Tajani; firma di accordi per il sostegno al settore energetico dell’Ucraina

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3Nel quadro della sua partecipazione alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, ha firmato oggi alcuni accordi con cui il nostro Paese sosterrà il settore energetico ucraino.

Il Vicepremier ha dichiarato: “l’Italia è stata al fianco dell’Ucraina sin dall’inizio dell’aggressione russa e oggi confermiamo la nostra volontà di aiutare gli amici ucraini anche nel settore strategico delle infrastrutture energetiche. Un sostegno che porteremo anche con la Presidenza italiana del G7, che continuerà a tenere alta l’attenzione sull’Ucraina, e con la Conferenza sulla Ricostruzione dell’Ucraina che l’Italia ospiterà nel 2025.”

Gli accordi firmati oggi dal Ministro Tajani, dal Ministro degli Affari Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, e dalla Presidente della BERS, Odile Renaud-Basso, definiscono i termini di un prestito agevolato di 100 milioni di euro provenienti dalle risorse del Fondo Rotativo per la Cooperazione allo Sviluppo, gestito da Cassa Depositi e Prestiti (CDP). Con questi fondi, l’Italia fornirà un supporto a Ukrhydroenergo, la principale società idroelettrica ucraina. Il credito italiano sarà parte integrante di un programma del valore complessivo di 200 milioni di euro – gli altri 100 milioni di euro saranno forniti direttamente dalla BERS – a favore della società statale ucraina.

Tajani ha firmato inoltre con la Presidente della BERS Renaud-Basso un accordo quadro per possibili nuove iniziative in aree di comune interesse, inclusi paesi africani, dove la BERS espanderà la propria operatività. Esso potrà servire da modello per eventuali analoghi partenariati anche con altre istituzioni finanziarie internazionali, in linea con lo spirito del Piano Mattei.




Colombia, Enel inaugura il più grande Parco Solare del Paese

colombia enel inaugura il piu grande parco solare del paese

colombia enel inaugura il piu grande parco solare del paeseEnel Green Power ha dato vita ad un nuovo Parco Solare in Colombia, a La Loma, nel dipartimento di César. Si tratta del più grande impianto di produzione di energia solare nel Paese. Alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato anche l’Ambasciatore d’Italia in Colombia, Giancarlo Maria Curcio, insieme al Presidente della Repubblica Gustavo Petro Urrego; Javier Eduardo Campillo, Vice Ministro dell’Energia; Elvia Milena San Juan Dávila, governatrice di Cesar e Jesús Alberto Ortiz Hernández, Sindaco del Comune di El Paso.

Nel suo discorso, l’Ambasciatore Curcio ha sottolineato il significato della realizzazione da parte di una primaria impresa italiana privata, ma con partecipazione pubblica, di un impianto a favore dello sviluppo economico e sociale del Paese e in linea con il comune interesse verso il passaggio alle energie rinnovabili, con prodotti d’eccellenza tecnologica italiana nel quadro dei tradizionali e stretti rapporti di amicizia e vicinanza esistenti tra i due Paesi. Ha inoltre valorizzato, anche nell’ottica della ricorrenza dei 160 anni di rapporti diplomatici bilaterali che si celebrano quest’anno, le solide relazioni tra i due paesi grazie anche alla presenza nel tempo di connazionali, ed oggi anche di Aziende italiane come ENEL, coinvolti fortemente nello sviluppo del paese.

Il Presidente Petro ha ricordato l’importanza della transizione energetica con l’uso di rinnovabili come quella in corso di inaugurazione e come la decarbonizzazione del paese sia tra le sue priorità.




Energia e sostenibilità nel mirino della Camera di Commercio italo-brasiliana

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8cciriodejaneiroLa Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria punta la sua attenzione nel settore dell’energia e della sostenibilità per il nuovo anno. Per il 2024, infatti, la CCI ha annunciato in queste ore la creazione di un comitato tematico dedicato.
Questo comitato, che segue i progetti del 2023 (ha riunito cinque aziende italiane e una brasiliana nel padiglione dedicato alla Offshore Technology Conference (OTC) Brazil), è cruciale per l’importanza che ricopre l’energia pulita a livello globale nel mondo attuale.
Con la transizione verso nuove e più pulite fonti energetiche, il comitato cercherà di discutere e condividere conoscenze su pratiche sostenibili, efficienza energetica, riduzione delle emissioni e politiche regolatorie.
La recente partecipazione di successo all’OTC Rio 2023 ha inoltre consolidato la rilevanza di questo comitato, consentendo lo sviluppo di strategie comuni per la crescita sostenibile.
L’Italia, secondo paese più significativo per le fonti rinnovabili nell’Unione Europea, si distingue con il 19,4% del consumo interno proveniente da fonti rinnovabili. Questo impegno supera la media europea del 17,7%. Il Brasile, con il 47% della sua matrice energetica proveniente da fonti rinnovabili, si distingue a livello globale, essendo più di tre volte superiore alla media mondiale. Questi numeri favoriscono un terreno fertile per relazioni commerciali bilaterali e partnership sostenibili tra i due paesi.
La partecipazione delle aziende italiane all’OTC 2023 e la creazione del comitato tematico per il 2024 evidenziano l’impegno congiunto della Camera Italo-Brasiliana nel promuovere l’innovazione e la sostenibilità nel settore dell’energia, contribuendo allo sviluppo economico e ambientale di entrambe le nazioni. (aise) 




Enel vende il suo portafoglio di energia geotermica negli Stati Uniti per 255 milioni di euro

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1686215438349L’operazione è stata effettuata con Ormat Technologies e prevede la vendita dell’intero portafoglio di energia geotermica e di parte del portafoglio di energia solare con una capacità di 150 megawatt.

Il gruppo energetico italiano Enel ha annunciato lunedì 23 ottobre la vendita dell’intero portafoglio di energia geotermica negli Stati Uniti, oltre a diversi piccoli impianti solari, alla società Ormat Technologies per 255 milioni di euro (271 milioni di dollari).

L’accordo è stato firmato attraverso la sua controllata per le rinnovabili Enel Green Power Northamerica e prevede la vendita dell’intero portafoglio di energia geotermica e di parte del portafoglio di energia solare con una capacità di 150 megawatt, spiega in un comunicato il gruppo italiano.

“La vendita riguarda l’intero portafoglio geotermico di Enel negli Stati Uniti oltre a diversi piccoli impianti solari”, si legge nella nota.

L’operazione è in linea con le priorità strategiche di Enel e non modifica il profilo di Enel Green Power North America come “uno dei maggiori produttori di energia rinnovabile nella regione” grazie ai suoi impianti eolici e solari.




Intervista a Tajani : “ L’Unione europea deve scongiurare i rischi di una più forte crisi energetica e alimentare“

intervista antonio tajani alimentare

intervista antonio tajani alimentare1. Ministro Tajani, sta visitando la Croazia in occasione del Forum annuale di Dubrovnik la cui edizione 2023, “Navigating the global reshuffle”, è dedicata alle conseguenze globali dell’aggressione russa all’Ucraina.  Qual è la sua prospettiva e quale la posizione del Governo italiano sulle principali questioni emerse a seguito dell’invasione dell’Ucraina, dalle sanzioni verso la Russia ed i loro effetti sull’economia europea; le prospettive di pace; e l’assistenza ai rifugiati? Come può il Forum di Dubrovnik aiutare ad individuare soluzioni per tali questioni globali e regionali?

Il Dubrovnik Forum è un appuntamento molto importante tra i principali eventi dedicati alla politica internazionale. Il tema oggetto dell’edizione di quest’anno, l’impatto del conflitto in Ucraina sull’Europa e sull’ordine internazionale, rappresenta una delle priorità dell’agenda del governo italiano. Il conflitto in Ucraina continua ad avere conseguenze drammatiche per la nazione e per il popolo ucraino, e un impatto significativo a livello europeo e globale, soprattutto in termini di sicurezza energetica e alimentare. Per questo motivo è necessario continuare a dispiegare una risposta forte e coesa a livello UE e internazionale, volta a garantire piena assistenza all’Ucraina nella sua battaglia per salvaguardare la propria indipendenza, e per affrontare efficacemente le ripercussioni della guerra sui mercati europei e mondiali e scongiurare i rischi di una più forte crisi energetica e alimentare.

L’Italia è in prima linea sotto entrambi i punti. Siamo sin dall’inizio al fianco dell’Ucraina, fornendo importanti aiuti umanitari, militari e finanziari, promuovendo un’azione compatta in sede UE e NATO a sostegno di Kiev e contribuendo alla prosecuzione degli sforzi diplomatici volti a individuare una pace giusta, che salvaguardi la piena sovranità ed integrità dell’Ucraina. Abbiamo sostenuto l’adozione di tutti i pacchetti sanzionatori nei confronti della Federazione Russa, con un approccio basato sulla necessità di adottare misure che siano realmente efficaci nel contrastare ed indebolire le capacità di Mosca di proseguire l’aggressione e che vengano applicate in maniera effettiva. Parallelamente, grazie alla diversificazione degli approvvigionamenti ed al potenziamento delle infrastrutture esistenti, abbiamo rafforzato la nostra sicurezza energetica – e di conseguenza quella Europea – con l’obiettivo di renderci autonomi dalle forniture russe entro il 2024 e nell’ottica di fare dell’Italia un “hub” dell’energia. Il tutto nel rispetto degli obiettivi di decarbonizzazione e transizione energetica ed ecologica che ci siamo posti sia in ambito UE, sia nel quadro dell’UNFCCC. Siamo inoltre protagonisti nelle discussioni a livello internazionale su temi come la sicurezza alimentare, dove abbiamo avviato lo scorso anno l’iniziativa del Dialogo Ministeriale Mediterraneo sulla crisi alimentare, e ospiteremo i prossimi 24-26 luglio presso la sede della FAO a Roma lo UN Food System Summit +2.

 

2. L’Italia ha sempre sostenuto l’allargamento verso i Balcani occidentali.  Cosa può offrire oggi l’Unione europea alla Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, e Macedonia del Nord? E quale il loro possibile contributo all’Europa? Quali le principali sfide per l’allargamento in questo periodo di grande incertezza?

Il rilancio del progetto europeo passa necessariamente dall’allargamento ai Paesi dei Balcani occidentali. E’ esattamente quanto avvenne nel secondo dopoguerra, quando la nascita della Comunità Europea inaugurò una nuova era di pace, di collaborazione e di sviluppo tra Paesi per molti secoli in guerra tra loro. Per l’Italia lo sviluppo socio-economico, la stabilizzazione e l’integrazione europea della regione balcanica sono un interesse vitale, indispensabile per scongiurare instabilità e spazi vuoti che possono minare la sicurezza collettiva europea, tanto più in un momento quale quello attuale, in cui essa è già minacciata dall’aggressione russa all’Ucraina. Per i Paesi della regione la prospettiva europea è la via maestra per un futuro di sviluppo, di crescita e di pace. L’Europa è anche casa loro, una casa cui si sentono indissolubilmente legati da ragioni storiche, culturali ed economiche. Da questi Paesi proviene una forte domanda di Europa, che sia presente nella loro vita quotidiana, e che sappia dare certezze sul processo di adesione e sulla sua conclusione. L’Italia si vuole fare portavoce di queste legittime aspettative, ed è pertanto attivamente impegnata nel rilancio del processo di allargamento UE, come testimoniato dalla Conferenza di Trieste sui Balcani Occidentali dello scorso 24 gennaio e dalla riunione Ministeriale con i 6 Paesi dei Balcani occidentali che ho voluto organizzare a Roma lo scorso 3 aprile.

 

3. Nel 2022 l’Italia ha riacquisito la posizione di principale partner commerciale della Croazia. Quali le sue valutazioni sulle relazioni bilaterali e quali i principali temi d’interesse comune che necessitano di maggiore attenzione a livello europeo?

I nostri due Paesi sono legati da un forte rapporto di amicizia. L’Italia è stata a fianco della Croazia durante gli anni Novanta, e da allora è stata uno dei principali sponsor del suo ingresso nell’Unione europea nel 2013, e, più recentemente, nel gruppo dei Paesi mediterranei dell’UE, il MED9, nella zona Euro e nello spazio Schengen.

Condividiamo con Zagabria le stesse priorità strategiche a livello europeo e regionale, dal sostegno all’Ucraina alla necessità di completare il processo di integrazione europea dei Paesi dei Balcani Occidentali. Negli ultimi anni le relazioni politiche si sono ulteriormente intensificate e il Comitato bilaterale dei Ministri, principale strumento di coordinamento tra i nostri due governi, con il prossimo appuntamento che quest’anno si terrà in Croazia. Sono stato a Zagabria lo scorso marzo per consultazioni con il Premier Plenkovic e con il Ministro Grlic Radman, che accoglierò ad Ancona lunedì prossimo per la quarta riunione dei Ministri degli esteri di Italia, Croazia e Slovenia sulla cooperazione nell’Alto Adriatico.

Siamo inoltre impegnati nel rafforzamento della cooperazione economico-commerciale bilaterale. Dopo gli ottimi risultati del 2022 relativi al nostro interscambio, che ha raggiunto la cifra record di 8,3 miliardi di euro. Siamo il primo fornitore e il primo cliente della Croazia. La prossimità geografica e la consolidata presenza di importanti aziende italiane offrono solide basi per l’ulteriore sviluppo della cooperazione economica tra i due Paesi. A tal riguardo, si schiudono opportunità nei settori strategici delle infrastrutture e delle energie rinnovabili e nella collaborazione fra piccole e medie imprese. Il nuovo strumento del “Business Forum” bilaterale, inaugurato lo scorso anno in occasione del Comitato dei Ministri svoltosi a Roma, sarà uno strumento prezioso a questo scopo.

 

4. La comunità italiana in Croazia e quella croata in Italia hanno dei fortissimi legami storici. Qual è la Sua visione sulla minoranza italiana in Croazia? Come si possono rafforzare le relazioni tra le due popolazioni?

Sono convinto che le minoranze siano una fonte di ricchezza per i rapporti bilaterali, e il Governo italiano è attivamente impegnato nell’ascolto delle istanze della nostra minoranza in Croazia come in Slovenia.

Siamo in generale soddisfatti dello status della minoranza nazionale italiana in Croazia e del livello di tutela e rispetto che il governo croato accorda alla nostra Comunità nazionale, testimonianza del valore che le è riconosciuto, ma anche all’amicizia con il nostro Paese. Le nostre rispettive minoranze autoctone sono molto attive e dinamiche, pienamente integrate nei rispettivi tessuti locali, il che costituisce un valore aggiunto in termini di rapporti di collaborazione. Naturalmente ci sono sempre spazi di miglioramento, come ad esempio il pieno compimento del bilinguismo in Istria e la sua estensione a tutto il territorio di insediamento storico, come previsto dal Trattato italo-croato sui diritti delle minoranze del 1996. Sono convinto che i nostri rapporti di profonda amicizia e mutuo rispetto costituiscano la miglior garanzia che continueremo a tutelare le nostre reciproche minoranze e ad essere attenti alle loro istanze.




L’Eni inizia le perforazioni del pozzo petrolifero di Tlazontli nel Golfo del Messico

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eniperforainmessicovert 2Dopo l’annuncio di qualche settimana fa della scoperta di un nuovo giacimento che potrebbe contenere riserve fino a 200 milioni di barili di petrolio, la società italiana Eni perforerà il pozzo esplorativo Tlazontli-1EXP, situato in acque profonde del Golfo del Messico, per verificare la possibilità di accedere a 248 milioni di barili di greggio equivalente (mmboe).

La Commissione nazionale per gli idrocarburi (CNH), l’ente dello Stato messicano che regola le attività di esplorazione ed estrazione di risorse energetiche, ha autorizzato la società a svolgere questa ricerca nell’area contrattuale CNH-R02-L04-AP-CS-G05/2018, situata al largo della costa degli Stati di Veracruz e Tabasco.

«L’obiettivo principale della perforazione del pozzo Tlazontli-1EXP è verificare l’esistenza di elementi del sistema petrolifero e possibili accumuli di idrocarburi nelle rocce del Miocene inferiore e dell’Oligocene», ha spiegato la Commissione.

Secondo le informazioni fornite da Eni all’organismo di regolamentazione presieduto da Agustín Díaz Lastra, le risorse prospettiche a cui si chiede l’accesso sono 42 mmboe in rocce del Miocene inferiore e 206 mmboe in rocce dell’Oligocene, in entrambi i casi caratterizzate da olio leggero. Le probabilità di successo, ha aggiunto l’operatore, sono rispettivamente del 22 e del 33%.

Il programma di lavoro nel pozzo Tlazontli-1EXP durerà 50 giorni, di cui 40 di perforazione, a partire dal 28 maggio, e dieci di attività di completamento, che termineranno il 16 luglio.

Per quanto riguarda l’investimento, Eni ha stimato 44,9 milioni di dollari per i programmi di perforazione e 9,1 milioni di dollari per la fase di completamento. Finora l’azienda italiana ha effettuato investimenti per quasi 520 milioni di dollari nei 6 blocchi aggiudicatisi durante i round petroliferi.

dapuntodincontro.mx




La luce in aprile in Italia: meno 55%

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imagesCon il forte calo delle quotazioni all’ingrosso dei prodotti energetici, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per la famiglia tipo in tutela nel secondo trimestre del 2023 si riduce del 55,3%.

Lo rende noto l’Arera, precisando che gli oneri generali di sistema vengono riattivati per tutti i clienti elettrici, comprese le utenze domestiche.

Dal 1 aprile 2023, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il cliente tipo sarà di 23,75 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse.

Attuando quanto previsto dal governo nel decreto approvato lo scorso 28 marzo, l’Arera è intervenuta confermando i bonus sociali elettricità e gas per le famiglie con livello Isee fino a 15.000 euro. Per le famiglie numerose, con almeno 4 figli a carico, il livello Isee sale da 20mila a 30mila euro. Arera ricorda che i bonus sociali energia a sostegno delle famiglie “vengono erogati direttamente in bolletta a tutte le famiglie aventi diritto” e che l’Isee “ha una validità coincidente con l’anno solare ed è quindi importante ripresentare la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per ottenere la certificazione per il 2023”. Attuando quanto previsto dal governo nel decreto approvato lo scorso 28 marzo, l’Arera ha azzerato gli oneri generali di sistema anche per il prossimo trimestre per la generalità dei clienti gas mentre vengono riattivati per tutti i clienti elettrici, comprese le utenze domestiche. Assieme al potenziamento dei bonus sociali sono interventi che si affiancano alla conferma della riduzione Iva sulla gestione calore, sul teleriscaldamento e sul gas al 5%. Sempre per il gas, spiega l’Arera, viene “gradualmente ridimensionata e poi azzerata nel corso del secondo trimestre 2023 la componente tariffaria negativa Ug2, introdotta da aprile dello scorso anno dall’Autorità e applicata ai consumi fino a 5.000 smc (metri cubi standard) l’anno. Una misura speciale che ha permesso di contrastare per famiglie e piccoli utenti il picco dei prezzi gas”.

Per la bolletta elettrica la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1 luglio 2022 e il 30 giugno 2023) sarà di circa 1.267 euro, +33,7% rispetto all’anno precedente. Lo indica l’Arera spiegando che la crescita dei prezzi all’ingrosso nell’ultimo anno e il loro mantenersi comunque su livelli elevati (pur se in riduzione) si riflette ancora sulla spesa complessiva per la bolletta elettrica. La famiglia tipo ha consumi medi di energia elettrica di 2.700 kWh all’anno e una potenza impegnata di 3 kW, precisa l’Autorità.

Assoutenti, ‘sulla luce risparmio da 793 euro annui a famiglia’- Bene per Assoutenti “il fortissimo calo delle tariffe dell’elettricità deciso da Arera, che determinerà rispetto ai prezzi attuali un risparmio record su base annua pari a 793 euro a famiglia. La bolletta media della luce sul mercato tutelato, considerata una famiglia tipo che consuma 2.700 kwh di energia all’anno, scende così dagli attuali 1.434 euro annui a quota 641 euro, avvicinandosi ai livelli pre-crisi, ma occorre considerare il ritorno degli oneri di sistema che, stando ai dati diffusi oggi da Arera, peseranno allo stato attuale per circa 82 euro a bolletta”.

Tuttavia, analizza Assoutenti, “le nuove tariffe che scatteranno ad aprile risultano ancora più elevate del 14% rispetto a quelle in vigore nel secondo trimestre 2021, e comportando per le famiglie del mercato tutelato una maggiore spesa pari a 79 euro annui rispetto allo stesso periodo di due anni fa”.

“Ci aspettiamo ora nuovi interventi dal Governo in tema di bollette, a partire da una riforma degli oneri di sistema, voce che pesa per il 22% sulle bollette elettriche degli italiani e ingloba balzelli che nulla hanno a che vedere con i consumi energetici, un vero e proprio bancomat per prelevare soldi agli italiani – afferma il presidente Furio Truzzi – Invitiamo inoltre il Governo a prestare la massima attenzione agli extra-profitti delle società energetiche, perché se con i nuovi bilanci delle aziende saranno confermati guadagni astronomici, sarà indispensabile intervenire, in particolare sulle aziende controllate dallo Stato, al fine di reperire risorse e ‘restituire’ i soldi ‘guadagnati’ con gli extraprofitti alle famiglie per metterle al riparo da possibili impennate dei prezzi di luce e gas nel periodo invernale”, conclude Truzzi.

ansa.it




Ora legale dal 26 marzo. Sarà permanente?

torna ora legale, risparmio 190 milioni euro in 7 mesi

torna ora legale, risparmio 190 milioni euro in 7 mesi
Un orologio con l’indicazione delle lancette spostate in una foto d’archivio. ANSA

Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 marzo tornerà l’ora legale, con le lancette degli orologi che alle 2 andranno spostate un’ora in avanti.

Lo ricorda la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) promotrice assieme a Consumerismo No Profit di una petizione online per mantenere l’ora legale tutto l’anno.

In base alle stime di Sima solo nel 2023 l’adozione dell’ora legale permanente tutto l’anno produrrebbe nel nostro Paese, sulla base delle attuali tariffe elettriche, risparmi diretti in bolletta per 382 milioni di euro, grazie a minori consumi di energia per circa 720 milioni di kwh.

Risparmio che salirebbe qualora nel corso dell’anno le tariffe elettriche dovessero subire incrementi. “A tutto ciò – si spiega – si aggiungerebbe un massiccio taglio alle emissioni climalteranti pari a 200.000 tonnellate di CO2 in meno, equivalenti a quella assorbita piantando dai 2 ai 6 milioni di nuovi alberi, con benefici per la salute umana e planetaria”.

“L’abbandono del doppio cambio orario annuale farebbe inoltre cessare anche i piccoli disturbi di alterazione del ritmo circadiano che oggi sperimentiamo nel passaggio da ora solare a ora legale e viceversa, con effetti benefici sulla salute dei cittadini” – aggiunge il presidente Sima, Alessandro Miani. Per tali motivi Sima chiede oggi al Governo Meloni di impegnarsi per arrivare in Italia all’abbandono definitivo dell’ora solare adottando l’orario legale tutto l’anno. Una possibilità prevista dall’Unione Europea che già nel 2019 ha approvato una Direttiva che lascia ampia discrezionalità agli Stati Membri, auspicando un coordinamento tra le varie nazioni per evitare ripercussioni sugli scambi commerciali e i movimenti transfrontalieri.

“L’irrompere sulla scena internazionale della grave crisi energetica che stiamo vivendo in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina dal febbraio 2022 e le necessità di utilizzare al meglio le risorse oggi disponibili ci invita ad una nuova riflessione – afferma il presidente Sima, Alessandro Miani – Ai cittadini vengono richiesti da oltre un anno sforzi per evitare gli sprechi e ridurre i consumi energetici, ma anche lo Stato deve impegnarsi sfruttando le possibilità offerte dall’Ue allo scopo di eliminare disagi alla popolazione, adottando quegli strumenti, come l’ora legale permanente, che produrrebbero molteplici vantaggi per tutti: famiglie, imprese, ambiente e salute collettiva”.

Codacons, favorevoli a renderla permanente – Il Codacons promuove a pieni volti la proposta della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) di adottare l’ora legale permanente come forma di contrasto al caro-energia. “Da circa 20 anni chiediamo di eliminare il passaggio da ora legale a ora solare, e in base ai nostri sondaggi l’80% dei cittadini italiani si dice contrario al cambio delle lancette dell’orologio da eseguire due volte l’anno – spiega il presidente Carlo Rienzi – I costi relativi al passaggio all’ora legale a quella solare e viceversa sono decisamente superiori ai benefici: lo sfasamento di un’ora determina conseguenze sia a livello di umore, sia a livello fisico per circa il 15% dei cittadini, e produce disturbi del sonno in un bambino su due”. “Il passaggio ora legale/ora solare, dunque, determina costi sociali e perdite produttive decisamente superiori ai benefici determinati dal cambio orario, e in questo momento di grave crisi energetica adottare l’ora legale tutto l’anno consentirebbe notevoli risparmi sui consumi”, conclude il presidente Codacons.

Assoutenti, governo la renda permanente con decreto – Assoutenti si schiera a favore della proposta lanciata da Sima di adottare l’ora legale permanente in Italia. “Siamo pienamente favorevoli al mantenimento dell’ora legale tutto l’anno, perché comporterebbe evidenti risparmi di energia in un momento in cui si chiede ai cittadini di ridurre i consumi energetici per far fronte alla crisi – spiega il presidente Furio Truzzi – Al tempo stesso però chiediamo al Governo di prorogare gli sconti su Iva e oneri di sistema su luce e gas che scadranno il prossimo 31 marzo”. “In tale direzione chiediamo alla premier Meloni un decreto urgente che introduca in Italia l’ora legale permanente come fatto da altri stati e proroghi il taglio di Iva e oneri di sistema in bolletta – prosegue Truzzi – Ricordiamo infatti al Governo che se gli sconti non saranno prorogati le bollette del gas sono destinate a salire di 703 euro annui a famiglia a partire da aprile, portando la bolletta media a quota 1.913 euro con aumento del +58%, mentre per la luce si spenderebbero 386,37 euro in più a famiglia, con la bolletta media a 1.820 euro (considerando le tariffe oggi in vigore) e un incremento di spesa del +27%”.

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Gruppi italiani interessati all’accordo per il gas tra Argentina e Brasile

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downloadL’annuncio da parte dell’Argentina della firma di un accordo di integrazione energetica con il Brasile, per iniziare a fornire gas dal bacino patagonico di Vaca Muerta (seconda riserva mondiale di gas non convenzionale) alla regione del Rio Grande do Sul, uno dei principali poli industriali del colosso dell’oro verde, avrà un impatto diretto sull’intera filiera produttiva che si concentra nel bacino, dove sono già presenti diverse aziende italiane.
Tra le aziende che insistono su Vaca Muerta c’è la holding italo-argentina Techint, che, tramite il ramo Tenaris, ha ottenuto la concessione per la fornitura delle tubazioni del primo tratto del gasdotto di 500 km (da Vaca Muerta alla regione argentina di Santa Fe).
Aspira anche ad aggiudicarsi la concessione per la seconda tratta che porterà il gas alle porte dell’Amazzonia.
Attraverso la controllata Tecpetrol, Techint è anche uno dei principali operatori nel settore minerario. Proprio sul fronte del gas, lo scorso inverno Tecpetrol ha estratto 20 milioni di metri cubi al giorno dall’area di concessione denominata ‘Fortín de Piedra’ e intende raggiungere i 23 milioni di metri cubi al giorno il prossimo inverno.
Allo stesso modo, Pan American Energy è presente come uno dei principali produttori nel bacino della Patagonia, la holding di Alejandro Bulgheroni che, attraverso un accordo con la Camera di Commercio Italiana in Argentina, promuove la sinergia tra PMI italiane e locali nel settore minerario.

 




Il sottosegretario Silli negli EAU: l’Assemblea IRENA e gli incontri istituzionali

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16sillieauNella giornata di sabato, 14 gennaio, il sottosegretario agli Affari Esteri Giorgio Silli, in missione negli Emirati Arabi Uniti, ha avuto una “proficua riunione” con il sottosegretario per l’Energia e le Infrastrutture del Paese arabo, Sharif Al Olama.
“Negli ultimi anni sono sempre più numerosi i contesti e le occasioni di cooperazione politica, economica, scientifica e tecnologica tra i nostri Paesi”, ha osservato Silli, ricordando che “in campo securitario collaboriamo con gli EAU per la stabilità regionale e cooperiamo nei programmi spaziali”. Inoltre, ha proseguito, “oggi è forte l’interesse negli Emirati Arabi Uniti per le conoscenze, le tecnologie, l’esperienza e le competenze maturate in Italia nel campo dell’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili e dell’economia circolare”.
“Continueremo a lavorare per rafforzare ulteriormente i rapporti tra Italia e Emirati Arabi Uniti e favorire la collaborazione tra le nostre istituzioni, le nostre imprese, le nostre università e i nostri centri di ricerca”, ha infine assicurato il sottosegretario Silli, che ad Abu Dhabi ha rappresentato il nostro Paese alla 13esima Assemblea di IRENA, l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili, su decisione dei ministri degli Affari Esteri Tajani e dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Pichetto Fratin.
“IRENA, di cui l’Italia è uno dei Paesi fondatori, è un’organizzazione intergovernativa e la più importante piattaforma per la cooperazione internazionale nel campo delle fonti rinnovabili”, ha ricordato Silli. “Dà supporto agli Stati nel processo di transizione verso la sostenibilità energetica e conta 168 membri, tra cui l’Unione europea, oltre 200 osservatori fra imprese, ONG, enti statali e parastatali e 16 Paesi in via di adesione”. Tra questi il sottosegretario ha potuto scambiare “interessanti opinioni sulla situazione energetica mondiale”, tra gli altri, con il direttore generale di IRENA, l’italiano Francesco La Camera, la direttrice generale per l’Energia della Commissione Europea, Juul Joergensen, e la rappresentante permanente presso l’IRENA degli EAU, Nwal Al Hosani.
La riunione è stata “un’occasione formidabile per condividere politiche, strategie, conoscenze e buone prassi”, ha commentato Silli. “Più del 35% di tutta l’energia elettrica prodotta in Italia proviene da fonti rinnovabili e vogliamo promuovere il ricorso non solo a quelle più note, come eolico, solare, geotermico e idroelettrico, ma anche a quelle meno conosciute come l’energia prodotta dalle correnti marine”.
“La crisi energetica senza precedenti che stiamo attraversando, innescata a livello globale dalla spietata aggressione russa contro l’Ucraina, ha dato impulso nell’ultimo anno a notevoli miglioramenti nell’utilizzo dell’energia e a una forte accelerazione nella transizione energetica in particolare in Europa”, ha proseguito il sottosegretario. “Gli investimenti in efficienza energetica e nella produzione di energia da fonti rinnovabili creano sviluppo, occupazione e svolgono un ruolo cruciale nella transizione ecologica, ma soprattutto nel percorso verso la sicurezza e l’autonomia strategica in campo energetico. Ne siamo convinti e continueremo a impegnarci in questa direzione nel nostro Paese e a livello internazionale con IRENA e in tutte le organizzazioni e fora internazionali”, ha concluso. (aise)