“Food in USA”, esportare il Made in Italy in Nord America

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italiausagDall’etichettatura alle certificazioni, un webinar su come esportare i prodotti agroalimentari in USA. Ad organizzarlo sarà lo Sportello Internazionalizzazione di CNA Roma, in collaborazione con Nina International, per il prossimo giovedì 2 luglio, in cui saranno illustrati gli strumenti necessari e i contributi finanziari disponibili per fare business negli Stati Uniti.
L’attenzione sarà rivolta al progetto camerale sull’etichettatura alimentare e al Bando Voucher della Regione Lazio per l’internazionalizzazione.
Relatori dell’incontro saranno Domenico Petrolo, di Nina International; e Stefano Albano, di iCube.
L’evento è organizzato con il contributo di Camera di Commercio di Roma. (aise) 




La Lombardia punta al mercato del Canada

internazionalizzazione

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Nonostante le difficoltà causate dal Covid 19, Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, col supporto di Promos Italia, l’agenzia per le attività internazionali del sistema camerale, propongono anche quest’anno – anche se online – un percorso di internazionalizzazione dedicato a cinque mercati strategici per il business delle imprese lombarde: Canada, Cina, India, Regno Unito e Russia.
Parte, infatti, la terza edizione del “Progetto Outgoing – percorsi virtuali d’accompagnamento in mercati strategici”, iniziativa che negli ultimi due anni ha visto la realizzazione di 17 missioni imprenditoriali in 13 mercati strategici per il sistema imprenditoriale lombardo e il coinvolgimento di 1.105 aziende lombarde nelle attività formative e nelle missioni imprenditoriali.
“L’emergenza causata dalla pandemia non ha fermato la nostra intenzione di creare concrete opportunità per le nostre aziende sui mercati internazionali”, spiega Fabrizio Sala, vicepresidente di Regione Lombardia e assessore alla Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione delle imprese. “Il progetto risponde alle esigenze delle nostre imprese di avere contatti diretti con aziende straniere – prosegue il vicepresidente – secondo un piano per settore e per Paese che sia il più possibile mirato ed efficace possibile. Solo così riusciremo a mantenere e a migliorare la competitività delle imprese lombarde nel mondo, nonostante il periodo difficile e i mesi di lockdown”.
L’edizione 2020 del progetto assume una dimensione virtuale, a causa dell’emergenza Covid 19 che impone lo stop forzato a viaggi internazionali, ma non limita le opportunità di fare business alle imprese lombarde. Le missioni virtuali, con incontri b2b online, si svolgeranno tra ottobre e dicembre.
In particolare, il calendario degli incontri prevede che il primo appuntamento sia con l’India e la Russia (seconda metà di ottobre), il Regno Unito (prima metà di novembre), il Canada (seconda metà di novembre), la Cina (prima metà di dicembre).
Le prime due edizioni del progetto hanno ottenuto un tasso di gradimento da parte delle aziende pari al 94% e portato alla sigla o alla negoziazione di oltre 400 contratti per le aziende, confermato anche dall’indagine esterna commissionata da Regione Lombardia e svolta da Euromedia Research.
Il percorso 2020 prevede, per aziende con sede legale o operativa in Lombardia, attività di formazione, orientamento, scouting, ricerca partner con missioni virtuali e follow up nei mesi seguenti alle missioni virtuali.
I principali settori merceologici coinvolti nel progetto sono: arredo e design, chimica, cosmetica, edilizia, farmaceutico e medicale, meccanica e metallurgia, prodotti alimentari e sistema moda.
“Abbiamo la consapevolezza della necessità e dell’urgenza da parte delle imprese di recuperare nel più breve tempo possibile le quote di mercato e la competitività sui mercati internazionali persa negli ultimi mesi a causa dell’emergenza sanitaria” le parole di Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia. (aise)




InnovaTO: la nostra Camera di Commercio dell´Ontario presenta l´high-tech del Canada alle aziende italiane

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25innovatoLa Camera di Commercio Italiana dell’Ontario (ICCO) e l’Ufficio ICE di Toronto hanno organizzato due incontri online dedicati a Startup e PMI italiane interessate ad espandere la propria attività in Canada. “innovaTO” il titolo dato all’evento che offrirà una prospettiva dell’High Tech in Canada presentando le opportunità offerte dalle città di Toronto e Waterloo.
Gli incontri, che si svolgeranno domani 26 giugno, e il 3 luglio prossimo, alle 15:30 italiane, si propongono, dunque, come un’occasione per le aziende interessate alla commercializzazione di tecnologie, software, prodotti e servizi ITC innovativi e alla ricerca di partner o investitori in Canada.
Relatori dell’incontro di domani – introdotto da Corrado Paina della ICCO e Matteo Picariello di Ice – saranno
Tony Lamantia (President – CEO, Waterloo EDC) e Paul Salvini (CEO, Waterloo Accelerator Centre Inc.).
All’incontro del 3 luglio, invece, interverranno Yuri Navarro (Investor, Panache Ventures), Claudio Rojas (CEO, NACO | National Angel Capital Organization) e Kim Furlong (CEO, Canadian Venture Capital & Private Equity Association).
Per partecipare ai due incontri online (in lingua inglese) è necessario acquistare il biglietto su Eventbrite al costo di $37 (dollari canadesi). Tutte le informazioni sono disponibili qui. (aise) 




Frenare la pandemia è responsabilità di tutti

Captura 6

Captura 6Da quello che ci è dato leggere riguardo a come i vari settori del lavoro e dell’economia dovranno adeguare i propri protocolli di sicurezza e disimpegno nel lavoro, sembra chiaro ai più che questa nuova realtà che stiamo vivendo, modificherà in forma sostanziale la gestione del lavoro nelle imprese nelle aziende, nelle scuole e nella vita di tutti i giorni.

In America Latina il problema si aggrava, in quanto il lento appiattimento della curva dei contagi (in molti paesi non si è arrivati nemmeno al picco superiore dei contagi ), le misure governative, fortemente limitate dall´infrastruttura esistente e dalla scarsa disponibilità economica per far fronte a questo tipo di crisi (per tacere sui tristi casi di negazionismo, di cui siamo testimoni nelle notizie), hanno fatto sì che nella maggior parte dei casi, i vari settori commerciali e produttivi di questi paesi, dovranno riaprire operazioni in piena crisi pandemica.

É quindi chiaro, alla luce di quanto sopra, che saranno i vari settori imprenditoriali, che dovranno prendere in mano la situazione, per poter consentire ai propri impiegati, fornitori e clienti, un’interazione la più sicura possibile.

A questo proposito il 16 giugno scorso si è tenuto un webinar organizzato dalla Camera di Commercio e Industria Italiana in Guatemala (CAMCIG), La Camera di Cooperazione e Commercio Cina-Guatemala (con l´opportuno intervento del suo Direttore Commerciale, Ingegnere Julio Meneses Sanchinelli), e la Camera di Commercio Dominico-Italiana (con il gradito intervento del Consigliere Dott. Angelo Viro), il cui titolo era: “procedimenti e tecnologia per tornare a lavorare in forma sicura durante l’epoca del covid 19”.

Il webinar ha visto la partecipazione organizzativa di un consorzio di quattro aziende dedicate al settore della consulenza e della sicurezza e di due esperti italiani del settore, gli ingegneri Maria Teresa Ruiz ed Armando Cardani, che hanno proposto soluzioni alternative differenziate per settore di attività, per le aziende presenti nel webinar.

All’evento si sono iscritti più di 300 partecipanti, dato indicativo dell’interesse che questo delicato aspetto riveste, nelle aspettative degli operatori dei vari settori produttivi.

Come evidenziato durante il seminario e da quello che si evince dalle domande poste prima, durante e dopo l’attività, in questo momento più che mai crediamo che sia un dovere attenersi al concetto che frenare la pandemia è responsabilità di tutti.

Link al contenuto del webinar: https://web-bcds.tumblr.com/




Nuovi scenari del business in America Centrale

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22accaFavorire l’internazionalizzazione nei paesi dell’Area Acca (America Centrale e Caraibi) e portare a conoscenza le imprese italiane delle opportunità di export e degli incentivi agli investimenti: questo l’obiettivo del Nuovo Centro Estero Veneto che ha organizzato domani, 23 giugno, un incontro con i Segretari Generali delle Camere di Commercio Italiane in Repubblica Dominicana, Guatemala, Perù, Ecuador, Costa Rica, Colombia e Venezuela, che presenteranno i punti di forza dei propri paesi di appartenenza. Il webinar – promosso nell’ambito di “Country Talks” – dal titolo “Nuovi scenari del business nei Paesi dell’area ACCA” inizierà domani alle 16:30.
Interverranno Francesco Alfieri, Segretario Generale Camera di Commercio Dominico-Italiana; Gabriele Musto, Segretario Generale Camera di Commercio e Industria Italo-Guatemalteca; Flavio Greiner, Segretario Generale Camera di Commercio Italiana del Perù; Simona De Filippis, Segretario Generale Camera di Commercio Italiana dell’Ecuador; Cristina Guerrini, Segretario Generale Camera di Commercio Italiana in Costa Rica; Angelo Gobbo, Segretario Generale Camera di Commercio Italiana per la Colombia; Jean Pietro Cattabriga, Segretario Generale Camera di Commercio Venezuelano-Italiana.
“COUNTRY TALKS. Nuovi scenari del business” è una serie di webinar che hanno lo scopo di presentare le opportunità di business in diverse aree geo-economiche del mondo.
L’iniziativa è organizzata dal Nuovo Centro Estero Veneto, servizio associato per l’internazionalizzazione delle Camere di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti e di Venezia Rovigo e Promex, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Padova, in collaborazione con la Camera di Commercio di Verona e Made in Vicenza, nell’ambito del Progetto SEI Sostegno all’Export dell’Italia, attività di supporto per l’internazionalizzazione promossa da Unioncamere, con lo scopo di favorire la crescita delle imprese esportatrici. (aise) 




L’export ai tempi del Covirus. L’Abruzzo in 3 mesi perde 122 milioni

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export2Mai così male da dieci anni l’export abruzzese nei primi tre mesi dell’anno. Con una flessione imponente del settore più forte, l’automotive del Chietino, e della moda nel Teramano, e il solo segnale positivo che arriva dal comparto farmaceutico aquilano, che tiene a galla da solo tutti gli altri settori messi insieme. Dove si disimpegna abbastanza bene anche l’agro-alimentare.
In attesa di verificare l’impatto che le chiusure delle attività produttive per colpa del Covid-19 ha causato sulla bilancia delle esportazioni – dato però meglio verificabile nel trimestre aprile-giugno – l’indagine realizzata per la Cna Abruzzo da Aldo Ronci, su dati Istat, sottolinea con la matita blu già alcuni problemi importanti.
A cominciare dalla flessione del fatturato globale di chi esporta: “nel primo trimestre del 2019 le esportazioni abruzzesi ammontavano a 2.184 milioni di euro; un anno dopo siamo a quota2.062, con una flessione di 122 milioni”, spiega Ronci. “In percentuale, la caduta è stata del 5,6%, dato triplo di quello nazionale dove il calo è dell’1,9%. Si tratta insomma del peggior risultato degli ultimi dieci anni”.
Il punto negativo più evidente resta quello relativo alla produzione dei mezzi di trasporto.
La caduta del comparto più forte presente in Abruzzo (128 milioni in meno) può essere in parte spiegata con la chiusura dell’azienda di riferimento, la Sevel in Val di Sangro, dalla metà di marzo a metà maggio. Ma è anche vero che mentre in Abruzzo la flessione è stata dell’11,3%, a livello nazionale la caduta nello stesso comparto è stata di circa la metà: 6,2%. Perdita notevole, insomma, cui fa da contrappeso la performance – tra gli altri settori pure pesantemente penalizzati (-83 milioni) – del solo polo farmaceutico, quasi tutto localizzato nell’Aquilano: 148,3% in più, sei volte tanto quello nazionale (24,1%) e 89 milioni di incremento, frutto soprattutto dell’imponente sbarco sul mercato a stelle e strisce della Dompè.
La girandola dei milioni in più o in meno finisce così per incidere pesantemente anche sugli andamenti territoriali complessivi nelle quattro province: “molto bene L’Aquila, con 103 milioni in più; in linea di galleggiamento Pescara, con un milione in più; male il Teramano con 48 milioni in meno; a fondo il Chietino con un decremento di 178 milioni” sintetizza Ronci.
Resta da dire che, le sole attività – farmaceutico a parte – che hanno conseguito incrementi sono state le apparecchiature elettroniche (+11), gli apparecchi elettrici (+3) e i prodotti chimici (+2), l’agro-alimentare (+11). Male invece abbigliamento (-44, ma dei quali ben 36 persi nel territorio leader, il Teramano), macchine e apparecchi (-32), prodotti in metallo (-10) e articoli in gomma e plastica (-9).
In attesa dunque di fare più compiutamente i conti con le conseguenze provocate su un sistema produttivo già problematico di suo dalle prolungate chiusure provocate dalla pandemia, è tempo di fare già qualche valutazione.
Per il presidente regionale di Cna, Savino Saraceni, “per riuscire a dare una scossa e stimolare il sistema produttivo abruzzese, formato per il 96% da microimprese che impiegano il 55% degli occupati, bisogna mettere a loro disposizione servizi e risorse capaci di introdurre innovazione per migliorarne la competitività. È un problema nazionale, certo, ma anche della Regione. Non a caso un ampio schieramento di forze imprenditoriali e sindacali ha posto unitariamente all’attenzione della giunta Marsilio, fin dall’inizio dell’emergenza, diversi temi e priorità su cui muoversi. Quanto al sistema bancario, abbiamo apprezzato nelle ultime settimane una crescita significativa dei finanziamenti concessi alle imprese in base alle principali misure varate dal Governo Conte, ma poi occorrerà verificare l’effettiva erogazione”.




La American Chamber of Commerce in Italy si riunirá per la 105a volta giovedí prossimo

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19amchamÈ stata convocata giovedì prossimo, 25 giugno, alle 11.00 l’Assemblea Annuale dei Soci della American Chamber of Commerce in Italy (AmCham Italy), affiliata alla US Chamber of Commerce di Washington, la Confindustria statunitense cui aderiscono oltre tre milioni di imprese.
AmCham Italy – nata 105 anni fa – continua la sua azione per sviluppare e favorire le relazioni economiche e culturali tra gli Usa e l’Italia, promuovendo e tutelando gli interessi dei propri associati nell’ambito dell’attività di business tra i due Paesi.
L’Assemblea, organizzata quest’anno con il patrocinio della Missione Diplomatica degli Stati Uniti d’America in Italia, rappresenta per AmCham Italy uno degli appuntamenti più importanti dell’anno, in occasione del quale viene approvato il bilancio e vengono elette le nuove cariche sociali. L’appuntamento si svolgerà per la prima volta in via telematica: le restrizioni imposte dal coronavirus, infatti, non consentono ancora di riunire l’Assemblea secondo la tradizione ma la piattaforma web garantirà il regolare svolgimento dei lavori, garantendo la più ampia partecipazione per gli Associati.
All’ordine del giorno anche la nomina del nuovo Esecutivo, per il quale si candidano Luca Arnaboldi, Managing Partner di Carnelutti Law Firm, in qualità di Presidente; Fabio Benasso, Presidente e Amministratore Delegato di Accenture, in qualità di Vice Presidente Vicario; Antonio De Palmas, Presidente di Boeing Italia, in qualità di Vice Presidente; Stefano Lucchini, Chairman di Banca IMI Securities Corporation e Chief Institutional Affairs and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo, in qualità di Vice Presidente; Veronica Squinzi, Corporate CEO & Global Development Director di Mapei, in qualità di Vice Presidente; e Paolo Fiorelli, Presidente e Amministratore Delegato di Mail Boxes Etc. – MBE Worldwide, in qualità di Tesoriere;
Nel corso dell’Assemblea verrà inoltre rinnovato parte del Consiglio di Amministrazione, che vedrà l’ingresso di due nuovi componenti.
L’Assemblea di AmCham vedrà la partecipazione, in qualità di ospiti d’onore, dell’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Italia, Lewis M. Eisenberg e dell’Ambasciatore Italiano in USA, Armando Varricchio, entrambi Presidenti Onorari di AmCham Italy.
All’evento prenderanno parte le più alte cariche delle più note aziende americane e nazionali presenti in Italia, oltre a numerosi rappresentanti istituzionali e di realtà facenti parte del network AmCham.
Questa edizione vedrà la partecipazione in qualità di sponsor di Cisco Italia, multinazionale leader nei settori del networking e dell’IT, e di Mapei, azienda leader mondiale nella produzione di adesivi, sigillanti e prodotti chimici per l’edilizia. (aise)




Patto per l’Export. L’UCOI: “Pronti a fare la nostra parte”

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frecciaexportÈ pronta a fare la sua parte per il Patto per l’Export, varato ieri alla Farnesina dal Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, anche l’Unione dei Consoli Onorari in Italia (UCOI), con sede al Circolo degli Affari Esteri.
A comunicarlo è, in una nota, il suo vicepresidente, Mattia Carlin, che ha specificato come l’UCOI “favorirà il commercio estero tra paese ospitante e inviante”.
Il patto siglato ieri è volto alla ripartenza dell’economia italiana, travolta all’emergenza Covid-19, ed è un patto che, come ha spiegato Di Maio, “si regge su sei pilastri”, a partire dalla “comunicazione, perché la ripartenza non potrà prescindere dall’avvio di un grande re-branding nazionale”. Le linee di intervento saranno dunque: la formazione e l’informazione, l’e-commerce, il sistema fieristico, la promozione integrata e la finanza agevolata. (aise) 




Come rilanciare il commercio dopo l’emergenza

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8dimaiossSi è tenuta alla Farnesina la cerimonia di firma del “Patto per l’Export”, una “strategia innovativa” per il rilancio delle esportazioni italiane nella fase post emergenza, illustrato dal Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio, che ha firmato il Patto con i colleghi di Governo Teresa Bellanova (Politiche Agricole Alimentari e Forestali), Roberto Gualtieri (Economia), Paola De Micheli (Infrastrutture e Trasporti), Gaetano Manfredi (Università e Ricerca), Dario Franceschini (Beni e Attività Culturali e Turismo), e Paola Pisano (Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione).
Presenti alla cerimonia anche i Sottosegretari Gian Paolo Manzella (Sviluppo Economico) e Manlio Di Stefano (Affari Esteri), il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Stefano Bonaccini, nonché i principali enti preposti al sostegno all’internazionalizzazione del sistema produttivo (tra cui Agenzia ICE, Gruppo CDP, SACE, SIMEST, Invitalia e Commissario Generale per EXPO Dubai 2020), Confindustria e circa 20 associazioni rappresentative del sistema imprenditoriale.
“Abbiamo superato il periodo più buio di questa crisi: il Paese può ripartire, con cautela ma con coraggio”, ha affermato Di Maio. “Finalmente il Made in Italy, asset strategico per eccellenza dell’economia e dell’imprenditoria, può tornare a correre”, ha aggiunto, prima di sostenere che “la pandemia non ha compromesso la grande domanda di nel mondo. E noi le andremo incontro: è questo lo spirito del nostro Patto, una sfida enorme, ma anche un’opportunità. Abbiamo tenuto sempre aperto il dialogo con le imprese e le associazioni di categoria, cuore pulsante del nostro sistema produttivo, per ascoltare la voce e le esigenze del Paese”, ha assicurato il Ministro.
Il Patto, ha aggiunto Di Stefano, “serve anche a rimarcare una consapevolezza: siamo un grande Paese, un grande popolo, una grande industria: dobbiamo sempre ricordarci di queste nostre qualità”.
Al Ministro Franceschini, che anche in questa occasione ha sottolineato come “cultura e turismo siano centrali per il rilancio dell’Italia”, ha fatto eco Gualtieri che ha definito il Patto “un salto di qualità nelle strategie a sostegno dell’export del made in Italy sui mercati globali. Promozione integrata, innovazione, sostegno finanziario rafforzato possono rilanciare un volano decisivo per l’Italia”. “Sottoscrivo questo patto di impegno per l’export con molta convinzione”, ha detto il ministro Bellanova. “Fin dalle prime ore dello scoppio della pandemia ho ribadito come fosse necessario tutelare la nostra reputazione e tornare poi a promuovere la qualità, la sicurezza, l’affidabilità del made in Italy. Valori che nel settore agroalimentare sono la pratica quotidiana di migliaia e migliaia di imprese. La Pandemia”, ha rimarcato con forza, “ha cambiato le nostre vite ma sono convinta che i nostri fondamentali, la nostra attrattività, la capacità delle nostre imprese ci rendano capaci di fronteggiare il nuovo scenario”.
Ad illustrare i “sei pilastri” che compongono la strategia della Farnesina è stato il Direttore generale per il Sistema Paese del Maeci, Enzo Angeloni: “comunicazione, formazione e informazione, e-commerce, sistema fieristico, promozione integrata e finanza agevolata” i pilastri di una strategia sostenuta da “straordinarie risorse” mobilitate per sostenere le imprese. “Il Fondo 394 gestito da SIMEST – ha ricordato Angeloni – ha oggi una dotazione più che triplicata rispetto al 2019 e presenta numerose e rilevanti novità tra cui l’estensione ai Paesi UE e la possibilità di finanziare la partecipazione a fiere in Italia”.
SIMEST “si impegna entro 30-40 giorni dalla presentazione della domanda a erogare i finanziamenti e per aumentare il numero di imprese che beneficiano del Fondo 394 realizzerà su richiesta della Farnesina una campagna di comunicazione mirata proprio alle PMI”.
Presidente di Simest – che con Sace costituisce il polo per l’internazionalizzazione del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti – l’ambasciatore Pasquale Salzano ha confermato che “SIMEST aderisce con convinzione al Patto per l’Export per il quale siamo grati al Ministro Di Maio e al Sottosegretario Di Stefano. Oggi siamo in grado di supportare, in particolare le PMI, in tutte le fasi del percorso di #internazionalizzazione”.
“Analisi preventiva dei mercati esteri, conoscenza accurata delle modalità di accesso, valutazione informata dei contesti di riferimento, sono elementi imprescindibili soprattutto per le realtà artigiane ed industriali più piccole”, ha aggiunto Salzano. SIMEST, ha ribadito, “è pronta, in stretto raccordo con la Farnesina e la sua rete diplomatico-consolare estera, con il Gruppo Cdp e la Sace, con l’Ice e tutti gli altri attori del Sistema Italia, a fare la propria parte al servizio dell’Italia nel mondo”




Viaggi aerei e nostalgia di casa: “Il mondo non può permettersi di ritardare”

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2011166In quest’epoca di separazione sociale forzata, c’è un aspetto che ha colpito in particolar modo tutti noi emigranti, che non abbiamo potuto programmare come sempre le visite ai nostri cari ed al nostro Paese di origine.

I greci la chiamavano nostalgia dove “nóstos” è il ritorno ed “algia” è il dolore; ad indicare quel misto di tensione emotiva ed un po´ dolorosa che accompagna i nostri viaggi di visita In Italia e che, inevitabilmente, ci accompagna nel nostro viaggio di ritorno verso il Paese di residenza.

Più recentemente la cantante Adele in “Hometown Glory” ci ricorda com’è bello e struggente passeggiare per le strade della nostra città, respirandone i profumi, le essenze, riscoprendo con un po’ di malinconia e di felicità allo stesso tempo, quegli angoli che hanno fatto parte della nostra infanzia, della nostra gioventù e che speriamo facciano parte nuovamente della nostra vita adulta.

Il virus ci ha tolto questa possibilità, dal momento che il traffico aereo è caduto quasi del 99% negli ultimi mesi ed è legittimo chiedersi quando sarà possibile prenotare di nuovo l’agognato viaggio per andare a rivedere parenti, amici e luoghi cari che ci aspettano dall’altro lato del mare.

Una buona notizia sembra arrivare dall’agenzia internazionale per i trasporti, la IATA nella sua sigla inglese, che per mezzo di Alexandre de Juniac, IATA’s Director General and CEO, attraverso l’ufficio stampa, alcuni giorni fa ha proposto una serie di statistiche che sembrerebbero indicare una leggera ripresa del traffico aereo locale ed internazionale.

“Aprile è stato un disastro per l’aviazione (riporta De Junac), poiché i viaggi aerei si sono quasi completamente fermati. Ma aprile potrebbe anche rappresentare il nadir della crisi. I numeri dei voli sono in aumento. I Paesi stanno iniziando a revocare le restrizioni alla mobilità. E la fiducia delle imprese sta mostrando miglioramenti in mercati chiave come Cina, Germania e Stati Uniti. Questi sono segnali positivi, mentre iniziamo a ricostruire il settore. I germogli verdi iniziali impiegheranno del tempo – forse anni – a maturare.

I governi (continua De Junac) hanno dovuto intraprendere azioni drastiche per rallentare la pandemia. Ma questo è arrivato con il costo economico di una recessione globale traumatica. Le compagnie aeree saranno fondamentali per la ripresa economica. È fondamentale che l’industria aeronautica sia pronta con misure di biosicurezza di cui i passeggeri e gli addetti al trasporto aereo hanno fiducia. Ecco perché la rapida attuazione delle International Civil Aviation Organization (ICAO) global guidelines per il riavvio in sicurezza dell’aviazione sono la priorità”.

L’ICAO Council “Takeoff: Guidance for Air Travel through the COVID-19 Public Health Crisis”, è il quadro autorevole e completo di misure temporanee basate sul rischio per le operazioni di trasporto aereo durante la crisi COVID-19. Sono state sviluppate attraverso ampie consultazioni con i governi, World Health Organization, IATA, Airports Council International (ACI World), Civil Air Navigation Services Organization (CANSO), International Coordinating Council of Aerospace Industries Associations (ICCAIA).

“Supportiamo pienamente le sue raccomandazioni (dell’ICAO) e non vediamo l’ora di lavorare con i governi per un’implementazione ben coordinata. Il mondo non può permettersi di ritardare”, ha detto De Juniac.

Quindi, anche se non è ancora il caso di preparare le valigie per il prossimo fine settimana, secondo queste dichiarazioni possiamo essere fiduciosi che gli sforzi congiunti dei governi della IATA e dell’ICAO Council, aiuteranno senza dubbio a riportarci presto a visitare i nostri cari ed il nostro paese.

Questo senza scordare che, comunque sia, l’elemento chiave per una ripresa in sicurezza dell’economia, dei viaggi e più in generale della vita di tutti i giorni, dipenderà in buona misura dalla nostra intelligenza e dalla nostra capacità di capire che, se non rispettiamo le norme di prevenzione, protezione, distanziamento sociale ed igiene, saremo destinati a ripetere di nuovo questi periodi prolungati d’isolamento.