Addetti scientifici: aperte le candidature per Messico, Sud Africa, Israele e Usa

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farnesina2Sono quattro i bandi aperti per altrettanti posti da addetto scientifico all’estero. Il Ministero degli Affari Esteri, infatti, ha pubblicato gli avvisi per la raccolta di manifestazioni di interesse a ricoprire l’incarico di esperto con funzioni di Addetto Scientifico presso le ambasciate di Messico, Sud Africa, Israele e Stati Uniti.
Il termine per presentare le candidature – valido per tutti i bandi – è fissato al 4 luglio.
La procedura selettiva, a carattere non concorsuale, è volta alla raccolta e alla valutazione di manifestazioni di disponibilità di personale dipendente da Pubbliche Amministrazioni.
I testi dei singoli bandi sono disponibili qui. (aise) 




L’Ambasciata di Santo Domingo assume un interprete

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downloadAVVISO DI ASSUNZIONE DI 1 IMPIEGATO A CONTRATTO DA ADIBIRE A SERVIZI DI COLLABORATORE AMMINISTRATIVO NEL SETTORE TRADUZIONE-INTERPRETARIATO

L’avviso e tutte le necessarie informazioni sono reperibili nella sezione “Amministrazione trasparente” dell’ Ambasciata d’Italia a Santo Domingo, nella sezione “Bandi di concorso”.

https://ambsantodomingo.esteri.it/ambasciata_santodomingo/it/informazioni_e_servizi/trasparenza_e_merito/bandi-di-concorso.html

La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per le 23.59 del 14 luglio 2022, come da punto 2 del bando.

La posizione richiede un’idonea conoscenza delle lingue italiana, spagnola e francese.
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Commissione “Comunicazione, Stampa e Rapporti con il Pubblico” – Com.It.Es. (Comitato Italiani all’Estero) di Santo Domingo




Costa Crociere cerca staff di cucina, 100 assunzioni: quando e come

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costa crociere chef crociere rit usCosta Crociere organizza un’intera giornata dedicata alla selezione diretta di nuovo personale che lavorerà nello staff di cucina delle navi battenti italiana della sua flotta. Il ‘recruiting day’, realizzato in collaborazione con LavoroTurismo, società che opera nel settore della ricerca e selezione di personale per il settore del turismo e della ristorazione, si svolgerà il 14 luglio in modalità online. I posti disponibili per le nuove assunzioni sono circa 100 in totale, per diversi ruoli: cuochi (Commis de Cuisine), pasticceri (Commis Pastry, Demi Pastry, Chef de partie Pastry), pizzaioli e casari.

QUANDO E COME CANDIDARSI, I REQUISITI – L’iscrizione al Recruiting Day può essere effettuata attraverso il sito web https://inrecruiting.intervieweb.it/costacrocierespa/it/career. Una volta selezionata la figura professionale di interesse, è possibile allegare il proprio curriculum vitae e inviare la propria candidatura. Lo staff di LavoroTurismo provvederà a una prima selezione delle richieste ricevute, ed effettuerà un primo colloquio video online con i profili ritenuti più idonei. Il 14 luglio, giorno del Recruiting Day, ci sarà il colloquio finale, sempre in modalità online, con i selezionatori di Costa Crociere. I requisiti richiesti per le posizioni ricercate variano a seconda delle figure professionali, ma per tutte sono necessari il diploma quinquennale di scuola secondaria superiore, conoscenza minima di inglese B1, disponibilità a lavorare in team, esperienza pregressa in ruoli analoghi a terra, o meglio ancora se maturata a bordo di navi da crociera. In particolare, per i Commis de Cuisine e Commis Pastry servono da 6 a 12 mesi; per i Demi Pastry, 2 anni; per gli Chef de Partie Pastry, esperienza in pasticceria minima di 2 anni, più altri 2 anni in una posizione da supervisor; per i pizzaioli 1 anno, mentre per casari 3 anni.

L’inizio del periodo di imbarco per i candidati che supereranno le selezioni e ai quali verrà offerto un primo contratto di lavoro è previsto a partire da questa estate, al termine delle selezioni, su una delle navi della flotta Costa.

adnkronos.it




Da casa o in ufficio? Con il lavoro ibrido si risparmiano 10.000 euro a persona

smart working

smart workingA casa, in ufficio oppure una via di mezzo? Che succederà al mondo del lavoro dopo la fine della pandemia? A quanto pare il lavoro ‘ibrido’ – cioè un misto di smart working e presenza in ufficio – continuerà ad accelerare nel 2022. È quanto prevede IWG, player del lavoro ibrido in Italia e nel mondo, operativo con i brand Copernico, Regus, Spaces, Signature e HQ. Sono sempre di più, infatti, le aziende che si stanno rendendo conto dei benefici economici, sociali e sanitari derivanti dal lavoro ibrido. Un modo per risparmiare sui costi fissi, tra cui, ad esempio, l’affitto o il riscaldamento, per una cifra che mediamente può aggirarsi intorno ai 10.000 euro a dipendente.

IL RISPARMIO

Un modello, quello del lavoro ibrido, in grado di generare risparmi sostanziali, indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda:
– Una banca globale con 200.000 dipendenti risparmierebbe circa 2 miliardi di euro;
– Un’azienda del tech con 20.000 dipendenti risparmierebbe 190 milioni di euro;
– Un’azienda di servizi con 2.000 dipendenti risparmierebbe 19 milioni di euro.

Un’indagine condotta da IWG ha evidenziato come il numero di aziende del FTSE 250 interessate ad applicare un modello di ufficio ibrido sia, infatti, tre volte superiore al numero di imprese che intendo continuare a lavorare come prima della pandemia. I risparmi finanziari per le aziende non sono solo legati alla riduzione dei costi delle utenze necessarie all’interno di un ufficio, ma dipendono anche dall’ubicazione degli uffici stessi. Gli edifici per uffici sono tipicamente concentrati in centri urbani costosi, il che, spesso, significa anche che il personale debba affrontare lunghi spostamenti. Spostamenti che implicano tempo e denaro, che potrebbero essere spesi altrove.

I VANTAGGI PER I DIPENDENTI

Una ricerca di Confused.com ha calcolato che il lavoro ibrido può far risparmiare ai dipendenti in media 391 euro al mese sul viaggio in treno e sulle spese collegate e fino a 152 euro al mese se si spostano in auto, con i pendolari di lunga distanza che risparmiano sostanzialmente di più. Le aziende stanno anche rispondendo alle richieste di un migliore equilibrio vita-lavoro per i dipendenti, alla luce delle grandi dimissioni. Un recente sondaggio di IWG ha evidenziato che quasi la metà degli impiegati (49%) lascerebbe il proprio lavoro se gli venisse chiesto di tornare in ufficio cinque giorni a settimana, mentre i tre quarti (72%) preferirebbero poter lavorare in modo flessibile a lungo termine piuttosto che tornare in ufficio cinque giorni a settimana con un aumento di stipendio del 10%. Spazi hub-and-spoke come quelli forniti da IWG permettono alle aziende di offrire un buon livello di flessibilità – consentendo ai dipendenti di lavorare ovunque abbiano bisogno, che sia a casa, in centro città o in un ufficio flessibile vicino a dove risiedono. I dati di affluenza di IWG dimostrano un costante aumento delle visite agli spazi di lavoro suburbani e rurali.

L’IMPATTO AMBIENTALE

C’è da considerare anche l’impatto ambientale positivo, i dipendenti riducono anche l’impronta di carbonio legata al pendolarismo. Recenti studi hanno calcolato che permettere al personale di lavorare da casa, almeno una parte del tempo, potrebbe ridurre le emissioni legate agli scarichi delle automobili fino al 10 per cento. Infine, il lavoro ibrido non sta solo contribuendo a un risparmio in denaro sia per le aziende, sia per i dipendenti, ma sta anche creando un impatto positivo sulle capacità lavorative dei dipendenti. Un sondaggio PWC condotto l’anno scorso ha rilevato che il 57% dei dirigenti d’azienda ha dichiarato che, grazie a una politica di lavoro più flessibile, le loro aziende hanno ottenuto risultati migliori rispetto al passato per quanto riguarda la produttività, con solo il 4% dei dirigenti d’azienda che ha riportato un calo nella produttività dei dipendenti.

LAVORO IBRIDO IN ASCESA

Mark Dixon, fondatore e ceo di IWG commenta: “Il rapido aumento a livello globale dell’adozione del modello di lavoro ibrido – in cui le aziende combinano l’utilizzo della tecnologia per dare ai loro dipendenti un efficace accesso remoto, il lavoro da casa, spazi di lavoro flessibili di prossimità e sedi tradizionali – è qui per rimanere. Non solo i dipendenti beneficiano di un equilibrio vita-lavoro notevolmente migliorato, ma il modello presenta vantaggi significativi per i conti di aziende e dipendenti. Optando per un modello ibrido, le aziende possono aspettarsi di risparmiare una media di 10.000 euro per dipendente, riducendo al contempo le emissioni”.

ag. DIRE – www.dire.it




Il mondo del lavoro prova a ripartire, tra reddito di cittadinanza e salario minimo

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giovani lavoro“C’è stata la ripartenza post Covid” nel mercato del lavoro ma le difficoltà sono rimaste. La guerra ha aumentato il costo dell’energia e delle materie prime, mettendo ancora più in difficoltà le aziende”. Tiziana Nisini, sottosegretario di Stato al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ne ha parlato all’interno di ‘La flessibilità alla prova della nuova normalità‘, webinar ospitato dall’Agenzia Dire. “Ora, con il programma ‘GOL’ (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) si cerca uno scatto in avanti”.

È un programma che “parla di formazione e competenze – sottolinea il sottosegretario – mette in sinergia ministero del Lavoro, Anpal e Regioni che in passato avevano meno dialogo”. Meno fiducia al reddito di cittadinanza, “che per me è un sussidio”, spiega Nisini aggiungendo: “Se vogliamo fare politiche attive dobbiamo far sì che il reddito vada solo a chi non entrerà mai nel mondo del lavoro“. Stesso discorso per il salario minimo “che non è la soluzione, non si può lavorare per compartimenti stagni e bisogna evitare di mettere una bandierina per dire ‘io sto coi lavoratori’. Evitiamo le ideologie e ragioniamo in modo razionale, semplice, non sui grandi sistemi”.

Francesco Rotondi, Managing Partner LabLaw, segnala invece come ora sia errato parlare di “ripresa dell’occupazione. A fronte di cosa? Ci saranno stati movimenti occupazionali, più o meno seri e interessanti, per far divertire chi fa grafici. Ma qui servono politiche industriali e riforme che danno risultati. Abbiamo una storia di politiche attive ma non abbiamo una storia di messa a terra di queste politiche”. Quindi l’invito a rivedere il concetto di lavoro “per come lo abbiamo disegnato 70-80 anni fa. Oggi si deve prendere atto che c’è stato il superamento di alcune categorie, immagino quindi una
norma aperta che determini un’obbligazione tra le parti ma lasci ampio spazio all’organizzazione”.

Nuove nubi all’orizzonte arrivano dalla guerra in Ucraina “che ha accentuato le dinamiche e
rischia di aumentare la polarizzazione sul mondo del lavoro“, sottolinea Agostino Di Maio,
General Manager e direttore generale Assolavoro. Per fare previsioni bisogna capire “tre variabili che possono impattare sul nostro sistema produttivo: durata del conflitto, sanzioni e crisi energetica”. Non positivo il giudizio sul reddito di cittadinanza, è giusto “intervenire sulla parte economica ma anche sui servizi di accompagnamento”, sottolinea Di Maio illustrando un accordo fatto da Assolavoro per
il sostegno ai profughi ucraini
: 45 milioni distribuiti su interventi, assistenza medica, libri e inserimento nel mondo del lavoro.

Conseguenze della guerra “sottovalutate” secondo Cesare Damiano, presidente dell’Associazione Lavoro & Welfare. Ci saranno infatti ripercussioni “economiche, occupazionali e sociali” dalla guerra. “Non vedo per i prossimi mesi una situazione molto rosea, non mi sembra un programma rassicurante”, ribadisce Damiano che sottolinea anche dubbi sul salario minimo: “Non mi ha mai entusiasmato, non si può secondo me concepire il tema del salario minimo come misura universale”.

ag DIRE – www.dire.it




“Vacanza-lavoro” tra Italia e Giappone: Vignali (Dgit) firma accordo con l’ambasciatore Hiroshi

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3vignaliIl Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie della Farnesina, Luigi Maria Vignali, e l’Ambasciatore del Giappone in Italia, Oe Hiroshi, hanno firmato ieri un Accordo in materia di “Vacanza-Lavoro” tra Italia e Giappone.
L’intesa, spiega il Maeci, rappresenta un tassello importante nel quadro del rafforzamento delle relazioni tra i due Paesi, promuovendo gli scambi tra i reciproci mercati del lavoro e la condivisione di esperienze e conoscenze fra i giovani di Italia e Giappone.
Il visto Vacanze-Lavoro, della durata di un anno, consente ai cittadini di età compresa tra i 18 e i 30 anni di effettuare un soggiorno nei due Paesi, durante il quale potranno esercitare un’attività professionale accessoria al periodo di vacanza: un’eccellente opportunità per i giovani di Italia e Giappone di approfondire la conoscenza della cultura e della lingua dell’altro Paese e un importante segnale della volontà di impegnarsi a fondo per il pieno rilancio della mobilità. (aise) 




Turismo e agricoltura: opportunità di lavoro sostenibile in Giordania

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25avisI governatorati di Mafraq, Ma’an e Aqaba, in Giordania, sono stati coinvolti in un’iniziativa che punta a sostenere la creazione di mezzi di sussistenza sostenibili per i rifugiati siriani e le comunità giordane più vulnerabili, in modo da contrastare le ulteriori difficoltà causate negli ultimi anni dalla pandemia di COVID-19.
Grazie ai fondi messi a disposizione dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), AVSI Jordan ha dato infatti avvio al progetto “JODHOUR”, che comprende diverse azioni a sostegno dell’occupazione e dell’imprenditorialità locale, concentrandosi in particolare sui settori dell’agricoltura, del turismo e della salvaguardia del patrimonio culturale.
In collaborazione con il partner ARCS, spiega la ONG, verranno rafforzate le capacità delle cooperative, delle associazioni comunitarie locali, degli enti pubblici e privati coinvolti nella pianificazione e nella realizzazione di attività volte ad una crescita economica sostenibile in questi settori.
I beneficiari potranno inoltre avere accesso a corsi di formazione e programmi di impiego che assicureranno loro condizioni di lavoro dignitose, oltre ad avere la possibilità di essere sostenuti in attività imprenditoriali agricole oppure legate al turismo.
Ad esempio, a Gweirah verranno creati un orto comunitario e una serra dotata degli strumenti tecnologici necessari per la coltivazione idroponica, in un ambiente controllato e con metodi sostenibili; a Rihab verrà realizzato un percorso che colleghi fra loro diversi siti archeologici, così da incentivare l’arrivo di turisti.
E ancora: per sostenere le piccole medie imprese coinvolte nel progetto, verrà ideato un piano di collaborazione tra il settore pubblico e privato per la promozione e la vendita dei prodotti e servizi offerti; inoltre, saranno organizzati corsi di management e corsi di formazione tecnica specializzata nei settori dell’artigianato, agricoltura, lavorazione alimentare, promozione del patrimonio culturale.
Il progetto, che si concluderà a giugno 2023, arriverà a migliorare le condizioni lavorative ed economiche di 500 persone, 160 lavoratori comunitari, 12 enti locali e 6 organizzazioni della società civile. (aise)




Grano, orzo, olio di semi: ecco come la guerra in Ucraina sta aggravando la fame nel mondo

fame nel mondo bambini

fame nel mondo bambiniFondi per cento milioni di dollari saranno stanziati dalle Nazioni Unite come contributo per far fronte a crisi alimentari in corso in sette Paesi dell’Africa e del Medio Oriente aggravate dalla guerra in Ucraina. Le aree dove da febbraio è in corso la guerra, infatti, insieme alla vicina regione del mar Nero, rappresentano centri produttivi e snodi chiave per il commercio internazionale di cereali.

RUSSIA E UCRAINA ESPORTANO PIÙ DI UN QUARTO DEL GRANO MONDIALE

Russia e Ucraina insieme esportano più di un quarto del grano mondiale, fondamentale per la produzione di pane, pasta e cibi confezionati. I due Paesi sono anche fornitori chiave di orzo, olio di semi di girasole e mais.

QUALI PAESI RICEVERANNO GLI AIUTI

I Paesi che saranno beneficiati dai fondi sono Yemen, Somalia, Etiopia, Kenya, Sudan, Sud Sudan e Nigeria. Secondo Dujarric, , portavoce del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, il conflitto in Ucraina “sta danneggiando i mercati del cibo e dell’energia e facendo salire i costi delle importazioni oltre la portata dei consumatori”. I sette paesi che verranno aiutati sono in una situazione di “insicurezza alimentare” a causa di “conflitti armati, siccità e turbolenze economiche”. La guerra in Ucraina ha reso “ancora peggiore una situazione già difficile”.

agenzia DIRE – www.dire.it




La storica fonderia bresciana che lavora in perdita per tenere i clienti

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unnamedAGI – “Lavoriamo in perdita perché se ci fermiamo rinunciamo ai nostri clienti, tra cui anche delle multinazionali, conquistati con fatica in anni di lavoro. Non possiamo però nascondere che la situazione è tragica”. Proprio per non suscitare allarme nella sua clientela internazionale, Giuseppe, amministratore di una fonderia di metalli non ferrosi, di ottone in particolare, che fattura 16 milioni all’anno, preferisce mantenere l’anonimato suo e dell’azienda che ha sede nel Bresciano. Ma mostra all’AGI le bollette di questo e dell’anno passato per la fornitura di energia elettrica che sono eclatanti. “Nel primo trimestre del 2011 abbiamo pagato 50,217, 68 euro a gennaio, 52.325,89 a febbraio, 56.083,79 a marzo. Il confronto con quest’anno è abissale: 178.714,38 a gennaio, 182.305,69 a febbraio e 225.806,03 a marzo”.

“I clienti per ora sono comprensivi” “I problemi sono iniziati nell’autunno dell’anno scorso e siamo stati presi in contropiede perché erano inimmaginabili – spiega l’imprenditore che amministra l’azienda dal 2011 dopo averne ereditato la guida dal padre che l’aveva fondata nel 1974 -. Quando si hanno avvisaglie di aumenti si corre al riparo facendo contratti lunghi. Sfortuna nella sfortuna il nostro contratto per la fornitura scadeva proprio quando è scoppiata la crisi e ci siamo dovuti prendere quello che c’era, senza possibilità di trattare”. Ora, dice, “stiamo subendo il mercato perché la velocità del cambiamento è stata tale che non ci siamo potuti adeguare”. La conseguenza “è che abbiamo dovuto chiamare i clienti e avvisarli che avremmo aumentato i pezzi. Noi esportiamo il 70 per cento dei nostri prodotti in Europa e hanno capito la situazione anche perché è comune a tutti. Hanno accettato i rialzi ma è chiaro che se va avanti così per un anno saremmo costretti a chiudere”.

C’è un paradosso in questa storia: “La domanda in questo momento è molto alta e più lavoriamo più ci mangiamo l’utile. Il bilancio sarà molto in rosso e lo dico adesso, a metà aprile”. Per adesso non sono stati chiesti ammortizzatori sociali per il centinaio di dipendenti. “Non possiamo permetterci di perdere clienti perché ritardiamo le consegne con un personale ridotto. Non molliamo anche se non ricordo un momento peggiore, né con la crisi del 2008 né col Covid. Cosa può fare lo Stato? Mettere un tetto agli aumenti. In questo momento il 150% invece del 300%, per fare un esempio, sarebbe già tantissimo. Se me lo avessero detto un anno fa avrei pensato di parlare con un pazzo”.




La guerra ha fermato la produzione industriale italiana

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081835754 2417dcee 6017 4d00 9adc 33cb23600dfdAGI – Gli effetti della guerra fermano la produzione industriale. Il Centro Studi Confindustria stima un calo della produzione industriale italiana a marzo (-1,5%), dopo il rimbalzo statistico di febbraio (+1,9%). La variazione per il 1 trimestre 2022 a -2,9%.

Le dinamiche inedite dei prezzi delle commodity – afferma una nota – con particolare riferimento al rincaro del gas naturale che esibisce tassi di variazione a 4 cifre (+1217% in media nel periodo del conflitto sul pre-Covid) e quello del Brent, che è a 3 cifre (+104%), misurano l’ordine di grandezza dello shock di offerta che sta colpendo l’attività economica italiana ed europea.

Gli indici di sentiment sull’attività imprenditoriale e di fiducia, in flessione a marzo, preannunciano rilevanti ripercussioni sull’effettiva capacità di tenuta delle imprese nei prossimi mesi.