Il commercio Italia-Messico è cresciuto del 15,5%

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commercioitaliamessicopuntohorLa Banca Centrale messicana ha pubblicato nel suo sistema di informazione economica i dati corrispondenti agli scambi commerciali tra l’Italia e il Messico per i 12 mesi del 2024.

Nel periodo gennaio-dicembre le esportazioni italiane verso il Paese latinoamericano sono state pari a 9,8 miliardi di dollari, il 13,8% in più rispetto allo stesso periodo del 2023.

Le importazioni in Italia di merci dal Messico hanno invece raggiunto 1,3 miliardi di dollari, registrando così un incremento del 30% rispetto al 2023.

Il commercio totale —la somma delle importazioni ed esportazioni tra i due Paesi— è aumentato del 15,5% nel 2024 rispetto all’anno precedente, attestandosi a 11,1 miliardi di dollari.

Si è osservato un aumento dell’attività commerciale complessiva in tutti i mesi dell’anno ad eccezione di giugno, con percentuali che variano tra il -2,6% e il +44,6%.

Fonte: Puntodincontro con dati della Banca Centrale messicana / Foto: combugese.com.mx




Dodici imprese italiane alla fiera Wire Mexico 2025

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icemonterreypuntoCon la partecipazione di 12 imprese italiane, conclude oggi la seconda edizione di Wire Mexico, evento fieristico dedicato alle macchine e prodotti per l’industria del filo e del cavo metallico, organizzato da Messe Düsseldorf North America, presso il Cintermex – Centro internazionale d’Affari di Monterrey.

La manifestazione si svolge nell’ambito della più ampia e nota fiera Expo Manufactura, evento internazionale specializzato nelle tecnologie della produzione, automazione, robotica e lavorazione dei metalli.

Wire Mexico 2025 è incentrata sulla promozione di macchinari, soluzioni tecnologiche e prodotti della filiera, tra cui macchinari per la produzione di fili e cavi, materie prime e ausiliarie per cavi, prodotti finiti in filo metallico e cavi elettrici, macchinari e tecnologie per la produzione di elementi di fissaggio, servizi di test engineering, tecnologie di misurazione e controllo.

In occasione dell’evento, ICE-Agenzia, in collaborazione con Acimaf – Associazione costruttori italiani macchine per filo – ha organizzato, per la prima volta, una partecipazione collettiva di aziende italiane, ed ha allestito un padiglione che ospita 12 imprese leader del settore: Aeroel Srl, Continuus-Properzi Spa, Lubrimetal Spa, M+E Macchine+Engineering Srl, Otomec Srl, PS Costruzioni Meccaniche Srl, Ralc Italia Srl, Renova Srl, SEI Sistemi Srl, TKT Group (Tecnovo, Koner), W.T.M Srl, ZT Srl.

Attraverso la partecipazione a Wire Mexico, vetrina di forte richiamo per il comparto filo e cavo metallico, le aziende italiane di macchinari di questo settore, potranno far conoscere le proprie soluzioni tecnologiche e aumentare la propria visibilità, proporre novità ed entrare in contatto con i produttori di fili e cavi del Messico ed America Latina, con cui sviluppare proficue relazioni d’affari.
L’edizione 2025 ospita più di 140 espositori da tutto il mondo, che presentano le loro tecnologie e prodotti, con un focus sull’innovazione, la sostenibilità ambientale e la digitalizzazione, su una superficie di 1.600 metri quadrati complessivi.

Foto: X @ITAMexico_

puntodincontro.mx




Pecorino Romano, un Consorzio in Canada

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pecorinoromanodop25Pronto a partire un nuovo progetto internazionale del Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano DOP che, con la trasmissione del bando di gara all’Ufficio delle Pubblicazioni dell’Unione Europea, ha avviato la procedura per selezionare l’Organismo di esecuzione del suo programma di informazione e di promozione dei prodotti agricoli sul mercato canadese.
L’obiettivo del Consorzio di tutela, che ha sede a Macomer in Sardegna ed è presieduto da Gianni Maoddi, rientra in quello più generale dell’Unione Europea di rafforzare l’immagine, la competitività, la riconoscibilità e il consumo dei prodotti agroalimentari europei sul mercato canadese: in particolare, diffondendo tra i consumatori la conoscenza dei valori e dei requisiti di qualità e di sicurezza alimentare espressi dal sistema comunitario delle denominazioni di origine, come il Pecorino Romano DOP. Fra gli obiettivi rientra anche quello di affrontare e combattere il problema della concorrenza di prodotti Italian Sounding, che non solo offrono qualità e elementi nutrizionali inferiori ma minacciano la tenuta dell’economia delle zone di produzione.
La descrizione dettagliata e i requisiti richiesti per la partecipazione alla gara di selezione sono pubblicati sul sito web istituzionale del Consorzio a questo link. (aise) 




Macron veste il calcio del Centro e Nord America

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ms roma store locator min 2L’azienda italiana Macron ha firmato un accordo storico con la Concacaf, la confederazione calcistica del Nord e Centro America e dei Caraibi. Per i prossimi sei anni, fornirà divise e attrezzature a tutte le nazionali della regione, dalle giovanili alle squadre di punta.
Un grande successo per un brand italiano che, partito da Bologna, si espande sempre di più nel mondo. Macron si è già affermata in Europa vestendo club importanti, e ora punta a conquistare il mercato americano, dove il calcio è in forte crescita, specialmente in vista dei Mondiali 2026 che si giocheranno tra Stati Uniti, Messico e Canada.
Un’ottima notizia anche per gli italiani appassionati di calcio che vivono nelle Americhe: presto vedremo le nostre maglie su campi di gioco in Canada, Stati Uniti, Messico e nei Caraibi. Per gli imprenditori italiani all’estero, questa potrebbe essere anche un’opportunità di business, con l’apertura di nuovi mercati per la vendita di merchandising sportivo targato Macron.




Vino: il Consorzio Soave DOP si promuove in Canada

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6consorzioIl Consorzio del Soave DOP è in questi giorni in Canada dove ha attivato un’attività promozionale che si sta dimostrando tonica e particolarmente ricettiva nei confronti del vino bianco scaligero.
In collaborazione con la Camera di Commercio Italiana in Canada per il 2025 verranno attivate una serie di attività finalizzate all’incremento delle vendite, al miglioramento della notorietà del brand, all’inserimento di nuove referenze per quanto concerne il Monopolio del Quebec – SAQ (Societé des Alchools du Québec); per quanto concerne invece l’importazione privata si andrà a lavorare per spingere ulteriormente la presenza del Soave nella ristorazione e nell’hotellerie.
Il Consorzio del Soave è impegnato con misure promozionali sul mercato canadese dal 2020, anno in cui sono state avviate attività di formazione per il mondo della sommelierie. Nei prossimi dodici mesi, forti delle competenze diffuse tra gli operatori in oltre quattro di anni di attività con più di 500 sommelier e addetti alle vendite formati, si andrà così a lavorare su azioni a respiro più commerciale, volte a favorire la presenza del Soave nei wine shop e nelle carte vini dei ristoranti.
Il Quebec è la prima regione canadese per importazione di vini: qui si registra il consumo di vino pro capite più alto del Canada e si prediligono vini da vitigni autoctoni.
Nel 2023, le vendite totali di vini listati al Monopolio del Quebec – SAQ hanno registrato una leggera diminuzione sia in quantità (-2,9%) che in valore (-0,2%) rispetto all’anno precedente. In particolare, le vendite totali dei vini italiani presso SAQ sono diminuite del 2% in quantità ma sono aumentate dello 0,8% in valore rispetto al 2022.
In questo scenario, il trend dei vini bianchi è decisamente migliore. Le vendite totali dei vini bianchi hanno registrato un aumento del 1,1% in quantità e del 3,8% in valore rispetto al 2022. In particolare, i vini bianchi italiani hanno registrato un aumento del 2% in quantità e del 4,5% in valore rispetto all’anno precedente.
I bianchi della categoria “Italy Veneto” hanno registrato un notevole aumento nel 2023 sia in quantità (+5,6%) che in valore (+8,5%) rispetto all’anno precedente.
I vini della denominazione Soave sono stati i best performer della categoria avendo registrato nel 2023 +15,2% in quantità e +16,4% in valore rispetto al 2022. (Dati Camera di Commercio Italiana in Canada)
“Il mercato canadese si sta dimostrando molto attento e ricettivo rispetto al Soave – evidenzia Cristian Ridolfi, Presidente del Consorzio di Tutela –, un vino che oggi è sicuramente in grado di intercettare i gusti e le tendenze contemporanee: un vino cioè fresco, di buona persistenza, elegante e dal moderato contenuto alcolico. Il Canada è mercato molto importante per il Soave e per tale ragione, oltre alle azioni che il Consorzio coordina oltre oceano, abbiamo in programma delle attività su questo mercato anche per il prossimo Vinitaly”. (aise) 




I dazi USA rischiano di impoverire i cittadini USA

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dollari24Nel discorso d’inaugurazione della sua presidenza, Donald Trump affermò: “Applicheremo dazi e tasse ai paesi stranieri per arricchire i nostri cittadini.”. Non si può liquidare come una semplificazione estrema o uno slogan elettorale. È un’affermazione preoccupante che rivela la mancanza di comprensione di come funziona un’odierna economia complessa, nazionale e internazionale.
Certi ideologi americani sostengono che Trump porterà a una violenta de-globalizzazione a favore di un nazionalismo economico americano esasperato, quasi autarchico. In realtà, nessun paese, tanto meno gli Stati Uniti, che voglia dettare le proprie condizioni al resto de mondo, può pensare di vivere in un progressivo isolamento e al contempo voler esercitare un dominio unilaterale.
In primo luogo, i dazi producono inevitabilmente legittime reazioni politiche ed economiche. Di solito generano dei contro dazi, proprio come con le sanzioni. Perché una nazione importante dovrebbe subirli senza rispondere? Forse si potrebbe pensare che il Canada o il Messico sarebbero indotti a sottomettersi per paura del gigante vicino. Ma la Cina? E il gruppo dei paesi Brics, tutti insieme? E, perché no, l’Unione europea? Si arriverebbe velocemente a una guerra economica globale con delle pericolosissime ripercussioni in campo geopolitico.
Solitamente i dazi sono imposti per far sì che, invece di importare certe merci, queste possano essere prodotte all’interno del proprio territorio, in questo caso negli Usa. È vero, per esempio, che con gli Usa la Cina ha un surplus commerciale favorevole di 270 miliardi di dollari. Anche l’Europa ha un surplus di 130 miliardi. Nell’ultimo anno la Cina ha esportato più merci negli Usa di quanto ne ha importato. Lo squilibrio è soprattutto il risultato della decennale politica americana di outsourcing, cioè la scelta di trasferire le proprie imprese in quei paesi dove la mano d’opera è a basso costo e dove si possono fare delle cose che negli Usa sarebbero vietate, per esempio dalle leggi ambientali.
Tale politica, oltre che con la Cina, è stata fatta anche nei confronti del Messico. Infatti, lungo il confine sono nate centinaia di cosiddette maquiladoras, dove imprese, spesso controllate dal capitale americano, producono per il mercato statunitense a prezzi molto ridotti. Una situazione creata dalle multinazionali americane.
Adesso, però, la domanda obbligata è: possono le imprese americane rimpiazzare velocemente i prodotti che non arriveranno dagli altri paesi a causa dei dazi? Sono in grado di farlo? E se sì, di quanto tempo hanno bisogno per creare e far operare delle imprese locali capaci di riempire il buco creato?
Gli Stati Uniti non sono la Russia. Quando, dopo l’annessione della Crimea, sono state imposte delle sanzioni, Mosca ha fatto immediatamente partire centralmente una politica di immediato sostegno alle imprese locali per rimpiazzare i prodotti bloccati e ha cercato, soprattutto con la Cina, di coprire celermente certe importazioni tecnologiche mancanti. Trump ha una politica dirigistica di questa portata? Oppure lascerà che sia il mercato a reagire? Potrebbe essere un calcolo errato.
Inoltre, i dazi sulle merci importate faranno lievitare i prezzi al consumo negli Usa. Forse nell’immediato non del 10% come i dazi imposti alla Cina. Ma senz’altro aumenteranno di alcuni punti percentuali. E di quanto lieviteranno nel tempo? Dazio non è la parola magica per far arricchire i cittadini americani né quelli di altri paesi. Al contrario, c’è il rischio di impoverimento.
Da non sottovalutare è l’effetto più generale delle restrizioni sul commercio mondiale. Basterebbe rispolverare gli studi fatti sulle conseguenze negative generate dalle politiche dei dazi imposti dopo la grande crisi di Wall Street del 1929.
Allora il governo Herbert Hoover sottoscrisse il noto Smoot-Hawley Tariff Act, la legge che impose dazi di oltre il 20% a tutti i prodotti importati. Almeno 20 paesi risposero con dei contro dazi. Dal 1929 al 1933 l’export-import americano crollò del 67% e con esso anche il commercio mondiale. Gli effetti del crack finanziario e dei dazi nei confronti del resto del mondo produssero la Grande Depressione con alta inflazione, crollo delle produzioni e milioni di disoccupati. Fu fermata soltanto dalle politiche di rilancio industriale del New Deal di Franklin Delano Roosevelt.
Qualcuno dovrebbe ricordare e spiegare tutto ciò al presidente Trump. Un aiuto a una migliore comprensione potrebbe venire anche dall’Unione europea. Siccome anche l’Ue dovrebbe essere colpita dai dazi, perché non unire le forze con il gruppo dei Brics e far arrivare al presidente Trump un messaggio chiaro a non commettere un simile errore? Non è una sfida ma un consiglio amichevole, anche un invito a guardare al mondo e a farsi carico dell’urgente assetto multilaterale geopolitico, rispetto all’attuale pericoloso disordine mondiale.

Mario Lettieri, già sottosegretario all’Economia, e Paolo Raimondi, economista 




«L’accordo Messico-Ue è rilevante per l’economia» dice l’Ambasciatore Modiano

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modianopuntovertPochi giorni dopo aver compiuto un anno in Messico, l’ambasciatore d’Italia, Alessandro Modiano, ha evidenziato i significativi progressi nelle relazioni tra i due Paesi, caratterizzati da un aumento dell’interscambio commerciale, nuovi accordi economici ed una serie di visite, incontri ed eventi.

«L’anno scorso» —ha detto— «abbiamo avuto la fortunata coincidenza del 150esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, che ha creato un contesto perfetto per organizzare iniziative e valorizzarle nel modo giusto, con un ottimo livello di risposta da parte messicana».

«Dal mio punto di vista» —ha aggiunto— «gli eventi più importanti del 2024 sono stati, in ordine cronologico, la visita del sottosegretario alla Giustizia Delmastro a fine gennaio, che ha consolidato le basi per una forte alleanza nel quadro del contrasto alla criminalità organizzata, l’inaugurazione della mostra della Farnesina con il sottosegretario agli Esteri Silli a fine febbraio, la visita della nave Vespucci a Puerto Vallarta a giugno e la partecipazione della ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, alla cerimonia di insediamento della nuova presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, in rappresentanza del governo italiano».

«Il sottosegretario Silli è quindi tornato in visita a Città del Messico lo scorso 28 gennaio, una missione importante che ha consentito di proseguire il percorso di rafforzamento delle relazioni politiche bilaterali con i rappresentanti del governo Sheinbaum e di valorizzare l’operato delle imprese italiane che hanno investito in Messico».

In ambito economico, l’ambasciatore ha sottolineato il positivo sviluppo degli scambi Italia-Messico negli ultimi anni. «Sono rimasto veramente sorpreso» —ha detto— «dal dinamismo dell’interscambio commerciale di questo ultimo periodo, con un aumento assai pronunciato delle esportazioni italiane in Messico —ormai stabilmente primo mercato del Bel Paese in tutto il contesto latino-americano— nonché delle vendite provenienti dal Messico in Italia, uno sviluppo importante nella direzione di una relazione commerciale più equilibrata fra i due Paesi».

Secondo Modiano, inoltre, la recentemente annunciata conclusione dei negoziati sulla modernizzazione dell’accordo tra il Messico e l’Unione Europea rappresenta un passo rilevante, con aspettative molto positive per il futuro di entrambe le parti, nonostante le complessità politiche. «Per quanto riguarda i meccanismi di ratifica nell’Ue, il testo è suddiviso in tre pacchetti e il Consiglio dovrà decidere se potranno essere approvati separatamente o si considererà un trattato unico», ha spiegato.

Nei primi giorni di febbraio, un’importante delegazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, guidata dalla sua presidente Carrozza, visiterà Città del Messico e lo stato di Guanajuato, una missione che mira a consolidare le già importanti relazioni scientifiche fra i due Paesi, con un focus particolare sul fondamentale legame tra ricerca scientifica, innovazione e maggiore produttività dei sistemi imprenditoriali.

«La governatrice del Guanajuato, unico stato messicano con cui abbiamo già un accordo di collaborazione» —ha concluso Modiano— «è molto interessata ad un’interazione scientifica che venga declinata anche a favore della maggiore efficienza delle imprese locali: una ricerca che mira alla produttività ed allo sviluppo delle migliori tecnologie».

Foto: Ambasciata d’Italia in Messico

puntodincontro.mx




Accordo Usa-Messico: tariffe sospese e militari alla frontiera

il presidente trump firma il laken riley act

il presidente trump firma il laken riley act

Dazi sospesi nei confronti del Messico almeno per un mese: è la scelta annunciata da Donald Trump al termine di un colloquio telefonico con la sua omologa Claudia Sheinbaum. All’origine della decisione, stando a un messaggio diffuso dal presidente degli Stati Uniti sulla piattaforma Truth Social, l’impegno della controparte a dispiegare al più presto 10mila soldati lungo il confine tra i due Paesi. “Saranno incaricati”, ha scritto Trump, “di fermare l’afflusso di fentanyl e di migranti illegali”.

Secondo il presidente, gli Stati Uniti “bloccheranno immediatamente per un mese le tariffe preannunciate” per permettere l’avvio di negoziati bilaterali. La prospettiva, sempre stando a Trump, è raggiungere “un accordo” tra i due Paesi. A riferire del colloquio e dell’intesa possibile è stata anche Sheinbaum. Durante una conferenza stampa, la presidente ha detto di essere “certa” che “gli incontri di alto livello su sicurezza, migrazioni e commercio saranno di grande aiuto”.

Secondo Sheinbaum, al compromesso hanno contribuito anche società statunitensi. “Molte di loro hanno chiarito che questo non è fattibile”, ha detto la presidente in riferimento ai dazi equivalenti al 25 per cento del valore delle merci preannunciati da Trump. “Tutto questo”, ha spiegato Sheinbaum, “ha consentito di arrivare all’accordo di oggi”.

Agenzia DIRE –  www.dire.it




La risposta del Canada a Mr. Trump

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img 0327L’attesa risposta del Primo Ministro Justin Trudeau è arrivata in una lunga conferenza stampa lo scorso sabato sera: per rappresaglia per i dazi del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il Canada ne imporrà, a sua volta, di analoghi, sempre del 25 percento, su 155 miliardi di dollari di beni americani.

Tutti gli alcolici americani saranno rimossi dagli scaffali dell’LCBO a partire dal prossimo martedì, come ha dichiarato il Premier dell’Ontario Doug Ford: “Come unico importatore e grossista di alcolici nell’Ontario, l’LCBO cancellerà tutti i prodotti americani dal suo catalogo, dimodochè sia i ristoranti che i rivenditori della Provincia non potranno più ordinare o rifornirsi con prodotti degli Stati Uniti”.

Così anche diversi supermercati hanno già esposto, su diverse merci, degli appositi cartelli sulla provenienza dei relativi prodotti, indicando, soprattutto, quelli ‘’made in Canada’’.

Ricordiamo che il Presidente Donald Trump aveva firmato avantieri un ordine esecutivo che imporrà tariffe sulle merci in arrivo negli Stati Uniti da Canada, Messico e Cina. L’ordine ha messo in pratica una tariffa del 25% sulle merci messicane e sulla maggior parte delle merci canadesi, imponendo anche una tariffa del 10% sui prodotti energetici canadesi e sulle merci cinesi.

Canada e Messico, attraverso il Primo Ministro canadese Justin Trudeau e la Presidente messicana Claudia Sheinbaum, hanno risposto immediatamente con le loro relative misure di ritorsione, con inizio a partire da domani, martedì, in pratica lo stesso giorno in cui le tariffe statunitensi sulle importazioni canadesi dovrebbero entrare in vigore.

Il Ministero del Commercio cinese ha risposto annunciando che la Cina avrebbe intentato una causa presso la World Trade Organization e avrebbe anche preso le opportune contromisure per salvaguardare con fermezza i propri diritti e interessi.

È quanto mai opportuno, a questo punto, parlando in primis a livello personale, fare delle necessarie valutazioni e riflessioni sulle misure da prendere invece di rimettersi alle oramai costose importazioni dagli Stati Uniti: per esempio, potremmo sostenere i produttori del settore ortofrutticolo, caseario e della filiera della carne canadese acquistando prodotti freschi, formaggi e carni da aziende locali; acquistare prodotti europei di qualità, come, nel nostro caso, quelli italiani certificati che rimarranno esenti da questi aumenti in base all’accordo CETA, che è un accordo commerciale tra UE e Canada con lo scopo di ridurre i costi e rendere più agevole l’esportazione di diversi beni e servizi, a concreto vantaggio di persone e aziende, sia in Europa che in Canada; attivarsi ognuno di noi a casa, facendo, per esempio, la pasta fresca, il pane, la salsa e la pizza, traendo enorme vantaggio sia sul controllo della qualità che su quello dei prezzi, evitando altresì di dipendere, comunque, da prodotti importati, soprattutto americani.

Noi viviamo in un Paese che produce in abbondanza diversi prodotti, anche quelli già menzionati, e, al contempo, potremmo contare, principalmente, sull’interscambio con l’Europa e con i partners centro e sudamericani, mantenendo la nostra identità e la qualità della nostra vita come in passato ma, soprattutto, guardando al nostro futuro.

 

 




La Camera di Commercio Italiana di New York apre a Milano

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31iaccLa Italy-America Chamber of Commerce (IACC) di New York ha annunciato l’apertura di una filiale in Italia, a Milano.
“La nostra presenza a Milano testimonia l’impegno costante che mettiamo nel promuovere le opportunità di affari tra mercato italiano e americano”, ha dichiarato il Presidente della IACC Alberto Milani. “Negli ultimi anni, le attività della IACC hanno registrato una crescita esponenziale in Italia. L’apertura del nostro ufficio a Milano – centro nevralgico globale per il business – offre un vantaggio operativo diretto, permettendoci di sfruttare questa crescita attraverso la costruzione attiva di partnership e l’attrazione di investimenti che sostengano e rafforzino la mission della IACC”.
L’ufficio di Milano offrirà a imprese italiane e americane servizi su misura, tra cui analisi di mercato, servizi di consulenza per investimenti e supporto a iniziative di internazionalizzazione, offrendo alle aziende private e ai partner istituzionali italiani un accesso diretto e immediato a servizi, orientamento e assistenza specialistica.
Si tratta, sottolinea la IACC, di una “tappa fondamentale nei nostri quasi 140 anni di storia” che “rafforza la nostra missione volta a consolidare i rapporti economici tra i due Paesi, promuovendo gli investimenti, le partnership e gli scambi commerciali tra Italia e Stati Uniti”.
Il nuovo ufficio “sarà una risorsa indispensabile per gli attuali membri e contatti della IACC, incluse aziende private, associazioni di categoria, organizzazioni di sviluppo regionale, agenzie locali di promozione territoriale e attori istituzionali. Allo stesso tempo, fungerà da punto di riferimento per generare nuove opportunità di affari”.
La Responsabile dell’Ufficio IACC di Milano è Giulia Mocchetti raggiungibile all’indirizzo mocchetti@italchamber.org. (aise)