Kelly, 42 anni, product manager della periferia di Philadelphia, è celiaca. Dopo aver letto su Reddit e TikTok del possibile dazio del 107% sulle importazioni di pasta italiana, ha temuto il peggio. E’ salita in macchina ed è corsa al supermercato Wegman’s per comprare, in preda al panico, 100 dollari di pasta Rummo senza glutine. Perché secondo il Wall Street Journal, l’aumento potrebbe far ritirare dal mercato statunitense diversi produttori già da gennaio. E per chi, come lei, vive di pasta senza glutine, la notizia è devastante. Rummo, marchio italiano molto apprezzato dai celiaci per la sua pasta di mais e riso integrale, è considerata “la migliore”. E’ solo una delle storie che rimbalzano dagli Stati Uniti dei dazi trumpiani, e la racconta il Guardian. La pasta è oro, mica solo in Italia.
Il dazio – in parte proposto dal Dipartimento del Commercio americano (92%) e in parte derivato dalle tariffe dell’era Trump sull’Unione Europea (15%) – colpirebbe un mercato da 770 milioni di dollari l’anno. Ma, come spiegano gli esperti, gli scaffali non resteranno vuoti: la maggior parte della pasta venduta negli Stati Uniti è già prodotta internamente. Barilla, ad esempio, copre da sola il 34% del mercato americano e produce anche negli Stati Uniti. Quindi, almeno gli spaghetti da 2 dollari resteranno sugli scaffali. Il problema riguarda i marchi d’importazione e i prodotti senza glutine, che potrebbero raddoppiare di prezzo.
Ma c’è anche il rischio di un effetto domino. Molti produttori americani potrebbero approfittarne per alzare i prezzi. Scott Ketchum, fondatore del marchio artigianale Sfoglini, conferma al Guardian: “È solo una questione di business”. La sua pasta, prodotta con grano biologico italiano, costa già 6 dollari a scatola e sconta dazi sulle materie prime. “Con Trump non si sa mai”, ha aggiunto.
Il tutto arriva in un momento delicato per i consumatori americani: i prezzi dei generi alimentari sono in aumento e, secondo il laboratorio di bilancio di Yale, i nuovi dazi potrebbero costare alle famiglie fino a 2.400 dollari in più l’anno.
agenzia Dire- www.dire.it
Bollette energia: Italia tra i Paesi più cari d’Europa
scritto da Fatti Nostri | 14 Novembre 2025
Nel primo semestre dell’anno le famiglie italiane hanno pagato le bollette elettriche tra le più care d’Europa; il dato emerge dall’analisi di Facile.it che, esaminando i valori rilevati da Eurostat*, ha scoperto come la tariffa media applicata in Italia sia stata il 15% più alta rispetto alla media europea. L’Italia è risultata essere al quarto posto nella classifica degli stati europei con i prezzi più elevati.
Va meglio, ma solo di poco, per quanto riguarda la bolletta del gas; in questo caso gli italiani hanno speso l’8% in più rispetto alla media europea e l’Italia è risultata essere il settimo Paese con le tariffe più care dell’UE.
A parità di consumi, tra bollette luce e gas, nel primo semestre dell’anno le famiglie italiane hanno speso, in media, 1.372 euro, circa 130 euro in più rispetto alla media europea.
Bollette elettriche, oneri e tasse
Più nel dettaglio, prendendo in considerazione i consumi di una famiglia tipo (2.700 kWh) e una tariffa media pari a 0,33 €/kWh, emerge che nei primi sei mesi dell’anno gli italiani hanno speso circa 444 euro per l’energia elettrica.
A livello europeo va peggio solo in Germania dove, a parità di consumi, le bollette sono arrivate a 518 euro (+16% rispetto all’Italia), in Belgio (482 euro) e in Danimarca (470 euro).
Tutti gli altri Paesi europei fanno meglio di noi; in Austria, ad esempio, la spesa media è stata pari a 392 euro, in Francia i consumatori hanno speso il 19% in meno rispetto a quelli italiani (appena 360 euro), mentre in Grecia sono stati sufficienti poco più di 300 euro. Guardando in fondo alla classifica europea si scopre che in Norvegia le famiglie hanno speso, in sei mesi, meno di 250 euro, mentre in Ungheria il conto si è fermato ad appena 130 euro, il 71% in meno rispetto all’Italia.
A pesare sulla tariffa dell’energia elettrica vi sono tasse e oneri, ma se fino a qualche anno fa l’Italia era uno dei paesi d’Europa dove queste voci pesavano di più (rappresentavano il 38% della tariffa elettrica nel 2019), la situazione è migliorata, tanto è vero che nel primo semestre dell’anno hanno inciso per circa il 25% della tariffa, valore inferiore alla media europea (28%). Guardando al resto d’Europa si scopre che in Stati come la Polonia e la Danimarca il peso di queste voci supera addirittura il 40% del totale della bolletta. Di contro, in alcuni Paesi sono in vigore ancora oggi sussidi e indennità a sostegno delle famiglie che portano il peso di tasse e oneri in negativo (ad esempio, -14% nei Paesi Bassi e -7% in Irlanda).
Bollette del gas, oneri e tasse
Come detto, la situazione migliora leggermente se si analizzano le bollette del gas; secondo le elaborazioni di Facile.it su dati Eurostat, considerando i consumi annui di una famiglia tipo (1.400 smc), la spesa media in Italia nei primi sei mesi del 2025 è stata pari a 928 euro, vale a dire l’8% in più rispetto alla media europea. L’Italia si posiziona al settimo posto tra gli Stati dell’Unione Europea.
Guardando al resto d’Europa, va decisamente peggio alle famiglie residenti in Danimarca (977 euro), nei Paesi Bassi (1.210 euro) e in Svezia dove, a parità di consumi, il conto ha sfiorato i 1.600 euro in appena sei mesi. Di contro, in tutti gli altri stati UE si spende mediamente meno rispetto a noi; se in Germania, ad esempio, il conto è stato pari a 910 euro, in Grecia e Spagna la bolletta del gas si è fermata al di sotto dei 650 euro, vale a dire circa il 30% in meno rispetto all’Italia.
Tra i Paesi europei con le tariffe del gas più competitive ci sono la Romania (418 euro) e, ancora una volta, l’Ungheria (appena 230 euro).
Sulla tariffa del gas il peso di tasse e oneri è ancor più elevato rispetto alle bollette della luce; a livello europeo, in media, incidono per il 31%, ma in Italia la percentuale si ferma al 29%. In vetta alla classifica degli Stati UE si trovano i Paesi Bassi, dove queste voci pesano il 54% della bolletta totale e la Danimarca (48%). Va decisamente meglio in Grecia e Croazia, che sono tra gli Stati europei dove il carico di oneri e tasse è più basso e pari, rispettivamente, all’8% e al 5% del totale.
Paese
Bolletta media gas naturale
primo semestre 2025
Peso tasse e oneri
(%)
Svezia
1.592 €
36%
Paesi Bassi
1.210 €
54%
Danimarca
977 €
48%
Liechtenstein
977 €
25%
Francia
971 €
29%
Portogallo
947 €
30%
Italia
928 €
29%
Austria
913 €
30%
Irlanda
911 €
18%
Macedonia del Nord
911 €
15%
Germania
910 €
32%
Media Unione Europea
855 €
31%
Repubblica Ceca
724 €
17%
Moldavia
716 €
7%
Lussemburgo
695 €
16%
Paese
Bolletta media energia elettrica
primo semestre 2025
Peso tasse e oneri
(%)
Germania
518 €
32%
Belgio
482 €
23%
Danimarca
470 €
48%
Italia
444 €
25%
Irlanda
440 €
-7%
Repubblica Ceca
429 €
24%
Liechtenstein
422 €
13%
Cipro
396 €
34%
Austria
392 €
11%
Media Unione Europea
388 €
28%
Lussemburgo
360 €
-6%
Francia
360 €
29%
Svezia
358 €
35%
Spagna
352 €
31%
Polonia
345 €
42%
agenzia dire – WWW.DIRE.IT
Stati Uniti “chiusi”, sempre più aerei restano a terra. Cosa sappiamo
scritto da Fatti Nostri | 14 Novembre 2025
La premessa, per noi che osserviamo con un certo imbarazzo lo shutdown del governo americano, è che i voli internazionali per non hanno subito interruzioni. E quindi il taglio dei voli negli Stati Uniti è ancora un problema “locale”. Ma resta una cosa enorme: i principali aeroporti statunitensi hanno continuato a operare quasi normalmente ieri, nonostante il primo giorno completo di tagli ai voli imposti dalla Federal Aviation Administration (FAA) per contenere il traffico aereo. La misura si è resa necessaria mentre i controllori di volo continuano a lavorare senza stipendio, a causa della chiusura parziale del governo federale.
Il segretario ai Trasporti Sean Duffy ha avvertito che, se il blocco dovesse protrarsi, entro il Giorno del Ringraziamento fino a un volo su cinque potrebbe essere cancellato. Significa che milioni di americani rischiano di vedere compromessi i piani di viaggio per le festività.
La FAA ha spiegato che le cancellazioni servono a ridurre il carico di lavoro dei controllori, molti dei quali – già sottoposti a turni prolungati per la cronica carenza di personale – stanno cercando secondi lavori per sostenersi durante il lockdown. Da venerdì le compagnie aeree devono ridurre del 4% i voli nei 40 principali scali del Paese, una quota destinata a salire al 6% martedì e al 10% entro la fine della settimana. Se il blocco dovesse proseguire, i tagli potrebbero arrivare fino al 20%.
Le cancellazioni stanno già spingendo molti passeggeri verso autobus, treni e autonoleggi, con un conseguente aumento delle prenotazioni e dei prezzi last minute. Le riduzioni riguardano in particolare gli scali più trafficati, come Atlanta Hartsfield-Jackson, Chicago O’Hare e New York JFK, ma anche alcuni aeroporti regionali e cargo, tra cui Teterboro (New Jersey), Valdosta (Georgia) e Tyler Pounds (Texas).
agenzia DIRE – www.dire.it
In Messico Uber potrà operare negli aeroporti
scritto da Fatti Nostri | 14 Novembre 2025
Uber potrà operare negli aeroporti messicani dopo che la sentenza di una giudice federale ha sospeso la norma che consentiva alle autorità di fermare i veicoli dell’azienda nelle aree circostanti i terminal.
Gli autisti che trasportano passeggeri utilizzando l’app «non potranno essere trattenuti nella zona federale degli aeroscali», afferma un comunicato della società.
La dichiarazione esprime fiducia nel fatto che la sospensione verrà sancita in una risoluzione definitiva e chiede al Congresso di “legiferare sulla questione per migliorare l’ecosistema turistico nazionale e internazionale”.
Le aree aeroportuali in Messico sono considerate zone federali e, tradizionalmente, solo i taxi con concessioni spesso gestite da compagnie specifiche dell’aeroporto erano autorizzati a portare e prelevare passeggeri all’interno delle aree di partenza e arrivo.
C’è, inoltre, una forte opposizione da parte dei sindacati e delle compagnie di taxi aeroportuali nei confronti di Uber, società considerata concorrenza sleale, dato che opera senza le stesse licenze e regolamenti richiesti agli altri sistemi per il trasporto pubblico di passeggeri.
L’azienda statunitense ha sottolineato che la decisione della giudice riguarda tutti i 70 aeroporti messicani, soprattutto in vista dei Mondiali di calcio del 2026, che il Paese ospiterà insieme a Stati Uniti e Canada.
Foto: Shutterstock – eleconomista.com.mx
puntodincontro.mx
Macfrut 2026 si presenta in Repubblica Dominicana, Colombia, Brasile e Cina
scritto da Fatti Nostri | 14 Novembre 2025
Viaggiano a pieno ritmo le presentazioni internazionali di Macfrut 2026 a conferma di una fiera sempre più dall’anima globale. Il mese di novembre in particolare vedrà la kermesse dell’ortofrutta presentata nel Continente Centro e Sudamericano (oltre che in Asia) intercettando importanti mercati che saranno i protagonisti del focus internazionale della 43esima edizione della fiera che avrà quale area partner quella Caraibica. Al centro del percorso la valorizzazione della filiera internazionale dell’ortofrutta in vista della 43esima edizione della fiera in programma dal 21 al 23 aprile 2026 al Rimini Expo Centre, in un percorso condiviso con Agenzia ICE.
Si parte il 9 fino al 12 novembre in Repubblica Dominicana, Paese protagonista di un’area Caraibica che sarà al centro del focus internazionale di Macfrut 2026.
Il 13 e 14 novembre un’altra missione sarà in Colombia. Stato dal vasto mercato ortofrutticolo per un valore di oltre 6 miliardi di dollari, da anni è presente a Macfrut con delegazioni istituzionali e di operatori.
A metà del mese di novembre (12 – 14 novembre) Macfrut approda in Cina in occasione di Asia Fresh – International Fruit and Vegetable Trade Fair. In programma a Shanghai, l’evento propone la partecipazione alla fiera insieme alla possibilità di visitare il Mercato di Shanghai (Shanghai Huizhan), il secondo più grande della Cina, partecipare a un retail tour e incontri di business con i principali importatori.
Infine dall’8 al 12 dicembre tappa in Brasile a San Paolo, in un mercato divenuto sempre più strategico per il nostro Paese nell’export di mele e kiwi, per le criticità emerse nell’area del Mar Rosso. La missione prevede incontri con importatori e buyer delle principali catene della grande distribuzione.
“Macfrut da sempre ha fatto della sua anima globale il suo tratto distintivo in un’ottica di valorizzazione della filiera – spiega il Presidente di Cesena Fiera, Patrizio Neri – Un percorso che si contraddistingue nelle missioni in Paesi strategici per le imprese italiane accompagnato da un’attività di incoming di buyer attraverso il fondamentale supporto di Agenzia Ice. Nei giorni scorsi Macfrut ha ricevuto un importante riconoscimento da parte del Ministro dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale di Albania, Andis Salla, che in un incontro con l’ambasciatore italiano, Marco Alberti, ha sottolineato l’importanza di questa fiera per lo sviluppo del settore agricolo albanese sul mercato europeo. È un riconoscimento che ci stimola nella direzione di un Macfrut 2026 sempre più internazionale”. (aise)
Silli a Washington per l’Assemblea Plenaria del Consiglio Imprenditoriale per l’America Latina
scritto da Fatti Nostri | 14 Novembre 2025
Il Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione internazionale, Giorgio Silli, è intervenuto a Washington alla 36° Assemblea Plenaria del Consiglio Imprenditoriale per l’America Latina. Per parte italiana ha inoltre preso parte ai lavori il Presidente di SACE, Guglielmo Picchi. Nel suo intervento, Silli ha sottolineato l’importanza dell’intera regione sia per la profondità delle sue storiche relazioni con l’Italia sia per le crescenti opportunità di collaborazione con il nostro Paese. Si tratta, infatti, di sistemi economici complementari anche in settori strategici, come dimostrano commercio e investimenti. Nel solo 2024 il nostro interscambio con l’America Latina è aumentato del 6,6%, arrivando a 33,4 miliardi di euro, con quasi 21 miliardi di export italiano, +6,7%. Questa crescita, ininterrotta dal 2021, ha trovato conferma anche nei primi 8 mesi del 2025, con un interscambio già quasi a 23 miliardi. “Oggi sono oltre 3.800 le imprese italiane, inclusi grandi gruppi industriali, che operano in tutta la regione in settori chiave come le infrastrutture, l’energia, le telecomunicazioni e la manifattura avanzata. Sono realtà d’eccellenza che cementano visioni di lungo periodo e fiducia reciproca” ha commentato Silli, ricordando come gli IDE italiani ammontino a circa 41 miliardi. “Se questi dati sono incoraggianti, le prospettive di crescita lo sono ancora di più, e la Farnesina è determinata a guidare tutto il nostro Sistema Paese per intensificare al massimo la nostra cooperazione a tutti i livelli, come dimostrato, ad esempio, dal successo dell’ultima Conferenza Italia – America Latina e Caraibi e dall’inclusione della regione nel Piano d’Azione per l’export italiano, nuova strategia di diplomazia della crescita fortemente voluta dal Ministro Tajani”, ha concluso Silli. A margine dell’Assemblea, il Sottosegretario si è inoltre brevemente riunito con il Vice Segretario di Stato USA Christopher Landau e con il Presidente dell’Ecuador Daniel Noboa per poi approfondire i temi del nostro del nostro coinvolgimento in America Latina con il Sottosegretario Aggiunto del Dipartimento di Stato USA per l’America Meridionale, Cartwright Weiland, nonché con il Segretario Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani, Albert Ramdin. Silli ha infine incontrato alcune imprese italiane attive nelle Americhe.(Inform)
La Fragola della Basilicata ottiene il riconoscimento IGP
scritto da Fatti Nostri | 14 Novembre 2025
“La Fragola della Basilicata entra ufficialmente nel registro europeo delle Indicazioni Geografiche Protette, un risultato fortemente voluto, che testimonia la qualità e la riconoscibilità delle produzioni agricole italiane”. Così il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, sottolineando che “ogni nuovo riconoscimento rappresenta un passo avanti nella valorizzazione del lavoro dei produttori e nel rafforzamento del legame tra territorio e filiera. Nel caso della Fragola della Basilicata IGP questo legame è evidente. Il clima mite, la buona esposizione solare e i terreni fertili del Metapontino rendono quest’area particolarmente predisposta a una coltivazione di eccellenza”.
Con l’iscrizione della Fragola della Basilicata IGP, l’Italia raggiunge 896 denominazioni registrate, confermandosi ai vertici europei per numero di prodotti tutelati.
Il comparto delle indicazioni geografiche italiane vale oltre 20 miliardi di euro alla produzione e genera più di 11 miliardi di export, a sostegno della competitività del Made in Italy agroalimentare. (aise)
Paraguay: ad Asunción inaugurata la nuova sede della Camera di Commercio Italo-Paraguaiana
scritto da Fatti Nostri | 14 Novembre 2025
L’Ambasciata d’Italia ad assunzione ha segnalato in una nota l’inaugurazione, presso l’Edificio Studio Beconi 2, della nuova sede della Camera di Commercio Italo-Paraguaiana.
L’inizio di una nuova fase per la comunità imprenditoriale italo-paraguaiana.
L’evento è stato occasione di incontro tra rappresentanti del mondo diplomatico, imprenditoriale e accademico.
Hanno dato il benvenuto l’Ambasciatore d’Italia in Paraguay, Marcello Fondi, e il Presidente della Camera di Commercio Fernando Beconi, con un messaggio di fiducia sulle relazioni economiche tra Italia e Paraguay. La serata è proseguita con l’intervento del Direttore dell’Agenzia ICE – Buenos Aires, Gianni Loreti, che ha presentato un’analisi sugli scambi commerciali tra Italia, Mercosur e Paraguay. (Inform)
Cuba: progetto pilota IPEPAC finanziato dall’AICS
scritto da Fatti Nostri | 14 Novembre 2025
Valorizzare gli scarti derivanti dalla lavorazione del pesce per trasformarli in preziose risorse per la produzione di mangimi, migliorando così l’efficienza della filiera dell’acquacoltura cubana. È l’importante traguardo conseguito, nella città di Sancti Spíritus, dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI) dell’Università di Firenze, in collaborazione con il Ministero dell’Industria Alimentare di Cuba (MINAL), il Grupo Empresarial de la Industria Agroalimentaria (GEIA) e l’impresa ittica PESCASPIR, al termine di un lungo progetto di ricerca e sperimentazione sul campo volto a risolvere l’approvvigionamento delle fonti proteiche per l’alimentazione animale in un contesto segnato da sfide come l’embargo e la scarsità di materie prime.
Finanziato dalla Cooperazione italiana con il MAECI e l’AICS, il progetto IPEPAC (Incremento della Produttività e dell’Efficienza dei Processi di Elaborazione Agroindustriale a Cuba, anche attraverso la protezione ambientale e la riduzione delle perdite), ha portato allo sviluppo di una linea di macchinari in grado di lavorare fino a 10 tonnellate al giorno di prodotto, ossia residui di pesce – teste, pelli, lische, code e visceri – trasformati in insilati attraverso un processo di acidificazione e mescolati con le farine per essere poi somministrati agli animali e incrementarne così la produzione, in modo sostenibile, a livello territoriale.
Un modello innovativo, basato sui principi dell’economia circolare, pronto ora ad essere replicato in altre parti dell’isola per soddisfare i fabbisogni proteici e anche l’apporto delle componenti lipidiche, che hanno un valore importante per il mantenimento della salute dei pesci, e dunque anche per la popolazione cubana che potrà avere a disposizione una maggiore quantità di prodotto.
Al fine di rendere noti e condividere con la comunità di riferimento i risultati raggiunti nell’ambito del progetto avviato nel 2019 con GEIA, si terrà il 28 ottobre, a Sancti Spíritus presso l’Hotel Plaza, un evento aperto al pubblico. Un’occasione per fare di questo percorso un’esperienza pilota nel settore della pesca d’acqua dolce e marina da replicare anche ad altre latitudini.
Per il direttore cubano del progetto, Armando Guerra Borrás, del Grupo Empresarial de la Industria Agroalimentaria, “il punto di forza del progetto è creare una rete locale di risorse che permetta all’acquacoltura cubana di essere autosufficiente. Trasformare sottoprodotti del processo industriale di alimenti in mangimi che non solo riducono l’impatto ambientale, ma assicurano anche la non dipendenza da materie prime importate”.
“L’obiettivo è stato quello di aumentare la disponibilità di pesce a Cuba, che ha senz’altro delle potenzialità in tal senso, e in futuro nel Paese potrebbe trovare ampio spazio anche l’acquacoltura di acqua salata, ad oggi piuttosto contenuta dal punto di vista dello sviluppo”, spiega Giuliana Parisi, docente DAGRI e coordinatrice del progetto. “Credo che il progetto possa trovare una replicazione in altre aree del Paese in modo tale da poter aumentare le disponibilità di prodotti alimentari sani e sostenibili. Un grazie particolare va ad AICS, fondamentale non solo per aver sostenuto economicamente il progetto IPEPAC, ma anche per aver rappresentato un ponte costante con i partners cubani”.
“In questo progetto”, aggiunge Francesco Garbati, ricercatore DAGRI, “abbiamo tutti imparato qualcosa, e abbiamo anche sviluppato qualcosa di originale che non esisteva prima e che può essere un punto di riferimento per chi, nel mondo, voglia replicare un’attività di questo genere, a cominciare da Cuba stessa. Nonostante i dubbi sulla sostenibilità tecnica ed economica di questo impianto per l’impossibilità di trovare nell’isola parti di ricambio, i tecnici cubani si sono rivelati molto competenti e capaci di far fronte a situazioni anche complesse con mezzi semplici, dimostrando di dominare bene tecnica e tecnologia che abbiamo proposto”. (aise)
Pensioni: “esistenza in vita” INPS 2025-26, fase 2 operativa
scritto da Fatti Nostri | 14 Novembre 2025
L’INPS ha attivato dallo scorso 17 settembre 2025 la seconda fase della verifica di esistenza in vita per i pensionati che riscuotono all’estero in Europa, Africa e Oceania (alcune aree erano già coperte dalla prima fase). La gestione delle comunicazioni è affidata a Citibank N.A. con modulistica da restituire entro i termini indicati nel plico. Le schede operative INPS spiegano come compilare e far convalidare il modulo, le alternative in caso di mancata ricezione e cosa accade se non si rispetta la scadenza. Diverse sedi consolari ricordano che, in assenza di attestazione entro i termini, il pagamento può essere sospeso o disposto in contanti presso Western Union a partire da febbraio 2026. Suggerimento pratico per i connazionali: verificare l’indirizzo postale registrato, conservare copie dei documenti inviati e, se necessario, rivolgersi ai patronati o al consolato competente. L’INPS pubblica anche note e PDF riassuntivi della campagna in corso.