Città del Messico e la Camera di commercio italiana firmano un accordo

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ccimcdmxpuntovertLa Camera di commercio italiana in Messico (Ccim) ha firmato un accordo di collaborazione strategica con l’Autorità del centro storico (Ach) della capitale del Paese, un’agenzia governativa creata nel 2007 per supportare l’amministrazione metropolitana nella gestione ed esecuzione di interventi per la riqualificazione, la conservazione e lo sviluppo di quest’area urbana.

L’Ach opera su un’area di 9,1 km², dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che comprende 668 isolati e un gran numero di monumenti religiosi e civili.

L’intesa, secondo una dichiarazione, mira a «massimizzare il potenziale economico, culturale, turistico e tecnologico del cuore della capitale e a incoraggiare investimenti che alimentino l’economia locale e migliorino la qualità della vita della comunità».

Durante la cerimonia della firma, Lorenzo Vianello, presidente della Ccim, ha sottolineato l’importanza di rafforzare le relazioni tra i due Paesi, sottolineando che il Messico è attualmente il secondo partner commerciale dell’Italia nelle Americhe.

«L’Italia» —ha affermato— «è un fornitore chiave di tecnologia, macchinari e attrezzature per l’industria messicana, facilitandone così le esportazioni. Con questo accordo, speriamo di aprire nuove opportunità nella promozione turistica, nello sviluppo tecnologico, nelle infrastrutture, nella gastronomia e nell’economia circolare».

Carlos Cervantes Godoy, coordinatore generale dell’Ach, ha sottolineato che l’iniziativa di collaborazione rappresenta un’opportunità strategica per avviare progetti ad alto impatto in settori chiave come il turismo, il commercio estero e l’industria culturale.

Il funzionario ha spiegato che l’amministrazione guidata dalla sindaca Clara Brugada sta lavorando attivamente a progetti abitativi, oltre a piani di illuminazione e riqualificazione degli spazi pubblici, azioni che proiettano la città, a livello locale e internazionale, come obiettivo di investimenti e sviluppo economico, politico e sociale.

Foto: facebook.com/camaraitalianamx




La CCI dell’Ovest del Canada alla Canada’s Trade Mission to Italy

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11canadaLa Italian Chamber of Commerce in Canada – West (Camera di Commercio Italiano in Canada – Ovest) sarà in Italia dal 12 al 17 ottobre unendosi alla missione che toccherà Roma e Milano guidata da Maninder Sidhu, Ministro del Commercio Internazionale del Canada.
L’obiettivo della missione, ha spiegato la CCI Canada, è quello di rafforzare la collaborazione tra i due Paesi nei settori chiave di difesa e sicurezza, infrastrutture, clean tech ed energia.
Canada e Italia vantano infatti relazioni commerciali solide, con un aumento del 73% degli scambi dal 2016 grazie al CETA, che nel 2024 hanno raggiunto un record di 16,8 miliardi di dollari canadesi.
La CCI Canada – West, ha quindi spiegato che i soci avranno la possibilità di unirsi alla missione in cui si entrerà in contatto con i decisori canadesi e italiani scrivendo a iccbc@iccbc.com. In Italia, il programma prevede eventi B2B sulle opportunità. Per prendervi parte è necessario manifestare la volontà prima del 22 agosto. (aise) 




Salari bassi e vita cara: il paradosso dominicano

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2148746562 copiaIn Repubblica Dominicana il salario minimo, oggi, è tra i più bassi di tutta l’America.

Parliamo di circa 241-246 dollari al mese (circa 15.800 pesos), una cifra che colloca il Paese ben al di sotto della media latinoamericana. Per fare un paragone: in Costa Rica il minimo sfiora i 726 dollari, in Cile si superano i 500, in Ecuador e Guatemala si resta intorno ai 470.
E se guardiamo al Nord America, il divario diventa un abisso: negli Stati Uniti il salario minimo federale è di oltre 1.200 dollari al mese (e in molti stati si guadagna anche di più), in Canada si arriva a oltre 2.000.

Eppure, nonostante questa enorme differenza negli stipendi, il costo della vita – soprattutto nelle località turistiche come Las Terrenas, Punta Cana, Sosúa o Cabarete – è sorprendentemente simile a quello di Paesi molto più sviluppati.

Perché?
Ci sono almeno tre motivi principali:

  1. L’economia turistica “importata”
    Nelle zone turistiche, gran parte dei beni e servizi è pensata per visitatori stranieri, spesso con portafogli ben più pesanti. I prezzi di ristoranti, supermercati “internazionali” e attività ricreative vengono calibrati su standard europei o nordamericani, non sui salari locali.

  2. Importazioni costose
    Molti prodotti – alimentari, tecnologici, di consumo – sono importati e quindi soggetti a tasse, trasporto e margini elevati. Questo fa sì che un litro di latte, un pacco di pasta o uno smartphone possano costare quanto (o più) che in Italia o negli USA.

  3. Mercato immobiliare “dopato” dagli investitori stranieri
    Case in affitto o in vendita nelle zone turistiche hanno prezzi spesso fuori portata per i residenti dominicani, perché il mercato segue la domanda di chi guadagna in euro o dollari.

Il risultato è un paradosso evidente: chi guadagna il salario minimo locale deve affrontare spese quotidiane simili a quelle di chi vive in Paesi con stipendi cinque, sei o dieci volte più alti.

Questo squilibrio si traduce in una forte dipendenza dalle rimesse degli emigrati, nel ricorso al lavoro informale e nella difficoltà, per molte famiglie, di risparmiare o migliorare il proprio tenore di vita.

E mentre il turismo continua a crescere, la grande sfida per il Paese resta quella di aumentare i salari senza perdere competitività e, soprattutto, trovare un equilibrio tra sviluppo economico e benessere reale della popolazione.




Sheinbaum: «Il Messico cresce, il Fmi ha dovuto rivedere le stime»

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pibmessicopuntovertLa presidente messicana Claudia Sheinbaum ha commentato la stima del Pil pubblicata oggi dall’Istituto nazionale di statistica e geografia, in base alla quale l’economia messicana avrebbe registrato una crescita annua dell’1,2% nel secondo trimestre del 2025.

Se questa proiezione verrà confermata nei dati definitivi che saranno diffusi il 20 agosto, si tratterà di due trimestri consecutivi di espansione per il Paese latinoamericano.

In risposta a una domanda su questi dati e sulla correzione al rialzo pubblicata dal Fondo monetario internazionale (Fmi) alle sue previsioni —che ieri ha reso nota una stima del +0,2% per l’economia azteca nel 2025— il capo dello Stato ha dichiarato: «Vi avevamo detto che si sbagliavano».

«L’economia messicana» —ha aggiunto— «è forte e solida e il piano che abbiamo sviluppato sta avendo un impatto. È positivo che il Fmi abbia dovuto rivedere le sue previsioni, passando da una contrazione a una crescita».

Il prodotto interno lordo, ha aggiunto Sheinbaum, è un modo per misurare l’economia, «ma non dovrebbe essere l’unico, perché la crescita di questa variabile non riflette necessariamente buoni salari, il benessere delle persone e la riduzione delle disuguaglianze».

Foto: Presidencia de la República

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Dazi Usa: istituita Task Force alla Farnesina

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la guerra dei dazi usa ue 800x450Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha tenuto ieri alla Farnesina una riunione sui dazi a seguito dell’accordo raggiunto tra Unione europea e Stati Uniti. Alla riunione hanno partecipato le agenzie del Sistema Italia – ICE, SACE, SIMEST e CDP, la Rappresentanza Permanente italiana a Bruxelles, l’Ambasciata italiana a Washington e i rappresentanti di varie associazioni produttive tra cui Confindustria, Coldiretti, CONFAPI, Confagricoltura, CNA, Confimi Italia, Federacciai, Farmindustria, Confesercenti, Confartigianato, Confcooperative, Confcommercio, Federlegno e Federvini.
In questa occasione, Tajani ha innanzitutto annunciato l’istituzione di una Task Force permanente sui dazi alla Farnesina per dare sostegno alle imprese e spiegato come i negoziati con le controparti statunitensi andranno avanti nei prossimi giorni per meglio definire i dettagli in taluni settori, tra cui alcuni di specifico interesse per l’Italia, come quello viti-vinicolo.
Nel corso dell’incontro, riporta il Maeci, sono stati quindi illustrati i contenuti dell’intesa di principio raggiunta tra la Commissione europea e gli Stati Uniti che prevede un dazio orizzontale sulle merci europee del 15%, comprensivo del dazio medio in vigore ai sensi dell’OMC, pari al 4,8%. L’intesa prenderà forma tramite una dichiarazione congiunta con gli Stati Uniti (intesa quadro), che dovrebbe essere finalizzata a livello tecnico nei prossimi giorni. La dichiarazione congiunta non è giuridicamente vincolante. Gli impegni in essa contenuti verrebbero declinati in un secondo momento in un accordo sul commercio reciproco (giuridicamente vincolante).
L’intesa prevede – tra gli altri – anche prodotti sottoposti a regime “zero-for-zero”, un impegno europeo ad aumentare gli acquisti dagli Stati Uniti, un impegno politico a collaborare per mantenere aperte le catene di fornitura in materia di minerali critici e l’impegno europeo a tenere conto delle “preoccupazioni americane” nel contesto dell’agenda sulla semplificazione.
Il governo italiano ha già chiesto a Bruxelles di attivare un servizio di monitoraggio europeo sull’impatto dell’accordo sui dazi e continuerà a lavorare anche per rafforzare il Mercato Unico, semplificare le regole, diversificare le relazioni commerciali e ridurre le nostre dipendenze.
In tale prospettiva, sottolinea la nota della Farnesina, il governo reitera il forte impegno a perseguire con determinazione la strategia di diversificazione dei mercati di destinazione dell’export, attraverso l’attuazione del Piano d’Azione per l’Export nei mercati extra-UE ad alto potenziale per accompagnare le imprese italiane verso nuovi mercati a forte crescita e promuovere l’internazionalizzazione del sistema produttivo nazionale. Tale strategia si fonda anche sul rafforzamento degli strumenti di promozione dell’ICE, inclusi quelli che riguardano la partecipazione delle imprese italiane alle fiere di rilevanza internazionale, sui finanziamenti agevolati di Simest e su un’ulteriore ampia estensione della Push Strategy di SACE per raggiungere nuovi mercati e nuovi clienti internazionali. (aise) 




Riconosciuto il Cirò Classico DOP

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25ciroIl “Cirò Classico” diventa un’eccellenza italiana riconosciuta e tutelata a livello europeo. La Commissione Ue ha infatti conferito la protezione alla Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) “Cirò Classico”, approvandone l’iscrizione come DOP nel registro dell’Ue. Ne dà notizia il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
“Il sistema delle Indicazioni Geografiche è la strada da percorrere per far riconoscere il giusto valore al lavoro dei nostri agricoltori, ai prodotti e ai territori”, sottolinea il ministro Francesco Lollobrigida. “L’Italia si conferma leader nella qualità. L’iscrizione del Cirò Classico fra le eccellenze tutelate a livello europeo è l’ennesimo riconoscimento della forza e del valore del nostro sistema produttivo. Il vino è un pilastro del Made in Italy e la Calabria è una terra che in questi anni ha dimostrato una rinnovata capacità di promuoversi mettendo al centro la qualità. Oggi l’Italia vanta oltre 890 prodotti DOP, IGP, STG e IG: un patrimonio che rappresenta un vanto, ma anche una responsabilità, su cui il Governo Meloni sta portando avanti un impegno chiaro fin dal primo momento”.
CIRÒ CLASSICO: LA SCHEDA DEL MASAF
I vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita “Cirò Classico” sono prodotti nell’intero territorio amministrativo dei Comuni di Cirò e Cirò Marina. Il comprensorio, appartenente alla zona altimetrica della collina litoranea, si sviluppa dal livello del mare fino ad una altezza massima 462 metri e rappresenta il luogo di più antica presenza della vite dell’intera area.
Il vino prodotto si presenta di colore rosso rubino con un profumo intenso e complesso e un sapore corposo, armonico e persistente, che tende a diventare sempre più vellutato con l’invecchiamento. Esso è infatti apprezzato per l’intensità e la complessità della sua fragranza, con profumi di frutta rossa e con specifiche note speziate. Questo profilo sensoriale è tipicamente legato all’influenza che il vitigno Gaglioppo, perfettamente ambientato nel territorio cirotano, riceve dal microclima della zona di produzione, che si caratterizza per l’origine sedimentaria dei suoli, ricchi di scheletro e di disponibilità di minerali, unitamente ad una condizione climatica fortemente influenzata dal massiccio montuoso ad Ovest e dal mare ad Est. (aise) 




Inps, monitoraggio flussi di pensionamento nel 2024 e nel primo semestre 2025

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inps3 e1596722256401 615x223E’ stato pubblicato oggi dall’Inps l’osservatorio sul monitoraggio dei flussi di pensionamento, relativo alle pensioni con decorrenza nel 2024 e nel primo semestre 2025, con rilevazione al 2 luglio 2025 (https://servizi2.inps.it/servizi/osservatoristatistici/66 per i dati navigabili; https://www.inps.it/it/it/dati-e-bilanci/osservatori-statistici-e-altre-statistiche/dati-cartacei—mfp.html per i report cartacei). Di seguito i dati riguardanti le principali gestioni amministrate dall’INPS, rimandando alle tabelle dell’osservatorio per quanto riguarda le singole gestioni.

Il totale delle pensioni con decorrenza nel 2024 è di 889.642 per un importo medio mensile alla decorrenza di 1.223 euro. Quelle con decorrenza nel primo semestre del 2025 sono state 397.691, per un importo medio di 1.215 euro. Tali valori si riferiscono alle pensioni di vecchiaia, agli assegni sociali, alle pensioni anticipate, a quelle di invalidità e a quelle ai superstiti delle gestioni considerate.  In particolare, per quanto riguarda le singole categorie, le pensioni con decorrenza 2024 sono state: 271.527 pensioni di vecchiaia, 224.392 pensioni anticipate, 60.094 pensioni di invalidità e 236.107 pensioni ai superstiti. Nel primo semestre del 2025: 117.901 pensioni di vecchiaia, 98.356 pensioni anticipate, 23.996 pensioni di invalidità e 106.693 pensioni ai superstiti.  Analizzando le singole gestioni, il FPLD ha erogato 355.508 pensioni nel 2024 e 163.374 nel primo semestre del 2025; seguono in ordine di numerosità la gestione dipendenti pubblici che ha totalizzato 128.276 pensioni nel 2024 e 43.736 nel primo semestre 2025, la gestione degli Artigiani (87.308 e 41.404), quella dei Commercianti (76.137 e 36.121), quella dei Parasubordinati (48.418 e 22.802) e infine la gestione dei Coltivatori Diretti, Coloni e Mezzadri (33.632 e 15.198). Gli assegni sociali sono stati 97.522 nel 2024 e 50.745 nel primo semestre del 2025. (Inform)




L’Italia firma accordi con le Camere di commercio messicane

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italiafirmaaccordipuntovertDopo la firma, lo scorso 18 giugno, dell’accordo nazionale con il presidente della Concanaco Servytur a livello federale, Octavio de la Torre, la Camera di commercio italiana in Messico (Ccim), rappresentata dal presidente Lorenzo Vianello, ha organizzato un incontro il 18 luglio all’Hacienda di Trancoso, nei pressi della città di Zacatecas, con le camere locali di Zacatecas, Durango, San Luis Potosí, Aguascalientes, Puerto Vallarta e Acámbaro —quest’ultima in rappresentanza di tutte le camere dello stato di Guanajuato— con l’obiettivo di ampliare le opportunità di investimento, commercio e collaborazione tra l’Italia e il Messico.

L’iniziativa è stata coordinata da Jesús López del Bosque, presidente della Cámara nacional de comercio (Canaco) di Zacatecas, in collaborazione con Domenico Finno, rappresentante della Ccim nella zona del Bajío Norte, e con la partecipazione di Andrea Gianvenuti, dell’ufficio Economico-Commerciale dell’Ambasciata d’Italia.

Hanno assistito all’evento il ministro del Turismo dello stato di Aguascalientes, Mauricio González López, il ministro di Economia dello stato di Durango, Miguel Rosas Palafox, e i ministri del Turismo e di Economia dello stato di Zacatecas, Le Roy Barragán Ocampo e Jorge Miranda Castro.

«Durante il mese di agosto» —ha spiegato Vianello all’ANSA/Puntodincontro— «valuteremo i primi progetti che verranno intrapresi nel quadro di questi accordi, probabilmente nell’ambito della promozione turistica, e a ottobre organizzeremo un evento dove presenteremo i diversi rappresentanti alla comunità italiana in Messico».

La Confederazione delle camere nazionali di commercio, servizi e turismo (Concanaco Servytur México) è un’associazione imprenditoriale di interesse pubblico fondata nel 1917.

L’organizzazione rappresenta, difende e promuove gli interessi delle aziende che operano nel settore terziario dell’economia in tutto il Paese. La sua struttura si articola attraverso 257 camere locali e 600 filiali distribuite in 1.857 comuni, il che le consente di riunire oltre 650.000 aziende. È l’associazione imprenditoriale più grande e rappresentativa in Messico e collabora attivamente come consulente chiave del governo federale nella progettazione delle politiche pubbliche.

Foto: villatv.mx

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Messico. Dana di Rovereto, ancora nessun riscontro sulla delocalizzazione

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danarovereto2puntovertSul tema della delocalizzazione in Messico di 30-40% della produzione della Dana di Rovereto, prevista entro il secondo trimestre del prossimo anno, non c’è ancora alcun riscontro delle promesse della direzione di trovare produzioni alternative, mentre il conto alla rovescia procede.

L’azienda è una delle sedi italiane della multinazionale statunitense Dana Corporation, oggi una importante realtà industriale nella regione Trentino-Alto Adige, specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di assali, cambi di velocità e sistemi di trazione per macchine industriali, stradali e non stradali.

Intanto, da due settimane, i lavoratori degli stabilimenti di Arco e Rovereto stanno scioperando a singhiozzo, con un’ora o più di astensione al giorno e presidi quasi quotidiani davanti ai cancelli.

L’adesione è altissima e in diversi reparti la produzione si è fermata, riferisce l’ANSA.

La mobilitazione -ricordano Fiom Cgil, Fim Cisl e Cub Trento- si inserisce nello stato di agitazione aperto fin dallo scorso novembre, dopo che l’azienda si era presentata al tavolo con una controproposta ritenuta unanimemente una provocazione dai lavoratori.

La risposta era arrivata dopo mesi di attesa e incontri andati a vuoto, a seguito della presentazione —a inizio 2024— della piattaforma sindacale per il rinnovo del contratto integrativo, scaduto a fine 2023. Oggi, luglio 2025, tutto è ancora in stallo.

Nel frattempo, non è arrivata alcuna garanzia sul futuro occupazionale, in particolare nello stabilimento di Rovereto, e sono emerse ulteriori criticità: dal mancato riconoscimento dei corretti livelli di inquadramento all’applicazione arbitraria, secondo i sindacati, dell’accordo di bacino, che regola la stabilizzazione dei lavoratori precari.

Le associazioni di categoria rivendicano un cambio di rotta chiaro: porre fine allo sfruttamento del lavoro precario, reinternalizzando le attività oggi svolte in appalto e riducendo il ricorso ai contratti in somministrazione.

A ciò si affianca la richiesta di un adeguamento salariale consistente, in grado di recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione e di redistribuire la ricchezza prodotta.

Al centro della protesta c’è anche la presunta violazione dell’accordo di bacino, che prevede il diritto di precedenza per i lavoratori precari con almeno dodici mesi di servizio e la loro assunzione diretta entro tre anni.

Dana ha interrotto negli ultimi mesi diversi rapporti di lavoro, anche con persone ormai prossime alla stabilizzazione.

«Questo atteggiamento ha generato un clima pesante, in cui vengono compressi diritti e libertà fondamentali, con ripercussioni anche sulla salute e sicurezza sul lavoro», si legge in una nota pubblicata alcuni giorni fa.

Foto: ANSA

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tica Business Diplomacy: domani in Senato il seminario promosso da Borghese (Maie)

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21businessa“Un’opportunità preziosa per discutere e trovare strategie efficaci per rafforzare la presenza italiana all’estero, Argentina, Emirati Arabi, Marocco, Senegal, Uzbekistan e promuovere la crescita economica”. Così Mario Borghese, senatore del Maie eletto in Sud America, presenta il seminario che ospiterà domani, 22 luglio, in Senato, a partire dalle 17.00 in Sala Nassirya.
“Business Diplomacy. La diplomazia d’impresa, l’Italia nel mondo”, il tema su cui si concentreranno i lavori aperti dagli interventi del parlamentare eletto all’estero insieme a Michaela Biancofiore, senatrice e presidente del Gruppo parlamentare Civici d’Italia, e Naike Gruppioni, deputata membro della Commissione esteri.
Seguiranno i saluti degli Ambasciatori Marcelo Martìn Giusto (Argentina), Abdulla Ali Ateeq Obaid Alsubousi (EAU), Youssef Balla (Marocco), Ngor Ndiaye (Senegal) e Abat Fayzullaev (Uzbekistan).
Porteranno i propri contributi al dibattito Dario Peirone (Presidente CEIPiemonte), Filippo Maturi (Presidente Business Diplomacy Council), Souad Sbai (Vice Presidente Business Diplomacy Council), Alessandro Bertoldi (Vice Presidente Business Diplomacy Council e Direttore es. dell’Istituto Friedman), Silvia Nicolis (Vie Presidente Museimpresa e Presidente Museo Nicolis), Ezio Stellato (Docente diritto fiscale e tributario all’Istituto Friedman), Geronimo Cardia (Avvocato esperto di internazionalizzazione), Francesca Alicata (responsabile relazioni esterne di Simest) e Marco Sartori (Casartigiani).
I lavori – trasmessi anche sulla webtv del Senato – saranno moderati dal giornalista Mediaset Marco Onnembo. (aise)