Odoguardi (MAIE): “Le comunità italiane all’estero: una grande opportunità per l’Italia e la sua economia”

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foto articolo 001 enzo odoguardi ministero italiani allestero 1“L’export agroalimentare Made in Italy si prepara a centrare un nuovo record annuale, toccando i 60 miliardi di euro. Vola, infatti, l’enogastronomia italiana oltre confine: sempre più richiesti sono prodotti come vino, pasta, ortofrutta, salumi e formaggi tricolori, che registrano una crescita tendenziale del 17,3% nei primi undici mesi del 2022. Sono dati che ci rincuorano, dopo il brutto periodo passato a causa della pandemia, e che ci fanno ben sperare per il futuro. E’ comunque necessario fare di più, rispetto al passato, per la promozione del made in Italy all’estero e il governo, in questo senso, sembra si stia muovendo nel modo giusto. L’esecutivo, a nostro modo di vedere, potrebbe – dovrebbe? – puntare anche sui tanti italiani nel mondo e coinvolgerli nella promozione delle eccellenze enogastronomiche italiane nei propri Paesi di residenza. Del resto, ogni italiano nel mondo è ambasciatore dell’Italia all’estero: se l’export di prodotti enogastronomici made in Italy continua a crescere, senza alcun dubbio è anche grazie ai tanti connazionali che nel mondo comprano, consumano, propongono italiano, a casa propria e nelle proprie famiglie così come attraverso i loro ristoranti, le loro pizzerie, i supermercati italiani. Le comunità italiane all’estero rappresentano anche in questo caso un’enorme opportunità per l’Italia e per la sua economia”. Lo dichiara in una nota Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE.

da italiachiamaitalia.it




Federitaly presenta le proprie iniziative e il Marchio 100% Made in Italy al Sottosegretario Bitonci

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foto incontro con bitonciSi è svolta nella giornata del 17 gennaio, l’incontro per la presentazione delle iniziative di Federitaly a sostegno delle imprese e del marchio collettivo “Federitaly 100% Made in Italy” a Massimo Bitonci, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy del Governo Meloni.

Nella nostra realtà geopolitica ed economica, il brand “Made in Italy” è un asset strategico dell’economia nazionale e dell’attuale governo, eppure la nostra legislazione lo tutela ancora marginalmente. Le strategie d’innovazione e gli strumenti digitali a tutela del nostro autentico Made in Italy sono state le tematiche al centro dell’importante incontro tra la delegazione di Federitaly guidata dal Presidente Carlo Verdone e composta dal Segretario Nazionale Lamberto Scorzino e dalla componente dell’Ufficio Legislativo Annapaola Larenza e il Sottosegretario Massimo Bitonci.

Il Sottosegretario Massimo Bitonci ha espresso notevoli apprezzamenti per le iniziative di Federitaly a sostegno delle mPMI nonché grande attenzione per gli sportelli di utilità sociale Desk Impresa (rivolto alle mPMI) e Rete Valore Italia (rivolto ai piccoli Comuni).  Grazie alle continue sinergie e al dialogo costante e continuativo con le imprese, la Federazione ha voluto presentare all’On. Bitonci il marchio collettivo “Federitaly 100% Made in Italy”, che attraverso un complesso e innovativo sistema di certificazione identificata, promuove e sostiene i prodotti 100% italiani, nel rispetto della Legge 166/09, articolo 16. Sostanzialmente, viene introdotta una figura qualificata di marchio d’origine che si distingue dal semplice “Made in Italy” in quanto il marchio viene concesso solo dopo ampi controlli sia documentali che in presenza, tramite un audit aziendale per controllare che l’intero processo produttivo rispetti le norme vigenti in materia e il disciplinare del marchio stesso.

L’innovazione è nel processo di controllo e autenticità del marchio che si avvale di una piattaforma in tecnologia blockchain su cui vengono depositate tutte le informazioni relative al prodotto e all’azienda, nonché le fasi salienti del processo di certificazione. La contraffazione del prodotto è sistematicamente non realizzabile poiché la tecnologia blockchain consente di verificare la validità del marchio apposto sui prodotti tramite la scansione di un QRC che rimanda all’innovativa piattaforma, garantendo certezza sul prodotto che si sta acquistando.

Per la Federazione possono considerarsi prodotti autenticamente italiani soltanto quelle tipologie merceologiche per le quali il disegno, la progettazione, la lavorazione ed il confezionamento sono avvenuti esclusivamente sul territorio italiano e con materie prime italiane. Il processo di certificazione ha l’obiettivo di confermare il valore del prodotto di qualità di vera origine italiana. Chi non genera un prodotto di valore realizzato interamente in Italia non si potrà mai fregiare della certificazione 100% Made in Italy e l’innovazione tecnologica della blockchain consente di rendere immodificabili i parametri della certificazione.

La certificazione 100% Made in Italy innovativa di Federitaly permette di riconoscere e certificare l’eccellenza prodotta dalle imprese italiane, con immediate e positive ricadute, in termini di visibilità e commercio dei prodotti, sia per il mercato interno sia per l’export, ampliando la propria autorevolezza presso i mercati esteri.

L’interlocuzione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy aperta prima con il Responsabile della Segreteria Tecnica del Ministro Marco Calabrò e successivamente con l’Onorevole Bitonci, proseguirà con incontri che saranno programmati nelle prossime settimane con il Vice-Ministro Valentini e con il Ministro Urso.




L’agroalimentare lucano si promuove con fiere in tutto il mondo

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agroalimentareFruitlogistica a Berlino, Cibus a Parma, Olio Capitale a Trieste. Sono solo alcune delle fiere e dei saloni dedicati al settore agroalimentare inseriti nel calendario fieristico 2023 per la promozione delle produzioni lucane.
Messo a punto e sostenuto dalla Direzione Generale per le Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata, nell’ambito del piano di agromarketing, la programmazione realizzata svolge una funzione esclusiva e preziosa per rivitalizzare e rilanciare economicamente e socialmente il territorio regionale e le produzioni di eccellenza contraddistinte anche dalle denominazioni geografiche protette. (DOP, DOC, DOCG, IGP).
“Sono in tutto dieci tra fiere e saloni gli appuntamenti inseriti all’interno del calendario fieristico 2023 – dichiara il governatore Vito Bardi -, in cui è prevista la presenza delle collettive lucane, con l’obiettivo di favorire il contatto diretto tra gli operatori commerciali dei diversi comparti del settore primario. Con una programmazione pluriennale per la partecipazione alle fiere e ai saloni internazionali e con una campagna di comunicazione associata intendiamo posizionare sempre meglio le produzioni agroalimentari lucane sul mercato nazionale e internazionale per accrescerne la domanda e l’offerta”.
Tra le fiere inserite in calendario: Fruitlogistica, fiera internazionale dedicata al commercio dei prodotti ortofrutticoli freschi, ospitata a Berlino dall’8 al 10 febbraio 2023; Cibus Connecting Italy, Salone Internazionale dell’alimentazione dedicato all’agroalimentare italiano in programma a Parma dal 29 al 30 marzo 2023.
Per le aziende vincitrici del Premio Regionale Olivarum XIX edizione, il cui concorso è in scadenza il prossimo 31 gennaio 2023, la Basilicata sarà presente con i migliori oli extravergine d’oliva alla kermesse di Olio Capitale, a Trieste, dal 10 al 12 marzo 2023, e al festival dedicato alla promozione della cultura alimentare italiana, Cultural, a Matera dall’ 11 al 13 marzo 2023. Prevista anche la presenza a Sol&Agrifood, in concomitanza con il Vinitaly di Verona, salone internazionale dei vini e dei distillati, dal 2 al 5 aprile 2023.
Per promuovere le produzioni artigianali di nicchia e di eccellenza, la Direzione Generale Politiche agricole con le collettive lucane farà tappa a Gourmandia, a Padova, dal 14 al 16 maggio 2023, al Cheese di Bra, dal 15 al 18 settembre 2023, grande evento internazionale dedicato alla promozione dei formaggi a latte crudo con fiera mercato, organizzato da Slow Food, e a Milano Golosa ad ottobre 2023.
Per le imprese più attive e competitive nell’ambito delle vendite online e del marketing digitale, previsto il potenziamento del brand Compra Lucano con la presenza al We Make Future, il più grande festival dell’innovazione digitale, in programma a Rimini dal 15 al 17 giugno 2023.
Le imprese interessate a partecipare con versamento quota di cofinanziamento possono iscriversi al seguente link. (aise) 




Investire alle Canarie: a marzo un ciclo di eventi per potenziali investitori italiani

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16investirecanarie“Investire alle Canarie“. Così si chiama il ciclo di eventi organizzati, sin dal 1999, da “InfoCanarie” che si svolgeranno a Tenerife i prossimi 29, 30 e 31 marzo e che comprende diverse iniziative dedicate agli imprenditori e investitori interessati alle Isole Canarie, Spagna. A margine di ogni evento, che ha lo scopo di dare un primo concreto orientamento a potenziali investitori, vengono organizzati incontri individuali personalizzati in funzione di analisi e consulenze su progetti imprenditoriali, avvio attività economiche e/o soluzioni d’investimento immobiliare.
Il 29 marzo a Tenerife presso l’Hotel “Zentral Centre” in Playa de Las America si terrà il primo evento di quest’anno che ha la particolarità di essere a numero chiuso: max 25 partecipanti.
Durante la giornata verranno diffuse informazioni strategiche, infrastrutturali, logistiche, geopolitiche, analisi economiche e dei mercati, info su agevolazioni, opportunità, normative fiscali e tributarie per l’ottimizzazione e pianificazione fiscale e l’internazionalizzazione delle imprese.
Al termine dell’evento i partecipanti potranno richiedere degli incontri individuali personalizzati per ricevere una prima consulenza; questa opportunità è a disposizione per i giorni 30 e 31 marzo 2023.
Nelle medesime date si svolgerà inoltre il Workshop Immobiliare/Open House Days finalizzato alla presa visione di opportunità d’investimento nell’immobiliare che contempla soluzioni che vanno dall’appartamento alla villa di lusso fino alla struttura turistico ricettiva.
L’evento è rivolto sia a singoli investitori ed imprenditori, che a società, aziende, gruppi o consorzi. Ogni partecipante riceverà in formato digitale un apposito documento che illustra e fornisce informazioni su tutte le tematiche che verranno trattate.
L’iscrizione è gratuita ma necessaria entro il 6 marzo. Per farla, è necessario richiedere la modulistica scrivendo una e-mail a infocanarie@infocanarie.com. (aise) 




Il mercato della Florida, la Ficte 2023 e la promozione dei prodotti italiani negli USA

florida

bozza locandina 25 gennaio 23 (1) (2) pages to jpg 0001 (1)Il 25 gennaio 2023, alle ore 15.00, Federitaly, la Federazione nata per tutelare, promuovere e valorizzare il “Made in Italy” e le aziende italiane in tutto il mondo, in collaborazione con la società M.Ro Business Cooperation & Innovation Center terranno un webinar, trasmesso gratuitamente online sulle pagine social di Federitaly, dedicato all’attrattività dell’eccellenza italiana sul mercato della Florida, il successo della settima edizione del Fitce, il Florida International Trade and Cultural Expo, l’importante evento internazionale a cui hanno partecipato aziende di tutto il mondo ed autorevoli esperti del commercio internazionale e il lancio del marchio 100% Made in Italy, che si avvale di una piattaforma in tecnologia blockchain su sui vengono depositate tutte le informazioni relative al prodotto e all’azienda, nonché le fasi salienti del processo di certificazione.

Dopo i saluti di Samuil Buschkin, Delegato USA di Federitaly, partecipano ai lavori online, Romina Nicoletti, CEO della M.Ro Business Cooperation & Innovation Center e delegata italiana del  Florida International Trade and Cultural Expo, Enrica Maggi, del Coordinamento Delegazioni Estere di FederItaly, Lamberto Scorzino, Segretario Nazionale di FederItaly e Giordano Guerrieri, Ceo di Finera, introdotti da Ilaria Salonna, componente dell’Ufficio di Presidenza di Federitaly, nonché responsabile degli eventi online della Federazione, moderati dal giornalista Domenico Letizia, esperto di geopolitica e mercati esteri.

Lo scorso 19 e 20 ottobre, in Florida, ha avuto luogo la settima edizione del Fitce, il Florida International Trade and Culture Expo, un rilevante evento a carattere internazionale al quale hanno partecipato imprese ed espositori locali ed internazionali. La Fitce diviene sempre più una vera e propria “esposizione universale” nel corso della quale le imprese hanno la possibilità di entrare direttamente in contatto con numerosi rappresentanti governativi di spicco ed esperti del settore dell’export. Nel 2022, M.Ro Business Cooperation & Innovation Center ha presentato insieme al Ficte la prima edizione del padiglione Italian Delegation Made In Italy. Hanno partecipato 1588 partecipanti inclusi 250 espositori e oltre 100 relatori sui temi del commercio internazionale, degli investimenti internazionali e della cultura. La Italian Delegation Made in Italy è stata la delegazione più numerosa ed importante dell’Expo.

L’evento online vuole promuovere il mercato della Florida e l’importanza del Florida International Trade and Cultural Expo per la crescita del Made in Italy nel Nord America. L’importante sinergia avviata da Romina Nicoletti, CEO della M.Ro Business Cooperation & Innovation Center, ha permesso di raccogliere un grande risultato anche per l’appuntamento del 2023 del Florida International Trade and Cultural Expo, ricevendo un plauso e un concreto apprezzamento dal Consolato Generale d’Italia a Miami, dal Console Cristiano Musillo, da Angelo Bocchi, Direttore dell’Italian Trade Agency di Miami e attirando l’interesse di Federitaly. Peraltro, sono numerosi gli incentivi finanziari per le imprese che intendono operare in determinati settori industriali e posizionare la propria attività in determinate aree all’interno dello Stato americano. Un ulteriore vantaggio è costituito dall’assenza di tassazione sui redditi per le persone fisiche, che rende la Florida un luogo ideale per tutti i lavoratori dipendenti e cresce per il consumatore della Florida la volontà di voler acquistare e consumare prodotti italiani certificati e autentici. Un mercato che diviene particolarmente importante anche per il marchio collettivo “Federitaly 100% Made in Italy”, che attraverso un complesso e innovativo sistema di certificazione identificata promuove e sostiene i prodotti 100% italiani. Grazie al marchio, la contraffazione del prodotto è sistematicamente non realizzabile poiché la tecnologia blockchain consente di verificare la validità del marchio, apposto sui prodotti, tramite la scansione di un Qrc che rimanda all’innovativa piattaforma, garantendo certezza sul prodotto che si sta acquistando. Ogni consumatore nazionale o estero potrà avere certezza che il prodotto che sta acquistando e su cui è apposto il marchio è realmente “100% Made in Italy”.




La Confederazione Imprese Italia presenta il Quaderno N.1/2023

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324424744 727617068723520 9081728938389112853 nUltimato il Quaderno N.1/2023 della Confederazione Imprese Italia dedicato al MadeinItaly, con una serie di proposte da presentare, il giorno 19 Gennaio 2023, ad AlbertoGusmeroli, Presidente della Commissione Commercio della Camera dei deputati.

Un ringraziamento alla segreteria della Confederazione Imprese Italia, al Comitato Tecnico Scientifico, ed in particolare al Professore Francesco De Simone e al Resp. dell’Ufficio Stampa Domenico Letizia. Inoltre, un gradito ringraziamento anche a Pierluigi Testa, Presidente del Think Tank Trinità dei Monti per le riflessioni e le proposte presentate.




Un app che certifica il vero Made in Italy

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download100% Italian Taste: una nuova applicazione certifica l’italianità dei ristoranti e dei prodotti alimentari italiani nel mondo, dagli Stati Uniti alla Cina.

“100% Italian Taste Certification” si presenta come un protocollo e un’applicazione per certificare i ristoranti italiani all’estero e per verificare l’italianità dei prodotti acquistati fuori dall’Italia, soprattutto nei negozi e nei supermercati.

Il sito Italian Taste spiega che la “Certificazione 100% Italian Taste” nasce dalla volontà di Asacert di dare il proprio contributo per difendere, promuovere e valorizzare lo spirito “vero” della cucina italiana all’estero, e nel campo della distribuzione alimentare. .

Il prodotto è il cuore di un’iniziativa di Asacert, organismo autonomo accreditato dallo Stato italiano, che dal 2019 promuove la certificazione dei ristoranti italiani all’estero.

«Il patrimonio agroalimentare italiano è unico al mondo, ma è anche il più falsificato», sottolinea Italian Taste.

“Negli ultimi anni, il fenomeno chiamato ‘Italian Sound’, ovvero l’uso di nomi, immagini, marchi e nomi geografici che evocano l’Italia per commercializzare prodotti che nulla hanno a che fare con il nostro Paese, ha guadagnato l’attenzione internazionale”, sottolinea.

Gli esperti sottolineano che questo non è solo il caso dei ristoranti, ma anche dei prodotti che sono alla portata dei consumatori nei supermercati. Qualcosa che suona e sembra italiano ma non lo è, sia nel cibo che nel bere.

«Utilizzano impropriamente i segni distintivi, le ambientazioni, i colori e le icone italiane, ingannando il consumatore», avverte Taste Italia.

Il sito assicura che due prodotti su tre che i commensali trovano quando scelgono un prodotto italiano fuori dall’Italia sono falsi. Questo avviene generalmente con pasta, sughi, formaggi, vini e aperitivi.

L’applicazione è gratuita per smartphone e permette di monitorare lo stato italiano dei prodotti sugli scaffali dei supermercati.

“Ci siamo resi conto che il mondo della cucina italiana all’estero non è soggetto a test di italianità”, ha spiegato Fabrizio Capaccioli, amministratore delegato di Asacert.

Per questo “abbiamo realizzato un protocollo volontario; il ristorante che chiede di essere invitato è soggetto a verifica da parte dei nostri ispettori”, ha affermato.

“Quegli esperti” cercano anomalie, come l’utilizzo di prodotti non italiani, o peggio ancora, produzioni che suonano italiane. Oppure controlla i menu non italiani”, ha aggiunto.

Ad oggi i ristoranti certificati con il bollino 100% italiano sono quasi 80 su 107 ispezionati. Gli ultimi due che sono entrati sono ristoranti dalla Cina e un altro dall’Australia.

Una bandiera italiana che sventola sulla porta di un ristorante può ingannare il visitatore, che si troverà poi di fronte a un piatto di pasta che nulla ha a che fare con il vero sapore del “Made in Italy”.

ansalatina




La Cina vuole il pistacchio di Bronte, inviata di Pechino in Sicilia

pistacchio bronte

pistacchio bronteIl mercato cinese è interessato all’acquisto del pistacchio di Bronte Dop, prodotto dell’agroalimentare siciliano che ha reso nota la cittadina catanese in tutto il mondo. A darne notizia è il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, che ha incontrato una emissaria del paese asiatico giunta fino in Sicilia per conoscere le aziende locali: Li Quing, da Pechino, è arrivata a Bronte accompagnata da Paolo Garofalo, presidente del Centro studi per la ricerca e la documentazione sul Mediterraneo nel Mezzogiorno Napoleone Colajanni, e ha visitato alcune realtà locali che commercializzano il pistacchio.

“LA CINA GUARDA CON INTERESSE AI PRODOTTI SICILIANI”

“Bronte è famosa per il pistacchio e la Cina è particolarmente interessata ai prodotti tipici della Sicilia – le sue parole riportate in un comunicato del Comune etneo -. Fino ad oggi il pistacchio di Bronte non è stato importato in Cina e io sono in contatto con le aziende cinesi per proporlo in tutte le sue bontà. Noi cinesi siamo ghiotti di pistacchio e siamo incuriositi dalla speciale bontà di quello di Bronte. Siamo incuriositi anche della capacità dei brontesi ad utilizzarlo ovunque: nei primi, nei secondi e naturalmente nei dolci”.

L’INCONTRO CON IL SINDACO DI BRONTE

Dopo la visita alle aziende, l’incontro con Firrarello: “La Cina è sempre più innamorata della Sicilia – ha affermato il sindaco di Bronte – e non solo per il turismo, ma anche per l’offerta agroalimentare che la nostra terra è in grado di garantire. Il vino, per esempio, grazie agli inviati dell’Hong Kong Trade development council, l’ente per la promozione del commercio estero di Hong Kong, è già da qualche anno arrivato nelle tavole cinesi. Siamo pronti a fare il possibile affinché il pistacchio di Bronte conquisti anche questo mercato”.

ag. Dire – www.dire.it




Il Parmigiano Reggiano re delle tavole degli italiani nelle festività

parmigiano reggiano

parmigiano reggianoNonostante le incertezze del mercato, l’inflazione e il caro energia, i consumatori hanno premiato il Parmigiano Reggiano che è stato il Re delle tavole italiane durante le Festività natalizie. Nelle quattro settimane – dal 6 novembre al 4 dicembre – le vendite totali nella distribuzione italiana hanno registrato un +17,4% (fonte: Nielsen, dati Italia) rispetto al medesimo periodo del 2021.
Un risultato in forte controtendenza rispetto ai prodotti similari non DOP (+0,9%) e al Grana Padano (-4,1%). Ne dà notizia il Consorzio di tutela, esprimendo soddisfazione per “un risultato importante, frutto di investimenti portati avanti nei mesi di novembre e dicembre per sostenere le vendite di fine anno in un momento difficile per le tasche degli italiani”.
“Nelle Festività, il Parmigiano ha trionfato sulle tavole degli italiani”, ha affermato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano. “Il 2023 sarà un anno molto importante, caratterizzato da grandi sfide legate alle incertezze macroeconomiche causate dal conflitto in Ucraina, al caro energia, all’incremento del costo delle materie prime e a un’inflazione crescente che ridurrà il potere d’acquisto delle famiglie. Per questo motivo, abbiamo previsto un piano articolato di investimenti da 33 milioni di euro in comunicazione con l’obiettivo di sviluppare la domanda in Italia e all’estero”. (aise)




L’ecosistema italiano dell’innovazione protagonista al CES di Las Vegas

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29cesQuattro giorni di dialogo e contaminazione tra le migliori realtà e centri innovativi italiani e il mercato internazionale. Sarà il filo conduttore degli eventi che animeranno il padiglione italiano al CES 2023 di Las Vegas, il più importante evento tech al mondo, in programma dal 5 all’8 gennaio.
La partecipazione italiana vuole far toccare con mano la strategia che ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, organizzatrice del padiglione, ha messo in campo a supporto dell’innovazione italiana e che intreccia promozione, servizi e accompagnamento: dalle 50 startup presenti che rappresentano tutti i settori di punta della tecnologia italiana, agli eventi che raccontano il sistema di supporto all’innovazione e danno voce alle industry più importanti, passando per la presentazione del nuovo Centro di innovazione, Innovit, da pochissimo aperto a San Francisco. “A taste of Italian Innovation”, recita il motto della missione: un “assaggio” di ciò che l’Italia può fornire agli investitori e ai partner stranieri e che negli Usa potrà essere toccato con mano al CES.
5 gennaio
Durante la prima giornata gli incontri saranno proiettati in una dimensione europea e internazionale. In mattinata è in programma il taglio del nastro del Padiglione, alla presenza di Gary Shapiro, presidente della Consumer Technology Association (CTA), organizzatrice del CES, e con la Console generale a Los Angeles Silvia Chiave e Antonino Laspina, Trade Commissioner dell’ufficio ICE di New York e direttore esecutivo per gli Stati Uniti.
Una ricca staffetta di Innovation Talk vedrà alternarsi nell’arena al centro del padiglione speaker di diverse aree di competenza: dai rappresentanti del governo della California, che illustreranno, assieme alla console Chiave e ad Alessandra Rainaldi, Trade Commissioner di ICE Los Angeles, le opportunità offerte dallo Stato per la crescita delle startup, a quelli dell’European Innovation Council (EIC), che parleranno dei programmi europei come Horizon Europe; microfoni poi ad Alfredo Coppola e Amy Peck, rispettivamente fondatore e board member di Prospera Women – realtà della Silicon Valley che riunisce programmi per supportare startup a guida femminile in tutto il mondo – che dialogheranno con Alessandra Rainaldi nel terzo panel della giornata sul tema Diversity & Inclusion, più che mai centrale nell’edizione di quest’anno del CES.
La mobilità del futuro sarà al centro del panel conclusivo della prima giornata di eventi all’interno del Padiglione. Tra gli interventi le testimonianze di Dario Peirone, presidente del Centro estero per l’internazionalizzazione della Regione Piemonte (Ceipiemonte), culla dell’automotive italiano, e di Benedetto Carambia, Head of R&D and Innovation di Movyon, società punto di riferimento per la smart mobility del gruppo Autostrade per l’Italia. Con loro Paolo Taticchi, professore di Strategy & Sustainability alla UCL School of Management di Londra, Vincent Mauroit, direttore Tech Transfer di NOI Techpark, e Sergio Savaresi, docente del Politecnico di Milano e team leader del progetto PoliMOVE, reduce da numerosi successi nella Indy Autonomous Challenge (la competizione per vetture IndyCar a guida autonoma) e in lizza per una riconferma nella gara di Las Vegas del 7 gennaio, organizzata proprio durante il CES.
Nel tardo pomeriggio si terrà invece la prima edizione dell’European Innovation Night, un evento di networking inedito, organizzato dalla Commissione europea, che riunirà le delegazioni del Vecchio continente all’interno dell’Eureka Park – l’area del CES in cui sono situati i padiglioni nazionali.
6 gennaio
La seconda giornata, dedicata alle iniziative di rilievo nazionale, si aprirà con l’Innovation Talk di Ceipiemonte, in cui interverranno il presidente Peirone, l’assessore regionale all’internazionalizzazione Fabrizio Ricca, e il CEO di Italdesign Antonio Casu. A seguire, prima di prendere il centro dell’arena per una lunga sessione di pitch moderata dal giornalista Luca Barbieri, le startup del padiglione, assieme a una platea di professionisti, ascolteranno un Innovation Talk dal tema “The New Italian Manufacturing”. Il professor Carlo Bagnoli, docente dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e direttore dell’acceleratore VeniSIA, dialogherà con tre rappresentanti dell’innovazione manifatturiera italiana: Barbara Sala, ceo della pmi innovativa Delcon, realtà di Bergamo attiva nel biomedicale che ha sviluppato con il New York Blood Center la bilancia per il sangue Milano, vincitrice del compasso d’oro; Andrea Caserta, ceo di Everel Group, azienda di componentistica che ha aperto un centro di Open Innovation; Mario Cammarota, manager R&D di Unox.
Nel tardo pomeriggio l’Italian Investor Night animerà Eureka Park radunando innovatori e investitori internazionali in un’importante occasione di networking, in particolare per le startup: agli interventi della console Chiave e di Antonino Laspina seguirà uno speech del business futurist Alberto Mattiello sui trend presentati dalle startup italiane, e uno “Spritz&Pitch” che permetterà di mettere in connessione investitori e giovani startupper.
7 gennaio
La giornata, dedicata agli ecosistemi innovativi territoriali, si aprirà con l’Innovation Talk di un altro importante partner della missione, l’ente nazionale di ricerca Area Science Park, con il CEO dell’Innovation Factory Fabrizio Rovatti a illustrare le principali direttrici innovative del prossimo futuro.
Le delegazioni regionali di Sardegna e Marche saranno protagoniste con dei panel dedicati agli ecosistemi innovativi dei due territori più strutturalmente rappresentati all’interno del padiglione, e poi con i pitch delle rispettive startup presenti a Las Vegas.
8 gennaio
L’ultima giornata di CES, quella di domenica 8 gennaio, sarà dedicata al networking e alle visite di imprenditori e investitori agli stand delle startup.
Il padiglione italiano
Il padiglione Italia al CES 2023, gestito da ICE, ospita una delegazione ricca e diversificata: dalla startup che ha creato una cover per smartphone con display per visualizzare una grafica personalizzata (cambiando quella invece di cambiare tutta la cover), ai parastinchi per giocare a calcio muniti di sensori che rilevano tutte le azioni e le giocate di chi li indossa, passando per un purificatore d’aria indossabile, un dispositivo di sblocco biometrico tramite onde cerebrali e tanti sistemi di intelligenza artificiale per processare grandi quantità di dati, scovando legami causali, formulando previsioni di comportamento o trovando il modo migliore per risparmiare energia. Saranno 50 in tutto le startup presenti, di cui 9 parte delle delegazioni della Regione Marche, e 10 sotto l’egida di Sardegna Ricerche. (aise)