ENI scopre gas nel mare al largo dell’Egitto

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downloadEni annuncia una nuova importante scoperta di gas nel pozzo esplorativo Nargis-1, nella concessione “Nargis Offshore Area”, nel Mar Mediterraneo orientale, al largo dell’Egitto.

Il pozzo Nargis-1, perforato in 309 m d’acqua dalla nave di perforazione Stena Forth, spiega una nota, ha incontrato circa 61 m di arenarie del Miocene e dell’Oligocene contenenti gas. La scoperta potrà essere sviluppata sfruttando la vicinanza alle infrastrutture Eni esistenti.

Nargis-1, prosegue il comunicato, conferma l’efficacia della strategia di Eni con focus sull’offshore egiziano, che la società svilupperà ulteriormente grazie alla recente aggiudicazione dei blocchi esplorativi North Rafah, North El Fayrouz, North East El Arish, Tiba e Bellatrix-Seti East.

La concessione “Nargis Offshore Area” ha un’estensione di circa 445.000 acri (1.800 chilometri quadrati). Chevron Holdings C Pte. Ltd. è l’operatore con una quota del 45%, mentre Ieoc Production Bv, consociata interamente controllata da Eni, detiene una quota del 45% e Tharwa Petroleum Company Sae detiene una quota del 10%.

Eni è presente in Egitto dal 1954, dove opera attraverso la controllata Ieoc. La società è attualmente il principale produttore del Paese con una produzione di idrocarburi di circa 350.000 barili di olio equivalente al giorno. In linea con la strategia net-zero entro il 2050, Eni è impegnata in una serie di iniziative volte a decarbonizzare il settore energetico egiziano, tra cui lo sviluppo di impianti Ccs, impianti di energia rinnovabile, agri-feedstock per la bioraffinazione e altri.

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Europa preoccupata per i danni ai gasdotti Nord Stream 1 e 2

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nordstream“Profonda preoccupazione” per i danni ai gasdotti Nord Stream 1 e 2 che “hanno provocato perdite nelle acque internazionali del Mar Baltico”. A esprimerla oggi è Josep Borrell, alto rappresentante dell’Ue per la politica estera.
“Le preoccupazioni per la sicurezza e l’ambiente hanno la massima priorità”, aggiunge Borrell, ma “questi incidenti non sono una coincidenza e riguardano tutti noi”.
“Tutte le informazioni disponibili indicano che tali perdite sono il risultato di un atto deliberato”, accusa Borrell. “Sosterremo qualsiasi indagine volta a ottenere piena chiarezza su cosa è successo e perché, e adotteremo ulteriori misure per aumentare la nostra resilienza nella sicurezza energetica”.
“Qualsiasi interruzione deliberata delle infrastrutture energetiche europee – conclude – è assolutamente inaccettabile”, la risposta dell’Europa sarà “solida e unita”. (aise) 




Luce + 60%, gas + 70%

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183108904 7c120f4e 8345 4583 9b1b 7d6d6c0a9120A partire dal prossimo primo ottobre le bollette dell’elettricità, sul mercato tutelato, aumenteranno del 60%. È quanto stima Nomisma Energia in previsione dell’aggiornamento delle tariffe di Arera di giovedì prossimo. “Senza interventi del governo – spiega il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli – l’incremento della bollette della luce sarebbe addirittura del 100%”.

Il prezzo dell’elettricità toccherà un nuovo massimo di 66,6 centesimi per Kwh. Per quanto riguarda il gas, alla luce del nuovo metodo di calcolo, l’aggiornamento ci sarà a inizio novembre. In ogni caso, Nomisma stima un rialzo del gas del 70%.  “Il prezzo del Psv è un po’ più basso, circa il 10% in meno rispetto al Ttf, questo se non altro aiuta un po’”, conclude Tabarelli.

“Se, e solo se, la stima di Nomisma fosse esatta, allora una famiglia tipo avrebbe un rincaro della bolletta della luce pari a 677 euro su base annua”. Lo afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la stima di Nomisma energia.

Per il gas grazie alle modifiche di Arera e all’abbandono del TTf, osserva l’associazione, il rialzo sarebbe di un 50% in meno rispetto ai valori che si sarebbero verificati nel caso si fosse fatto l’aggiornamento con le quotazioni di fine agosto.

“Il successo della nostra associazione, l’aver ottenuto bollette mensili e non solo bimestrali, consentirà alla famiglie di poter far meglio fronte a bollette da infarto, visto che saranno spalmate in due mesi invece di uno. Un fatto tanto semplice ed elementare quanto incontrovertibile. Inoltre con un mese di anticipo – conclude Vignola – potranno capire quanto costa il gas e potranno quindi intervenire prima per porvi rimedio, ad esempio riducendo i consumi. Speriamo, infine, che il nuovo Parlamento rinvii la scadenza del mercato tutelato del gas”.

agi.it




Gentiloni: “Possibile uno degli inverni più difficili da generazioni”

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download“Potremmo dirigerci verso uno degli inverni più difficili da generazioni. Diverse spie lampeggiano in rosso: i prezzi dell’energia hanno infranto nuovi record, l’inflazione ha continuato a salire e il sentimento economico si sta deteriorando. E la guerra russa continua”. Le parole sono del commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, nel suo intervento agli Incontri di Bruegel.

“I dati statistici indicano un peggioramento delle prospettive economiche: il nostro indicatore del sentiment economico e altri indicatori, come il Pmi, stanno andando nella direzione sbagliata; le condizioni di finanziamento si stanno restringendo, sia in Europa che nel mondo; l’euro è scivolato sotto la parità con il dollaro per la prima volta in venti anni e gli sviluppi negli Stati Uniti e in Cina significano che la domanda esterna rimarra’ debole”, ha spiegato.

“Eppure, non è tutto sventura e oscurità. Nella prima metà dell’anno, l’economia europea ha ottenuto risultati migliori di quanto molti – noi compresi – si aspettassero: il Pil dell’Ue è cresciuto dello 0,8% nel primo trimestre e di un altro 0,7% nel secondo. Ciò significa che il Pil dell’Ue è ora superiore di oltre il 2% rispetto ai livelli pre-pandemia”, ha evidenziato Gentiloni

“Dato il livello d’incertezza, estendere l’applicazione della Clausola di salvaguardia generale era la cosa giusta da fare. Ha concesso agli Stati membri il margine fiscale per adottare misure per attutire l’impatto del rapido aumento dei prezzi dell’energia e affrontare l’improvviso afflusso di milioni di rifugiati in fuga dall’Ucraina”, ha poi aggiunto.

“Ma ora dobbiamo assicurarci che la politica fiscale non aumenti le pressioni inflazionistiche. Gli obiettivi della politica fiscale in questa fase dovrebbero essere triplici: in primo luogo, proteggere i più vulnerabili dall’impatto dei prezzi elevati dell’energia. Le misure dovrebbero essere temporanee e compatibili con la transizione verde. E meglio mirati: tre quarti delle misure finora adottate non sono mirate; in secondo luogo, fornire assistenza umanitaria a coloro che fuggono dall’Ucraina; terzo, ampliare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica”

“L’incertezza rimane eccezionalmente elevata e il rischio di una recessione è in aumento. Le prospettive dipendono in modo cruciale dall’andamento dei mercati energetici: peggiorerebbe notevolmente rispetto alla nostra linea di base se dovessimo vedere un taglio completo del gas russo“.

Gentiloni ha poi sottolineato come, riguardo al Patto di stabilità e crescita,  “semplificazione, maggiore titolarità nazionale e migliore applicazione” debbano essere “le caratteristiche distintive di un quadro migliore, con l’obiettivo generale di sostenere la sostenibilità del debito e la crescita sostenibile”.

“Un modo per farlo – ha spiegato – potrebbe essere quello di orientarsi verso piani macro-fiscali a medio termine che stabiliscano percorsi di spesa netta su più anni e siano coerenti con la convergenza del debito a livelli prudenti”.

“Avere un indicatore di spesa potrebbe contribuire notevolmente alla semplificazione del sistema, pur mantenendo l’attenzione sui rischi fiscali. I piani macrofinanziari a medio termine potrebbero includere anche impegni di investimento e di riforma che riflettano le priorità nazionali e dell’Ue e orientamenti di alto livello per gli Stati membri. La progettazione, la governance e il funzionamento del dispositivo per la ripresa e la resilienza costituiscono un utile modello in tal senso”, ha evidenziato Gentiloni.

“Per garantire una maggiore titolarita’ nazionale, agli Stati membri potrebbe essere concesso un maggiore margine di manovra nella proposta di traiettorie di bilancio, a condizione che siano rispettati i principi comuni dell’Ue, non ultimo la sostenibilità del debito. Ad esempio, gli impegni di riforma e di investimento potrebbero consentire un periodo di aggiustamento fiscale più lungo. Questo sarebbe anche un modo per garantire che la sostenibilita’ di bilancio e la crescita possano rafforzarsi a vicenda”, ha aggiunto l’ex premier italiano.

L’apertura per un ‘price cap’ del gas

“Il consumo di gas è diminuito del 14% tra marzo e maggio 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021. I livelli di stoccaggio del gas potrebbero raggiungere il 90% entro novembre. Anche l’accelerazione dell’adozione di misure di efficienza energetica e l’aumento dell’adozione delle energie rinnovabili devono continuare a pieno ritmo per ridurre il consumo di combustibili fossili. Stiamo superando le nostre divisioni”, rivela Gentiloni. ”

E ora, finalmente, è anche possibile intervenire per limitare il prezzo del petrolio e del gas russi e per trovare il modo d’intervenire sul mercato energetico per disaccoppiare i prezzi dell’elettricità e del gas”.

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Mosca all’Italia: “Soffrirete per le decisioni insensate di Ue e Usa”

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062219856 8a026205 5dfd 4da3 943e 5344b7609d5a“Il ministro Roberto Cingolani ha presentato il suo piano per ridurre la dipendenza dell’economia italiana dagli idrocarburi russi. È chiaro che questo piano è imposto a Roma da Bruxelles (che, a sua volta, agisce su ordine di Washington), ma alla fine è il popolo italiano che dovrà soffrire”. La portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, usa Telegram per attaccare le politiche italiane sul gas.

“Le imprese in Italia vengono distrutte dai “fratelli” d’oltreoceano perché ognuno dovrà sopravvivere alla crisi globale da solo. Il popolo italiano e l’economia italiana sono intrappolati dalle insensate decisioni politiche di Washington e Bruxelles” prosegue nel lungo post pubblicato.

“E quando la laboriosa azienda italiana crollerà, verrà acquistata a basso costo dagli americani. Come è sempre stato. E non contate sugli investitori cinesi: dopo gli insulti inflitti dall’Occidente, Pechino non pagherà i conti degli altri” conclude poi.

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Vola il prezzo del gas russo

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img2.rtvePrevedibile balzo del prezzo del gas sul mercato di Amsterdam dopo lo stop al Nord Stream – comunicato venerdì a mercati chiusi – deciso da Gazprom per presunti problemi tecnici. Dopo una apertura a 275 euro al megawattora iI future Ttf si attestano al momento a 264 euro in un rialzo del 23% rispetto ai 215 della chiusura di venerdì 2.

Il colosso energetico russo Gazprom ha annunciato lo scorso venerdì la sospensione delle attività di pompaggio di gas liquefatto presso lo stabilimento di Portovaya, a nord-ovest di San Pietroburgo, all’inizio del gasdotto Nordstream 1 che trasporta il gas sottomarino in Germania.

In una nota si legge che è stata rivelata una perdita di olio alla turbina nord della stazione di Portovaya e che quindi non può operare in sicurezza a causa del danno subito. Per questo, prosegue il testo senza indicare una data di riapertura, la stazione resterà chiusa fino a quando verranno effettuate le riparazioni necessarie.

adnkronos

 




La Germania apre al tetto al prezzo del gas

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olaf scholz ursula vor den leyen 1536x942“Oggi non c’è un problema di quantità, anche grazie all’ottimo lavoro fatto dal ministro Cingolani sugli stoccaggi. Il problema vero è il prezzo e mi dispiace che la commissione, e l’Europa non nel suo complesso, non abbia dato le risposte che da tempo chiedevamo come Paese e come forza politica. Oggi è necessario intervenire anche a livello europeo ma non possiamo non farlo a livello nazionale, però ci accorgiamo troppo tardi del problema che c’è. La crisi energetica oggi comincia a dare i suoi effetti negativi anche in Paesi come la Germania che quindi diventano disponibili a ragionare sul price cap al gas ma bisognava accorgersene molto prima perché oggi è già troppo tardi“. Lo dice Stefano Patuanelli, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, ospite di 24 Mattino su Radio 24. Il 9 settembre intanto è stata fissata la riunione straordinaria del Consiglio Ue dei ministri dell’Energia.

VON DER LEYEN (UE) VUOLE RIFORMA STRUTTURALE DEL MERCATO

Ieri la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nel suo intervento alla discussione di apertura del Bled Strategic Summit in Slovenia, ha dichiarato: “I prezzi dell’energia saliti alle stelle stanno mostrando i limiti del nostro attuale mercato elettrico sviluppato in passato sulla base di altre circostanze, per questo lavoreremo a un intervento d’emergenza e a una riforma strutturale del mercato elettrico“.

“Abbiamo bisogno di un nuovo mercato più equilibrato, e di attivarci sul mercato delle materie prime strategiche”, ha continuato il capo dell’esecutivo europeo. “La domanda di litio crescerà del 40% all’anno fino al 2025, ma la Cina domina il mercato: dobbiamo lavorare sulla nostra indipendenza, non dobbiamo rimpiazzare le vecchie dipendenze con le nuove, e dobbiamo diversificare le forniture costruendo legami con partner affidabili”, ha rimarcato von der Leyen.

agenzia DIRE – www.dire.it




Gas alle stelle, i commercianti mettono le bollette in vetrina

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bollette commercianti 1 e1661598556965I prezzi dell’energia continuano a salire e i commercianti decidono di mettere le bollette in vetrina per spiegare ai consumatori il perché dei rincari dei beni in vendita. “L’impennata costante dei costi energetici si sta abbattendo sulle imprese e va ad aggiungersi agli aumenti di tutte le materie prime, mettendo a rischio la prosecuzione delle attività dei pubblici esercizi”, che a questo punto vengono invitati “a mettere le ‘Bollette in vetrina‘ per informare i cittadini sulle difficoltà che le nostre imprese continuano a vivere dopo oltre due anni di misure restrittive dovute alla pandemia”. A dirlo, rilanciando l’allarme sul caro bollette già espresso a più riprese dalla Confcommercio emiliano-romagnola e dalle sue sigle, è il presidente di Fipe-Confcommercio della provincia di Rimini, Gaetano Callà.

Nel giro di un anno, evidenzia Callà, “i costi sono triplicati, e ci sono chiare prospettive di un ulteriore peggioramento, con conseguenze gravissime per il tessuto economico e sociale del Paese”. Ad aggravare la situazione, chiosa, c’è il fatto che “come pubblici esercizi che stanno vivendo sulla propria pelle questi rincari esponenziali da mesi lanciamo il nostro grido d’allarme, ma le decisioni prese fin qui dalle istituzioni non stanno portando i risultati sperati”. Questo, afferma il numero uno della Fipe riminese, da un lato comporta “il rischio chiusura per molte piccole imprese”, e dall’altro quello che “bar, ristoranti, pub debbano aggiustare al rialzo i listini per far fronte agli aumenti delle bollette”.

Vista la situazione, Callà esorta gli esercenti ad esporre le bollette sulle proprie vetrine, per dar vita ad “una grande operazione di trasparenza e mostrare in quale situazione drammatica le imprese sono costrette ad operare”. Nei prossimi giorni, dunque, i gestori dei pubblici esercizi di Fipe-Confcommercio “riceveranno una cornice per appendere nei propri locali le bollette ‘monstre’, triplicate rispetto a un anno fa”. A questo punto, dichiara il presidente riminese dell’associazione, tocca all’esecutivo fare qualcosa, perché “se il Governo non interviene o si agisce sui listini, o si sospende l’attività. Non chiediamo rimborsi, ma un credito d’imposta sugli aumenti energetici e un tetto al costo dell’energia, altrimenti non è possibile lavorare”.

CARO ENERGIA, CONFCOMMERCIO MARCHE: EMERGENZA DRAMMATICA

A lanciare l’allarme è anche il direttore generale di Confcommercio Marche e Marche Centrali Massimiliano Polacco, che ieri in conferenza stampa, ha denunciato le difficoltà delle imprese marchigiane, in particolare nel settore alberghiero e in quello della ristorazione, alle prese con il caro energia. “Siamo di fronte ad un’emergenza drammatica con le imprese che si trovano a dover pagare le bollette da tre a cinque volte in più rispetto ad un anno fa”, ha dichiarato. Secondo Confcommercio a causa del rincaro dei costi di luce e gas nelle Marche sono a rischio, da oggi ai primi sei mesi del 2023, 6mila imprese e 18.500 posti di lavoro nel settore terziario.

“Servono risposte immediate per tagliare il costo dell’energia altrimenti si rischia di mandare in fumo una ripresa economica che era in atto- ha aggiunto Polacco- Bisogna agire subito in sede europea sul cosiddetto ‘energy ricover fund’ puntando a fissare un tetto al prezzo del gas e alla revisione delle regole e dei meccanismi di formazione del prezzo dell’elettricità”.

L’associazione di categoria ha lanciato una mobilitazione anche nelle Marche con la campagna ‘Bollette in vetrina’ per informare i consumatori e i cittadini sulla situazione di difficoltà che le imprese continuano a vivere tra pandemia, caro energia ed inflazione: tutti gli imprenditori sono invitati ad esporre sulle vetrine dei locali un cartello, predisposto dall’associazione di categoria, con i costi dell’ultima bolletta di luce e gas e quelle relative allo stesso periodo 2021.

Secondo un’elaborazione dei dati dell’Ufficio studi della Confcommercio infatti il costo delle utenze luce e gas nel mese di luglio per un albergo 4 stelle con 108 camere passa dai 7.781 euro del 2020 agli 11.328 del 2021 fino ai 30.592 del 2022 (+393% sul 2020 e +270% rispetto all’anno scorso) mentre per un ristorante si passa dai 2.149 euro del 2020 ai 3.641 euro dell’anno scorso fino agli attuali 8.633 (+401% sul 2020 e +237% sul 2021) ed infine per un negozio dai 519 euro di due anni fa agli 843 euro di dodici mesi fa fino ai 1.483 euro attuali (+285% e +175%). “Dobbiamo rendere più inclusivi i crediti di imposta fruibili anche da parte di non ‘energivori’ e non ‘gasivori’- ha concluso Polacco- Con la nostra iniziativa ‘Bollette in vetrina’ vogliamo dare visibilità alla situazione in cui riversano le imprese e fare da megafono al grido d’allarme sul caro-energia e alle richieste imprescindibili per dare sostegno al sistema. Molte aziende alberghiere mi hanno già detto: ‘noi non apriamo’ a causa degli alti costi energetici”.

ag Dire – www.dire.it




Gas senza freni, sfonda la soglia dei 300 euro al megawattora

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172626040 9caa99fb 3763 47ae 9602 a9f173bd4da3Il prezzo del gas sfonda il tetto dei 300 euro al megawattora al Ttf di Amsterdam, il mercato di riferimento per l’Europa, e materializza lo spettro di un inverno fatto di restrizione dei consumi energetici nel Vecchio Continente. Con il conseguente rischio di veder rallentare alcune filiere produttive, visti i costi elevati, aprendo le porte ad una possibile recessione.

Dopo la fiammata fino a 302 euro per MWh nel corso delle contrattazioni il prezzo al Ttf ha chiuso a 290,9, segnando un nuovo picco al termine della seduta, ben superiore ai 276 di lunedì.

Era dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia che il prezzo del gas naturale non raggiungeva questo livello nell’intraday, il 7 marzo si era spinto fino al punto massimo di 345 euro al MWh, per poi riscendere attestandosi nelle scorse settimane attorno ai 200 euro.

All’inizio del 2021, dopo le fasi piu’ dure della pandemia di Covid, con la contrazione di molte attivita’ economiche, i contratti si attestavano poco sopra i 25 euro al megawattora. I future dei prossimi mesi, al momento, viaggiano su prezzi molto alti: 298 a novembre e 297 a dicembre, con una discesa molto lenta a 257 solo a partire da giugno 2023.

Le tensioni sul prezzo sono ripartite venerdì scorso, dopo l’annuncio di Gazprom del nuovo stop per manutenzione dal 31 agosto al 2 settembre di un compressore del Nord Stream, il gasdotto che rifornisce l’Europa con il flusso proveniente dalla Russia. Che segue la riduzione della fornitura al 30% della capacita’ dell’impianto, tra lavori e tensioni geopolitiche.

Dietro alle motivazioni tecniche sulle riparazioni del gasdotto – la riparazione di uan turbina si trascina da mesi con il pezzo riparato in Canada e ora fermo in Germania – si staglia l’ombra della contesa politica tra Russia, Europa e Stati Uniti per il conflitto in Ucraina. Con Mosca che secondo alcuni analisti potrebbe usare lo strumento della riduzione delle forniture di gas all’Europa per rispondere alle sanzioni economiche imposte dall’Occidente.

Nel frattempo i singoli Paesi Ue, dopo aver varato un piano di riduzione volontaria dei consumi del 15% per rendersi maggiormente indipendente dalle forniture russe, stanno approntando i piani nazionali per il risparmio energetico.

Il piano risparmi varato da Berlino

Oggi la Germania ha annunciato un programma che prevede dal 1 settembre il limite al riscaldamento negli edifici pubblici a 19 gradi, con corridoi, spazi comuni di transito e foyer lasciati senza termosifoni. Durante la notte, invece, le insegne non necessarie delle attività commerciali verranno lasciate spente. Non è ancora austerity ma gli somiglia.

I progetti dell’Italia

Anche il governo di Mario Draghi sta lavorando ad un documento, che dovrebbe arrivare entro i primi di settembre, con misure analoghe di riduzione termica. L’Italia ha bisogno di rimpiazzare 30 miliardi di gas provenienti dalla Russia. La maggior parte, 25 miliardi, derivano da accordi stipulati in quesi mesi con altri Paesi, in particolare in Africa. Gli altri 5 miliardi saranno compensati da un maggior ricorso alle fonti rinnovabili e da misure di risparmio termico.

Nelle scorse settimane il ministro della Transizione Energetica, Roberto Cingolani, ha parlato di una ipotesi di riduzione di 1 grado dei riscaldamenti, quindi con il tetto a 19, e taglio di un’ora della durata per edifici pubblici e abitazioni private. Un documento che basava i calcoli sul gas ad un prezzo medio di 205 MWh, ben al di sotto del picco attuale. Quale che sia il piano, l’attuazione spettera’ presumibilmente al prossimo governo.

Oggi Draghi al Meeting di Rimini è tornato sulla sua proposta di un price cap europeo. “Il governo italiano ha spinto molto a livello europeo per avere un tetto massimo al prezzo del gas russo che importiamo. Alcuni Paesi continuano a opporsi a questa idea, perche’ temono che Mosca possa interrompere le forniture“.

Il premier sottolinea: “I frequenti blocchi nelle forniture di gas russo avvenuti quest’estate hanno dimostrato i limiti di questa posizione. Oggi l’Europa si trova con forniture incerte di gas russo e anche prezzi esorbitanti. La Commissione è al lavoro su una proposta che sarà presentata al prossimo Consiglio Europeo”.

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Si va verso lo stop al Nord Stream, il prezzo del gas è alle stelle

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143553294 dd2a706a bcd3 41bc 9212 10dc2a800ed9A una settimana dal nuovo stop per manutenzione del gasdotto Nord Stream, il prezzo del gas si impenna oltre 290 euro al MWh, sfiorando quota 300, raggiunta a fine febbraio in concomitanza con l’avvio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. è proprio il conflitto tra Mosca e Kiev, in corso ormai da 6 mesi, a condizionare il mercato dell’energia, innescando una corsa al rialzo dei prezzi, alla base della crescita dell’inflazione in tutta Europa.

Venerdì scorso il colosso Gazprom ha annunciato che dal 31 agosto al 2 settembre l’impianto che trasporta gas naturale dalla Russia all’Europa si fermerà per manutenzione ad un compressore. Il gasdotto da settimane lavora già al 20% della sua possibilità, tra lavori ad una turbina – riparata in Canada, riportata in Germania ma non ancora rispedita al mittenre – e riduzione del flusso figlia delle tensioni geopolitiche.

Così dietro l’annuncio del nuovo stop, che come in passato potrebbe protrarsi rispetto ai tre giorni ipotizzati inizialmente, molti analisi intravedono l’ombra lunga del conflitto in corso. Oggi al Ttf di Amsterdam, il mercato di riferimento per l’Europa, i contratti sul gas hanno aperto in forte rialzo a 266 euro per MWh, balzando in poco tempo fino a 294. Una quota che potrebbe polverizzare la chiusura record segnata venersì scorso a 244,5 euro al MWh.

Gazprom ha affermato che dopo i lavori riprenderà a fornire fino a 33 milioni di metri cubi di gas al giorno in Europa, circa il 20% della capacità del Nord Stream 1, più o meno la stessa quantità che ha fornito attraverso il gasdotto alla Germania nelle ultime settimane. Il gigante russo del gas ha tagliato per la prima volta la capacità sulla linea a giugno. Da allora i prezzi del gas in Europa sono più che raddoppiati.

Il Nord Stream può inviare fino a 167 milioni di metri cubi al giorno ma negli ultimi mesi le forniture sono state ridotte come risposta alle sanzioni Ue. Da parte sua Gazprom ha affermato di non essere in grado di fornire gas a volumi regolari a causa dei ritardi nella riparazione e nella restituzione delle turbine prodotte dalla tedesca Siemens Energy. I governi e le compagnie energetiche dell’Unione europea, invece, sostengono che non sussistano problemi tecnici che impediscono a Gazprom di fornire più gas e che la Russia sta deliberatamente limitando i flussi per motivi politici.

La sintesi è che la prospettiva di un nuovo stop spaventa il mercato e fa salire alle stelle il prezzo del gas. E le quotazioni sono ancora maggiori se si guardano i contratti in scadenza nel medio periodo, indice del fatto che gli analisti si aspettano che la corsa del prezzo del gas continui ancora per qualche mese. Il picco dei prezzi si registra nel contratto in scadenza a gennaio 2023, scambiato a 293 euro al Mwh. Solo dopo quella data il prezzo inizierà a ripiegare, ma molto lentamente, visto che anche quello relativo all’inverno 2023 viene quotato a 259 euro, quindi a valori comunque ancora molto sostenuti.

A trainare i consumi delle ultime settimane sono stati la forte domanda per le condizioni meteo, con l’ondata di caldo che spinge a tenere accesi i condizionatori mentre la siccità prosciuga i fiumi e riduce il funzionamento delle centrali idroelettriche.

Nel frattempo i Paesi Ue tentano strategie per rendersi più indipendenti dal gas russo. Da due settimane è partito il piano di riduzione varato dal Consiglio europeo, che prevede un taglio del 15% a seconda dei Paesi, all’Italia spetta il 7%.

Per i primi di settembre il governo di Mario Draghi dovrebbe presentare il piano puntuale al livello nazionale di riduzione dei consumi, basato soprattutto sulla sostituzione del flusso di gas proveniente dalla Russia con altre fonti di approvviggionamento.

Il ministro della Transizione energetica, Roberto Cingolani, nelle scorse settimane ha presentato le linee guida alla base del piano: riduzione di 1 grado della temperatura nelle abitazioni private, negli uffici pubblici e taglio di 1 ora nella durata di esercizio degli impianti.

Ovvero massimo 19 gradi in inverno e non meno di 27 in estate. Le previsioni del governo per avere un risparmio di 2,5 miliardi di metri cubi di gas, però, sono basate sui contratti del gas ad una media di 205 euro al Mwh. L’Italia ha bisogno di rimpiazzare 30 miliardi di gas provenienti dalla Russia.

La maggior parte, 25 miliardi, derivano da accordi stipulati in quesi mesi con altri Paesi, in particolare in Africa. Il resto tra risparmi e diversificazione delle fonti con la crescita delle rinnovabili. Continuano intatno a crescere le scorte di gas in Italia. Secondo la piattaforma Gie-Agsi sfiorano ora il 79%, a 78,96% per la precisione, pari a 152,74 Twh.

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