L’azienda che apre ai profughi il suo piano da mille assunzioni

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unnamedAGI – Un piano da mille assunzioni aperto anche ai profughi ucraini che hanno competenze in discipline scientifico-tecnologiche (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). A metterlo a punto è stata Engineering, principale Digital Transformation Company italiana, operativa anche nel mercato internazionale con 12.000 dipendenti e oltre 60 sedi distribuite in Europa, Stati Uniti e Sud America.

Come riferisce all’AGI Alessia D’Addario, capo delle risorse umane di Engineering, “in questo momento drammatico per la popolazione Ucraina, siamo tutti chiamati ad agire concretamente per offrire nuove possibilità a chi fugge dalla guerra”. Come Digital Transformation Company, sottolinea D’Addario, “sentiamo la responsabilità di utilizzare le opportunità dello sviluppo tecnologico come strumento d’inclusione. Per questo abbiamo deciso di partecipare alle politiche di accoglienza del nostro Paese a favore dei profughi, offrendo l’assunzione nella famiglia Engineering alle persone con competenze STEM”.

Engineering ha chiuso la prima fase della nuova campagna di assunzioni per il 2022. È previsto l’ingresso di 1.000 nuove risorse da inserire in tutte le divisioni e società del Gruppo. La società, con le sue controllate, lavora sulla ricerca e sulle applicazioni di tutte le tecnologie d’avanguardia. Assumerà profili differenti: professionisti con esperienza, neolaureati e neodiplomati in materie scientifiche – ingegneria, informatica, matematica, fisica, statistica e biomedicina, destinati a lavorare con i team delle tante sedi italiane e internazionali (Belgio, Spagna, Germania, Serbia, Brasile, Argentina e Stati Uniti).

Dei nuovi ingressi, una parte sarà costituita da figure specializzate nella sicurezza informatica da inserire all’interno della controllata Cybertech, che offre tecnologie, piattaforme e competenze per prevenire, gestire e contenere attacchi informatici e violazioni dei sistemi.  Le persone che verranno assunte accederanno subito a un percorso di onboarding e formazione all’interno dell’IT & Management Academy “Enrico Della Valle”, tra i più importanti hub di formazione sull’Information Technology a livello nazionale.

Con 200 docenti certificati e oltre 25.000 giornate di education all’anno, l’Academy ha la duplice missione di completare il percorso di formazione dei neoassunti e di garantire l’aggiornamento costante, metodologico e manageriale di tutti i dipendenti.




In Sardegna potrebbe riaprire l’unica miniera di carbone attiva in Italia

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074753163 ea5751f3 cd7c 4789 8174 93946a65c812AGI- La miniera di carbone di Monte Sinni, nel Sulcis-Iglesiente, l’unica attiva in Italia, potrebbe riaprire. O, almeno, è quanto chiedono i parlamentari di Forza Italia, Anna Maria Bernini ed Emilio Floris, in una interrogazione, depositata in Senato. Per rivitalizzare il sito i senatori azzurri chiedono l’intervento del presidente del Consiglio dei Ministri, del ministro dello sviluppo Economico e del collega della Transizione ecologica.

L’attività estrattiva nel cantiere che sorge alle porte di Nuraxi Gigus, nel territorio di Gonnesa, è cessata nel 2019 ma il percorso di chiusura concordato con l’Unione europea nel 2014 per evitare la procedura d’infrazione sugli aiuti di Stato non è ancora terminato. Dovrebbe concludersi definitivamente nel 2027. Da qui la proposta di Forza Italia di far riconoscere alla miniera, gestita dalla partecipata della Regione Carbosulcis, lo status di ‘Riserva strategica carbonifera del Paese’.

Potenzialità di 25 milioni di tonnellate di carbone

Nell’interrogazione si sollecita il governo a “intervenire presso la Commissione Europea per richiedere la revisione del piano di chiusura” del sito che ha una potenzialità immediate di 25 milioni di tonnellate di carbone e di successiva ‘coltivazione’ fino a 100 milioni. Il governo dovrebbe inoltre fissare in venti anni “la verifica sulla opportunità del prolungamento dell’attività estrattiva” con un piano dettagliato che preveda l’individuazione delle attrezzature necessarie l’addestramento del personale.

Nel motivare le loro richieste i parlamentari azzurri, che intendono far rivivere il cantiere sorto negli anni Trenta e allora gestito dalla Carbosarda, ricordano che in Italia “si impone un ripensamento delle fonti energetiche” anche in considerazione delle le dichiarazioni di Mario Draghi “sul possibile mantenimento in vita delle sette centrali a carbone presenti, tra cui quelle di Fiumesanto e Portovesme”.

I dubbi del sindacato

Ed è proprio quest’ultima centrale che dovrebbe utilizzare il carbone del Sulcis, sul quale non poche perplessità sono state peraltro espresse dal segretario territoriale della Filtem Cgil, Emanuele Madeddu. “La sua qualità non è delle migliori”, spiega all’AGI il sindacalista, “e può essere impiegato solo se mischiato ad altri tipi di carbone”. Secondo Madeddu, che peraltro non boccia totalmente l’idea d’intervenire nel sito dove attualmente sono impiegati 113 lavoratori, “al momento la struttura non è fruibile per affrontare l’emergenza energetica a causa di problemi tecnici e di tempistica”.

Garantire una ‘riserva fredda’

In altri termini, servirebbero nuove attrezzature e nuova formazione del personale: un processo che – secondo il sindacalista – durerebbe almeno due anni. “Ma”, concede il segretario della Filtem sulcitana, “l’idea potrebbe servire per garantire una ‘riserva fredda’ di carbone utilizzabile in qualsiasi momento. Ma questo sarebbe possibile solo se si mantengono le infrastrutture”.

Infrastrutture che servirebbero anche a progredire nel processo di riconversione: tra le varie attività che si dovrebbero realizzare a Nuraxi Figus, emerge il progetto ‘Aria’ gestito dall’Istituto nazionale di fisica nucleare, per la distillazione dell’Argon 40, elemento chimico che – spiega Madeddu – viene utilizzato nella diagnostica medica avanzata.

E così, a causa della guerra e della crisi energetica, si potrebbe realizzate l’inattesa convivenza di un progetto ad altissimo contenuto tecnologico con una miniera di carbone aperta 90 anni fa col nome di Littoria Prima.




Brasile: la campagna “Paixão Alimenta” di Fiat raccoglie oltre 140 tonnellate di cibo

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29fiatbrasileSAN PAOLO\ aise\ – Paixão Alimenta, il progetto di responsabilità sociale di Fiat in collaborazione con la rete dei concessionari, che ha incoraggiato la donazione di cibo in tutto il Brasile, ha raccolto nella sua prima azione oltre 140 tonnellate di generi alimentari. Ne dà notizia la Camera di Commercio Italiana a San Paolo, spiegando che la campagna, completata a dicembre, ha avuto il contributo e il coinvolgimento di persone in tutto il Paese. Al servizio degli enti di beneficenza registrati nel programma, più di 11.000 famiglie hanno ricevuto donazioni di cesti alimentari di base raccolti con l’azione. La quantità totale di cibo ottenuta rappresenta più di 355 mila pasti. Nel corso di quest’anno, il progetto si amplierà e avrà nuove azioni sociali a favore della società.
Le donazioni sono state raccolte presso le concessionarie partecipanti in tutto il Brasile e inviate alle famiglie in diverse città brasiliane, come Belo Horizonte (MG), Recife (PE), Rio de Janeiro (RJ), San Paolo (SP) e Brasilia (DF), tra gli altri. La campagna ha avuto anche il contributo di Fiat con 4,5 tonnellate di generi alimentari e dei dipendenti Stellantis, che hanno consegnato la spesa ai rispettivi luoghi di lavoro.
“Vogliamo ringraziare ogni persona che è stata toccata dall’adesione alla nostra campagna. Non avremmo potuto realizzare questo progetto senza la collaborazione dei concessionari, che ci hanno aiutato in ogni fase e, ovviamente, senza la mobilitazione di tante persone che si sono impegnate per la causa e hanno fornito solidarietà attraverso ogni cibo donato. Grazie di cuore a tutti”, il commento di Herlander Zola, Direttore Brand Fiat per il Sud America e le Operazioni Commerciali Brasile. “Siamo super orgogliosi dell’importante risultato che siamo stati in grado di fornire con il progetto. Poter portare cibo a queste famiglie è molto gratificante. Ci riempie il cuore di speranza”.
L’iniziativa ha avuto il sostegno del 95% delle concessionarie sul territorio nazionale ed è stata portata avanti fino al 17 dicembre. Sono state inviate donazioni di alimenti non deperibili a soggetti sociali iscritti al programma che svolgono attività di assistenza sociale nei confronti del pubblico che si trova in una situazione di vulnerabilità sociale. Parte della donazione è stata inviata alle istituzioni iscritte al programma Mesa Brasil Sesc, una rete nazionale di banche alimentari gestita da Sesc che opera contro la fame e lo spreco, con l’obiettivo di contribuire alla promozione della cittadinanza e al miglioramento della qualità della vita delle persone in situazione di vulnerabilità. (aise) 




In Italia più di un lavoratore su dieci è povero. “Sperimentare il salario minimo”

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people 2557396 1280 e1612782881710ROMA – Lavorare non è sempre sufficiente per non essere poveri, e questo non è vero solo in Italia. “Nel nostro Paese il fenomeno della povertà lavorativa è più marcato che negli altri Stati europei: l’indicatore di Eurostat mostra che nel 2019 l’11,8% dei lavoratori italiani era povero, contro una media europea del 9,2%. La pandemia da Covid ha presumibilmente esacerbato il fenomeno, esponendo a più alti rischi di disoccupazione chi aveva contratti atipici e riducendo il reddito disponibile di chi ha avuto accesso agli ammortizzatori sociali e alle misure emergenziali introdotte per far fronte alle conseguenze della recessione”.

È quanto emerge dal documento conclusivo del gruppo di lavoro sulla povertà lavorativa in Italia, coordinato dall’economista Andrea Garnero e presentato con il ministro Andrea Orlando nel corso di una conferenza stampa.“Una strategia di lotta alla povertà lavorativa richiede una molteplicità di strumenti per sostenere i redditi individuali, aumentare il numero di percettori di reddito, e assicurare un sistema redistributivo ben mirato”, si legge. “Una strategia complessiva, però, dovrebbe anche affrontare le debolezze macroeconomiche e di politica industriale, le politiche per il lavoro (politiche attive, regolazione lavoro atipico, contrattazione) e gli investimenti in istruzione e formazione con l’obiettivo di aumentare quantità e qualità del lavoro nel nostro Paese”.

Gli economisti che hanno realizzato lo studio propongono di garantire i “minimi salariali adeguati” come “condizione necessaria”. Poi, “una volta fissato un minimo salariale per via contrattuale o legale, è essenziale che questo minimo sia rispettato“. Inoltre, In Italia, “solo il 50% dei lavoratori poveri percepisce una qualche prestazione di sostegno al reddito rispetto al 65% in media europea. In particolare, in Italia manca uno strumento per integrare i redditi dei lavoratori poveri, un in-work benefit (letteralmente trasferimento a chi lavora), che permetterebbe di aiutare chi si trova in situazione di difficoltà economica e incentiverebbe il lavoro regolare. Un in-work benefit in Italia dovrebbe assorbire gli ’80 euro’ e la disoccupazione parziale per arrivare a uno strumento unico, di facile accesso e coerente con il resto del sistema”.

A queste tre misure è possibile affiancare altre iniziative “per incentivare le imprese a pagare salari adeguati con forme di accreditamento oppure di ‘name and shame’ per chi, al
contrario, non rispetta la normativa sul lavoro. Per i lavoratori, poi, servono strumenti e campagne per aumentare la leggibilità dei contratti e dei vari strumenti di sostegno al
reddito per assicurarsi che i lavoratori che ne hanno bisogno possano avervi effettivamente accesso
. È importante, inoltre, un’adeguata e tempestiva informazione sulle prospettive pensionistiche per mettere in risalto i rischi derivanti dal cumulo di situazioni di svantaggio”, prosegue il documento.

Tra gli strumenti da mettere in campo, secondo il gruppo di lavoro del ministero guidato da Orlando, c’è anche “una sperimentazione di un salario minimo per legge o di griglie salariali basate sui contratti collettivi in un numero limitato di settori, caratterizzati da maggiore criticità. Un’opzione che, pur apportando solo una risposta parziale e non esente da complessità, potrebbe fornire una prima e temporanea soluzione mentre prosegue il dibattito sullo strumento più adatto a livello nazionale”.

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Le 5 professioni con più opportunità per il 2022

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pc portatile tastiera fg Mentre i trend d’oltreoceano ci fanno discutere di ‘great resignation’, delle dimissioni di massa di una fetta di popolazione insoddisfatta del proprio lavoro, l’Italia è in una situazione diversa: crescono gli occupati e, contemporaneamente, i lavoratori che non riescono a inserirsi nei circuiti produttivi. Le ampie oscillazioni dell’attività economica registrate in questi due anni di pandemia, inoltre, hanno determinato problemi di scarsità di manodopera in diverse aree, e un turnover più o meno forzato che ha prodotto, per chi cerca lavoro oggi, numerose opportunità di inserimento.
Jobtech, (https://jobtech.it), prima agenzia italiana per il lavoro tutta digitale, ha analizzato gli annunci di lavoro in somministrazione nel mondo del retail, della logistica, del call center, dell’hospitality e dell’Ho.Re.Ca. scoprendo quali sono le cinque professioni con più opportunità di lavoro in somministrazione per il 2022.

Picker (e packer) per i dark store. I dark store sono la nuova frontiera del digital retail: sono quei punti vendita che si occupano esclusivamente dello shopping online. Non sono ancora popolari come la loro controparte tradizionale, ma rappresentano un fenomeno in enorme crescita, con ripercussioni in positivo nel mondo del lavoro. Secondo le stime di Jobtech questo nuovo settore è pronto ad assumere migliaia di dipendenti in tutta Italia. È prevista la creazione di micro centri di distribuzione di quartiere in cui lavoreranno solo rider, ‘picker’ – persone deputate alla preparazione degli ordini – ‘packer’ (i magazzinieri) e store manager.

Il cambiamento demografico, il progresso tecnologico, la digitalizzazione e la pandemia stanno trasformando notevolmente il lavoro nel settore della logistica, che non è mai stato così strategico e tecnologico.

Il responsabile della logistica di un’azienda diventa così un ‘responsabile della soddisfazione del cliente’, perché rappresenta l’anello di congiunzione con il consumatore finale, e ne determina per larga parte il livello di apprezzamento del servizio: l’analisi e l’automazione nei centri di evasione ordini aumenteranno la gamma di opzioni disponibili per costruire un carico, pianificare un percorso e confermare la disponibilità del cliente a ricevere la spedizione. Tutto ciò richiede personale formato, digitale ed esperto: i lavoratori che lo sono hanno davanti numerose opportunità di inserimento nei prossimi mesi.

Se il settore della ristorazione è stato, nel 2021, al centro di numerosi dibattiti che hanno coinvolto datori di lavoro, associazioni di categoria, difensori del reddito di cittadinanza e operatori precari, quel che resta a fine anno è la consapevolezza che la pandemia ha stravolto il comparto, producendo un drastico turnover della forza lavoro. Ciò comporterà, per il 2022, una spinta alle assunzioni di camerieri, barman, chef e pizzaioli. Le opportunità non mancheranno soprattutto per professionisti con esperienza, a cui si devono però garantire tutele e diritti.

Una delle cause della ‘Great Resignation’, rivelano le analisi, è la richiesta di un miglior bilanciamento tra vita e lavoro. Poter lavorare da remoto, in questo senso, rappresenta una forte leva per rendere più appetibile un posto di lavoro: i sostenitori della Yolo Economy – You Only Live Once, si vive una volta sola – potranno contare sulle numerose opportunità da remoto offerte dal mondo dei call center. Sono sempre di più, infatti, gli annunci relativi a lavori nel customer care o nelle inside sales, ma gestiti completamente da casa.

Quello della contabilità è un settore che si è rivelato particolarmente appetibile per i lavoratori in cerca nel 2021: in primis le donne e chi cerca opportunità di remote working. Richiede precisione, organizzazione e time management, oltre che competenze informatiche di buon livello. Nel 2022 ci saranno opportunità soprattutto per chi, oltre a queste skill, vanterà competenze nella sostenibilità: i contabili saranno sempre più strategici nel definire un approccio green dell’azienda, identificando le aree in cui è possibile ridurre i consumi e gli sprechi, o promuovendo operazioni volte a ridurre l’impatto ambientale del posto di lavoro.

“Il lavoro in somministrazione rappresenta spesso il punto di partenza, o di ripartenza, della forza lavoro -dichiara Paolo Andreozzi, founder di Jobtech- ed è una buona notizia che per loro il mercato offra numerose opportunità di inserimento. Colmare il mismatch tra domanda e offerta rappresenterà per il 2022 la vera sfida da affrontare per dare spinta allo sviluppo del Paese: in un momento storico di profondo cambiamento il lavoro del futuro dovrà essere ibrido (in parte remoto e in parte in presenza), digitale e sicuro”.

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Oltre 700mila imprese sono a rischio insolvenza, crac da 27 miliardi

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unnamedAGI – Per quasi 700.000 aziende italiane c’è il rischio insolvenza, con un crac, in prospettiva, da oltre 27 miliardi di euro. Lo afferma il Centro studi di Unimpresa, secondo cui sono 694.894 le imprese che, a partire dal 2020, avevano sospeso le rate di prestiti bancari per un importo complessivo di 27,1 miliardi. La norma sulle cosiddette moratorie dei finanziamenti concessi dalle banche era stata introdotta con il decreto legge “Cura Italia” (articolo 56) nella primavera del 2020, ma quella misura è scaduta alla fine dello scorso dicembre e non è stata rinnovata per evitare una procedura dell’Unione europea per aiuto di Stato illegittimo. Il Centro studi di Unimpresa calcola che complessivamente le norme sui prestiti bancari, tra moratorie e garanzie pubbliche, valgono 247,6 miliardi di euro.

Secondo Unimpresa, l’aggravarsi della pandemia potrebbe tornare ad acuire la crisi economica e, conseguentemente creare problemi alle aziende sul fronte dei rimborsi dei prestiti erogati dagli istituti di credito. A giugno, inoltre, scade la norma sulle garanzie pubbliche per i nuovi finanziamenti: finora, grazie al paracadute dello Stato, sono stati erogati prestiti garantiti a 2,5 milioni di soggetti per un importo complessivo di 220,5 miliardi: di questi 22,9 miliardi, erogati a 1,1 milioni di soggetti (piccole imprese e partite Iva), sono operazioni fino a 30.000 euro, mentre i restanti 197,5 miliardi si riferiscono a crediti di importo superiore, erogati a 1,4 milioni di soggetti (prevalentemente medie imprese).

“Condividiamo l’appello del presidente e del direttore dell’Abi, Antonio Patuelli e Giovanni Sabatini, che hanno chiesto al governo italiano e alle autorita’ europee di rinnovare i sostegni pubblici fino al termine della pandemia”, commenta il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora.

“Le misure approvate sin dall’inizio della crisi pandemica hanno consentito, pur tra iniziali intoppi e qualche errore d’impostazione, di sostenere il prodotto interno lordo del Paese che ha registrato comunque una flessione superiore al 9% nel 2020 per poi rimbalzare, lo scorso anno, di oltre sei punti percentuali. Insomma, non abbiamo ancora recuperato quanto perso con il crollo del 2020 e le prospettive per il 2022 restano instabili. Un quadro reso incerto proprio dalla nuova ondata del Covid, ragion per cui è indispensabile non indugiare e rimettere in pista tutte le forme di aiuto per le imprese italiane” aggiunge Spadafora.

“Per l’economia italiana vale ancora quanto detto dal premier in carica, Mario Draghi, ovvero è il momento di ricevere e non di dare. Quindi occorre immediatamente avviare una rapida trattativa con l’Unione europea per abbattere le incomprensibili resistenze sugli aiuti pubblici, considerati aiuti di Stato illegittimi sulla base di regole vecchie e da disapplicare in situazioni di emergenza”.




Imprenditrici di successo a Boston: intervista alla Dott.ssa Allana Da Graca

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da graca designCosa ti ha spinto a dare vita a Turning On the Lights Global Institute?

Quando ho avviato la mia azienda Turning On the Lights Global Institute LLC., volevo dare a leader e imprenditori gli strumenti di cui hanno bisogno per perseverare nel raggiungimento dei loro obiettivi. Ho parlato con tante donne e leader che mi hanno detto quanto fossero insoddisfatte nella vita a causa dei sogni abbandonati. Ho deciso di utilizzare la mia esperienza in comunicazione, strategia creativa e social media per mostrare alle persone come sistemare le loro idee. Ancora più importante, molte persone lottano con la “sindrome dell’impostore” per cui ci si sente indegni e si aspetta che tutto sia perfetto prima d’iniziare. Volevo fornire motivazione e strategie a leader e imprenditori.

 

Parliamo del tuo lavoro oggi. In cosa sei specializzata?

Turning On the Lights Global Institute è un’azienda che offre impegno, guida e strategie autentiche. La nostra azienda investe tempo per comprendere le esigenze dei nostri clienti. Quando si avvia una nuova attività è importante capire il “GRANDE PERCHÉ”. A differenza di molti programmi che offrono ai singoli modelli su cui lavorare, ci prendiamo del tempo per identificare le esigenze più specifiche. E questo è assai prezioso perché una soluzione potrebbe non funzionare per tutti i modelli di business. Cosa più importante, abbiamo creato una comunità in crescita di leader, relatori, autori, trainers, professionisti e altro ancora. Questa piattaforma consente ai nostri leader e imprenditori di prendere parte ad alcune delle nostre conferenze ed eventi esclusivi e li aiuta ad allargare la loro rete e il posizionamento online. Sviluppare questa azienda non è stato facile. Molte volte mi sono chiesta se sarei stata in grado d’inseguire questa visione a lungo termine. Ho imparato a essere grata per ogni traguardo! Ho imparato ad affrontare le sfide un giorno per volta, favorendo le relazioni chiave per crescere come leader e coach più forti. Ho anche imparato l’importanza di chiedere aiuto. Come imprenditori, è facile pensare di poter fare tutto da soli, ma questo porta a un serio esaurimento. Voglio che tutti sappiano che in tempo di pandemia possiamo ancora essere innovativi. Mentre restiamo a casa durante per il Covid 19, possiamo anche tuffarci in profondità in quei sogni che abbiamo racchiuso nella scatola “Someday”.

 

Quali sfide hai dovuto superare lungo il percorso verso il successo?

Ecco un elenco di alcune delle prime sfide che ho avuto quando ho iniziato: ho dovuto superare la sindrome dell’impostore, ho avuto fondi limitati, ho dovuto imparare a gestire il tempo, trovare i miei clienti ideali e infine ridefinire il mio concetto di procrastinazione.

Molte delle sfide come noterete le ho affrontate con la struttura fondamentale su cui ho impostato la mia attività. Ho dovuto imparare a raggiungere i miei obiettivi di business un giorno per volta. Ho dovuto anche permettere ad altre persone di aiutarmi. Come imprenditori solisti, potremmo sentirci riluttanti a farlo, ma ci sono persone che sono disposte ad aiutare e saranno anche lì per celebrarti lungo la strada.

 

Qual è il tuo miglior consiglio per i lettori che desiderano trovare il successo nella loro vita?

Hai una grande opportunità per connetterti di nuovo con i tuoi obiettivi. Uno dei migliori consigli che posso darti è semplicemente “Pulisci l’ardesia”. Nel mio libro Tomorrow Can’t Wait, ricordo ai lettori di riconoscere che le esperienze formative non devono dettare i tuoi risultati. Se vuoi davvero aumentare il potenziale di guadagno, costruire fiducia nella tua vita o lasciare convinzioni limitanti, sarà importante per te creare una nuova VISIONE per gli obiettivi che hai. Crea una lavagna della visione del tuo io futuro. Identifica le pietre miliari chiave e non essere timido! La tua bacheca dovrebbe avere immagini che riflettono come percepisci la tua vita nei prossimi dieci anni, l’ implementazione di nuove abitudini e la costruzione di nuovi impegni attorno ai tuoi obiettivi. Trasforma questa bacheca in un piano d’azione e usa un diario per tenere traccia dei tuoi progressi.

 

Infine, come possono le persone connettersi con te per saperne di più o per partecipare ai tuoi imperdibili corsi online?

Puoi connetterti con me tramite https://www.drallanadagracaa.com/, Instagram @DrDInspyre e Facebook @drdeducates!




Vancouver. Nuova azienda, nuova visione: un incontro con Ibrahim Alashkar

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ibrahimMolte persone nutrono il sogno di crearsi un lavoro indipendente. Tuttavia, non tutti si sforzano di realizzare quel sogno. A 28 anni, Ibrahim Alashkar, un volitivo professionista e consulente residente a Vancouver, ha esaudito il suo desiderio e ha lanciato la sua nuova società, Ashgar Services Inc., la cui missione è aiutare gli immigrati e i nuovi arrivati ​​in Canada a stabilirsi con successo nel nuovo paese.

L’azienda fornisce un’ampia gamma di servizi di consulenza finanziaria per aiutare gli immigrati a costruire un futuro sicuro e aiutarli a navigare nella rete di servizi sociali disponibili, cosa che risulta spesso un compito arduo per i nuovi arrivati. Prendendo atto dei profondi cambiamenti che la pandemia ha portato nel mondo del lavoro, l’azienda di Ibrahim si concentra sulla semplificazione di processi complessi in modo da fornire il risultato ottimale per le esigenze dei clienti attraverso una flessibile e mirata fornitura di servizi finanziari e sociali. Come lui afferma: “Per raggiungere questi obiettivi, Ashgar’s Services Inc. sta cambiando il modo in cui i servizi vengono forniti. L’azienda lavorerà intorno al tuo programma e ti fornirà vari servizi nel modo più adatto alle tue esigenze specifiche. Che sia online, al telefono o di persona, soddisferemo le tue esigenze e ti risparmieremo le inutili complicazioni che derivano dalle normali pratiche d’ufficio”.

Per una descrizione più dettagliata dei servizi dell’azienda, visitare: https://ashgars.com/

Ibrahim è arrivato in Canada nel 2006, da adolescente. Dopo aver completato il liceo, ha conseguito la laurea specializzandosi in Servizi finanziari presso Douglas College. Possiede molteplici attestati relativi al settore sociale e sportivo. Dopo la laurea, ha lavorato con organizzazioni senza scopo di lucro e programmi finanziati dal governo principalmente volti a sostenere i nuovi arrivati ​​facilitando le loro esigenze di relazioni sociali e d’insediamento. Si era  subito appassionato al suo lavoro di assistenza a una clientela multiculturale di diversa estrazione e fasce d’età. La sua esperienza d’immigrato gli aveva permesso di creare un rapporto di fiducia con i suoi clienti e lo ha poi ispirato a espandere il suo lavoro in questo campo.

Ibrahim sottolinea che gli immigrati sono la spina dorsale del Canada e svolgono un ruolo importante nella prosperità del paese. È un appassionato di fitness e sport che si allena regolarmente in palestra e pratica le arti marziali. Ha giocato a calcio per tutta la sua giovane vita e ha accumulato esperienza giocando in quattro paesi a livello professionale.

Ibrahim è anche molto attivo nella vita comunitaria. Come cofondatore e tesoriere di una società senza scopo di lucro, offre il suo tempo e capacità professionale a titolo volontario per organizzare raccolte fondi ed eventi e gestire operazioni finanziarie dell’ organizzazione.

Ibrahim ha accettato di rispondere a una serie di domande nella seguente intervista:

Anna Foschi: Cosa distingue Ashgar’s tra i fornitori di servizi simili? Cosa può offrire in termini d’innovazione?

Ibrahim Alashkar: In breve, Ashgar’s Services Inc. offre convenienza e soddisfazione. Il nostro personale ha le conoscenze e l’esperienza per assistere al meglio i nostri clienti. E lavoriamo intorno al tuo programma. I servizi forniti potrebbero essere di persona, via telefono o virtualmente… Qualunque cosa sia adatta a te.

Gli obiettivi di Ashgar sono convenienza e soddisfazione, ci sforziamo di essere i migliori e innovativi in ​​termini di qualità dei servizi.

Anna Foschi: I servizi della tua azienda sono accessibili a tutti gli immigrati?

Ibrahim Alashkar: Sì, i servizi sono accessibili a tutti gli immigrati. E anche ad altri come cittadini e rifugiati. Alcuni potrebbero essere accessibili a clienti internazionali come i servizi finanziari (bilancio). I servizi di Ashgar danno il benvenuto a tutti!

 Anna Foschi: Cosa ti ha spinto ad avviare la tua azienda?

Ibrahim Alashkar: Fin da bambino, ho sempre avuto il desiderio di avere una mia attività e di essere il capo di me stesso. Quando è scoppiata, la pandemia del COVID-19 ha causato un enorme shock economico e ho visto che i dipendenti sono sostituibili.

La pandemia ha causato la perdita del lavoro e del reddito di molte persone e ha dimostrato che la sicurezza del lavoro è messa a repentaglio. Pertanto, il COVID-19 è stato un campanello d’allarme per me. Era il momento migliore per iniziare a imparare a essere un imprenditore, seguire i corsi giusti e connettermi con le persone giuste mentre utilizzavo le competenze e gli strumenti a mia disposizione per ottimizzare, sviluppare e utilizzare verso i miei obiettivi.

Anna Foschi: Quali sono i tuoi progetti per il prossimo futuro e in una prospettiva a lungo termine?

Ibrahim Alashkar: far crescere il business ed espandersi con l’acquisire anche una vera e propria sede di ufficio. Inoltre, raggiungere una nuova base di clienti al di fuori della mia comunità e, possibilmente, a livello internazionale. Mi piacerebbe espandermi nei servizi d’immigrazione, dopo aver ottenuto la certificazione in questo settore e diventare anche un consulente per l’immigrazione poiché gli immigrati sono la spina dorsale del Canada.

 

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Ibrahim Alashkar, fondatore e proprietario di Asghar Services Inc.

Contatto:  info@ashgars.com

Website: https://ashgars.com/




Sindacati e Farnesina per le scuole italiane all’estero

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scuolaitalianamadridROMA\ aise\ – Incontro Farnesina – sindacati lunedì scorso, 15 febbraio. Ne dà notizia la Flc Cgil spiegando che, in questa occasione, il ministero ha presentato i “punti – cardine” dei nuovi bandi per le scuole italiane all’estero.
L’Amministrazione, riporta il sindacato, “in sostanza ha confermato l’impianto dei bandi precedenti, con alcune lievi ma significative modifiche: i punteggi d’accesso ai colloqui, basati sui titoli di servizio e titoli culturali, coincideranno con il requisito del servizio; il colloquio non avrà un punteggio finale, ma la funzione di definire l’idoneità o meno”. Inoltre, continua la Flc Cgil, l’amministrazione ha ricordato che ora “anche in forza delle modifiche di legge che danno al Ministero maggiore puntualità nella definizione dei bandi, può garantire un servizio più puntuale”.
Giudicato “positivamente” le eventuali modifiche, per il sindacato “restano tuttavia delle criticità – partecipazione ai bandi del personale che ha già prestato servizio all’estero, omogeneizzazione delle procedure sulle sedi miste per il personale presente nelle vecchie graduatorie e per le prossime graduatorie; valutazione del servizio pre-ruolo … – che devono ancora essere chiarite dalla Farnesina”.
Per questo, “per un’analisi più approfondita”, insieme alle altre organizzazioni sindacali, la Flc Cgil ha chiesto di avere una bozza di partenza e l’attivazione del confronto previsto dal contratto vigente




Investire in Bulgaria: videoconferenza della CCI

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ccibulgariaLa Camera di Commercio Italiana in Bulgaria ha organizzato per il 28 gennaio prossimo, alle ore 16.30 (15.30 in Italia) sulla piattaforma MP Studio e in streaming su YouTube di InvestBulgaria, la videoconferenza dal titolo “Promuovere la Bulgaria come una nuova destinazione principale per il Nearshoring”.
Questo evento è la seconda azione concreta e congiunta promossa dall’Agenzia Invest Bulgaria e organizzata in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana in Bulgaria e altre dodici Associazioni bilaterali con sede in Bulgaria, come il Business Club Belgio-Bulgaria-Lussemburgo, il British Bulgarian Business Associazione bulgaro-cipriota Business Association, Camera di commercio e industria bulgaro-montenegrina, Camera di commercio bulgaro-rumena, Camera di commercio bulgaro-spagnola, Confindustria Bulgaria, Camera di commercio e industria franco-bulgara, Camera di commercio ungherese – Camera di commercio bulgara, il gruppo aziendale norvegese-bulgaro, la camera di commercio svedese-bulgara, la camera di commercio e industria bulgara turca.
L’obiettivo principale dell’iniziativa è continuare ad analizzare l’impatto della pandemia di Covid-19 sul sistema imprenditoriale in Bulgaria e delineare le opportunità per promuovere la Bulgaria come possibile destinazione Nearshoring, ossia sede di investimenti da paesi vicini.
La conferenza online coinvolgerà Hristo Nikolov, giornalista televisivo di Bloomberg BG, che modererà l’evento e gli interventi di Lachezar Borisov, Ministro dell’Economia della Repubblica di Bulgaria, Stamen Yanev, Vice Ministro dell’Economia della Repubblica di Bulgaria, Desislava Trifonova, Direttore esecutivo di Invest Bulgaria Agency e Georgi Stoev, analista economico. L’evento, gratuito per gli iscritti, si svolgerà interamente in lingua inglese. Per partecipare è necessario scrivere all’indirizzo email info@camcomit.bg, entro il prossimo 27 gennaio