Messico. Dana di Rovereto, ancora nessun riscontro sulla delocalizzazione

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danarovereto2puntovertSul tema della delocalizzazione in Messico di 30-40% della produzione della Dana di Rovereto, prevista entro il secondo trimestre del prossimo anno, non c’è ancora alcun riscontro delle promesse della direzione di trovare produzioni alternative, mentre il conto alla rovescia procede.

L’azienda è una delle sedi italiane della multinazionale statunitense Dana Corporation, oggi una importante realtà industriale nella regione Trentino-Alto Adige, specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di assali, cambi di velocità e sistemi di trazione per macchine industriali, stradali e non stradali.

Intanto, da due settimane, i lavoratori degli stabilimenti di Arco e Rovereto stanno scioperando a singhiozzo, con un’ora o più di astensione al giorno e presidi quasi quotidiani davanti ai cancelli.

L’adesione è altissima e in diversi reparti la produzione si è fermata, riferisce l’ANSA.

La mobilitazione -ricordano Fiom Cgil, Fim Cisl e Cub Trento- si inserisce nello stato di agitazione aperto fin dallo scorso novembre, dopo che l’azienda si era presentata al tavolo con una controproposta ritenuta unanimemente una provocazione dai lavoratori.

La risposta era arrivata dopo mesi di attesa e incontri andati a vuoto, a seguito della presentazione —a inizio 2024— della piattaforma sindacale per il rinnovo del contratto integrativo, scaduto a fine 2023. Oggi, luglio 2025, tutto è ancora in stallo.

Nel frattempo, non è arrivata alcuna garanzia sul futuro occupazionale, in particolare nello stabilimento di Rovereto, e sono emerse ulteriori criticità: dal mancato riconoscimento dei corretti livelli di inquadramento all’applicazione arbitraria, secondo i sindacati, dell’accordo di bacino, che regola la stabilizzazione dei lavoratori precari.

Le associazioni di categoria rivendicano un cambio di rotta chiaro: porre fine allo sfruttamento del lavoro precario, reinternalizzando le attività oggi svolte in appalto e riducendo il ricorso ai contratti in somministrazione.

A ciò si affianca la richiesta di un adeguamento salariale consistente, in grado di recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione e di redistribuire la ricchezza prodotta.

Al centro della protesta c’è anche la presunta violazione dell’accordo di bacino, che prevede il diritto di precedenza per i lavoratori precari con almeno dodici mesi di servizio e la loro assunzione diretta entro tre anni.

Dana ha interrotto negli ultimi mesi diversi rapporti di lavoro, anche con persone ormai prossime alla stabilizzazione.

«Questo atteggiamento ha generato un clima pesante, in cui vengono compressi diritti e libertà fondamentali, con ripercussioni anche sulla salute e sicurezza sul lavoro», si legge in una nota pubblicata alcuni giorni fa.

Foto: ANSA

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tica Business Diplomacy: domani in Senato il seminario promosso da Borghese (Maie)

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21businessa“Un’opportunità preziosa per discutere e trovare strategie efficaci per rafforzare la presenza italiana all’estero, Argentina, Emirati Arabi, Marocco, Senegal, Uzbekistan e promuovere la crescita economica”. Così Mario Borghese, senatore del Maie eletto in Sud America, presenta il seminario che ospiterà domani, 22 luglio, in Senato, a partire dalle 17.00 in Sala Nassirya.
“Business Diplomacy. La diplomazia d’impresa, l’Italia nel mondo”, il tema su cui si concentreranno i lavori aperti dagli interventi del parlamentare eletto all’estero insieme a Michaela Biancofiore, senatrice e presidente del Gruppo parlamentare Civici d’Italia, e Naike Gruppioni, deputata membro della Commissione esteri.
Seguiranno i saluti degli Ambasciatori Marcelo Martìn Giusto (Argentina), Abdulla Ali Ateeq Obaid Alsubousi (EAU), Youssef Balla (Marocco), Ngor Ndiaye (Senegal) e Abat Fayzullaev (Uzbekistan).
Porteranno i propri contributi al dibattito Dario Peirone (Presidente CEIPiemonte), Filippo Maturi (Presidente Business Diplomacy Council), Souad Sbai (Vice Presidente Business Diplomacy Council), Alessandro Bertoldi (Vice Presidente Business Diplomacy Council e Direttore es. dell’Istituto Friedman), Silvia Nicolis (Vie Presidente Museimpresa e Presidente Museo Nicolis), Ezio Stellato (Docente diritto fiscale e tributario all’Istituto Friedman), Geronimo Cardia (Avvocato esperto di internazionalizzazione), Francesca Alicata (responsabile relazioni esterne di Simest) e Marco Sartori (Casartigiani).
I lavori – trasmessi anche sulla webtv del Senato – saranno moderati dal giornalista Mediaset Marco Onnembo. (aise) 




Mancano lavoratori italiani: un’impresa su tre assumerà personale extra Ue entro il 2026

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8lavoratoristranieriUn’impresa su tre ha in programma di assumere lavoratori stranieri extra Ue entro il 2026 o lo ha già fatto tra il 2021 e il 2023. A spingere gli imprenditori a rivolgersi all’estero per soddisfare il proprio fabbisogno occupazionale è principalmente la mancanza di lavoratori italiani segnalata dal 73,5% delle imprese. Anche per questo il 68,7% delle aziende è disposto ad investire entro il 2026 in formazione del personale straniero, a fronte del 54,5% di quelle che non assumono lavoratori extra-UE.
È quanto emerge dall’indagine di Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne su un campione di 4.500 imprese manifatturiere e dei servizi con addetti compresi tra 5 e 499.
“L’Italia comincia ad avvertire gli effetti dell’invecchiamento della popolazione dovuto alle dinamiche demografiche”, ha evidenziato il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “I lavoratori immigrati sono quindi sempre di più una risorsa indispensabile per far fronte alla domanda di occupazione delle imprese. C’è anche un bacino di italiani di seconda o terza generazione che vivono soprattutto nel Sud America al quale il nostro Paese dovrebbe guardare con attenzione. Si tratta spesso di giovani con competenze già consolidate e con un legame di lingua e di storia familiare con l’Italia, che potrebbero essere interessati a trasferirsi nel nostro Paese”.
Il 47,1% delle imprese prevede di assumere operai specializzati extra UE entro il 2026 o li ha assunti tra 2021e il 2023. Mentre il 32,6% assumerà o ha assunto operai generici, il 13,3% lavoratori del terziario, l’11,1% artigiani, il 9,3% per tecnici specializzati, il 4,9% per professionisti altamente qualificati e appena l’1,1% per manager.
Sono soprattutto le imprese del Nord Est a ricorrere a lavoratori stranieri per fare fronte ai loro piani di assunzione. Il 36,5% delle imprese del Triveneto assumerà personale extra UE entro il 2026 o lo ha già fatto tra il 2021-23, a fronte del 31,8% del totale del sistema imprenditoriale italiano. A trainare sono soprattutto le imprese del Trentino-Alto Adige/Südtirol (39,1%), seguite da quelle del Veneto (37,6%) e del Friuli-Venezia (36,8%). Sul fronte opposto meno dinamica è la domanda proveniente dal Mezzogiorno, solo il 28,6% delle imprese meridionali ha in programma o ha programmato di assumere lavoratori non europei.
La difficoltà di trovare lavoratori italiani motiva il 73,5% delle imprese a cercare personale straniero fuori dall’Unione europea. A seguire, anche se in misura sensibilmente minore, tra le altre motivazioni indicate troviamo: la mancanza di giovani derivante dal calo demografico (12,6%), migliori competenze tecniche da parte dei lavoratori stranieri (9,4%) e, solo marginalmente, il minore costo del lavoro (3,0%).
Più imprese manifatturiere, più tecnologiche, più grandi: è questo l’identikit delle realtà imprenditoriali che mostrano una maggiore propensione ad assumere lavoratori extra europei. Il 37,2% delle imprese industriali ha pianificato di farlo entro il 2026 o lo ha fatto tra il 2021 e il 2023, a fronte del 27,4% di quelle dei servizi. E se nel manifatturiero, il 40,2% delle imprese che ricorre al mercato del lavoro al di fuori dell’UE appartiene ai settori ad alta tecnologia, nei servizi il 36,2% opera nei settori a bassa intensità tecnologica. Nel complesso la metà delle aziende che assumono stranieri non europei, impiega tra 50 e 499 addetti, a fronte del 27,3% delle piccole. (aise) 




L’Istat conferma: i laureati scappano dall’Italia

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logo istat 426x223Presso la Sala della Regina di Montecitorio, è stato presentato il Rapporto annuale Istat sulla situazione del Paese. Dopo i saluti del questore Paolo Trancassini, il rapporto è stato illustrato dal presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli. Per quanto riguarda il quadro demografico dal Rapporto si evidenzia come la dinamica demografica e sociale continui a riflettere trasformazioni profonde, che attraversano generazioni, territori e gruppi sociali. Al 1° gennaio 2025, la popolazione residente in Italia è scesa sotto i 59 milioni. La diminuzione della popolazione, in atto dal 2014, è determinata da una dinamica naturale (saldo tra nascite e decessi) fortemente negativa. La natalità continua a calare, sfavorita dal ridotto numero di donne in età fertile: nel 2024 si sono registrate solo 370 mila nascite, quasi 200 mila in meno rispetto al 2008. La fecondità ha toccato un minimo storico di 1,18 figli per donna e prosegue il rinvio della genitorialità. Dal Rapporto viene anche sottolineato come il saldo migratorio, pure essendo ampiamente positivo, è insufficiente a compensare la perdita di popolazione. Nel 2024 gli ingressi dall’estero sono 435 mila, in aumento rispetto al periodo pre-pandemico. Crescono, tuttavia, anche le uscite: 191 mila persone lasciano il Paese (+20,5 per cento rispetto al 2023), di cui oltre 156 mila cittadini italiani. Particolarmente preoccupante è l’aumento dell’espatrio tra i giovani 25-34enni laureati: 21 mila nel 2023, un record storico. I rientri sono pochi, con il risultato di una perdita netta di capitale umano qualificato pari a 97 mila giovani in dieci anni. L’Istat segnala anche che il 2024 segna la fine della crisi di mortalità legata alla pandemia. La speranza di vita alla nascita cresce, raggiungendo 83,4 anni, con un recupero completo rispetto ai livelli pre-Covid-19 sia per gli uomini sia per le donne. L’Italia si conferma inoltre tra i Paesi europei più longevi. Per l’Istat questo dato, in sé molto positivo, accentua l’invecchiamento della struttura per età della popolazione: un quarto dei residenti ha almeno 65 anni, il doppio rispetto ai minori di 15 anni. Gli ultraottantenni sono quasi 4,6 milioni e gli ultracentenari nel 2024 toccano un nuovo massimo, superando i 23.500. Le previsioni demografiche confermano inoltre un futuro segnato da ulteriore invecchiamento, calo delle nascite e crescente numero di decessi. Inoltre l’evoluzione dei flussi migratori, potenziale fattore di riequilibrio strutturale, presenta ampi margini di incertezza. Nel nuovo millennio, l’unico segmento di popolazione residente in crescita è rappresentato dagli stranieri e dai nuovi cittadini italiani. Al 1° gennaio 2025 si contano 5,4 milioni di residenti stranieri (il 9,2 per cento della popolazione); la comunità più numerosa è quella romena, seguita da quelle albanese e marocchina. Inoltre, – informa l’Istat – al 1° gennaio i cittadini che hanno acquisito la cittadinanza italiana sono 1,9 milioni, in prevalenza originari di paesi extra-UE. (Inform)

foto da Il Sole 24 Ore




Fondazione Italia USA: Premio America Innovazione 2025

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ifondazione italia usa newletter mageLa Fondazione Italia USA ha promosso l’edizione 2025 del Premio America Innovazione, un riconoscimento per gli innovatori artefici delle migliori startup e PMI innovative italiane. Affiancato al Premio America, lo storico riconoscimento destinato alle più prestigiose personalità di chiara fama internazionale, il Premio America Innovazione vuole valorizzare ogni anno 300 talenti imprenditoriali del nostro Paese che hanno ideato e realizzato delle startup e PMI innovative e competitive nel mondo del mercato globale e delle sfide mondiali. Un riconoscimento di prestigio internazionale, che rappresenta una qualificazione e una certificazione di qualità di fronte agli investitori. Delle 300 startup e PMI premiate 22 hanno ricevuto il premio per il secondo anno consecutivo e 5 sono state premiate per il terzo anno consecutivo, confermando la loro eccellenza nazionale. Oltre alla pergamena di premiazione, che è stata consegnata durante le cerimonie ufficiali a Roma presso la Camera dei Deputati, gli innovatori hanno ricevuto una borsa di studio per fruire del master online esclusivo della Fondazione Italia USA in “Leadership per le relazioni internazionali e il made in Italy”. I vincitori del Premio America Innovazione e della relativa borsa di studio sono selezionati dalla Fondazione Italia USA, tramite il Registro Imprese e il sistema camerale, sulla base di diversi parametri indicativi dei valori di competitività e investimenti innovativi delle startup e PMI. Costituisce un fattore valutativo privilegiato l’imprenditorialità femminile e quella di giovani al di sotto dei 35 anni. Non sono possibili autocandidature.(Inform)




AICS consegna a El Salvador 185 mila euro per sei iniziative di sviluppo

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2semillasNell’ambito del progetto “Semillas”, volto alla prevenzione della migrazione irregolare attraverso la generazione di opportunità formative e lavorative, si è tenuto lo scorso 25 aprile la consegna dei fondi da parte dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo per finanziare sei iniziative di sviluppo comunitario in cinque dipartimenti di El Salvador, per un totale di circa 185.000 Euro.
L’evento è stato presieduto dall’Ambasciatore d’Italia in El Salvador, Paolo Emanuele Rozo Sordini, e la Viceministra della Diaspora e Mobilità Umana, Cindy Mariella Portal, i quali hanno presentato le sei organizzazioni selezionate per realizzare altrettanti progetti volti alla creazione di opportunità che favoriscano il radicamento e lo sviluppo delle persone nelle proprie comunità di origine.
Attraverso 25 laboratori, che hanno visto il coinvolgimento di più di 200 persone tra istituzioni, organizzazioni e associazioni locali, sono stati presentati 36 progetti di sviluppo comunitario. Di questi, sono risultate vincitrici sei iniziative, che propongono interventi in vari ambiti: dalla formazione nella lavorazione artigianale di calzature e pelletteria, alla ristrutturazione di un centro sportivo comunitario, dalla creazione di spazi sicuri per i bambini al miglioramento della rete idrica comunitaria.
Il progetto Semillas contribuisce al sostegno della diaspora salvadoregna, affinché sviluppi iniziative nel suo territorio d’origine. Per questo, oltre a incoraggiare l’utilizzo delle rimesse come capitale di investimento e non di consumo, ha l’obiettivo di potenziarne l’impatto, a livello di risorse sia materiali che immateriali, incanalandole nel quadro di iniziative pianificate a beneficio collettivo per rafforzare le comunità di origine e favorire l’eventuale ritorno della diaspora. “L’Italia riconosce la rilevanza del ruolo che giocano le diaspore nello sviluppo delle loro comunità di origine. Pertanto, per il nostro Paese è estremamente significativa questa componente, che mira a generare un cambiamento nelle abitudini di utilizzo delle rimesse, ampliandone al contempo il concetto stesso e il loro potenziale per lo sviluppo locale” ha dichiarato l’Ambasciatore Rozo Sordini. Durante l’evento, è stato anche presentato il Manuale di Gestione delle Iniziative di Sviluppo Comunitario, uno strumento per l’individuazione di progetti che permettano il coinvolgimento della diaspora come agente di sviluppo nel territorio di origine. a creazione di un meccanismo di sostegno.
L’evento ha visto la partecipazione del Direttore della Sede AICS di San Salvador, Paolo Gallizioli, il Capo missione dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) in El Salvador, Nicola Graviano, rappresentanti dell’Agenzia salvadoregna per la Cooperazione Internazionale (ESCO), del Consiglio per la Micro e Piccola Impresa (CONAMYPE), dell’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR), autorità municipali e organizzazioni vincitrici.
Il progetto “Semillas”, finanziato dal Governo italiano, attraverso l’Ambasciata di San Salvador e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), è realizzato dal Ministero di Relazione Estere di El Salvador, in partenariato con il Ministero dell’Ambiente e il CONAMYPE. L’Ambasciatore Rozo Sordini, durante il suo intervento, ha menzionato alcuni degli importanti risultati già raggiunti in quasi due anni di progetto, tra cui la consegna di 124 borse di studio per la formazione in istituti tecnici, il finanziamento di cinque progetti per la conservazione e il restauro ambientale in 3 siti RAMSAR di El Salvador e l’assegnazione di capitale d’avvio per 88 microimprese. (aise) 




Canada. Giornata nazionale dei caduti sul lavoro, la cerimonia commemorativa ad Ottawa

giornata nazionale dei caduti sul lavoro lambasciatore ditalia in canada cattaneo ha partecipato alla cerimonia commemorativa ad ottawa immagine12

giornata nazionale dei caduti sul lavoro lambasciatore ditalia in canada cattaneo ha partecipato alla cerimonia commemorativa ad ottawa immagine12In occasione della Giornata nazionale canadese in memoria delle vittime del lavoro (National Day of Mourning), che si celebra insieme alla Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), l’Ambasciatore d’Italia ad Ottawa, Alessandro Cattaneo, ha partecipato alla cerimonia ufficiale di commemorazione tenutasi ad Ottawa. Nel corso della cerimonia, l’Ambasciatore ha deposto una corona di fiori in memoria dei numerosi italiani che hanno perso la vita nello svolgimento della propria attività lavorativa in Canada, rendendo omaggio al loro sacrificio e allo straordinario contributo del lavoro italiano alla crescita economica e sociale del Canada, durante tutta la sua storia. La partecipazione italiana alla cerimonia ha voluto sottolineare il forte legame storico tra Italia e Canada e l’importanza di un impegno universale per condizioni lavorative sempre più sicure e dignitose. Nella stessa giornata il Console Generale d’Italia a Toronto, Luca Zelioli, ha presieduto l’evento commemorativo organizzato dal Consolato Generale stesso con la collaborazione di Villa Charity e del Comitato The Italian fallen workers memorial project. (Inform)




Messico. Dall’Italia investimento da 27 milioni nel settore automobilistico

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promainvesteaguascalientespuntohorNell’ambito di una missione in Europa, la governatrice dello stato messicano di Aguascalientes, Tere Jiménez, si è recata a Napoli, dove i dirigenti del gruppo Proma hanno annunciato l’intenzione di investire 600 milioni di pesos (circa 26,8 milioni di euro) in uno stabilimento dedicato alla produzione di sedili per il settore automobilistico in questo territorio del Messico centrale. Il progetto genererà 225 posti di lavoro.

«Sono molto contenta di sapere che avete preso la decisione dopo aver visitato Aguascalientes e aver constatato di persona i vantaggi competitivi del nostro stato», ha affermato Jiménez.

Nel corso dell’incontro, la governatrice ha assicurato che l’amministrazione da lei presieduta lavora ogni giorno per creare le condizioni di cui gli investitori hanno bisogno per garantire il successo delle loro attività.

Proma opera dagli anni 80 come società leader nella progettazione, sviluppo e produzione di componentistica per l’industria automobilistica. L’azienda è specializzata nella fabbricazione di strutture e meccanismi per i sedili, sottogruppi scocca ed autotatelaio, traverse paraurti e parti mobili.

In terra azteca, l’azienda ha già effettuato investimenti significativi, tra cui l’acquisizione nel 2024 di Allgaier de Puebla nel 2024, società specializzata nella produzione di componenti strutturali forniti a case automobilistiche internazionali e, negli anni precedenti, in siti produttivi negli stati di Guanajuato e Coahuila.

Jiménez ha, inoltre, incontrato a Roma dirigenti aziendali e membri della Camera di commercio messicana (CaMexItal), nonché gli ambasciatori del Messico in Italia e presso la Santa Sede, Carlos García de Alba e Alberto Barranco.

Immagine: promagroup.com

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La Sparkle sbarca in Messico

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sparklemessicopuntohorTelecom Italia ha fatto sapere che la sua controllata Sparkle S.p.A. ha annunciato l’espansione della propria rete in Messico con l’apertura di un punto di presenza a Querétaro, che amplia la capillarità della sua rete in America Latina, consolidando il posizionamento come uno dei principali operatori internazionali nella regione.

Completamente integrato con la dorsale IP Tier-1 globale di Sparkle Seabone —che vanta un’ampia copertura in America centrale e meridionale con 32 punti di presenza in Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Panama, Porto Rico, Perù e Venezuela— il nuovo nodo permette a operatori di rete, ISP, OTT, reti di distribuzione di contenuti e fornitori di contenuti e applicazioni di usufruire di servizi di transito IP affidabili e a bassa latenza con throughput fino a 8 Terabit al secondo, come si legge nella nota diffusa.

I clienti hanno a disposizione una gamma completa di soluzioni IP che comprendono anche i servizi DDoS Protection, che offre la possibilità di proteggere la propria rete dagli attacchi, e Virtual NAP, che fornisce accesso virtuale ai principali Internet Exchange Point senza la necessità di costruire infrastrutture proprietarie.

Il nuovo punto di presenza in Messico arriva dopo la costituzione nel Paese della società partecipata TI Sparkle Mexicana, per rendere più completa l’offerta, che poteva già contare, in Texas, sui nodi operativi a McAllen, El Paso e Dallas.

Si tratta, spiega ancora il comunicato, di «una nuova infrastruttura strategica pensata per garantire ai clienti locali massima diversificazione e ridondanza, in risposta alla crescente domanda di connettività trainata dalle nuove tecnologie, dalle piattaforme multimediali e dai servizi cloud».

«L’apertura del nostro punto di presenza in Messico rappresenta un passo strategico nell’espansione della rete di Sparkle nelle Americhe con investimenti mirati per sostenere la crescita digitale del continente» —spiega Enrico Bagnasco, amministratore delegato di Sparkle— «Il Messico è oggi un mercato digitale in continuo sviluppo e la nostra presenza qui ci consente di servire al meglio operatori, provider e aziende che operano in questo ecosistema in rapida evoluzione».

Foto: corrierecomunicazioni.it

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Inps, a gennaio 2025 le pensioni vigenti sono 17,99 milioni

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logo inps farnesina pensioni inps campagna di accertamento di esistenza in vita anni 2024 e 2025 immagine1Pubblicato oggi l’Osservatorio statistico sulle pensioni erogate dall’Inps (esclusa gestione dipendenti pubblici), che riporta dati sulle pensioni vigenti al primo gennaio 2025 e sulle pensioni nuove liquidate nel 2024.

Pensioni vigenti al 1° gennaio 2025. L’Istituto registra un totale di 17.986.149 pensioni vigenti, di cui il 76,1% (13.687.335 pensioni) di natura previdenziale e il 23,9% (4.298.814 pensioni) di natura assistenziale.  L’importo complessivo annuo è pari a 253,9 miliardi di euro, di cui 226,6 miliardi da gestioni previdenziali e 27,3 miliardi da gestioni assistenziali. Il 46,4% delle pensioni e il 61,7% degli importi provengono dalle gestioni dei dipendenti privati, tra cui il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti che riguarda il 43,8% del complesso delle pensioni erogate e il 57,2% degli importi in pagamento. Le gestioni dei lavoratori autonomi erogano il 28,1% delle pensioni, per un importo in pagamento pari al 24,6% del totale. mentre le gestioni assistenziali coprono il 23,9% delle prestazioni. Con riferimento alla categoria le prestazioni di tipo previdenziale sono costituite per il 69,5% da pensioni di vecchiaia (il 57,3% erogate a uomini), per il 4,8% da pensioni di invalidità previdenziale (58,0% uomini) e per il 25,7% da pensioni ai superstiti (il 12,6% uomini). Le prestazioni di tipo assistenziale sono costituite per il 79,4% da invalidità civili sotto forma di pensione e/o indennità (42,0% uomini) e per il residuo 20,6% da pensioni e assegni sociali (38,1% uomini). A livello territoriale l’Italia settentrionale detiene la quota maggiore di pensioni vigenti con il 47,8%, a seguire Centro (19,3%), Sud e Isole (30,9%) e una quota residuale (2%) viene erogata a residenti all’estero. Gli importi erogati sono distribuiti per il 55,9% in Italia settentrionale, il 19,7% in Centro, il 24,4% in Italia meridionale e Isole e lo 0,8% a residenti all’estero.  Il 53,5% delle pensioni ha un importo inferiore a 750,00 euro, di queste il 43,1% (4,1 milioni di pensioni) beneficiano di prestazioni legate a bassi redditi.

Pensioni nuove liquidate nel 2024.  Le pensioni nuove liquidate nel 2024 sono state 1.434.086, di cui poco più della metà (50,7%) di natura previdenziale. Gli importi annualizzati stanziati per le nuove liquidate del 2024 ammontano a 15,1 miliardi di euro, circa il 6,0% dell’importo complessivo annuo in pagamento al 1° gennaio 2025. Il 61,4% delle pensioni previdenziali liquidate nel 2024 è costituito da pensioni di vecchiaia (60,0% erogate a uomini), il 9,4% da quelle di invalidità previdenziale (64,2% uomini) e il 29,2% da quelle ai superstiti (18,9% uomini). Le prestazioni di tipo assistenziale sono costituite per il 91,9% da prestazioni di invalidità civile (42,2% erogate a uomini) e per l’8,1% da assegni sociali (42,8% uomini). I dati completi sono pubblicati negli osservatori statistici dell’INPS al seguente link: https://servizi2.inps.it/servizi/osservatoristatistici/6. (Inform)

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