“Smart city”: l’ambasciatore Azzarello sul G20 e la cooperazione Italia-Brasile

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23correioBRASILIA\ aise\ – “Smart city” o “città intelligente” è un concetto, sempre più studiato a livello internazionale, che sinora ha attribuito priorità alle realtà urbane a più elevata concentrazione di popolazione, anche in prospettiva. Esso si riferisce all’ideale di una città del futuro, tecnologica, più sostenibile, con una gestione più saggia delle per definizione limitate risorse naturali”. È un tema sul quale Brasile e Italia “hanno molto a condividere e da realizzare insieme”. Lo scrive l’ambasciatore d’Italia in Brasile, Francesco Azzarello, in un articolo pubblicato sul “Correio Braziliense” lo scorso 20 giugno, ricordando che l’argomento delle smart cities è nell’agenda dei lavori del G20.
“Una smart city”, scrive l’ambasciatore, “vuole gestire le risorse in modo intelligente, massimizzandone il grado di utilizzo e relativi costi, con l’obiettivo di diventare economicamente sostenibile ed energeticamente autosufficiente, attenta alla qualità della vita ed ai bisogni dei cittadini, anche in termini di accresciuta sicurezza. Essa comporta investimenti in tecnologie all’avanguardia, con ovvie positive conseguenze sull’economia, l’occupazione e la formazione di una classe dirigente e lavoratrice specializzata, all’avanguardia, con ripercussioni sull’intera economia del Paese e la sua proiezione internazionale. La pandemia da Covid-19 ha già avviato un’affascinante riflessione sul concetto di città intelligente, metodologie di lavoro, delocalizzazioni sia urbane sia del lavoro”.
L’ambasciatore Azzarello cita il lavoro di Carlo Ratti, docente al MIT di Boston, considerato uno fra i maggiori esperti al mondo nell’innovazione urbana che ipotizza cambiamenti degli equilibri geografici ed urbani a seguito della pandemia. “Nel frattempo tre fra le più importanti società italiane che investono e lavorano in Brasile, Enel/Enel X – Leonardo – TIM, all’avanguardia mondiale nei settori energetico, della connettività e cyber security, hanno firmato un accordo, il 9 giugno scorso, per offrire soluzioni congiunte per un modello integrato di città intelligente, da adattare alle esigenze individuali delle realtà cui vanno applicate. Ciascuna azienda svilupperà ed offrirà un insieme di servizi “e-city, e-home, e-mobility, e-industry” e finanziari digitali, rafforzando la protezione e la sicurezza dei centri urbani, abitazioni ed industrie. È peraltro già in atto un primo esperimento nella Municipalità di Maricà, con l’obiettivo di trasformare la città in un “laboratorio vivente”, utilizzando tecnologie all’avanguardia che possano contribuire ad uno sviluppo sostenibile dell’area”.
“Il cammino è ancora lungo, incontra ostacoli lungo la via, richiede aggiornamenti, ma va perseguito con determinazione, pianificando per il futuro delle nuove generazioni, altrimenti si rischia di essere fuori mercato. Il Brasile e l’Italia”, conclude Azzarello, “hanno molto da condividere e realizzare insieme!”. (aise)




Vino: ad aprile rifiorisce il vino italiano in Usa (+26%) e Cina (+98%)

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18vinitalyVERONA\ aise\ – Si annuncia uno standing positivo sui mercati internazionali per le 186 imprese del vino selezionate a OperaWine, al via domani a Verona assieme a 300 tra operatori e buyer provenienti da 13 Paesi. L’evento realizzato da Vinitaly con Wine Spectator, la testata americana di riferimento per il business globale di vino, è l’inizio di una lunga e graduale ripartenza di Vinitaly in Italia e nel mondo. E con le fiere riparte la domanda, lo scorso anno in flessione anche nel mercato principale, gli Usa, e nel gigante emergente, la Cina. Domani, per la giornata inaugurazione, saranno presenti anche il Sottosegretario agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano, e il Presidente dell’Ice, Carlo Ferro.

Secondo l’analisi dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor su base doganale, le statistiche degli ultimi mesi stanno evidenziando un forte rilancio degli ordini di vino italiano e francese nei 2 Paesi chiave del mercato. Nel mese di aprile, negli Stati Uniti l’import di vino è cresciuto mediamente a valore del 20%, con Italia (+26%) e Francia (+51%) che segnano una crescita ben oltre la media. Aprile, ma non solo, molto positivo anche per la domanda cinese, che nel mese registra un autentico boom a valore di ordini dal Belpaese (+98%) che oggi – dopo l’uscita di scena degli australiani – è diventato il terzo Paese fornitore nel Dragone.

Analizzando i risultati doganali del primo quadrimestre, in Cina il crollo australiano (-80% a valore sul pari periodo 2020) ha determinato crescite a doppia cifra di tutti i competitor, con l’import italiano a +22%. Meno della Francia (+41%), protagonista di un autentico boom degli Champagne (+110%). A riprova che anche una domanda ‘rossista’ come quella cinese si stia aprendo agli sparkling nel post-emergenza, è il dato di crescita delle bollicine: +75% nel primo quadrimestre, a fronte di un -15% dei fermi. Per i vini italiani, rileva l’Osservatorio, sono in netta crescita quelli di fascia premium con i fermi (85% dell’import dal Belpaese) che crescono del 19% a valore e di appena il 2% a volume, denotando così un incremento significativo del prezzo medio.

“Con Wine to Asia ad agosto, il Vinitaly China Roadshow di settembre e la Vinitaly special edition di ottobre – ha detto il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani alla vigilia di Operawine – mettiamo in campo una campagna senza precedenti di reclutamento buyer e di comunicazione targata Ice-Veronafiere. L’obiettivo – ha aggiunto – è sfruttare una congiuntura che può rivelarsi molto favorevole per il Made in Italy nel Dragone: i super-dazi di Pechino nei confronti dell’Australia, con il conseguente annullamento del principale fornitore, hanno lasciato sul mercato quote fondamentali che ridisegneranno la presenza dei player mondiali di vino in Cina. La sfida è intercettare il più possibile questa voragine di mercato, unitamente al fenomeno di revenge spending post-Covid che si riscontra in Cina”.

Contestualmente, secondo le elaborazioni su base doganale, i vini italiani negli Stati Uniti sono segnalati ancora in perdita nel quadrimestre (-12%) a causa di un gennaio-febbraio nero (-26%) mentre la Francia riduce il gap a valore a -3% dopo l’annus horribilis segnato dall’emergenza sanitaria e dalla scure dei dazi aggiuntivi. Il risultato è un testa a testa sul primo mercato al mondo, con l’Italia a 538 milioni di euro di vendite seguita a ruota dalla Francia (534 milioni di euro). Un tandem, quello franco-italiano, che allunga sugli altri competitor (in maggiore difficoltà) e che rappresenta in questa fase i 2/3 del totale delle importazioni a valore.

Per il responsabile di Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini: “La riapertura dei ristoranti negli Usa induce a un moderato ottimismo sulla ripresa delle importazioni di vino, come anche testimoniato dai dati di aprile che mostrano altresì una “rotazione” degli acquisti dove sono soprattutto i vini europei a beneficiarne, con Francia in testa (+51% rispetto ad aprile 2020), mentre i vini del ‘Nuovo Mondo’ evidenziano cali a doppia cifra. Un recupero sul quale influirà ulteriormente anche la recente notizia dell’accordo tra Usa e Ue per una sospensione quinquennale di dazi e altre ritorsioni tariffarie tra le due sponde dell’Atlantico, anche se tale accordo andrà soprattutto a vantaggio degli altri vini europei, visto che quello italiano era già stato esentato dai dazi aggiuntivi legati al contenzioso Airbus-Boeing”.

Riservato a operatori e stampa (su invito, dalle 14.00 alle 19.00), il grand tasting del vino tricolore vede primeggiare la Toscana con 47 produttori selezionati, seguita da Veneto (23) e Piemonte (20), le tre regioni che insieme rappresentano oltre il 68% dell’export tricolore. A trionfare, nelle valutazioni di Wine Spectator per OperaWine 2021, sono i rossi con ben 134 etichette in degustazione a Verona, in cui primeggia ancora una volta la Toscana trainata, tra le altre, da 19 Igt e 17 Brunello di Montalcino, tallonati dal Barolo (16). I vini bianchi contano 32 proposte, mentre completano la selezione le categorie bollicine (17) e vini passiti (3).

Domenica 20 giugno, OperaWine passerà il testimone a Vinitaly Preview, l’ulteriore evento che vedrà quasi 70 cantine, 5 consorzi (Consorzio di tutela Lambrusco doc, Consorzio tutela vino Lessini Durello doc, Consorzio di tutela del Prosecco doc, Consorzio di tutela vini del Trentino, Consorzio di tutela vini doc Sicilia) e l’associazione Famiglie Storiche impegnati in un due sessioni di walkaround tasting (10.30-14.30 e 14.30-18.00) e incontri con la domanda nazionale ed estera presente a Verona (link aziende Vinitaly Preview: https://bit.ly/3gtFyF2). (aise)18vinitaly




Il Brunello di Montalcino sbarca a New York

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093249147 af90fdce d66c 40c0 9e77 934eeb32e6dfAGI – Il Brunello di Montalcino sbarca a New York. Forbes, autorevole rivista degli States, dedica un articolo (a firma di Brian Freedman) alla Brunello Week, evento che fa parte di “Finally Brunello”, e che animerà alcuni dei più importanti ristoranti della Grande Mela dal 14 al 20 giugno. “Finally Brunello” è il progetto di promozione digital e in presenza messo in campo dal Consorzio del vino Brunello di Montalcino per supportare a New York la ripresa della domanda nella ristorazione, uno dei settori più colpiti (anche oltreoceano) dalle chiusure imposte dalla pandemia.

L’evento è un’occasione per il pubblico americano di andare in profondità sulla denominazione, scoprirne caratteristiche e sfumature. D’altronde, come si legge nell’articolo, “il Brunello di Montalcino non è solo uno dei vini più importanti e longevi di tutta Italia” ma la stessa città di Montalcino, e la parte così bella della Toscana in cui si trova, la Valdorcia patrimonio Unesco, “sono diventate mete sempre più importanti per i visitatori della regione”.

Presto i wine-lovers americani torneranno, come prima, in vacanza a Montalcino ma nel frattempo potranno approfittare di uno stimolante appuntamento dove il vino sarà protagonista insieme ad altre eccellenze del territorio. “Grazie al Consorzio del Vino Brunello di Montalcino che rappresenta i produttori di vino e promuove il cibo (zafferano, miele, tartufo bianco e molto altro), la storia (l’architettura medievale è meravigliosa) e la cultura che sono così profondamente legati alla regione, il Brunello di Montalcino sta arrivando a New York. Dal 14 al 20 giugno, la Brunello Week metterà in evidenza i vini di 56 produttori di Brunello e Rosso di Montalcino”.

Una settimana dedicata ad uno dei vini icona mondiali e tra i simboli più vincenti del Made in Italy. In 41 ristoranti a Brooklyn e Manhattan, verranno presentate bottiglie di annate importanti con tanto di menu degustazione ad hoc.




Sognando una vita guatemalteca

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whatsapp image 2020 02 27 at 16.03.38Si chiamano Giovanni  Musella, Aldo Grazioso,  Roberto Rosati   Ricardo Mosquera,  Adriana Zauner, Jose Antonio Sanchez, Enrique Neutze e rapresentano il Consiglio d’Amministrazione della Camera di Commercio Industria Italo-Guatemalteca (CAMCIG) che conta 128 associati in rappresentanza di 27 imprese. Un sodalizio fortemente voluto non solo dagli imprenditori italiani in Guatemala ma anche dall’ Ambasciatore Mainardo Benardelli e dal consigliere Alessandro Ferranti. Tutti convinti di dare un impulso importante a quella che era considerata l’economia più importante dell’America centrale.

«La Camera  – spiega il segretario generale Gabriele Musto –  si impegna a dare maggiore visibilità alle potenzialità non sono del Guatemala, ma del cosiddetto “Triangolo del Nord” dell’America Centrale (Guatemala, Honduras, El Salvador): paesi che hanno  abbattuto le barriere doganali, vantano quasi 40 milioni di abitanti  e  presentano delle interessanti opportunità  di business per le aziende italiane».

Molto apprezzato sul territorio,  CAMCIG fa parte del Sistema Italia coordinato dall’Ambasciata d’Italia e costituto dall’Istituto Italiano di Cultura, dalla Società Dante Alighieri, dal Com.It.Es, dal Club Italiano, dall’Associazione Italiana di Beneficienza, dall’Associazione delle Dame Italiane e dall’Accademia Italiana della Cucina.

«L’evento più importante è il “Paseo Italia” che si organizza dal 2014 una serie di  attività di promozione del Made in Italy. Dal 2020, con la nomina di rappresentante dell’Area ACCA (America Centrale, Caraibi e Patto Andino) del presidente Giovanni Musella, sono nati incontri B2B virtuali fra le imprese italiane e le imprese associate alle Camere Italiane dell’Area.

Paese dalle molte opportunità il Guatemala ha un mercato di circa 17 milioni di abitanti.  Sono  oltre 8.000 gli italiani iscritte all’AIRE e siamo la terza comunità europea più grande del paese e fra i discendenti di passaporto italiano si annoverano uomini di grande spessore. Nel nostro piccolo, come Camera di Commercio, ormai da quattro anni abbiamo sviluppato un progetto di “stage” degli studenti della Facoltà di Gastronomia dell’Università Marroquin, che permette ad una ventina di giovani ogni anno di recarsi a fare delle esperienze “di vita” in strutture alberghiere, ristoranti, pasticcerie, caffetterie, agriturismi in Toscana».

whatsapp image 2020 02 21 at 07.15.01Nato a Firenze e vissuto per quasi 33 anni a Pontassieve, Gabriele Musto ha iniziato il suo percorso professionale nello Studio Mannelli di Firenze e nel 2008, insieme alla moglie Melissa (guatemalteca) ha deciso di trasferirsi a Città del Guatemala, dove sono nate le figlie Francesca e Caterina. Musto ha insegnato per due anni Economia Aziendale presso l’università Francisco Marroquín  e ha messo a disposizione la sua professionalità per un corso di formazione per gli imprenditori locali. Nel 2014 è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia

«Decidemmo d’iniziare una nuova vita condividendo la passione per la scoperta delle nuove culture: una passione è determinata anche dalla reciproca sensibilità nell’accettare le differenze culturali per il prossimo e di adattarci ai differenti contesti di vita. Il mio lavoro ogni giorno mi presenta nuove sfide e di conseguenza nuove opportunità di crescita professionale. Le abitudini del “vivere all’Italiana” sono difficili da replicare all’estero però un clima meraviglioso permette di vivere molto tempo all’aperto.  Il mio tempo libero lo passo assieme alle mie bambine, andando a fare dello sport nel parco condominiale. Amo leggere e mantenermi informato sulle notizie politiche ed economiche italiane. Fortunatamente in Guatemala si trovano ottimi ingredienti e vini “Made in Italy” e pertanto si può replicare un’ottima gastronomia italiana sia in alcuni eccellenti ristoranti che nella cucina di casa».




Brasile: un webinar di Ambasciata e Italcam sul settore dei macchinari

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7brasileBRASILIA\ aise\ – Si terrà il prossimo 10 maggio alle ore 15 italiane il webinar “Scambi di tecnologia e opportunità nel settore dei macchinari”, promosso dalla Camera di Commercio italiana di San Paolo – ITALCAM, con il supporto dell’Ambasciata d’Italia in Brasile, di SIMEST e della Federazione Nazionale Costruttori Macchine per l’Agricoltura, FEDERUNACOMA.

Interverranno l’ambasciatore d’Italia a Brasilia, Francesco Azzarello, il presidente di ITALCAM, Graziano Messana, la vice presidente dell’Associazione Brasiliana dell’Industria di Macchinari – ABIMAQ, Alida Belandi, il presidente di FEDERUNACOMA, Alessandro Malavolti, e il responsabile Indirect Channels Simest, Carlo de Simone. Seguirà una sessione di domande via chat.

L’evento, che si terrà sulla piattaforma Zoom, disporrà di traduzione simultanea in portoghese. (aise)




Washington: la qualità dell’olio d’oliva italiano al centro di un webinar dell’Ambasciata

cucchiaio con olio

cucchiaio con olioWASHINGTON\ aise\ – La qualità dell’olio d’oliva italiano e il sistema di controlli che assicurano l’elevata sicurezza dei diversi prodotti è stato il focus dell’incontro virtuale organizzato dall’Ambasciata d’Italia a Washington DC per approfondire la tematica con gli addetti ai lavori – importatori, distributori, associazioni, funzionari – ma anche con un pubblico di consumatori.
“Il consumo e la domanda di olio d’oliva negli Stati Uniti stanno attraversando un trend di crescita nonostante l’ultimo biennio sia stato caratterizzato da alcune fluttuazioni“, ha evidenziato l’ambasciatore d’Italia negli USA, Armando Varricchio, nel suo intervento introduttivo. “L’olio d’oliva è una componente sempre più rilevante nelle abitudini alimentari delle famiglie americane e l’Italia è il più importante partner degli USA in questo settore, fornendo in valore, con oltre mezzo miliardo di dollari di export, circa il 40 per cento dell’olio importato“.
Ad aprire l’evento Felice Assenza, capo dell’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del MIPAAF, il massimo responsabile italiano del settore verifiche antifrode del settore. Al dibattito, moderato da Lucrezia Scarampi, dietista a New York, hanno partecipato Marco De Ceglie, in qualità di chair del Comitato Esecutivo della North American Olive Oil Association (NAOOA), e Maria Francesca Di Martino, imprenditrice nel settore oleario e rappresentante dell’Associazione Nazionale delle Donne dell’Olio.
Per l’Italia è strategicamente importante valorizzare i sistemi di qualità e la sicurezza di tutte le nostre produzioni, sia quelle destinate alla grande distribuzione sia quelle più di nicchia per la ristorazione e i locali specializzati, evidenziando l’eccellenza delle nostre denominazioni d’origine e l’unicità della nostra offerta. Nel farlo, l’Ambasciata è attiva con le istituzioni e le associazioni americane e segue attentamente i possibili sviluppi nell’ambito del dibattito sulla qualità dell’olio e sugli standard USA che vede coinvolti, tra gli altri, il Congresso USA e la Food and Drug Administration. Oltre il 95 percento dell’olio d’oliva consumato negli USA è importato dall’estero e l’Italia, come primo fornitore, è un partner essenziale. (aise)




La prima fiera ittica virtuale e mondiale per la crescita economica e la sostenibilità

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virtual solar show solaredgeLa Realtà Aumentata sta trasformando il modo con cui le persone lavorano, comprano e apprendono. Le soluzioni che tale approccio offre alle imprese del settore ittico sono una perfetta miscela tra il mondo digitale e quello degli affari reali, utilizzabile sia su Desktop che su dispositivi mobili.

Il mercato di oggi si trova ad affrontare restrizioni di viaggio senza precedenti con situazioni economiche e ambientali difficili. In questo contesto le aziende sono costrette a cercare soluzioni alternative che siano economiche e realizzate rapidamente, che possano raggiungere facilmente i clienti e aprire le porte ai nuovi mercati globali.

Il variegato mondo legato alla pesca e il Mediterraneo devono rivedere l’attualità commerciale del settore attraverso gli strumenti della tecnologia, della digitalizzazione e della realtà virtuale. Molta attenzione ha suscitato il primo evento virtuale dedicato al mondo ittico. Assoittica Italia, con il Digital Seafood Trade Show, ha elaborato una piattaforma innovativa, dinamica, flessibile e di facile utilizzo. Affittare uno spazio virtuale ha un costo decisamente inferiore rispetto ad affittare uno stand fisico.

La partecipazione alle fiere digitali, che possono divenire una nuova fonte di network, è decisamente importante per la crescita economica dell’intero settore. Le aziende che partecipano a tali eventi devono essere pronte a presentarsi online in modo efficace e persuasivo, catturando così l’attenzione degli utenti che partecipano a questi eventi. Inoltre, non è necessario spendere considerevoli cifre per la movimentazione del proprio personale aziendale, che potrà connettersi direttamente dall’ufficio, evitando quindi ulteriori spese di trasferta, vitto e di alloggio. Vengono meno anche tutti i costi relativi ai materiali correlati all’evento: brochure, cartellonistica e gadget cartacei che vengono sostituiti da materiale digitale di facile fruizione.

Grazie alla realtà virtuale è possibile partecipare a una fiera con semplicità e immediatezza andando online.  Oggi, il Digital Seafood Trade Show è la prima e unica fiera internazionale dell’industria ittica che raccoglie numerosi protagonisti della pesca nel Mediterraneo e nel mondo, con l’idea di trasferire tutto su una piattaforma internet.

Nel tentativo di organizzare e favorire iniziative tese a valorizzare, verso la pubblica opinione, i prodotti ittici, la fiera digitale Digital Seafood Trade Show consente alle aziende del settore ittico d’implementare nuove opportunità per sviluppare strategie internazionali di marketing e d’internazionalizzazione.




CCDI e Maserati insieme per parlare di automobili

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cci rdSANTO DOMINGO\ aise\ – La Camera di Commercio Dominico Italiana (CCDI), insieme a Maserati, apre l’anno 2021 con un evento virtuale in diretta dalla città di Torino che si svolgerà il 25 febbraio dalle 17:00 alle ore 18:00 (dalle 12:00 alle 13:00 ora dominicana).
Andrea Bertolini, pluricampione di varie competizioni di Formula 1 nel mondo, dialogherà con il presidente Celso Marranzini, l’ambasciatore italiano Andrea Canepari, l’ambasciatore dominicano a Roma Tony Raful, i membri del Consiglio di Amministrazione della Camera di commercio così come gli appassionati di automobilismo italiano e gli amanti delle auto di alta gamma.
L’accesso all’attività tramite Zoom avrà un contributo di RD $ 1.000 pesos. Per qualsiasi informazione scrivere a: info@camaraitaliana.com.do o chiamare il 809-535-5111




Italia mercato strategico per il Guatemala

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16guatROMA\ aise\ – La Vice Ministra degli Affari Esteri del Guatemala, Shirley Aguilar Barrera, e l’Ambasciatore del Guatemala in Italia, Luis Fernando Carranza, hanno presentato ai membri del Comitato di coordinamento delle associazioni agricole, commerciali, industriali e finanziarie (CACIF) le potenzialità dell’Italia come mercato strategico di opportunità per gli imprenditori guatemaltechi durante un evento virtuale, servito anche per presentare ufficialmente la campagna di comunicazione “A tavola con il Guatemala”, con cui la delegazione diplomatica intende dare una spinta all’export di prodotti guatemaltechi in Italia.
L’ambasciatore Carranza, in particolare, ha spiegato che, tra il 2015 e il 2019, lo scambio commerciale tra Guatemala e Italia è in continua crescita e in particolare le esportazioni hanno registrato un incremento del 12% negli ultimi due anni.
In questo contesto “il Guatemala ha grandi opportunità per entrare nel mercato italiano con maggiore forza, se i suoi prodotti soddisfano le aspettative dei consumatori italiani, che cercano qualità e certificazioni biologiche”, ha affermato.
Tale potenziale è stato individuato attraverso l’analisi “Profilo Economico, Commerciale e Turistico tra Guatemala e Italia”, che “ha esplorato le particolarità del mercato italiano e individuato quei settori in crescita alla ricerca di un modo per integrare l’offerta esportabile del Paese con la particolare domanda dell’Italia”.
Questo studio fa parte delle attività di diplomazia commerciale e cerca di supportare gli sforzi di internazionalizzazione delle aziende guatemalteche, oltre a promuovere le esportazioni, attrarre investimenti e posizionare il Paese centroamericano come destinazione turistica.
Durante la presentazione, l’Ambasciatore ha individuato quei prodotti tradizionali che registrano una crescita negli scambi commerciali tra Guatemala e Italia, soprattutto del settore alimentare, come l’olio di palma, il caffè, la frutta e il rum, oltre ai prodotti di altri settori, come il ferro, l’acciaio e gli articoli tessili.
L’analisi delle recenti dinamiche di mercato potrebbe fornire opportunità in nuove aree per i settori alimentare, manifatturiero e per quello dei servizi. Al fine di offrire una presentazione più completa dei mercati di interesse, l’Ambasciatore Carranza ha anche illustrato le principali sfide del mercato italiano e ha presentato una serie di proposte a sostegno della promozione commerciale del Guatemala in Italia. (aise) 




Il Made in Italy alimentare cresce nel mondo

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cibo2Nel 2020 crescono solo le esportazioni di prodotti agroalimentari che fanno segnare un aumento dell’1,4% in netta controtendenza al crollo generale del 10,8%. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nei primi undici mesi del 2020, che evidenziano un record storico per il Made in Italy sulle tavole di tutto il mondo e nonostante la pandemia Covid.
All’estero con il lockdown i consumatori stranieri non hanno fatto mancare la presenza dei prodotti più tradizionali dell’alimentare Made in Italy che, sottolinea la Coldiretti, ha mostrato una grande capacità di resilienza nonostante le difficoltà degli operatori e dell’economia. La crescita della domanda di cibi e bevande all’estero è trainata dalla Germania (+5,5%), che è il primo partner dell’Italia seguita dagli Usa (+5,2%), nonostante i dazi che hanno colpito i prodotti più significativi.
Un risultato, evidenzia la Coldiretti, messo a segno nonostante le difficoltà determinate dalla pandemia che ha rallentato gli scambi commerciali e tagliato i consumi con le chiusure della ristorazione in ogni continente per contenere il contagio.
“L’Italia deve ripartire dai punti di forza con l’agroalimentare che ha dimostrato resilienza di fronte la crisi e può svolgere un ruolo di traino per l’economia”, ha affermato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, per il quale “il Recovery Plan rappresenta una occasione unica da non perdere per superare i ritardi accumulati e aumentare la competitività delle imprese sui mercati esteri”.