L’azienda friulana Eurolls raddoppia la presenza in Messico

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eurollsmessicovertL’azienda friulana Eurolls, 260 dipendenti, 6 stabilimenti produttivi in Italia e uno in Messico, 65 milioni di euro di ricavi, specializzata nella progettazione e produzione di rulli e accessori per l’industria del tubo e del filo metallico, si appresta a inaugurare il secondo stabilimento in terra azteca.

«Completato lo stabilimento e ordinati i macchinari, a settembre inizierà la produzione», spiega Renato Railz, fondatore e presidente di Eurolls.

In Messico, per l’appunto, dove l’azienda friulana è presente «da circa 25 anni», ovvero pochi anni dopo aver avviato l’esportazione dei propri prodotti nell’unica nazione latina del Nordamerica.

Una decisione «nata dopo aver valutato la presenza, nel mercato locale, di un bacino di utenza interessato alla nostra tipologia di prodotto», ricorda Railz.

E così ecco la decisione di insediare uno stabilimento, costituendo una società controllata, Eurolls de Mexico, a Monterrey, nella parte nord-orientale del Paese, a poco più di 200 km dal confine con gli Stati Uniti. Oggi «è giunto il momento di rafforzare la nostra presenza e la capacità produttiva» —spiega ancora l’imprenditore— «rispondendo alle richieste dei nostri clienti dell’area che ci vogliono ancora più presenti e veloci».

Da qui la decisione di investire in una seconda unità produttiva a León, nello Stato di Guanajuato. Nella fase di avvio nel nuovo stabilimento una quindicina di dipendenti svolgeranno il servizio di rettifica e assistenza dei prodotti già distribuiti nell’area, per poi sviluppare tutta la gamma di prodotti di taglio della lamiera, lame di taglio per Impianti Slitter, distanziali e gommati, oltre al loro recupero e rettifica, lame lineari per il taglio e piegatura della lamiera e servizio di rettifica e assistenza.

A oggi la controllata messicana realizza circa 4,5 milioni di dollari di ricavi l’anno e con il nuovo stabilimento, che avrà un preventivo di 1,5 milioni, «puntiamo a raggiungere i 6 milioni di dollari».

Il Messico è un Paese strategico per chi voglia presidiare il mercato Usa, ed Eurolls ha ambizioni: «Abbiamo definito un piano di investimenti significativo dedicato agli Stati Uniti», anticipa Railz, che non dettaglia oltre. «Diciamo che siamo a un passo dalla decisione finale, stiamo negoziando alcune cose…».

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USA. Houston, all’Aperi-Networking con il Comites

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3houstonapeNuovo appuntamento con l’Aperi-Networking organizzato a Houston il prossimo 18 luglio dal Comites e dal West South Central (WSC) chapter dell’ISSNAF (Italian Students and Scholars North America Foundation).

L’incontro, aperto a tutti i professionisti attivi nel campo della ricerca scientifica e industriale (studenti, post-doc, professori, PIs, ricercatori), inizierà alle 18.00 presso Fellini Rice Village a Houston.
L’obiettivo dell’evento, spiegano Comites e Issnaf, è “connettere professionisti junior del mondo accademico (come studenti e post-doc al primo anno) con esperti e professionisti senior del mondo accademico e industriale (professori, PI, team leaders, liaison) per condividere interessi di ricerca comuni e supportare la crescita e lo sviluppo professionale”.
L’evento si concluderà con un rinfresco per tutti i partecipanti offerto da Fellini Caffe. (aise) 




Costa Rica, fondi europei in vista per il progetto di treno elettrico di San Josè

costa rica treno elettrico

costa rica treno elettricoÈ stato presentato il nuovo progetto del Treno Elettrico della Grande area metropolitana di San Josè (GAM), in Costa Rica, le cui progettazione, costruzione e gestione saranno prossimamente messe a gara d’appalto. Questo progetto, che promuove la mobilità sostenibile, vede il sostegno tecnico e finanziario dell’Unione Europea (UE) nell’ambito della sua strategia del Global Gateway.

Il progetto, proposto dall’ente ferroviario pubblico del Costa Rica, INCOFER, consiste nella modernizzazione del sistema ferroviario bidirezionale che collega la capitale San Josè alle città di Heredia (situata a 10 chilometri, ospita l’Università Nazionale del Costa Rica), Cartago (a circa 25 chilometri, centro religioso del Paese), e Alajuela (a circa 20 chilometri, è la sede dell’Aeroporto internazionale Juan Santamaría), rispettivamente in 18, 40 e 45 minuti. Si tratterà di una linea di superficie interamente elettrificata, con la capacità di trasportare fino a 600 passeggeri per treno e oltre 100.000 passeggeri al giorno, sette giorni alla settimana.

Il progetto, la cui durata di realizzazione è calcolata dai tre ai cinque anni, prevede di ristrutturare i 50 chilometri di linea ferroviaria esistente con 46 fermate lungo il percorso, ma anche di implementare collegamenti intermodali diretti nei principali punti di intersezione attraverso stazioni miste volte a facilitare l’integrazione con altri servizi di trasporto, come autobus, taxi e mezzi non motorizzati.

Il costo dell’intero progetto è stimato in circa 800 milioni di dollari, di cui 550 milioni saranno finanziati dalla Banca Centroamericana per l’Integrazione Economica (CABEI) e dal Green Climate Fund, mentre la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) sta finalizzando le procedure per provvedere ai restanti 250 milioni.




Costa Rica, caffè a zero deforestazione per l’Europa e l’Italia fa da apripista

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costa rica caffe 1 scaledCon l’entrata in vigore di un nuovo regolamento, a partire dal 2025, sarà vietata nei mercati dell’Unione Europea (UE) l’importazione di bovini, cacao, caffè, palma da olio, gomma, soia e legno provenienti da terre deforestate. Nonostante altri Paesi sudamericani, come Ecuador, Paraguay e Bolivia, le abbiano definite discriminatorie per il commercio, il Costa Rica ha deciso di abbracciare le nuove norme europee, puntando sulla produzione di un caffè a “deforestazione zero”. Una mossa che ha visto l’Italia – secondo esportatore UE dietro la Germania – diventare quest’anno, tramite il marchio Illy Caffè, la destinazione dei primi 275 sacchi (18.975 chilogrammi) di caffè costaricano prodotto senza provocare la perdita di copertura boschiva nel Paese.

Il caffè esportato nell’ambito di questo progetto pilota proveniva dalla zona di Los Santos, principale centro di produzione del Costa Rica situato nella provincia di San José, nel centro-sud dello Stato, dove è stato coltivato da 69 piccoli produttori appartenenti alla Cooperativa de Caficultores de Tarrazú (CoopeTarrazú), la quale, con 4.500 produttori, è il più grande esportatore di caffè a livello nazionale in Europa, a cui destina un quarto della propria produzione.

In conformità con i requisiti di legalità e deforestazione zero che saranno imposti dal regolamento a partire dal prossimo anno per poter esportare nei mercati europei, i coltivatori coinvolti nel progetto hanno seguito una formazione per adempiere ai sistemi di due diligence richiesti per consentire l’accesso degli acquirenti alle informazioni sui prodotti, inclusa la tracciabilità attraverso dati di monitoraggio e la geolocalizzazione degli appezzamenti di terra utilizzati per coltivare il caffè. Tali informazioni dovranno inoltre essere supportate da strumenti informatici che confrontino le immagini satellitari attuali con quelle precedenti al 31 dicembre 2020 per identificare eventuali cambiamenti nel terreno.

Da anni, il Costa Rica moltiplica le iniziative per promuovere pratiche agricole sostenibili, tra cui la NAMA Café (Acciones de Mitigación Nacionalmente Apropiadas) e l’iniziativa di Agropaisajes Sostenibles. Per quanto riguarda la lotta alla deforestazione, oltre al Programa de Pago por Servicios Ambientales (PSA) che incentiva i proprietari terrieri a non disboscare le proprie terre, il Costa Rica ha investito negli ultimi anni quasi 800 milioni di dollari per aumentare di oltre il 30% la propria copertura forestale.

Le esportazioni di prodotti agricoli verso il mercato europeo sono responsabili del 16% della deforestazione a livello globale.




USA. Kearney FDI Confidence Index, l’Italia nella lista dei Paesi più attrattivi

stati uniti kearney 1 scaled

stati uniti kearney 1 scaledL’Italia è tra i Paesi più attrattivi per gli investimenti esteri. Lo sottolinea il Kearney Foreign Direct Investment Confidence Index, un rapporto pubblicato ogni anno dall’omonima società statunitense di global management consulting.

Sulla base di un sondaggio condotto tra i senior executive delle principali aziende mondiali il rapporto stila una classifica dei 25 Paesi più attrattivi per gli investimenti esteri (IDE). All’interno di questa classifica l’Italia ha occupato l’undicesima posizione.

L’indagine di quest’anno ha dimostrato ancora una volta la preferenza degli investitori per i mercati avanzati, che rappresentano 17 delle 25 economie selezionate dall’analisi. Si tratta comunque di un calo rispetto alle 19 dello scorso anno, a dimostrazione di una ripresa del grado di fiducia verso i mercati emergenti. Al vertice della graduatoria, per il dodicesimo anno consecutivo, figurano gli Stati Uniti. Il Canada si conferma al secondo posto, mentre il Giappone arretra di quattro posizioni al settimo, probabilmente quale riflesso della recessione segnata nell’ultimo trimestre del 2023. La ripartizione regionale mostra che l’Europa conserva la quota più ampia (10 Paesi rappresentati) dei 25 mercati di maggiore interesse benché il dato sia in calo rispetto alle 15 economie che erano presenti nel 2021. Al primo posto tra i Paesi europei c’è la Germania che però perde una posizione (dal 4° al 5° posto), al pari della Spagna (dall’8° al 9°) e del Portogallo (dal 14° al 17°); la Francia resta al 6° posto, come l’Italia all’11°. L’unica economia avanzata europea che segna un miglioramento è il Regno Unito (dal 5° passa al 4° posto). Fra le economie emergenti presenti nell’indice generale (otto, rispetto alle sei del 2023), la Cina guadagna quattro posizioni e si colloca al 3° posto. Significativi i passi avanti segnati dagli Emirati Arabi Uniti – dal 18° all’8° posto – e dall’Arabia Saudita – dal 24° al 14° posto – che raccolgono i frutti di riforme economiche e normative. Il Brasile, escluso lo scorso anno, rientra in graduatoria al 18° posto, mentre accedono per la prima volta all’indice Messico, Taiwan, Polonia e Argentina (tra il 21° e il 24° posto).

Più in generale, il rapporto offre una visione nel complesso molto favorevole sulle prospettive degli IDE. I risultati riportati, infatti, suggeriscono che l’ottimismo degli operatori rimane elevato e ha il potenziale per crescere ancora nei prossimi anni. L’88% degli intervistati ha dichiarato di avere intenzione di aumentare i propri investimenti diretti esteri nei prossimi tre anni, il 6% in più rispetto all’edizione dello scorso anno. Inoltre, l’89% – rispetto all’86% del 2023 – ha affermato di considerare molto importanti gli investimenti diretti esteri per la redditività e la competitività della propria azienda nello stesso periodo di tempo. Anche il giudizio sulle prospettive dell’economia mondiale è migliorato sensibilmente: solo il 29% degli intervistati (rispetto al 35% dello scorso anno) si ritiene “pessimista” su questo fronte.

Al contempo, tuttavia, permangono preoccupazioni legate ad alcuni rischi che potrebbero condurre al ridimensionamento di tali investimenti. Da un lato, la maggioranza degli investitori ritiene che un aumento delle tensioni geopolitiche influenzerà le proprie decisioni di investimento e osserva che le aziende stanno assumendo chiare decisioni di “nearshoring” e “friend-shoring” come reazione a queste persistenti pressioni. Gli investitori prevedono, inoltre, che nel prossimo anno potrebbe affermarsi un contesto normativo più restrittivo sia nei mercati sviluppati sia in quelli emergenti. La proliferazione di politiche industriali, talvolta anche di stampo protezionistico, e il ricorso a misure commerciali restrittive, comprese quelle relative alle tecnologie emergenti, comporteranno, secondo questa analisi, quantomeno una maggiore complessità normativa, che gli investitori dovranno monitorare e rispettare in tutti i mercati.

L’edizione di quest’anno del rapporto ha poi esplorato le prospettive degli investitori sull’intelligenza artificiale (AI) e la sua applicazione agli investimenti diretti esteri. Un significativo 72% degli intervistati afferma di fare un uso significativo o moderato dell’AI nelle proprie operazioni aziendali, soprattutto per il servizio clienti e i chatbot, l’automazione dei processi manuali e il miglioramento delle catene di fornitura. Il 63% degli investitori afferma che la propria organizzazione aumenterà in modo significativo o moderato l’utilizzo dell’AI per guidare le proprie decisioni di investimento, citando il risparmio in termini di costi o di efficienza e l’accuratezza del processo decisionale come i principali vantaggi che scaturiscono nei processi decisionali dal ricorso a tale tecnologia. Viene, inoltre, sottolineato come l’acquisizione di un vantaggio competitivo nell’uso dell’IA sarà determinata non solo dagli investimenti in capitale fisico ed umano, ma anche dal contesto normativo in cui essi verranno effettuati. La stragrande maggioranza degli investitori concorda sul fatto che le politiche e le normative sull’uso di tali tecnologie influenzeranno in modo significativo l’entità dei loro investimenti, sottolineando l’importanza che la regolamentazione riesca a tenere il passo con il ritmo di evoluzione dello sviluppo tecnologico.




Scambi commerciali tra Italia e Messico aumentano del 19,7%

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commercioitaliamessicovertSecondo i dati pubblicati dal Sistema di informazione economica della Banca centrale messicana, nei primi quattro mesi dell’anno gli scambi commerciali tra l’Italia e il Messico sono aumentati del 19,7% rispetto allo stesso periodo del 2023.

Le esportazioni dall’Italia verso il Paese latinoamericano hanno registrato a fine aprile un saldo di 3,2 miliardi di dollari, il 18,6% in più rispetto ai primi quattro mesi del 2023, quando avevano raggiunto i 2,7 miliardi.

Per quanto riguarda le esportazioni dal Messico verso l’Italia, il totale dei primi quattro mesi del 2024 è di 399,04 milioni di dollari, corrispondente ad un aumento del 29,8% rispetto ai 307,39 milioni totalizzati nello stesso periodo del 2023.

Tra i dati spicca l’aumento del 105,4% delle esportazioni messicane verso l’Italia nel mese di aprile rispetto allo stesso mese del 2023.

Le informazioni raccolte dalla Banca del Messico si basano sui dati del Sistema di amministrazione fiscale (Sat), del ministero dell’Economia, dell’Istituto nazionale di statistica e geografia (Inegi), della Bilancia commerciale del Messico e del Sistema informativo nazionale di statistica e geografia (Snieg).

Sace, il gruppo assicurativo-finanziario che appoggia le aziende italiane nelle loro transazioni internazionali e negli investimenti all’estero, prevede un espansione delle esportazioni del Bel Paese verso il Messico del 7,3% nel 2023.

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L’enogastronomia per valorizzare il brand della Puglia in Italia e all’estero

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cibo tavolaSono 57 i progetti ammessi a finanziamento dal Dipartimento Agricoltura, sviluppo rurale e ambiente della Regione Puglia nell’ambito del bando “Programma di promozione dei prodotti pugliesi di qualità ed educazione alimentare. Triennio 2024-2025”. I fondi, che finanzieranno dal 25% fino alla metà dei progetti approvati, serviranno per il sostegno di fiere, sagre, manifestazioni ed eventi per promuovere il turismo agroalimentare, i prodotti locali, l’educazione e l’informazione alimentare e, in generale, il brand Puglia sia in Italia che all’estero. Le risorse messe a disposizione ammontano a 600mila euro, con un incremento di 250mila euro.
“Ancora una volta, la Regione Puglia si impegna nella promozione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari, attraverso contributi che renderanno sempre più noti, in Italia e all’estero, i prodotti certificati con marchi di qualità come DOC, DOP, IGP e biologici – ha spiegato il presidente della IV Commissione Sviluppo Economico, Francesco Paolicelli -. È un percorso che è iniziato in Commissione Sviluppo Economico, dove a gennaio abbiamo approvato la Legge per la valorizzazione dei prodotti d’eccellenza DOP e IGP. Sono progetti che incoraggiano i produttori ad aderire ai sistemi di qualità alimentare, specialmente al marchio ‘Prodotti di Qualità – Qualità Garantita dalla Regione Puglia’. Ma servono anche a promuovere una sana alimentazione e il consumo di prodotti a km zero tramite marketing territoriale e campagne informative, collaborando con stakeholder locali e utilizzando le Masserie Didattiche di Puglia”. (aise) 




Esportare dall’Italia al Messico conviene

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sacerapportovert 1All’interno del Doing Export Report 2024, Sace —il gruppo assicurativo-finanziario specializzato nel sostegno alle imprese e al tessuto economico nazionale— ha individuato 14 Paesi, tra cui il Messico, che si sono distinti per crescita, ambizione, trasformazione e alto potenziale per le esportazioni delle aziende italiane.

Oltre al vicino meridionale degli Usa, l’elenco include Brasile, Colombia, Turchia, Serbia, Egitto, Marocco, Sudafrica, India, Cina, Vietnam e Singapore.

«Sono i Paesi dove abbiamo visto che esiste un maggior potenziale per le nostre imprese di poter andare a catturare i flussi di esportazioni, nazioni dove si prevede un’alta crescita nei settori dove le aziende del Bel Paese risaltano, per cui li abbiamo identificati come quelli più promettenti per le vendite estere del Made in Italy», ha dichiarato Alessandra Ricci, amministratore delegato di Sace, a margine della presentazione del rapporto.

«Il Messico è tra le economie a più alto potenziale, nonché il primo destinatario dei nostri beni in America Latina», si legge nel documento.

«L’economia messicana è, infatti, la più aperta tra le principali dell’area (l’interscambio commerciale su Pil ammonta all’88%), presenta forti legami con il vicino mercato statunitense ed è particolarmente diversificata a livello di produzione manifatturiera».

«Le nostre vendite nel Paese sono attese crescere dopo anni di incrementi già intensi e il team di SACE a Città del Messico lavora in questa direzione».

«In particolare, la domanda di macchinari —prevista in aumento rispettivamente del 6,2% e del 6,6% quest’anno e il prossimo— potrà trovare ampi sbocchi proprio per la forte vocazione manifatturiera messicana».

«Anche i mezzi di trasporto continueranno a costituire uno dei settori principali di export (+5,1% nel 2024 e +4,7% nel 2025) grazie anche al buon posizionamento messicano nelle filiere dei veicoli elettrici».

«Sebbene ancora su livelli contenuti, il settore dell’aerospazio risulta in forte espansione e potrebbe dunque costituire una fonte di domanda per le imprese italiane della filiera».

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Le Camere di Commercio italiane all’estero si sono riunite a Brescia

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26assocamereSi è chiusa con un bilancio molto positivo la 33ª Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’estero.

Organizzata dalla Camera di Commercio di Brescia in collaborazione con la propria azienda speciale ProBrixia e Assocamerestero, l’associazione delle Camere di Commercio Italiane all’Estero e di Unioncamere nata allo scopo di valorizzare le attività della rete delle CCIE, la Convention si è tenuta dal 22 al 25 giugno a Brescia.
Il Comune lombardo è stato la capitale mondiale delle Camere di Commercio ospitandone circa 80 provenienti da 63 Paesi del mondo in rappresentanza delle aree più interessanti per gli interscambi commerciali: dall’Europa e Mediterraneo, dove le Camere di Commercio Italiane all’estero sono presenti in 32 Paesi e 38 uffici, fino alle aree Latam (America Latina), con 12 Paesi e 19uffici, Nafta (che unisce Usa, Canada e Messico), dove sono presenti all’interno dei tre Paesi con 9 uffici, e Asia, Sud Africa e Oceania, dove la presenza delle Camere di Commercio italiane conta 16 Paesi e 20 uffici.
Gli imprenditori della provincia hanno potuto discutere direttamente delle opportunità di business e dell’apertura verso nuovi mercati con chi vive queste realtà ogni giorno e ne conosce problematiche e potenzialità.
“A supporto dell’attività di internazionalizzazione, svolta grazie ai servizi offerti dalle Camere di Commercio Italiane all’estero, ed a complemento degli incontri d’affari svolti in questi giorni dalle PMI bresciane con le delegazioni estere in occasione della convention di Assocamerestero – annuncia il Segretario Generale della Camera di Commercio di Brescia, Massimo Ziletti – è stato predisposto uno specifico bando per erogare contributi alle imprese bresciane che si avvarranno, nei prossimi dodici mesi, dei servizi erogati dalle Camere di Commercio italiane all’estero. Il contributo è nella misura del 50% delle spese sostenute, per un massimo di 5.000 euro, con una spesa minima ammissibile di euro 4.000. I termini di presentazione delle domande di contributo sono già aperti e lo resteranno sino al 30 giugno del 2025”.
Così il Presidente di Assocamerestero Mario Pozza a chiusura della quattro giorni bresciana: “siamo profondamente grati alla città di Brescia, che ci ha accolto in maniera estremamente calorosa, e alle imprese del territorio, che hanno recepito con grande interesse la proposta di incontrare i delegati delle Camere di Commercio italiane all’estero. Incontri che rappresentano solo il primo passo di tante future collaborazioni. Questi scambi, infatti, diventeranno realtà grazie al contributo concreto della Camera di Commercio di Brescia, che, con il suo Presidente e la Giunta, hanno voluto non solo ospitare l’evento ma hanno anche deciso di destinare alle imprese del territorio un contributo economico per la realizzazione di progetti e iniziative sui mercati esteri”.
Il regolamento del bando e le modalità di presentazione della domanda di contributo sono disponibili sul sito camerale www.bs.camcom.it alla voce “bandi e contributi”. (aise) 




New York. L’Aceto Balsamico di Modena protagonista al Summer Fancy Food

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capturaI Consorzi di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena e dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, uniti sotto “Terre del Balsamico“, presenti alla 68ma edizione del Summer Fancy Food Show 2024 in corso dal 23 al 25 giugno al Javits Convention Center di New York. Principale fiera americana dedicata agli operatori del mondo del Food&Beverage, da sempre il Summer Fancy Food Show rappresenta una vetrina prestigiosa in cui le imprese dell’agroalimentare italiano hanno l’opportunità di incontrare buyer e professionisti provenienti da tutto il mondo, presentare le proprie eccellenze, fare promozione e networking.
Al prestigioso appuntamento fieristico di New York i due Consorzi si sono presentati per la prima volta sotto la bandiera comune de “Le Terre del Balsamico”, che sintetizza la comunione di intenti delle due realtà consortili soprattutto nel campo della promozione e valorizzazione del prodotto. In questa occasione i Consorzi hanno incontrato le istituzioni presenti a partire dal Ministro Lollobrigida, a Mariangela Zappa, Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti d’America, al Presidente della Regione Emilia Romagna Bonaccini, all’Assessore Regionale all’Agricoltura Mammi, al ex Ministro ed Europarlamentare De Castro, a Dominga Cotarella nuovo presidente di Terranostra, oltre agli chef Cesare Casella e Fabrizio Facchini ambasciatori della Cicina Italiana a NY. Non sono mancati gli operatori del settore con cui parlare di nuove collaborazioni e opportunità di export, approfondendo la conoscenza dei prodotti autentici e certificati.
L’Aceto Balsamico di Modena IGP e l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP sono stati inoltre presenti presso lo stand della Regione Emilia-Romagna, protagonisti di presentazioni e degustazioni all’interno del ricco calendario predisposto dall’Assessorato all’Agricoltura per presentare al mercato statunitense i propri prodotti di eccellenza Dop e Igp.
“L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena è un prezioso ambasciatore del Made in Italy nel mondo, – dichiara Enrico Corsini, Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena – siamo orgogliosi di essere a New York per un evento così importante per far conoscere il valore economico ed anche sociale e culturale delle eccellenze del nostro territorio. La nostra presenza a questo importante appuntamento è arricchita anche dall’essere al fianco della Regione Emilia-Romagna e dalla possibilità di fare sinergie con altri Consorzi per far conoscere al consumatore americano i possibili utilizzi del prezioso Tradizionale modenese”.
“È un’occasione per confrontarsi con gli addetti ai lavori, far capire la complessità e la preziosità del mondo del Balsamico – gli fa eco Mariangela Grosoli, Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena e Vice Presidente di “Le Terre del Balsamico” –. Gli Aceti Balsamici di Modena sia IGP che DOP, hanno una matrice comune, la tradizione secolare del territorio unito alla intraprendenza degli imprenditori che hanno saputo sviluppare un comparto che complessivamente produce circa 100 milioni di litri per fatturati e export che sfiorano il miliardo”.
Per i tre giorni di evento i due Consorzi hanno preparato un fitto calendario di degustazioni. L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP è stato così presentato nelle sue due versioni invecchiato 12 anni e Extra Vecchio invecchiato almeno 25 anni, mentre centrale nelle degustazioni di Aceto Balsamico di Modena è stato il “Consortium Profile”, il sistema ufficiale di segmentazione dell’Aceto Balsamico di Modena IGP.
Sono stati programmati inoltre dei B2B Educational, momenti formativi dedicati agli importatori statunitensi in partnership con Euroservizi Impresa.
Grande successo e apprezzamento dei “pairing events” che hanno visto l’incontro dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e dell’Aceto Balsamico di Modena IGP con il Gelato By Patrizia Pasqualetti, che ha coinvolto i referenti dei due Consorzi Andrea Mancuso Morini (Aceto Balsamico di Modena) ed Eleonora Vittoria Rosi (Aceto Balsamico Tradizionale di Modena) con la stessa titolare del negozio e la brand ambassador de Le Terre del Balsamico Francesca Romana Barberini.
La partnership con Gelato by Patrizia Pasqualetti era già iniziata venerdì 21 giugno, al di fuori della fiera nello store di Downtown con l’attivazione della promozione “Le terre del Balsamico – ovvero Aceto Balsamico di Modena IGP & Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP – incontrano Gelato by Patrizia Pasqualetti” dove i visitatori hanno potuto degustare il “Lampone ice cream with Aceto Balsamico di Modena IGP invecchiato” e il “Pistacchio ice cream with Balsamico Tradizionale di Modena DOP”, nonché ricevere informazioni sui prodotti.
I “RER Food & Wine Tasting”, presso lo stand della Regione Emilia Romagna, invece, sono stati l’occasione per abbinamenti territoriali, come quelli con il Parmigiano Reggiano DOP e il Grana Padano DOP e i “RER Pasta Demo&Tasting”, oltre alle presentazioni verticali sui singoli prodotti, guidate da Francine Segan, tra i maggiori esperti in America di cucina italiana, autrice e personaggio televisivo.
L’attività di promozione newyorkese dei due Consorzi era già iniziata giovedì 20 giugno con la cena media presso il ristorante Lilia della Chef Ambassador Missy Robbins, magistrale interprete della cucina italiana negli Stati Uniti, con l’evento di presentazione dei due prodotti nel suo ristorante di Williamsburg. L‘amore di Robbins per la cultura italiana è iniziato quando ha intrapreso un’escursione nel Nord Italia, dove ha lavorato in diverse cucine, dalle trattorie rustiche a conduzione familiare ai ristoranti con stella Michelin, e ha sviluppato un’intimità con i prodotti e la cucina del paese. Robbins sviluppò rapidamente un’ammirazione duratura per la semplicità, l’ispirazione regionale e l’innata attenzione agli ingredienti di qualità, tra cui l’aceto balsamico di Modena.
“Sono onorata di essere Chef Ambassador dell’Aceto Balsamico di Modena IGP e dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP per il 2024. Ho dedicato gli ultimi 20 e più anni della mia carriera allo studio dell’arte della cucina italiana- racconta chef Robbins- ma soprattutto ai prodotti protetti prodotti che rendono la cucina così speciale e unica. Ricordo ancora la mia prima visita in un’acetaia, dove vengono realizzati questi prodotti. Non puoi capire l’ingrediente finché non lo vedi in piena produzione e non impari la storia dietro di esso”. (aise)