Gli investitori internazionali hanno acquistato tra il 2015 e il 2019 obbligazioni legate alla ‘ndrangheta. Lo rivela il Financial Times che ha avuto accesso a documenti finanziari e legali riservati.
In un caso i bond – garantiti in parte da aziende di facciata accusate di essere collegate alla associazione criminale calabrese ‘Ndrangheta – sono stati acquistati da una della maggiori banche private europee, Banca Generali, in una transazione nella quale i servizi di consulenza sono stati forniti dal gruppo EY.
I bond collocati, spiega Ft, ammontano a circa 1 miliardo di euro e sono stati venduti a investitori internazionali tra il 2015 e il 2019. Alcune delle obbligazioni erano legate ad asset che in seguito si sono rivelati riconducibili ad aziende legate alla ‘ndrangheta. (AGI)
Nuova chiusura record per il Nasdaq. Le azioni Amazon superano i 3.000 dollari
scritto da Fatti Nostri | 8 Luglio 2020
Wall Street ha chiuso in forte rialzo sulla scia dell’ottimismo per la ripresa economica che prevale sulle preoccupazioni per i rischi di un prolungarsi dell’epidemia. Il Dow Jones è salito dell’1,78% a 26.287,03 punti, il Nasdaq, che ha segnato il nuovo massimo storico, ha guadagnato il 2,21% a 10.433,65, mentre l’S&P500 ha registrato un incremento dell’1,59% a 3.179,72 punti.
In un momento favorevolissimo ai tecnologici, con il Nasdaq che continua a macinare record, la stella piu brillante è quella di Amazon, le cui azioni hanno chiuso in rialzo del 5,77% a 3.057 dollari. Il valore di mercato della società ha quindi superato i 1.500 miliardi di dollari. Il fondatore della compagnia, Jeff Bezos, potrebbe quindi passare presto alla storia come il primo “trilionario” del mondo.
Nel maggio 2019 gli analisti di Piper Jaffray avevano previsto che il prezzo dei titoli Amazon avrebbe superato i 3.000 dollari in due anni “senza nemmeno provarci”. Un traguardo che all’epoca parve ardito ed e’ invece stato raggiunto nella meta’ del tempo, complice anche la pandemia di coronavirus che ha reso ancora più vitale il settore delle consegne a domicilio. (AGI)
“Resto al Sud”, incentivi per il rientro in Italia di imprenditori e professionisti
scritto da Fatti Nostri | 8 Luglio 2020
“Grazie a un emendamento al Decreto Rilancio presentato dal MoVimento 5 Stelle, è stato potenziato “Resto al Sud”, l’incentivo che sostiene lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali o libero professionali nelle regioni del Mezzogiorno”. A scriverne è Elisa Siragusa, deputata del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei deputati, eletta nella circoscrizione Estero.
“Nel dettaglio – ha aggiunto -, il contributo a fondo perduto sull’importo del finanziamento erogato passa dal 35% al 50%; quanto all’importo massimo che può essere richiesto per singola persona, invece, aumenta da 50 a 60 mila euro. Sono incrementi di risorse importanti, e mai come in questo momento storico necessari per il rilancio economico e produttivo del Paese”.
Secondo la deputata pentastellata, questo è “un provvedimento che, ricordiamolo, potrà anche incentivare il rientro in patria di molti nostri connazionali all’estero; le agevolazioni menzionate, infatti, sono rivolte anche agli under 46 che volessero trasferire la propria residenza nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia, contribuendo allo sviluppo dell’imprenditoria meridionale”. (aise)
Vino e lockdown: l´Italia giú ma limita i danni
scritto da Fatti Nostri | 8 Luglio 2020
Lockdown amaro per gli scambi di vino nelle 2 principali piazze europee, Germania e Regno Unito. Complessivamente, rileva l’analisi dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor su base dogane, le importazioni (a valore) da mondo dei due top buyer sono calate nel primo quadrimestre rispetto al pari periodo 2019 dell’8,9% in Germania e del 13,3% nel Regno Unito, con un aprile ancora più nero: -19,7% per i primi, -17,5% per i secondi.
Come nel report relativo ai Paesi terzi, anche in Europa l’Italia sconta perdite consistenti ma limita i danni, a dimostrazione di un assortimento dell’offerta più variegato, in particolare sul canale della gdo. Nei 4 mesi il Belpaese cede infatti a valore l’1,3% in Germania e il 15,6% in Gran Bretagna, mentre in aprile il calo è rispettivamente del 12,8% e del 6,5%. Secondo l’Osservatorio, a una situazione innegabilmente difficile data non solo dal trend delle registrazioni doganali ma anche dal prezzo medio in discesa e dalle più che probabili scorte maturate nei magazzini di distributori e importatori, fa da contraltare una maggior capacità di tenuta rispetto al principale competitor, la Francia. Ne consegue una crescita delle quote di mercato in Germania (dal 36,8% al 39,9%) e una sostanziale tenuta delle stesse in Uk. L’allarme, al di là dei volumi commercializzati, arriva però dal prezzo medio: -18% in Gran Bretagna e -7% in Germania ad aprile rispetto al trimestre precedente.
“La pressione sui prezzi è preoccupante – ha detto il responsabile dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini –, a testimonianza del fatto che i retailer stanno facendo pressione sui produttori anche alla luce dei primi segnali di recessione che si stanno delineando in questi Paesi e che giocoforza andranno ad incidere pure sugli acquisti di vino”.
“È determinante non interrompere il dialogo con i nostri interlocutori di mercato – ha detto Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –. A questo serve wine2wine Exhibition&Forum, un evento dinamico e innovativo basato sull’interazione b2b digitale e fisica che comincia ora e termina in fiera a Verona il 22-24 novembre, con il prologo di Operawine realizzato con Wine Spectator”.
Profondo rosso ad aprile per i transalpini, che cedono a valore circa il doppio della media: -40,2% in Germania e -38,6% nel Regno Unito. Un decremento confermato anche nel quadrimestre, con Parigi a -19,8% nell’import teutonico e -24,9% nella domanda Uk. Va meglio invece alla Spagna e alla Nuova Zelanda, quest’ultima in crescita nel Regno Unito dove raggiunge il terzo posto tra i Paesi produttori a scapito dell’Australia e nel quadrimestre segna luce verde in entrambi i Paesi. (aise)
La pizza? Negli Usa ne mangiano più degli italiani
scritto da Fatti Nostri | 8 Luglio 2020
Con una media di 13 chili per persona negli Stati Uniti si registra il record mondiale dei consumi di pizza con una quantità che è quasi il doppio di quella degli italiani che si collocano al secondo posto con una media di 7,6 chili a testa.
E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione del forkgate scatenato dal neo sindaco di New York Bill de Blasio che ha mangiato la pizza con coltello e forchetta e non con le mani come avviene regolarmente negli Usa.
La pizza è nata in Italia con le prime attestazioni scritte che risalgono al 997 e con l’arrivo degli immigrati italiani nel tardo XIX secolo fece la sua prima apparizione negli Usa dove si è rapidamente affermata, anche con curiosi adattamenti locali nella preparazione, negli ingredienti e nelle occasioni e modalità di consumo, che hanno purtroppo fatto dimenticare a molti la reale origine.
Se in Italia si stima che la pizza generi un fatturato di 10 miliardi di euro con oltre 250mila addetti e 50mila pizzerie, il business negli Stati Uniti è attorno ai 40 miliardi di dollari con il 93 per cento degli americani che la consuma almeno una volta al mese per una media di 350 slice (le tradizionali fettine) al secondo.
Si usano quasi sempre ingredienti realizzati negli Stati Uniti, dalla mozzarella prodotta soprattutto nel Wisconsin, in California nello stato di New York alla conserva di pomodoro ottenuta in California.
La perdita del legame della pizza con l’identità tricolore è un rischio che – denuncia la Coldiretti – corrono moltissimi prodotti Made in Italy per l’esponenziale diffusione sui mercati statunitense e mondiale di alimenti “taroccati” che richiamano nel nome e nell’immagine all’italianità senza avere alcun legame con la realtà produttiva nazionale, dal parmesan al provolone, dal salame Milano alla soppressata calabrese, dall’extravergine pompeian al pomodoro san Marzano. (spazifood.it)
Caré: Calabria e Mezzogiorno motore dello sviluppo nei prossimi anni
scritto da Fatti Nostri | 8 Luglio 2020
“Credo che il Sud Italia e la Calabria abbiano tutte le possibilità per costituire il motore dell’economia italiana nei prossimi cinquanta anni”. Ad affermarlo è stato Nicola Carè, deputato di Italia Viva eletto all’estero, nel corso di un incontro sull’internazionalizzazione delle imprese e della Calabria che si è tenuto alla Camera di Commercio di Catanzaro.
Presenti il presidente della Cciaa di Catanzaro Daniele Rossi, il componente di Giunta camerale Saverio Nisticò, il vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Catanzaro Ivan Cardamone ed il consigliere camerale e coordinatore di Italia Viva a Catanzaro Francesco Viapiana.
In collegamento streaming Frank Carioti, imprenditore calabrese che vive in Australia e delegato della Cciaa per l’estero.
“Occorre attirare investimenti in Calabria. Dobbiamo portare in questa regione – ha spiegato Carè – il turismo di seconda e terza generazione con ricadute positive in termini economici e sociali. Miglioramento dei servizi e della ricettività – ha aggiunto – sono le strade maestre da seguire attraverso un’azione diretta a semplificare la burocrazia, fornire incentivi fiscali alle imprese e a riformare la giustizia. Seguendo tali linee di intervento le aziende e gli imprenditori potranno trovare terreno fertile e propizio per rendere un servizio che andrebbe ad esclusivo beneficio della Calabria”.
“Uno sviluppo, solido, strutturato e di lungo periodo. È questo di cui la Calabria ha bisogno – ha concluso Carè – insieme all’amore incondizionato e irrinunciabile dei sui figli”. (aise)
“Food in USA”, esportare il Made in Italy in Nord America
scritto da Fatti Nostri | 8 Luglio 2020
Dall’etichettatura alle certificazioni, un webinar su come esportare i prodotti agroalimentari in USA. Ad organizzarlo sarà lo Sportello Internazionalizzazione di CNA Roma, in collaborazione con Nina International, per il prossimo giovedì 2 luglio, in cui saranno illustrati gli strumenti necessari e i contributi finanziari disponibili per fare business negli Stati Uniti.
L’attenzione sarà rivolta al progetto camerale sull’etichettatura alimentare e al Bando Voucher della Regione Lazio per l’internazionalizzazione.
Relatori dell’incontro saranno Domenico Petrolo, di Nina International; e Stefano Albano, di iCube.
L’evento è organizzato con il contributo di Camera di Commercio di Roma. (aise)
Ambasciata e Sistema Paese negli USA al servizio dell´imprenditoria italiana
scritto da Fatti Nostri | 8 Luglio 2020
“L’Ambasciata e tutto il Sistema Paese negli Stati Uniti sono al servizio del tessuto imprenditoriale italiano e, grazie alle competenze accresciute della Farnesina in materia di internazionalizzazione, potremo ulteriormente sostenere il pieno rilancio dell’export su questo mercato strategico nell’era post-covid”. È quanto ha detto l’ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti Armando Varricchio nel corso della conferenza virtuale “L’Economia USA post covid19: focus per le aziende italiane“, organizzato dall’Ambasciata a Washington, in collaborazione con Banca d’Italia e Intesa Sanpaolo.
Il webinar, con presentazioni del delegato per gli USA della Banca d’Italia, Giovanni Majnoni d’Intignano, e di Giovanna Mossetti, senior economist di Intesa Sanpaolo, ha voluto tracciare un quadro sull’andamento dell’economia USA a seguito dei segnali di ripresa registrati nelle ultime settimane.
È poi seguito un dibattito sul tema, moderato da Alessandra Migliaccio, giornalista di Bloomberg, e con relatori di prestigio quali Gian Luca Clementi della New York University, Stern School of Business, Francesco Giavazzi dell’Università Bocconi, Gian Maria Milesi-Ferretti, vice direttore per la ricerca del Fondo Monetario Internazionale, e Luigi Pistaferri di Stanford, i quali hanno fornito un quadro sulle opportunità per le imprese italiane che operano sul mercato statunitense o che si affacciano per la prima volta negli USA e che in questa fase si interrogano sulla capacità degli Stati Uniti di trainare la ripresa economica.
“La pandemia non ha risparmiato l’economia americana”, ha osservato l’ambasciatore Varricchio nel suo intervento introduttivo, “e ha inciso profondamente sui meccanismi della domanda e dell’offerta, sul mercato del lavoro, sui consumi, sulla relazione tra politica monetaria e politica fiscale, sui livelli di debito pubblico”.
Varricchio ha precisato tuttavia che “le aziende hanno ricominciato ad assumere grazie anche alle ingenti misure fiscali e monetarie adottate velocemente dalle autorità americane. Tale situazione, nonostante le difficoltà, presenta opportunità commerciali e di investimento per le nostre imprese che continuano a credere in questo mercato e che vogliono continuare a crescere e a investire”.
Con rifermento alle recenti decisioni assunte dall’Amministrazione Usa in tema di rilascio di visti d’ingresso, l’ambasciatore ha sottolineato come “l’Ambasciata si sia fatta portavoce, con il Governo degli Stati Uniti, delle difficoltà che tali misure comportano nei confronti di dipendenti qualificati di aziende italiani, studenti e ricercatori”.
L’ambasciatore Varricchoi ha infine colto l’occasione per ricordare un grande economista italiano recentemente e prematuramente scomparso negli Stati Uniti, il prof. Alberto Alesina. “Alumnus dell’Università Bocconi, a lungo insegnante ad Harvard, il cui contributo ha riscosso la stima su entrambe le sponde dell’Atlantico”, ha rammentato.
Il webinar, trasmesso in diretta sul canale Facebook dell’Ambasciata, è stato visualizzato da oltre 1.500 utenti. (aise)
Nonostante le difficoltà causate dal Covid 19, Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, col supporto di Promos Italia, l’agenzia per le attività internazionali del sistema camerale, propongono anche quest’anno – anche se online – un percorso di internazionalizzazione dedicato a cinque mercati strategici per il business delle imprese lombarde: Canada, Cina, India, Regno Unito e Russia.
Parte, infatti, la terza edizione del “Progetto Outgoing – percorsi virtuali d’accompagnamento in mercati strategici”, iniziativa che negli ultimi due anni ha visto la realizzazione di 17 missioni imprenditoriali in 13 mercati strategici per il sistema imprenditoriale lombardo e il coinvolgimento di 1.105 aziende lombarde nelle attività formative e nelle missioni imprenditoriali.
“L’emergenza causata dalla pandemia non ha fermato la nostra intenzione di creare concrete opportunità per le nostre aziende sui mercati internazionali”, spiega Fabrizio Sala, vicepresidente di Regione Lombardia e assessore alla Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione delle imprese. “Il progetto risponde alle esigenze delle nostre imprese di avere contatti diretti con aziende straniere – prosegue il vicepresidente – secondo un piano per settore e per Paese che sia il più possibile mirato ed efficace possibile. Solo così riusciremo a mantenere e a migliorare la competitività delle imprese lombarde nel mondo, nonostante il periodo difficile e i mesi di lockdown”.
L’edizione 2020 del progetto assume una dimensione virtuale, a causa dell’emergenza Covid 19 che impone lo stop forzato a viaggi internazionali, ma non limita le opportunità di fare business alle imprese lombarde. Le missioni virtuali, con incontri b2b online, si svolgeranno tra ottobre e dicembre.
In particolare, il calendario degli incontri prevede che il primo appuntamento sia con l’India e la Russia (seconda metà di ottobre), il Regno Unito (prima metà di novembre), il Canada (seconda metà di novembre), la Cina (prima metà di dicembre).
Le prime due edizioni del progetto hanno ottenuto un tasso di gradimento da parte delle aziende pari al 94% e portato alla sigla o alla negoziazione di oltre 400 contratti per le aziende, confermato anche dall’indagine esterna commissionata da Regione Lombardia e svolta da Euromedia Research.
Il percorso 2020 prevede, per aziende con sede legale o operativa in Lombardia, attività di formazione, orientamento, scouting, ricerca partner con missioni virtuali e follow up nei mesi seguenti alle missioni virtuali.
I principali settori merceologici coinvolti nel progetto sono: arredo e design, chimica, cosmetica, edilizia, farmaceutico e medicale, meccanica e metallurgia, prodotti alimentari e sistema moda.
“Abbiamo la consapevolezza della necessità e dell’urgenza da parte delle imprese di recuperare nel più breve tempo possibile le quote di mercato e la competitività sui mercati internazionali persa negli ultimi mesi a causa dell’emergenza sanitaria” le parole di Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia. (aise)
InnovaTO: la nostra Camera di Commercio dell´Ontario presenta l´high-tech del Canada alle aziende italiane
scritto da Fatti Nostri | 8 Luglio 2020
La Camera di Commercio Italiana dell’Ontario (ICCO) e l’Ufficio ICE di Toronto hanno organizzato due incontri online dedicati a Startup e PMI italiane interessate ad espandere la propria attività in Canada. “innovaTO” il titolo dato all’evento che offrirà una prospettiva dell’High Tech in Canada presentando le opportunità offerte dalle città di Toronto e Waterloo.
Gli incontri, che si svolgeranno domani 26 giugno, e il 3 luglio prossimo, alle 15:30 italiane, si propongono, dunque, come un’occasione per le aziende interessate alla commercializzazione di tecnologie, software, prodotti e servizi ITC innovativi e alla ricerca di partner o investitori in Canada.
Relatori dell’incontro di domani – introdotto da Corrado Paina della ICCO e Matteo Picariello di Ice – saranno
Tony Lamantia (President – CEO, Waterloo EDC) e Paul Salvini (CEO, Waterloo Accelerator Centre Inc.).
All’incontro del 3 luglio, invece, interverranno Yuri Navarro (Investor, Panache Ventures), Claudio Rojas (CEO, NACO | National Angel Capital Organization) e Kim Furlong (CEO, Canadian Venture Capital & Private Equity Association).
Per partecipare ai due incontri online (in lingua inglese) è necessario acquistare il biglietto su Eventbrite al costo di $37 (dollari canadesi). Tutte le informazioni sono disponibili qui. (aise)