Ecuador. La cerimonia di chiusura del progetto di cooperazione per il Biocorridoio andino

ecuador lambasciatore ditalia davoli alla cerimonia di chiusura del progetto di cooperazione per il biocorridoio andino immagine23 315x223

ecuador lambasciatore ditalia davoli alla cerimonia di chiusura del progetto di cooperazione per il biocorridoio andino immagine23 315x223L’Ambasciatore d’Italia in Ecuador, Giovanni Davoli, si è recato nella provincia di Imbabura per la cerimonia di chiusura del progetto “Biocorridoio delle Ande del nord (BIAN): connettività per la resilienza del paesaggio andino”. Il progetto è stato finanziato dal FIEDS (Fondo Italo Ecuadoriano per lo Sviluppo Sostenibile), per un ammontare di oltre 1.700.000 dollari. Nel paesaggio forestale andino della zona nord dell’Ecuador (province di Carchi, Imbabura, Pichincha) vivono 2.853.039 persone appartenenti a 205 comunità che dipendono dall’agricoltura e dall’allevamento come principali mezzi di sussistenza. Il progetto ha promosso processi volti ad aumentare la resilienza degli ecosistemi e la capacità di risposta della popolazione di fronte al cambiamento climatico nel Biocorridoio Ande Nord, incorporando l’approccio di soluzioni basate sulla natura. Nel suo intervento, di fronte a centinaia di rappresentanti delle comunità beneficiarie, Davoli ha sottolineato che l’Italia offre tutto il suo sostegno al progresso delle comunità, “perché il futuro sostenibile dell’Ecuador nasce qui: nelle famiglie che si prendono cura della terra, nelle comunità che proteggono la foresta, in coloro che si impegnano per uno sviluppo rispettoso, dignitoso e responsabile”.(Inform)




Stati Uniti “chiusi”, sempre più aerei restano a terra. Cosa sappiamo

boeing aereo aerei 1 1024x576

boeing aereo aerei 1 1024x576La premessa, per noi che osserviamo con un certo imbarazzo lo shutdown del governo americano, è che i voli internazionali per non hanno subito interruzioni. E quindi il taglio dei voli negli Stati Uniti è ancora un problema “locale”. Ma resta una cosa enorme: i principali aeroporti statunitensi hanno continuato a operare quasi normalmente ieri, nonostante il primo giorno completo di tagli ai voli imposti dalla Federal Aviation Administration (FAA) per contenere il traffico aereo. La misura si è resa necessaria mentre i controllori di volo continuano a lavorare senza stipendio, a causa della chiusura parziale del governo federale.

Il segretario ai Trasporti Sean Duffy ha avvertito che, se il blocco dovesse protrarsi, entro il Giorno del Ringraziamento fino a un volo su cinque potrebbe essere cancellato. Significa che milioni di americani rischiano di vedere compromessi i piani di viaggio per le festività.

La FAA ha spiegato che le cancellazioni servono a ridurre il carico di lavoro dei controllori, molti dei quali – già sottoposti a turni prolungati per la cronica carenza di personale – stanno cercando secondi lavori per sostenersi durante il lockdown. Da venerdì le compagnie aeree devono ridurre del 4% i voli nei 40 principali scali del Paese, una quota destinata a salire al 6% martedì e al 10% entro la fine della settimana. Se il blocco dovesse proseguire, i tagli potrebbero arrivare fino al 20%.

Le cancellazioni stanno già spingendo molti passeggeri verso autobus, treni e autonoleggi, con un conseguente aumento delle prenotazioni e dei prezzi last minute. Le riduzioni riguardano in particolare gli scali più trafficati, come Atlanta Hartsfield-Jackson, Chicago O’Hare e New York JFK, ma anche alcuni aeroporti regionali e cargo, tra cui Teterboro (New Jersey), Valdosta (Georgia) e Tyler Pounds (Texas).
agenzia DIRE – www.dire.it



In Messico Uber potrà operare negli aeroporti

uberpuntovert

uberpuntovertUber potrà operare negli aeroporti messicani dopo che la sentenza di una giudice federale ha sospeso la norma che consentiva alle autorità di fermare i veicoli dell’azienda nelle aree circostanti i terminal.

Gli autisti che trasportano passeggeri utilizzando l’app «non potranno essere trattenuti nella zona federale degli aeroscali», afferma un comunicato della società.

La dichiarazione esprime fiducia nel fatto che la sospensione verrà sancita in una risoluzione definitiva e chiede al Congresso di “legiferare sulla questione per migliorare l’ecosistema turistico nazionale e internazionale”.

Le aree aeroportuali in Messico sono considerate zone federali e, tradizionalmente, solo i taxi con concessioni spesso gestite da compagnie specifiche dell’aeroporto erano autorizzati a portare e prelevare passeggeri all’interno delle aree di partenza e arrivo.

C’è, inoltre, una forte opposizione da parte dei sindacati e delle compagnie di taxi aeroportuali nei confronti di Uber, società considerata concorrenza sleale, dato che opera senza le stesse licenze e regolamenti richiesti agli altri sistemi per il trasporto pubblico di passeggeri.

L’azienda statunitense ha sottolineato che la decisione della giudice riguarda tutti i 70 aeroporti messicani, soprattutto in vista dei Mondiali di calcio del 2026, che il Paese ospiterà insieme a Stati Uniti e Canada.

Foto: Shutterstock – eleconomista.com.mx

puntodincontro.mx




Cuba: progetto pilota IPEPAC finanziato dall’AICS

26cooppesce

26cooppesceValorizzare gli scarti derivanti dalla lavorazione del pesce per trasformarli in preziose risorse per la produzione di mangimi, migliorando così l’efficienza della filiera dell’acquacoltura cubana. È l’importante traguardo conseguito, nella città di Sancti Spíritus, dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI) dell’Università di Firenze, in collaborazione con il Ministero dell’Industria Alimentare di Cuba (MINAL), il Grupo Empresarial de la Industria Agroalimentaria (GEIA) e l’impresa ittica PESCASPIR, al termine di un lungo progetto di ricerca e sperimentazione sul campo volto a risolvere l’approvvigionamento delle fonti proteiche per l’alimentazione animale in un contesto segnato da sfide come l’embargo e la scarsità di materie prime.
Finanziato dalla Cooperazione italiana con il MAECI e l’AICS, il progetto IPEPAC (Incremento della Produttività e dell’Efficienza dei Processi di Elaborazione Agroindustriale a Cuba, anche attraverso la protezione ambientale e la riduzione delle perdite), ha portato allo sviluppo di una linea di macchinari in grado di lavorare fino a 10 tonnellate al giorno di prodotto, ossia residui di pesce – teste, pelli, lische, code e visceri – trasformati in insilati attraverso un processo di acidificazione e mescolati con le farine per essere poi somministrati agli animali e incrementarne così la produzione, in modo sostenibile, a livello territoriale.
Un modello innovativo, basato sui principi dell’economia circolare, pronto ora ad essere replicato in altre parti dell’isola per soddisfare i fabbisogni proteici e anche l’apporto delle componenti lipidiche, che hanno un valore importante per il mantenimento della salute dei pesci, e dunque anche per la popolazione cubana che potrà avere a disposizione una maggiore quantità di prodotto.
Al fine di rendere noti e condividere con la comunità di riferimento i risultati raggiunti nell’ambito del progetto avviato nel 2019 con GEIA, si terrà il 28 ottobre, a Sancti Spíritus presso l’Hotel Plaza, un evento aperto al pubblico. Un’occasione per fare di questo percorso un’esperienza pilota nel settore della pesca d’acqua dolce e marina da replicare anche ad altre latitudini.
Per il direttore cubano del progetto, Armando Guerra Borrás, del Grupo Empresarial de la Industria Agroalimentaria, “il punto di forza del progetto è creare una rete locale di risorse che permetta all’acquacoltura cubana di essere autosufficiente. Trasformare sottoprodotti del processo industriale di alimenti in mangimi che non solo riducono l’impatto ambientale, ma assicurano anche la non dipendenza da materie prime importate”.
“L’obiettivo è stato quello di aumentare la disponibilità di pesce a Cuba, che ha senz’altro delle potenzialità in tal senso, e in futuro nel Paese potrebbe trovare ampio spazio anche l’acquacoltura di acqua salata, ad oggi piuttosto contenuta dal punto di vista dello sviluppo”, spiega Giuliana Parisi, docente DAGRI e coordinatrice del progetto. “Credo che il progetto possa trovare una replicazione in altre aree del Paese in modo tale da poter aumentare le disponibilità di prodotti alimentari sani e sostenibili. Un grazie particolare va ad AICS, fondamentale non solo per aver sostenuto economicamente il progetto IPEPAC, ma anche per aver rappresentato un ponte costante con i partners cubani”.
“In questo progetto”, aggiunge Francesco Garbati, ricercatore DAGRI, “abbiamo tutti imparato qualcosa, e abbiamo anche sviluppato qualcosa di originale che non esisteva prima e che può essere un punto di riferimento per chi, nel mondo, voglia replicare un’attività di questo genere, a cominciare da Cuba stessa. Nonostante i dubbi sulla sostenibilità tecnica ed economica di questo impianto per l’impossibilità di trovare nell’isola parti di ricambio, i tecnici cubani si sono rivelati molto competenti e capaci di far fronte a situazioni anche complesse con mezzi semplici, dimostrando di dominare bene tecnica e tecnologia che abbiamo proposto”. (aise) 




Pensioni: “esistenza in vita” INPS 2025-26, fase 2 operativa

inps esistenzainvita

inps esistenzainvitaL’INPS ha attivato dallo scorso 17 settembre 2025 la seconda fase della verifica di esistenza in vita per i pensionati che riscuotono all’estero in Europa, Africa e Oceania (alcune aree erano già coperte dalla prima fase). La gestione delle comunicazioni è affidata a Citibank N.A. con modulistica da restituire entro i termini indicati nel plico. 
Le schede operative INPS spiegano come compilare e far convalidare il modulo, le alternative in caso di mancata ricezione e cosa accade se non si rispetta la scadenza. Diverse sedi consolari ricordano che, in assenza di attestazione entro i termini, il pagamento può essere sospeso o disposto in contanti presso Western Union a partire da febbraio 2026.
Suggerimento pratico per i connazionali: verificare l’indirizzo postale registrato, conservare copie dei documenti inviati e, se necessario, rivolgersi ai patronati o al consolato competente. L’INPS pubblica anche note e PDF riassuntivi della campagna in corso.




Accordo interistituzionale fra Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro e Consiglio Generale degli Italiani all’Estero

cgie cnel accordo immagine19

cgie cnel accordo immagine19Il Presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), Renato Brunetta, e la Segretaria Generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), Maria Chiara Prodi, hanno firmato oggi a Roma, Villa Lubin, un Accordo interistituzionale fra le due Istituzioni, per lo sviluppo di iniziative comuni di ricerca ed analisi e per formulare proposte e raccomandazioni di carattere legislativo e operativo. La collaborazione fra il CNEL e il CGIE è uno dei punti cardine dell’Accordo interistituzionale siglato dal Consiglio con il Ministero degli Affari Esteri a ottobre 2023. In questa cornice, l’Accordo odierno disciplina gli ambiti delle attività in comune, con particolare riguardo alle politiche di rientro, della mobilità studentesca ed universitaria, della ricerca scientifica e della valorizzazione del contributo alla crescita economica da parte delle collettività all’estero. “L’ampliarsi e l’approfondirsi della collaborazione reciproca è davvero evidente in questi ultimi mesi e l’Accordo firmato oggi sancisce questi sviluppi, rappresentando al tempo stesso un punto di partenza per un ulteriore rilancio nelle nostre relazioni. Il tema degli expat è emblematico di questa proficua collaborazione: una tematica su cui sia il CNEL sia il CGIE sono fortemente impegnati e che è centrale per il futuro del Paese. Bene dare all’intesa immediati seguiti concreti”. È quanto ha dichiarato il Presidente del CNEL Renato Brunetta, che si è poi soffermato sull’iniziativa dell’Italia in accordo con il Parlamento Europeo di istituire una Giornata Europea in ricordo delle vittime di Marcinelle. “Il dinamismo impresso al CNEL dal Presidente Brunetta incontra lo spirito rinnovato e determinato del CGIE. Con il nostro lavoro congiunto – ha affermato la Segretaria Generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero Maria Chiara Prodi – vogliamo provare al Paese che i sette milioni di italiani all’estero non sono solo un potenziale, ma una risorsa reale. L’attenzione

personale e istituzionale portata sulla tragedia di Marcinelle ci tocca nel profondo: lo sguardo europeo su quell’evento è una chiave di lettura da noi sempre sostenuta. Il ruolo del lavoro italiano in Europa e nel mondo è la base che lega passato e futuro, è il fulcro dell’accordo tra CNEL e CGIE. L’impegno perché i settant’anni dalla tragedia di Marcinelle, che cadranno l’8 agosto 2026, siano una grande occasione di riflessione e azione comune, sarà totale”.(Inform)




Messico, i cento anni della birra Corona

corona100annipuntovert

corona100annipuntovertCent’anni fa, nell’ottobre del 1925, un gruppo di panettieri visionari si riunì attorno a un sogno audace: produrre la birra più raffinata. Nacque così Corona, la lager che, con il suo inconfondibile brio racchiuso in bottiglie trasparenti, diede inizio al Grupo Modelo. Oggi, a un secolo di distanza, il marchio si è affermato come un punto di riferimento, un “extra” che l’ha reso leader del settore e un’icona economica e culturale per il Messico.

Grupo Modelo celebra il centenario onorando il passato e guardando a un futuro fatto di innovazione e ispirazione per le nuove generazioni.

«Grupo Modelo è nato per produrre la migliore birra non solo del Messico, ma del mondo, e siamo ancora qui con la stessa ambizione e la stessa passione, dando quel qualcosa in più ogni giorno per costruire una storia che è appena iniziata», ha dichiarato Daniel Cocenzo, presidente dell’azienda.

Il successo di Corona deriva, in parte, da decisioni cruciali prese sin dalle origini, sempre guidate dalla resilienza e dalla fedeltà ai propri valori. La società ha superato sfide come l’apertura dello stabilimento nel convulso Messico post-rivoluzionario del 1925, ha percorso il Paese con lo spettacolo itinerante Caravana Corona, al fianco di leggende come Pedro Infante e Celia Cruz, e puntò sull’esportazione in piena crisi economica negli anni ’80. La birra si è consolidata come emblema della cultura e dell’identità nazionale, presente nei momenti sia ordinari che straordinari.

Non è solo un marchio, ma un simbolo di ciò che il Messico ha di meglio: passione, autenticità e la capacità di compiere imprese eccezionali, portando il sapore dell’essenza di questo Paese latinoamericano in oltre 180 nazioni.

«È un volto positivo nel mondo e questo ci riempie di orgoglio. È una porta che si apre verso l’esterno e ci connette con gli altri», ha affermato Yune Aranguren, direttrice di Core Brands di Grupo Modelo.

Attore chiave dell’economia messicana, l’azienda promuove costantemente lo sviluppo attraverso la collaborazione con negozi di alimentari, supermercati, bar, ristoranti e agricoltori, creando lavoro per più di 30.000 dipendenti diretti. Con un valore di 13,4 miliardi di dollari, Corona è oggi la birra più preziosa del mondo. Nel suo centenario, guida le classifiche globali e mantiene il primo posto in Messico, con una crescita alimentata dalla sua eredità e dall’espansione internazionale. La sua versione senza alcol, Corona Cero, ha fatto la storia diventando la prima a sponsorizzare i Giochi Olimpici di Parigi 2024.

Nonostante i cambiamenti naturali dovuti al tempo, un elemento fondamentale è rimasto immutato nell’essenza di questo marchio: l’extra. «Tutti noi che siamo qui ci svegliamo con l’ispirazione di avere un Paese migliore e diamo quel 101% per fare in modo che l’extra ci aiuti a crearlo», afferma Aranguren.

Il 100° anniversario di Corona coincide anche con i 15 anni del festival musicale Corona Capital, uno dei più importanti del Messico e dell’America Latina, che si terrà il 14, 15 e 16 novembre. Per l’occasione, il marchio presenta le Corona Capital Sessions, che porteranno l’evento in diverse città messicane. I concerti vedranno la partecipazione di band di calibro internazionale come Keane, The Kooks, Phoenix, Foo Fighters, Queens of the Stone Age e Passion Pit. Con questa iniziativa, Corona rafforza il suo ruolo di promotrice di esperienze culturali e di intrattenimento di alto livello, capaci di connettere generazioni e celebrare la musica come parte dell’identità collettiva del Paese.

Foto: eleconomista.com.mx

puntodincontro.mx

Patronato ITAL Messico



Messico. I lavori a Progreso potrebbero aprire le porte a Fincantieri

portoprogresopuntovert

portoprogresopuntovertCon l’arrivo della nave dragatrice Fernando de Magallanes, il 31 luglio è ufficialmente iniziata l’espansione del porto d’altura di Progreso, nello stato messicano dello Yucatán, un progetto strategico per lo sviluppo economico della parte sud-orientale del Paese.

L’iniziativa prevede l’ampliamento, l’allungamento e l’approfondimento del canale di navigazione, che consentirà l’accoglienza di navi con pescaggio e volumi di carico maggiori, inclusi container, rinfuse e fluidi. Il materiale estratto verrà utilizzato per costruire due piattaforme logistiche e industriali che aggiungeranno 80 ettari di nuove infrastrutture.

Il progetto potrebbe aprire le porte a un investimento significativo da parte dell’azienda italiana Fincantieri, uno dei principali costruttori navali al mondo, che da diversi anni ha mostrato grande interesse per la realizzazione di un cantiere di livello mondiale sul sito, che sarebbe il più grande del suo genere nelle Americhe.

Il Consiglio di Coordinamento delle Imprese dello Yucatán (CCE) ha celebrato l’avvio dei lavori, promossi da anni dal settore privato con l’obiettivo di ridurre i costi logistici, attrarre investimenti e consolidare lo Stato come polo strategico nel Messico sudorientale.

L’espansione del porto di Progreso è fondamentale anche per sfruttare il fenomeno del nearshoring, migliorando la connettività e la logistica delle esportazioni. Il CCE ha riconosciuto il lavoro coordinato tra i tre livelli di governo e il settore imprenditoriale per concretizzare un progetto che porterà benefici duraturi alle famiglie dello Yucatán.

Foto: tintapublicanoticias

puntodincontro.mx




Salari bassi e vita cara: il paradosso dominicano

2148746562 copia

2148746562 copiaIn Repubblica Dominicana il salario minimo, oggi, è tra i più bassi di tutta l’America.

Parliamo di circa 241-246 dollari al mese (circa 15.800 pesos), una cifra che colloca il Paese ben al di sotto della media latinoamericana. Per fare un paragone: in Costa Rica il minimo sfiora i 726 dollari, in Cile si superano i 500, in Ecuador e Guatemala si resta intorno ai 470.
E se guardiamo al Nord America, il divario diventa un abisso: negli Stati Uniti il salario minimo federale è di oltre 1.200 dollari al mese (e in molti stati si guadagna anche di più), in Canada si arriva a oltre 2.000.

Eppure, nonostante questa enorme differenza negli stipendi, il costo della vita – soprattutto nelle località turistiche come Las Terrenas, Punta Cana, Sosúa o Cabarete – è sorprendentemente simile a quello di Paesi molto più sviluppati.

Perché?
Ci sono almeno tre motivi principali:

  1. L’economia turistica “importata”
    Nelle zone turistiche, gran parte dei beni e servizi è pensata per visitatori stranieri, spesso con portafogli ben più pesanti. I prezzi di ristoranti, supermercati “internazionali” e attività ricreative vengono calibrati su standard europei o nordamericani, non sui salari locali.

  2. Importazioni costose
    Molti prodotti – alimentari, tecnologici, di consumo – sono importati e quindi soggetti a tasse, trasporto e margini elevati. Questo fa sì che un litro di latte, un pacco di pasta o uno smartphone possano costare quanto (o più) che in Italia o negli USA.

  3. Mercato immobiliare “dopato” dagli investitori stranieri
    Case in affitto o in vendita nelle zone turistiche hanno prezzi spesso fuori portata per i residenti dominicani, perché il mercato segue la domanda di chi guadagna in euro o dollari.

Il risultato è un paradosso evidente: chi guadagna il salario minimo locale deve affrontare spese quotidiane simili a quelle di chi vive in Paesi con stipendi cinque, sei o dieci volte più alti.

Questo squilibrio si traduce in una forte dipendenza dalle rimesse degli emigrati, nel ricorso al lavoro informale e nella difficoltà, per molte famiglie, di risparmiare o migliorare il proprio tenore di vita.

E mentre il turismo continua a crescere, la grande sfida per il Paese resta quella di aumentare i salari senza perdere competitività e, soprattutto, trovare un equilibrio tra sviluppo economico e benessere reale della popolazione.




Inps, monitoraggio flussi di pensionamento nel 2024 e nel primo semestre 2025

inps3 e1596722256401 615x223

inps3 e1596722256401 615x223E’ stato pubblicato oggi dall’Inps l’osservatorio sul monitoraggio dei flussi di pensionamento, relativo alle pensioni con decorrenza nel 2024 e nel primo semestre 2025, con rilevazione al 2 luglio 2025 (https://servizi2.inps.it/servizi/osservatoristatistici/66 per i dati navigabili; https://www.inps.it/it/it/dati-e-bilanci/osservatori-statistici-e-altre-statistiche/dati-cartacei—mfp.html per i report cartacei). Di seguito i dati riguardanti le principali gestioni amministrate dall’INPS, rimandando alle tabelle dell’osservatorio per quanto riguarda le singole gestioni.

Il totale delle pensioni con decorrenza nel 2024 è di 889.642 per un importo medio mensile alla decorrenza di 1.223 euro. Quelle con decorrenza nel primo semestre del 2025 sono state 397.691, per un importo medio di 1.215 euro. Tali valori si riferiscono alle pensioni di vecchiaia, agli assegni sociali, alle pensioni anticipate, a quelle di invalidità e a quelle ai superstiti delle gestioni considerate.  In particolare, per quanto riguarda le singole categorie, le pensioni con decorrenza 2024 sono state: 271.527 pensioni di vecchiaia, 224.392 pensioni anticipate, 60.094 pensioni di invalidità e 236.107 pensioni ai superstiti. Nel primo semestre del 2025: 117.901 pensioni di vecchiaia, 98.356 pensioni anticipate, 23.996 pensioni di invalidità e 106.693 pensioni ai superstiti.  Analizzando le singole gestioni, il FPLD ha erogato 355.508 pensioni nel 2024 e 163.374 nel primo semestre del 2025; seguono in ordine di numerosità la gestione dipendenti pubblici che ha totalizzato 128.276 pensioni nel 2024 e 43.736 nel primo semestre 2025, la gestione degli Artigiani (87.308 e 41.404), quella dei Commercianti (76.137 e 36.121), quella dei Parasubordinati (48.418 e 22.802) e infine la gestione dei Coltivatori Diretti, Coloni e Mezzadri (33.632 e 15.198). Gli assegni sociali sono stati 97.522 nel 2024 e 50.745 nel primo semestre del 2025. (Inform)