Odoguardi (MAIE): “A Natale record storico per l’export, sostenere le Pmi italiane”

odoguardi colosseo

odoguardi colosseo“Durante le festività natalizie, l’export made in Italy ha toccato l’ennesimo record, segno che le eccellenze enogastronomiche italiane sono sempre più apprezzate nel mondo. Ma anche la dimostrazione che la nostra rete di piccole e medie imprese è fondamentale per la diffusione e la promozione del made in Italy oltre confine. Ecco perché è importante appoggiarle nel loro lavoro, con sostegni economici e incentivi atti ad aumentare la capacità di esportazione delle Pmi italiane”. Lo dichiara Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE.

“Come MAIE da sempre ci battiamo per questo: stando al governo, abbiamo trovato fondi necessari all’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane, senza dimenticare l’importanza della Camere di commercio italiane nel mondo, alle quali pure abbiamo garantito negli anni della pandemia cinque milioni di euro di fondi extra per sostenerle nel proprio lavoro.

Non dobbiamo dimenticare, poi, la lotta al cosiddetto fenomeno dell’italian sounding, ovvero la diffusione del falso made in Italy. Come Movimento Associativo Italiani all’Estero abbiamo sostenuto il Ddl made in Italy, che tra i suoi obiettivi ha proprio quello del contrasto a quei prodotti che nel nome o nella confezione richiamano l’Italia ma che di italiano non hanno nulla.

Condividiamo dunque le osservazioni di Stefano Ruvolo, presidente di Confimprenditori, quando spiega che più imprese avranno la capacità e la forza di esportare il Made in Italy, meno prodotti contraffatti ci saranno a livello internazionale e maggiore sarà la quota di esportazione e la crescita del Paese”.

“Nel 2024 – assicura in conclusione il vicepresidente Odoguardi – continueremo a lavorare all’interno delle massime istituzioni italiane per fare in modo che i prodotti d’eccellenza italiani siano sempre più presenti e apprezzati oltre confine: lo faremo con proposte di legge tese a rafforzare ulteriormente e a proteggere il vero made in Italy nel mondo”.

da italiachiamaitalia.it




Al CES di Las Vegas l’Italia si racconta

ces las vegas

ces las vegasQuattro giorni di eventi per raccontare un Paese che innova, a confronto e in sinergia con i più importanti network ed ecosistemi innovativi nel mondo. L’edizione 2024 del CES di Las Vegas, la più grande fiera tech negli Stati Uniti e nel mondo, in programma dal 9 al 12 gennaio, vedrà 50 startup innovative italiane riunite nel padiglione organizzato dall’Agenzia Ice.
Il padiglione è costruito intorno a un’arena che nel corso dei quattro giorni di expo sarà animata da panel tematici in cui interverranno alcuni dei principali stakeholder del mondo dell’innovazione italiana, oltre a numerosi partner commerciali statunitensi ed europei. Tutte le startup avranno inoltre la possibilità di raccontarsi alla platea di visitatori dell’Eureka Park, in sessioni dedicate.
9 gennaio
Le attività nel padiglione hanno inizio con il taglio del nastro, a cui parteciperà Gary Shapiro, presidente della Consumer Technology Association (CTA), organizzatrice del CES, accompagnato dalla Console generale a Los Angeles Raffaella Valentini, e dalla Trade Commissioner dell’ufficio ICE di Los Angeles Alessandra Rainaldi.
Al taglio del nastro seguirà lo “Spritz&Pitch”, il consueto evento di networking che coinvolge centinaia di stakeholder e investitori internazionali per farli entrare in contatto con le startup del padiglione, con il keynote speech del business futurist Alberto Mattiello ad anticipare alcuni dei temi tecnologici più interessanti per l’anno appena cominciato.
Nel pomeriggio il padiglione Italia diventa la casa dell’innovazione europea: il presidente dello European Innovation Council (EIC) Jean David Malo, intervistato da Alberto Mattiello, interverrà in arena, dopo i saluti istituzionali della Console generale Valentini e della Trade Commissioner Rainaldi, per parlare delle opportunità dei programmi europei per la crescita delle startup. Seguirà una sessione di pitch di alcune tra le startup europee più interessanti presenti al CES sul tema dell’intelligenza artificiale. In serata, l’European Innovation Night, l’evento di networking organizzato anche quest’anno dalla Commissione europea per riunire le delegazioni del Vecchio continente presenti all’Eureka Park.
Sempre nel pomeriggio in Arena l’intervento di Daniele Pes, responsabile innovazione di Ferrovie dello Stato Italiane, che spiegherà la strategia di open innovation internazionale del gruppo.
In chiusura di giornata spazio a un panel dedicato all’imprenditoria femminile: a intervenire Alfredo Coppola, fondatore di Prospera Women, realtà della Silicon Valley che riunisce programmi per supportare startup a guida femminile in tutto il mondo, a colloquio con Alessandra Rainaldi.
10 gennaio
Le startup saranno protagoniste della seconda e della terza giornata di eventi nel padiglione italiano al CES. Il panel di apertura della giornata del 10 gennaio sarà dedicato a Innovit, l’Italian Innovation and Culture Hub di San Francisco, inaugurato a fine 2022. Nel suo primo anno di vita Innovit ha lanciato 4 programmi di accelerazione finalizzati alla crescita nel mercato americano rivolti a quasi 100 aziende, tra startup, scaleup e pmi innovative, appartenenti a quattro settori: AI; IoT, Robotics e Cybersecurity; Climate Tech e Agrifood Tech; Space Economy. A raccontare i risultati raggiunti e gli obiettivi per il 2024 sarà Leandro Agrò, coordinatore dei programmi di innovazione del Centro di San Francisco assieme a Sebastiano Peluso, responsabile dell’Hi-Tech Desk dell’ufficio ICE di Los Angeles, che illustrerà come la strategia di market access negli Stati Uniti dell’Agenzia si integra con i programmi di Innovit.
La mattinata proseguirà intorno al tema della trasformazione intelligente degli ecosistemi urbani e domestici, con la prima delle sessioni di pitch tematiche che vedranno tutte le 50 startup del padiglione presentarsi al pubblico dell’Eureka Park. Una formula tradizionale, per manifestazioni come il CES, arricchita quest’anno dalla presenza di startup internazionali che saranno ospiti di tutte le sessioni in arena Italia.
Il primo tema è proprio quello dei “luoghi” e delle “cose” intelligenti – oggetti, case, città, con i loro spazi e i loro mezzi – che rendono la vita più semplice e i processi urbani più efficienti: dalle tante soluzioni di sensoristica avanzata, ai device IoT, fino al trasporto pubblico modulare e lo smaltimento dei rifiuti.
Nel pomeriggio gli “startup reel” verteranno sui temi della sostenibilità ambientale prima e della digital health poi, con soluzioni avanzate sia in ambito diagnostico che per l’accessibilità.
In chiusura di giornata spazio a uno degli ecosistemi innovativi territoriali più interessanti in Italia, ovvero la Regione Sardegna, partner della missione italiana a Las Vegas.
11 gennaio
La terza giornata di eventi nel padiglione si aprirà con l’Innovation Talk di uno dei partner storici di ICE al CES, l’ente nazionale di ricerca Area Science Park, rappresentato da Fabrizio Rovatti che traccerà le principali direttrici del prossimo futuro per l’innovazione italiana. In preparazione al CES, anche quest’anno Area ha supportato le startup del Padiglione con un percorso di formazione per insegnar loro come trarre il massimo, in termini di opportunità di business e visibilità, dall’esperienza a Las Vegas.
A seguire un panel tematico su uno dei settori in più rapida crescita nell’ultimo anno in ambito tecnologico, ovvero l’intelligenza artificiale. Sul palco assieme ad Alberto Mattiello si alterneranno il professore dell’Università di Napoli Parthenope Fabio De Felice, Sergio Amati, general manager di IAB Italia, e Antonio Tomarchio, CEO di Fantix.
Alla discussione seguirà la sessione di pitch dedicata allo stesso tema, con le startup italiane (e le ospiti internazionali) protagoniste.
Il futuro della televisione sarà al centro dell’ultimo Innovation Talk in Arena Italia. Il panel sarà curato da ContentWise, realtà italiana operativa negli Stati Uniti che crea soluzioni digitali per migliorare la fruizione di contenuti soprattutto in ambito streaming video; Renato Bonomini esplorerà le nuove frontiere della “content experience” nell’era dell’intelligenza artificiale, parlando di come l’AI sta rivoluzionando la personalizzazione dell’esperienza e i modelli di recommendation.
Le sessioni di pitch tematiche si concluderanno nel pomeriggio con altri due filoni dell’innovazione a forte sviluppo negli anni recenti. Il primo, sulla scia del panel precedente, è quello della realtà mista, virtuale e aumentata, nelle sue varie applicazioni, tra cui le esperienze nel metaverso. Il secondo filone è quello del Web3 e delle soluzioni basate sulla blockchain.
12 gennaio
L’ultima giornata di CES in arena Italia sarà dedicata al networking e alle visite di imprenditori e investitori agli stand delle startup.
IL PADIGLIONE ITALIA
Sono 50 le startup che compongono la delegazione italiana al CES 2024, provenienti da 13 regioni
. La Lombardia mantiene una solida maggioranza relativa, ma il Sud è ben rappresentato, con startup da Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Il padiglione coprirà un’area di 600 mq nel cuore dell’Eureka Park, dove sono presenti tutte le startup che espongono al CES.
Tra gli stand delle startup italiane troveranno spazio tante soluzioni per rendere smart e a prova di futuro le case e le città, grazie all’automazione, alla sensoristica avanzata, a nuovi modi di concepire la mobilità, dalla logistica aerea al trasporto pubblico su strada modulare. Sarà presentata un’intelligenza artificiale che diagnostica il cancro con un calcolo delle probabilità, un coating per superfici che purifica l’aria e riduce lo smog, ma anche applicazioni di realtà aumentata e virtuale per l’apprendimento e lo studio del patrimonio culturale. E ancora, il Web3 e la blockchain che supportano l’agrifood tracciando le filiere, la gestione di documenti notarili, il marketing. Ultime, ma non per importanza, le innovazioni della digital health, e i supporti per l’accessibilità motoria e digitale: dalla biopsia virtuale dell’architettura ossea alle carrozzine self-driving per gli aeroporti.
Il CES 2024
L’edizione 2024 del CES racconta una fiera che continua la sua ri-crescita dopo la pandemia: per l’edizione di quest’anno sono attesi più di 3500 espositori, numero cresciuto di oltre un terzo rispetto al 2023; di questi un migliaio sono le startup che animeranno l’Eureka Park, area espositiva storicamente allestita all’interno dell’hotel Venetian che ospita i “piccoli” innovatori, molti dei quali riuniti in diverse delegazioni nazionali. A Las Vegas sono attesi anche molti più visitatori rispetto allo scorso anno, oltre 130 mila secondo le stime degli organizzatori.
LE STARTUP
3dnextech, AI4IV, Aindo, Aitem, Alba Robot, Alert-Genius, ARIA Sensing, ArtCentrica, Athics, Blockchain Italia, BrainWaves, Certy, Coderblock, Contents, Develop-Players, Domethics (CES Innovation Awards 2024 Honoree), EZ Lab Blockchain Solutions, Fifth Ingenium, Flywallet, Ganiga, Genuino, Hexagro, Innoitaly, Innova, It’s Prodigy, Kintana, Levante, Light On Your Side by Biovitae, M2Test, MyCulture, NExT, Partitalia, Powandgo, Protom Robotics, REair, SAM, Searcode, Skyproxima, SnapAll, Sport Business Lab Consultancy, Sunspeker, Tecnojest, The Meter, The Nemesis, The Thinking Clouds, TMP Group, Travel Verse, Truesense, Visual Note, Vitrum Design. (aise)




Focaccia di Recco col Formaggio IGP, una bontà

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4focacciaLa Focaccia di Recco col Formaggio IGP è sempre più sulla bocca (e nello stomaco) degli italiani e del resto del mondo. Questo, è stato possibile grazie al risultato di un’importante azione di marketing che dal 2022 vede protagonista il Consorzio della Focaccia di Recco col Formaggio IGP. Un marketing territoriale e internazionale che ha portato Recco ad essere una delle mete del turismo gastronomico nazionale più frequentate e nominate.
L’attività del Consorzio con il coinvolgimento delle attività associate, si è divisa su presenze in eventi di grande richiamo per il vasto pubblico e su tre eventi sviluppati nella zona di produzione, a Recco. E in queste ore il Consorzio ha tirato le somme dell’ultimo anno.
A giugno è stata presente a Slow Fish, presso l’area Istituzionale Regione Liguria / C.C.I.A. Genova; poi in luglio all’Ocean Race e Liguria da bere, a La Spezia e a Piacere di vino, a Novi Ligure (Consorzio Novi nel cuore); poi ancora a settembre a Cheese, a Bra, al Salone Nautico Internazionale, presso la Fiera di Genova; in ottobre ha partecipato anche a Golosaria, presso la Fiera Milano City Show cooking.
In più ha organizzato direttamente una serie di eventi “in casa”: “Evoè Festival 2023” dell’Arte Gastronomica e Prodotti d’eccellenza. EVOÈ Festival, già alla prima edizione un grande successo. 26 Chef, 14 cooking show, promozione per i ristoranti Liguria Gourmet che cucinando dal vivo hanno raccontato le loro storie, con curiosità ed aneddoti, trucchi e ricette. Esposizione e presentazioni prodotti DOP e IGP italiani oltre a quelli certificati da Genova e Liguria Gourmet con interviste e conversazioni fra produttori, appassionati, e personaggi di opinione.
Ma anche la Festa della focaccia di Recco 2023. Il 2022 (dopo due anni di fermo dovuti alla pandemia) arrivarono oltre 70 pulman con una presenza valutata in 15mila persone, il 2023, anno del ritorno alla normalità, ne sono arrivati almeno 80 con una presenza in crescita. La Festa della Focaccia di Recco si tiene, da oltre sessant’anni, la quarta domenica di maggio ed è una giornata di festa che la Città di Recco dedica al suo prodotto principe, allestendo tante postazioni in cui viene offerta gratuitamente agli avventori. Oltre 25mila assaggi gratuiti di focacce del mattino e focaccia di Recco I.G.P., ad intrattenere gli ospiti numerosi spettacoli musicali, gare, mercatini, ospiti d’onore e altro ancora per una “Festa” che col passare degli anni è diventata una grande “festa popolare”.
Infine, ha organizzato anche la VI edizione di “Fattore Comune 2023”. Dedicato alle DOP e IGP che hanno in comune l’avere nella denominazione registrata il nome del luogo da cui prendono origine. Un grande successo, un folto numero di “comunicatori” ed interventi di rappresentanti delle Istituzioni Europee, Ministeriali e Regionali preposte.
Sul palco prodotti che arrivano in Liguria da tutta Italia, quest’anno la Burrata di ANDRIA I.G.P., lo Zafferano DELL’AQUILA D.O.P., la Casciotta d’URBINO D.O.P., l’ASTI D.O.C.G., il Crudo di CUNEO D.O.P., i Salumi D.O.P. PIACENTINI, il Rossese di DOLCEACQUA D.O.C., la Focaccia di RECCO col formaggio I.G.P. ASSAGGIA LA LIGURIA con Basilico Genovese DOP; Olio DOP Riviera Ligure.D.O.P. i vini dell’Enoteca regionale della Liguria e le Olive TAGGIASCHE LIGURI.
Organizzato anche Focaccia di Recco IGP Food Experiences: con incontri speciali dedicati a giornalisti, blogger, instagrammer e comunicatori.
Stanno ottenendo sempre più interesse e curiosità dei media e dei comunicatori moderni i Press Food Experience organizzati dal Consorzio recchese, per l’attenzione nei confronti della Focaccia di Recco IGP ormai un’icona nazionale nel suo settore e l’intensità del programma che non si limita al prodotto ma vuole farne conoscere storia e tradizione respirando l’aria del suo territorio.
Il 2023 è l’anno dei 100.000 followers di Instagram raggiunti proprio in diretta durante l’ultimo press tour, la sera di venerdì 15 dicembre.
Il Consorzio ha iniziato, nel 2018, una strategia mirata al mercato “young” ed alla relativa comunicazione sui social con l’obiettivo di avere un ruolo “visibile e autorevole” in questo settore.
Contenuti creativi, post, filmati e reel di particolare efficacia hanno portato il prodotto ed il Consorzio recchese tra le pagine più seguite a livello nazionale nel settore agroalimentare d’eccellenza. Nel 2023 più di 20 milioni di visualizzazioni sui canali social Instagram e Facebook hanno premiato la Focaccia di Recco.
“La Focaccia di Recco dal 2015 con l’ottenuta tutela europea, è entrata nell’Olimpo della produzione agroalimentare europea, diventando uno dei prodotti d’eccellenza che rappresentano l’Italia nel mondo” e i riscontri che questo prodotto ottiene costantemente non fanno altro che potenziarne fama e valore. La storia dice che la focaccia col formaggio a Recco ha radici antiche, “rechelini doc” ed abili osti di allora, i cui eredi sono divenuti col tempo professionisti panificatori e ristoratori di oggi, hanno tramandato nel tempo una tradizione secolare che ha portato la focaccia di Recco col formaggio ad essere il prodotto gastronomico principe della città di cui porta il nome, costituendo motivo di grande attrazione per quel turismo enogastronomico che sempre più sceglie le proprie mete seguendo quanto di più tipico le località offrono. (aise) 




I formaggi italiani DOP abbondano sulle tavole di fine anno

29formaggiitaliani

29formaggiitalianiÈ boom dei formaggi italiani nella GDO, con le DOP a trainare il comparto. Gli italiani spenderanno circa 400 milioni di euro per portare in tavola circa 30mila tonnellate di formaggi italiani, che si avviano a confermarsi il più amato prodotto alimentare dopo i dolci nel periodo delle feste. A dare le stime è AFIDOP, l’Associazione Formaggi Italiani DOP e IGP, elaborando dati NielsenIQ sugli acquisti degli italiani nella GDO.
A fare da traino sono i grandi formaggi DOP italiani, Grana Padano e Parmigiano Reggiano in testa (+13% rispetto alle vendite medie del resto dell’anno) – tra i formaggi più consumati a Natale e amati soprattutto in pezzi interi (+33%) – ma anche Fontina a fette (+37%), Gorgonzola (+9%), a pari merito Taleggio e Asiago (+4%), seguiti da Pecorino Romano DOP e Mozzarella di Bufala Campana DOP.
Un trend, quello dei formaggi a Natale, che non conosce crisi – fa notare AFIDOP: già nel 2022 i formaggi erano sul podio dei prodotti preferiti delle feste, con il 57% delle preferenze degli italiani, preceduti solo dai dolci natalizi (65%, dati NielsenIQ Christmas Study, “Unwrapping Europeans’ Holiday Outlook”, 2022). Un patrimonio tutto da esplorare, che conta 56 denominazioni da Nord a Sud del Paese, per 4,68 miliardi di euro di valore alla produzione e rappresenta il 59% del valore del cibo DOP IGP e SGT italiano. È riconosciuto in tutto il mondo come un’eccellenza: anche quest’anno Taste Atlas riconosce il podio della sua classifica sui 100 migliori formaggi al mondo a tre italiani: Parmigiano reggiano DOP, Mozzarella di bufala campana DOP e Stracchino di Crescenza. E ben 4 tra le prime 10 posizioni, compresa la burrata che si piazza sul sesto gradino.
“Alimento irrinunciabile nelle tavole delle feste, protagonisti di ricette natalizie iconiche, i formaggi DOP rimangono un elemento chiave della tavola degli italiani e di quei 15,9 miliardi previsti per la spesa dedicata ad alimentari e bevande a dicembre (dati Confartigianato dicembre 2023) – dichiara Antonio Auricchio, presidente di AFIDOP. “Un elemento immancabile nel paniere dei regali utili 2023 che saranno protagonisti in quasi quattro case su dieci (37%), in cui trovano spazio sotto l’albero anche i cesti enogastronomici. In particolar modo gli italiani prediligono i formaggi stagionati, consumati regolarmente dal 63%, almeno 3-4 giorni su 7 (ricerca SWG per Ferrari Giovanni Industria Casearia)”.
Cresce infatti anche la tendenza del piatto di formaggi proposti “in purezza”, offerti in degustazione assieme a confetture, marmellate, mostarde o senape, che alle tavole di Natale portano eleganza e gourmandise: non a caso vanno forte anche i formaggi “arricchiti” (+251%) e quelli elaborati con spezie (+8%) (elaborazione dati NielsenIQ dicembre 2023). (aise)




Il Bergamotto di Reggio Calabria ottiene la Indicazione Geografica Protetta (IGP)

bergamotti sfusi

bergamotti sfusiIl Bergamotto di Reggio Calabria è diventato una Igp, con relativo disciplinare di produzione. Un traguardo raggiunto dopo due anni e mezzo di istruttoria da parte del ministero dell’Agricoltura e della sovranità alimentare e delle foreste.
“Con nota ministeriale del 12 dicembre 2023, alla Regione Calabria si comunicava l’avvenuta approvazione del disciplinare e si richiedeva l’intesa per convocare la pubblica audizione“, spiega Rosario Previtera, presidente del Comitato promotore per il Bergamotto di Reggio Calabria Igp e la sua tutela e valorizzazione, sintetizzando l’iter. “Una grandissima soddisfazione per l’intero comparto agricolo e grande apprezzamento giunge da tutto il territorio dopo un’attesa di due anni, sei mesi e sette giorni esatti“.
Il Comitato, che è formato da più di 300 operatori della filiera tra coltivatori, trasformatori e associazioni, attualmente attende la convocazione dell’assessore all’Agricoltura della Regione Calabria Gianluca Gallo, al fine di coordinare insieme i tempi e i luoghi per la prossima tappa, consistente nella riunione di pubblico accertamento. La domanda di riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta per il Bergamotto di Reggio Calabria venne presentata il 5 giugno 2021 in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente: in meno di un mese il Dipartimento agricoltura della Regione emanò il parere favorevole, che consentì l’avvio dell’iter ministeriale.
Da adesso in poi, l’auspicio del Comitato Promotore è l’ottenimento della “protezione nazionale transitoria“, che segna il riconoscimento e la possibilità di commercializzare il prodotto Igp entro i confini nazionali per poi passare successivamente al riconoscimento definitivo comunitario per come previsto dalla normativa europea.
“Il disciplinare dell’Igp “Bergamotto di Reggio Calabria” è di fatto stringente come un disciplinare Dop”, spiega Privitera: prevede la produzione e la trasformazione del prodotto esclusivamente all’interno dell’area geografica individuata e si estende ai derivati dell’industria agroalimentare e del food. Abbiamo ampliato l’area di produzione fino a 50 comuni da Villa San Giovanni a Monasterace, inserendo tutti quelli che precedentemente erano stati esclusi dal vecchio disciplinare dell’essenza di bergamotto di Reggio Calabria Dop, che di fatto non è mai esistita“. (aise)




Istat. Export extra-UE in calo a novembre

frecciaexport

frecciaexportA novembre 2023 l’Istat stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27, una riduzione congiunturale di analoga entità per le esportazioni (-3,0%) e le importazioni (-3,1%). La flessione su base mensile dell’export, continua l’Istat, riguarda tutti i raggruppamenti principali di industrie, a eccezione di beni di consumo durevoli (+2,6%), ed è dovuta soprattutto alle minori vendite di energia (-31,0%), beni intermedi (-3,4%) e beni di consumo non durevoli (-2,5%). Anche dal lato dell’import, a esclusione di beni strumentali (+1,7%), si rilevano diminuzioni congiunturali per tutti i raggruppamenti; le più ampie per energia (-7,5%) e beni di consumo durevoli (-4,5%).
Nel trimestre settembre-novembre 2023, rispetto al precedente, l’export registra una crescita modesta (+0,1%), sintesi di aumenti delle vendite di energia (+21,9%) e beni intermedi (+1,3%) e riduzioni di quelle di beni strumentali (-2,5%) e beni di consumo durevoli (-1,1%); stazionarie le esportazioni di beni di consumo non durevoli. Nello stesso periodo, l’import segna un aumento dell’1,0%, cui contribuiscono i soli maggiori acquisti di energia (+9,3%).
A novembre 2023, l’export flette su base annua del 3,7% (era +9,4% a ottobre). La flessione è dovuta alla contrazione delle vendite di energia (-16,4%), beni intermedi (-6.9%) e beni strumentali (-4,9%), mentre crescono le esportazioni di beni di consumo durevoli (+4,3%) e non durevoli (+0,5%). L’import registra una flessione tendenziale del 20,8%, generalizzata e più ampia per energia (-38,0%) e beni intermedi (-16,3%).
Sempre secondo i dati raccolti dall’Istat a novembre 2023, il saldo commerciale con i paesi extra Ue27 è positivo e pari a +6.224 milioni (+1.841 milioni a novembre 2022). Il deficit energetico (-5.187 milioni) è inferiore rispetto a un anno prima (-8.713 milioni) e l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici aumenta da 10.555 milioni di novembre 2022 a 11.410 milioni di novembre 2023.
L’Istat rileva inoltre ampie riduzioni su base annua delle esportazioni verso Svizzera (-23,7%), Regno Unito (-21,4%) e Giappone (-16,8%). Aumentano le vendite verso paesi Mercosur (+8,5%), Turchia (+7,4%), paesi Opec e Cina (per entrambi +5,6%) e Stati Uniti (+4,9%).
Tranne che da Regno Unito (+9,7%) e Turchia (+1,4%), le importazioni da tutti i principali paesi partner extra Ue27 sono in calo su base annua. Gli acquisti dalla Russia registrano la flessione tendenziale più ampia(-91,8%); marcate anche le riduzioni degli acquisti da paesi Opec (-36,1%), paesi Mercosur (-35,4%) e paesi Asean (-28,8%). (aise)




Toscana. Un bando per la promozione dei prodotti di qualità

18agroalimentaretoscana

18agroalimentaretoscanaContribuire a migliorare la posizione degli agricoltori nella catena di valore, promuovere le politiche dell’Unione europea in materia di alimentazione e salute, affrontando temi come la produzione sostenibile di alimenti sani, la riduzione degli sprechi alimentari, il miglioramento del benessere degli animali. E ancora, promuovere e comunicare le caratteristiche dei prodotti di qualità alimentare, con i relativi aspetti nutrizionali, l’etichettatura, la rintracciabilità e i metodi di produzione a basso impatto ambientale: tutto questo rientra nell’obiettivo di aumentare il grado di conoscenza e il consumo dei prodotti di qualità da parte dei consumatori, sul mercato europeo. Allo stesso tempo, migliorare la redditività delle imprese e la loro posizione nella catena del valore, così come consolidare le filiere agroalimentari dei prodotti di qualità.
Per farlo, Regione Toscana ha aperto un bando attuativo dell’intervento “Promozione dei prodotti di qualità”, che può contare su una dotazione complessiva di 6 milioni di euro.
“Con questa iniziativa – dice la vicepresidente e assessora all’agroalimentare, Stefania Saccardi – sosteniamo i produttori e i loro Consorzi per far conoscere ancora meglio le eccellenze toscane. I produttori potranno attivare iniziative di informazione sulla qualità e sui processi produttivi, ma anche sulle proprietà nutrizionali e il legame con il territorio dove queste eccellenze nascono, rivolgendosi ai consumatori, addetti ai lavori, con azioni mirate per sostenere la commercializzazione dei prodotti sui mercati e nella ristorazione e favorire nei consumatori la conoscenza dei disciplinari e delle regole di produzione. I partecipanti potranno inoltre presentare progetti per iniziative a carattere pubblicitario, commissionare indagini di mercato e organizzare o partecipare a manifestazioni, fiere, eventi ed esposizioni. Anche questa azione sarà utile per promuovere il meglio del Made in Tuscany, e aprire sempre nuove opportunità alla diffusione delle nostre eccellenze”.
Chi può fare richiesta
I beneficiari sono le associazioni di produttori che partecipano ai regimi di qualità ossia: gruppi di produttori, anche temporanei, o le loro associazioni di qualsiasi natura giuridica, incluse le organizzazioni di produttori e le loro associazioni; organizzazioni interprofessionali; i Consorzi di tutela; cooperative agricole e loro consorzi; reti di impresa fra produttori dei regimi ammessi al sostegno
Importi
L’importo minimo del contributo pubblico richiesto/concesso, per singola domanda di aiuto, è pari a 21.000 euro.
L’importo del contributo massimo concedibile per singola domanda d’aiuto è pari a 420.000 euro (tale importo è condizionato all’approvazione della modifica del PSP 2022/2027 da parte della Commissione europea. In assenza di tale approvazione, l’importo è pari a 294.000,00). Nel caso in cui i beneficiari siano Aggregazione di Consorzi, di cui al punto 8 del paragrafo “Beneficiari/richiedenti il contributo massimo concedibile è pari a 630.000 euro.
L’intensità del sostegno è a fondo perduto pari al 70% dei costi ammessi. (aise) 




Made in Italy: parte il bando per la promozione all’estero dei marchi collettivi

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Parte il bando 2023 per la promozione all’estero di marchi collettivi e di certificazione: le domande per richiedere gli incentivi potranno essere presentate a partire dal 27 dicembre 2023 e fino al 23 gennaio 2024.
Ne dà notizia il Ministero delle imprese e del made in Italy, ricordando che la misura si rivolge alle associazioni rappresentative delle categorie, ai consorzi di tutela (art. 53 della legge 24 aprile 1998, n.128) e ad altri organismi di tipo associativo o cooperativo.
Le agevolazioni sono concesse nella misura del 70% delle spese valutate ammissibili, nella misura massima di 150 mila euro. Le spese dovranno riguardare Fiere e saloni internazionali; Eventi collaterali alle manifestazioni fieristiche internazionali; Incontri bilaterali con associazioni estere; Seminari in Italia con operatori esteri e all’estero; Azioni di comunicazione sul mercato estero, anche attraverso GDO e canali on-line; Creazione di comunità virtuali a supporto del marchio.
Le iniziative di promozione dovranno essere realizzate entro sei mesi dalla concessione del finanziamento.
La misura è promossa dal Mimit e gestita da Unioncamere. (aise) 




Seconda edizione di “Capitali della creatività italiana nel mondo”

festival of italian creativity

festival of italian creativityIl Consolato Generale a Boston, l’Ambasciata d’Italia a Riga e l’Ambasciata d’Italia a Tunisi sono le sedi vincitrici della seconda edizione del concorso “Capitali della Creatività Italiana nel Mondo” (Festival of Italian Creativity), iniziativa lanciata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale con l’obiettivo di stimolare e valorizzare le capacità progettuali della Rete estera nell’ambito della promozione integrata. La prima edizione dell’iniziativa aveva visto trionfare le proposte del Consolato di Detroit e dell’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne.

Questi i progetti vincitori:

Il Consolato Generale a Boston propone “Boston.IT”, un programma di promozione integrata e culturale e un evento “fieristico” che muove dalla ispirazione della creatività in quanto leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità e coerenza. Ideato con l’ambizione di un radicamento permanente sul territorio, il Festival ha l’obiettivo di attrarre prestigiosi attori locali e italiani all’interno della sua programmazione, che prevede presentazioni, dialoghi, tavole rotonde, panel di discussione che coinvolgeranno accademici, scienziati, ricercatori, opinion leader, dirigenti e manager d’azienda, spaziando dall’innovazione tecnologica all’architettura e design, passando per la cucina e per lo sport.

Il progetto presentato dall’Ambasciata d’Italia a Riga, “Italy is young”, propone un racconto inedito del talento italiano sotto i 35 anni: un festival di dieci settimane che racconta, attraverso una serie di conversazioni pubbliche, l’Italia creativa di oggi. L’iniziativa si distingue per la pluralità dei settori creativi e produttivi rappresentati, dalla moda alla musica, dal cinema all’innovazione, dalla letteratura allo sport. “L’Italia ambisce a diventare un Paese per giovani” sottolinea l’Ambasciatore d’Italia in Lettonia, Alessandro Monti. “Con Italy is young lo racconteremo al pubblico della Lettonia. I ragazzi e le ragazze italiane hanno qualcosa da dire: le loro storie dimostrano che creatività e italianità sono un binomio inscindibile”.

“IN SITU – TUNISI” è il progetto con cui l’Ambasciata d’Italia a Tunisi – in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e in sinergia con un gruppo di istituzioni ed attori produttivi locali – si propone di valorizzare il patrimonio di storia e cultura condiviso tra i due Paesi, per approfondire lo scambio creativo contemporaneo. Il programma, articolato in un ampio ventaglio di attività che toccano settori quali l’artigianato e il design, il cinema, la danza e il teatro, l’architettura, la moda, lo sport, vuole stimolare una riflessione sui legami tra energia, cultura, radici e innovazione per valorizzare lo straordinario soft power che tradizione, creatività, design e imprenditorialità offrono al nostro Paese.

Alla luce dell’interesse registrato per questa seconda edizione, l’iniziativa “Capitali della Creatività Italiana nel Mondo” verrà riproposta anche per la terza edizione nel 2024, con l’obiettivo di incoraggiare la promozione di nuove vetrine dell’Italia e del saper fare italiano, attraverso un’azione di promozione integrata declinata nelle tre dimensioni economica, culturale e scientifica nel quadro delle azioni di diplomazia della crescita e di diplomazia culturale promosse dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.




I vini dell’Emilia-Romagna nel registro delle Denominazioni di Origine Protette (DOP)

uvavino

uvavinoLa Commissione europea ha aggiunto al registro delle denominazioni di origine protette (DOP) i vini della regione Emilia-Romagna, in particolare dei comuni delle province di Bologna, Modena e Ravenna.
I vini dell’Emilia-Romagna, si legge nella scheda di Bruxelles, “sono prodotti in quattro categorie: vino, vino spumante, vino spumante di qualità e vino frizzante. Le caratteristiche uniche di questi vini derivano da un clima continentale caldo ma ventilato, associato a terreni di origine alluvionale ricchi di ciottoli e limo. Le escursioni termiche notte-giorno nel periodo estivo consentono un’ottimale maturazione dei grappoli e il mantenimento del patrimonio aromatico e acido dell’uva, che assicura la conseguente freschezza dei vini. Anche le competenze dei viticoltori locali risultano determinanti nella gestione del vigneto, dalla scelta del portainnesto al sistema di allevamento, dalla gestione della chioma alla regolamentazione degli apporti idrici, fino alle tecniche innovative di produzione degli spumanti”.
I vini “Emilia-Romagna” si basano principalmente sul vitigno Pignoletto con una piccola aggiunta di altri vitigni. I vini spumanti sono moderatamente aromatici, fruttati e presentano un’acidità percettibile, mentre i vini fermi presentano anche note floreali e una notevole mineralità.
La nuova denominazione è stata aggiunta all’elenco di 1.640 prodotti vitivinicoli già protetti. (aise)