Alla Camera dei deputati il “Brand Ambassador Award” per chi porta il Made in Italy nel mondo

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capturaNella Sala della Regina della #Camera dei deputati si è svolto un convegno internazionale dedicato alla tutela e alla valorizzazione del Made in Italy, con particolare attenzione al ruolo strategico delle reti imprenditoriali attive sui mercati esteri.

L’iniziativa, promossa dall’On. Giorgio Lovecchio e organizzata da Italian Producers – Produttori Italiani, presieduta da Giusi Malcangi, ha visto la partecipazione dell’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, membro del Consiglio di Amministrazione della National Italian American Foundation (NIAF) (nella foto con Albano), da sempre impegnata nel rafforzamento dei legami tra l’Italia e le comunità italiane all’estero e nella promozione delle eccellenze del Made in Italy sui mercati internazionali.
Per questo il riconoscimento non è solo un premio, ma anche una responsabilità: proteggere il valore del lavoro delle imprese italiane, anche contro chi sfrutta l’italian sounding e prova a imitare ciò che non può essere replicato, ovvero autenticità, qualità e storia.

whatsapp image 2026 02 19 at 12.49.36Nel corso dell’evento sono stati consegnati i “Brand Ambassador Award”, riconoscimenti destinati a personalità che si sono distinte nella diffusione del Made in Italy nel mondo.

Particolarmente emozionante è stato il momento dell’esecuzione dell’Inno nazionale, cantato da #Albano Carrisi, che ha reso ancora più solenne una giornata dedicata alla valorizzazione dell’identità produttiva e culturale del nostro Paese.

La giornata ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, imprese e professionisti impegnati nei processi di internazionalizzazione, con l’obiettivo di consolidare una rete sempre più efficace a sostegno delle eccellenze italiane.




CUSMA: il Senato degli Stati Uniti resta compatto nonostante i dubbi di Trump

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cusmaIl Senato degli #Stati Uniti ha confermato un fronte largamente favorevole al #CUSMA (l’accordo commerciale tra #USA, #Canada e #Messico, noto negli Stati Uniti come #USMCA, evoluzione del vecchio NAFTA), anche di fronte alle resistenze espresse dal presidente Donald Trump.

Nel corso di un’audizione alla Senate Finance Committee, esponenti di entrambi gli schieramenti – repubblicani e democratici – hanno sottolineato il valore strategico dell’accordo per l’economia americana, ricordando come il trattato abbia contribuito a proteggere posti di lavoro, rafforzare l’industria manifatturiera e stimolare la crescita economica.

Nonostante questo clima di sostegno bipartisan, #Trump ha più volte messo in discussione la necessità di un rinnovo automatico di lungo periodo del CUSMA, lasciando intendere che potrebbe non firmare un’estensione di altri 16 anni e addirittura valutare di far scadere l’accordo al termine della sua revisione.

Alcuni membri del Congresso hanno espresso preoccupazione per certe criticità dell’accordo – ad esempio l’accesso al mercato lattiero-caseario canadese o alcune norme digitali – ma hanno ricordato che meglio affrontare queste sfide restando nell’intesa commerciale piuttosto che abbandonarla, perché il patto rappresenta un pilastro delle relazioni economiche nordamericane.

In sintesi, mentre Trump continua a manifestare scetticismo – e i suoi consiglieri commerciali valutano anche accordi bilaterali alternativi – il Senato USA ha ribadito con chiarezza il proprio sostegno al CUSMA, evidenziando l’importanza di preservare e, dove necessario, migliorare il quadro commerciale trilaterale con Canada e Messico.




Canada 2026: tra tensioni commerciali con gli USA, immigrazione e nuove opportunità di lavoro

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97ec8383 fb71 4618 840c 43ca6d1609bfIl Canada si trova in un momento particolarmente dinamico e complesso della sua storia recente: sullo sfondo internazionale si intrecciano tensioni commerciali con gli Stati Uniti, politiche economiche interne e un dibattito pubblico sempre più acceso sulla migrazione e il mercato del lavoro. Tutti temi che, per gli italiani residenti o per chi sta pensando di trasferirsi, meritano attenzione.

Guerra commerciale in volo e diplomazia economica

Negli ultimi giorni, uno dei nodi più caldi è rappresentato dalle tensioni con Washington nel settore dell’aviazione. Il governo statunitense ha minacciato di imporre tariffe fino al 50 % sui velivoli prodotti in Canada e di decertificare le certificazioni di aeromobili canadesi venduti negli USA, aggravando un conflitto già in corso tra i due Paesi.

Parallelamente, i due Paesi stanno lavorando per evitare che una disputa tecnica sul riconoscimento dei jet – tra cui quelli di Bombardier – si trasformi in una crisi più ampia. Le autorità canadesi insistono sul fatto che la certificazione dell’aviazione sia una questione di sicurezza e non di politica commerciale, e collaborano con la FAA statunitense per trovare una soluzione.

Queste tensioni avvengono in un quadro più ampio di relazioni economiche fra Ottawa e Washington, influenzate anche dall’attuale clima politico negli Stati Uniti e dalla posizione del premier canadese Mark Carney, che nel corso del 2026 ha invitato partner internazionali a cooperare di più fra “potenze medie” per difendere gli interessi comuni in un mondo più frammentato.

Immigrazione e lavoro: nuove aperture ma anche preoccupazioni

Sul fronte interno, le dinamiche dell’immigrazione restano centrali. La questione non è più soltanto “quanto” accogliere, ma come gestire e trattenere le persone che arrivano. Alcuni studi recenti mettono in evidenza che una quota significativa di immigrati lascia il Canada entro 25 anni dall’arrivo, con i lavoratori più qualificati tra i maggiori “rischi di fuga”. Questo pone sfide per il mercato del lavoro e la demografia del Paese.

Allo stesso tempo, il governo sta semplificando e accelerando i permessi di lavoro per occupazioni cruciali, come sanità, agricoltura e altri settori con carenze strutturali. Queste misure sono pensate per rispondere alla domanda di manodopera e possono costituire un’opportunità concreta per chi cerca di lavorare legalmente in Canada.

In parallelo, i piani di immigrazione di alcune province – come Québec – sono stati aggiornati per il periodo 2026–2029, con orientamenti e programmi pensati per integrare meglio i nuovi arrivati e rispondere ai bisogni locali.

Sport e grandi eventi: controlli più rigidi alle frontiere

Un altro tema che ha fatto parlare negli ultimi giorni è l’approccio del Canada in vista del Mundial di calcio 2026, che si svolge in parte sul suo territorio. Le autorità hanno deciso di rafforzare i controlli alle frontiere durante l’evento e di chiarire che il torneo non deve essere usato come mezzo per ottenere asilo o permessi speciali.

Questo riflette una tendenza più ampia nella politica migratoria: da un lato si cerca di rendere il Canada attraente per lavoratori qualificati, ma dall’altro si vuole gestire con rigore flussi e richieste irregolari, specialmente in periodi di grande mobilità internazionale.

Cosa significa tutto questo per gli italiani in Canada

Economia e lavoro: le nuove vie rapide per permessi di lavoro nei settori critici possono aprire opportunità reali per professionisti e studenti.
Relazioni con gli USA: le tensioni su industria e tariffe sono un promemoria dell’importanza dei rapporti nordamericani per chi vive o lavora qui.
Immigrazione: il dibattito sulla permanenza degli immigrati e sulle politiche regionali influenza chi vuole rimanere o fare carriera in Canada.
Cultura e comunità: eventi internazionali come il Mondiale di calcio mostrano come il Canada stia contemporaneamente aprendosi e regolando con cura i flussi di persone.




Repubblica Dominicana: l’espansione silenziosa dei centri commerciali cinesi e una domanda che resta senza risposta

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santodomingoeditIn molte città della Repubblica Dominicana è ormai impossibile non notarlo: grandi centri commerciali di origine cinese sorgono in tempi rapidissimi, occupando interi isolati e modificando il tessuto urbano e commerciale. Strutture imponenti, assortimenti vastissimi, prezzi estremamente competitivi. Un fenomeno che cresce sotto gli occhi di tutti e che solleva interrogativi sempre più insistenti su regole, controlli e trasparenza.

In numerosi casi, queste aperture avvengono in modo sorprendentemente veloce, lasciando spazio a dubbi sulla completezza dell’iter burocratico: licenze edilizie, autorizzazioni municipali, permessi ambientali e certificazioni di sicurezza non sempre risultano chiari o facilmente verificabili. La sensazione diffusa è quella di una zona grigia normativa, dove i controlli appaiono deboli o discontinui.

Il tema non riguarda solo la legalità formale, ma anche l’impatto economico. I piccoli e medi commercianti dominicani denunciano una concorrenza difficile da sostenere: mentre le attività locali affrontano affitti elevati, tasse, ispezioni frequenti e burocrazia complessa, i grandi megastore sembrano muoversi con maggiore agilità.

Il risultato è una progressiva erosione del commercio tradizionale, soprattutto nei quartieri popolari e nelle città di medie dimensioni, dove alcuni negozi storici hanno già chiuso o ridotto drasticamente la propria attività.

Anche sul fronte occupazionale emergono perplessità. Se da un lato questi centri commerciali generano posti di lavoro, dall’altro persistono dubbi sulle condizioni contrattuali, sugli orari e sul rispetto delle normative sul lavoro. Le ispezioni ufficiali risultano sporadiche e raramente seguite da sanzioni significative, alimentando la percezione di una sostanziale tolleranza.

Al di là degli aspetti commerciali e occupazionali, c’è una domanda che sempre più spesso circola tra imprenditori, cittadini e osservatori:
da dove provengono gli ingenti capitali necessari per costruire questi imponenti centri commerciali?

Parliamo di investimenti multimilionari, realizzati in tempi brevi, spesso senza ricorrere a finanziamenti bancari locali noti o a partnership pubblicamente dichiarate. In un Paese dove l’accesso al credito è complesso anche per grandi imprenditori dominicani, la disponibilità immediata di risorse così consistenti solleva interrogativi legittimi sulla tracciabilità dei capitali, sui canali di finanziamento e sui controlli antiriciclaggio.

Non si tratta di formulare accuse, ma di chiedere trasparenza, un principio fondamentale in qualsiasi economia che voglia definirsi moderna e affidabile.

La Repubblica Dominicana ha bisogno di investimenti stranieri e continua giustamente a promuoverli. Tuttavia, attrarre capitali senza un sistema di regole chiare e uguali per tutti rischia di trasformare lo sviluppo in deregulation. Il problema non è l’origine degli investitori, ma l’assenza di controlli efficaci e visibili.

Finché resteranno senza risposta domande essenziali — sui permessi, sulle condizioni di lavoro e soprattutto sull’origine dei capitali — il fenomeno dei grandi centri commerciali cinesi continuerà a generare sospetti, malcontento e tensioni sociali.

In gioco non c’è solo il commercio, ma la credibilità delle istituzioni e la fiducia dei cittadini in uno Stato che dovrebbe garantire legalità, equità e trasparenza.




Centro America tra tensioni sociali, migrazioni e nuove sfide economiche

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messico e trump e1505117974585Il Centro America attraversa una fase complessa, segnata da profondi cambiamenti sociali, pressioni economiche e delicate dinamiche politiche. Dalla sicurezza alla migrazione, fino alla transizione energetica, l’area continua a essere un osservatorio chiave per comprendere le trasformazioni in atto nel continente americano.

Migrazioni e instabilità sociale

Il tema migratorio resta centrale. Migliaia di persone continuano a lasciare Paesi come Honduras, Guatemala ed El Salvador, spinte da povertà, violenza e mancanza di opportunità. Le politiche restrittive introdotte negli Stati Uniti e nei Paesi di transito stanno rendendo i percorsi sempre più pericolosi, alimentando una crisi umanitaria che coinvolge l’intera regione.

Economia fragile e caro vita

Sul fronte economico, molti governi centroamericani devono fare i conti con inflazione, debito pubblico e crescita rallentata. Il costo della vita è aumentato sensibilmente, colpendo soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione. In diversi Paesi si registrano proteste sociali e richieste di maggiori interventi statali su salari, servizi e controllo dei prezzi.

Energia e sostenibilità

Accanto alle difficoltà, emergono anche segnali di cambiamento. Costa Rica continua a rappresentare un modello regionale per l’uso delle energie rinnovabili, mentre altri Stati stanno avviando progetti legati al solare, all’eolico e all’idroelettrico. La transizione energetica è vista non solo come una necessità ambientale, ma anche come un’opportunità di sviluppo e di riduzione della dipendenza dall’estero.

Politica e democrazia sotto pressione

Il quadro politico resta eterogeneo. Se da un lato alcuni governi cercano di rafforzare le istituzioni democratiche, dall’altro non mancano tensioni legate alla concentrazione del potere, alla libertà di stampa e all’indipendenza della magistratura. La fiducia dei cittadini nelle istituzioni appare fragile, alimentando polarizzazione e disincanto.

Uno snodo strategico per le Americhe

Il Centro America si conferma così uno snodo strategico tra Nord e Sud del continente, dove si intrecciano interessi geopolitici, flussi migratori e sfide globali come il cambiamento climatico. Una regione spesso ai margini del dibattito internazionale, ma sempre più centrale nel definire gli equilibri futuri delle Americhe.




Investimenti italiani a Panama: accordo tra Camere di Commercio

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20panamaPromuovere lo sviluppo imprenditoriale, l’innovazione e l’attrazione di investimenti italiani a Panama: questi gli obiettivi dell’accordo di cooperazione sottoscritto dalla Camera di Commercio, Industrie e Agricoltura di Panama (CCIAP) e dalla Camera di Commercio, Industria e Agricoltura Italo-Panamense (CAMIP).
L’accordo – firmato dal Presidente della CCIAP, Juan Alberto Arias Strunz, e dal Presidente della CAMIP, Vittorio De Sanctis de Ferrari – apre nuove prospettive di collaborazione e investimento in settori strategici quali logistica, infrastrutture, servizi finanziari, energie rinnovabili, tecnologia e manifattura. In un contesto economico globale dinamico, le due istituzioni uniranno i propri sforzi per favorire l’interscambio commerciale, l’internazionalizzazione delle imprese e la creazione di reti imprenditoriali solide e sostenibili.
“Questa alleanza rafforza i legami economici tra Panama e Italia e consolida il posizionamento del Paese come hub strategico per gli investitori italiani, contribuendo allo sviluppo sostenibile”, ha commentato Arias Strunz.
Da parte sua, De Sanctis ha sottolineato che “l’Italia mette a disposizione la propria consolidata esperienza in materia di innovazione e sostenibilità, mentre Panama offre un contesto strategico e altamente competitivo per la crescita. Il presente accordo rappresenta un ponte concreto per nuovi investimenti in grado di generare occupazione e valore condiviso per entrambi i Paesi”.
La cerimonia di firma ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti istituzionali, a conferma della rilevanza bilaterale dell’iniziativa: tra i presenti l’On. Fabio Pietrella, Capo Delegazione e Presidente della Sezione Bilaterale di Amicizia UIP Italia–Panama; l’On. Gianluca Caramanna, Presidente della Sezione Bilaterale UIP America Centrale; l’Ambasciatrice d’Italia a Panama, Giuditta Giorgio e l’ambasciatore di Panama in Italia Winston Spadafora. Hanno inoltre preso parte all’evento il Vice Capo Missione, Giuseppe Abignente; Emanuele Di Girolamo, Addetto Commerciale dell’Ambasciata d’Italia; Giulia De Sanctis, Presidente di APEDE – Asociación Panameña de Ejecutivos de Empresa; e Goffredo Dario Rossi, Direttore Esecutivo della CAMIP, a testimonianza del forte impegno istituzionale italiano nei confronti di Panama.
L’accordo prevede impegni concreti, tra cui il sostegno reciproco alle imprese interessate a espandersi nei rispettivi mercati, azioni congiunte per l’attrazione di investimenti italiani — con particolare attenzione ai settori delle infrastrutture, delle energie rinnovabili, della tecnologia e della manifattura —, lo scambio di informazioni su eventi economici e lo sviluppo di iniziative di formazione e networking.
“Questa alleanza istituzionale – ha evidenziato Goffredo Rossi, segretario generale della CAMIP – rafforza il ruolo della CCIAP e della CAMIP quali attori chiave nella promozione dello sviluppo economico e si prevede che produca un impatto positivo e duraturo sull’afflusso di capitali italiani verso settori strategici dell’economia panamense”. (aise) 




Minerali critici, Italia e Messico al vertice con gli Usa

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mineralicriticipuntovertIl segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha ospitato a Washington una riunione ministeriale dedicata alla sicurezza delle catene di approvvigionamento dei minerali critici.

Un ruolo di primo piano è stato ricoperto dall’Italia e dal Messico, rappresentati rispettivamente dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dal titolare delle Finanze Édgar Amador Zamora.

L’incontro ha visto la partecipazione di una vasta coalizione internazionale mirata a diversificare le fonti di approvvigionamento e ridurre la dipendenza da singoli fornitori per risorse essenziali come litio, cobalto e terre rare.

Oltre ai rappresentanti di Roma e Città del Messico, erano presenti i ministri e delegati di Australia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Repubblica di Corea e India, insieme al Commissario europeo.

Durante il vertice, definito dal ministero dele Finanze messicano come un dialogo per la «collaborazione strategica», si è discusso di come investire in meccanismi finanziari che rendano le catene globali più resilienti. Questi minerali sono considerati vitali non solo per la transizione energetica e la tecnologia moderna, ma anche per la sicurezza nazionale e lo sviluppo sostenibile delle economie partecipanti.

puntodincontro.mx




L’Istituto per il Commercio Estero e l’Ambasciata rafforzano la leadership gastronomica italiana in Costa Rica

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listituto per il commercio estero e lambasciata ditalia a san jose rafforzano la leadership gastronomica italiana in costa rica con prodotti certificatiimmagine5L’Istituto per il Commercio Estero (ICE), ente ufficiale per la promozione del commercio estero italiano, annuncia una strategia integrata per rafforzare la presenza del patrimonio culinario italiano nel mercato costaricano, promuovendo prodotti con Denominazione di Origine Protetta (DOP), Indicazione Geografica Protetta (IGP), Specialità Tradizionale Garantita (STG) e Indicazioni Geografiche (IG). Questo sistema, riconosciuto come il più avanzato al mondo, garantisce autenticità, tracciabilità e qualità superiore, proteggendo la tradizione da imitazioni e contraffazioni. Con quasi 900 denominazioni registrate nell’Unione Europea, l’Italia – ricorda l’Ambasciata in Costa Roca – è leader nel settore agroalimentare europeo e rappresenta più di un prodotto su cinque con Indicazione Geografica in Europa. Tali marchi certificano che ogni alimento o bevanda proviene dal suo territorio d’origine, preservando tecniche ancestrali e caratteristiche uniche. Tra i prodotti più emblematici figurano il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma, l’olio extravergine di oliva, gli aceti balsamici, i vini e i distillati italiani.

“Ogni prodotto certificato è un ponte tra storia e innovazione. Vogliamo che i consumatori costaricani vivano l’autentica esperienza del Made in Italy, con alimenti che non solo garantiscono qualità, ma trasmettono cultura, sostenibilità e fiducia”, ha affermato Alberto Colella, Ambasciatore d’Italia in Costa Rica. Tale modello non solo protegge l’identità culturale e gastronomica, ma promuove anche la “DOP Economy”, che genera oltre 19 miliardi di euro di valore di produzione, contribuendo allo sviluppo delle comunità rurali, alla conservazione della biodiversità e alla sostenibilità ambientale. L’Italia invita i consumatori e i distributori costaricani a verificare i marchi DOP, IGP, STG e IG sulle etichette al momento dell’acquisto di prodotti italiani, garantendo così autenticità, tracciabilità e uno standard di qualità incomparabile.(Inform)




USA. Idolmatch al CES di Las Vegas: un progetto che rivoluzione lo “sports marketing”

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553192827 855676840784777 3452566635935471051 nLa startup italiana debutta alla più grande fiera mondiale dedicata all’innovazione tecnologica e annuncia il go-live della piattaforma

IdolMatch, la startup italiana che mette in contatto atleti e brand attraverso una piattaforma digitale semplice e sicura, parteciperà dal 6 al 9 gennaio al Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas, la principale fiera mondiale dedicata all’innovazione tecnologica.

Dopo il successo al Level Up Sports Tech Innovation Expo di Dubai, il CEO & Founder Andrea Croce, insieme alla Senior Project Manager Francesca Bossi (foto), presenterà IdolMatch agli addetti ai lavori, annunciando il lancio ufficiale della piattaforma, previsto proprio al termine dell’evento.

“Il CES rappresenta il palcoscenico più prestigioso del panorama dello sviluppo tecnologico e il punto di partenza ideale per l’avvio del progetto”, ha dichiarato Croce. “In questi giorni incontreremo professionisti del settore e investitori, con lo scopo di sostenere il round di finanziamento attualmente in corso.”

594416895 1587536492379701 5012478507614164417 nIdolMatch supporta le collaborazioni tra aziende e sportivi per campagne di influencer marketing e di sponsorship. Grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e di KPI avanzati, la piattaforma analizza dati e performance, facilitando la selezione degli atleti più adatti e offrendo agli sportivi di qualsiasi livello nuove opportunità di crescita e monetizzazione.

Con il debutto al CES e con il lancio ufficiale previsto nei giorni immediatamente successivi, IdolMatch si propone sul mercato internazionale come nuovo punto di riferimento per atleti e brand, portando la tecnologia al centro delle strategie di marketing sportivo.




Torna a Vancouver il Canada–Italy Green Building Forum 2026

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8canadametL’11 e 12 febbraio 2026 tornerà a #Vancouver il Canada–Italy Green Building Forum, l’appuntamento annuale, giunto alla sua terza edizione, promosso dalla Italian Chamber of Commerce in Canada – West dedicato alle opportunità offerte dal mercato canadese nei settori del green building e delle smart cities. L’evento si svolgerà all’interno di BUILDEX Vancouver, la principale fiera del Canada occidentale per il mondo delle costruzioni.
Il #Canada si distingue oggi come uno dei Paesi più avanzati nelle politiche per la sostenibilità ambientale e la transizione verde. Gli impegni assunti a livello internazionale e i consistenti piani di investimento federali in infrastrutture, energia pulita, mobilità sostenibile e gestione delle risorse idriche stanno creando un ecosistema favorevole allo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative. In questo scenario, il settore green canadese si caratterizza per una forte vocazione internazionale e per un’elevata capacità di assorbire competenze e tecnologie provenienti dall’estero.
Il Forum si propone come un momento di approfondimento e networking, offrendo alle imprese italiane l’opportunità di conoscere da vicino il mercato canadese, intercettare nuovi trend, avviare relazioni commerciali e valorizzare il know-how italiano in ambito sostenibile.
La partecipazione al Forum consentirà alle imprese italiane di inserirsi in un contesto altamente qualificato e orientato all’innovazione. #BUILDEX rappresenta infatti una piattaforma di riferimento per il confronto tra operatori, progettisti, investitori e decision maker pubblici e privati. L’edizione 2025 ha confermato il forte interesse del mercato, con migliaia di visitatori professionali, centinaia di espositori e un ricco programma di seminari e workshop tematici. (aise)