Niagara Wines con l’enologo Gianluca Di Loro

captura

capturaLa Penisola del Niagara ha una  fantastica scena vinicola.

Ex miglior Assaggiatore  di vini(ONAV) d’Italia, Gianluca Di Loro è un giovane ma talentuoso enologo e sommelier.

Fondatore di Di Loro Wines, una società di consulenza per aziende vinicole che si sforzano di elevare la qualità della loro produzione e ristoranti che hanno bisogno di formazione sul vino per il loro personale. “Ho notato che i ristoranti hanno due problemi principali, è difficile trovare personale con conoscenze sul vino a causa dell’elevato turnover del settore ed è difficile organizzare internamente una formazione professionale”.

Augusto : Abbiamo chiesto a Gianluca di raccontarci di più su Niagara, la regione dell’Ontario dove vengono prodotti vini di grande qualità.

Gianluca: La penisola del Niagara è davvero una fantastica regione vinicola, nota per la sua eccezionale qualità e diversità.

Immergiamoci in alcune delle aree chiave e in ciò che le rende speciali!

Panoramica del terroir

Il terroir del Niagara è vario, influenzato dai Grandi Laghi, dal fiume Niagara e dall’Escarpment, che aiutano a moderare il clima rigido e a creare diversi micro-terroir. Questa varietà è fondamentale per produrre una gamma così ampia di vini.

Niagara-on-the-Lake contro The Bench

Niagara-on-the-Lake è una delle sotto-denominazioni più note, particolarmente famosa per i suoi vini ghiacciati. La zona ha un clima leggermente più caldo, ideale per la coltivazione di uve da vendemmia tardiva. La combinazione di terreno fertile e una stagione di crescita più lunga consente lo sviluppo di sapori ricchi e concentrati nei vini. Al contrario, la Bench, situata lungo la scarpata del Niagara, è un’area con un’altitudine maggiore e terreni ben drenati, che sono perfetti per produrre vini di qualità superiore, in particolare da uve Chardonnay e Pinot Noir. Le temperature più fresche durante la stagione di crescita consentono periodi di maturazione più lunghi, migliorando la complessità dei vini.

Augusto: Hai dei terroir “preferiti” nella regione del Niagara?

Gianluca: Ho lavorato con aziende vinicole sia a Bench che a Niagara on the lake e se dovessi scegliere una sotto-denominazione di cui sono particolarmente innamorato, sceglierei sicuramente la “Twenty Mile Bench”.

Questa sotto-denominazione è particolarmente degna di nota per il suo mix unico di terreni calcarei e argillosi, che forniscono un eccellente drenaggio e nutrienti per le viti. L’altitudine svolge anche un ruolo nel catturare la calda luce solare, aiutando l’uva a maturare in modo meraviglioso. Questa zona si sta facendo un nome con Pinot Noir e Chardonnay di alta qualità, che mettono in mostra l’eleganza e la finezza che queste varietà possono raggiungere.

Tuttavia, questa è solo una mia preferenza personale, poiché mi piacciono i vini freschi, fini ed eleganti nello stile piuttosto che quelli più ricchi e audaci (probabilmente più facili da ottenere in una zona più calda come Niagara on the lake).

Augusto: Cosa puoi raccontarci di VQA?

Gianluca: VQA sta per “Vintners Quality Alliance”. Questa certificazione è fondamentale per garantire che i vini soddisfino specifici standard di qualità e siano realizzati con uve coltivate in Ontario. Aiuta i consumatori a identificare vini di qualità che rappresentano veramente la regione. Quando vedi un’etichetta VQA, puoi essere certo che è un prodotto del terroir e dell’artigianato locale. In una recente conversazione con Donald Ziraldo (co-fondatore di Inniskillin Winery e uno dei creatori di VQA Ontario), Donald ha menzionato la sua intenzione di perseguire uno standard nazionale per i vini canadesi: VQA Canada. Credo davvero che questa iniziativa potrebbe essere utile per l’industria vinicola canadese in rapida crescita, consentendo di garantire al consumatore finale un prodotto di qualità ancora maggiore. Nel complesso, la penisola del Niagara, con le sue distinte sotto-denominazioni e l’impegno per la qualità, è una tappa obbligata per gli amanti del vino. Ogni area offre un’espressione unica della terra, rendendo ogni ciotola un riflesso della ricca diversità della regione.

Augusto: Gianluca, oltre a essere un enologo, sei anche un Sommelier e un Assaggiatore di vino ONAV. Pensi che la figura del “Assaggiatore” possa avere rilevanza qui in Canada?

Gianluca: Sono sempre stato consapevole che non c’è limite alla conoscenza del vino, e non ne sapremo mai abbastanza su nessun argomento poiché il mondo del vino è in continua evoluzione, ma è fondamentale per continuare a crescere stare al passo con esso. Ecco perché ho sempre cercato di avere un approccio olistico al vino.

Non importa quale sia la tua carriera, che tu sia un sommelier o un enologo o uno scrittore di vino o un appassionato di vino o anche tutti e tre contemporaneamente, ONAV può sicuramente essere un ottimo strumento per scoprirne di più da un punto di vista tecnico. Perché sì, il vino è soggettivo e alla fine della giornata si tratta di preferenze, e il vino perfetto non esisterà mai. Tuttavia, è importante (a mio modesto parere) saper riconoscere un vino ben fatto da uno difettoso, il sapore di tappo da uno appena ridotto, il Prosecco dal Franciacorta (solo per fare qualche esempio), che siate sommelier o consumatori, e questo è qualcosa che ONAV può aiutarvi a riconoscere con sicurezza.

Ringraziamo il Dr. Gianluca Di Loro e nel caso abbiate domande questo é il suo indirizzo mail

Contacts: gianluca@dilorowines.com

 

 

 




Messico. Eni aumenta l’investimento in tre giacimenti

enimessicopuntovert

enimessicopuntovertLa Commissione nazionale idrocarburi del Messico (Cnh) ha approvato in seduta straordinaria la revisione del programma presentato da Eni per i progetti estrattivi della società italiana in un’area di 67,2 chilometri quadrati al largo dello stato di Tabasco che ospita i giacimenti di Amoca, Tecoalli e Miztón.

L’investimento previsto è stato incrementato, passando da 575,7 a 716,8 milioni di dollari. Di questa somma, il 61% sarà destinato alla produzione, il 36% allo sviluppo e il 3% a operazioni di smantellamento.

L’attività sarà realizzata in cinque pozzi, uno in più rispetto a quelli previsti nel documento precedente, ha riferito il direttore generale dei programmi estrattivi della Cnh, Francisco Castellano. “L’azienda, inoltre — ha aggiunto — aveva pianificato cinque completamenti che stanno aumentando a sette, a seguito della riprogrammazione per il 2024 e 2025”.

La Cnh ha segnalato variazioni nel volume del petrolio, stimato in 17 milioni di barili – 170.000 barili in più rispetto a quanto preventivato in precedenza – e del gas, che è diminuito da 10,94 a 9,9 miliardi di piedi cubi.

Le operazioni di Eni in questi campi petroliferi vengono effettuate a una profondità media di 2.000 metri sotto il fondale marino.

Eni è presente nel Paese latinoamericano dal 2006 e concentra le attività nel Golfo del Messico dal 2015, anno di acquisizione dell’Area 1 nella Cuenca del Sureste. «Il ritrovamento nel prospetto esplorativo di Yatzil, nelle acque medio-profonde del Blocco 7, conferma il valore e la solidità del portafoglio dei nostri asset locali, che includono anche le scoperte di Amoca, Miztón e Tecoalli, si legge nel sito web dell’azienda.

Foto: globalenergy.mx

puntodincontro-mx




CGIE: su pensioni garantire pari dignità di trattamento ai connazionali all’estero

cgie g

cgie gIl Consiglio Generale degli Italiani all’Estero “guarda con estrema attenzione all’iter parlamentare della legge di Bilancio 2025, la cui bozza è ora all’esame delle competenti Commissioni della Camera dei Deputati”. È quanto si legge in una nota in cui il Cgie esprime, in particolare, “l’auspicio che vengano riconsiderati alcuni aspetti della manovra che, così come attualmente formulati, comporterebbero negative ricadute sulle comunità italiane nel mondo”.
In questa prima fase, il Consiglio generale, in particolare, pone l’attenzione sull’articolo 27 del testo, secondo il quale: “In via eccezionale, per l’anno 2025, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, non è riconosciuta ai pensionati residenti all’estero, per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori al trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi”.
Per il Cgie si tratta di una formulazione che “costituisce un vulnus al principio della parità di trattamento – e quindi di pari dignità – tra i cittadini residenti fuori dai confini nazionali e quelli in patria, alla stregua di altri interventi previsti dalla bozza della legge di Bilancio su questioni sensibili per le collettività italiane all’estero”.
Il Consiglio Generale, pertanto, intende “attuare un costante monitoraggio dei passaggi parlamentari su tali tematiche, mantenendo una serrata interlocuzione con gli eletti all’estero di tutti gli schieramenti politici per proporre soluzioni emendative alla manovra, a tutela dei legittimi diritti dei connazionali nel mondo. Tali aspetti formeranno inoltre oggetto di un confronto con le istituzioni in occasione della riunione del Comitato di Presidenza che si svolgerà a Roma dal 25 al 28 novembre”.
“Il CGIE, fedele al proprio mandato, – conclude la nota – si propone di incidere sul dibattito politico nazionale, sottolineando ancora una volta con forza che le comunità italiane all’estero rappresentano un enorme potenziale per il Paese, che deve essere preservato nella convinzione che le risorse impiegate per esso costituiscono un investimento e nella consapevolezza che la tutela dei diritti di tutti i cittadini, ovunque residenti, è garantita dalla Costituzione”. (aise) 




In Messico il miglior bar al mondo, al 2º posto l’italiano Leone a Hong Kong

migliorbarpuntovert

migliorbarpuntovertÈ a Città del Messico, nella calle Amberes numero 65 del quartiere Juárez, Handshake Speakeasy, il miglior bar del mondo secondo l’ambita lista dei The World’s Best Bars 2024 presentata la notte scorsa a Madrid.

Ma parla già italiano, anzi romano, Bar Leone a Hong Kong, indirizzo del buon bere e della convivialità informale che scala la classifica internazionale piazzandosi direttamente in seconda posizione.

Entrato nella lista per la prima volta, e con una scalata record, il Bar Leone a Hong Kong, ideato e fondato da Lorenzo Antinori, si è distinto per la sua filosofia dei cocktail popolari, combinando velocità, gusto e semplicità in una lista di bevande che ha calamitato l’attenzione da tutto il mondo.

La sedicesima edizione del premio ha selezionato in totale locali in 28 città del mondo, con Londra capitale del bere miscelato nel vecchio continente.

Per trovare altri italiani bisogna arrivare alla posizione 33 dove è sceso (era sedicesimo l’anno scorso) Drink Kong, il regno romano di Patrick Pistolesi che ha recentemente varato anche il Night Kong, sempre tra Esquilino e il rione Monti.

Scala invece dieci posizioni Locale Firenze (36esima posizione, 46esima nel 2023) mentre al 38esimo scalino della classifica si piazza il Moebius di Milano. Ed è il 1930 a Milano a piazzarsi alla posizione numero 50 consolidando il successo della formula speakeasy in questa classifica globale.

Nelle scorse settimane è stata annunciata la classifica dei bar dalla posizione numero 51 alla 100, dove restano Freni e Frizioni, Roma (53), L’antiquario di Napoli (78) e il Camparino in galleria, scivolato al gradino 92.

Foto: Aurea del Rosario – El País

puntodincontro.mx




Domani la “Giornata Mondiale della Pasta”

images

imagesIl mondo ne ha sempre più voglia (i consumi totali sfiorano i 14 milioni di tonnellate), ma dappertutto se mangi pasta pensi Italia. Ne siamo i più grandi consumatori, con oltre 23 chili annui pro-capite, ma anche quelli che più di tutti, producendola nei nostri pastifici o preparandola nelle cucine dei ristoranti di 5 continenti, la fanno conoscere al resto del mondo: nel 2023 il 56% della produzione nazionale di pasta italiana è stata destinata all’estero. Parliamo di 2,2 milioni di tonnellate, in pratica 75 milioni di porzioni di pasta italiana che lo scorso anno sono state proposte nelle case e nei ristoranti di quasi 200 Paesi.
Ma è soprattutto in Italia che gli stranieri amano mangiarla, e non è un caso. La cucina italiana (di cui la pasta è tra le portate principali) è nota e amata in tutto il mondo. L’Economist l’ha incoronata nel 2019 come “la più influente al mondo”, davanti alla giapponese e a quella francese. Nel 2022 compaiono ben 10 ricette di pasta nella Top30 della CNN sui “piatti italiani che tutti dovrebbero provare almeno una volta nelle vita” e anche secondo TasteAtlas, guida online di viaggio esperienziale per il cibo tradizionale, la cucina italiana è la migliore del mondo.
Queste le premesse del nuovo World Pasta Day 2024 che si celebra domani, 25 ottobre.
Giunto alla sua 26ª edizione, l’evento voluto dall’Unione Italiana Food insieme all’International Pasta Organisation (IPO) ogni 25 ottobre celebra il piatto simbolo della condivisione e della convivialità, per raccontare e assaporare l’eccellenza italiana, da sempre icona di una buona e sana alimentazione. Come ogni anno, i promotori della Giornata Mondiale della Pasta annunciano la “capitale” dei festeggiamenti dell’edizione in corso: quest’anno è Philadelphia la “capitale” della pasta, città simbolo che sin dagli anni Settanta ha subito l’influenza della cucina italiana e della pasta.
Una ricerca di Unione Italiana Food realizzata con Touring Club Italia rivela come la pasta italiana viene amata e consumata dai turisti stranieri nel nostro Paese. L’indagine è stata realizzata su un panel di 100 ristoratori nelle città turistiche più popolari d’Italia per esplorare quali piatti di pasta attirano maggiormente gli stranieri in vacanza e come sta evolvendo il loro legame con la protagonista delle tavole nostrane. Il risultato è “Pasta Journey, il Grand Tour della pasta” una raccolta contenente la Top10 dei piatti di pasta più ordinati dagli stranieri quando vengono in vacanza in Italia, raccontati in ordine di classifica e corredati da ricetta. Il dossier, pensato e realizzato per i turisti in visita nel nostro Paese, è scaricabile in versione digitale, in inglese e in italiano, sul sito www.welovepasta.it.
CARBONARA, LASAGNE E PASTA AL POMODORO: IL PODIO DELLE RICETTE PIÙ AMATE DAL PASTA LOVER STRANIERO
Ogni anno in Italia arrivano da tutto il mondo oltre 40 milioni di turisti. Secondo le ultime stime di Istat e Ministero del Turismo, il 2023 ha registrato un record storico e, nei primi cinque mesi del 2024, le presenze turistiche straniere hanno rappresentato il 57,6% del totale. Ad attrarli, le bellezze artistiche e culturali, ma anche la gustosissima e irresistibile tradizione culinaria che ci ha reso celebri nel mondo. E la pasta, che è la regina della cucina italiana, è icona e veicolo del turismo nel Belpaese.
Secondo i risultati dell’indagine condotta da Touring Club Italia, oltre 1 ristoratore su 2 (54%) ha dichiarato che tra i propri clienti almeno la metà è straniero e secondo 7 ristoratori su 10 (72%), la cultura enogastronomica della clientela straniera è aumentata. Tra le informazioni più frequentemente richieste dai turisti, al primo posto si posiziona la provenienza degli ingredienti (28%), seguita dalla storia del piatto (25%) e, con un po’ più di stacco, la modalità di esecuzione (14%).
Ma quando gli stranieri vengono in Italia, quali sono le ricette di pasta preferite? Amano consumarla secondo tradizione, scoprendo segreti e curiosità del nostro territorio, oppure preferiscono sperimentare le avanguardie culinarie che si proiettano verso il futuro? Intanto, una premessa da non sottovalutare: quando si parla di formati, quello più apprezzato dai turisti stranieri è la pasta lunga, con il 46% delle preferenze, contro un 17% che preferisce la pasta corta e un 38% che non si esprime.
E parlando delle preferenze riguardo alle ricette, la Top10 dei piatti di pasta più ordinati dagli stranieri quando vengono in vacanza in Italia riconferma come capisaldi i piatti storicamente protagonisti della tradizione.
Con valori su una scala tra 0 e 10, sul podio si piazzano gli Spaghetti alla Carbonara (7,8), le Lasagne alla bolognese (7), la Pasta al pomodoro (6,9). La classifica prosegue con Spaghetti alle vongole (quasi a pari merito con la pasta al pomodoro 6,8), Bucatini all’amatriciana (6,7), Spaghetti cacio e pepe (5,3), Tortellini in brodo (4,3), Pasta alla norma (3,8), Trofie al pesto (3,4), Orecchiette con cime di rapa (2,9).
“Nella scelta di una meta turistica, ormai, le esperienze enogastronomiche hanno un peso sempre più determinante”, spiega Margherita Mastromauro, Presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food. “Non a caso, è il cibo ad assorbire gran parte del budget dedicato ad una vacanza. La cucina italiana e la pasta, di cui è alimento principe, si confermano i vettori privilegiati per far crescere il turismo in Italia. Inoltre, circa il 56% dei pacchi di pasta prodotti in Italia viene esportato, questo vuol dire che più della metà della pasta che produciamo in Italia finisce sulle tavole di tutto il mondo. Se la pasta italiana gode all’estero di tanto successo e ha un percepito estremamente positivo è merito del saper fare centenario dei pastai italiani. E di chi, sia nei ristoranti italiani nel mondo che a casa nostra, la valorizza in piatti che trasmettono il piacere e la gioia del mangiare mediterraneo”.
WORLD PASTA LOVERS: ITALIA PRIMA PER PRODUZIONE (DAVANTI A USA E TURCHIA) E PER CONSUMO PRO CAPITE
È un alimento amato in tutto il mondo e l’Italia è leader per la produzione (con oltre 3,9 milioni di tonnellate, -1,9% sul 2022), davanti a USA, Turchia e Egitto, con un fatturato di 8,1 miliardi di euro (+5,4%). Siamo anche i primi consumatori, con 23,3 kg pro-capite annui (per un consumo totale nazionale di oltre 1,7 milioni di tonnellate), davanti a Tunisia (17), Venezuela (15) Grecia (12,2) e Perù (9,9 Kg). La quota export pesa il 56% sul totale della produzione, con oltre 2,2 milioni di tonnellate di pasta esportata (-3,7%) e un valore di 3,8 miliardi di euro (+3%). Praticamente, più della metà della pasta che produciamo, finisce sulle tavole di tutto il mondo.
#WORLDPASTADAY: PARTE LA MARATONA SOCIAL PER CELEBRARE LA PASTA NEL MONDO
Per la Giornata Mondiale della Pasta non poteva mancare il coinvolgimento dei social: usando l’hashtag ufficiale #WorldPastaDay e menzionando gli account social di WeLovePasta.it (FB / X / IG) food lover, giornalisti, chef e blogger di tutto il mondo sono invitati a festeggiare cucinando il loro piatto di pasta del cuore: il protagonista resta l’amore universale per la pasta.
Inoltre domani, 25 ottobre, dalle ore 11 alle 13, sul canale X di WE LOVE PASTA (@welovepasta_it) e sul canale X di IPO (@Int_Pasta_Org) sarà possibile prendere parte al live dedicato al World Pasta Day, tra curiosità e nuove tendenze.
L’anno scorso sono stati pubblicati oltre 60 mila contenuti sui social con l’hashtag #WorldPastaDay, ispirati alla pasta. (aise) 

 




L’Istituto Grandi Marchi ha fatto tappa in Canada e Usa

21grandimarchi

21grandimarchiDopo l’ultimo appuntamento estivo di Londra, che ha visto la partecipazione di ben 300 ospiti tra operatori di settore e grandi firme del giornalismo, le 18 famiglie dell’Istituto Grandi Marchi hanno fatto tappa in Canada e Usa. Due momenti immancabili per il gruppo che ogni anno riunisce trade, stampa, creator e i più grandi professionisti del settore, consolidando il legame tra la scena nordamericana e il vino italiano di qualità. Un appuntamento, diventato ormai tradizione, che ha rappresentato l’occasione per celebrare il 20esimo anniversario di IGM in due dei mercati più importanti per l’Istituto.
“Il Nord America è da sempre un palcoscenico d’eccezione per il nostro gruppo – ha dichiarato Piero Mastroberardino, Presidente IGM – sia per la qualità e quantità del lavoro di divulgazione, sia in termini di condivisione della nostra storia, delle peculiarità dei nostri territori e dei valori che ci contraddistinguono. Il grande interesse dimostrato anche quest’anno dal trade e dalla critica internazionale conferma il prestigio raggiunto dai nostri vini e l’importanza del nostro ruolo di ambasciatori del vino italiano d’eccellenza”.
La prima tappa, mercoledì 16 novembre, ha avuto come teatro l’Arcadian Loft di Toronto dove ha riscosso un enorme successo l’esclusiva masterclass, con 60 ospiti di alto profilo, alla scoperta di una selezione delle migliori etichette del gruppo, con grandi annate rappresentative dei più importanti terroir del vino in Italia. A guidare l’incontro Michael Fagan, professionista riconosciuto a livello mondiale. Il pomeriggio è stato invece incentrato sul Walk-around tasting, il format di successo che accomuna tutti gli eventi di IGM: dalle 13.30 alle 16.30 la fascia dedicata al trade (250 esponenti del mondo Ho.Re.Ca canadese), cui ha fatto seguito lo slot dedicato a 270 high end consumer e clienti LCBO (Liquor Control Board of Ontario), importantissimo punto di riferimento in tutti gli appuntamenti IGM sul territorio canadese.
Il tour è proseguito nella Grande Mela, venerdì 18 novembre, con un pranzo nell’ambito dell’annuale Wine Experience di New York della rivista Wine Spectator al New York Marriott Marquis: una grande opportunità per scoprire i grandi vini delle famiglie del gruppo in abbinamento a un fine dining menu.
L’incontro newyorkese ha avuto come momento clou il riconoscimento internazionale che ormai da diversi anni IGM tributa a un’importante firma del giornalismo di settore e che negli anni ha visto premiati nomi come Burton Anderson, Jens Priewe, Monica Larner e James Suckling. In questa edizione il premio è stato consegnato per la prima volta a una testata giornalistica, Wine Spectator. Di fronte a una platea di oltre 800 ospiti, a ricevere la targa dalle mani del Presidente Piero Mastroberardino e del Presidente Onorario Piero Antinori è stato Jeffery Lindenmuth, Executive Editor di Wine Spectator.
Fondata nel 1976, WS è certamente una delle riviste che più ha rivoluzionato il settore del vino, contribuendo a dare visibilità a produttori e territori di tutti i continenti, orientando con competenza e professionalità le scelte dei consumatori in tutto il mondo e offrendo una visione nuova dei vini del nostro Paese.
“E proprio in occasione di un anno così speciale, quello del nostro 20esimo anniversario, che abbiamo voluto premiare per la prima volta non una singola persona ma una testata giornalistica. La scelta non poteva che ricadere su Wine Spectator, da decenni uno dei capisaldi nella comunicazione del vino e un attore strategico efficace e di successo nel panorama dell’informazione di settore”, ha sottolineato Piero Mastroberardino. “Questo premio riflette il nostro impegno nel riconoscere il lavoro di chi promuove la corretta cultura enologica e lo fa con dedizione e passione. Una filosofia che contraddistingue anche l’attività delle 18 famiglie del Gruppo e che ci appartiene sin dal momento della nostra fondazione. E che ci piace condividere con chi ogni giorno scrive e vive il presente e il futuro dell’enologia mondiale”. (aise) 




Vinitaly approda negli USA

20vinitalyusa

20vinitalyusaIstituzioni, associazioni e aziende del vino italiano si presentano unite alla prima edizione di Vinitaly.USA, la manifestazione b2b in programma il 20 e 21 ottobre al Navy Pier di Chicago, Stati Uniti. Organizzato da Veronafiere e Fiere italiane con il sostegno di ITA, Italian trade Agency e in collaborazione con i ministeri dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Vinitaly.USA punta a posizionarsi quale evento business di riferimento per la promozione del vino italiano e per il matching tra domanda e offerta.
Per il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo: “Il percorso di collaborazione che Veronafiere ha instaurato con le istituzioni e la presenza delle associazioni rappresentative dei settori vino, Unione italiana vini e Federvini, e agricoltura, Coldiretti, Filiera Italia e Confagricoltura, rappresentano un esempio concreto di promozione virtuosa sul mercato americano. La partecipazione a Chicago del ministro Francesco Lollobrigida, del segretario generale del Maeci Riccardo Guariglia, del consigliere giuridico del ministro Tajani, Marco Rago, unitamente al presidente di ITA, Matteo Zoppas, è la dimostrazione di una squadra che lavora con le aziende in ottica win win”.
All’inaugurazione di Vinitaly.USA (che si terrà domenica 20 ottobre alle 12.00, ora locale), che vede l’importante collaborazione della Camera di Commercio italiana americana del Midwest- Chicago e presenta ai buyer l’offerta di oltre 230 cantine italiane (più di 1.650 etichette in degustazione e di collettive regionali da Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Sardegna, oltre alla partecipazione istituzionale di Veneto e Umbria), intervengono: Federico Bricolo, presidente Veronafiere; Maurizio Muzzetta, presidente Fiere Italiane; Damiano Tommasi, sindaco di Verona; Francesco Lollobrigida, ministro Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste; J.B. Pritzker, governatore Illinois; Matteo Zoppas, presidente ITA; Riccardo Guariglia, segretario generale ministero degli Affari esteri; Marco Rago, consigliere giuridico del ministro Tajani; Mario Pozza, presidente Assocamerestero; Fulvio Calcinardi, segretario generale della Camera di Commercio italiana americana del Midwest – Chicago; Francesco Rocca, presidente Regione Lazio; Robert Allegrini, presidente del NIAF (National Italian American Foundation). Presenti anche le organizzazioni di settore, Unione italiana vini e Federvini con i presidenti Lamberto Frescobaldi e Micaela Pallini, e quelle di rappresentanza agricola con Ettore Prandini, presidente Coldiretti, Luigi Scordamaglia, presidente Filiera Italia e Annamaria Barrile, direttore generale Confagricoltura, così come partecipano il vicedirettore generale del Banco Popolare di Sondrio, Mario Erba, e Paolo Barletta, amministratore delegato di Arsenale Spa e Gruppo Barletta. All’evento sono presenti anche Maurizio Danese, amministratore delegato Veronafiere, i vicepresidenti Matteo Gelmetti e Romano Artoni e il direttore generale, Adolfo Rebughini.
Domenica 20 ottobre, sul canale Facebook di Vinitaly sarà possibile seguire in diretta dalle 12 (ora locale) l’apertura della prima edizione della rassegna e dalle 16 anche il live del Wine business forum di ITA “Fra tradizione e Innovazione: il futuro del vino italiano nel mercato USA”, realizzato dall’Agenzia in collaborazione con la NABI (National Association of Beverage Importers), in cui sono previsti gli interventi di analisti e dei principali player della domanda e dell’offerta. (aise) 




“America buys Italian”, successo dell’edizione 2024

images

imagesSi è conclusa con grande successo l’edizione 2024 di America Buys Italian, la kermesse internazionale targata ExportUSA e Italy-America Chamber of Commerce di New York che mette in contatto le eccellenze italiane del Food & Beverage con i rappresentanti della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) indipendente degli Stati Uniti.
L’evento si è svolto dall’8 al 10 ottobre a Peschiera del Garda.
La manifestazione ha visto la partecipazione di 72 aziende italiane e ha facilitato 190 incontri B2B con i principali decisori delle catene di supermercati americani, tra cui amministratori delegati e manager di rilievo, provenienti da tre importanti catene della GDO indipendente statunitense, in particolare i gruppi Niemann’s, Shoprite / Garafalo Market, e Giant Eagle. Le imprese italiane che hanno aderito venderanno i propri prodotti negli scaffali dei supermercati di nicchia dal Connecticut al Minnesota, passando per Michigan, Indiana, Illinois, Wisconsin, Iowa, sino al Missouri.
“Incontrare i rappresentanti della GDO indipendente statunitense – precisa Muriel Nussbaumer, CEO di ExportUSA – è un’opportunità rara, poiché operano spesso nelle aree interne degli USA e partecipano di rado a eventi internazionali. Solitamente le aziende incontrano i distributori, ma con America Buys Italian possono dialogare direttamente con i decisori delle catene, aprendo la strada a trattative immediate”.
L’evento è stato reso possibile grazie al supporto di partner consolidati nel tempo, che hanno sempre creduto nella mission di America Buys Italian. In particolare, BPER Banca, attraverso il team BPER Estero, uno degli alleati più importanti dell’iniziativa. America Buys Italian si è affermata negli anni come una piattaforma strategica e irrinunciabile per le aziende italiane che desiderano espandere la propria presenza oltreoceano.
“America Buys Italian – annota Stefano Bellucci, responsabile Servizio Global Transaction di BPER Banca – rappresenta un punto di incontro privilegiato per l’eccellenza italiana nel settore alimentare e le opportunità offerte dalla Grande Distribuzione Organizzata indipendente statunitense. Siamo fieri di sostenere questa iniziativa che non solo promuove il Made in Italy all’estero, ma facilita anche l’accesso diretto ai mercati americani per le aziende italiane”. (aise) 




Messico. L’ambasciatore Modiano a Expo Cihac 2024

modianocihacpuntovert

modianocihacpuntovertL’ambasciatore d’Italia in Messico, Alessandro Modiano, ha partecipato nella capitale del Paese latinoamericano all’inaugurazione dell’edizione 2024 di Expo Cihac, una delle principali fiere dedicate all’edilizia, all’ingegneria, all’architettura e al design in America Latina.

«Lo scorso anno» —ha spiegato— «il Messico è diventato la prima destinazione delle esportazioni italiane nell’intero contesto latinoamericano, superando Paesi come Brasile e Argentina. Questa è una dimensione di un rapporto che diventa ogni anno più forte».

Il diplomatico ha sottolineato che l’Italia si caratterizza per essere leader nelle forniture per l’edilizia e si è specializzata nella progettazione e produzione di macchinari industriali per questo settore.

«Quando si parla di edilizia» —ha spiegato— «l’Italia gioca un ruolo importante, soprattutto quando ci riferiamo alle vendite all’estero di macchinari industriali per la lavorazione della pietra. Questo settore in Messico copre una parte molto importante del prodotto interno lordo e in questa fase di espansione vorremmo, come Paese, condividere e accompagnare il processo».

«Le prestazioni dell’Italia sono degne di nota in segmenti come le macchine segatrici, molatrici e lucidatrici. Il nostro Paese sta contribuendo in modo significativo al processo di industrializzazione del Messico, in particolare nel settore dei macchinari, che rappresenta la voce più forte delle nostre esportazioni verso questa nazione», ha concluso Modiano.

Alla fiera Expo Cihac 2024 —visitabile al centro Citibanamex di Città del Messico fino all’11 ottobre, dalle 10 alle 19— partecipano 20 aziende italiane, la cui presenza è coordinata dall’Agenzia ITA/ICE.

Foto: Expo Cihac

puntodincontro.mx




Riaperto il mercato canadese per i prosciutti crudi italiani

prosciuttomipaf24

prosciuttomipaf24Il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha espresso “grande soddisfazione” per la riapertura del mercato canadese alle importazioni di prosciutti crudi italiani, inclusi quelli provenienti da stabilimenti situati nelle aree colpite dalla Peste Suina Africana (PSA) in zona di restrizione 2. L’Italia è il primo Paese europeo con casi di PSA a ottenere il via libera dal Canada per l’export di prodotti da queste aree.
“È un successo importante per il nostro sistema produttivo e per le imprese che hanno affrontato grandi difficoltà a causa delle restrizioni. Questo risultato dimostra la capacità dell’Italia di far valere la propria autorevolezza a livello internazionale, grazie all’impegno costante e al lavoro coordinato tra le istituzioni, anche durante il G7 Agricoltura”, ha dichiarato Lollobrigida.
L’azione congiunta del Governo, sostenuta dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha garantito che i prodotti italiani continuino a essere apprezzati nei mercati chiave, nonostante le sfide legate alla PSA. “Questo riconoscimento è un chiaro segnale di fiducia verso le nostre eccellenze agroalimentari”, ha aggiunto il Ministro.
Lollobrigida ha inoltre ringraziato il Ministro della Salute Orazio Schillaci, il sottosegretario Marcello Gemmato e il Commissario straordinario per la Peste Suina Africana, Giovanni Filippini, per il loro contributo fondamentale: “Grazie al loro impegno, abbiamo fornito al Canada tutte le garanzie necessarie per riaprire il mercato ai nostri prosciutti. Questo risultato non solo sostiene le nostre imprese, ma rafforza anche l’immagine dell’Italia come leader globale nella qualità e sicurezza alimentare”. (aise)