Pensioni all’estero: scade oggi il termine per l’accertamento dell’esistenza in vita

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C’è tempo solamente oggi per i pensionati italiani residenti all’estero interessati dalla prima fase della campagna di accertamento dell’esistenza in vita, la procedura periodica prevista dall’INPS per verificare che i beneficiari delle prestazioni pensionistiche siano ancora in vita.

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La verifica riguarda migliaia di pensionati che percepiscono la pensione italiana fuori dai confini nazionali e rappresenta un passaggio indispensabile per garantire la regolarità dei pagamenti ed evitare erogazioni indebite.

Il termine è stato prorogato al 19 settembre solo per i pensionati residenti in Venezuela in ragione dell’emergenza post sisma.

Chi non ha ancora inviato la documentazione richiesta deve provvedere entro la scadenza. In caso contrario, il pagamento della pensione potrà essere effettuato con modalità differenti e, se la situazione non verrà regolarizzata nei tempi previsti, potrà essere sospeso fino al completamento della verifica.

L’accertamento dell’esistenza in vita viene effettuato periodicamente attraverso la banca incaricata dei pagamenti all’estero, che invia ai pensionati tutta la modulistica necessaria e le istruzioni per la restituzione dei documenti.

L’INPS invita tutti gli interessati a controllare di aver completato correttamente la procedura per evitare ritardi nell’accredito della pensione e possibili disagi amministrativi.

Per i connazionali residenti all’estero si tratta di un adempimento importante che consente di continuare a ricevere regolarmente la pensione italiana senza interruzioni.




Dove conviene aprire un’impresa in Centro America? Guida per gli imprenditori italiani

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Molti italiani guardano al Centro America con interesse, attratti da un mercato in crescita, da costi operativi spesso inferiori a quelli europei e dalla possibilità di espandere la propria attività in un’area strategica tra Nord e Sud America.

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Ma qual è il Paese più adatto per investire?

La risposta dipende dal settore in cui si intende operare, dal capitale disponibile e dagli obiettivi dell’impresa. Tuttavia, alcuni Paesi offrono condizioni decisamente più favorevoli di altri.

1. Panama: il punto di riferimento per gli investitori

Panama è considerato il Paese più competitivo della regione per chi desidera avviare un’attività.

L’economia è stabile, il dollaro statunitense è la valuta di riferimento e il sistema bancario è tra i più sviluppati dell’America Latina. Il Canale di Panama continua a fare del Paese uno dei principali hub commerciali e logistici del continente.

È particolarmente indicato per aziende che operano nell’import-export, nella logistica, nei servizi professionali, nella consulenza e nel commercio internazionale.

2. Costa Rica: qualità della vita e turismo

Il Costa Rica è uno dei Paesi più stabili dell’America Latina.

Negli ultimi anni ha attirato numerosi imprenditori stranieri grazie alla sicurezza, all’attenzione per l’ambiente e a un turismo ormai consolidato.

È una destinazione interessante per hotel, ristoranti, attività legate all’ecoturismo, servizi digitali e consulenze professionali.

Di contro, il costo della vita e degli immobili è superiore rispetto alla maggior parte degli altri Paesi centroamericani.

3. Guatemala: il mercato più grande

Con oltre 18 milioni di abitanti, il Guatemala offre il mercato interno più ampio della regione.

È una destinazione interessante per industria, distribuzione commerciale, agricoltura e trasformazione alimentare.

Richiede però una buona conoscenza del mercato locale e una pianificazione accurata.

4. El Salvador: il Paese che sta cambiando

Negli ultimi anni El Salvador ha migliorato sensibilmente il quadro della sicurezza e ha avviato politiche per attrarre investimenti stranieri.

Il turismo è in crescita, così come l’interesse per il settore tecnologico e digitale.

Molti osservatori ritengono che sia uno dei mercati emergenti da seguire con maggiore attenzione.

5. Belize: piccolo ma interessante

Belize presenta caratteristiche particolari.

La lingua ufficiale è l’inglese, il turismo continua a crescere e il settore immobiliare offre ancora alcune opportunità.

Il mercato interno è limitato, ma può essere una buona scelta per chi punta su turismo, nautica e servizi destinati agli stranieri.

E gli altri Paesi?

Honduras e Nicaragua possono offrire opportunità in alcuni settori specifici, ma richiedono una valutazione molto attenta del contesto normativo, economico e politico.

Prima di investire

Aprire un’impresa all’estero non significa soltanto scegliere il Paese giusto.

È fondamentale conoscere la normativa locale, il sistema fiscale, le procedure per ottenere permessi e licenze e, soprattutto, analizzare il mercato prima di investire.

Un buon business plan e l’assistenza di professionisti qualificati possono evitare errori costosi.

Il punto di Fatti Nostri

Non esiste il Paese perfetto per tutti.

Chi cerca un ambiente favorevole agli affari troverà in Panama una scelta difficilmente eguagliabile.

Chi punta sulla qualità della vita e sul turismo potrebbe preferire il Costa Rica.

Chi vuole entrare in un mercato più grande guarderà con interesse al Guatemala.

L’aspetto più importante, però, resta sempre lo stesso: non innamorarsi di un Paese prima di aver studiato il mercato.

Nei Caraibi e in Centro America le opportunità esistono, ma il successo dipende molto più dalla preparazione dell’imprenditore che dalla destinazione scelta.




Repubblica Dominicana, la riforma del lavoro è a un passo dal fallimento: il dialogo è fermo

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La riforma del Codice del Lavoro della Repubblica Dominicana rischia di naufragare. A meno di un mese dalla chiusura della legislatura, il confronto tra Governo, sindacati e imprenditori è completamente bloccato e il progetto potrebbe decadere se non sarà approvato entro il 26 luglio.

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Il presidente della Confederación Nacional de Unidad Sindical (CNUS), Rafael “Pepe” Abreu, denuncia un «silenzio assoluto» dopo l’appello del presidente Luis Abinader a riprendere il dialogo tra le parti. Secondo il sindacalista, il Consiglio Consultivo del Lavoro, l’organismo incaricato di convocare il confronto, non ha ancora fissato alcun incontro.

Il nodo principale resta quello della cesantía, l’indennità spettante ai lavoratori in caso di licenziamento. Il Governo ha ribadito che non intende modificarla, mentre il settore imprenditoriale continua a chiedere una revisione di alcuni aspetti della riforma.

Se il Congresso non riuscirà ad approvare il testo entro la fine della sessione legislativa, il progetto decadrà e l’intero iter dovrà ricominciare da capo. Sarebbe un duro colpo per una riforma discussa da quasi due anni e considerata strategica per aggiornare il Codice del Lavoro dominicano, in vigore dal 1992.

Le prossime settimane saranno quindi decisive. Se il dialogo non riprenderà rapidamente, la Repubblica Dominicana rischia di perdere un’altra occasione per modernizzare una delle sue principali leggi sul lavoro.

#RepubblicaDominicana #RiformaDelLavoro #Lavoro #Abinader #Economia #Sindacati #Imprese #FattiNostri




Repubblica Dominicana, nuove tutele per i lavoratori: entra in vigore il regolamento sui rischi professionali

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Importanti novità per i lavoratori della Repubblica Dominicana con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento sull’Assicurazione contro i Rischi Professionali, approvato mediante il Decreto 287-26. La normativa aggiorna un sistema rimasto sostanzialmente invariato per oltre vent’anni e introduce misure pensate per adattarsi alle nuove realtà del mondo del lavoro.

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foto Diario Libre

Tra i cambiamenti più rilevanti figura il riconoscimento formale del telelavoro. I dipendenti che svolgono la propria attività a distanza avranno diritto alla stessa copertura assicurativa e alle stesse prestazioni previste per chi lavora in presenza. Saranno inoltre considerati incidenti sul lavoro anche quelli verificatisi durante gli spostamenti direttamente collegati all’attività lavorativa.

Per la prima volta il sistema apre inoltre la strada all’inclusione dei lavoratori autonomi e dei professionisti indipendenti. L’estensione della copertura avverrà gradualmente, dopo studi tecnici e finanziari e l’approvazione di regolamenti specifici per il settore.

Il nuovo regolamento rafforza anche le prestazioni economiche per coloro che subiscono un infortunio o una malattia professionale. In caso di incapacità temporanea, il lavoratore potrà ricevere un sussidio pari al 75% del salario medio percepito negli ultimi sei mesi. Sono inoltre previste pensioni e indennizzi più chiari e aggiornati per le persone che riportano invalidità permanenti a seguito di incidenti sul lavoro.

Tra le innovazioni introdotte vi è anche il rafforzamento delle pensioni per superstiti in caso di decesso del lavoratore e l’aggiornamento periodico degli importi delle pensioni legate a invalidità e sopravvivenza. Il regolamento contempla inoltre procedure più trasparenti per la presentazione di reclami e ricorsi da parte degli assicurati.

Le autorità sottolineano che la riforma punta a modernizzare il sistema di protezione sociale dominicano, adeguandolo alle trasformazioni del mercato del lavoro e garantendo maggiore sicurezza economica e sanitaria ai lavoratori e alle loro famiglie.




Repubblica Dominicana, approvata la riforma del lavoro: più tutele ma restano le polemiche

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Il Senato della Repubblica Dominicana ha approvato nei giorni scorsi il nuovo Codice del Lavoro, una delle riforme più discusse degli ultimi anni nel Paese caraibico. Il progetto, sostenuto dal governo del presidente Luis Abinader, punta a modernizzare una normativa considerata ormai superata rispetto alle nuove realtà economiche e digitali.

La riforma introduce modifiche importanti nei rapporti tra imprese e lavoratori. Tra i punti principali figurano il riconoscimento di nuove forme di lavoro digitale e a distanza, maggiori garanzie per le donne in gravidanza, aggiornamenti sulle ferie e sui congedi, oltre a norme specifiche contro le molestie sul posto di lavoro.

Uno degli aspetti più dibattuti riguarda però il sistema delle liquidazioni e delle indennità di licenziamento. Le organizzazioni imprenditoriali chiedevano una riduzione dei costi per le aziende, sostenendo che il vecchio sistema frenasse gli investimenti e la creazione di posti di lavoro. I sindacati, invece, hanno difeso il mantenimento delle tutele storiche dei lavoratori dominicani.

Alla fine il Congresso ha scelto una linea intermedia: molte protezioni tradizionali sono rimaste, ma sono stati introdotti meccanismi più flessibili per alcuni settori produttivi e per le nuove piattaforme digitali.

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Secondo il governo, la nuova legge renderà il mercato del lavoro più competitivo e più adatto agli investimenti internazionali, soprattutto nel turismo, nei call center, nella logistica e nei servizi tecnologici. Le autorità sostengono inoltre che il nuovo Codice aiuterà a ridurre il lavoro informale, che continua a coinvolgere una parte molto ampia della popolazione attiva del Paese.

Le critiche però non mancano. Alcuni sindacati temono che, nel lungo periodo, la maggiore flessibilità possa tradursi in una perdita di stabilità occupazionale e in un indebolimento dei diritti dei dipendenti. Anche diverse associazioni imprenditoriali ritengono che la riforma non sia andata abbastanza lontano nella riduzione del costo del lavoro.

Il testo dovrà ora completare gli ultimi passaggi istituzionali prima della promulgazione definitiva, ma l’approvazione parlamentare rappresenta già una svolta importante per il sistema economico dominicano. Dopo anni di discussioni e rinvii, il Paese si prepara così ad applicare una delle più grandi riforme del lavoro degli ultimi decenni.




Repubblica Dominicana verso la riforma della sicurezza sociale: pensioni più sicure e tutela contro l’inflazione

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6a029f48d0d1aIl governo dominicano accelera sulla riforma della Legge 87-01 sulla sicurezza sociale, con l’obiettivo di garantire pensioni più stabili e una maggiore protezione sanitaria per i lavoratori del Paese. Secondo il sovrintendente alle pensioni Francisco Torres, il nuovo progetto punta a trasformare l’attuale sistema in un modello più solido e sostenibile nel tempo.

Tra le principali novità allo studio vi sarebbe l’introduzione di meccanismi che assicurino pensioni adeguate anche di fronte all’inflazione, evitando che il potere d’acquisto dei pensionati si riduca negli anni. Le autorità parlano di una “evoluzione” del sistema previdenziale dominicano, con maggiori garanzie per chi conclude la propria vita lavorativa.

La riforma includerebbe inoltre cambiamenti nel settore sanitario e nella copertura dei rischi sul lavoro. Uno degli aspetti più discussi riguarda la distribuzione più equa delle risorse mediche, prendendo in considerazione età, sesso e condizioni di salute degli assicurati, invece dell’attuale modello uniforme.

Negli ultimi anni sindacati, lavoratori e associazioni hanno criticato il sistema attuale, sostenendo che molte pensioni risultano troppo basse dopo decenni di contributi. Per questo il governo cerca ora un consenso politico e sociale prima di presentare ufficialmente il progetto al Congresso nazionale.

foto Listín Diario




Biesse scommette sul Messico: nuova sede per crescere in America Latina

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biesse 835 u1030991347yuf 835x437@ilsole24ore webL’industria italiana continua a guardare con decisione oltreoceano. Il gruppo Biesse, eccellenza marchigiana nel settore delle tecnologie per la lavorazione dei materiali, ha inaugurato una nuova sede commerciale in Messico, rafforzando così la propria presenza nel continente americano.

L’operazione rappresenta un passo strategico per l’azienda con sede a Pesaro, già attiva in America Latina attraverso il Brasile e ora determinata a consolidarsi anche nel mercato nordamericano e centroamericano, considerato in forte espansione.

La nuova struttura sorge a Guadalajara, uno dei principali poli industriali del Paese, e nasce anche grazie all’integrazione di Bavelloni, realtà recentemente acquisita dal gruppo e specializzata nelle tecnologie per la lavorazione del vetro e della pietra. Questo permetterà a Biesse di offrire in loco un portafoglio completo di soluzioni, accompagnato da servizi sempre più efficienti.

Fondamentale sarà il collegamento con la sede statunitense del gruppo, che garantirà supporto tecnico rapido e una gestione più efficace dei ricambi, migliorando tempi e qualità dell’assistenza per i clienti dell’intera area.

Il Messico e l’America Centrale, infatti, stanno vivendo una fase di crescita significativa nella domanda di automazione e tecnologie industriali. Ed è proprio su questa dinamica che punta Biesse: maggiore vicinanza ai clienti, presenza diretta sul territorio e una visione di sviluppo a lungo termine.

Una scelta che conferma, ancora una volta, la capacità delle imprese italiane di competere e investire nei mercati globali, portando innovazione e know-how ben oltre i confini nazionali.




Canada: aumentano le opportunità di lavoro temporaneo per giovani italiani

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1746467647047Il governo del #Canada ha annunciato un ampliamento dei programmi di mobilità giovanile per il 2026, con effetti diretti anche sulla comunità italiana. In particolare, il programma #International Experience Canada (IEC) — molto utilizzato da giovani italiani — offrirà più posti e procedure semplificate per i visti di lavoro temporaneo.

Perché interessa gli italiani in Canada (e quelli che vogliono arrivarci)

  • Cresce il numero di giovani italiani tra i 18 e i 35 anni che possono entrare legalmente in Canada per lavorare e fare esperienza professionale.

  • Il programma IEC è spesso il primo passo verso un permesso di lavoro più stabile o la residenza permanente.

  • Settori come ristorazione, turismo, assistenza alla persona, edilizia e servizi continuano a soffrire carenza di manodopera, soprattutto in Ontario, Québec e British Columbia.

Secondo le autorità canadesi, l’obiettivo è rispondere alla grave mancanza di lavoratori, mantenendo allo stesso tempo canali regolamentati e sicuri per l’immigrazione temporanea.

Un segnale politico chiaro

La misura viene letta anche come un segnale di apertura verso l’Europa in una fase di tensioni commerciali e geopolitiche con altri partner internazionali. Per la storica comunità italo-canadese — oltre 1,5 milioni di persone — significa nuove opportunità di ricambio generazionale e di ricongiungimento familiare.

Nei prossimi mesi sono attesi dettagli operativi, con date di apertura delle candidature e quote definitive per ciascun Paese.




Grande afflusso di professionisti a Vancouver per il Canada–Italy Green Building Forum

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L’11 e il 12 febbraio scorsi si è tenuta a #Vancouver, in #Canada, una tappa molto significativa del Canada–Italy Green Building Forum, l’incontro annuale dedicato alle migliori pratiche e alle innovazioni nel campo dell’edilizia sostenibile e delle smart cities. L’evento, promosso dalla Italian Chamber of Commerce in Canada – West (ICCCW), si è svolto all’interno di Buildex Vancouver, la più importante fiera dell’ovest canadese per il settore delle costruzioni e dell’innovazione edilizia.

Si è trattato di un’occasione di scambio di idee, casi concreti e tecnologie all’avanguardia, capace di mettere in relazione professionisti e imprese italiane e canadesi con progettisti, investitori, ingegneri e decision-maker del settore. Tra i relatori sono intervenuti rappresentanti istituzionali e figure di spicco del mondo dell’edilizia e della sostenibilità, tra cui l’ambasciatore d’Italia in Canada Alessandro Cattaneo e il presidente dell’ICCCW Celso Boscariol.

L’iniziativa è stata sostenuta da numerosi partner istituzionali e sponsor, come l’Ambasciata d’Italia a Ottawa, il Consolato Generale a Vancouver, Veronafiere, la Regione del Veneto e altre realtà del settore, rafforzando così il ruolo dell’evento come piattaforma di riferimento per il networking internazionale e lo sviluppo di progetti comuni.

Il Canada è riconosciuto a livello mondiale per il suo impegno nella produzione di energia rinnovabile, in particolare grazie all’idroelettrico, e per le politiche ambientali che favoriscono soluzioni a basse emissioni: un contesto perfetto per promuovere partnership e scambi su tecnologie sostenibili.

L’evento offre alle imprese italiane la possibilità di confrontarsi direttamente con un mercato dinamico e in espansione, di intercettare nuovi trend e di allacciare relazioni commerciali strategiche che valorizzano il know-how italiano nel campo della sostenibilità e delle costruzioni verdi.




Pensione italiana negli Stati Uniti e in Canada: cosa cambia nel 2026

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3a0da0f08aa9252ed4a741057cd2a3fe 1200Negli ultimi mesi sono sempre più numerosi gli italiani residenti negli Stati Uniti e in Canada che segnalano difficoltà legate alla #pensione italiana: ritardi nei pagamenti, dubbi sulla tassazione, problemi con il certificato di esistenza in vita e comunicazioni poco chiare con l’INPS.
Il 2026 si apre senza rivoluzioni normative, ma con novità operative e criticità concrete che è bene conoscere per evitare brutte sorprese.

Di seguito una guida chiara e aggiornata, pensata per chi vive in Nord America.

Chi percepisce la pensione italiana in Nord America

Parliamo di cittadini italiani iscritti all’AIRE, residenti stabilmente negli Stati Uniti o in Canada, titolari di pensione INPS (vecchiaia, anticipata, reversibilità)

La pensione continua a essere erogata dall’#INPS, ma con regole specifiche per l’estero.

Pagamento della pensione: cosa sapere nel 2026

La pensione viene pagata mensilmente, tramite accredito su conto estero, in valuta locale (dollari USA o canadesi)

Il pagamento avviene tramite l’istituto incaricato dall’INPS (attualmente Citibank), ma i ritardi segnalati nel 2024–2025 potrebbero ripresentarsi, soprattutto in caso di dati bancari non aggiornati, problemi con il certificato di esistenza in vita, discrepanze anagrafiche.

Consiglio pratico: verificare periodicamente che IBAN / coordinate bancarie siano corrette nel fascicolo previdenziale.

Certificato di esistenza in vita: il punto più critico

È la principale causa di sospensione della pensione.

Ogni anno l’INPS richiede ai pensionati all’estero di dimostrare di essere in vita, tramite modulo cartaceo, firma autenticata, invio nei tempi stabiliti.

Negli USA e in Canada i tempi postali sono spesso lunghi, i consolati sono sovraccarichi, molti pensionati non ricevono il modulo in tempo.

Se il certificato non arriva o non viene validato, la pensione può essere bloccata temporaneamente.

In caso di dubbi, è fondamentale agire prima, non dopo la sospensione.

Tassazione: dove si pagano le tasse?

Qui nascono molti equivoci.

Stati Uniti

In base alla convenzione Italia–USA, la pensione italiana è tassata in Italia

Negli USA va comunque dichiarata, anche se non sempre tassata

Canada

Regole simili, ma con interpretazioni fiscali più complesse

In alcuni casi la pensione può concorrere al reddito imponibile

Ogni situazione è diversa: stato di residenza, tipo di pensione, redditi aggiuntivi.

Errore comune: non dichiarare nulla nel Paese di residenza → rischio sanzioni.

I problemi più segnalati dai lettori di Fatti Nostri

Dalle segnalazioni ricevute negli ultimi mesi emergono sempre gli stessi punti: difficoltà a contattare l’INPS, risposte automatiche o tardive, consolati impossibilitati ad assistere tutti, pensionati anziani lasciati soli nella burocrazia

Una situazione che pesa soprattutto su chi vive lontano dai grandi centri consolari.

Cosa fare per evitare problemi nel 2026

Verificare i dati anagrafici e bancari
Tenere sotto controllo il certificato di esistenza in vita
Conservare tutta la documentazione inviata
Non ignorare comunicazioni INPS
Chiedere assistenza prima che il pagamento venga sospeso

Una questione che riguarda migliaia di italiani

La pensione non è un privilegio, ma un diritto maturato in una vita di lavoro.
Per questo gli italiani residenti in Nord America chiedono procedure più semplici, comunicazioni chiare e un’assistenza adeguata, senza dover affrontare ogni anno le stesse difficoltà.

Fatti Nostri continuerà a raccogliere segnalazioni e a dare voce a chi vive all’estero, spesso lontano dai riflettori, ma non per questo meno italiano.

Se vivi negli Stati Uniti o in Canada e hai avuto problemi con la pensione italiana, scrivici.
Le vostre esperienze aiutano altri lettori a non trovarsi soli.