Francesco Farina nuovo presidente Italy-America Chamber of Commerce di New York

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farinaiaacLa Italy-America Chamber of Commerce di New York apre una nuova pagina con l’elezione di Francesco Farina alla presidenza. Manager con una solida esperienza internazionale nei settori del design e dell’arredo, Farina ha contribuito in prima linea alla diffusione dell’eccellenza italiana negli Stati Uniti, guidando realtà di primo piano come B&B Italia USA e promuovendo con visione e concretezza l’espansione di marchi come Scavolini nel mercato americano.
La sua nomina segna l’inizio di una fase orientata allo sviluppo e all’innovazione, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della Camera come piattaforma di riferimento per le imprese italiane negli USA, in piena continuità con il percorso di modernizzazione avviato negli ultimi anni.
A passare il testimone a Farina è Alberto Milani, presidente uscente, che ha guidato la IACC dal 2016 con un mandato caratterizzato da profondi cambiamenti: nuovi servizi, format innovativi di networking e promozione e una presenza sempre più capillare sia negli Stati Uniti che in Italia. Il suo impegno proseguirà nel Board di Assocamerestero, dove rappresenterà fino al 2026 l’area NAFTA, e nel ruolo di advisor della IACC. (aise)




New York: House of Made in Italy inaugura il calendario eventi con un seminario dedicato ai DOP italiani

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16houseLa sede della Columbus Citizens Foundation a New York ha ospitato ieri, 15 luglio, il primo evento educativo di House of Made in Italy, il progetto culturale e promozionale che per un intero anno trasformerà Manhattan in una vetrina dell’eccellenza italiana.
Protagonisti indiscussi del seminario tecnico sono stati i formaggi e i vini DOP italiani, raccontati e degustati di fronte a un pubblico selezionato di oltre 50 professionisti tra chef, sommelier, importatori, ristoratori e giornalisti enogastronomici. Un evento realizzato da I Love Italian Food e dall’Istituto 100% Italiano, con il sostegno di Agenzia Ice, Coldiretti, Filiera Italia e Granterre.
Dopo gli interventi di apertura di Silvia Meloni per I Love Italian Food, Carmen Damiani-Hacker per la Columbus Citizens Foundation, Raimondo Lucariello, intervenuto per l’Ufficio ICE di New York e Luigi Scordamaglia, in rappresentanza di Coldiretti e Filiera Italia, è iniziato un seminario tecnico-divulgativo che ha accompagnato i partecipanti alla scoperta del valore delle certificazioni DOP – Denominazione di Origine Protetta – sinonimo di autenticità, tracciabilità e legame profondo con il territorio.
Attraverso racconti, degustazioni guidate e materiali didattici, i partecipanti hanno potuto conoscere da vicino alcune eccellenze casearie italiane: Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Pecorino Romano, Asiago Fresco e Piave Vecchio, ciascuno abbinato a un vino DOP selezionato per esaltarne le caratteristiche organolettiche.
A guidare la lezione, due voci esperte: Robert Campana, fondatore del progetto Stop Italian Sounding, ha condotto i moduli dedicati ai formaggi, raccontandone le origini, le peculiarità produttive e le caratteristiche sensoriali; Paola Pavan, Italian Wine Ambassador ed esperta di vino, ha invece guidato la platea nella degustazione dei vini e nella scoperta degli abbinamenti.
“In un momento in cui i dazi tra Stati Uniti e Unione Europea rischiano di penalizzare le nostre produzioni più rappresentative, offrire un’occasione formativa come questa significa rafforzare la conoscenza e la consapevolezza del vero Made in Italy”, ha dichiarato Silvia Meloni, vicepresidente di I Love Italian Food e coordinatrice dell’Istituto 100% Italiano. “Valorizzare l’origine certificata e la qualità dei nostri prodotti è oggi una scelta strategica, oltre che culturale”.
A chiusura del seminario, un momento conviviale ha permesso agli ospiti di approfondire i temi trattati, degustare i prodotti con nuovi abbinamenti e confrontarsi con altri operatori, in un’atmosfera rilassata e autentica.
L’appuntamento di ieri segna ufficialmente l’inizio del programma culturale di House of Made in Italy, un progetto che fino a luglio 2026 animerà New York con eventi, incontri e attività dedicate alla promozione della cultura italiana — dal food & wine al design, dalla moda allo sport — creando ponti concreti tra l’Italia e gli Stati Uniti. (aise) 




Dazi Usa: Tajani corre a Washington

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images 1“Una guerra commerciale interna all’Occidente ci renderebbe tutti più deboli di fronte alle sfide globali che insieme affrontiamo”. Così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla fine di un’altra giornata di contatti tra Governo, Commissione Europea e tutti gli attori impegnati nella trattativa sui dazi Usa annunciati dal Presidente Trump, in vigore dal prossimo 1° agosto.
L’Europa, continua la Premier, “ha la forza economica e finanziaria per far valere le proprie ragioni e ottenere un accordo equo e di buon senso. L’Italia farà la sua parte. Come sempre”.
Intensa anche l’attività del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani che ieri ha avuto telefonate con il Commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic e con il Ministro spagnolo dell’Economia Carlos Cuerpo Caballero.
In entrambe le occasioni, riporta la Farnesina, Tajani ha sostenuto che non va alimentata una retorica inutilmente aggressiva con l’amministrazione americana, ma vanno seguiti tutti i passi negoziali già predisposti dalla Commissione. Confermato il suo “apprezzamento” per l’atteggiamento assunto dalla Commissione in risposta alla lettera del presidente Trump alla Ue, Tajani ha sostenuto che è necessario “trattare a testa alta”, tentando di interpretare con fermezza ma con intelligenza le mosse negoziali americane. Il Ministro ha infine informato i suoi interlocutori che da oggi sarà a Washington per una missione in cui incontrerà il segretario di Stato Marco Rubio e altri esponenti dell’Amministrazione e del Congresso Usa. (aise) 




Grimaldi e Bergé ampliano la collaborazione in Messico

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grimaldipuntovertI rapporti tra il colosso italiano del trasporto marittimo Grimaldi Group e il leader spagnolo della logistica Bergé si rafforzano ulteriormente in Messico.

Un recente accordo ha designato Bergé come agente commerciale di Grimaldi nel Paese latinoamericano, segnando un’importante espansione della loro associazione e promettendo di intensificare le connessioni marittime del Messico con mercati chiave a livello globale.

Questo sviluppo arriva in un momento in cui il Messico cerca di diversificare i legami commerciali e ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti. L’alleanza tra Grimaldi, noto per i suoi servizi di trasporto ro-ro e per la sua vasta rete marittima, e Bergé, con una consolidata esperienza nella logistica integrata, è destinata a giocare un ruolo cruciale in questa strategia.

L’accordo prevede che Bergé rafforzi la presenza operativa e commerciale di Grimaldi nel mercato logistico messicano. In particolare, la collaborazione mirerà a potenziare i collegamenti del Messico con la costa orientale del Sud America, la costa occidentale dell’Africa, oltre al medio e l’estremo oriente.

Un’attenzione particolare sarà rivolta al trasporto di project cargo, ovvero merci voluminose e pesanti che richiedono una logistica specializzata.

I porti di Veracruz e Altamira, due delle principali infrastrutture portuali messicane e le più significative nella regione del Golfo-Caraibi, fungeranno da punti di riferimento per queste operazioni.

Foto: affaritaliani.it

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Made in Italy, a Montecitorio la presentazione di Expo Village Italy

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made in italy simone billi lega presentazione di expo village italy a montecitorio immagine5“Expo Village Italy”, promosso da Area Mediterranea APS e ideata da Eskaton International, è uno spazio itinerante che verrà allestito in location estere di per promuovere, esaltare e commercializzare l’eccellenza del Made in Italy nel mondo e per sostenere l’inserimento delle micro e piccole imprese nei mercati internazionali. A Montecitorio è stato presentato l’evento in una conferenza stampa promossa dal deputato della lega, eletto nella ripartizione Europa, Simone Billi (Presidente del Comitato per gli Italiani nel Mondo). Sono intervenuti: Giuseppe Finocchiaro (CEO e Amministratore Eskaton International), Paolo La Bollita (Responsabile legale Expo Village Italy), Pasquale Lino Villardita (Ambassador per i rapporti istituzionali), la senatrice di Fratelli d’Italia Cinzia Pellegrino (Membro della Commissione Politiche UE), Pierfrancesco Carino (Vicepresidente ITA Airways), Domenico Mauriello (Segretario Generale Assocamerestero), Manuela Traldi (Presidente Camera di Commercio italo-azerbaigiana), Davide Allegra (Advocacy & Business Services Manager American Chamber of Commerce in Italy), Alessandra Modenese Kauffman (Segretario Generale Swiss Chamber), Pietro Ambra (Direttore relazione esterne FMTS Group) ed Emanuel Cosmin Stoica (Fondatore Platinum). “L’export italiano ammonta a 600 miliardi ed è un importante volano per la nostra economia”, ha dichiarato nei saluti introduttivi il deputato Billi. Giuseppe Finocchiaro ha spiegato che l’obiettivo del progetto è costituire reti per lavorare insieme, a partire dalle Camere di Commercio come presidio per le imprese all’estero. “Le imprese che aderiranno potranno contare su servizi importanti per l’internazionalizzazione”, ha spiegato Finocchiaro menzionando alcuni aspetti centrali: legale, marketing, export management e formazione. Paolo La Bollita ha ringraziato quanti hanno già voluto aderire sottoscrivendo un protocollo. “Questa conferenza, dopo un lavoro preparatorio di un anno e mezzo, rappresenta un nuovo punto di partenza”, ha spiegato La Bollita auspicando che in ogni territorio le eccellenze italiane possano essere volano per far conoscere il Made in Italy all’estero, aprendo nuovi canali di vendita. “Quello che vogliamo è un vero e proprio modello del fare rete”, ha aggiunto La Bollita. Pasquale Villardita ha sottolineato come si tratti di un progetto innovativo. Dal canto suo la senatrice Pellegrino ha evidenziato come queste tematiche non siano solo desideri ma un qualcosa di già conseguito nel tempo. “Esportare valore”, è la frase chiave evidenziata da Pellegrino aggiungendo l’importanza della conoscenza delle burocrazie altrui e della creazione di una rete duratura nel tempo. “Una comunità in cammino che coltiva relazioni, una rete sistemica stabile nel tempo”, è per Pellegrino quel qualcosa in più che può fare la differenza. Pierfrancesco Carino ha spiegato che Expo Village è un qualcosa di coerente rispetto ai valori di ITA Airways, compagnia che normalmente ha verso l’estero numerose destinazioni, di cui circa sedici a livello intercontinentale. Carino ha anche segnalato il tema della sostenibilità ambientale al quale ITA aderisce. Davide Allegra ha ricordato i 110 anni dell’organizzazione rappresentata e impegnata nelle relazioni transatlantiche, con circa quarantacinque eventi annuali e diverse missioni negli USA che coinvolgono anche l’associazione italoamericana NIAF. Domenico Mauriello ha definito Assocamerestero come un avamposto degli italiani all’estero e degli italo-discendenti. “Non si ha idea di quanto ci tengano ad essere a disposizione dell’Italia”, ha rilevato Mauriello riferendosi ai connazionali sparsi nel mondo che, a suo modo di vedere, dovrebbero essere maggiormente valorizzati. Mauriello ha ricordato che le Camere di Commercio estero sono “reti di reti” ossia un laboratorio perfetto all’interno di Expo Village: l’auspicio è che sempre più piccole e medie imprese possano esportare. Manuela Traldi ha a sua volta ribadito il principio fondamentale del fare sistema, tra soggetti istituzionali e privati. Dal canto suo Alessandra Kauffman ha parlato del valore delle reti di impresa e della loro integrazione come ecosistema favorevole alla crescita delle imprese. (Inform)




Canada. Italia protagonista al Mondiale della Birra 2025 a Montreal

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L’Italia protagonista al Mondial de la Bière 2025 di Montréal. Il console generale d’Italia Enrico Pavone ha preso parte a uno degli eventi brassicoli più prestigiosi del Nord America, presso la Gare Windsor e Cour Rio Tinto.
“Il Padiglione Italia è stato un vero successo”, commenta una nota del Consolato. “Le birre artigianali delle sei birrerie italiane hanno conquistato il pubblico, i media e persino la giuria del concorso brassicolo del Mondial de la Bière”. Due birre italiane si sono infatti distinte vincendo la medaglia d’oro: Birra Nova con la sua Arsa (Schwarzbier fumée) e Croce di Malto con la Piedi Neri (Imperial Stout al riso nero).
Il console generale Pavone ha rivolto dunque “un sincero grazie agli organizzatori e a tutti i birrifici italiani presenti per aver portato in alto i sapori e lo spirito della nostra tradizione birraria. Alla salute!”. (aise)




Torna America Buys Italian 2025

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2americabuysitalianSi terrà il 30 settembre e il 1° ottobre nel suggestivo resort “Le Ali del Frassino” di Peschiera del Garda la quarta edizione di “America Buys Italian”, la rassegna internazionale dedicata alle aziende italiane dei settori food, beverage e wine che vogliono entrare in contatto con i principali decision maker della GDO indipendente americana.
L’evento, sponsorizzato da BPER e BPER Estero, è organizzato da ExportUSA New York Corp. in collaborazione con la Italy America Chamber of Commerce di New York.
Molto attesa sia dalle catene statunitensi sia dalle numerose aziende italiane che vi hanno partecipato negli anni, l’iniziativa ha assunto un’importanza crescente, diventando un appuntamento fisso nel calendario delle imprese che puntano al mercato USA.
“Partecipare all’incontro con buyer americani”, spiega Stefano Bellucci, a capo del Global Transaction Banking di BPER Banca, “rappresenta un’occasione preziosa per le imprese del food & beverage per ampliare il proprio mercato e instaurare collaborazioni strategiche, trasformando la sfida dei dazi in un’opportunità di crescita e visibilità internazionale. Grazie a questa iniziativa, i partecipanti avranno la possibilità di avviare un percorso per inserire i propri prodotti sugli scaffali dei supermercati di nicchia in tutto il territorio statunitense. Siamo lieti di aver dato ancora una volta il nostro contributo supportando, come facciamo ogni giorno, le aziende che hanno intenzione di intraprendere un progetto di internazionalizzazione”.
Tra le catene di supermercati partecipanti: Lipari Foods, che, fondata nel 1963, serve oltre 14.000 punti vendita in 32 Stati, dal North e South Dakota alla East Coast; Sendik’s Food Market, nata nel 1926, con 2.000 dipendenti e 18 store nello Stato del Wisconsin; Rudy’s Market, che, fondata nel 1991, con 200 dipendenti e 4 boutique store di fascia alta in Oregon,è la società madre di Newport Avenue Market e dei marchi Oliver Lemon’s e Ollie’s Kitchen; Gelson’s Markets: fondata nel 1951, impiega 2.100 persone e gestisce 26 punti vendita in California.
“Si tratta”, aggiunge Muriel Nussbaumer, amministratore delegato di ExportUSA, “di un’iniziativa interamente privata, resa possibile grazie al sostegno di BPER Estero. Questa quarta edizione conferma il successo crescente di America Buys Italian, ormai un riferimento per le aziende italiane decise a rafforzare la propria presenza negli Stati Uniti”. (aise)




Un webinar sul Messico come partner strategico per l’economia italiana

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italiamessicobandierepuntovertSulla base di quanto emerso durante il Forum imprenditoriale tenutosi a Città del Messico lo scorso 22 maggio, con la partecipazione del vicepresidente del Consiglio dei ministri, Antonio Tajani, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (Ice), in collaborazione con l’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance), la Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica (Anfia), la Federazione Nazionale delle Associazioni dei Produttori di Beni Strumentali (Federmacchine), e la Federazione Nazionale Costruttori Macchine per l’Agricoltura (Federunacoma) offrirà l’8 luglio un webinar di approfondimento dal titolo “Le opportunità commerciali e di investimento in Messico”.

L’incontro, rivolto alle piccole e medie imprese (Pmi) italiane, presenterà una panoramica sul mercato della nazione latinoamericana, il cui interscambio commerciale con il Bel Paese ha superato gli 8 miliardi di euro.

«Il Messico è la 13° economia del mondo, il primo mercato di destinazione delle esportazioni italiane in America Latina (oltre 6,6 miliardi di euro) e il secondo nell’intero continente americano dopo gli Stati Uniti», afferma una circolare informativa.

«Circa 2.300 aziende italiane» —continua il testo— «sono già attive nel suo territorio, dalle piccole alle più grandi, moltissime delle quali con propri impianti produttivi».

Il webinar si concentrerà sui settori oggetto del Forum Imprenditoriale: industria automobilistica (veicoli e componentistica), macchinari (industria 4.0, produzione e trasformazione agroalimentare), economia verde (transizione energetica, trattamento e riciclo rifiuti, depurazione e trattamento acque), infrastrutture fisiche e digitali (energia, trasporti, telecomunicazioni e servizi).

Il webinar è aperto a tutte le Pmi regolarmente registrate presso le Camere di commercio e non sono richiesti prerequisiti tecnici.

Per partecipare, è necessario compilare il modulo di adesione entro ore le ore 12:00 italiane del 4 luglio 2025. Il webinar sarà erogato online e registrato. Alle aziende ammesse saranno fornite le indicazioni per accedere all’aula virtuale.

Per maggiori informazioni: direzione.marketing@ice.it

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L’enologia tricolore si consolida: 9,23 miliardi il valore nel 2024

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enologiaAnche nel 2024, il vino tricolore si è dimostrato solido nonostante un contesto internazionale decisamente incerto come quello attuale, tra pandemie, guerre e dazi.
È quanto risultato dall’Annual Report 2025 di Valoritalia, azienda leader nella certificazione vitivinicola con 37 sedi operative in tutta Italia, 219 denominazioni d’origine certificate pari al 56% della produzione nazionale dei vini di qualità per un valore di oltre 9 miliardi di euro. Giunto alla sua settima edizione, lo studio ha evidenziato l’andamento del settore nel 2024.
“Nonostante il contesto internazionale complesso – ha sottolineato Giuseppe Liberatore, Direttore Generale di Valoritalia – il 2024 si conferma un anno di consolidamento, non brillante ma comunque positivo, con 2,019 miliardi di bottiglie immesse sul mercato, in lieve calo rispetto al 2023 (0,46%) ma in crescita dell’1,4% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Un dato particolarmente significativo che mostra come la filiera italiana mantenga i volumi elevati del 2021, raggiunti con l’inaspettato boom dei consumi dell’era covid, con oltre 110 milioni di bottiglie in più rispetto al 2019, segno di competitività delle nostre imprese anche in momenti difficili come questo”.
Il report mostra però evidenze significative tra le varie categorie di prodotto: le denominazioni a prevalenza vino rosso hanno subito una contrazione del 6,8% mentre gli spumanti guadagnano un importante +5%. Un andamento evidente già da alcuni anni che riflette il mutamento delle preferenze dei consumatori sempre più orientati verso bollicine e vini di pronta beva. Parallelamente le DOCG, per il terzo anno consecutivo, subiscono una perdita (-2,3%) come del resto le IGT (-6,3%) che nel 2023 avevano messo a segno un poderoso incremento del 16,5%, mentre le DOC, che rappresentano il 58% del valore del vino certificato nel 2024 (pari a 5,35 miliardi), salgono del 2,7%. “I dati evidenziano un progressivo riallineamento tra offerta e domanda, in cui la competitività delle denominazioni non si gioca più soltanto sul valore storico, ma sulla capacità di intercettare dinamiche di consumo sempre più orientate alla versatilità”, ha commentato Giuseppina Amodio, Direttrice Operativa di Valoritalia.
Ma l’elemento più interessante emerso dal report risulta essere la variabilità della produzione in base alle dimensioni delle denominazioni: più una denominazione è di entità limitata più i volumi tenderebbero a diventare volatili. Stando ai dati, delle 219 denominazioni certificate da Valoritalia, le prime 20 rappresentano ben 86% dell’imbottigliato, le prime 40 quasi il 95%, mentre le ultime 139 raggiungono a fatica l’1,4%. Lo stesso si riscontra in termini di volumi numerici dove solo il 12% delle aziende supera i 50 milioni di fatturato con il restante che, a stento, va oltre il milione.
“Una difformità che evidenzia una strutturazione ambivalente della viticoltura italiana di qualità – ha sottolineato Francesco Liantonio, Presidente di Valoritalia – “l’elevato numero di denominazioni rappresenta una forza in termini di rappresentanza ma anche un limite strutturale se non si considerano con sufficiente attenzione gli aspetti organizzativi e dimensionali legati alla rappresentanza dei consorzi. Una limitata dimensione della denominazione comporta, implicitamente, un’altrettanto limitata capacità operativa degli stessi che faticano a svolgere le funzioni fondamentali di tutela, promozione e valorizzazione. Per questo motivo, la riforma volontaria del sistema consortile potrebbe essere oggi la chiave di volta per riportare a unità decisionale le frammentate realtà locali. Una direzione sempre più necessaria soprattutto in questo periodo di incertezza geopolitica, calo dei consumi e continua minaccia dei dazi statunitensi che, nonostante non si siano ancora concretizzati, stanno già creando numerose incertezze.”
Il report ha posto inoltre l’attenzione sui primi mesi del 2025 evidenziando un -3,3% degli imbottigliamenti, un calo imputato alla condizione di incertezza legata ai dazi USA e alla conseguente prudenza degli operatori statunitensi.
Su questo tema si inserisce l’indagine incentrata sul valore delle certificazioni percepito da produttori e consumatori con un particolare focus su Italia e Canada, di Nomisma – Wine Monitor. Si tratta di uno studio inedito condotto da un lato sul mondo produttivo italiano, con un campione di 147 imprese vitivinicole, e dall’altro su oltre 2000 consumatori, che evidenzia le differenze e le analogie tra gli intervistati italiani e canadesi.
Secondo lo studio, presentato da Denis Pantini, responsabile Agrifood e Wine Monitor di Nomisma, il 47% delle aziende italiane esportatrici negli States dichiara di aver messo già in atto strategie per diversificare i mercati extra-UE individuando, tra i Paesi più promettenti, Canada, Regno Unito e Giappone. L’export del vino italiano continua a reggere anche grazie al crescente interesse da parte di nuovi mercati come quello canadese, dove le etichette italiane sono le più consumate tra quelle straniere (secondo il 51% degli intervistati), registrando in questo Paese un volume di importazioni di 442 milioni di euro.
L’indagine ha inoltre messo a confronto i consumatori italiani e canadesi in termini di comportamenti di acquisto e aspettative legate al futuro del settore. Se per il nostro Paese il principale driver di scelta è il territorio e la Denominazione d’Origine, in Canada si dà più valore al brand della cantina. Sempre dal lato dei consumatori, si è posta l’attenzione anche ai trend in ascesa nei prossimi 3 anni: la crescita dell’interesse verso gli sparkling e vini low alcol, è stata espressa dalla maggior parte degli intervistati, rispettivamente da circa il 70% e dal 65% dei consumatori di entrambi i Paesi. I Canadesi, tuttavia, rispetto agli italiani, mostrano un maggiore interesse per i rosè e per la mixology (74% degli intervistati la ritiene una tendenza in crescita a fronte del 56% degli italiani).
In aggiunta, i Canadesi mostrano più sensibilità rispetto a criteri come l’utilizzo di bottiglie in vetro leggero che salvaguardano l’ambiente (78% del campione contro il 65% degli italiani).
“In questo scenario di forte incertezza per il vino italiano – ha concluso Denis Pantini – l’Osservatorio Nomisma Wine Monitor Valoritalia, giunto ormai alla sua sesta edizione, ha messo in luce come per le imprese e per i consumatori italiani il ruolo delle certificazioni resta determinante nella scelta di acquisto di un vino. Tra i trend in ascesa, quelli legati ai temi green (e alle relative certificazioni) rappresentano i driver di consumo con maggior probabilità di successo futuro sul mercato – con la sostenibilità che surclassa il biologico -, così come quelli dei vini a bassa gradazione alcolica. Nel nostro Paese, invece, i vini dealcolati, non sembrano raccogliere un consenso altrettanto ampio”.
La principale tendenza individuata è riferibile alle certificazioni green, considerate prioritarie tanto per i consumatori italiani (81%) quanto per quelli canadesi (74%). Un tema che risulta particolarmente rilevante anche per le aziende del nostro Paese dove il 42% dichiara di aver già messo in atto iniziative concrete sul tema e ben il 26% è certificata con uno standard di sostenibilità. (aise)




In Messico 27 imprese italiane a Expo Pack

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expopackpuntovertSi è svolta a Guadalajara, in Messico, la fiera Expo Pack 2025, la principale manifestazione latinoamericana dedicata alle tecnologie di processo e confezionamento dei prodotti.

L’Ice —agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane— ha organizzato, in collaborazione con l’Unione costruttori italiani macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio (Ucima), una partecipazione collettiva di 27 imprese del Belpaese, attive in vari segmenti tecnologici legati al settore.

Expo Pack ha ospitato quest’anno 700 espositori, in rappresentanza di 20 nazioni, su una superficie di 18.000 metri quadri che ha visto affluire circa 17.000 visitatori provenienti dal Messico ed altri Paesi del subcontinente.

In terra azteca il mercato dei macchinari per il confezionamento e l’imballaggio è dinamico e in forte sviluppo. Tra i fattori determinanti di questa tendenza si segnala l’aumento della domanda di prodotti confezionati, che induce i produttori a potenziare la capacità, la spinta verso l’automazione e la digitalizzazione.

Si aggiunge a questi fattori la necessità delle aziende locali di acquistare macchinari e soluzioni innovative, che consentano di realizzare confezioni e imballaggi sostenibili per soddisfare le richieste della clientela e della distribuzione, sempre più sensibili a ridurre l’impatto ambientale.

Secondo i dati riportati da Trade Data Monitor, nel 2024 le importazioni totali del Messico corrispondenti a macchinari per confezionamento e imballaggio hanno raggiunto gli 837,5 milioni di euro, in crescita del 11,5% rispetto all’anno precedente. Il valore dei beni acquistati dall’Italia si è attestato a 245,4 milioni, con un incremento annuo del 21,9%.

Il Belpaese si colloca al secondo posto tra i fornitori del Messico di soluzioni tecnologiche in questo comparto, con una quota del 29,3%, dietro la Germania (30,2%) e davanti agli Usa (12%) e alla Cina (7,6%).

Foto: X @ITAMexico_

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