Riforma Irpef: solo 3 aliquote

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pil: istat, in secondo trimestre +0,4%, +1,1% anno

Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, conferma la scadenza di metà marzo per l’approdo in consiglio dei ministri della legge delega sulla riforma del fisco.

“Penso di sì, siamo alle battute finali”, ha risposto Leo a chi chiedeva se la settimana prossima sarebbe stata quella buona per la sua approvazione.

“Riusciremo entro metà marzo a portarla in Consiglio dei ministri, poi ci saranno i tempi parlamentari”, ha promesso a margine di un convegno dell’Ordine dei commercialisti di Milano.

Interpellato poi sulla richiesta della Ue all’Italia di recuperare dalla Chiesa l’Ici per le annualità 2006-2011, Leo ha risposto che “quando ci sono delle regole comunitarie bisogna uniformarsi, però anche lì bisogna vedere i limiti perché ci sono delle situazioni in cui non c’è la commercialità, allora in quei casi bisogna vedere come rendere coerente quelle che sono le indicazioni della Ue con la peculiarità di certe strutture della Chiesa Cattolica”.

Leo conferma l’intenzione del governo di ridurre a tre le aliquote dell’Irpef, facendo anche leva su una revisione delle tax expenditures, cioè le detrazioni e le deduzioni fiscali. “Penso che ci siano le condizioni per ridurre il numero delle aliquote: si può arrivare a un sistema a 3, ci stiamo lavorando con la Ragioneria”, ha detto Leo. “Abbiamo circa 600 tax expenditure che cubano 156 miliardi. Là si può intervenire. Se si fa una revisione attenta si possono trovare le risorse per calibrare meglio le aliquote”, ha aggiunto.




A rischio il mercato dei cambi valutari

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downloadIl mercato dei cambi valutari, il cosiddetto foreign exchange FX, una parte importante della bolla finanziaria e dei derivati, vive una crescente fibrillazione. Il rischio di una grave crisi è grande. A dirlo è la Banca dei Regolamenti Internazionale di Basilea nel suo recente “Triennual Survey”. Il succitato mercato è caratterizzato da un’eccezionale volatilità, dovuta all’andamento dei tassi d’interesse, all’aumento dei prezzi delle materie prime, all’inflazione e alle tensioni geopolitiche.
Il turnover nei mercati FX è, infatti, in forte rialzo a livello globale. Nell’aprile 2022 il fatturato è stato, in media, pari a 7.500 miliardi di dollari al giorno, un volume 30 volte superiore al pil globale giornaliero. Il 14% in più rispetto al 2019. Circa il 90% delle operazioni sono fatte con la valuta americana. L’euro – la seconda valuta più scambiata, anche in dollari – ha una quota del 31%, in forte calo rispetto al 39% del 2010. La valuta cinese è passata da meno dell’1% di venti anni fa a oltre il 7% di oggi.
Si osservi che il predominio del dollaro nei mercati valutari globali è dovuto al fatto che solitamente due valute diverse non sono scambiate direttamente ma tramite il dollaro.
Secondo la Bri, a rendere più difficile la gestione è la maggiore frammentazione del trading sui cambi perché si è passati a forme bilaterali di negoziazione elettronica. La Bri parla di uno spostamento da forme “visibili” ad altre più opache. È la stessa differenza tra i derivati finanziari gestiti su piattaforme riconosciute e gli otc, over the counter, anch’essi contratti bilaterali e tenuti fuori bilancio.
Una delle principali fonti di vulnerabilità è l’indebitamento in dollari insito nei mercati valutari.A differenza della maggior parte dei derivati, quelli sulle valute comportano lo scambio di capitale e quindi danno luogo a obblighi di pagamento (debiti) pari all’intero importo del contratto.
A metà del 2022 questo indebitamento in dollari ammontava globalmente a 85.000 miliardi. Essendo tenuto fuori bilancio, esso è perciò “mancante” nella contabilità dei bilanci. Se si aggiungono tutte le monete, i debiti arrivano a 97.000 miliardi di dollari, cioè pari al pil globale del 2021 e tre volte il commercio mondiale. Cifre enormi e preoccupanti.
Per i soggetti non bancari fuori degli Usa, per esempio i fondi d’investimento, si stimano 26.000 miliardi di obblighi di pagamento tenuti fuori bilancio, il doppio del loro debito in dollari registrato in bilancio. Nel 2016 erano 17.000 miliardi. Le banche non statunitensi, quindi con un accesso limitato al credito della Federal Reserve, hanno circa 39.000 miliardi di tali obblighi fuori bilancio, rispetto a quelli registrati nei bilanci pari a 15.000. Sono più di 10 volte il loro capitale.
Le operazioni sulle valute, quindi, creano obblighi di pagamento (debiti) in dollari a termine che non compaiono nei bilanci e mancano nelle statistiche sul debito. Gran parte di questo debito è a brevissimo termine. Di conseguenza le esigenze di rollover, cioè il processo di mantenere una posizione aperta oltre la sua scadenza, comportano una grande tensione rispetto alla reale disponibilità di finanziamenti in dollari.
Lontano dagli occhi, afferma la Bri, non dovrebbe tuttavia significare lontano dalla mente. Il fatto che non si vedano non vuol dire che non esistano e che non possano provocare degli sconquassi. Durante la Grande Crisi Finanziaria del 2008 e durante le turbolenze del mercato di marzo 2020, sono stati necessari interventi straordinari della Fed per evitare il peggio. In tempi di crisi, le politiche volte a ripristinare il regolare flusso di dollari a breve termine nel sistema finanziario sono incerte, avvolte nella nebbia.
La Bri afferma che ogni giorno dello scorso aprile, un terzo del fatturato FX, circa 2.200 miliardi di dollari, era a rischio. Un aumento del 16% in tre anni.
Perciò, il rischio che una delle parti coinvolte in una negoziazione di valute non riesca a consegnare la valuta dovuta, può comportare perdite rilevanti per i partecipanti al mercato, a volte con conseguenze sistemiche.
In passato ci sono stati persino casi di fallimento di alcuni attori coinvolti. In definitiva la Bri invita le banche centrali e i governi ad approntare con urgenza regole stringenti. Evidentemente ritiene che le parole e le danze degli sciamani della finanza non bastino. Ci sembra di stare seduti su un vulcano pronto a esplodere! (aise.it)

Mario Lettieri, già Sottosegretario all’Economia, e Paolo Raimondi, economista




Sono pochi gli italiani che danno il 2 x 1000 ai partiti

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downloadSono 20.402.808 di euro i soldi devoluti ai partiti dagli italiani con le dichiarazioni dei redditi del 2022. Solo 1.431.384 su 41.180.529 contribuenti ha scelto di devolvere il proprio 2 x 1000 ai partiti che hanno trasmesso il proprio statuto alla Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici. Dalla lista, dunque, è escluso il Movimento 5 Stelle.
In base ai dati pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, al primo posto rimane il Partito Democratico scelto da 475.808 contribuenti (il 33,24% del totale) per un totale di 7.346.785 euro; al secondo posto Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, scelto da 233.874 (16,34%) per 3.132.360 di euro; al terzo la Lega per Salvini Premier, scelta da 99.667 italiani (6,96%) per un totale di 1.210.231 euro. In pratica lo stesso “podio” dell’anno scorso.
A seguire Europa Verde-Verdi, Sinistra Italiana, Articolo 1, Italia Viva, Azione, ItalExit, Più Europa e Forza Italia.
Nell’elenco dei 29 partiti ammessi al 2 x 1000 anche Maie e Usei.
Il partito fondato da Ricardo Merlo è stato scelto da 5.501 persone (0,38%) per un totale di 56.722 euro; mentre l’Usei di Eugenio Sangregorio è stata scelta da 11.970 contribuenti (0,84%) per 113.209 euro. (aise)




L’Italia si propone come sede dell’organimo europeo antiriciclaggio

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downloadL’Italia ha chiesto di ospitare la sede del nuovo organismo dell’Unione Europea dedicato alla lotta al riciclaggio.
La questione è stata discussa in un incontro tra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il commissario Ue ai servizi finanziari Mairead McGuinness a Bruxelles.
“Nel corso del cordiale e proficuo colloquio, il ministro ha proposto la candidatura dell’Italia a ospitare Amla”, si legge su Twitter in una nota del ministero dell’Economia.
La creazione del nuovo organismo era stata annunciata dal Consiglio europeo lo scorso luglio, con l’obiettivo di rafforzare la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. (ANSA).




Ecco le novità della manovra

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downloadDal taglio del cuneo fiscale alle pensioni, dalla rinegoziazione dei mutui ipotecari (con la possibilità di passare tal tasso variabile al fisso), al congedo parentale, dalle assunzioni nella Pubblica amministrazione ai fondi per il dissesto idrogeologico, allo stop sulle norme sul Pos. Ecco come cambierà la legge di Bilancio, ancora in discussione in Parlamento, con le modifiche presentate in questi giorni dal governo e ora all’esame della commissione Bilancio della Camera.

Cuneo fiscale: rideterminazione sino a 25.000 euro, anziché 20.000 euro, dell’importo della retribuzione per il riconoscimento dell’ulteriore punto percentuale sull’esonero parziale dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti per i periodi di paga dal 1 gennaio al 31 dicembre 2023.

Reddito di cittadinanza: riconoscimento della misura nel limite massimo di 7 mensilità anziché 8.

No contributi per chi assume beneficiari Reddito: innalzamento da 6.000 a 8.000 euro della soglia massima per l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro che assumono, tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2023, con contratto a tempo indeterminato, beneficiari del reddito di cittadinanza.

Pensioni: revisione del meccanismo d’indicizzazione delle pensioni per gli anni 2023-2024 per tutelare i soggetti più bisognosi; innalzamento a 600 euro delle pensioni per gli ultra75enni, limitatamente all’anno 2023.

Mutui: quelli a tasso variabile fino a 200.000 euro per l’acquisto della prima casa potranno essere trasformati a tasso fisso. Le banche dovranno accettare questa condizione. La misura riguarda coloro che dichiarano un Isee massimo di 35.000 euro.

Congedo parentale: aumento all’80 per cento dell’indennità del congedo parentale riconosciuta ai genitori, in via alternativa, per il periodo di un mese.

Famiglia e disabili: proroga detrazioni fiscali per le spese per interventi diretti alla eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici unifamiliari e nei condomini; incremento della maggiorazione della misura dell’Assegno unico e universale riconosciuta al nucleo familiare con quattro o più figli.

Fondazioni bancarie: promozione e sostegno delle comunità dei territori delle fondazioni di origine bancaria in difficoltà attraverso la fusione degli enti.

Università: estensione, fino al 2027, del concorso statale al finanziamento delle attività istituzionali dei policlinici universitari gestiti direttamente da università non statali (35 milioni di euro annui); nell’ambito del settore della università e della ricerca, istituzione di borse di studio in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata; equiparazione fra università statali e istituti privati di alta formazione ai fini del riconoscimento delle risorse destinate a fini premiali; esclusione delle borse di studio destinate agli studenti universitari con disabilità dal computo reddituale ai fini della percezione di altre misure assistenziali in favore degli invalidi.

Sport: trasformazione dell’Istituto per il credito sportivo in Spa.

Giustizia: incremento del Fondo per il rimborso delle spese processuali in favore dell’imputato assolto e modifiche alla disciplina sulla liquidazione del rimborso con previsione della liquidazione in un’unica soluzione; disposizioni per l’attuazione del Pnrr in materia di processo civile e riduzione a 12 mesi della durata del tirocinio dei magistrati ordinari.

P.a.: armonizzazione dell’indennità di amministrazione per il personale Anpal e dell’Inl (oneri a decorrere dal 2023: 20.542.346 euro annui per INL 493.640 euro annui per Anpal); assunzioni per il MASAF (300 unità di personale, area funzionari) per il contrasto alle frodi; istituzione dell’Autorità di gestione nazionale del Piano Strategico della Politica agricola comune (PAC) e rafforzamento della capacità amministrativa del Masaf e dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura; efficientamento degli organismi e delle attività in ambito agricolo.

Rifinanziamento fondo Masaf; rifinanziamento dell’incentivazione sperimentale del personale non appartenente al ruolo sanitario di livello dirigenziale del Ministero della sanità; disposizioni in materia di dimensionamento scolastico, al fine di raggiungere un obiettivo Pnrr; progressioni di carriera per ricercatori e tecnologi negli enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR; misure per la funzionalità del Ministero della difesa; autorizzazione dalla spesa da destinare alla stipula di polizze assicurative per la tutela legale e la copertura della responsabilità civile verso terzi a favore del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco per eventi dannosi non dolosi causati a terzi nello svolgimento del servizio; fondo per il finanziamento delle assunzioni delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco; misure per la funzionalità del MAECI: assunzione di 100 unità (area seconda) per il 2023 e 420 unità (area terza) per il 2024; rafforzamento delle strutture della Ragioneria generale dello Stato, anche ai fini degli adempimenti relativi al Pnrr; istituzione della Segreteria tecnica della Cabina di regia per la determinazione dei LEP;assunzioni per il Corpo di polizia penitenziaria – 250 unità per ciascuno degli anni 2023, 2024, 2025 e 2026 – e incremento degli organici degli Uffici giudiziari; assunzioni per il potenziamento della Corte dei Conti nel biennio 2023-2024: 13 unità dirigenziali di seconda fascia; unità area funzionari; 242 unità area assistenti.

Caro bollette: proroga al primo trimestre dell’anno 2023 dell’applicazione dell’aliquota Iva ridotta al 5% alle somministrazioni di energia termica prodotta con gas metano in esecuzione di un contratto servizio energia; estensione al settore del teleriscaldamento della riduzione dell’aliquota Iva al 5%, per il primo trimestre dell’anno 2023; sospensione fino al 31 gennaio 2023 dei procedimenti di interruzione della fornitura per i clienti finali direttamente allacciati alla rete di trasporto del gas naturale; individuazione (da parte di MEF e MASE) di intermediari finanziari abilitati per l’adozione di pratiche per garantire la liquidità e la fluidità dei mercati finanziari sui quali si determina il valore di riferimento del prezzo del gas; riduzione al 10 per cento dell’aliquota Iva applicata ai pellet, per l’anno 2023; disposizioni in materia di enti di previdenza di diritto privato: previsione (da parte del MEF, di concerto con MLPS, sentita la COVIP) di un quadro regolamentare per gli investimenti delle Casse private di previdenza; disposizioni a favore degli enti erogatori di servizi sociosanitari e socioassistenziali: riconoscimento di un contributo straordinario per le IPAB in ragione dell’incremento dei costi dell’energia (Oneri: 5 mln di euro per il 2023).

Superbonus: modifiche dei termini per la presentazione della Cila per i condomìni.

Sostegno alle attività produttive e agricole: disposizioni finanziarie per le imprese operanti nel settore del commercio di prodotti di consumo al dettaglio: ammortamento del costo dei fabbricati strumentali per l’esercizio dell’impresa per il periodo di imposta in corso al 1 gennaio 2023 e per i successivi quattro periodi d’imposta; agevolazioni fiscali sulle imposte indirette dovute per i trasferimenti di proprietà di fondi agli under40 che intendono conseguire l’iscrizione alla gestione previdenziale e assistenziale per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali, ai soggetti già iscritti o che si impegnano a coltivare o condurre direttamente il fondo per 5 anni; istituzione della Fondazione Centro Italiano per il design dei circuiti integrati a semiconduttore per favorire l’innovazione tecnologica nel settore (Oneri: spesa in conto di capitale di 10 milioni di euro per l’anno 2023 e 25 milioni per ciascuno degli anni dal 2024 al 2030 e spesa di parte corrente per 5 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2030); stanziamento aggiuntivo di 30 mln di euro per l’anno 2023 e 40 mln di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026 per l’agevolazione “Nuova Sabatini” (investimenti produttivi piccole e medie imprese); supporto della competitività delle imprese italiane all’estero e disposizioni in materia di gestione del Fondo Microcredito Centrale da parte di Simest S.p.a.; rifinanziamento delle attività di digitalizzazione e degli interventi per l’attuazione del Piano Radio Digitale DAB; modifiche alla gestione del Fondo per le infrastrutture ad alto rendimento per renderla più efficiente; rafforzamento della struttura organizzativa dell’Autorità di regolazione dei trasporti; nell’ambito del settore dell’università e della ricerca, disposizioni in materia di: integrazione risorse CNR; perequazione indennità di amministrazione del personale dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca; compensi di esperti e componenti di commissioni per la valutazione di progetti di ricerca; innalzamento da 400 a 500 e da 700 a 800 dei requisiti per le piccole imprese per utilizzare la contabilità semplificata.

Sistema di controllo in relazione alle calamità naturali e per fronteggiare il dissesto idrogeologico: implementazione del sistema di allarme pubblico IT-Alert; rafforzamento delle capacità operative delle Autorità di bacino distrettuali.

agi.it




Le banche centrali affossano i mercati: tonfo di Wall Street

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212855914 a4209d1a 3e2f 483d 8584 315d8e33e2ffLe banche centrali di Inghilterra, Stati Uniti e Unione Europea non allentano la stretta sul costo del denaro e la reazione dei mercati non si fa attendere. Wall Street risponde alla Fed e chiude in rosso con il Dow Jones Industrial Average che perde il 2,25% a 33.202,22 punti, Nasdaq il 3,23% a 10,810.53 punti, lo S&P 500 il 2,48% a 3.898,50 punti. Ieri la Federal Reserve ha aumentato i tassi di mezzo punto percentuale e ha presentato una nuova serie di previsioni che indicano che rimarrà elevata l’inflazione, rallenterà la crescita del prodotto interno lordo e aumenterà la disoccupazione.

La banca centrale Usa ha dichiarato che il tasso di riferimento si attesterà probabilmente al di sopra del 5%, un livello superiore a quello previsto solo pochi mesi fa, e ha indicato di non essere incline a una pausa o a un cambiamento verso tagli dei tassi in tempi brevi.

Il presidente Jerome Powell ha dichiarato che ci sono alcuni segnali di raffreddamento dell’inflazione, ma non abbastanza da convincere i responsabili politici che l’inflazione sia sulla strada verso l’obiettivo del 2%. Gli operatori si aspettano altri due rialzi dei tassi l’anno prossimo, ciascuno di almeno un quarto di punto percentuale.

Sul fronte azionario, in profondo rosso Apple a -4,69%, Ibm a -5%, Intel a -3,93%, Microsof -3,19%. Tonfo di Netflix (-8,88%) dopo che un rapporto ha rivelato il fallimento dell’operazione che puntava a offrire il servizio a un prezzo più basso in cambio dell’accettazione di una dose significativa di pubblicità.

A novembre, Netflix ha lanciato un’offerta per accedere ai suoi contenuti a un prezzo di 6,99 dollari negli Stati Uniti, ma con lo svantaggio di avere la programmazione interrotta di tanto in tanto dalla pubblicità, con 4-5 minuti di spot all’ora. In controtendenza le azioni di Tesla, salite dello 0,5% dopo che l’amministratore delegato Elon Musk ha reso noti altri 3,6 miliardi di dollari di vendite di azioni.

agi.it




Dollaro più forte dell’euro

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È la prima volta in quasi due decenni che il valore dell’euro scivola sotto quota 0,99 dollari.

Sulla scia dell’incertezza legata all’emergenza energetica in Europa, dopo che Gazprom ha annunciato che avrebbe chiuso completamente il gasdotto Nord Stream 1 fino alla riparazione di una turbina. La moneta unica è scesa dello 0,71% a 0,9883 dollari, ai minimi dal dicembre 2002, per poi recuperare terreno a 0,9892. Nel frattempo, l’indice del dollaro statunitense, che misura il biglietto verde rispetto a un paniere di sei valute, dove l’euro è la moneta più pesante, ha toccato un nuovo massimo di due decadi, salendo fino a un massimo di 110,25.

Dall’inizio dell’anno la valuta europea ha continuato a indebolirsi rispetto al dollaro, colpita dalle turbolenze economiche e dalle incertezze suscitate dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Quello del Nord Stream 1, stando al parere del produttore di turbine Siemens Energy, è uno stop ingiustificato dal punto di vista tecnico. Il Cremlino ha attribuito la riduzione delle forniture attraverso Nord Stream alle sanzioni europee che avrebbero bloccato il ritorno di una turbina Siemens in riparazione in Canada.

Dopo aver sfiorato il 26 agosto il massimo storico di 345 euro per megawattora, stabilito a marzo all’inizio della guerra in Ucraina, la scorsa settimana il prezzo del gas naturale europeo è sceso di oltre un terzo, chiudendo le contrattazioni a 212 euro al megawattora.

La Voce di New York




Svalutazione euro e riduzione retribuzioni/ Confsal Unsa Esteri: pronto stato di agitazione

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lauriola“In una congiuntura economica, finanziaria e sociale complicata come quella in atto a livello globale, l’anomalia sussistente presso le nostre sedi estere relativa al prosieguo dell’erogazione delle retribuzioni in euro lì dove la moneta euro subisce da mesi una svalutazione senza precedenti, rappresenta un’aggravante dinanzi alla quale è urgente correre ai riparti con interventi tampone sul breve periodo e strutturali sul medio-lungo”. Lo dichiara in una nota Iris Lauriola, Segretario Nazionale della Confsal-Unsa esteri.
“In Paesi come la Svizzera, USA, UK e Israele, – spiega Lauriola – la retribuzione dei lavoratori a contratto è erogata in euro malgrado l’evidente sbilanciamento tra la valuta locale e la moneta europea, in ragione del tasso di cambio svantaggioso, e ciò sta causando una decurtazione violenta dell’ammontare della retribuzione, con un calo netto oscillante tra il 10 e il 30% con conseguente erosione del potere di acquisto dei nostri lavoratori, che in una stagione complessa come quella attuale rischia di configurarsi come un deterrente al prosieguo della collaborazione con i nostri uffici all’estero”.

“La normativa originaria, riformata nel 2002 in occasione dell’introduzione dell’euro, – sottolinea la sindacalista – prevedendo l’erogazione della retribuzione in moneta locale sanciva una forma di garanzia nei confronti delle fluttuazioni di cambio, che in una stagione come quella in atto appare urgente rispristinare in quei Paesi in cui le suddette fluttuazione risultano drammatiche per le condizioni economico-sociali dei nostri lavoratori, già vessati – come noto – da riadeguamenti stipendiali ex articolo 157 dpr 18/67 irrisori e dal mancato ripristino del diritto alle detrazioni per carichi di famiglia, depennate in maniera illegittima con l’entrata in vigore della disciplina in materia di assegno unico e universale”.
“Gli impiegati delle suddette sedi sono sul piede guerra pronti a dichiarare lo stato di agitazione che a poche settimane dall’avvio delle operazioni di voto oltre confine, rappresenterebbe un serio elemento di criticità per le nostre sedi oltre confine. Pertanto – sottolinea Lauriola – è urgente individuare inderogabili meccanismi “correttivi” della norma che tutelino la retribuzione del personale in quei Paesi dove si registra per periodi importanti una svalutazione dell’euro, al fine di garantire la migliore tutela dei nostri lavoratori, esorcizzando scenari di criticità e creare le condizioni per una loro serena operatività, poiché continuamente esposti a sollecitazioni negative di tipo normativo, economico e sociale”. (aise) 




Rating: Italia sorvegliato speciale

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downloadDopo la crisi di governo e lo scioglimento delle Camere con le inevitabili incertezze connesse al futuro dell’economia, è arrivato il giudizio di due società di rating sul nostro paese. Ma, come si dice, gli esami non finiscono mai.

E l’Italia resta sorvegliato speciale in questa fase politica molto delicata, dovendo convincere la comunità finanziaria internazionale di essere in grado di tenere fede ai suoi programmi di sviluppo. Il risultato delle urne del 25 settembre prossimo avrà subito dopo il primo banco di prova: Moody’s si pronuncerà infatti sul nostro rating appena cinque giorni dopo, il 30 settembre e a seguire, il 21 ottobre, sarà la volta di S&P. Dopo nemmeno un mese, il 18 novembre, Fitch si esprimerà sulla sostenibilità del nostro rating. Insomma, non bisognerà attendere molto per la ‘pagella’ delle ‘tre sorelle’ – così come vengono comunemente chiamate nel mondo finanziario le agenzie internazionali di rating – che ha un significato molto importante per capire lo stato di salute della nostra economia.

La politica e l’outlook

L’ultima in ordine di tempo a dare il suo giudizio sull’Italia (e sul suo debito) è stata Moody’s che ha comunicato di aver confermato il grado Baa3 ma di aver rivisto al ribasso l’outlook che passa da stabile a negativo. Un peggioramento dettato dalle incertezze legate alla crisi di governo e alla sua capacità di tener fede ai piani del Pnrr e in ultima analisi di risolvere alcuni problemi storici. Pochi giorni prima, a fine luglio, a parlare era stato S&P e anche in questo caso aveva confermato il grado BBB/A-2 ma aveva ritoccato in chiave peggiorativa l’outlook che era passato da positivo a stabile per le stesse ragioni.

Com’è fatto il rating

Il rating è fondamentalmente composto di due parti: il rating vero e proprio ovvero il “giudizio” e l’outlook che invece è una previsione sulle prossime evoluzioni. Si tratta di una sorta di “bollino di qualità” che certifica la solidità finanziaria di un’azienda o di un Paese, chiarisce se i fondamentali sono solidi o meno, se l’ente sarà in grado di onorare il suo debito, mostra le prospettive di sviluppo. Va da sé quindi che il rating influenzi non poco l’andamento del mercato obbligazionario e non solo visto che qualsiasi investitore lo visiona prima di comprare un bond (che non è altro che una quota di debito venduta ad un investitore, che la compra dietro la promessa di un rendimento più o meno sostanzioso).

Si tratta quindi di una “pagella” che ha inevitabili ripercussioni in larga parte dell’economia di un Paese, a maggior ragione se ad alto indebitamento come l’Italia (non va dimenticato che alla fine del primo trimestre dell’anno il rapporto debito/Pil italiano è salito 152,6%).

Le “tre sorelle”

Da qui il timore con cui si attende il giudizio delle “tre sorelle”, ovvero Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch. Quest’ultima lo scorso maggio aveva confermato rating e outlook all’Italia ma si deve ancora esprimere dopo la crisi di governo che ha inevitabilmente complicato la scenario politico ed economico del Paese.

Analizzando lo storico dei rating si nota che da metà anni ’80 a gennaio 2012 l’Italia aveva visto solo lettere A che la posizionavano sui massimi delle scale di ogni singola agenzia di rating. La serie si interrompe per la prima volta il 13 gennaio 2012 con la Bbb+ e outlook negativo di S&P. A capo dell’esecutivo c’era Mario Monti e l’Italia faceva in conti con uno spread tra Btp-Bund a 531 punti.

Le classificazioni

Pochi mesi più tardi, a luglio, anche Moody’s declassa l’Italia a Baa2 con outlook negativo e così l’anno successivo, a marzo 2013, anche Fitch che parla di Bbb+ e oulook negativo. Da allora il Paese non ha più rivisto lettere A e continua ad oscillare tra la parte alta e la parte centrale del grado B.

Ma queste letterine, che all’apparenza sembrano innocue, indicano in realtà precisi standard di qualità, e hanno alcune differenze tra di loro. Non solo, ma anche le ‘tre sorelle’ hanno un diverso standard di classificazione. Alla base del rating a lungo termine, al primo posto della scala di valori c’è la AAA (promozione a pieni voti, massima stabilità ed affidabilità, un giudizio riservato, per intenderci, a Paesi come la Germania, il Cadada o la Svizzera); segue AA+ oppure Aa1 nel caso di Moody’s; a seguire AA e AA- per S&P e Fitch (oppure Aa2 e Aa3 per Moody’s) e, ancora, A+, A e A- per S&P e Fitch (A1 A2 e A3 per Moody’s).

Segue poi il rating B, da BBB (le finanze sono momentaneamente soddisfacenti) a B (situazione economica variabile). Quindi, il rating C (che indica il grado di vulnerabilità). Il D sta a significare il massimo rischio di default. Questi ultimi due gradi indicano anche i temuti “junk”, ossia titoli spazzatura, che preannunciano il ‘fallimento’ finanziario di un paese.

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Semplificazione fiscale/ Confsal-Unsa Esteri: il parlamento continui a lavorare per l’approvazione

confsal unsa

confsal unsa“Le dinamiche politico-istituzionali di questi ultimi giorni hanno di fatto stravolto la ordinaria prosecuzione dei lavori parlamentari su provvedimenti tanto attesi soprattutto dai nostri lavoratori oltre confine, tra questi il decreto semplificazione fiscale, al quale era stato depositato l’emendamento recante l’introduzione dell’assegno familiare compensativo del vecchio assegno al nucleo, di cui appare urgente l’approvazione”. Lo dichiara in una nota Iris Lauriola, Segretario Nazionale della CONFSAL-UNSA ESTERI.
“Come è stato più volte ribadito dalla nostra Sigla, – spiega Lauriola – in una fase delicata come quella in atto, nella quale i nostri lavoratori sono stati privati di spettanze legittime e che si configurano come un chiaro e inderogabile diritto acquisito, e nella quale molti di loro non hanno nemmeno potuto beneficiare di un adeguamento retributivo “reale” ai sensi dell’articolo 157 del dpr 18/67 per oggettiva insufficienza di fondi sul capitolo, apparrebbe un azzardo chiedere anche un surplus di lavoro per la predisposizione degli adempimenti elettorali oltre confine: pertanto lasciare questo scenario invariato alla vigilia di nuove quanto inaspettate elezioni mette a rischio la tenuta e la stabilità delle nostre sedi all’estero”.
Lauriola conclude: “Per questo rivolgo un invito a tutti i Parlamentari sensibili alle tematiche estere, in particolare ai Parlamentari eletti all’estero, affinché si adoperino nelle sedi competenti ai fini della rettifica di questo scenario iniquo, nella prospettiva di consentire l’approvazione in Aula della proposta condivisa, al fine di creare le condizioni “minime” tra i nostri lavoratori per poter affrontare quest’altra sfida per la nostra rete oltre confine. Il nostro è un invito al buon senso e alla responsabilità, ma anche un ringraziamento per chi in merito si sta prodigando in Parlamento, alla vigilia di una campagna elettorale dalla complessità senza precedenti”. (aise)