Tajani alla conferenza “Marco Polo, un Ponte tra Europa e Cina. Il Passato che ispira il Futuro”

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36ba3e03 1480 4852 bb22 b595704ee409 scaledIl Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, interviene alla conferenza “Marco Polo, un Ponte tra Europa e Cina. Il Passato che ispira il Futuro”, evento celebrativo della figura di Marco Polo e delle relazioni tra Italia e Cina.

Alla conferenza, che si svolge presso la Sala Baratto dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, intervengono anche la Rettrice, Tiziana Lippiello, e il Ministro del Commercio della Repubblica Popolare Cinese, Wang Wentao.




Da tutto il mondo a Verona per Vinitaly 2024

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oipMilleduecento top-buyer, numero in crescita del 20% sull’edizione 2023 e del 70% rispetto a 2 anni fa: è l’obiettivo incoming che Vinitaly, insieme a Ice-Agenzia, si è posto per la sua 56ª edizione, in programma a Veronafiere dal 14 al 17 aprile prossimi.

«Questa è la prima presentazione di Vinitaly che facciamo al Parlamento Europeo, che è il centro nevralgico della politica Comunitaria, con l’obiettivo di contribuire ad accendere un ulteriore faro sul vino italiano, che ha proprio in Vinitaly il suo brand fieristico di promozione globale – ha detto oggi a Bruxelles il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo –.E con questa logica della promozione abbiamo da poco terminato anche un giro del mondo durato oltre un semestre per operare una selezione ponderata dei principali buyer da invitare a Vinitaly. Il target è raggiunto – ha proseguito Bricolo – ma oltre al successo numerico ci attendiamo soprattutto un riscontro molto positivo in termini di qualità della domanda rappresentata. Un lavoro possibile anche grazie alla collaborazione e al sostegno del governo italiano, del ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, del ministero del made in Italy, delle Ambasciate e degli enti istituzionali preposti alla promozione, Ice Agenzia in primis. Un sistema di relazioni grazie alle quali Vinitaly ha potenziato il proprio know how, attivando un programma di condivisione sempre più stretto con i player del settore su scala mondiale».

Provengono da 65 Paesi i protagonisti della domanda estera selezionati, invitati e ospitati a Verona, a cui si aggiungeranno – secondo le stime – circa 30 mila operatori stranieri che confluiranno a Vinitaly da oltre 140 nazioni. Il contingente più corposo degli ospiti rimane quello statunitense con oltre il 15% delle presenze, seguiti da altre 3 piazze strategiche extra-Ue: Canada, Cina e Regno Unito, che assieme sommano il 23% degli arrivi. A livello di macro-regioni, la platea dei top buyer più numerosa proviene dal Nord America e dall’Europa (ognuna con un’incidenza al 26%), seguiti da Asia e Oceania (23%), Europa dell’Est (13%), Centro-Sud America (7%) e Africa (4%). Nel complesso, i 65 Paesi rappresentati valgono il 95% del totale export enologico made in Italy.

«È forte la convinzione – ha aggiunto l’amministratore delegato di Veronafiere, Maurizio Danese – di poter fare molto in favore di un settore di cui ci sentiamo parte integrante. In un periodo non certo facile ci sentiamo ancor più in dovere di dare le giuste risposte a chi investe in fiera. La prima parola chiave è senz’altro ‘business’, la seconda è ‘consapevolezza’ di un capitale strategico – oltreché identitario – per l’economia italiana ed europea sempre più sotto la lente di tesi allarmistiche. Per questo, in occasione della 1ª giornata nazionale del Made in Italy (15 aprile) presenteremo, assieme al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, la ricerca Se tu togli il vino all’Italia, un tuffo nel bicchiere mezzo vuoto. Uno studio, realizzato dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly e da Prometeia, sull’impatto che il Belpaese subirebbe in termini socio-economici, turistici e identitari da un’ipotetica scomparsa del vino dall’Italia».

Alla 56ª edizione di Vinitaly, quartiere fieristico sold-out con oltre 100mila metri quadrati netti con 4.000 imprese espositrici. In contemporanea, anche la 28ª edizione di Sol, International olive oil trade show (area C); Xcellent Beers (area I) e il 25° Enolitech, Salone internazionale delle tecnologie per la produzione di vino, olio e birra (pad. F). Con le tre rassegne, il numero delle aziende presenti nei 17 padiglioni della fiera sale a quasi 4.300 da 30 Paesi.

Alla conferenza stampa di presentazione di Vinitaly 2024, oggi al Parlamento Europeo di Bruxelless, hanno partecipato anche Ignacio Sánchez, segretario generale CEEV (Comitato europeo delle aziende vitivinicole) e John Barker, direttore generale OIV (Organizzazione internazionale della vigna e del vino).




Messico: la 1ª edizione della Giornata del Made in Italy

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madeinitalyvertLunedì 15 aprile si svolgerà presso l’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico la prima edizione della Giornata Nazionale del Made in Italy, evento organizzato dall’Ambasciata d’Italia e dall’Agenzia ICE.

La ricorrenza, istituita a fine dicembre dall’omonima legge quadro, verrà celebrata il 15 aprile di ogni anno, nel giorno dell’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci.

Alla conferenza stampa di presentazione, tenutasi il 2 aprile a Roma, hanno partecipato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, la direttrice Generale di Altagamma, Stefania Lazzaroni, il segretario generale del Comitato Leonardo, Massimo Mamberti, il presidente della Commissione per le attività di formazione della Federazione Cavalieri del Lavoro, Luigi Abete, e il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini.

«Identità, innovazione, istruzione e internazionalizzazione» —ha dichiarato Urso— «È l’Italia delle “4 I” che sta dietro alla filosofia di questa Giornata Nazionale, nata grazie alla legge quadro del Made in Italy. Il provvedimento è stato introdotto per valorizzare, promuovere e tutelare le produzioni delle filiere nazionali, riconoscendone l’impatto sociale. Oltre a favorire lo sviluppo economico e culturale del Paese, il Made in Italy ne rappresenta il patrimonio identitario perché non è soltanto un marchio, ma il nostro biglietto da visita nel mondo. La Giornata Nazionale, che verrà celebrata annualmente nel giorno della nascita di Leonardo Da Vinci, considerato il più grande genio della storia, è il frutto del Sistema Italia: la somma di tante realtà che compongono la nostra penisola. Il Made in Italy non è un modello di produzione, ma uno stile di vita».

L’evento in programma a Coyoacán si concentrerà sulle migliori pratiche italiane e messicane per il recupero dei rifiuti, il riutilizzo e la rigenerazione dell’acqua, le città intelligenti e la mobilità sostenibile.

I messaggi di apertura saranno tenuti da Alessandra Astolfi (Italian Exhibition Group), Lorenzo Vianello (Camera di Commercio Italiana in Messico), Cecile de Mauleon (Camera di Commercio Messicana in Italia), Javier Arribas Quintana (Delegazione dell’Unione Europea in Messico), Giselle Canahuati (Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana – IILA) e Michele Vitulano (Gruppo Indeco & Associazione Italiana Macchine per le Costruzioni).

Sono previste, inoltre, tre tavole rotonde –moderate da Simone Lucatello, –moderate da Simone Lucatello, ricercatore senior del Conachyt e membro del gruppo degli esperti ONU sul clima–– che affronteranno temi legati alla mobilità sostenibile e alle smart cities< /em >, la gestione e il riciclaggio dell’acqua, nonché il recupero dei rifiuti.

A conclusione dei lavori, l’ambasciatore d’Italia in Messico, Alessandro Modiano, rivolgerà un messaggio ai presenti.

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Il 15 aprile sarà la Giornata del Made in Italy

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2ursomadeSi è tenuta oggi a Palazzo Piacentini la presentazione della Giornata Nazionale del Made in Italy, istituita a fine dicembre dall’omonima legge quadro, che verrà celebrata il 15 aprile di ogni anno, nel giorno dell’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci. Alla conferenza stampa hanno partecipato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, la direttrice Generale di Altagamma, Stefania Lazzaroni, il segretario generale del Comitato Leonardo, Massimo Mamberti, il presidente della Commissione per le attività di formazione della Federazione Cavalieri del Lavoro, Luigi Abete, e il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini.
“Identità, innovazione, istruzione, internazionalizzazione. È l’Italia delle 4 I che sta dietro alla filosofia di questa Giornata Nazionale nata grazie alla legge quadro del Made in Italy”, ha evidenziato il Ministro Urso, prima di ricordare che “il provvedimento è stato introdotto per valorizzare, promuovere e tutelare le produzioni delle filiere nazionali, riconoscendone l’impatto sociale. Oltre a favorire lo sviluppo economico e culturale del Paese, il Made in Italy ne rappresenta il patrimonio identitario perché non è soltanto un marchio, ma il nostro biglietto da visita nel mondo”.
“La Giornata Nazionale, che verrà celebrata annualmente nel giorno della nascita di Leonardo Da Vinci, considerato il più grande genio della storia, – ha aggiunto il Ministro – è il frutto del Sistema Italia: la somma di tante realtà che compongono la nostra penisola. Saranno 300 le iniziative su tutto il territorio nazionale che mirano a ispirare e coinvolgere i nostri giovani, le imprese e i lavoratori ma soprattutto per accendere i fari su quello che è l’eccellenza italiana. Il Made in Italy non è un modello di produzione ma uno stile di vita”.
Per simboleggiare questa giornata è stato scelto come logo l’uomo vitruviano di Leonardo Da Vinci. Il marchio è stato realizzato in collaborazione con i grafici dell’Agenzia Commercio Estero, con l’autorizzazione del ministero della Cultura, e accompagnerà tutte le iniziative dedicate alle celebrazioni.
All’iniziativa partecipano i massimi esponenti creativi italiani, che offriranno una vetrina ai settori dell’industria, della moda, dell’arredo, dell’alimentazione, della nautica, dell’accoglienza e di tutte le filiere simbolo del Made in Italy. Coinvolte anche tante imprese, associazioni di categoria, Camere di commercio, Unioncamere, CNA, Confcommercio, ANCI, Comuni, Regioni, Fondazioni, musei, scuole, università, Fondazione Leonardo, Lega Calcio, Guardia di Finanza, Confindustria, Fondazione dei Cavalieri del Lavoro, Rcs Sport e numerosi privati.
Il Ministero degli Affari esteri, insieme alla collaborazione dell’ICE, ha invece coordinato gli eventi all’estero che vede coinvolte oltre 50 sedi in tutto il mondo.
Il calendario delle iniziative che si distribuiranno nell’arco di settimane è stato messo a punto dagli uffici competenti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che hanno valutato le candidature pervenute fino al 20 marzo attraverso l’apposita sezione predisposta per l’occasione sul portale istituzionale.
Duecento circa le proposte approvate, per un totale di 400 iniziative di rilievo culturale, sociale, scientifico, artistico, storico e sportivo. Il filo conduttore degli eventi e degli appuntamenti è quello di tramandare valori, abilità e capacità a quelli che saranno i futuri imprenditori del domani, sensibilizzando ancora una volta l’opinione pubblica sul valore delle opere dell’ingegno e dei prodotti italiani.
Imprenditori e maestri artigiani apriranno le porte delle aziende e dei laboratori ai cittadini, coinvolgendo in particolare gli studenti di ogni ordine e grado, allo scopo di stimolare il loro interesse per lo studio e le future opportunità professionali legate al Made in Italy, rappresentato dal settore alimentare, della moda, del tessile, del legno, del design, dell’arredo, dell’alta gioielleria, della nautica, termale, del turismo, automotive, industriale e tecnologico.
Gli eventi, che coinvolgeranno anche musei, fondazioni e nei luoghi di produzione saranno in presenza, anche con attività pratiche, e on line, con una comunicazione indirizzata al racconto di come le filiere italiane siano un veicolo fondamentale e imprescindibile per proteggere e sostenere il Made in Italy nel mondo.
Palazzo Piacentini – sede del Mimit – dal 15 al 28 aprile ospiterà la mostra realizzata da Fondazione Altagamma “Lo Specchio dell’Eccellenza Italiana-Viaggio nella manifattura di Altagamma”, che sarà accessibile al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 20 e il sabato e domenica dalle 10 alle 20.
La lega di Serie A, invece, dedicherà la 32° Giornata della Serie A Tim alla promozione del brand. (aise) 




Messico. Il cacao vale più del rame

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cacaovertSecondo una leggenda azteca, la pianta del cacao venne donata dal dio Quetzalcoatl per alleviare gli esseri umani dalla fatica. Gli europei scoprirono i suoi semi quando Cristoforo Colombo li ricevette in dono, durante il suo quarto viaggio, nell’isola di Guanaja, probabilmente provenienti dalle terre Maya dello Yucatan.

Nelle civiltà mesoamericane questi chicchi erano considerati un bene di lusso, talmente preziosi da venire adoperati anche come moneta. Da ciò il primo nome attribuitogli nel vecchio continente —amygdala pecuniaria, ovvero mandorla monetaria—, poi sostituito dal naturalista svedese Linneo con Theobroma cacao, o cibo degli dei. Proprio dal termine azteco in lingua nahuatl xocoatl deriva la parola “cioccolato”.

Negli ultimi mesi, il rally delle quotazioni di questa materia prima nei mercati internazionali è incontenibile. I futures in scadenza a maggio hanno chiuso l’ultima seduta a 9.660 dollari negli Usa, registrando un balzo dell’8,07%. Sei delle ultime sette sessioni sono terminate al rialzo, con un guadagno complessivo di oltre il 30%. Solo questo mese il prezzo è salito del 48,22%, mentre da inizio anno ha accumulato un bottino di quasi 130 punti percentuali. Sono numeri suggeriscono che il cacao sia diventato più prezioso del rame e i produttori stanno riducendo le dimensioni degli alimenti a base di cioccolato o variandone la quantità.

La principale ragione della risalita dei prezzi è da ascrivere alla situazione problematica dei coltivatori di cacao nell’Africa occidentale, in cui attualmente viene prodotta la maggior parte della materia prima a livello mondiale. L’area è stata tempestata dal maltempo, mentre alcune malattie hanno colpito buona parte del raccolto.

Per quanto riguarda le prospettive, il mercato potrebbe continuare a presentare un’offerta più limitata rispetto alla domanda e, con questo, alimentare ancora l’ascesa delle quotazioni. «Il cioccolato potrebbe essere ancora più costoso a Pasqua 2025 se le malattie degli alberi di cacao e il tempo inclemente prolungassero il deficit dell’offerta in concomitanza con gli alti prezzi dello zucchero», ha affermato Diana Gomes, analista di Bloomberg Intelligence.

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Messico. L’italiana Legor parteciperà a Expo Joya

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legorvertDal 9 all’11 aprile l’azienda italiana Legor Group sarà a Guadalajara, in Messico, per partecipare a Expo Joya, manifestazione di rilievo in America Latina che riunisce realtà nazionali e internazionali del mondo della gioielleria, insieme a espositori di macchinari, attrezzature e tecnologie innovative per il settore.

Nata nel 1979, la multinazionale vicentina specialista in chimica e metalli preziosi ha rafforzato la propria presenza nel mercato mondiale con sei filiali estere, supera i 50 milioni di euro di fatturato (per il 70-75% derivante dalle operazioni all’estero) e investe in ricerca e sviluppo mediamente il 3-4% del fatturato.

Tra centinaia di espositori provenienti da tutto il mondo, Legor porterà la sua esperienza nella scienza dei metalli preziosi attraverso l’eccellenza di alcune delle migliori combinazioni di leghe e soluzioni galvaniche, pensate da un lato per il mondo della moda e dall’altro per l’industria del gioiello.

«Ci sarà spazio» —si legge in un comunicato dell’azienda— «anche per prodotti particolari come Polaris —la famiglia di leghe di argento 925, caratterizzata dalla presenza di elementi disossidanti utili a migliorare il processo produttivo e la brillantezza dopo fusione— e le soluzioni plating GF Series, dorature completamente esenti da nichel, piombo e cadmio che permettono di ottenere depositi uniformi, lucidi, brillanti in un ampio range di colori, per gioielli dalla personalità unica».

Con una partecipazione prevista di circa 600 stand, 10mila visitatori e 300 espositori presso il centro Expo Guadalajara —una delle più grandi strutture per eventi in Messico— Expo Joya occuperà un’area espositiva e di vendita di 12.000 metri quadrati. I rappresentanti di Legor potranno essere visitati allo stand 233.

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Messico. Il mais unisce Merida e Puebla a Bergamo e Gandino

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maisvertNell’ambito del riconoscimento concesso dall’UNESCO a Bergamo nel 2019 come Città Creativa per la Gastronomia, è stata costituita una rete —di cui fanno parte anche le città messicane di Puebla e Mérida— per lo studio e lo scambio di conoscenze legate alle colture e alla valorizzazione gastronomica di mais.

È un’occasione per promuovere a livello internazionale il Mais Spinato di Gandino, un’antica varietà arrivata in questo borgo della Valle Seriana, situato a circa 24 km da Bergamo, nei primi decenni del XVII secolo. Si tratta di una specie antica, di grande pregio qualitativo e organolettico, appartenente alla famiglia dei mais vitrei o semivitrei.

Fu il primo mais ad arrivare in Lombardia. Il fisiologo Filippo Lussana (1820-1897) pubblicò uno studio che ne certificava la coltivazione nel 1632 nei terreni della famiglia Giovanelli, ricchi mercanti dell’epoca.

Della rete fanno parte altre città creative UNESCO legate alla gastronomia, tra cui —oltre a Mérida, Puebla e Bergamo/Gandino— le città texane di Tucson e San Antonio.

Il concetto di rete offre ai centri urbani partecipanti la flessibilità di programmare eventi targati Pueblos del Maíz in qualsiasi periodo dell’anno e di collegarli con eventi annuali stabiliti e rilevanti. Nel caso di Gandino si segnalano i “Giorni del Melgotto” e la Galà dello Spinato, che che si svolgeranno quest’anno dal 27 settembre al 4 ottobre con la partecipazione di rappresentanti delle città messicane e statunitensi appartenenti alla rete.

«Il progetto rappresenta un’importante opportunità per il Mais Spinato, che potrà finalmente ottenere il riconoscimento internazionale che merita», ha affermato il Sindaco di Gandino Filippo Servalli.

«La collaborazione con le città di Mérida, Puebla, Tucson e San Antonio» —ha aggiunto— «permetterà di far conoscere il Mais Spinato ad un pubblico più ampio, promuovere la cultura gastronomica della Valle Seriana, favorire lo scambio di conoscenze e di esperienze e sostenere la biodiversità e la produzione locale. Il nostro progetto è un esempio di come la collaborazione tra diverse città e culture possa portare a risultati importanti. La valorizzazione di un prodotto locale come il Mais Spinato può infatti contribuire allo sviluppo economico e sociale di un territorio, oltre che alla tutela della biodiversità e delle tradizioni gastronomiche».

Tra gli obiettivi di questo scambio c’è anche l’identificazione della matrice genetica del Mais Spinato di Gandino grazie alla collaborazione con la Banca del Germoplasma dello Yucatán, costituita nel 2013 nella Città di Mérida.

«Il Mais Spinato arriva di sicuro da quei luoghi» —ha osservato Servalli— «e questo elemento aggiungerà una valenza scientifica al progetto di collaborazione in campo culinario».

Foto e video: bergamonews.it – antenna2

da puntodincontro.mx




Parla italiano la nuova metropolitana di WashingtonD.C.

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20metroSono stati presentati i nuovi veicoli della metropolitana di Washington DC, capitale federale degli Stati Uniti, che saranno costruiti da Hitachi Rail e parleranno anche italiano: l’ideazione, il design e il progetto sono infatti pensati in Italia e verranno realizzati nella nuova fabbrica di Hagerstown, che aprirà nel prossimo giugno nel Maryland, non lontano da Washington DC. Qui sarà costruito il primo ordine della Serie 8000 per 256 carrozze, con opzioni fino ad un numero massimo di 800 carrozze dopo il completamento del primo ordine. Incluse le opzioni, il valore del contratto, firmato nel 2021, è di circa 2 miliardi e 200 milioni di dollari.
Le attività italiane di Hitachi Rail ampliano così la propria vocazione internazionale, unendo alle consolidate competenze manifatturiere le migliori tecnologie e le soluzioni più all’avanguardia.
“Gli Stati Uniti rappresentano uno dei nostri mercati chiave. Le nostre metropolitane sono già in servizio con successo a Honolulu e Miami. Con l’investimento nello stabilimento di Hagerstown la nostra presenza si consolida e ribadisce la nostra ambizione di crescita negli Usa”, afferma Luca D’Aquila, COO Hitachi Rail Group e CEO Hitachi Rail STS SpA. “Le nuove carrozze metropolitane della Serie 8000 miglioreranno l’esperienza di viaggio dei passeggeri. La nostra mission è permettere ai nostri clienti di offrire servizi di trasporto sempre più integrati e sostenibili.”
Hitachi Rail ha più di 1.400 dipendenti negli USA. Il suo quartier generale è a Pittsburgh. La fabbrica di Hagerstown avrà un’estensione di circa 30.000 mq che includono un’ampia area di produzione, il magazzino, gli uffici e un binario di prova di circa 750 metri, che consentirà i test dinamici dei veicoli.
Michele Budetta, Executive Director, Deputy LoB Vehicles, Hitachi Rail Group, spiega in dettaglio: “La Serie 8000 è caratterizzata dall’impiego delle più avanzate soluzioni digitali, sia in fase di progettazione che in fase di esercizio commerciale. Tali soluzioni permettono il controllo diagnostico da remoto e l’ottimizzazione della manutenzione, massimizzando l’affidabilità della metropolitana”.
I nuovi veicoli sostituiranno le precedenti serie 2000 e 3000, in funzione dai primi anni ’80 del secolo scorso. Le carrozze risponderanno ai più sofisticati requisiti di cyber-security e saranno dotate delle tecnologie più moderne, per assicurare un viaggio confortevole: schermi con un sistema aggiornato di informazioni ai passeggeri, connessione Wi-Fi, telecamere di sicurezza in alta definizione e un migliorato sistema di aerazione. Tutti i mezzi saranno dotati di sistemi di controllo remoto e manutenzione ottimizzata digitalmente.
Il modello in scala 1:1 delle nuove carrozze sarà visitabile durante la “Fleet of the Future Expo”, manifestazione che si tiene dal 20 marzo al 3 aprile al National Mall di Washington, nell’area degli edifici federali e a pochi passi dalla Casa Bianca.
Dall’apertura nel 1976, la rete della metropolitana di Washington DC, che si estende fino al Maryland e in Virginia, è cresciuta fino a comprendere 6 linee, 98 stazioni e 206 km di binari. (aise)




Incontri per l’internazionalizzazione della PMI italiane sul mercato USA

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16iaccsSi terrà domani, 21 marzo, a Treviso l’ultima tappa del Meet US Roadshow, evento organizzato dalla Camera di Commercio Italiana a Miami (Italy-America Chamber of Commerce Southeast) per presentare alle PMI le opportunità del mercato di una delle aree più dinamiche degli Stati Uniti, quella del Southeast, che comprende stati come: Florida, Georgia, South Carolina e North Carolina.
“Sono davvero lieto come Presidente di Assocamerestero e della Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti di accogliere il Presidente e il segretario Generale e gli esperti della Italy-America Chamber of Commerce Southeast, per ascoltare dalla loro autorevole esperienza come affrontare il mercato di una delle aree più attrattive e dinamiche degli USA”, le parole di Mario Pozza. “Il mio invito è rivolto alle imprese di Treviso, Belluno e del Veneto affinché gli imprenditori possano dialogare direttamente con chi vive e lavora negli USA e che ben conosce il mercato italiano per proporre le migliori indicazioni profilate anche per la dimensione aziendale”.
“Il mercato statunitense rappresenta un’enorme opportunità per le PMI italiane – evidenzia il Presidente della Italy-America Chamber of Commerce Southeast Tommaso Cardana -, ma è anche estremamente esigente e competitivo. Gli Stati Uniti richiedono grande preparazione ed investimenti non indifferenti per essere approcciati correttamente. In questo contesto, le Camere Italiane negli USA rappresentano una rete d’appoggio fondamentale per le nostre PMI, perché fatta di imprese e di professionisti che hanno già fatto questo percorso e che si mettono a disposizione per condividere consigli ed informazioni utili. Tutto questo in un’ottica di sistema, di cui il nostro evento Meet US Roadshow rappresenta un ottimo esempio”.
L’evento, gratuito e in lingua italiana, presenterà professionisti sia italiani che americani, esperti d’internazionalizzazione ed imprenditori con una conoscenza approfondita del mercato statunitense, che dialogheranno e si confronteranno sui più importanti aspetti strategici e operativi relativi all’espansione su un mercato di grande importanza per l’export italiano come quello degli USA.
Diverse le tematiche che verranno trattate: le implicazioni legali riguardanti l’apertura di una società negli USA; i contratti di distribuzione; la procedura per ottenere un visto come investitore, la fiscalità delle imprese italiane negli Stati Uniti, gli strumenti di finanziamento agevolato per le imprese e le procedure doganali per l’export di prodotti.
Chiuderà l’evento, un networking cocktail per consentire alle imprese partecipanti di prendere contatto diretto con i relatori.
Il roadshow – arrivato a Treviso dopo le tappe di Napoli, Roma e Prato – è stato organizzato in collaborazione con la Regione Campania, FederLazio, Assocamerestero, CCIAA di Roma, Confindustria Toscana Nord, CCIAA Treviso- Belluno | Dolomiti e Venicepromex. (aise) 





Cibus 2024: quando l’export sostiene il settore l’agroalimentare

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19cibusPer continuare a crescere l’agroalimentare made in Italy deve guardare all’estero e al futuro. Sta emergendo infatti un mix di fattori che possono rappresentare un rischio ma anche una opportunità per le nostre imprese: volatilità materie prime, costi energetici, polarizzazione dei canali distributivi. Un made in Italy sempre più presente sulle tavole di tutto il mondo e consapevole di un ruolo guida sul piano della qualità e sostenibilità si presenterà al gran completo in occasione della 22esima edizione di Cibus (Fiere di Parma, 7 -10 maggio), come illustrato oggi al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, alla presenza del Ministro Francesco Lollobrigida.
“Il made in Italy è l’insieme delle migliori qualità che possiamo offrire. Dobbiamo raccontare al resto del mondo l’eccellenza del sistema agroalimentare italiano facendo conoscere sempre di più i nostri prodotti”, le parole del Ministro.” L’export rappresenta un asset primario per l’economia della Nazione, per questo è fondamentale creare occasioni, in cui incontrarsi e discutere dei nuovi scenari e delle nuove strategie per il settore. Cibus, che ho avuto modo di presentare a inizio marzo in Giappone insieme al presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas e all’ambasciatore Gianluigi Benedetti, rappresenta senz’altro un momento per affermare il nostro modello alimentare come riferimento globale”.
Nel 2023 l’export, secondo i dati Istat, nonostante un leggero calo dei volumi ha registrato un valore pari a oltre 52 miliardi di euro, con un aumento del +6,6% rispetto al 2022.
L’orizzonte del settore è molto incerto a livello globale per l’incertezza degli scenari internazionali, ma anche delle normative intra ed extra UE. Nonostante la riduzione dei margini e del reddito disponibile, il rischio di nuovi dazi e di legislazioni iper restrittive, le aziende del settore continuano ad investire e innovare guardando con crescente attenzione alle esigenze del consumatore e del pianeta, come dimostrano le migliaia di prodotti che saranno esposti a Cibus 2024 per ridare valore a categorie messe a dura prova dalle guerre e dalla crisi climatica.
“Federalimentare è onorata di contribuire, insieme a Fiere di Parma, alla realizzazione di Cibus 2024”, ha dichiarato il Presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino. “Un’edizione che si preannuncia da record, come dimostra il numero dei partecipanti. Per la Federazione si tratta di un’importante occasione in quanto l’industria alimentare, oltre a generare prodotti e occupazione, con le sue attività contribuisce alla sicurezza alimentare e al benessere degli italiani, a dimostrazione del suo elevato valore sociale. L’industria alimentare italiana, inoltre, si presenta a Cibus 2024 come un comparto sano, in costante crescita e che gode di grande fiducia da parte dei consumatori. Tale fiducia si riflette anche all’estero, dove l’industria alimentare italiana sta conquistando sempre più mercati, contribuendo ad esportare il Made in Italy e lo stile di vita italiano nel mondo”.
I prezzi alimentari al consumo purtroppo per fattori esogeni alle imprese – secondo i dati di Federalimentare – corrono così più dell’inflazione: una tendenza che contraddice le antiche doti calmieratrici del settore e che si evidenzia anche nei primi mesi del 2024. Nel 2023, a fronte di un’inflazione media del 5,7%, i prezzi al consumo del comparto si sono attestati al +9,8% e questi aumenti non riusciranno a coprire l’impennata dei costi di produzione.
Segnali ulteriori di vulnerabilità emergono guardando anche le macro quotazioni internazionali delle materie prime agricole, che nel decennio 2014 – 2024 sono tutte cresciute a doppia cifra (Fonte Banca Mondiale).
Elementi che si sommano, secondo Federalimentare, alle tensioni delle importazioni cerealicole che – anche a causa del conflitto Ucraino – sono ad alto rischio con evidenti conseguenze sulla volatilità dei prezzi dei prodotti che sono alla base della dieta mediterranea.
Un caso emblematico per esempio è rappresentato dall’olio extravergine di oliva, dove il raddoppio dei costi della materia prima, e quindi l’aumento esponenziale dei prezzi del prodotto finito, ha costretto un consumatore italiano su 3 ha ridurne il consumo, come ha rilevato una recente ricerca presentata in occasione del Cibus Lab a Bitonto lo scorso 8 marzo.
Esempi che evidenziano nel complesso come l’Industria alimentare nazionale, nonostante sia strutturalmente “ostaggio” dei trader internazionali per circa un terzo delle materie prime, continua a competere e a crescere grazie ad una straordinaria flessibilità e creatività che ha consentito ai consumatori italiani di non impoverire troppo il proprio carrello della spesa e ai distributori internazionali adattare rapidamente i propri assortimenti per non perdere troppi volumi.
“Il futuro del Made in Italy Alimentare – ha affermato Antonio Cellie, Amministratore Delegato di Fiere di Parma – dipenderà dalla sua capacità di continuare ad innovare e investire restando fedele a tradizioni e territori. Dall’osservatorio privilegiato di Cibus siamo molto fiduciosi rispetto alla consistenza delle nostre imprese e dei nostri prodotti. Negli ultimi anni abbiamo ulteriormente incrementato il value for money della nostra offerta che diventa sempre più interessante per le principali geografie del nostro export a tutto vantaggio della bilancia commerciale e delle varie filiere”.
In questa chiave Cibus ha promosso e realizzato un Osservatorio sul settore food, che Fiere di Parma svilupperà in collaborazione con il CERSI, Centro di Ricerca per lo Sviluppo Imprenditoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Un Monitor per offrire a imprenditori, manager e policy-makers un quadro costantemente aggiornato sull’andamento internazionale del settore food, fornendo indicazioni utili ai fini della ricerca di opportunità di sviluppo commerciale nei mercati esteri attraverso una metodologia comparata e costantemente aggiornata.
Già in occasione del salone verrà presentato in anteprima un primo nucleo di dati della ricerca volta ad analizzare i trend della competitività delle principali regioni del mondo (Europa, America, Asia). Uno studio che vedrà la sua piena realizzazione in autunno, con l’analisi dei dati sulle esportazioni di 11 Paesi chiave: Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Polonia Belgio, Paesi Bassi, USA, Cina, Brasile e Thailandia. L’obiettivo è fare un assessment sulla competitività internazionale di ciascun paese, attraverso l’analisi dell’evoluzione della posizione competitiva negli ultimi cinque anni e dei principali mercati di destinazione dei prodotti alimentari.
CIBUS 2024. IL FORMAT
La manifestazione di riferimento per il settore agroalimentare Made in Italy, frutto della consolidata collaborazione tra Fiere di Parma e Federalimentare, presenta una 22esima edizione che quest’anno supererà ogni altra per numero di espositori (oltre 3.000 brand e una lista di attesa di 600 aziende) e per la presenza di buyer della grande distribuzione italiana e internazionale – ad oggi quasi 2.000 già registrati – provenienti da mercati come Stati Uniti, Germania, Spagna, Francia, Regno Unito e Medio Oriente. Il 2024 sarà inoltre l’anno dei Paesi dell’area Asean, con il ritorno della Cina, la grande assente durante la pandemia, e un’importante delegazione dal Giappone.
Cibus – 120mila mq di superficie espositiva distribuita su 8 padiglioni – offrirà uno spaccato completo del settore alimentare italiano, presentando in fiera tutto il meglio dei principali settori dell’Agroalimentare Made in Italy: formaggi e derivati del latte, carni e salumi, gastronomia e prodotti surgelati, oltre alla sezione grocery, con pasta, dolci, conserve e condimenti, pilastro del nostro export agroalimentare.
A Parma, grazie alla collaborazione con Agenzia ICE, saranno infatti presenti buyer, category manager e responsabili acquisti delle più importanti catene di supermercati, tra cui hanno già aderito Loblow e Metro Canada, Albertsons, Central Market, H-E-B, Hy-Vee, Walmart, Whole Foods Market USA (dal Nord America); Grupo Pao de Açucar, Alkosto, Tottus e Cencosud (dal Sud America); Billa, Rewe, Spar, Colruyt, Metro, Iki, Maxima, Hanos, Jumbo Supermarkten, Auchan Retail, Sonae, Eroski, Manor, Migros, Marks & Spencer, Ocado, Waitrose (dall’Europa); Aeon, Itochu, Kato Sangyo, Ok Corporation, City Super Shanghai, Hyundai Green Food, Lotte Mart, Nongshim (dall’Asia); Lulu Group, Shufersal (dal Medio Oriente), Pick n Pay, Woolworths, Coles da Sud Africa e Australia.
Saranno presenti anche le realtà di riferimento a livello internazionale per l’horeca, così come gli importatori e i distributori chiave per il Made in Italy nel mondo, tra questi per esempio Kehe Distributors, US Food, Baldor, Atalanta, Sysco, Bidfood, Angliss, Classic Fine Food, Sodexo, Winterbotham Darby, AMS Sourcing, Dagab, Haugen Gruppen, Coop Trading, Sligro, Transmed, Choitrams, Truebell, Ali bin Ali, Bright View, COFCO, Emporium Corporation, Giraud Restaurant System, Monte Bussan Global Pacific Victory, Gourmet Partner, Food Gallery Limited, Jagota.
Una nutrita presenza internazionale, risultato del roadshow che Cibus ha sviluppato nell’ultimo anno nei principali mercati insieme ad Agenzia ICE. Un tour globale che ha già toccato Colonia, Shanghai, Las Vegas e che vedrà tra le prossime tappe Dubai e Tokyo, per concludersi tra giugno e ottobre a New York (USA) e Parigi.
Tantissimi i Top Buyer che potranno vivere l’esperienza immersiva dei Cibus Destination, un programma di retail e technical tour altamente coinvolgenti, organizzati nel territorio e all’interno delle aziende della Food Valley. Previsti anche tour on site, tra gli stand di Cibus, con visite e degustazioni dedicate alle richieste ed esigenze specifiche dei top buyer italiani ed esteri.
Prodotti regionali, fuori casa, innovazione, prodotti di nicchia e per il segmento fine dining: sono solo alcuni percorsi di scoperta che guideranno i visitatori professionali tra gli stand della fiera.
Lo spazio, collocato strategicamente all’ingresso del padiglione 7 (ingresso Ovest), ospiterà alcune aree di successo di Cibus, come l’Innovation Corner – la vetrina espositiva delle novità di prodotto presentate in fiera dagli espositori – e la Startup Area nata in collaborazione con Le Village di Crédit Agricole.
Per la prima volta a Cibus “T-OWN”: un progetto che, in modo originale, presenterà le idee e le iniziative messe in campo dalle aziende agroalimentari per informare i consumatori finali delle caratteristiche sociali, energetiche e nutrizionali dei singoli prodotti.
Una call for ideas progettata dallo spin off T_OOL.
Tra le anticipazioni, anche un ricco programma di convegni e iniziative dedicato all’Authentic Italian Food&Beverage. Il focus interesserà tre grandi filoni tematici: i nuovi equilibri tra distribuzione e industria di marca, esplorando le ricadute sulla filiera dopo i recenti patti anti-inflazione; la protezione e valorizzazione del patrimonio gastronomico tradizionale attraverso il confronto delle diverse esperienze e best practice dei consorzi nazionali ed esteri; i percorsi tematici negli spazi di Cibus dedicati agli operatori dell’Ho.Re.Ca. (aise)