Biesse scommette sul Messico: nuova sede per crescere in America Latina

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biesse 835 u1030991347yuf 835x437@ilsole24ore webL’industria italiana continua a guardare con decisione oltreoceano. Il gruppo Biesse, eccellenza marchigiana nel settore delle tecnologie per la lavorazione dei materiali, ha inaugurato una nuova sede commerciale in Messico, rafforzando così la propria presenza nel continente americano.

L’operazione rappresenta un passo strategico per l’azienda con sede a Pesaro, già attiva in America Latina attraverso il Brasile e ora determinata a consolidarsi anche nel mercato nordamericano e centroamericano, considerato in forte espansione.

La nuova struttura sorge a Guadalajara, uno dei principali poli industriali del Paese, e nasce anche grazie all’integrazione di Bavelloni, realtà recentemente acquisita dal gruppo e specializzata nelle tecnologie per la lavorazione del vetro e della pietra. Questo permetterà a Biesse di offrire in loco un portafoglio completo di soluzioni, accompagnato da servizi sempre più efficienti.

Fondamentale sarà il collegamento con la sede statunitense del gruppo, che garantirà supporto tecnico rapido e una gestione più efficace dei ricambi, migliorando tempi e qualità dell’assistenza per i clienti dell’intera area.

Il Messico e l’America Centrale, infatti, stanno vivendo una fase di crescita significativa nella domanda di automazione e tecnologie industriali. Ed è proprio su questa dinamica che punta Biesse: maggiore vicinanza ai clienti, presenza diretta sul territorio e una visione di sviluppo a lungo termine.

Una scelta che conferma, ancora una volta, la capacità delle imprese italiane di competere e investire nei mercati globali, portando innovazione e know-how ben oltre i confini nazionali.




America Centrale nel mirino della guerra: prezzi del carburante alle stelle e rimesse record

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imageLa guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran sta colpendo l’America Centrale molto più di quanto si possa immaginare guardando una cartina geografica. Due effetti opposti — uno che svuota le tasche, l’altro che le riempie — stanno ridisegnando la vita quotidiana di milioni di persone in Guatemala, Honduras ed El Salvador.

La benzina costa sempre di più

L’aumento dei prezzi di benzina e diesel nei tre Paesi centroamericani risponde direttamente agli attacchi tra Stati Uniti e Iran e alla chiusura temporanea dello Stretto di Hormuz, che ha intensificato la volatilità del mercato petrolifero mondiale, aggravata ulteriormente dalla caduta delle riserve di idrocarburi negli Stati Uniti e dall’aumento dei costi logistici internazionali. Tgcom24

I governi della regione hanno dovuto correre ai ripari. In Honduras, le autorità hanno segnalato aumenti tra i 4 e i 5 centesimi di dollaro per gallone su diesel, kerosene e vari tipi di gasolina, e per attutire il colpo il governo ha introdotto un sussidio fino al 50% del prezzo. Tgcom24 In Guatemala, il Ministero dell’Energia ha annunciato rincari fino a 13 centesimi di dollaro per gallone su gasolina regular, superiore e diesel, mentre El Salvador ha aggiornato i prezzi di riferimento con un aumento di 5 centesimi per gallone su tutte le tipologie di carburante. Tgcom24

Un paradosso difficile da digerire per economie che non producono petrolio e dipendono interamente dalle importazioni. Come ha sintetizzato un economista honduregno citato dalle autorità energetiche: anche se i legami commerciali del Paese puntano principalmente verso l’America, la catena logistica internazionale rende inevitabile il trasferimento dei costi sui consumatori finali.

Le rimesse crescono, ma il futuro è incerto

C’è però anche una notizia positiva, almeno per ora. Le rimesse inviate dai migranti residenti negli Stati Uniti verso El Salvador, Guatemala e Honduras sono cresciute di oltre il 20% su base annua, secondo i dati raccolti dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. SiViaggia Un flusso di denaro fondamentale per milioni di famiglie nella regione, che in molti casi rappresenta l’entrata principale del bilancio domestico.

Ma questo dato positivo convive con una grande incertezza: le politiche di deportazione di massa dell’amministrazione Trump stanno riducendo il numero di migranti centroamericani presenti negli Stati Uniti, con il rischio concreto che le rimesse tornino a calare nei prossimi mesi. Una doccia fredda che, sommata ai rincari energetici, potrebbe pesare duramente sulle economie più fragili dell’istmo.




L’aumento del petrolio fa salire il costo della vita in Centro America

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fkwh2m snzsopnbkmnxw6qxv688r4cvssnn4uzbfqu4u8buogq badader2jfievy abik ugxtbapkrhutoz2y4tko ydcqiesvqhuqqoaNegli ultimi giorni diversi Paesi dell’America Centrale stanno affrontando un nuovo aumento del costo della vita, legato soprattutto al rincaro del petrolio sui mercati internazionali. L’incremento dei prezzi del greggio, alimentato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, sta infatti provocando un effetto a catena che colpisce trasporti, alimenti e servizi in gran parte della regione.

Secondo analisti economici e istituzioni locali, l’aumento del carburante si riflette rapidamente sull’intero sistema economico di Paesi come Guatemala, Honduras, El Salvador e Nicaragua, dove il trasporto su strada rappresenta la principale modalità di distribuzione delle merci. Quando il prezzo del carburante cresce, aumentano di conseguenza anche i costi di produzione e di trasporto dei prodotti di base.

Effetti immediati su famiglie e imprese

L’impatto è particolarmente pesante per le famiglie con redditi medio-bassi, che già destinano una parte significativa del bilancio domestico all’acquisto di alimenti e al pagamento dei trasporti pubblici. In molte città centroamericane gli operatori del settore dei trasporti hanno già iniziato a chiedere aumenti delle tariffe per compensare l’aumento del diesel.

Anche le piccole imprese e i commercianti stanno risentendo della situazione: il maggiore costo della logistica si traduce spesso in prezzi più alti per beni di consumo quotidiano, come pane, riso, frutta e prodotti importati.

Una regione particolarmente vulnerabile

L’America Centrale è particolarmente esposta alle oscillazioni del prezzo del petrolio perché molti Paesi della regione dipendono quasi totalmente dalle importazioni di energia. Questo significa che ogni crisi internazionale che colpisce il mercato del greggio si riflette rapidamente sulle economie locali.

Gli economisti avvertono che, se le tensioni globali dovessero continuare e il petrolio restare su livelli elevati, la regione potrebbe registrare nei prossimi mesi una nuova pressione inflazionistica, con effetti diretti sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla stabilità economica di diversi Paesi.




America sull’orlo della tempesta: guerra, petrolio a 100 dollari e Wall Street in rosso

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trade floor personnel on the floor of the new york stock exchange c1a647Gli Stati Uniti si trovano in un momento di grande turbolenza, e le ripercussioni si fanno sentire anche in Italia. Negli ultimi giorni i mercati finanziari americani hanno vissuto sessioni difficili, con l’indice Vix — il termometro della volatilità a #Wall Street — schizzato ai massimi dall’aprile 2025, mentre il petrolio ha sfondato la soglia dei 100 dollari al barile e le Borse europee hanno bruciato oltre mille miliardi di capitalizzazione nell’arco di pochi giorni.

Il fattore scatenante è il conflitto militare tra Stati Uniti, Israele e Iran, che ha mandato in fibrillazione le commodity energetiche a livello globale. Il presidente Trump ha descritto le operazioni militari come una vicenda destinata a concludersi in tempi brevi, sostenendo che l’Iran avrebbe perso gran parte delle sue capacità offensive, compresa la leadership. Tuttavia i mercati non sembrano convinti: l’incertezza resta alta e si riflette direttamente sui prezzi dell’energia.

Sul fronte del lavoro, i dati di febbraio hanno sorpreso in negativo: gli Stati Uniti hanno registrato una perdita di 92.000 posti di lavoro, con il tasso di disoccupazione salito al 4,4%. Un deterioramento significativo, arrivato proprio mentre il Paese entrava in conflitto aperto in Medio Oriente.

A pesare sull’economia americana ci sono anche i dazi, il cavallo di battaglia della politica commerciale di Trump. Il Fondo Monetario Internazionale ha definito le tariffe un freno alla crescita, sottolineando come abbiano già rallentato la produttività americana e come, senza di esse, i risultati economici avrebbero potuto essere ancora più positivi. Nel frattempo, il debito pubblico americano potrebbe raggiungere il 140% del PIL nei prossimi cinque anni, superando potenzialmente i 50.000 miliardi di dollari.

Per gli italiani residenti negli USA o che intrattengono rapporti economici con il mercato americano, c’è anche un dato pratico da tenere a mente: dall’8 al 29 marzo la differenza di fuso orario tra Italia e New York si riduce temporaneamente a cinque ore anziché sei, poiché gli Stati Uniti sono già passati all’ora legale mentre l’Europa lo farà solo il 29 marzo. Chi segue Wall Street o lavora con uffici americani dovrà regolarsi di conseguenza.




Carney sfida Trump e guarda al mondo: il Canada cerca nuovi alleati commerciali

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chatgpt image apr 29 2025 12 43 09 pmIl Canada di Mark Carney sta vivendo una stagione di grande fermento diplomatico, con una strategia chiara: ridurre la dipendenza economica dagli Stati Uniti e costruire nuove alleanze globali. La proposta del premier si articola su tre fronti: diversificare i partner commerciali, rendere le catene di approvvigionamento più resilienti e creare un blocco di potenze medie capace di fare fronte comune contro le pressioni delle grandi potenze.

La mossa più discussa è stata la visita a Pechino, la prima di un primo ministro canadese in Cina dal 2017, durante la quale i due Paesi hanno raggiunto un’intesa per ridurre i dazi reciproci su alcune categorie di merci, con l’obiettivo di portare progressivamente le importazioni di veicoli elettrici cinesi a circa 70mila unità nell’arco di cinque anni. La risposta di Washington non si è fatta attendere: Trump ha minacciato dazi al 100% su tutte le merci canadesi, definendo Carney un “governatore” — termine usato deliberatamente per ribadire la sua idea di annettere il Canada come 51° stato americano.

Sul tavolo c’è anche un accordo commerciale con l’India, che Carney punta a siglare entro la fine del 2026, mentre prosegue la ricerca di nuovi partner in Asia e America Latina. Una strategia ambiziosa, che per gli italiani residenti in Canada significa guardare a un Paese in piena trasformazione del suo ruolo nel mondo.




Nuova guida per fare business in Repubblica Dominicana

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29cc8e dd7f828fd5e64c328022e81fb286c522~mv2L’Ambasciata d’Italia a #Santo Domingo ha pubblicato per la prima volta una Guida agli Affari in Repubblica Dominicana, pensata per chi vuole esportare o investire nel paese caraibico.

Si tratta di un documento introduttivo e pratico che descrive le opportunità economiche in un mercato in forte crescita, considerato tra i più dinamici dell’America Latina, anche grazie alla stabilità politica, all’apertura internazionale e alla sua posizione geografica favorevole.

La guida, edizione 2025 e soggetta ad aggiornamenti regolari, offre informazioni utili su:

  • Perché investire qui e come farlo;

  • I settori più interessanti per le imprese italiane, come il turismo, le energie rinnovabili, la manifattura, la biomedicina, l’immobiliare e l’agroindustria;

  • Le procedure operative per aprire un’attività, con dettagli su adempimenti doganali, incentivi fiscali, zone franche e l’uso dello sportello digitale per gli investimenti (VUI-RD);

  • Dove rivolgersi, quali sono le principali autorità locali e una panoramica delle regole da seguire per essere conformi alla legge.

In sostanza, è uno strumento pensato per chi sogna di portare prodotti, servizi o capitali italiani nella Repubblica Dominicana e usare il paese come porta di accesso ai Caraibi.




Export: 150 milioni per 285 imprese

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64e45e8433b82fb8cc5d231a container terminal imageIl Comitato Agevolazioni, presieduto dalla Farnesina, approva oggi 295 finanziamenti agevolati gestiti da SIMEST, per un totale di quasi 150 milioni di euro, a beneficio di 285 imprese italiane.

Tra questi, sono previste le prime tre operazioni nell’ambito della “#Misura USA”, lanciata lo scorso dicembre per sostenere le aziende con interessi verso il mercato statunitense. Due finanziamenti consentiranno ad altrettante imprese di partecipare a fiere internazionali con focus sugli #Stati Uniti, mentre il terzo riguarda un importante investimento in transizione ecologica e digitale per consolidare la presenza dell’azienda nel mercato nordamericano.

“La Misura USA rappresenta uno strumento fondamentale per tutelare gli interessi delle nostre aziende negli Stati Uniti e per favorire nuove opportunità commerciali” ha dichiarato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani. “In linea con gli obiettivi del Piano d’azione per l’export, la nuova Misura è un sostegno concreto alle aziende italiane che voglio crescere ed essere più competitive in uno dei più importanti mercati del nostro export”.

Proseguono anche le erogazioni di finanziamenti nell’ambito delle altre Misure geografiche: 7,2 milioni di euro assegnati per 9 operazioni a valere sulla “Misura India”, 13,3 milioni di euro per 29 progetti relativi alla “Misura America Latina”, 42,4 milioni euro per 56 operazioni di internazionalizzazione a valere sulla “Misura Africa”.




Canada: aumentano le opportunità di lavoro temporaneo per giovani italiani

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1746467647047Il governo del #Canada ha annunciato un ampliamento dei programmi di mobilità giovanile per il 2026, con effetti diretti anche sulla comunità italiana. In particolare, il programma #International Experience Canada (IEC) — molto utilizzato da giovani italiani — offrirà più posti e procedure semplificate per i visti di lavoro temporaneo.

Perché interessa gli italiani in Canada (e quelli che vogliono arrivarci)

  • Cresce il numero di giovani italiani tra i 18 e i 35 anni che possono entrare legalmente in Canada per lavorare e fare esperienza professionale.

  • Il programma IEC è spesso il primo passo verso un permesso di lavoro più stabile o la residenza permanente.

  • Settori come ristorazione, turismo, assistenza alla persona, edilizia e servizi continuano a soffrire carenza di manodopera, soprattutto in Ontario, Québec e British Columbia.

Secondo le autorità canadesi, l’obiettivo è rispondere alla grave mancanza di lavoratori, mantenendo allo stesso tempo canali regolamentati e sicuri per l’immigrazione temporanea.

Un segnale politico chiaro

La misura viene letta anche come un segnale di apertura verso l’Europa in una fase di tensioni commerciali e geopolitiche con altri partner internazionali. Per la storica comunità italo-canadese — oltre 1,5 milioni di persone — significa nuove opportunità di ricambio generazionale e di ricongiungimento familiare.

Nei prossimi mesi sono attesi dettagli operativi, con date di apertura delle candidature e quote definitive per ciascun Paese.




Alla Camera dei deputati il “Brand Ambassador Award” per chi porta il Made in Italy nel mondo

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capturaNella Sala della Regina della #Camera dei deputati si è svolto un convegno internazionale dedicato alla tutela e alla valorizzazione del Made in Italy, con particolare attenzione al ruolo strategico delle reti imprenditoriali attive sui mercati esteri.

L’iniziativa, promossa dall’On. Giorgio Lovecchio e organizzata da Italian Producers – Produttori Italiani, presieduta da Giusi Malcangi, ha visto la partecipazione dell’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, membro del Consiglio di Amministrazione della National Italian American Foundation (NIAF) (nella foto con Albano), da sempre impegnata nel rafforzamento dei legami tra l’Italia e le comunità italiane all’estero e nella promozione delle eccellenze del Made in Italy sui mercati internazionali.
Per questo il riconoscimento non è solo un premio, ma anche una responsabilità: proteggere il valore del lavoro delle imprese italiane, anche contro chi sfrutta l’italian sounding e prova a imitare ciò che non può essere replicato, ovvero autenticità, qualità e storia.

whatsapp image 2026 02 19 at 12.49.36Nel corso dell’evento sono stati consegnati i “Brand Ambassador Award”, riconoscimenti destinati a personalità che si sono distinte nella diffusione del Made in Italy nel mondo.

Particolarmente emozionante è stato il momento dell’esecuzione dell’Inno nazionale, cantato da #Albano Carrisi, che ha reso ancora più solenne una giornata dedicata alla valorizzazione dell’identità produttiva e culturale del nostro Paese.

La giornata ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, imprese e professionisti impegnati nei processi di internazionalizzazione, con l’obiettivo di consolidare una rete sempre più efficace a sostegno delle eccellenze italiane.




Grande afflusso di professionisti a Vancouver per il Canada–Italy Green Building Forum

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progetto senza titolo 8

L’11 e il 12 febbraio scorsi si è tenuta a #Vancouver, in #Canada, una tappa molto significativa del Canada–Italy Green Building Forum, l’incontro annuale dedicato alle migliori pratiche e alle innovazioni nel campo dell’edilizia sostenibile e delle smart cities. L’evento, promosso dalla Italian Chamber of Commerce in Canada – West (ICCCW), si è svolto all’interno di Buildex Vancouver, la più importante fiera dell’ovest canadese per il settore delle costruzioni e dell’innovazione edilizia.

Si è trattato di un’occasione di scambio di idee, casi concreti e tecnologie all’avanguardia, capace di mettere in relazione professionisti e imprese italiane e canadesi con progettisti, investitori, ingegneri e decision-maker del settore. Tra i relatori sono intervenuti rappresentanti istituzionali e figure di spicco del mondo dell’edilizia e della sostenibilità, tra cui l’ambasciatore d’Italia in Canada Alessandro Cattaneo e il presidente dell’ICCCW Celso Boscariol.

L’iniziativa è stata sostenuta da numerosi partner istituzionali e sponsor, come l’Ambasciata d’Italia a Ottawa, il Consolato Generale a Vancouver, Veronafiere, la Regione del Veneto e altre realtà del settore, rafforzando così il ruolo dell’evento come piattaforma di riferimento per il networking internazionale e lo sviluppo di progetti comuni.

Il Canada è riconosciuto a livello mondiale per il suo impegno nella produzione di energia rinnovabile, in particolare grazie all’idroelettrico, e per le politiche ambientali che favoriscono soluzioni a basse emissioni: un contesto perfetto per promuovere partnership e scambi su tecnologie sostenibili.

L’evento offre alle imprese italiane la possibilità di confrontarsi direttamente con un mercato dinamico e in espansione, di intercettare nuovi trend e di allacciare relazioni commerciali strategiche che valorizzano il know-how italiano nel campo della sostenibilità e delle costruzioni verdi.