Niagara Wines con l’enologo Gianluca Di Loro

La Penisola del Niagara ha una fantastica scena vinicola.
Ex miglior Assaggiatore di vini(ONAV) d’Italia, Gianluca Di Loro è un giovane ma talentuoso enologo e sommelier.
Fondatore di Di Loro Wines, una società di consulenza per aziende vinicole che si sforzano di elevare la qualità della loro produzione e ristoranti che hanno bisogno di formazione sul vino per il loro personale. “Ho notato che i ristoranti hanno due problemi principali, è difficile trovare personale con conoscenze sul vino a causa dell’elevato turnover del settore ed è difficile organizzare internamente una formazione professionale”.
Augusto : Abbiamo chiesto a Gianluca di raccontarci di più su Niagara, la regione dell’Ontario dove vengono prodotti vini di grande qualità.
Gianluca: La penisola del Niagara è davvero una fantastica regione vinicola, nota per la sua eccezionale qualità e diversità.
Immergiamoci in alcune delle aree chiave e in ciò che le rende speciali!
Panoramica del terroir
Il terroir del Niagara è vario, influenzato dai Grandi Laghi, dal fiume Niagara e dall’Escarpment, che aiutano a moderare il clima rigido e a creare diversi micro-terroir. Questa varietà è fondamentale per produrre una gamma così ampia di vini.
Niagara-on-the-Lake contro The Bench
Niagara-on-the-Lake è una delle sotto-denominazioni più note, particolarmente famosa per i suoi vini ghiacciati. La zona ha un clima leggermente più caldo, ideale per la coltivazione di uve da vendemmia tardiva. La combinazione di terreno fertile e una stagione di crescita più lunga consente lo sviluppo di sapori ricchi e concentrati nei vini. Al contrario, la Bench, situata lungo la scarpata del Niagara, è un’area con un’altitudine maggiore e terreni ben drenati, che sono perfetti per produrre vini di qualità superiore, in particolare da uve Chardonnay e Pinot Noir. Le temperature più fresche durante la stagione di crescita consentono periodi di maturazione più lunghi, migliorando la complessità dei vini.
Augusto: Hai dei terroir “preferiti” nella regione del Niagara?
Gianluca: Ho lavorato con aziende vinicole sia a Bench che a Niagara on the lake e se dovessi scegliere una sotto-denominazione di cui sono particolarmente innamorato, sceglierei sicuramente la “Twenty Mile Bench”.
Questa sotto-denominazione è particolarmente degna di nota per il suo mix unico di terreni calcarei e argillosi, che forniscono un eccellente drenaggio e nutrienti per le viti. L’altitudine svolge anche un ruolo nel catturare la calda luce solare, aiutando l’uva a maturare in modo meraviglioso. Questa zona si sta facendo un nome con Pinot Noir e Chardonnay di alta qualità, che mettono in mostra l’eleganza e la finezza che queste varietà possono raggiungere.
Tuttavia, questa è solo una mia preferenza personale, poiché mi piacciono i vini freschi, fini ed eleganti nello stile piuttosto che quelli più ricchi e audaci (probabilmente più facili da ottenere in una zona più calda come Niagara on the lake).
Augusto: Cosa puoi raccontarci di VQA?
Gianluca: VQA sta per “Vintners Quality Alliance”. Questa certificazione è fondamentale per garantire che i vini soddisfino specifici standard di qualità e siano realizzati con uve coltivate in Ontario. Aiuta i consumatori a identificare vini di qualità che rappresentano veramente la regione. Quando vedi un’etichetta VQA, puoi essere certo che è un prodotto del terroir e dell’artigianato locale. In una recente conversazione con Donald Ziraldo (co-fondatore di Inniskillin Winery e uno dei creatori di VQA Ontario), Donald ha menzionato la sua intenzione di perseguire uno standard nazionale per i vini canadesi: VQA Canada. Credo davvero che questa iniziativa potrebbe essere utile per l’industria vinicola canadese in rapida crescita, consentendo di garantire al consumatore finale un prodotto di qualità ancora maggiore. Nel complesso, la penisola del Niagara, con le sue distinte sotto-denominazioni e l’impegno per la qualità, è una tappa obbligata per gli amanti del vino. Ogni area offre un’espressione unica della terra, rendendo ogni ciotola un riflesso della ricca diversità della regione.
Augusto: Gianluca, oltre a essere un enologo, sei anche un Sommelier e un Assaggiatore di vino ONAV. Pensi che la figura del “Assaggiatore” possa avere rilevanza qui in Canada?
Gianluca: Sono sempre stato consapevole che non c’è limite alla conoscenza del vino, e non ne sapremo mai abbastanza su nessun argomento poiché il mondo del vino è in continua evoluzione, ma è fondamentale per continuare a crescere stare al passo con esso. Ecco perché ho sempre cercato di avere un approccio olistico al vino.
Non importa quale sia la tua carriera, che tu sia un sommelier o un enologo o uno scrittore di vino o un appassionato di vino o anche tutti e tre contemporaneamente, ONAV può sicuramente essere un ottimo strumento per scoprirne di più da un punto di vista tecnico. Perché sì, il vino è soggettivo e alla fine della giornata si tratta di preferenze, e il vino perfetto non esisterà mai. Tuttavia, è importante (a mio modesto parere) saper riconoscere un vino ben fatto da uno difettoso, il sapore di tappo da uno appena ridotto, il Prosecco dal Franciacorta (solo per fare qualche esempio), che siate sommelier o consumatori, e questo è qualcosa che ONAV può aiutarvi a riconoscere con sicurezza.
Ringraziamo il Dr. Gianluca Di Loro e nel caso abbiate domande questo é il suo indirizzo mail
Contacts: gianluca@dilorowines.com

La Commissione nazionale idrocarburi del Messico (Cnh) ha approvato in seduta straordinaria la revisione del programma presentato da Eni per i progetti estrattivi della società italiana in un’area di 67,2 chilometri quadrati al largo dello stato di Tabasco che ospita i giacimenti di Amoca, Tecoalli e Miztón.
Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero “guarda con estrema attenzione all’iter parlamentare della legge di Bilancio 2025, la cui bozza è ora all’esame delle competenti Commissioni della Camera dei Deputati”. È quanto si legge in una nota in cui il Cgie esprime, in particolare, “l’auspicio che vengano riconsiderati alcuni aspetti della manovra che, così come attualmente formulati, comporterebbero negative ricadute sulle comunità italiane nel mondo”.
È a Città del Messico, nella calle Amberes numero 65 del quartiere Juárez, Handshake Speakeasy, il miglior bar del mondo secondo l’ambita lista dei The World’s Best Bars 2024 presentata la notte scorsa a Madrid.

Dopo l’ultimo appuntamento estivo di Londra, che ha visto la partecipazione di ben 300 ospiti tra operatori di settore e grandi firme del giornalismo, le 18 famiglie dell’Istituto Grandi Marchi hanno fatto tappa in Canada e Usa. Due momenti immancabili per il gruppo che ogni anno riunisce trade, stampa, creator e i più grandi professionisti del settore, consolidando il legame tra la scena nordamericana e il vino italiano di qualità. Un appuntamento, diventato ormai tradizione, che ha rappresentato l’occasione per celebrare il 20esimo anniversario di IGM in due dei mercati più importanti per l’Istituto.
Istituzioni, associazioni e aziende del vino italiano si presentano unite alla prima edizione di Vinitaly.USA, la manifestazione b2b in programma il 20 e 21 ottobre al Navy Pier di Chicago, Stati Uniti. Organizzato da Veronafiere e Fiere italiane con il sostegno di ITA, Italian trade Agency e in collaborazione con i ministeri dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Vinitaly.USA punta a posizionarsi quale evento business di riferimento per la promozione del vino italiano e per il matching tra domanda e offerta.

L’ambasciatore d’Italia in Messico, Alessandro Modiano, ha partecipato nella capitale del Paese latinoamericano all’inaugurazione dell’edizione 2024 di Expo Cihac, una delle principali fiere dedicate all’edilizia, all’ingegneria, all’architettura e al design in America Latina.
Il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha espresso “grande soddisfazione” per la riapertura del mercato canadese alle importazioni di prosciutti crudi italiani, inclusi quelli provenienti da stabilimenti situati nelle aree colpite dalla Peste Suina Africana (PSA) in zona di restrizione 2. L’Italia è il primo Paese europeo con casi di PSA a ottenere il via libera dal Canada per l’export di prodotti da queste aree.