Vias, Terlato Wines, More Than Grapes – wine imports, Winebow fine wines – spirits e Eagle Eye Wines hanno già aderito alla seconda edizione di Vinitaly.USA. “Un risultato ancora parziale – sottolinea il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini – ma già significativo dell’attenzione del mercato americano verso il vino italiano”.
Con Vinitaly.USA “vogliamo offrire una piattaforma stabile e strategica capace di rafforzare la presenza delle nostre imprese negli Stati Uniti. Facendo sistema tra istituzioni, consorzi e aziende, possiamo trasformare anche le fasi più complesse del mercato in opportunità di crescita e di consolidamento delle relazioni commerciali”, ha aggiunto ancora Rebughini.
Sul fronte del programma, Vinitaly.USA prevede, oltre a un calendario di degustazioni, matching domanda-offerta e focus di mercato, il debutto di wine2wine business forum con la sua prima edizione all’estero. Venti le sessioni in programma tra tasting, analisi di mercato e l’annuncio, il 5 ottobre, dei protagonisti di Vinitaly OperaWine 2026 svelati da Wine Spectator. Spazio anche all’enoturismo, con le proposte di Vinitaly Tourism, alla formazione della VIA – Vinitaly International Academy e agli assaggi di olio extravergine di oliva proposti nell’Oil Bar di SOLExpo. (aise) 




Una nuova rotta commerciale fra Canada e Messico per aggirare i dazi USA

02 mexico
02 mexicoNasce il nuovo “𝐶𝑜𝑟𝑟𝑖𝑑𝑜𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑁𝑜𝑟𝑑”, 𝐮𝐧 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐳𝐢𝐨𝐬𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐟𝐫𝐚𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐂𝐚𝐧𝐚𝐝𝐚 𝐞 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐢𝐜𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐝𝐢𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐍𝐨𝐫𝐝 𝐀𝐦𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚.
In risposta all’escalation delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti, Canada e Messico stanno puntando su:
Una rete logistica multimodale
Nuove rotte ferroviarie e portuali
Tecnologie di tracciabilità blockchain
Sistemi doganali più sicuri ed efficienti
Con un investimento di oltre 120 miliardi di dollari, 𝒊𝒍 𝑪𝒐𝒓𝒓𝒊𝒅𝒐𝒊𝒐 𝒎𝒊𝒓𝒂 𝒂 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒐𝒑𝒆𝒓𝒂𝒕𝒊𝒗𝒐 𝒆𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒊𝒍 2028, riducendo la dipendenza dal mercato statunitense e promuovendo scambi bilaterali più forti.
L’iniziativa – anche in risposta ai dazi imposti durante l’amministrazione Donald J. Trump – sta ottenendo ampio sostegno da entrambe le sponde politiche e imprenditoriali.
𝐈𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐝𝐞𝐬𝐢 𝐞 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐢𝐜𝐚𝐧𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐠𝐞𝐭𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐞 𝐛𝐚𝐬𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐢𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚, 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐠𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
Con la flessione degli scambi USA, 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐢𝐝𝐨𝐢𝐨 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧’𝐚𝐥𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐨𝐬𝐬𝐚 𝐠𝐞𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐚𝐟𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐞 𝐥𝐚𝐭𝐢𝐧𝐨-𝐚𝐦𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚𝐧𝐞 e favorire un’integrazione più ampia nel continente.



Città del Messico e la Camera di commercio italiana firmano un accordo

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ccimcdmxpuntovertLa Camera di commercio italiana in Messico (Ccim) ha firmato un accordo di collaborazione strategica con l’Autorità del centro storico (Ach) della capitale del Paese, un’agenzia governativa creata nel 2007 per supportare l’amministrazione metropolitana nella gestione ed esecuzione di interventi per la riqualificazione, la conservazione e lo sviluppo di quest’area urbana.

L’Ach opera su un’area di 9,1 km², dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che comprende 668 isolati e un gran numero di monumenti religiosi e civili.

L’intesa, secondo una dichiarazione, mira a «massimizzare il potenziale economico, culturale, turistico e tecnologico del cuore della capitale e a incoraggiare investimenti che alimentino l’economia locale e migliorino la qualità della vita della comunità».

Durante la cerimonia della firma, Lorenzo Vianello, presidente della Ccim, ha sottolineato l’importanza di rafforzare le relazioni tra i due Paesi, sottolineando che il Messico è attualmente il secondo partner commerciale dell’Italia nelle Americhe.

«L’Italia» —ha affermato— «è un fornitore chiave di tecnologia, macchinari e attrezzature per l’industria messicana, facilitandone così le esportazioni. Con questo accordo, speriamo di aprire nuove opportunità nella promozione turistica, nello sviluppo tecnologico, nelle infrastrutture, nella gastronomia e nell’economia circolare».

Carlos Cervantes Godoy, coordinatore generale dell’Ach, ha sottolineato che l’iniziativa di collaborazione rappresenta un’opportunità strategica per avviare progetti ad alto impatto in settori chiave come il turismo, il commercio estero e l’industria culturale.

Il funzionario ha spiegato che l’amministrazione guidata dalla sindaca Clara Brugada sta lavorando attivamente a progetti abitativi, oltre a piani di illuminazione e riqualificazione degli spazi pubblici, azioni che proiettano la città, a livello locale e internazionale, come obiettivo di investimenti e sviluppo economico, politico e sociale.

Foto: facebook.com/camaraitalianamx




La CCI dell’Ovest del Canada alla Canada’s Trade Mission to Italy

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11canadaLa Italian Chamber of Commerce in Canada – West (Camera di Commercio Italiano in Canada – Ovest) sarà in Italia dal 12 al 17 ottobre unendosi alla missione che toccherà Roma e Milano guidata da Maninder Sidhu, Ministro del Commercio Internazionale del Canada.
L’obiettivo della missione, ha spiegato la CCI Canada, è quello di rafforzare la collaborazione tra i due Paesi nei settori chiave di difesa e sicurezza, infrastrutture, clean tech ed energia.
Canada e Italia vantano infatti relazioni commerciali solide, con un aumento del 73% degli scambi dal 2016 grazie al CETA, che nel 2024 hanno raggiunto un record di 16,8 miliardi di dollari canadesi.
La CCI Canada – West, ha quindi spiegato che i soci avranno la possibilità di unirsi alla missione in cui si entrerà in contatto con i decisori canadesi e italiani scrivendo a iccbc@iccbc.com. In Italia, il programma prevede eventi B2B sulle opportunità. Per prendervi parte è necessario manifestare la volontà prima del 22 agosto. (aise) 




Sheinbaum: «Il Messico cresce, il Fmi ha dovuto rivedere le stime»

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pibmessicopuntovertLa presidente messicana Claudia Sheinbaum ha commentato la stima del Pil pubblicata oggi dall’Istituto nazionale di statistica e geografia, in base alla quale l’economia messicana avrebbe registrato una crescita annua dell’1,2% nel secondo trimestre del 2025.

Se questa proiezione verrà confermata nei dati definitivi che saranno diffusi il 20 agosto, si tratterà di due trimestri consecutivi di espansione per il Paese latinoamericano.

In risposta a una domanda su questi dati e sulla correzione al rialzo pubblicata dal Fondo monetario internazionale (Fmi) alle sue previsioni —che ieri ha reso nota una stima del +0,2% per l’economia azteca nel 2025— il capo dello Stato ha dichiarato: «Vi avevamo detto che si sbagliavano».

«L’economia messicana» —ha aggiunto— «è forte e solida e il piano che abbiamo sviluppato sta avendo un impatto. È positivo che il Fmi abbia dovuto rivedere le sue previsioni, passando da una contrazione a una crescita».

Il prodotto interno lordo, ha aggiunto Sheinbaum, è un modo per misurare l’economia, «ma non dovrebbe essere l’unico, perché la crescita di questa variabile non riflette necessariamente buoni salari, il benessere delle persone e la riduzione delle disuguaglianze».

Foto: Presidencia de la República

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Dazi Usa: istituita Task Force alla Farnesina

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la guerra dei dazi usa ue 800x450Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha tenuto ieri alla Farnesina una riunione sui dazi a seguito dell’accordo raggiunto tra Unione europea e Stati Uniti. Alla riunione hanno partecipato le agenzie del Sistema Italia – ICE, SACE, SIMEST e CDP, la Rappresentanza Permanente italiana a Bruxelles, l’Ambasciata italiana a Washington e i rappresentanti di varie associazioni produttive tra cui Confindustria, Coldiretti, CONFAPI, Confagricoltura, CNA, Confimi Italia, Federacciai, Farmindustria, Confesercenti, Confartigianato, Confcooperative, Confcommercio, Federlegno e Federvini.
In questa occasione, Tajani ha innanzitutto annunciato l’istituzione di una Task Force permanente sui dazi alla Farnesina per dare sostegno alle imprese e spiegato come i negoziati con le controparti statunitensi andranno avanti nei prossimi giorni per meglio definire i dettagli in taluni settori, tra cui alcuni di specifico interesse per l’Italia, come quello viti-vinicolo.
Nel corso dell’incontro, riporta il Maeci, sono stati quindi illustrati i contenuti dell’intesa di principio raggiunta tra la Commissione europea e gli Stati Uniti che prevede un dazio orizzontale sulle merci europee del 15%, comprensivo del dazio medio in vigore ai sensi dell’OMC, pari al 4,8%. L’intesa prenderà forma tramite una dichiarazione congiunta con gli Stati Uniti (intesa quadro), che dovrebbe essere finalizzata a livello tecnico nei prossimi giorni. La dichiarazione congiunta non è giuridicamente vincolante. Gli impegni in essa contenuti verrebbero declinati in un secondo momento in un accordo sul commercio reciproco (giuridicamente vincolante).
L’intesa prevede – tra gli altri – anche prodotti sottoposti a regime “zero-for-zero”, un impegno europeo ad aumentare gli acquisti dagli Stati Uniti, un impegno politico a collaborare per mantenere aperte le catene di fornitura in materia di minerali critici e l’impegno europeo a tenere conto delle “preoccupazioni americane” nel contesto dell’agenda sulla semplificazione.
Il governo italiano ha già chiesto a Bruxelles di attivare un servizio di monitoraggio europeo sull’impatto dell’accordo sui dazi e continuerà a lavorare anche per rafforzare il Mercato Unico, semplificare le regole, diversificare le relazioni commerciali e ridurre le nostre dipendenze.
In tale prospettiva, sottolinea la nota della Farnesina, il governo reitera il forte impegno a perseguire con determinazione la strategia di diversificazione dei mercati di destinazione dell’export, attraverso l’attuazione del Piano d’Azione per l’Export nei mercati extra-UE ad alto potenziale per accompagnare le imprese italiane verso nuovi mercati a forte crescita e promuovere l’internazionalizzazione del sistema produttivo nazionale. Tale strategia si fonda anche sul rafforzamento degli strumenti di promozione dell’ICE, inclusi quelli che riguardano la partecipazione delle imprese italiane alle fiere di rilevanza internazionale, sui finanziamenti agevolati di Simest e su un’ulteriore ampia estensione della Push Strategy di SACE per raggiungere nuovi mercati e nuovi clienti internazionali. (aise) 




Riconosciuto il Cirò Classico DOP

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25ciroIl “Cirò Classico” diventa un’eccellenza italiana riconosciuta e tutelata a livello europeo. La Commissione Ue ha infatti conferito la protezione alla Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) “Cirò Classico”, approvandone l’iscrizione come DOP nel registro dell’Ue. Ne dà notizia il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
“Il sistema delle Indicazioni Geografiche è la strada da percorrere per far riconoscere il giusto valore al lavoro dei nostri agricoltori, ai prodotti e ai territori”, sottolinea il ministro Francesco Lollobrigida. “L’Italia si conferma leader nella qualità. L’iscrizione del Cirò Classico fra le eccellenze tutelate a livello europeo è l’ennesimo riconoscimento della forza e del valore del nostro sistema produttivo. Il vino è un pilastro del Made in Italy e la Calabria è una terra che in questi anni ha dimostrato una rinnovata capacità di promuoversi mettendo al centro la qualità. Oggi l’Italia vanta oltre 890 prodotti DOP, IGP, STG e IG: un patrimonio che rappresenta un vanto, ma anche una responsabilità, su cui il Governo Meloni sta portando avanti un impegno chiaro fin dal primo momento”.
CIRÒ CLASSICO: LA SCHEDA DEL MASAF
I vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita “Cirò Classico” sono prodotti nell’intero territorio amministrativo dei Comuni di Cirò e Cirò Marina. Il comprensorio, appartenente alla zona altimetrica della collina litoranea, si sviluppa dal livello del mare fino ad una altezza massima 462 metri e rappresenta il luogo di più antica presenza della vite dell’intera area.
Il vino prodotto si presenta di colore rosso rubino con un profumo intenso e complesso e un sapore corposo, armonico e persistente, che tende a diventare sempre più vellutato con l’invecchiamento. Esso è infatti apprezzato per l’intensità e la complessità della sua fragranza, con profumi di frutta rossa e con specifiche note speziate. Questo profilo sensoriale è tipicamente legato all’influenza che il vitigno Gaglioppo, perfettamente ambientato nel territorio cirotano, riceve dal microclima della zona di produzione, che si caratterizza per l’origine sedimentaria dei suoli, ricchi di scheletro e di disponibilità di minerali, unitamente ad una condizione climatica fortemente influenzata dal massiccio montuoso ad Ovest e dal mare ad Est. (aise) 




L’Italia firma accordi con le Camere di commercio messicane

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italiafirmaaccordipuntovertDopo la firma, lo scorso 18 giugno, dell’accordo nazionale con il presidente della Concanaco Servytur a livello federale, Octavio de la Torre, la Camera di commercio italiana in Messico (Ccim), rappresentata dal presidente Lorenzo Vianello, ha organizzato un incontro il 18 luglio all’Hacienda di Trancoso, nei pressi della città di Zacatecas, con le camere locali di Zacatecas, Durango, San Luis Potosí, Aguascalientes, Puerto Vallarta e Acámbaro —quest’ultima in rappresentanza di tutte le camere dello stato di Guanajuato— con l’obiettivo di ampliare le opportunità di investimento, commercio e collaborazione tra l’Italia e il Messico.

L’iniziativa è stata coordinata da Jesús López del Bosque, presidente della Cámara nacional de comercio (Canaco) di Zacatecas, in collaborazione con Domenico Finno, rappresentante della Ccim nella zona del Bajío Norte, e con la partecipazione di Andrea Gianvenuti, dell’ufficio Economico-Commerciale dell’Ambasciata d’Italia.

Hanno assistito all’evento il ministro del Turismo dello stato di Aguascalientes, Mauricio González López, il ministro di Economia dello stato di Durango, Miguel Rosas Palafox, e i ministri del Turismo e di Economia dello stato di Zacatecas, Le Roy Barragán Ocampo e Jorge Miranda Castro.

«Durante il mese di agosto» —ha spiegato Vianello all’ANSA/Puntodincontro— «valuteremo i primi progetti che verranno intrapresi nel quadro di questi accordi, probabilmente nell’ambito della promozione turistica, e a ottobre organizzeremo un evento dove presenteremo i diversi rappresentanti alla comunità italiana in Messico».

La Confederazione delle camere nazionali di commercio, servizi e turismo (Concanaco Servytur México) è un’associazione imprenditoriale di interesse pubblico fondata nel 1917.

L’organizzazione rappresenta, difende e promuove gli interessi delle aziende che operano nel settore terziario dell’economia in tutto il Paese. La sua struttura si articola attraverso 257 camere locali e 600 filiali distribuite in 1.857 comuni, il che le consente di riunire oltre 650.000 aziende. È l’associazione imprenditoriale più grande e rappresentativa in Messico e collabora attivamente come consulente chiave del governo federale nella progettazione delle politiche pubbliche.

Foto: villatv.mx

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