Visco avverte: “Senza gas russo in Italia è recessione”

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giornata mondiale del risparmio organizzata dall acriOrmai è una certezza. Se venisse a mancare il gas russo, l’Italia vivrebbe due anni di recessione. Il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, parlando all’assemblea dell’Abi, ipotizza le conseguenze di una chiusura totale dei rubinetti da parte di Mosca: “In uno scenario avverso caratterizzato da un arresto delle forniture” di gas dalla Russia “dal terzo trimestre di quest’anno, solo parzialmente sostituite da altre fonti, il prodotto registrerebbe una contrazione nella media del biennio 2022-23, per tornare a crescere nel 2024”.

Al deterioramento del quadro macroeconomico, dice il numero uno di Via Nazionale, “contribuirebbero le ricadute dirette di tale interruzione sui settori a più elevata intensità energetica, ulteriori rialzi nei prezzi delle materie prime, un più deciso rallentamento del commercio estero, un peggioramento della fiducia e un aumento dell’incertezza”.

Visco parla delle previsioni sbagliate e delle correzioni necessarie. “Lo scorso gennaio ci attendevamo una espansione del prodotto superiore al 3 per cento nella media del biennio 2022-23”, ha ricordato il governatore, spiegando come le previsioni “siano state sbagliate, è vero, ma le analisi mostrano che l’errore dipende dal 90% dalle ipotesi fatte relative ai costi dell’energia”. Adesso, continua, “nello scenario di base elaborato in giugno, nel quale si ipotizza che le tensioni associate alla guerra si protraggano per tutto il 2022, ma si esclude una sospensione delle forniture di gas dalla Russia, la crescita è stata rivista al ribasso, di 2 punti percentuali nel complesso del biennio, su valori prossimi a quelli dell’area dell’euro”. Facendo una sintesi, “l’economia italiana dovrebbe crescere in linea con l’area dell’euro nel biennio 2022-23. I rischi a livello globale sono però significativi“.

Il principale rischio riguarda proprio le intenzioni di Putin nella guerra del gas. Anche perché l’inflazione gioca ovviamente contro la crescita. “L’inflazione, che in giugno ha superato anche in Italia l’8 per cento, per quattro quinti a causa degli effetti diretti e indiretti dei prezzi dell’energia e dei beni alimentari, contribuisce a frenare l’espansione comprimendo in misura significativa i redditi in termini reali, solo in parte compensati dalle misure di bilancio”.

Visco, che sta parlando a una platea di banchieri, non si ferma all’analisi ma indica la strada da percorrere per fronteggiare lo scenario avverso. “In questa delicata fase, il contributo che il sistema finanziario è chiamato a fornire sul fronte dell’allocazione dei flussi di credito e del sostegno all’economia è particolarmente importante. Per assolvere a questi compiti – spiega – occorre affrontare con determinazione le sfide poste dalla difficile e incerta situazione congiunturale, e quelle che derivano, sul piano strutturale, dalla transizione digitale e dagli effetti finanziari del cambiamento climatico”.

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Von der Leyen sull’emergenza gas: “Prepararsi al peggio”

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075356603 df64d259 619a 41ca 93a4 8170045bef62“La cosa migliore da fare è prepararsi al peggio”. Non nasconde i rischi del taglio di forniture del gas russo la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che al termine del vertice Ue ha annunciato un “piano comune europeo per la riduzione d’emergenza della domanda” di energia, che sarà presentato a luglio, mentre sulle ipotesi di price cap e di riforma del mercato dell’elettricità “abbiamo deciso che ne discuteremo alla prossima riunione ordinaria del Consiglio europeo, che è prevista ad ottobre”, quindi le proposte dell’esecutivo Ue sono attese “entro l’estate”.

“Stiamo lavorando su diversi modelli – ha aggiunto la presidente – non solo su come limitare i prezzi dell’elettricità, ma anche su come riformare il modello di mercato” nel quale oggi “è il gas a determinare il prezzo dell’elettricita’” in quanto fonte più costosa quanto necessaria all’approvvigionamento energetico dell’Ue.

Considerato il contesto, ogni intervento andrà calibrato sul bilanciamento tra rischi e benefici. “Non solo nelle ultime settimane e mesi, ma anche nell’ultimo anno abbiamo visto quanto Gazprom abbia ‘non riempito’ le riserve di gas” dei Paesi Ue, ha attaccato la presidente. “Finora – ha ricordato von der Leyen – dodici Stati membri sono stati totalmente o parzialmente tagliati fuori dalla fornitura di gas dalla Russia”.

Nonostante le difficoltà “non ci sarà alcun ritorno alle fonti fossili a buon mercato”, ha aggiunto la presidente nel tentativo di spegnere sul nascere la tentazione di riattivare le centrali a carbone. Questo perché “alla base dei nostri problemi c’è la nostra dipendenza dalle fonti fossili dalla quale dobbiamo sbarazzarci”.

Una linea che ammette deroghe solo per liberarsi dalla dipendenza dalla Russia: “Le forniture di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti all’Unione europea sono aumentate del 75% rispetto allo scorso anno”, ha sottolineato con soddisfazione la presidente della Commissione, che ha ricordato anche i recenti memorandum sulle forniture da Egitto e Israele e “l’aumento del 15% delle forniture di gas in arrivo dalla Norvegia e di oltre il 90% dall’Azerbaigian”.

Questi Paesi “hanno tutti compreso che questa è una perfetta opportunità di business per guadagnarsi un nuovo importante cliente per gli anni a venire colmando il vuoto lasciato dalla Russia”, ha ammesso von der Leyen. Di qui l’impegno per evitare che il ritiro del fornitore ‘storico’ di energia all’Europa faccia mancare la sua merce prima ancora che la domanda energetica Ue sia soddisfatta da altri Paesi produttori.

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Comitato emergenza gas: “Non è necessario il passaggio al livello di allerta”

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estrazione gas mozambico e1617260446235Il Comitato tecnico di emergenza e monitoraggio del sistema gas naturale (CTEM) riunitosi oggi pomeriggio “non ha ritenuto necessario il passaggio al livello di allerta”, spiega una nota, “stante l’attuale livello della domanda e la possibilità di adottare comunque le misure preventive necessarie, in base al decreto-legge n. 17 del 2022”.

Il Comitato, spiega una nota, “ha condiviso la proposta di una misura per programmare, con il coordinamento di Terna, acquisti di carbone in via prudenziale, in misura sufficiente all’eventuale piano di massimizzazione delle centrali a carbone, in vista dell’embargo su quello di provenienza russa stabilito dall’Unione Europea a partire dal mese di agosto”.

Durante la riunione di questo pomeriggio il Comitato ha fatto il punto sui flussi di gas e sul grado di riempimento degli stoccaggi, “oggi al 55%, in linea con il livello europeo), anche in relazione alla riduzione del gas russo dei giorni scorsi. Il Comitato, spiega una nota, “su proposta del MiTE, ha convenuto sulla necessità di adottare una misura per raggiungere il target di riempimento degli stoccaggi previsto per il mese di giugno, indicando a SNAM, in qualità di maggior operatore di rete, di approvvigionare le quantità mancanti”.

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Caro bollette, vademecum per consumi estivi intelligenti

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casa green ftliaConsigli utili contro il caro bollette, per tutelare l’ambiente e contribuire a ridurre la dipendenza dal gas metano anche con l’utilizzo ‘intelligente’ dei condizionatori. All’inizio della stagione estiva Enea fornisce un vademecum con alcune indicazioni pratiche per utilizzare in modo ottimale gli impianti di climatizzazione. Un insieme di misure che, unite all’installazione di modelli ad alta efficienza e di pannelli solari per produrre acqua calda sanitaria, consentirebbero di risparmiare a livello nazionale fino a 1,8 miliardi di metri cubi di gas metano all’anno, circa il 2,5% del consumo italiano nel 2021 (76 miliardi di m3).

“Nella climatizzazione estiva, le misure essenziali per ottenere bollette più leggere consistono nell’aumentare di due gradi il settaggio della temperatura interna, portando il termostato da 26 a 28°C, e chiudere le persiane quando non si è in casa. In particolare, nel periodo estivo è fondamentale schermare le finestre esposte a sud e a est”, sottolinea Nicolandrea Calabrese, responsabile del Laboratorio Enea di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano. Con questi due accorgimenti si potrà ridurre fino al 50% circa il consumo di energia elettrica per la climatizzazione estiva, risparmio variabile in funzione dell’esposizione alla radiazione solare dell’abitazione.

“Ipotizzando che il 30% delle circa 25,7 milioni di famiglie italiane abbia due unità interne di condizionamento in funzione per 350 ore l’anno, con queste due semplici azioni si potrebbero risparmiare fino a oltre 1,3 miliardi di kWh elettrici corrispondenti a circa 100 milioni di m3 di metano in un anno”, sottolinea Calabrese. Sostituire un vecchio condizionatore in classe D con un nuovo modello in classe A+++ può far risparmiare 140 kWh elettrici, pari a circa il 60%. “Se anche solo il 5% delle famiglie sostituisse il proprio condizionatore energivoro con un modello alla massima efficienza, si potrebbe ottenere un risparmio di 180 milioni di kWh elettrici, corrispondenti a 14 milioni di m3 di gas in un anno”, aggiunge Calabrese.

A questi tagli annui legati alla sola climatizzazione estiva (circa 115 milioni di m3 di metano), si potrebbe aggiungere il risparmio di gas di gran lunga più significativo, pari a 1,7 miliardi di m3 all’anno, grazie all’installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria. “Questo dato lo abbiamo calcolato ipotizzandone l’installazione da parte dell’80% delle famiglie residenti in case unifamiliari, per le quali l’intervento è di semplice attuazione, e dal 20% di quelle che abitano in condominio, per un totale di circa 9,75 milioni di nuclei familiari. Il ricorso a pannelli solari termici può infatti coprire interamente il fabbisogno di una famiglia per la produzione di acqua calda sanitaria da aprile fino ad ottobre, con un risparmio di circa 175 m3 di gas, considerando un consumo medio di 25 m3 al mese”, conclude Calabrese.

Di seguito il dettaglio delle azioni possibili in ambito residenziale:

Attenzione alla classe energetica del climatizzatore

Indipendentemente dalla tecnologia – spiega Enea – sono sempre da preferire i condizionatori in classe energetica superiore alla A in quanto, oltre a una riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera, consumano molto meno. Il consumo energetico annuo indicato sull’etichetta di un climatizzatore da 2,5 kW è relativo a 350 ore in modalità raffreddamento a cui è sommato il consumo di energia in altre modalità quali lo standby.

Non raffreddare troppo l’ambiente e attenzione all’umidità

La normativa prevede che durante la stagione estiva la temperatura interna non debba scendere sotto i 24-26 °C ma, il più delle volte, due o tre gradi in meno rispetto alla temperatura esterna sono già sufficienti. Inoltre, per scongiurare la sensazione di caldo opprimente, spesso può bastare l’attivazione della funzione ‘deumidificazione’.

Chiudere le persiane durante le ore più calde

Chiudere le persiane, abbassare le tapparelle o comunque schermare i serramenti nelle ore centrali delle giornate estive consente di ridurre gli apporti solari in ingresso all’abitazione e, conseguentemente, l’energia richiesta dai climatizzatori.

Scegliere la tecnologia inverter

In un condizionatore con sistema di controllo inverter – continua Enea – la velocità di rotazione del compressore viene regolata costantemente e questo permette di avere prestazioni ottimali in qualsiasi condizioni di impiego, adeguando la potenza frigorifera e termica erogata all’effettiva necessità.

Attenzione alla posizione

In fase di installazione, è importante collocare il climatizzatore nella parte alta della parete: l’aria fredda tende infatti a scendere e si mescolerà più facilmente con quella calda che invece tende a salire. Occorre assolutamente evitare di posizionare il climatizzatore dietro divani o tende: l’effetto-barriera blocca la diffusione dell’aria fresca.

Un climatizzatore per stanza

Installare un condizionatore potente in corridoio sperando che rinfreschi l’intera abitazione è inutile.

Non lasciare porte e finestre aperte

L’ingresso nella stanza di ‘nuova’ aria calda obbliga l’apparecchiatura a compiere un lavoro supplementare per riportare la temperatura e l’umidità ai livelli richiesti, con un conseguente dispendio di energia.

Coibentare i tubi del circuito refrigerante all’esterno dell’abitazione

Per evitare inutili dispersioni è necessario isolare termicamente i tubi del circuito refrigerante presenti all’esterno dell’abitazione. È inoltre opportuno assicurarsi che la parte esterna del climatizzatore non sia esposta al sole e alle intemperie.

Usare il timer e la funzione ‘notte’

Grazie a queste funzioni è possibile ridurre al minimo il tempo di accensione dell’apparecchio e aumentare il comfort. Inoltre, consentono di accendere e spegnere il climatizzatore anche a distanza e di tenerlo in funzione per il solo periodo di tempo in cui se ne ha realmente bisogno.

Attenzione alla pulizia e alla corretta manutenzione

I filtri dell’aria e le ventole, spiega ancora Enea, devono essere ripuliti alla prima accensione stagionale e almeno ogni due settimane, perché si tratta del luogo dove più di frequente si annidano muffe e batteri dannosi per la salute. È importante inoltre controllare la tenuta del circuito del gas. Enea ricorda inoltre che la normativa prevede l’obbligo del libretto impianto e di controlli periodici per gli impianti con una potenza superiore a 10 kW per quelli invernali e a 12 kW per quelli estivi.

Sostituire le lampadine incandescenti

Le lampade a incandescenza trasformano in calore il 90% dell’energia elettrica assorbita, in parte dissipato nell’ambiente per radiazione (80%), in parte per convezione e conduzione (10%). Il carico termico interno può essere ridotto sostituendo le lampadine esistenti con altre a tipologia a Led.

Uso di pannelli solari

L’installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici può permettere alle abitazioni di essere completamente indipendenti dalle forniture esterne di corrente elettrica e di altri combustibili, ad esempio il gas per l’acqua calda.

Fai un check-up alla tua casa

Chiedere a un tecnico di effettuare una diagnosi energetica dell’edificio è il primo passo utile per valutare lo stato dell’isolamento termico di pareti e finestre e l’efficienza degli impianti di climatizzazione. La diagnosi suggerirà gli interventi da realizzare valutandone il rapporto costi-benefici.

Occhio agli incentivi

Per agevolare la sostituzione degli impianti esistenti e l’installazione di soluzioni tecnologiche ad elevata efficienza energetica, esistono varie forme di incentivo. In particolare, per l’installazione di impianti solari termici è possibile accedere al Conto Termico 2.0, alle detrazioni fiscali del 50% (bonus casa) e del 65% (ecobonus). La stessa cosa vale per l’installazione di pompe di calore, se destinate a sostituire il vecchio impianto termico. Per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici, invece, l’incentivo da considerare è il bonus casa con detrazione al 50%.




Energia pulita, accordo Enertech, Eletrobras e Cepel per la decarbonizzazione in Amazzonia

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lightbulb gdbd7fcda7 1280 e1637931909954EnerTech, Eletrobras e Cepel sono pronte a fornire soluzioni innovative per la decarbonizzazione in Amazzonia. Un accordo per l’installazione di soluzioni modulari proprietarie per contenitori solari e stoccaggio nelle comunità della foresta è stato infatti firmato dalle tre società ieri nella sede di Eletrobras, a Rio de Janeiro.

La cerimonia ha visto la partecipazione del presidente di Eletrobras, Rodrigo Limp, del direttore generale della società, Pedro Jatobà, del direttore generale di Cepel, Amilcar Guerreiro, del presidente di EnerTech Ventures, Khalil Badawi, e dell’amministratore delegato della società, Ammar Shihab. L’intesa stabilisce i termini della donazione fatta a Cepel dalla EnerTech, una società per lo sviluppo e gli investimenti nell’energia pulita sostenuta dal governo del Kuwait.

L’iniziativa è in linea con il “Patto per la decarbonizzazione della matrice elettrica dei sistemi isolati dell’Amazzonia con la sostituzione del diesel con energia pulita, rinnovabile e accessibile”, in brasiliano “Pacto para descarbonização da matriz elétrica de sistemas isolados da Amazônia substituindo a geração de diesel por energia limpa, renovável e acessível”, lanciato lo scorso settembre.
I sistemi modulari “plug & play” sono un’opzione per ottenere una fattibilità su larga scala per l’elettrificazione, la decarbonizzazione e la digitalizzazione di piccole comunità remote. Le soluzioni contenute nell’accordo inizieranno a essere implementate entro 60 giorni a partire dalla firma del contratto.

ag. DIRE – www.dire.it




Cile, l’ambasciatore Battocchi: “È l’Arabia Saudita delle rinnovabili”

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imagoeconomica 1472669 1 e1651229222362Investire al massimo nelle energie rinnovabili puntando sull’alleanza con aziende internazionali per contrastare le conseguenze di un cambiamento climatico che si sta manifestando in modo drammatico con una grave siccità: questa, secondo Mauro Battocchi, ambasciatore d’Italia in Cile, la proposta politica e di sostenibilità del Paese latinoamericano.

Il tema, al centro di un’intervista con l’agenzia Dire, è legato alla possibilità di un razionamento dell’acqua nella regione metropolitana della capitale Santiago prefigurata dal governo nei giorni scorsi. “Un segnale inquietante ma atteso perché non piove quasi più – commenta Battocchi – Negli ultimi 13 anni il Cile ha vissuto e sta tuttora vivendo una siccità molto acuta nella maggior parte del Paese”.

Secondo l’ambasciatore, però, “a fronte di questo dramma c’è una situazione favorevole per lo sviluppo di energie rinnovabili, al punto che a volte il Cile viene definito l’Arabia Saudita dell’energia solare e si potrebbe dire anche dell’eolica”. Battocchi sottolinea che “i governi nazionali hanno cambiato il quadro regolatorio per favorire forti investimenti di aziende non solo cilene ma anche internazionali”.

Tra queste spicca l’italiana Enel, il principale gruppo energetico nel Paese. “Investe con decisione sulle rinnovabili e oggi realizza progetti pilota anche nel settore dell’idrogeno verde”, evidenzia l’ambasciatore. La sua tesi è che, allora, per far fronte all’emergenza climatica siano disponibili strumenti nuovi. Secondo Battocchi, “la popolazione cilena avverte un senso crescente di allarme, è consapevole della necessità di agire e appoggia adesso le politiche sulle quali il governo del presidente Gabriel Boric, in carica dal mese scorso, sta spingendo con forza”.

Un’occasione, questa, anche per rafforzare il rapporto con l’Italia. Battocchi sottolinea che “il nostro Paese ha un bagaglio di risultati e di tecnologie da mettere a disposizione” e che “su questo stiamo lavorando con intensità”.

A confermarlo una nuova iniziativa dal titolo ‘Italia energia creativa‘, organizzata dall’ambasciata a Santiago insieme con l’Istituto italiano di cultura e con il sostegno di Enel Cile. “L’obiettivo è stimolare una discussione sulla sostenibilità” spiega Battocchi, presentando un programma di riflessioni, dibattiti e proposte multidisciplinari. “Ci saranno anche concorsi: metteremo in palio biciclette elettriche e poi una borsa di studio per un ricercatore cileno che venga a studiare in Italia il tema dei cambiamenti climatici e della sostenibilità energetica”.

ag. DIRE – www.dire.it




La ricetta del Pd per intervenire sul prezzo dell’energia

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184250386 9f66885f 63c1 4cbe 8c3a aaf7f4203583Evitare una nuova recessione, la terza in dieci anni: è il mantra ripetuto ormai quotidianamente da Enrico Letta impegnato sul fronte interno, con le misure che il Partito Democratico porterà sul tavolo del governo per fare fronte al caro energia, ma anche su quello estero con il dossier dell’allargamento della famiglia europea. Due binari che hanno come minimo comune denominatore la crisi bellica in Ucraina. La novità diplomatica rappresentata dalla missione di Antonio Guterres a Mosca, oggi, e a Kiev domani rappresenta per il Pd “un segnale di pace da cogliere”.

Il segretario Pd sottolinea che “l’Europa oggi è unita e deve sostenere l’intervento e la mediazione delle Nazioni Unite. La visita di Guterres oggi a Mosca e domani a Kiev è per noi un messaggio di speranza e siamo perché quel messaggio di pace venga colto”. Rimane la condanna senza se e senza ma all’aggressione russa contro il popolo ucraino, ma l’attenzione è a non provocare una escalation potenzialmente globale.

Per questa ragione, intervistato da una tv albanese, Letta ha rilanciato il progetto della Confederazione Europea: uno strumento per allargare immediatamente la famiglia europea a quei paesi, come Ucraina e Albania, che sono in attesa di vedere avviato il percorso di adesione. Un percorso che, tuttavia, è lungo e che rischia di protrarsi fino al 2036. Troppo per mettere al sicuro quei Paesi che si sentono oggi minacciati da Mosca e a cui l’Europa ha promesso di aprire le porte.

La Conferenza europea permetterebbe a questi Paesi di sentirsi parte integrante del perimetro attraverso un meccanismo non solo simbolico: ai Consigli Europei a 27 seguirebbero immediatamente le riunioni della Conferenza, allargata ad altri dieci Paesi.

Nel frattempo, però, c’è da dare aiuto anche alle famiglie e alle imprese italiane che rischiano di ritrovarsi in ginocchio in breve tempo a causa degli effetti economici del conflitto. “Bisogna assolutamente evitare una recessione che altrimenti ci sarà e sarà pesantissima. Come? Bisogna intervenire sul prezzo dell’energia, intervenire e bloccarlo a livello europeo. Se non ci si riesce, dobbiamo farlo almeno a livello nazionale, come Spagna e Portogallo hanno fatto”, spiega Letta.

Il price cap all’energia, europeo o nazionale, fa parte di un pacchetto di proposte che il segretario dem mette sul tavolo del governo. Assieme a questo, infatti, c’è “un assegno energia a famiglie e imprese, agevolazioni per il trasporto pubblico locale per tutti i cittadini” e la riduzione “dei contributi sui salari, cioè alzare i salari. Ne stiamo parlando con il governo, i fondi ci sono“, assicura Letta.

“Ci sono sei miliardi di euro che i miglioramenti dei conti pubblici hanno dato, ci sono gli extra profitti che le imprese petrolifere e dell’energia hanno ottenuto, dobbiamo intervenire lì, è possibile. E poi, se ci sarà bisogno, si farà uno scostamento di bilancio”.

In prospettiva, poi, perché l’Italia non debba mai più ritrovarsi a scegliere fra “la pace e il condizionatore”, per usare l’immagine del presidente del Consiglio, Letta e il Pd chiedono che si spinga sempre di più sulle energie rinnovabili: “Bisogna andare più lontano e più forti, soprattutto sulla sostenibilità e nell’autorizzare il maggior numero possibile di impianti di energia rinnovabile. Questa oggi è secondo noi la priorità”.

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Idrogeno verde: siglato a Expo Dubai accordo tra Abruzzo e DII Desert Energy

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green economyUn accordo di grande importanza strategica per il trasferimento tecnologico, l’utilizzo e la produzione dell’idrogeno “verde” come vettore energetico del futuro. C’è questo alla base dell’accordo, sottoscritto nell’ambito dell’Expo di Dubai, tra l’Azienda di Regione Abruzzo delle attività produttive (Arap) e DII Desert energy, network internazionale composto da oltre 50 aziende e organizzazioni di 25 Paesi, con uno staff di esperti internazionali nel settore energetico, infrastrutturale, finanziario e di politiche pubbliche.
L’annuncio è stato realizzato nella sala congressi W The Palm, a Dubai, durante una conferenza stampa che ha inaugurato la nuova missione della Regione Abruzzo, con Arap braccio operativo, incentrata sulle energie rinnovabili con eventi tra cui il summit mondiale sull’idrogeno. A questa missione farà seguito un ulteriore step, dal 21 al 23 marzo, questa volta con focus sulle infrastrutture logistiche. Ben 26 le imprese abruzzesi che hanno aderito all’iniziativa rispondendo alla manifestazione di interesse indetta dall’Arap, tra cui i maggiori player regionali del settore. Di rilievo le relazioni, le occasioni di confronto ed i rapporti avviati: l’Arap, con il suo direttore generale, Antonio Morgante, che dopo la conferenza stampa è intervenuto nell’importante convegno internazionale The 5th CBC annual leadership forum, davanti a una platea di investitori interessati al settore delle energie rinnovabili.
L’assessore regionale Nicola Campitelli, con deleghe ad Ambiente ed Energia, ha salutato con soddisfazione “la partnership tra ARAP e Dii Desert Energy, una rete internazionale indipendente del settore pubblico-privato che opera tra Dubai e Monaco di Baviera. In particolare Dii svolge un lavoro pionieristico nella regione MENA (Medio Oriente e Nord Africa) sia per le energie rinnovabili, sia per l’idrogeno. “La partnership è di fondamentale rilievo – ha detto Campitelli – perché è finalizzata ad accelerare la transizione energetica della Regione Abruzzo -. Si creerà un importante boost per i temi caldi dell’energia rinnovabili delle enormi potenzialità degli investimenti destinati nel settore. La Dii Desert Energy mira a trasformare i sistemi energetici nelle aree desertiche del Medio Oriente e del Nord Africa (MENA) in modo olistico, beneficiando della conoscenza, dell’esperienza e delle connessioni commerciali del suo staff professionale e dei suoi partner, incluso l’Advisory Board di alto livello. Il team della Dii è composto da figure molto rispettate nel sistema energetico internazionale, con esperienza nella gestione dell’industria energetica (verde), progetti, investimenti, regolamenti e politiche pubbliche”.
“L’Abruzzo è centrale dal punto di vista geografico, ha uno dei poli industriali più importanti d’Europa, università e centri di ricerca ed ha tutte le carte in regola anche per ambire a diventare un hub dell’idrogeno – ha spiegato Morgante – Il nostro compito è quello di conservare l’attuale livello occupazionale e di creare nuova occupazione e questo potrà accadere con le nuove tecnologie e le nuove fonti di energia rinnovabili. L’accordo con DII consentirà alle nostre imprese di entrare a far parte di un circuito internazionale che su questo campo è già all’avanguardia, ci consentirà di comprendere trend internazionali e strutturare accordi di natura industriale, sapendo di poter far leva sui fondi del Recovery Fund e la zona economica speciale che consentirà abbattere del 40% dal punto di vista fiscale gli investimenti fatti in Abruzzo, e abbiamo ulteriori finanziamenti che ci danno la possibilità di essere competitivi”. Insieme e Cornelius Matthes, Ceo di Ddi, a prendere parte alla conferenza stampa odierna c’erano anche la vice presidente di Arap, Maria Assunta Iommi, il responsabile dell’Ufficio Europa, Romeo Ciammaichella, Alberto Amoroso, Ceo di Sangritana, azienda ferroviaria regionale che ha come core business il trasporto merci e la logistica integrata in Abruzzo e Maurizio Cociancich, amministratore delegato di Adriafer di Trieste. (aise)




Agnelli (Confimi Industria) a SkyTg24: “Impianti produttivi già fermi causa caro bollette. Viviamo in dumping energetico anche in Europa”

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Roma, 13 gennaio 2022 – “La bomba energetica non riguarderà il 2022, è iniziata già da diversi mesi tanto che diversi impianti e intere filiere hanno già fermato la produzione perchè non riescono più a soddisfare gli accordi economici presi con i clienti” così Paolo Agnelli intervenendo nella trasmissione economica di SkyTg24.
“Non siamo autosufficienti a livello energetico e per attuare la transizione ecologica siamo frenati dai ritardi della burocrazia. Si vuole convertire il paese a un’energia pulita? Si faccia come per i vaccini, si obblighi le aziende a installare senza limitazioni i pannelli solari” sottolinea provocando Agnelli.
Il timore è reale e non riguarda solo la transizione ecologica ma le molte azioni e sfide contenute nel PNRR “Per portare a casa il risultato e valorizzare i fondi europei, dovremmo operare in stile “commissario straordinario”, agendo in deroga e facendo i controlli ex post, punendo severamente chi sbaglia. Del resto non abbiamo il giusto numero di tecnici né a livello centrale né a livello locale e non possiamo lasciarci sfuggire questa opportunità”.

Eleonora Niro – Agenparl




Eni e l’AICS di Nairobi firmano un memorandum per lo sviluppo di iniziative congiunte in Kenya

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23nairobiNAIROBI\ aise\ – Eni, tramite la consociata Eni Kenya, e la Sede di Nairobi dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) hanno firmato ieri, 22 luglio, alla presenza dell’ambasciatore d’Italia in Kenya, Alberto Pieri, un Memorandum per individuare possibili opportunità di futura collaborazione in settori chiave per lo sviluppo del Paese quali agricoltura e catene del valore, dell’ambiente, della salute, della formazione e dell’istruzione professionale, nonché dell’accesso all’energia/energia verde e all’innovazione.
L’accordo, dalla durata quadriennale, intende promuovere e rafforzare il “Sistema Italia” all’estero e si inserisce nella strategia di Eni e Aics di far leva sui partenariati pubblico-privati, che le Nazioni Unite indicano come strumento chiave per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. Inoltre, questo accordo è in linea con la legge 125/2014 sulla cooperazione, che riconosce il contributo del settore privato nella definizione e nell’attuazione di progetti di sviluppo sostenibile.
L’accordo permetterà ad Eni Kenya e Aics in Kenya di identificare e sviluppare progetti di collaborazione futura, in coerenza con gli obiettivi strategici di sviluppo sociale del Governo del Kenya e in linea con le loro attività svolte nel Paese.
Eni opera in Kenya dal 2013, con attività di esplorazione offshore Oil & Gas nel Bacino di Lamu, e con iniziative industriali che integrano l’economia circolare lungo la filiera per la produzione di biocarburanti. Inoltre, Eni contribuisce alle iniziative di sviluppo locale della National Oil Corporation of Kenya (NOCK) nei settori chiave dell’istruzione, della salute e dell’acqua, e dei servizi igienico-sanitari.
La sede Aics di Nairobi ha una lunga esperienza nel Paese e una vasta rete con altre Agenzie di Cooperazione, Organizzazioni della Società Civile e Organizzazioni del Sistema delle Nazioni Unite. Il Kenya, inoltre, è un Paese strategico per l’Italia e la sua Agenzia di Cooperazione dalla fine degli anni Novanta, dove ha consolidato i suoi tradizionali ambiti di intervento quali agricoltura e irrigazione, WASH, sviluppo territoriale e umano, con particolare attenzione a sanità, educazione e settore privato. (aise)