Brasile. Il miglior ristorante italiano nel mondo è a Rio de Janeiro

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16ristomondoIl Ristorante Hotel Cipriani a Rio de Janeiro, guidato dallo chef Nello Cassese, all’interno dell’omonima struttura, si riconferma Miglior Ristorante Italiano nel Mondo, per la guida 50 Top Italy 2026, che racconta il meglio della ristorazione italiana dentro e fuori dai confini nazionali. Al secondo posto Il Carpaccio, a Parigi, all’interno de Le Royal Monceau, con la coppia Alessandra Del Favero e Oliver Piras. Terzo DaNico a Toronto, dello chef Daniele Corona.
La Cucina Italiana, da poco diventata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità per l’UNESCO, ha celebrato così i suoi migliori interpreti, durante il Gran Galà della Cucina Italiana di 50 Top Italy 2026, al Teatro Manzoni di Milano.
Quarta posizione per Rezdôra a New York di Stefano Secchi, mentre in quinta posizione troviamo Da Vittorio Shanghai della famiglia Cerea. In sesta posizione Torno Subito a Singapore, che vede in cucina Alessio Pirozzi, con la supervisione di Massimo Bottura. Settima posizione per Fiola a Washington DC, di Fabio Trabocchi, e ottava posizione per Otto e Mezzo BOMBANA a Hong Kong, dello chef Umberto Bombana. Nona posizione per Agli Amici Rovinj a Rovigno, della famiglia Scarello, e decima posizione per Acquarello a Monaco di Baviera, di Mario Gamba.
I Paesi più rappresentati sono USA, Francia e Svizzera con 7 locali a testa, seguiti da Cina e Belgio con 4.
Sedici i premi speciali
assegnati per il Meglio della Ristorazione dentro e fuori dai confini del Bel Paese.
Il premio Pranzo dell’Anno 2026 – Pastificio dei Campi Award va a Il Carpaccio, a Parigi; il Piatto dell’Anno 2026 – Latteria Sorrentina Award va a Fusillo al Ferretto, Lamiaceae, Caprino e Lime di Marotta Ristorante, a Squille; il Miglior Menu Degustazione 2026 – Latteria Sorrentina Award va a Miseria e Nobiltà dell’Osteria Francescana, a Modena.
Lo Chef dell’Anno 2026 – Ferrarelle Award è Nello Cassese del Ristorante Hotel Cipriani, a Rio de Janeiro; il Maître dell’Anno 2026 – Maistà Award è Massimo Raugi di Villa Crespi a Orta San Giulio; il Manager dell’Anno 2026 – Il Fritturista – Oleificio Zucchi Award è Gianni Caprioli di Giando, a Hong Kong; il premio Novità dell’Anno 2026 – Solania Award va a ORSINI, a Zurigo; il premio Sommelier dell’Anno 2026 Award va ad Emanuele Izzo di Piazzetta Milù, a Castellammare di Stabia.
Il premio Made in Italy 2026 – Salumi Coati Award va a Torno Subito, a Singapore; il Performance dell’Anno 2026 – D’Amico Award va a Roscioli Salumeria con Cucina, a Roma; la Migliore Prima Colazione 2026 – Latteria San Salvatore Award è de Il San Corrado di Noto, in Sicilia; il premio Icon 2026 – Latteria San Salvatore Award va a Mario Gamba di Acquarello, a Monaco di Baviera; la Migliore Comunicazione Social 2026 – Mammafiore Award è di Uliassi, a Senigallia.
Il premio One to Watch 2026 – Goeldlin Award va a Sustànza, a Napoli; il premio Pasticceria nella Ristorazione 2026 – Mulino Caputo Award va al ristorante Duomo, a Ragusa; la Pasticceria dell’Anno 2026 – Mulino Caputo Award è Pietro Macellaro, a Piaggine.
“Era impensabile, fino ad una ventina di anni fa, trovare una qualità così nei ristoranti che fanno cucina italiana fuori dai nostri confini”, dichiarano Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere, i tre curatori della guida. “Negli ultimi 10 anni, la nostra cultura gastronomica ha letteralmente conquistato il mondo, con tante realtà che si fanno valere nei cinque continenti”. (aise) 




Il campione mondiale del panettone: «prepararlo in Messico è una sfida»

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panettonepuntovertIl messicano Tonatiuh Ton Cortés, il primo non italiano a vincere la Coppa del Mondo del Panettone nel 2024 a Milano, ha deciso di offrire la sua creazione vincente al pubblico di Città del Messico, in collaborazione con una pasticceria locale.

Ma adattare una ricetta pensata per Milano ai 2.200 metri di altitudine della capitale messicana non è stata solo una questione di cambio di forno. Ton e i suoi collaboratori hanno dovuto riformulare significativamente il processo di preparazione.

Il primo cambiamento è stata la farina. A Milano, Ton ha utilizzato farine pure, senza sbiancanti o miglioratori. In Messico, ha scoperto che molte farine industriali contengono additivi che, sebbene impercettibili alla maggior parte dei consumatori, sono dannosi per un impasto delicato come quello del panettone. Lo stesso vale per alcuni cioccolatini o ingredienti che contengono stabilizzanti o regolatori di acidità: l’amalgama ne risente.

La soluzione è stata quella di progettare una miscela precisa di farine messicane e d’importazione, testando ripetutamente fino a trovare il punto esatto in cui l’impasto fermenta vigorosamente, ma mantiene la consistenza ariosa richiesta da un panettone di alta qualità.

Il secondo ostacolo è l’altitudine. A Città del Messico l’acqua bolle a 92 gradi, l’evaporazione cambia e la temperatura interna del panettone si comporta in modo diverso: mentre a livello del mare è normale raggiungere i 98 °C nella parte centrale, a 2.200 metri di altitudine il termometro non supera i 92 °C. Questo cambia tutto: tempi, umidità e stabilità.

Ton lo dice con umorismo, ma anche con rassegnazione: «la metà di quello che spiego nei miei corsi a livello del mare qui non funziona».

Nella capitale messicana, ogni nuova infornata è stata una prova: regolare i tempi, monitorare la fermentazione, misurare ripetutamente. Il risultato è un panettone che rispetta lo spirito della ricetta vincente, ma parla il linguaggio dell’altitudine.

Ton Cortés, musicista prima di diventare panettiere, ha fatto la storia poco più di un anno fa diventando il primo straniero a vincere la Coppa del Mondo del Panettone a Milano. Residente Barcellona, ​​dove possiede una pasticceria, ha abbandonato la sua carriera musicale per il lievito madre, e la sua tecnica gli ha permesso di superare i maestri italiani sul loro stesso territorio.

Foto: cibotoday.it

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Fondazione Italia USA: 200 borse di studio Next Generation per il master online “Leadership per le relazioni internazionali e il made in Italy”

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ifondazione italia usa newletter mageLa Fondazione Italia USA ha rinnovato per il 2026 il bando che offre 200 borse di studio Next Generation per il master online “Leadership per le relazioni internazionali e il made in Italy”, allo scopo di sostenere concretamente i giovani nel loro ingresso nel mondo del lavoro globale e delle sfide internazionali. Il sito del master da cui presentare la candidatura è masteritaliausa.org, sezione Borse di Studio Next Generation. Il master è svolto in collaborazione con Agenzia ICE e GEDI Gruppo Editoriale che commissionano il project work, è diretto dall’ex ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca prof.ssa Stefania Giannini, presieduto dall’ambasciatore Umberto Vattani, presidente della Venice International University, e si avvale di un panel didattico di prestigio internazionale formato da oltre 35 docenti. Per i valori espressi nelle sue azioni formative il master si svolge sotto il patrocinio dell’UNRIC – United Nations Regional Information Centre, e offre orientamento per l’accesso alle carriere internazionali. “Sono i giovani che hanno il compito di immaginare e realizzare l’Italia del futuro. Auspico che questa esperienza formativa contribuisca a formare menti aperte, visionarie, coraggiose ed internazionali. Il Paese ha bisogno della vostra tenacia, del vostro entusiasmo e della vostra creatività”, ha scritto il ministro dell’Università Anna Maria Bernini nel suo messaggio agli studenti del master (Inform)




Missione istituzionale del Québec in Regione Emilia-Romagna.

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relazioni internazionali intelligenza artificiale imprese e ricerca missione istituzionale del quebec in regione emilia romagna immagine24Rafforzare le relazioni istituzionali tra la Regione Emilia-Romagna e il Québec, lavorando per potenziare la collaborazione tra i due territori sui fronti più strategici, con l’obiettivo di continuare a essere competitivi nel mercato globale e puntare a uno sviluppo sostenibile dal punto di vista sociale, ambientale ed economico. Tra le priorità, l’intelligenza artificiale – per la quale è prevista anche una cattedra congiunta tra le Università di Bologna e Montréal – gli scambi commerciali e la ricerca. Sono questi gli obiettivi principali della visita istituzionale a Bologna della delegazione del Governo del Québec, guidata dal viceministro delle Relazioni Internazionali e Francofonia, Alain Sans Cartier, iniziata con un bilaterale con il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, presente il vicepresidente Vincenzo Colla, e proseguita con una serie di incontri Il bilaterale tra de Pascale e Sans Cartier ha dato il via alla missione istituzionale del Governo del Québec in Emilia-Romagna, una collaborazione che ogni anno si rinnoverà attraverso i Dialoghi Transatlantici Emilia-Romagna-Québec un appuntamento che quest’anno al Dama sarà aperto dal vicepresidente Colla, e che è nato dall’Intesa tra le due amministrazioni dedicata al confronto su temi strategici di interesse comune, firmata il 26 febbraio 2024. “Vogliamo rafforzare la collaborazione tra Emilia-Romagna e Québec su temi quanto mai attuali e che riteniamo fondamentali per lo sviluppo e la crescita sostenibili- dichiara il presidente de Pascale-. La competitività globale richiede alleanze strategiche, condividendo le eccellenze che i territori esprimono. Per questo è importante la visita della delegazione del Québec, che avrà modo di toccare con mano le nostre esperienze sui temi previsti dall’intesa siglata, dall’agroalimentare all’intelligenza artificiale, dagli strumenti di supporto alle imprese alle produzioni culturali, fino alle politiche di welfare e sanità. È in questo modo, guardando e confrontandoci con i Paesi più avanzati, che possiamo continuare a coltivare l’ambizione di costruire un modello di sviluppo più equo e inclusivo anche per le generazioni future”. “L’Emilia-Romagna è per il Québec un partner prioritario, capace di unire innovazione, tradizione ed eccellenza industriale- ha aggiunto il viceministro Sans Cartier-. Condividiamo la convinzione che conoscenza e innovazione debbano essere al servizio dei cittadini. Non a caso, il tema di etica ed AI è al centro del primo appuntamento dei Dialoghi transatlantici Québec–Emilia-Romagna. A un anno dall’avvio della nostra intesa di collaborazione multisettoriale, i risultati raggiunti dimostrano il valore della nostra relazione. La presenza della Delegazione del Québec in Italia, che quest’anno ha celebrato 60 anni, è una risorsa strategica per rafforzare ulteriormente i nostri partenariati”. L’intesa tra Regione Emilia-Romagna e Québec elenca gli ambiti di collaborazione, in particolare relazioni istituzionali, sviluppo economico e commercio, economia verde, elettrificazione dei trasporti, agroalimentare, intelligenza artificiale, scienze quantiche, città intelligenti, sicurezza informatica, settore aerospaziale, scienza e ricerca, scienze della vita, educazione e istruzione superiore e cultura.(Inform)




MAECI, ICE-Agenzia e Regioni insieme per promuovere il Sistema Italia

tavolo per internazionalizzazione

tavolo per internazionalizzazioneSi è tenuto ieri alla Farnesina il Tavolo con le Regioni per l’Internazionalizzazione, riunione tecnica organizzata dal MAECI con la partecipazione di ICE-Agenzia, Regioni e Province Autonome, al fine di promuovere un utilizzo coordinato ed efficace degli strumenti offerti dal Sistema Italia alle imprese italiane attive sui mercati esteri in sinergia con gli enti locali, in linea con il Decreto di programmazione 2025-27 delle attività di ICE Agenzia firmato dal Ministro Tajani l’8 ottobre scorso. La rete estera del MAECI, con 130 Ambasciate, più di 80 Consolati, 9 Rappresentanze permanenti, 88 Istituti Italiani di Cultura e 87 Uffici e punti di corrispondenza ICE, rappresenta un apparato fondamentale per valorizzare appieno la proiezione internazionale del Paese e contribuire al raggiungimento dell’obiettivo dei 700 miliardi di euro di esportazioni al centro del Piano per l’Export, promosso dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani come espressione della diplomazia della crescita. In questo quadro, un ruolo fondamentale è svolto dagli strumenti messi a disposizione da MAECI – ICE- per il settore fieristico, attraverso i padiglioni nazionali all’estero, che rappresentano un presidio strategico per valorizzare in maniera unitaria l’immagine del Made in Italy nelle principali fiere internazionali, e con le attività di incoming a favore delle fiere italiane, volte a portare nel nostro Paese operatori esteri qualificati — buyer, importatori, progettisti, media specializzati — con l’obiettivo di creare occasioni dirette di contatto commerciale per gli espositori nazionali. Accanto a questi, gli eventi di partenariato economico, come Business Forum e Missioni di Sistema e settoriali, organizzati dal MAECI e ICE-Agenzia, rappresentano strumenti concreti di internazionalizzazione del nostro tessuto produttivo, volti ad ampliare la presenza delle imprese italiane all’estero e ad accrescerne la capacità di esportare, in particolare nei mercati più dinamici e nei comparti ad alto potenziale di crescita. Per raggiungere l’obiettivo 700 miliardi sono messi a disposizione dei territori i contratti con la grande distribuzione organizzata, e-commerce, le iniziative di formazione e il portale per lo sviluppo di rapporti tra le nostre imprese con i contatti professionali esteri, Opportunitalia (link: Opportunitaly.gov.it). Durante l’incontro è stata presentata l’EXPO specializzata che si terrà a Belgrado nel 2027 e che sarà intitolata “Play for Humanity. Music and Sport for all”, al fine di promuovere la partecipazione delle Regioni, in analogia con quanto accaduto ad EXPO Osaka. La riunione ha quindi costituito l’occasione per fare un bilancio della programmazione 2025 e aggiornare gli enti regionali sul piano promozionale in elaborazione per il 2026, così da consolidare il dialogo istituzionale con i territori, comprenderne esigenze e priorità, e calibrare di conseguenza l’azione di promozione mettendo a sistema le risorse disponibili. La normativa sulla programmazione di ICE-Agenzia riconosce infatti alle Regioni un ruolo essenziale nella governance dell’internazionalizzazione, e il confronto odierno rappresenta un momento di sintesi e verifica indispensabile per garantire coerenza, complementarità e massima efficacia degli interventi programmati.(Inform)




Dazi USA e Made in Italy: dal CGIE indicazioni per l’export italiano

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cgie immagine20Come sostenere gli imprenditori italiani all’estero di fronte ai cambiamenti del mercato imposti dall’amministrazione Trump? Se ne è parlato durante il webinar dal titolo “L’effetto dei dazi sull’economia italiana: sfide, prospettive e nuovi sbocchi” organizzato dalla V Commissione tematica del CGIE “Promozione del sistema Paese e made in Italy”. L’evento ha visto la partecipazione di numerosi Presidenti di Com.It.Es. e Intercomites, oltre a esponenti del Consiglio Generale, ed è stato arricchito dal contributo di quattro autorevoli esperti della materia che hanno presentato analisi e strategie per affrontare le nuove sfide commerciali: dalla diversificazione dei mercati, al rafforzamento della qualità del Made in Italy, alle opportunità di crescita nelle economie asiatiche. Dal confronto è emerso che la rappresentanza delle comunità italiane all’estero può svolgere, interfacciandosi con le autorità diplomatico-consolari, la fondamentale funzione di raccordo e passaggio informativo, aiutando le imprese a meglio comprendere gli scenari globali, e fungendo da elemento di contatto fra le aziende locali e quelle insistenti sul territorio nazionale.

Aprendo i lavori, Monica Spadafora, organizzatrice del webinar, ha ricordato che, su sollecitazione del Comitato di Presidenza, la Commissione di cui è Vicepresidente aveva approfondito il tema dei dazi in vista dell’Assemblea plenaria di giugno, quando ancora era considerata un’eventualità, mentre oggi è divenuta certezza; Maria Chiara Prodi, Segretaria generale del CGIE, ha sottolineato come i webinar organizzati dalle Commissioni tematiche con la partecipazione di docenti ed esperti costituiscano l’occasione per la rete della rappresentanza di dotarsi degli strumenti più efficaci per sostenere le collettività nel mondo approfondendo le varie tematiche. Da parte sua, Massimo Romagnoli, Presidente della Commissione, ha precisato che attraverso questi incontri si intende fornire un contributo ai tanti imprenditori che operano con l’estero e che vivono e producono oltreconfine; una categoria, motivo di orgoglio nazionale, che deve essere protetta con ogni mezzo perché crea ricchezza, sviluppo e posti di lavoro. Un quadro generale della politica commerciale statunitense e dell’impatto dei nuovi dazi sulle importazioni dall’Ue, nonché della direzione assunta dal Governo italiano al riguardo, è stato fornito dal min. plen. Enrico Valvo della DGUE del MAECI, Direzione generale nell’ambito della quale è stata costituita un’apposita task force per far fronte alle sfide connesse al cambio di paradigma nelle relazioni commerciali e fornire un supporto alle imprese italiane durante l’attuale fase transitoria, interfacciandosi direttamente con la Commissione europea per la negoziazione dei dazi. È emerso che l’Italia, come terzo esportatore verso gli Stati Uniti, ha mantenuto un forte avanzo commerciale nonostante l’incertezza, registrando nei primi nove mesi del 2025 un aumentato del 9% rispetto all’anno precedente. Si rilevano tuttavia cambiamenti strutturali con una marcata crescita delle importazioni dagli Usa, aumentate del 36%. L’intesa raggiunta tra Ue e Usa, migliorabile nel lungo termine (che ha fissato al 15% il dazio su ogni prodotto europeo), ha avuto il merito di riportare prevedibilità e stabilità nel commercio transatlantico, fornendo alle imprese la possibilità di pianificare gli investimenti, produrre e generare occupazione. La task force del MAECI ha rappresentato la risposta immediata di assistenza alle imprese nazionali, mentre in ambito Ue l’Italia sostiene con convinzione un’ambiziosa politica commerciale europea che vede come obiettivo strategico l’espansione degli accordi con Paesi terzi, consentendo di diversificare i mercati di sbocco e garantire catene di approvvigionamento sicure per le materie prime. Strada effettivamente intrapresa negli ultimi anni attraverso la conclusione di importanti accordi con Corea del Sud, Giappone, Canada, Singapore, Vietnam e Nuova Zelanda, mentre presto entreranno in vigore quelli con Messico e Indonesia. È inoltre in corso un negoziato con l’India. Allo stesso modo, l’intesa Ue-Mercosur comporta un enorme potenziale per la nostra economia, a patto che sia accompagnata da misure di salvaguardia del settore agricolo. Con l’obiettivo fissato di raggiungere i 700 miliardi di euro di esportazioni globali entro la fine della Legislatura.

Maria Luisa Meroni, esperta del CGIE per Confindustria, dopo aver evidenziato come l’introduzione delle misure protezionistiche negli Stati Uniti abbiano determinato un periodo di instabilità per il mercato italiano, colpendo in particolare i settori strategici dell’agroalimentare, della moda e della manifattura, ha illustrato le strategie adottate dalle imprese coinvolte (circa 34 mila) per adattarsi al nuovo scenario riconsiderando il modo di esportare e addirittura di produrre per far percepire meglio il valore e la qualità del made in Italy e renderlo più appetibile agli occhi dei consumatori. In particolare: anticipare la conclusione dei contratti e le consegne logistiche, e al contempo diversificare i mercati verso Medio Oriente, Sud Est asiatico e America Latina. Nello stesso tempo, ci si è posto l’obiettivo di riprogettare la catena del valore, producendo direttamente all’estero, oppure creando hub per la logistica. In questo contesto, il rapporto di Confindustria “Esportare la dolce vita 2025” è proprio dedicato alla potenzialità di crescita dell’export italiano, con un particolare focus sulle tre F: fashion, food and furniture, che ne costituiscono i fattori trainanti. Un ulteriore punto di forza è rappresentato dalla collaborazione fra pubblico e privato, che ha visto Confindustria siglare un protocollo d’intesa per il biennio 2026-2027 con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli nel campo della formazione alle imprese. I dazi però non hanno colpito tutti i settori, perché le categorie del premium e del lusso hanno una notevole capacità di tenuta o sono addirittura cresciute, come nel caso della nautica, del lusso, del farmaceutico e dell’abbigliamento, a riprova del fatto che la caratteristica principale dell’imprenditoria italiana consiste proprio nel “diventare più resiliente di fronte alle sfide dei mercati”. La diversificazione sui mercati orientali, con un focus sulla Cina, è stata oggetto dell’intervento di Sara Berloto dell’Italy-China council foundation, che ha presentato le opportunità di aumento dell’export nel Sud Est asiatico, in particolare Vietnam e Indonesia, Paesi le cui economie stanno crescendo a ritmi importanti e dove le esportazioni italiane di settori strategici come tessile, abbigliamento, macchinari e agroalimentare sono incrementate costantemente negli ultimi dieci anni.

Dall’analisi dell’economia cinese è emersa una crescita nel 2024 del 5%, con un aumento del 51% della spesa pro capite; gli obiettivi del nuovo piano quinquennale cinese prevedono, fra l’altro, lo stimolo della domanda interna, la promozione dei consumi e il miglioramento del benessere delle persone. Un contesto in cui il nuovo piano d’azione bilaterale tra Italia e Cina, che copre gli anni 2024-2027, potrà favorire il processo, già in atto, di riduzione del deficit commerciale del nostro Paese.

Marco Magnani, docente di International economics presso la Luiss Guido Carli di Roma e l’Università cattolica di Milano, autore del volume “Il grande scollamento – timori e speranze dopo gli eccessi della globalizzazione” (ed. Bocconi University press) ha fornito una visione macroeconomica sul protezionismo e i dazi: sebbene questi ultimi rappresentino una sfida significativa (tuttavia una delle tante che le imprese italiane sono abituate a gestire, avendo fatto della resilienza un vantaggio competitivo), non sono il problema principale, ma piuttosto uno dei segni di una trasformazione epocale nel mondo economico caratterizzato dalla volatilità che crea incertezza ed è nemica degli investimenti. Rispetto al generale ritorno al protezionismo, con la tendenza alla frammentazione, una sorta di “scollamento del mondo” in cui la reciprocità non è più la base di riferimento, l’Europa sta affrontando una doppia pressione da parte degli Stati Uniti e della Cina, con effetti negativi sulla bilancia commerciale e incertezza per le imprese, soprattutto quelle medio-piccole che formano l’ossatura dell’economia nazionale. Queste nuove sfide globali richiedono che le imprese italiane, nel medio-lungo termine, innovino i propri modelli di business, diversificando i mercati di sbocco e il modo di operare all’interno di ciascuno di essi, proteggendo quello domestico e riconfigurando le catene di fornitura. Lo Stato, da parte sua, dovrebbe attuare misure per aiutare le PMI ad aumentare la propria competitività. (Inform)




Federitaly celebra l’eccellenza italiana

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federitaly celebra leccellenza italiana personalita della creativita e dellinnovazione premiate al ministero delle imprese del made in italy. immagine22 353x223“Identità, Etica e Innovazione: il nuovo paradigma del Made in Italy”: successo del convegno promosso da Federitaly tenutosi nella Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un evento che ha visto una sala gremita di imprenditori, rappresentanti istituzionali, giornalisti e professionisti uniti dalla volontà di rafforzare i valori fondanti dell’eccellenza italiana. Il Ministro Adolfo Urso, attraverso un messaggio indirizzato al Presidente Carlo Verdone, ha ribadito l’impegno del Governo nel sostenere il Made in Italy. Il Capo di Gabinetto Federico Eichberg, intervenuto in presenza, ha evidenziato l’importanza del dialogo tra istituzioni, economia e imprese, ricevendo un sentito applauso dalla platea.  La cerimonia di premiazione ha celebrato figure di primo piano della creatività e dell’innovazione italiana: Gianfranco Vissani, Patrizia Mirigliani, Margherita Cardelli e Gerardo Cavaliere, Mariangela Oliveri, Stefano Zavattoni, Ottavio Missoni Jr., Piero Mastroberardino e Pierluigi Paracchi (premiato in assenza). I premi sono stati consegnati dai dirigenti nazionali e regionali di Federitaly. La conduzione della giornata è stata affidata ai giornalisti Domenico Letizia e Paolo Leccese. Conferito nell’occasione un Premio Speciale al 313° Gruppo Addestramento Acrobatico – Frecce Tricolori dell’Aeronautica Militare, simbolo indiscusso dell’eccellenza italiana.  Il premio è stato consegnato ieri a Roma, nel corso di una cerimonia presso la Casa dell’Aviatore, dal Presidente Carlo Verdone e dal Segretario Nazionale Lamberto Scorzino al Tenente Colonnello Franco Paolo Marocco, Comandante delle Frecce Tricolori, e al Maggiore Giovanni Lopresti, Ufficiale PR e Speaker del 313° Gruppo, alla presenza di una delegazione del Reparto Comunicazione dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, La motivazione del Premio alle Frecce Tricolori, letta da Lorenzo Ferraro, Vicepresidente di Federitaly Lazio: “Per aver incarnato, con disciplina impeccabile, professionalità assoluta e straordinario spirito di servizio, i valori più alti della Nazione italiana. Le Frecce Tricolori rappresentano da oltre sessantacinque anni una delle glorie più amate e riconosciute al mondo: ambasciatrici di eccellenza, coraggio e dedizione, capaci di emozionare intere generazioni e di portare nel cielo l’orgoglio, la storia e l’identità dell’Italia. Con la loro tenacia, il loro rigore e la loro arte aeronautica senza eguali, testimoniano ogni giorno cosa significhi essere al servizio del Paese con onore e passione”. Un riconoscimento che intende omaggiare non solo le capacità e le abilità tecniche del 313° Gruppo, ma anche il valore simbolico di una squadra che porta il Tricolore nel mondo con fierezza, precisione e amore per l’Italia. (Inform)

 




Ecuador. La cerimonia di chiusura del progetto di cooperazione per il Biocorridoio andino

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ecuador lambasciatore ditalia davoli alla cerimonia di chiusura del progetto di cooperazione per il biocorridoio andino immagine23 315x223L’Ambasciatore d’Italia in Ecuador, Giovanni Davoli, si è recato nella provincia di Imbabura per la cerimonia di chiusura del progetto “Biocorridoio delle Ande del nord (BIAN): connettività per la resilienza del paesaggio andino”. Il progetto è stato finanziato dal FIEDS (Fondo Italo Ecuadoriano per lo Sviluppo Sostenibile), per un ammontare di oltre 1.700.000 dollari. Nel paesaggio forestale andino della zona nord dell’Ecuador (province di Carchi, Imbabura, Pichincha) vivono 2.853.039 persone appartenenti a 205 comunità che dipendono dall’agricoltura e dall’allevamento come principali mezzi di sussistenza. Il progetto ha promosso processi volti ad aumentare la resilienza degli ecosistemi e la capacità di risposta della popolazione di fronte al cambiamento climatico nel Biocorridoio Ande Nord, incorporando l’approccio di soluzioni basate sulla natura. Nel suo intervento, di fronte a centinaia di rappresentanti delle comunità beneficiarie, Davoli ha sottolineato che l’Italia offre tutto il suo sostegno al progresso delle comunità, “perché il futuro sostenibile dell’Ecuador nasce qui: nelle famiglie che si prendono cura della terra, nelle comunità che proteggono la foresta, in coloro che si impegnano per uno sviluppo rispettoso, dignitoso e responsabile”.(Inform)




Silli al 2° Forum Imprenditoriale Messico-Italia

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img 6317Il Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Giorgio Silli, è intervenuto oggi, su delega del Ministro Antonio Tajani, presso la sede di Unioncamere a Roma, all’apertura della seconda edizione del “Business & Investment Forum México-Italia”, evento organizzato dalla Camera di Commercio Messicana in Italia in collaborazione con l’Ambasciata del Messico e Unioncamere.

“Le nostre relazioni bilaterali sono eccellenti e in costante crescita, con un notevole potenziale di rafforzamento in termini di investimenti e scambi commerciali su cui il Governo italiano sta convintamente lavorando”, ha affermato il Sottosegretario ricordando la recente missione in Messico del Ministro Tajani. Il Paese è, infatti, un socio strategico per l’Italia sotto tutti i profili: primo mercato di sbocco in America Latina per le nostre esportazioni, che hanno chiuso il 2024 a 6,6 miliardi di euro su un interscambio che ha superato gli 8 miliardi, e porta di accesso privilegiata verso Nord e Sud America per le nostre imprese, i cui investimenti diretti hanno superato i 7 miliardi di euro. In questa prospettiva di forte complementarità economico-industriale, il Governo auspica poi che anche l’Italia sia, per le imprese messicane, una piattaforma strategica di accesso verso l’Europa. Per tutte queste ragioni il Messico rientra tra le priorità del Piano d’Azione per l’Export, fortemente voluto dal Ministro Tajani nell’ambito della strategia della diplomazia della crescita.

Dopo una presentazione degli strumenti del Sistema Paese al servizio delle imprese, i lavori del Forum si sono concentrati su tre tavoli settoriali dedicati a infrastrutture, energia, impianti industriali e automotive.




Riunione a Montréal delle Camere di Commercio Italiane all’Estero dell’area NAFTA

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facebook riunione a montreal delle camere di commercio italiane allestero dellarea nafta immagine13Si è tenuta a Montréal una riunione delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) dell’area NAFTA (North American Free Trade Agreement), ospitata dalla Camera di Commercio Italiana in Canada.

Il Presidente di Assocamerestero Mario Pozza e il Segretario Generale Domenico Mauriello hanno partecipato all’incontro focalizzato sullo sviluppo di nuove iniziative comuni per rafforzare la presenza e la collaborazione del network delle CCIE in Nord America.

Un’area che, da sola, ha generato un interscambio con l’Italia da oltre 100 miliardi di euro nel 2024. In uno scenario globale in rapida evoluzione, le CCIE di Stati Uniti, Canada e Messico si confermano un punto di riferimento per le imprese che guardano al mercato nordamericano come leva strategica di crescita, sottolinea sulla sua pagina Facebook Assocamerestero. (Inform)