La fiducia dei consumatori in Italia segna un record dall’inizio della guerra in Ucraina

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downloadLa fiducia economica dell’Italia ha registrato il suo miglior punteggio in un anno questo febbraio, dopo essere cresciuta di 3,1 punti rispetto a gennaio e aver raggiunto i 104 punti, secondo l’indice economico elaborato dall’Istituto nazionale di statistica (Istat).

L’indice che misura la fiducia delle imprese è invece rimasto invariato a 109,1 punti. All’interno di questi, anche le prospettive per il settore non hanno registrato variazioni, attestandosi a 102,8 punti. Aumentano, invece, le attese di produzione e le previsioni sugli ordini, mentre le scorte di magazzino aumentano “in misura lieve”.

Inoltre, la fiducia nel commercio al dettaglio è cresciuta di quattro punti, a 114,6, grazie agli attuali livelli di attività commerciale e alle attese sulle vendite future. Meno ottimista è invece l’edilizia, che scende di 1,6 punti attestandosi a 157,2, anticipando un calo degli ordinativi, ma prevede comunque un aumento delle assunzioni nel settore.

L’organizzazione spiega che un dato inferiore a 100, che prende come scala i dati del 2010, indica una prognosi negativa sullo stato attuale dell’economia, mentre uno superiore garantisce il contrario.




Le crisi internazionali spingono le aziende italiane in Africa

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073736849 a78e72f3 228f 4d8f 9aef ed1916ea0a00Con la pandemia di coronavirus prima e il conflitto russo-ucraino poi, l’economia occidentale sta vivendo una stagione d’incertezza, con il settore industriale che deve fronteggiare anche l’inflazione galoppante.
In questo quadro di contesto, molte imprese italiane, dopo aver puntato su Middle e Far Est, stanno tracciando la rotta verso sud e iniziano a guardare con interesse al continente africano, merito del dinamismo dei mercati e della progressiva crescita demografica.

I dati parlano chiaro: nel 2021 le esportazioni italiane in Africa hanno registrato un fatturato complessivo pari a 18 miliardi di euro. I Paesi che trainano il Made in Italy sono Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Libia e Sudafrica. Mentre è la Lombardia a guidare le esportazioni, seguita da Sardegna, Sicilia, Liguria, Emilia-Romagna e Veneto.

Nel dettaglio l’export italiano in Africa si suddivide in 12 miliardi di euro in Nordafrica (Egitto 3,8 miliardi, Tunisia 2,9, Marocco 2,2, Algeria 1,8, Libia 1,1) e 6,1 miliardi nell’Africa subsahariana, dove i principali mercati sono la Repubblica Sudafricana (2,3 miliardi), la Nigeria (1 miliardo), Senegal e Angola (0,3 miliardi), Ghana e Kenya (0,2 miliardi). In particolare nell’Africa subsahariana la cifra è salita dai 5 miliardi del 2020 ai 6,1 miliardi del 2021 (+21%) e si prevede che crescerà del 5,6% nel 2022.

Del resto, l’Africa è in continua trasformazione sia sul piano economico che sociale, vanta 54 Stati, una popolazione di 1,3 miliardi persone, per il 50% giovani under 20 anni, e un Pil che negli ultimi 15 anni è raddoppiato. Qui il Belpaese può giocare un ruolo sempre più da protagonista, investendo sul capitale umano e contribuendo allo sviluppo della società africana.

Non solo grandi infrastrutture, dalla logistica al digitale, ma anche energia e agroalimentare. Diversi i progetti finalizzati alla creazione di intere filiere produttive, supportati dalle istituzioni italiane, la rete diplomatica, Cdp, Sace, Simest, ICE-Agenzia e il Sistema Confindustria. Seguendo una duplice strategia: da un lato, la partecipazione attiva ai programmi europei su base multilaterale; dall’altro, lo sviluppo di rapporti bilaterali strutturati tramite i quali le imprese italiane possono raccogliere interessanti opportunità nel continente africano.

Lo spiega all’AGI Sergio Tommasini, consigliere di Confindustria Assafrica e amministratore delegato di Airone Seafood, azienda di Reggio Emilia attiva nel settore delle conserve ittiche a base di tonno, che ha il proprio stabilimento produttivo ad Abidjan, dove sorge il più grande porto peschereccio dell’Africa occidentale: “In Costa d’Avorio operiamo in zona franca e questo comporta dei vantaggi competitivi legati a una decontribuzione del 50% dei costi di elettricità, acqua e carburante – dichiara Tommasini –. Quindi fare impresa in Africa risulta essere un beneficio netto anche rispetto alla situazione complicata che altre imprese energivore hanno vissuto e stanno vivendo tuttora ad altre latitudini”.

In questo caso, i vantaggi competitivi che il governo ivoriano garantisce alle imprese estere che investono sul suo territorio si abbinano a precisi oneri sociali, con avanzate politiche di welfare adottate direttamente dalle imprese: “Basti pensare ai prestiti per la scolarizzazione dei figli dei dipendenti o al supporto economico ai funerali dei familiari – fa sapere Tommasini –. Oppure alla cantina sociale, per permettere agli operai ivoriani di godere di un’alimentazione salutare e controllata dal nostro centro medico o al sostegno economico per il trasporto da casa al luogo di lavoro”.




Sol d’oro 2023: l’Italia domina in tutte le categorie

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27olioLa 21ª edizione del concorso Sol d’Oro di Veronafiere si tinge solo dei colori dell’Italia. La più selettiva competizione al mondo dedicata all’olio extravergine di oliva ha visto i produttori della Penisola conquistare 20 delle 21 medaglie previste nelle sette categorie in gara: Fruttato leggero, Fruttato medio, Fruttato intenso, Dop-Igp, Biologico, Monovarietale e Absolute Beginners.
Successo equamente distribuito tra le principali regioni produttrici: cinque alla Puglia, tre al Lazio, due a Abruzzo, Toscana e Umbria, uno a Sardegna, Sicilia, Veneto, Campania, Sardegna e Trentino. Un podio a Croazia. Il “Sol d’Oro Challenge 2023”, che premia la miglior perfomance complessiva, se lo è aggiudicato l’Azienda Agricola Donato Conserva, di Modugno (Bari).
All’edizione 2023 di Sol d’Oro (20-26 febbraio – Veronafiere) hanno partecipato 409 campioni provenienti da Albania, Cile, Croazia, Grecia, Italia, Perù, Portogallo e Spagna. Dopo la fase iniziale di degustazione curata da AIPO Verona, gli oli finalisti sono stati sopposti all’analisi in blind tasting della giuria internazionale coordinata da Marino Giorgetti (Capo Panel) e composta da Milena Bucar Miklavcic (Slovenia), Anunciacion Carpio (Spagna), Simone De Nicola (Italia), Yara El Ghalayini (Giordania), Giuseppe Giordano (Italia), Selin Ertur (Turchia), Madhi Fendri (Tunisia), Ernest Kante (Slovenia), Alberto Morreale (Italia), Carlotta Pasetto (Italia), Roberta Ruggeri (Italia), Giulio Scatolini (Italia), Piergiorgio Sedda (Italia), Na Xie (Cina), Miciyo Yamada (Giappone) e Antonio Volani (Italia).
La cerimonia ufficiale di premiazione del Concorso Internazionale Sol d’Oro 2023, con la consegna dei diplomi ai vincitori di Sol d’Oro, d’Argento e di Bronzo e delle Gran Menzioni riservate agli oli finalisti, si terrà domenica 2 aprile 2023 nell’ambito di Sol&Agrifood, Salone internazionale dell’agroalimentare di qualità (Veronafiere, 2-5 aprile, solagrifood.it), evento in cui tutti gli oli premiati saranno protagonisti di degustazioni guidate. La consegna dei premi Sol d’Oro, Sol d’Argento e Sol di Bronzo, sarà al centro dell’Evo Gala Dinner di martedì 4 aprile, al Palazzo della Gran Guardia di Verona.
“Con l’edizione di quest’anno, “Sol d’Oro” ha registrato il record storico di campioni ammessi e di Paesi partecipanti, posizionandosi saldamente ai primissimi posti del ranking internazionale tra i concorsi più partecipati – ha dichiarato Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere -. Storicamente primo per selettività e formula di valutazione degli oli, “Sol d’Oro” valuta con soddisfazione l’avvio della collaborazione con AIPO e il premio “Aipo d’Argento”, che con il suo Laboratorio di analisi riconosciuto dal Masaf, ha consentito di aumentare ancora di più il valore del concorso. Confermata l’eccellenza della professionalità dei 17 componenti del panel di degustazione internazionale, provenienti da 8 Paesi. Tra un mese, i buyer presenti a Sol&Agrifood potranno assaggiare in sessioni dedicate gli oli Evo vincitori di medaglie e gran menzioni, dove l’Italia ha ribadito chiaramente il suo ruolo di capofila della qualità e varietà delle produzioni, che ben si abbinano fra l’altro a quasi tutte le cucine del mondo”.
“Siamo estremamente soddisfatti dei risultati ottenuti in questa XXI edizione di “Sol d’Oro”, che confermano il valore del concorso come occasione di confronto – spiega Marino Giorgetti, capo Panel di Sol d’Oro fin dalla sua prima edizione -; i lavori si sono svolti nel rispetto assoluto delle norme, estremamente selettive: blind tasting, anonimizzazione notarile e cabine di degustazione individuali. Risultati ottenuti grazie all’impegno di Veronafiere, alla professionalita? della giuria internazionale e alla collaborazione con AIPO e il concorso AIPO d’Argento. Straordinaria l’affermazione dell’Italia – conclude Giorgetti – nonostante le difficoltà patite dai nostri olivicoltori per le proibitive condizioni climatiche, sorprendente l’assenza dai podi della Spagna, di solito sempre protagonista a Verona, ma il clima ha colpito duramente anche la penisola Iberica”.

I VINCITORI SOL D’ORO EMISFERO NORD 2023
Categoria Extravergine – Fruttato Leggero
“SOL D’ORO”
“DOP Chianti Classico”
FRANTOIO PRUNETI SRL
Greve in Chianti (FI) – Toscana
“SOL D’ARGENTO”
“Frantum”
FRANTOIO MERCURIUS S.R.L.
Penne (PE) – Abruzzo
“SOL DI BRONZO”
“RE OLIO – DOP Monti Iblei Gulfi tonda iblea bio”
FRANTOIO SALLEMI RAFFAELE SAS
Comiso (RG) – Sicilia
CATEGORIA EXTRAVERGINE FRUTTATO MEDIO
“SOL D’ORO”
“Evo”
AZ. AGR. TOMMASO MASCIANTONIO
Casoli (CH) – Abruzzo
“SOL D’ARGENTO”
“Riserva”
FATTORIA AMBROSIO DI MASSIMO VALENTINO AMBROSIO
Castelnuovo Cilento (SA) – Campania
“SOL DI BRONZO”
“Elegante”
MATER OLEA SRL AGR.
Prossedi (LT) – Lazio
CATEGORIA EXTRAVERGINE FRUTTATO INTENSO
“SOL D’ORO”
“Mimì”
AZIENDA AGRICOLA DONATO CONSERVA
Modugno (BA) – Puglia
“SOL D’ARGENTO”
“Ispiritu Sardu Alphabetum”
MASONI BECCIU DI DEIDDA VALENTINA
Villacidro (SU) – Sardegna
“SOL D’ARGENTO”
“Origini Garda Dop Trentino”
OLIO CRU
Riva del Garda (TN) – Trentino Alto Adige
CATEGORIA DOP-IGP
“SOL D’ORO”
“Colleruita DOP Umbria”
AZ. AGR. VIOLA
Foligno (PG) – Umbria
“SOL D’ARGENTO”
“Don Pasquale DOP Colline Pontine”
AZ. AGR. COSMO DI RUSSO
Gaeta (LT) – Lazio
“SOL DI BRONZO”
“IGP Toscano”
FRANTOIO FRANCI
Montenero d’Orcia – (GR) – Toscana
CATEGORIA BIOLOGICO
“SOL D’ORO”
“Cuncorru”
MASONI BECCIU DI DEIDDA VALENTINA
Villacidro – Sardegna
“SOL D’ARGENTO”
“Bio”
OPG CHIAVALON
Dignano – Istria Croazia
“SOL DI BRONZO”
“Gran Pregio – Coratina bio”
AZ. AGRICOLA CAPUTO MARIA
Molfetta (BA) – Puglia
CATEGORIA MONOVARIETALE
“SOL D’ORO”
“Intenso”
AZ. AGR. ALFREDO CETRONE
Sonnino (LT) – Lazio
“SOL D’ARGENTO”
“Mimì Coratina”
AZ. AGR. DONATO CONSERVA
Modugno (BA) – Puglia
“SOL DI BRONZO”
“Il Sincero”
AZ. AGR. VIOLA
Foligno (PG) – Umbria
CATEGORIA ABSOLUTE BEGINNERS
“SOL D’ORO”
“Racemi”
LA NOTTE PASQUALE
Trani (BT) – Puglia
“SOL D’ARGENTO”
“Riserva”
TOMMASO FIORE
Terlizzi (BA) – Puglia
“SOL DI BRONZO”
“Campo delle marogne”
AZ. AGR. CORDIOLI ERMINIO & C.
Verona (VR) – Veneto
“SOL D’ORO CHALLENGE 2023”
AZ. AGR. DONATO CONSERVA
Modugno (BA). (aise) 




Al Micam il lancio della 32ª Convention Mondiale delle Camere di Commercio italiane all’estero

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21maurielloDomenica scorsa, 19 febbraio, giorno di inaugurazione di MICAM Milano, il salone internazionale leader a livello mondiale per le calzature, lo stand della Camera di Commercio delle Marche, LINEA – Azienda speciale Camera di Commercio delle Marche e Regione Marche, ha ospitato la presentazione della 32a Convention Mondiale delle CCIE in programma a giugno nelle Marche, a Colli del Tronto.
Durante l’incontro, che ha visto la partecipazione della Sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano, del Presidente della Regione Francesco Acquaroli, del Presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, del direttore di ATIM Marco Bruschini e del Segretario Generale di Assocamerestero Domenico Mauriello, è stato sottolineato come le quattro giornate di lavoro della Convention Mondiale rimarcheranno l’importante legame tra le Marche, regione manifatturiera, e il sistema dell’export, motore della nostra economia.
“Le Camere di Commercio italiane all’estero sono un fondamentale nodo di aggregazione delle comunità di affari italiane nel mondo e, al contempo, di quelle estere che guardano all’Italia”, ha evidenziato Mauriello. “Rappresentano quindi un’occasione unica per le piccole e medie imprese per essere inserite in un grande network internazionale, fatto da imprenditori capaci di accompagnarle in un percorso di crescita e di sviluppo in ben 61 Paesi del mondo”.
“I rappresentanti delle 84 CCIE che costituiscono la nostra rete – ha confermato il Segretario Generale di Assocamerestero – saranno presenti nelle Marche dal 16 al 20 giugno, in occasione della 32esima Convention Mondiale delle Camere di Commercio italiane all’estero, per incontrare le imprese marchigiane che vogliono affermarsi sui mercati esteri, specialmente quelle che, proprio come fanno le aziende calzaturiere, pongono alla base della propria strategia di business la proiezione internazionale”. (aise)




Arriva il “Monferrato Wine Festival – Monferrato Identity”

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downloadConto alla rovescia per la prima edizione di “Monferrato Wine Festival – Monferrato Identity”, il nuovo evento previsto per maggio 2023 ideato e promosso dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato volto a celebrare le tredici denominazioni piemontesi del Monferrato.
Appuntamento dal 18 al 21 maggio per una quattro giorni di visite e degustazioni, in partnership con SOPEXA Italia e The Wine Hunter, dedicate alle eccellenze vitivinicole delle colline piemontesi Patrimonio dell’Umanità.
“Siamo felici e orgogliosi – spiega Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio – di poter finalmente presentare al pubblico questo evento che, come Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, abbiamo fortemente voluto. Ideato a partire dai principi ispiratori che muovono il nostro operato, ossia la promozione del nostro territorio e dei nostri vini, “Monferrato Wine Festival – Monferrato Identity” sarà un momento significativo per noi e per le aziende che rappresentiamo volto a celebrare e presentare al mondo ciò che ci distingue: i nostri panorami disegnati proprio da quelle viti che ci hanno permesso di diventare nel 2014 Patrimonio dell’Unesco”.
Il paesaggio delle colline centrali del Piemonte è stato infatti riconosciuto dall’Unesco come paesaggio culturale di eccezionale bellezza, caratterizzato da una tradizione storica antica legata alla coltura della vite e a una vera e propria “cultura del vino”, profondamente radicata nella comunità.
Ad animare la manifestazione un ricco calendario di eventi, degustazioni e appuntamenti collaterali che permetteranno ad un pubblico di appassionati e a giornalisti di stampa specializzata di vivere un’esperienza immersiva nella bellissima cornice del territorio del Monferrato.
Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, fondato nel 1946, ha il compito di tutelare e promuovere le sue denominazioni per garantire la loro diffusione e la loro immagine sui mercati nazionali e internazionali, anche attraverso appositi marchi distintivi. Attualmente il Consorzio conta 390 aziende associate e 13 denominazione tutelate. (aise) 




Come rilanciare il Made in Italy in America Latina

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b86a211e5a734f97b8a785237b27dd2dFirmato a Roma un accordo per rilanciare il Made in Italy e unire enogastronomia e turismo, creando forme per far conoscere le eccellenze italiane e latinoamericane a livello internazionale, tra Iila, l’Organizzazione Internazionale Italo-Latinoamericana, e Fagri, la filiera agricola italiana .
L’associazione è il frutto di una collaborazione che va avanti da tempo e che si è rivelata “fruttuosa” e ha quindi dato vita a questo accordo, secondo Antonella Cavallari, segretario generale di Iila.
L’organizzazione internazionale italo-latinoamericana “si pone come interlocutore per instaurare contestualmente un rapporto con i Paesi della regione”, per “affrontare le complessità di carattere amministrativo, burocratico e istituzionale”.
Un appuntamento che riassumerà questa sinergia con un occhio di riguardo alla sostenibilità sarà la fiera Mediterranean Wine & Food and Travel, che si terrà a Napoli a fine maggio.
“Questa fiera promuove non solo il prodotto agroalimentare, ma anche il turismo che deriva da questo prodotto”, ha spiegato Cavallari.
Iila -che sta realizzando anche il programma europeo green Al-invest, finanziato dalla Commissione Europea con l’obiettivo di aiutare le piccole imprese a produrre in modo sostenibile- metterà a disposizione dei Paesi dell’America Latina uno stand.
L’ente organizzerà inoltre incontri B2B con Fagri e workshop per divulgare progetti di cooperazione finalizzati alla formazione del personale aziendale “con l’obiettivo di una produzione maggiore e sostenibile, caratterizzata da un salto di qualità.
“I prodotti devono essere trasformati sulla base di norme ambientali e di lavoro, fattori di crescita per le imprese e per l’economia, in cui Iila agisce con i fondi della cooperazione italiana, che apprezzo”, ha detto Cavallari.
Insomma, le due parti lavoreranno per avvicinare domanda e offerta. Infatti, tra le sue circa 106.000 aziende, Fagri annovera Fagrifood, che importa direttamente prodotti alimentari e li distribuisce in Italia, salvando diversi passaggi della filiera- Spiega Gianfranco Grieci, presidente di Fagri: “Molte aziende del territorio riescono ad arrivare in Italia perché la filiera è articolata, i grossisti, infatti, la allungano alzando i prezzi, quindi il consumatore spende di più e il prodotto è meno competitivo sul mercato, il produttore deve rivolgersi al nostro distributore accorciando così la filiera.
Greci ha anche sottolineato l’importanza della “rete diplomatica, che rappresenta il precursore delle imprese e crea quindi condizioni commerciali autonome”, e ha ricordato l’importanza di “dare voce alle micro e piccole imprese italiane e latinoamericane, contrattando con loro il prezzo e creando le condizioni per l’integrazione culturale, enogastronomica ed economica delle famiglie italiane e latinoamericane”.
Nel segno della rilevanza istituzionale dell’iniziativa, all’evento ha preso parte anche Edmondo Cirielli, Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha sottolineato “il dialogo internazionale basato su una concezione multilaterale” e l’importanza dell’Italia in America Latina, dove ci sono milioni di discendenti italiani.
Presenti anche Giovanbattista Fazzolari, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e Patrizio Giacomo La Porta, Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole, Sovranità Alimentari e Forestali, che hanno anche auspicato un rapporto più stretto tra Italia e America Latina. (ANSA).




Presentato il Marchio “FederItaly 100% Made in Italy” basato sul Progetto Blockchain realizzato da DFinity

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catturaIl 15 febbraio si è svolta la Conferenza Stampa di presentazione del marchio “Federitaly 100% Made in Italy” con l’annuncio della partnership della Federazione del Made in Italy con la DFINITY FOUNDATION. La conferenza stampa, svoltasi presso Palazzo Falletti in Via Panisperna 207, a Roma, ha visto la moderazione del Direttore del quotidiano “La Ragione”, Fulvio Giuliani. Hanno Partecipato ai lavori: Carlo Verdone, Presidente di FEDERITALY; Lamberto Scorzino, Segretario nazionale di FEDERITALY; Bruno Calabretta, Blockchain Development Manager di FEDERITALY; Dominic Williams, Founder, President and Chief Scientist della Fondazione Dfinity, Riccardo Coli, Capo dello Staff DFinity e Gianni Gruttadauria, responsabile dell’Ufficio promozione e sviluppo di FONARCOM. “Certificare attraverso l’innovazione tecnologica il Made in Italy è una perfetta esaltazione dell’italianità in quanto garanzia di qualità ineguagliata, un ricordo di cosa siamo, per promuovere i secoli di storia che rappresentano l’eccellenza italiana in tutti i suoi dettagli. Abbracciare la blockchain vuol dire abbracciare un’opportunità straordinaria per la promozione dell’italianità. Con il Marchio 100% Made in Italy noi certifichiamo il nostro Paese”, ha dichiarato in apertura della conferenza stampa, il moderatore Fulvio Giuliani, direttore responsabile del quotidiano La Ragione. Durante i lavori, la DFINITY Foundation, un’organizzazione no-profit svizzera impegnata nello sviluppo della più importante blockchain decentralizzata al mondo (ICP – Internet Computer Protocol), ha annunciato l’importante partnership con FEDERITALY, la federazione no-profit italiana che tutela, promuove e valorizza i prodotti e le imprese “100% Made in Italy” nel mondo. FEDERITALY rappresenta gli interessi di oltre 7.000 aziende, dai produttori locali ai marchi di fama mondiale. Attraverso l’importante partnership verrà utilizzata la blockchain di Internet Computer per garantire sicurezza, velocità e fiducia ai consumatori che acquistano prodotti con il Marchio “Federitaly 100% Made in Italy”.

cattura“Siamo entusiasti e orgogliosi di sviluppare i vantaggi della nostra piattaforma con FEDERITALY. La Federazione opera a livello globale, offrendo fiducia e trasparenza ai consumatori di tutto il mondo, proprio come la blockchain di Internet Computer ha portato alle masse la promessa di un Internet veramente decentralizzato, con la diffusione di un “computer mondiale”, ha dichiarato Dominic Williams, Founder, President and Chief Scientist della Fondazione Dfinity. “Il Marchio “Federitaly 100% Made in Italy” è un’opportunità unica per proteggere e promuovere le nostre eccellenze a livello mondiale. Con un processo di certificazione rigoroso (basato su di un doppio livello di controllo) e la tecnologia blockchain, garantiamo serietà e affidabilità ai consumatori e alle imprese. In collaborazione con la Fondazione DFinity, abbiamo creato un percorso innovativo e tecnologicamente avanzato per valorizzare e promuovere in modo sicuro le nostre eccellenze in tutto il mondo”, ha rilanciato Carlo Verdone, Presidente di FEDERITALY.  “L’utilizzo della blockchain da parte di FEDERITALY nella sua verifica dei prodotti offre vantaggi sia per i consumatori che per le aziende italiane. La trasparenza viene potenziata e il processo di certificazione è immodificabile una volta caricato sulla blockchain. Tale processo garantisce che i prodotti che hanno il Marchio “FederItaly 100% Made in Italy” siano autentici e verificati”, ribadisce ulteriormente Bruno Calabretta, Blockchain Development Manager di Federitaly.

La piattaforma presentata durante la conferenza stampa risulta essere una blockchain pubblica, decentralizzata end-to-end e non fa affidamento su un’infrastruttura di cloud computing centralizzata. Ciò significa che i consumatori non saranno interessati dall’interruzione dei servizi cloud centralizzati e potranno sempre verificare se un prodotto con il Marchio “FederItaly 100% Made in Italy” è stato realmente realizzato secondo il disciplinare del Marchio. Inoltre, grazie alla collaborazione con CIFA e FONARCOM viene ulteriormente rilanciata l’attenzione verso il Made in Italy, attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali innovative. La progettualità intrapresa da FEDERITALY costituisce una grande opportunità per l’intero sistema confederale per lo sviluppo e l’innovazione delle imprese e l’ulteriore valorizzazione dei processi occupazionali che il Fondo Interprofessionale Fonarcom sosterrà con progetti formativi interamente finanziati e fruibili dalle aziende aderenti al Fondo e a FederItaly.




Nasce il progetto filiera sostenibile dell’Asiago DOP

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asiagodop23Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, in collaborazione con alcuni tra i più prestigiosi enti di ricerca italiani, avvia un nuovo progetto integrato di filiera sostenibile per migliorare l’efficienza dell’intero ciclo del formaggio Asiago. Il percorso verrà presentato in anteprima a Italia Next DOP, il Simposio dedicato all’alta formazione e diffusione della ricerca scientifica nel settore agroalimentare a Indicazione Geografica organizzato da Fondazione Qualivita il prossimo 22 febbraio a Roma.
“Benessere animale, riduzione dell’impatto ambientale e risparmio energetico sono i tre pilastri dell’innovativo percorso di filiera sostenibile del Consorzio Tutela Formaggio Asiago”, si legge in una nota del Consorzio, in cui si sottolinea che “la produzione dell’Asiago DOP è da sempre testimone di uno sviluppo fondato sul rispetto della biodiversità e sull’utilizzo di pratiche tradizionali di produzione. Il piano di filiera rafforza queste scelte e le integra con nuove sfide, a partire dall’individuazione e dall’applicazione di criteri stringenti per il benessere degli animali, in linea con la strategia Farm to Fork dell’Unione Europea”.
L’attività, precisa il Consorzio, “si arricchisce con la valutazione dell’impronta ambientale e prosegue con l’analisi e la messa in campo di una serie di strumenti per l’efficientamento energetico che permetteranno di ottimizzare tutte le fasi del processo produttivo. Questo percorso verrà poi completato con l’adesione al sistema di certificazione Made Green in Italy, basato sulla metodologia europea PEF (Product Environmental Footprint) per promuovere modelli sostenibili di produzione e consumo”.
L’ambizioso progetto di ricerca, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova-Dipartimento di Medicina Animale, Produzioni e Salute, il Politecnico di Milano, l’Università Cattolica del Sacro Cuore ed Enersem prosegue nel percorso avviato da tempo di recupero degli elementi originari della denominazione, “patrimonio culturale e gastronomico vivo dell’Unione Europea” e si impegna a contribuire, con le sue scelte, ad un futuro sempre più basato su un sistema alimentare equo, sano, di origine certa e rispettoso dell’ambiente. In linea col Green Deal, l’azione del Consorzio di Tutela veneto-trentino punta con decisione a potenziare i suoi elementi di sostenibilità coinvolgendo per la prima volta l’intera filiera produttiva composta da oltre mille allevatori, 34 caseifici e 6 confezionatori.
“Questa ricerca e la sua applicazione in tutti gli ambiti del formaggio Asiago, – afferma Flavio Innocenzi, direttore del Consorzio Tutela Formaggio Asiago e uno dei due coordinatori della sessione dedicata al marketing delle Indicazioni Geografiche nel Simposio Italia Next DOP – vuole offrire risposte concrete agli obiettivi di sostenibilità che oggi l’Europa si pone. Il Consorzio di Tutela, garante della qualità del prodotto e promotore di questo percorso di sviluppo, sceglie oggi di abbracciare una nuova politica di governance territoriale che coinvolge tutti gli attori della filiera e di raccogliere la sfida di una crescita sempre più sostenibile per l’Asiago DOP”. (aise) 




Ecco il nuovo marchio “Federitaly 100% Made in Italy”

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locandina invitoLa presentazione del marchio “Federitaly 100% made in Italy” e la partnership con il la Fondazione Dfinity

Il 15 febbraio, alle ore 15.30, si svolgerà la Conferenza Stampa di presentazione del marchio “Federitaly 100% made in Italy” e l’annuncio della partnership della Federazione del Made in Italy con la Fondazione Dfinity.

La conferenza stampa, che avrà luogo al Palazzo Falletti in Via Panisperna 207, a Roma, sarà moderata dal Direttore del quotidiano “La Ragione”, Fulvio Giuliani. Partecipano ai lavori: Carlo Verdone, Presidente di Federitaly; Lamberto Scorzino, Segretario nazionale di Federitaly; Bruno Calabretta, Blockchain Development Manager di Federitaly; Dominic Williams, Founder, President and Chief Scientist della Fondazione Dfinity; Riccardo Coli, Capo dello Staff DFinity e Andrea Cafà, Presidente di CIFA – FONARCOM. Dopo i lavori seguirà un coffee break nella Sala delle Ninfe di Palazzo Falletti.

Grazie alle continue sinergie e al dialogo costante con le imprese, Federitaly lancia il marchio collettivo “Federitaly 100% Made in Italy”, che attraverso un innovativo sistema di validazione, promuove e sostiene i prodotti 100% italiani, nel rispetto della Legge 166/09, articolo 16. Viene introdotta una figura qualificata di marchio d’origine che si distingue dal semplice “Made in Italy” in quanto il marchio viene concesso solo dopo ampi controlli sia documentali che in presenza, tramite un audit aziendale per controllare che l’intero processo produttivo rispetti le norme vigenti in materia e il disciplinare del marchio stesso. L’innovazione è nel processo di controllo e autenticità del marchio che si avvale di una piattaforma in tecnologia blockchain su cui vengono depositate tutte le informazioni relative al prodotto e all’azienda, nonché le fasi salienti del processo di certificazione. La contraffazione del prodotto non può esservi, poiché la tecnologia blockchain consente di verificare la validità del marchio apposto sui prodotti tramite la scansione di un QRC che rimanda all’innovativa piattaforma, garantendo certezza sul prodotto che si sta acquistando. Questo Marchio viene assegnato alle aziende aderenti a Federitaly solo dopo un rigoroso processo di controllo, che comprende un doppio livello di analisi: documentale e un’ispezione completa del processo produttivo per garantire che soddisfi gli standard elevati dell’iniziativa “FederItaly 100% Made In Italy”.

Ottenere il Marchio “Federitaly 100% Made in Italy” richiede dedizione, impegno e una profonda passione per la qualità. Le aziende devono sottoporsi a un’ispezione completa del loro processo produttivo, assicurandosi che tutti i materiali e i processi siano originari del territorio italiano. Questo rigoroso processo è progettato per proteggere l’integrità del marchio “FederItaly 100% Made In Italy” e fornire ai consumatori la sicurezza che meritano. Le informazioni contenute nel certificato sono archiviate in modo sicuro in un contratto intelligente (Smart Contract) sulla blockchain di ICP, noto anche come Canister. Questo contratto intelligente garantisce che le informazioni non possano essere alterate o manomesse. I consumatori possono accedere al certificato tramite un sito web decentralizzato, che interagisce con il Canister e recupera le informazioni per il consumatore. Il Marchio “FederItaly 100% Made In Italy” offre una vasta gamma di vantaggi sia per i consumatori sia per le aziende. Per i consumatori, fornisce un modo affidabile e semplice per verificare l’autenticità dei prodotti Made in Italy. L’utilizzo della tecnologia blockchain garantisce che le informazioni non possano essere alterate o manomesse, fornendo ai consumatori la sicurezza di cui hanno bisogno per prendere decisioni di acquisto informate. Per le aziende, il Marchio è un simbolo di orgoglio e qualità, che testimonia il loro impegno a realizzare prodotti di eccellenza, utilizzando materie prime e processi di lavorazione totalmente italiani. FederItaly grazie alle sue Delegazioni Estere presenti in 20 nazioni nel Mondo promuoverà con iniziative apposite i prodotti certificati “FederItaly 100% made in Italy”.  Il Marchio “FederItaly 100% Made In Italy” sulla blockchain di ICP è una rivoluzione nella verifica dell’autenticità e dell’origine dei prodotti. Memorizzando le informazioni del certificato sulla blockchain, si garantisce che i consumatori possano fidarsi delle informazioni ricevute e siano garantiti con un prodotto di alta qualità che rappresenta veramente i valori dell’artigianato italiano. Peraltro, esibisce l’impegno di un’azienda per la qualità e il loro orgoglio e passione nella produzione di prodotti di alta qualità utilizzando materiali e processi italiani. Con l’iniziativa promossa da FederItaly, e la sinergia avviata con la Fondazione Dfinity, i consumatori possono essere sicuri dei prodotti che acquistano e sapere che stanno ottenendo il meglio del 100% Made in Italy. Una rivoluzione per le eccellenze italiane e per i processi produttivi del nostro sistema industriale.




Olio Toscano IGP: boom dell’export ma anche per l’agropirateria web

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oliotoscanoigp+ 25,1% di esportazioni per l’olio Toscano IGP ma è boom d’inserzioni fraudolente sul web: 137 i casi di riferimenti illeciti in due anni sulle piattaforme di e-commerce. Con 41 milioni di euro di prodotto esportato all’estero (+8 milioni di euro) secondo l’ultimo rapporto Qualivita-Ismea 2022 l’olio Toscano IGP è il primo olio di qualità italiano, il più famoso e apprezzato e anche per questo uno dei prodotti dell’agroalimentare Made in Italy oggetto di numerosi tentativi di contraffazione e inserzioni fraudolente.
A confermare un trend positivo e in crescita è stato il Presidente del Consorzio Toscano IGP, Fabrizio Filippi in occasione dell’appuntamento promosso con Coldiretti Toscana, Consorzio Toscano IGP e Unaprol nell’ambito di Taste, il salone del gusto organizzato da Pitti Immagine sul fenomeno dell’italian souding. Con 8 mila operatori, tra produttori e trasformatori, su 23.160 totali a livello nazionale e 7 milioni di piante iscritte, il Consorzio di Tutela del Toscano IGP è la più importante realtà olivicola consortile.
“L’interesse per l’olio toscano è in crescita. Siamo arrivati a esportare il 60% di prodotto certificato IGP, più del 40% negli Stati Uniti. Per il consumatore straniero è più difficile difendersi dalle contraffazioni perché in alcuni paesi non ci sono accordi bilaterali, regolamenti o controlli. Per alzare il livello di protezione dai tentativi di contraffazione negli Stati Uniti dopo un lungo percorso legale siamo riusciti a registrare anche il processo di certificazione”, ha annunciato il Presidente del Consorzio Toscano IGP. “La tutela non si limita più e soltanto a quella del marchio d’impresa, che già avevamo ottenuto, ma anche come il nostro olio viene prodotto nel rispetto del disciplinare. Questo ci consentirà di avere maggiore capacità di difesa nei confronti di chiunque utilizzerà falsamente e impropriamente il brand Toscano IGP sia dal punto di vista figurativo che evocativo. L’Italian Sounding è un grande danno per le imprese ma che paradossalmente certifica la grande voglia di Toscana nel mondo”.
L’altro elemento per tutelare i consumatori e quindi le imprese che producono prodotti di qualità è quello culturale.
L’Evooschool di Unaprol ha proprio questo obiettivo: “siamo impegnati a denunciare il falso Made in Italy sensibilizzando l’opinione pubblica e coloro che devono scrivere le regole. L’altro aspetto fondamentale è quello di lavorare sulla riconoscibilità del prodotto”, ha detto Nicola Di Noia, Direttore Generale di Unaprol durante l’incontro. “Con la nostra Evooschool spieghiamo la differenza tra un olio buono e un olio cattivo: se il consumatore capisce la differenza, per quanto vestito d’italianità, l’olio non sarà più acquistato con lo stesso slancio. Dobbiamo essere onesti nei confronti del mercato perché creiamo di fatto in Italia il mercato internazionale. Dobbiamo vigilare affinché anche le nostre regole, quelle italiane, vengano applicate”, ha aggiunto Di Noia, secondo cui “quelle comunitarie sono deboli”.
“Prima di affrontare il mercato internazionale dobbiamo lavorare sul fronte interno ed essere i primi a dare l’esempio. Quando arrivano i turisti in Italia dobbiamo fare in modo che abbiamo un’esperienza reale dei nostri prodotti. Ma spesso sulle tavole dei ristoranti trovano un olio di scarsa qualità, mal conservato, che non offre quell’esperienza reale. Lo stesso fa la grande distribuzione che non ci sta aiutando. Se non mettiamo in condizioni le imprese di fare reddito – ha concluso – non ci sarà futuro”. (aise)