Costa Rica: una guida per avviare una carriera professionale

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8guidacostaL’Ambasciata d’Italia in Costa Rica ha pubblicato una guida completa e dettagliata rivolta agli italiani che desiderano avviare una carriera professionale in Costa Rica.
La comunità italiana nel paese – ricordano da San Josè – è una delle più rilevanti tra le collettività europee presenti, con un numero stimato di circa 10.000 residenti.
La guida – spiega l’Ambasciata – è stata creata con l’obiettivo di fornire agli italiani interessati tutte le informazioni necessarie sulle procedure e le fasi che devono affrontare per trasferirsi in Costa Rica ed esercitare un’attività professionale. Sono trattate in modo approfondito le questioni relative alle procedure migratorie, ai requisiti per il visto d’ingresso e all’autorizzazione di lavoro, all’equiparazione dei titoli di studio italiani e alle normative fiscali pertinenti.
Secondo i dati AIRE, molti italiani lavorano come liberi professionisti, mentre settori come l’artigianato, l’ospitalità e la ristorazione offrono importanti opportunità di impiego.
Nonostante i numerosi problemi socio-economici, il Costa Rica offre un contesto stimolante per chi desidera intraprendere una nuova avventura professionale. Il paese è rinomato per la sua bellezza naturale, la stabilità politica e la qualità della vita. Inoltre, il Governo costaricano ha adottato politiche favorevoli agli investimenti stranieri e alla creazione di imprese, offrendo opportunità interessanti per gli italiani che desiderano avviare una nuova attività o sviluppare la propria carriera in settori diversi.
La guida è stata redatta da un team di esperti che ha approfondito la conoscenza delle normative e delle procedure specifiche per gli italiani che intendono trasferirsi in Costa Rica. L’obiettivo principale è quello di semplificare il percorso di avvio di una carriera professionale nel paese, fornendo informazioni chiare e aggiornate.
La guida, disponibile in formato digitale sul sito web dell’Ambasciata, può essere scaricata gratuitamente qui. (aise) 




Sydney, lancio dell’iniziativa di attrazione investimenti per Australia e Nuova Zelanda

sydney lancio delliniziativa di attrazione investimenti per australia e nuova zelanda

sydney lancio delliniziativa di attrazione investimenti per australia e nuova zelandaL’Ambasciatore d’Italia in Australia, Paolo Crudele, e la Direttrice dell’Agenzia ICE a Sydney, Simona Bernardini, hanno presentato ad un qualificato gruppo di ospiti una nuova iniziativa di supporto agli Investimenti Diretti Esteri con l’obiettivo di accrescere l’interesse degli operatori economici australiani e neozelandesi e facilitare i loro investimenti nel nostro Paese. L’evento di lancio si è tenuto presso l’ufficio di Sydney di Deloitte, partner dell’azione di outreach che avrà tra i principali focus: economia circolare, rinnovabili, macchinari ad alto contenuto tecnologico, aerospazio.

“Facendo leva su un’economia resiliente e diversificata, una forza lavoro qualificata e un aumento dei nuovi progetti sostenuti anche grazie ai fondi europei, l’attrattività dell’Italia come destinazione di capitali stranieri è aumentata significativamente negli ultimi anni. L’iniziativa che lanciamo oggi a Sydney si colloca all’interno di quelle promosse dal Governo Italiano per incrementare gli investimenti, rappresenta uno strumento efficace per aiutare ad individuare opportunità, coinvolgere potenziali investitori e delineare come gestire le procedure. Costituisce un passo significativo nel potenziare i flussi di investimenti bilaterali.” ha commentato l’Ambasciatore Crudele a conclusione dell’evento.

La Direttrice Simona Bernardini ha sottolineato come “l’ufficio ICE a Sydney, competente per Australia e Nuova Zelanda, è pronto a facilitare un percorso di investimento in Italia senza intoppi. Dal navigare tra i regimi di incentivi nazionali alla fornitura di orientamento sulle procedure di impiego locali, il nostro team è attrezzato per fornire supporto in ogni fase del ciclo di investimento”.




Dal Lago di Garda ai grattacieli di New York, Dallas e Miami: arriva Destination Lugan

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3luganaNew York, Texas e Florida: non si ferma l’attività del Consorzio Tutela Vino Lugana, che torna anche quest’anno negli Stati Uniti con un programma di eventi che toccheranno tre Stati chiave e quattro città.

Nato con l’obiettivo di mettere in contatto e creare connessioni di valore tra i produttori della denominazione lombardo-veneta e un selezionato parterre di operatori del trade statunitense e stampa, Destination Lugana ripartirà il 7 maggio da New York con una degustazione guidata e interattiva condotta da Wanda Mann, East Coast Editor di Somm Journal, dedicata alla stampa e a influencer.
Due gli appuntamenti in Texas, uno a Dallas il 9 maggio e uno a Houston il 10 maggio. Queste masterclass, dedicate agli operatori di settore, condotte da Tiffany Tobey, direttore generale di Thirty Eight and Vine, vedranno la presentazione approfondita del territorio e dei vini in degustazione, seguita da un momento di free tasting.
Il tour si concluderà in Florida, a Miami, il 13 e il 14 maggio, prima con l’evento Lugana Breeze, un aperitivo presso il noto ristorante fronte oceano Casadonna, e il giorno successivo una masterclass condotta da Jacqueline Coleman, del Biscayne Times, dedicata a operatori e stampa.
“Torniamo negli Stati Uniti per rafforzare la nostra posizione nel primo mercato mondiale del vino e lo facciamo parlando a chi con il vino lavora tutti i giorni, i buyer, i ristoratori e i sommelier”, spiega Edoardo Peduto, direttore del Consorzio. “Quest’anno abbiamo voluto ampliare la nostra attività per favorire maggiormente i nostri produttori, sviluppando in particolar modo i contatti con il trade e con la stampa specializzata, strutturando un piano di attività volto a raccontare la qualità e la freschezza dei nostri vini agli operatori di settore”. (aise) 




I Paesi dei Caraibi sono tra i più inquinanti in termini di CO2. La situazione nella RD

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plantas punta catalina 3 750x536Le energie rinnovabili stanno guadagnando importanza nella Repubblica Dominicana. Dal numero di progetti annunciati dalla Commissione nazionale per l’energia (CNE), agli investimenti diretti esteri (IDE) e all’aumento degli utenti con pannelli solari, le fonti pulite sono sempre più presenti.

Nonostante l’incremento delle installazioni con queste tecnologie, la Repubblica Dominicana continua a essere tra quelli con la più bassa integrazione di elettricità generata dal sole o dal vento, e tra quelli con la più alta partecipazione all’energia da gas naturale e, di conseguenza, all’inquinamento da CO2.

La Relazione Annuale sulla Gestione e sulle Transazioni Economiche 2023 dell’Organismo di Coordinamento (OC) del Sistema Elettrico Nazionale Integrato (SENI), precisa che l’energia netta fornita nel 2023 è stata pari a 21.700,65 GWh, che rappresenta un aumento del 7,77% rispetto ai 20.135,68 GWh rendicontati. nel 2022. L’energia lorda generata è stata di 23.912,55 GWh, con un incremento del 7,99% rispetto ai 22.143,59 GWh generati nel 2022.

Entro il 2023, la produzione lorda di energia è stata prodotta con il 38,7% di gas naturale e il carbone con una quota del 31,0%, seguito dall’olio combustibile n. 6 con il 14,7%. La generazione da fonti rinnovabili ha una partecipazione del 15,0%, mostrando un calo dell’1,1% rispetto alla sua partecipazione nel 2022. Questo, nonostante il Paese abbia 11 progetti interconnessi al Seni e 22 sarebbero prossimi all’integrazione, secondo il CNE.

Regione
A differenza dei paesi caraibici, l’America Latina è interconnessa non solo geograficamente, ma anche energeticamente, il che consente una maggiore stabilità dell’approvvigionamento. Ciò contribuisce anche ad una migliore integrazione delle fonti rinnovabili.

mayores generadoras de electricidad de america latina y el caribe

L’energia idroelettrica è la principale fonte di energia rinnovabile in destinazioni come il Paraguay, dove è abbondante. Produce infatti un surplus di elettricità che esporta in Argentina e Brasile. In totale, il 64% dell’energia idroelettrica è condivisa e contribuisce per il 6% al prodotto interno lordo (PIL).

La risorsa principale di questa energia idroelettrica, la diga di Itaipú, si trova tra il Paraguay e il Brasile ed è di proprietà congiunta di entrambi. La diga è responsabile del 79% della capacità elettrica totale del Paraguay.

La Costa Rica è un altro esempio. Dal 2014 funziona con almeno il 98% di energia rinnovabile. Sia in America che su scala globale, l’uso di energia verde del paese è estremamente elevato, guidato principalmente dall’energia idroelettrica. L’eolico rappresenta circa il 17,5%, il geotermico poco più del 13,5% e meno dell’1% con i pannelli solari. Nel caso del Brasile, l’86% proviene da fonti nucleari o rinnovabili.

Le statistiche sono contrastanti. La dipendenza della Repubblica Dominicana dal carbone e dal petrolio non solo la colloca tra i paesi meno “amici” dell’ambiente, ma anche tra i più inquinanti. Secondo i dati elaborati da Ember, un gruppo di esperti energetici, la Repubblica Dominicana è il paese che emette la più alta quantità di anidride carbonica equivalente in grammi per kilowattora di elettricità prodotta, pari a 581 gCO2eq/KWh, superato solo da Porto Rico ., Cuba o Trinidad e Tobago.

Tra i motivi che spingono la mezza isola a optare per il gas naturale come combustibile di transizione c’è la stabilità che offre per la fornitura di elettricità. Mentre le energie rinnovabili crescono, lo stoccaggio in batterie è diventato indispensabile ed è ora obbligatorio a seguito di una delibera del CNE che offre il servizio di arbitrato energetico dalle fonti primarie di Energia Rinnovabile Variabile (ERV).

Di conseguenza, le ultime concessioni del 2024, sia provvisorie che definitive, dispongono ora di questa risorsa, che promette di dare maggiore stabilità e crescita al settore energetico nonché la partecipazione alla generazione nazionale.

Concessioni rilasciate nel 2024
La Commissione Nazionale per l’Energia (CNE) ha pubblicato i più recenti concetti definitivi e provvisori per i progetti di energia solare nella Repubblica Dominicana. Tra i progetti finali, spiccano due con sistemi di accumulo a batterie: Fotovoltaica Santa Clara Energy Group, con una capacità di 84 MWp e 67,70 MWn, e Pimentel Energy, con una capacità di 151,88 MWp e 119,60 MWn.

Tra i progetti definitivi senza accumulo figurano invece il Parque Solar Tornaso, con 70 MWp e 48,29 MWn, e il Parque Solar Girasol I, con 60 MWp e 48,29 MWn. Per quanto riguarda le progettazioni provvisorie sono state concesse concessioni sia con deposito che senza.

Quelli con accumulo sono Watsol Energy, con 78,54 MWp e 64 MWn, Guayubín Solar I, con 71.547 MWp e 44,68 MWn, e Parque Caribe Solar, con 123.127 MWp e 99,90 MWn. Mentre tra quelli provvisori senza stoccaggio figurano il Parque Solar Dominicana Azul II, con 124.176 MWp e 96,80 MWn, e il Parque Solar Eco Norte, con 7,5 MWp e 6,27 MWn.

da eldinero.com.do




Tajani e le imprese italiane in Russia

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1714412133792 Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, ha presieduto stamani una riunione del Tavolo di lavoro per le imprese italiane in Russia.

Oltre ai vertici della Farnesina, vi hanno preso parte il Presidente di ICE Agenzia, Matteo Zoppas, funzionari del Ministero dell’Economia e Finanze e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di Confindustria, ABI, Confapi e Filiera Italia e aziende con rilevanti investimenti nella Federazione Russa. Hanno inoltre partecipato l’Ambasciata d’Italia a Mosca e i vertici delle associazioni imprenditoriali italiane in Russia.

“Ho voluto organizzare questo incontro – convocato a seguito delle recenti misure disposte dal Governo russo nei confronti di alcune aziende straniere, tra cui Ariston Thermo Group – perché il Governo, da sempre a fianco delle aziende all’estero, è fermamente convinto che il dialogo con il mondo delle imprese e con le associazioni di categoria sia cruciale in questa fase per affrontare il complesso quadro russo”, ha commentato il Vicepremier. “Il Presidente Meloni si è interessata direttamente e tutti i Ministeri competenti sono al lavoro. Come Farnesina, ci siamo attivati da subito a Roma, Bruxelles e Mosca”.

Il Ministro Tajani ha fatto riferimento alle misure attualmente allo studio, innanzitutto a livello europeo, per poter ottenere risarcimenti per quelle imprese coinvolte in provvedimenti analoghi a quelli che hanno colpito Ariston e altre aziende europee. Circa i fondi russi congelati, ha ribadito come l’atteggiamento del Governo italiano sia sempre stato improntato al massimo equilibrio, tenendo conto degli interessi dell’imprenditoria italiana.

Il Vicepremier, che ha invitato le aziende presenti a considerare la riunione di oggi come il lancio di un tavolo permanente di confronto e ha anticipato l’intenzione di convocare un ulteriore incontro con le imprese dedicato alla situazione nel Mar Rosso.




Intesa Sanpaolo: missione a New York per promuovere l’economia marittima italiana

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Ne dà notizia Intesa Sanpaolo in una nota in cui sottolinea che “l’obiettivo di attrarre investimenti esteri nel sistema infrastrutturale di filiera italiano per rafforzare la competitività del Paese conferma la Banca quale aggregatore tra mondo imprenditoriale e istituzioni pubbliche. Un percorso che ha spinto il Gruppo a organizzare in questi anni un roadshow internazionale che vede a New York la prima missione italiana di ZES e ZLS verso gli Stati Uniti dopo le tappe in Germania, Emirati Arabi Uniti e Cina, con il consolidamento delle relazioni commerciali e del posizionamento internazionale delle imprese italiane caratterizzate da una forte propensione a esportare le proprie eccellenze in nuovi mercati”.
L’iniziativa, ideata e realizzata dalla Divisione Banca dei Territori e dalla filiale di New York della Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Propeller Club italiano e SRM – Centro Studi collegato al Gruppo, ha visto la partecipazione del Console Generale italiano a New York, Fabrizio Di Michele, di delegati associativi e istituzionali del sistema portuale e marittimo italiano, e di numerose imprese del nostro Paese.
Gli Stati Uniti sono il primo partner italiano per interscambio marittimo, con un valore pari a circa 54,8 miliardi di euro di cui 42 per le esportazioni.
Con questa serie di incontri a New York, continua la nota, Intesa Sanpaolo – che nell’ambito del più ampio programma da 410 miliardi di euro previsto a sostegno del PNRR e delineato nelle linee strategiche dal CEO Carlo Messina – “rafforza il suo ruolo di principale banca di riferimento del settore e punta a favorire un’ulteriore espansione della presenza americana in Italia, soprattutto nella filiera dell’economia del mare. In tale direzione volge anche il recente innalzamento a 10 miliardi di euro del plafond dedicato ai nuovi insediamenti produttivi, all’ampliamento e ammodernamento di quelli esistenti e agli investimenti nel settore energetico nella ZES e nelle ZLS. Grazie alle sinergie tra le Banche e le Divisioni del Gruppo, insieme a Desk specializzati su settori strategici come l’energia e lo shipping, sono già stati finanziati investimenti diretti e indiretti per oltre 6 miliardi di euro, sostenendo l’attrattività delle aree portuali in posizione strategica per le rotte e gli interscambi internazionali. Un risultato che si fonda su linee di finanziamento garantite e a tassi agevolati, insieme ad un sistema di vantaggi fiscali e di semplificazione operativa e amministrativa destinata agli investimenti per ZES e ZLS”.
Il supporto della Banca al sistema della portualità italiana si traduce in particolare in: Advisory specializzata per accompagnare le imprese nell’accesso a bandi nazionali e internazionali; Prodotti e servizi a sostegno degli accordi strategici di filiera con le principali filiere logistiche del territorio anche attraverso il ‘Programma Sviluppo Filiere’; Attività di promozione sul territorio, attraverso l’organizzazione – con principali imprese logistiche e autorità portuali – di eventi fisici e virtuali per ingaggiare imprese/investitori e sensibilizzare la clientela alle opportunità disponibili, anche grazie alla collaborazione con SRM – Centro Studi collegato a Intesa Sanpaolo specializzato in trasporti marittimi e logistica; Accordi di collaborazione con i rappresentati istituzionali della ZES del Mezzogiorno, delle ZLS del Centro Nord e delle principali autorità portuali con la finalità di favorire lo sviluppo dei territori
“L’attenzione del mercato statunitense al sistema logistico-portuale italiano, oggi più che mai strategico per le rotte marittime e degli interscambi commerciali del Mediterraneo, consolida la storica relazione con il nostro Paese e mette in risalto le grandi potenzialità di sviluppo delle filiere produttive e logistiche della ZES meridionale e delle ZLS del Centro Nord”, dice Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo. “Intesa Sanpaolo sostiene fattivamente lo sviluppo dell’economia marittima e del sistema portuale italiano, ha già erogato 6 miliardi di euro di finanziamenti diretti e indiretti a sostegno di tali investimenti, puntando sulle sinergie di Gruppo e sull’interesse di aziende e investitori stranieri sensibili ai vantaggi fiscali e amministrativi previsti”. (aise)




Messico, il Consorzio del Parmigiano al seminario sulle DOP

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igvert«Salvaguardare l’identità e l’unicità delle Indicazioni Geografiche garantisce al consumatore prodotti autentici, certificati e di qualità, permettendo di custodire un patrimonio intergenerazionale decisivo per l’economia di tanti territori. La recente riforma del Regolamento Europeo, in questo senso, è un passo fondamentale: per sistema economico e produttivo del comparto agroalimentare e vitivinicolo italiano a indicazione DOP, IGP e STG —che oggi vale oltre 9 miliardi di euro— il consolidamento della rete delle Indicazioni Geografiche può valere ulteriori 3 miliardi nei prossimi 10 anni e generare un importante effetto sull’indotto, turismo incluso. Il prossimo Parlamento Europeo e la prossima Commissione Europea avranno un ruolo centrale in questo processo di valorizzazione e tutela internazionale: serve un action plan per supportare l’attuazione della riforma UE e l’Italia deve essere protagonista in questo scenario».

Lo ha affermato Guglielmo Garagnani, intervenuto in qualità di vicepresidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano al seminario internazionale Indicaciones Geográficas: Tendencias y Desafíos Globales, tenutosi il 25 e 26 aprile a Guadalajara, in Messico, e organizzato da OriGin, rete internazionale delle Indicazioni Geografiche nel quadro del 30º anniversario del Consejo Regulador del Tequila (CRT) e del 50º anniversario della denominazione di origine Tequila.

«Quello delle Indicazioni Geografiche è un percorso di eccellenza: questi prodotti sono storia, sono cultura, sono un testamento vivente delle tradizioni e delle conoscenze dei nostri territori. L’impegno costante per la loro tutela è essenziale e il nuovo Regolamento Europeo 1143 recentemente approvato introduce elementi importanti», ha spiegato Garagnani, che è anche candidato per Fratelli d’Italia alle prossime elezioni europee come espressione del mondo agricolo nella circoscrizione nord-est.

«La riforma europea» —ha aggiunto— «introduce elementi di maggiore tutela e valorizzazione commerciale per le filiere delle Indicazioni Geografiche già consolidate, ma offre anche nuove opportunità di crescita per quelle recenti o ancora di piccole dimensioni. Per l’Italia questa è una grande occasione per sviluppare la dimensione economica dell’economia basata sulle denominazioni di origine sia in modo diretto, incrementando nei prossimi 10 anni fino al 30% un giro di affari che oggi vale 9 miliardi di euro, sia in modo indiretto grazie all’effetto traino che le Indicazioni geografiche possono avere nell’indotto. Pensiamo, ad esempio, al turismo enogastronomico ed esperienziale e alla crescita che ha avuto in questi anni, portando risorse preziosissime in tanti territori del Paese, o a filiere come quelle del mais, dell’orzo e del sorgo italiano che sono essenziali come alimenti per le Indicazioni Geografiche zootecniche e che, in futuro, potrebbero essere tutelate a loro volta».

«L’Unione Europea è stata centrale negli ultimi 30 anni per dare concretezza alla politica delle Indicazioni Geografiche e per supportare le singole filiere» —ha continuato Garagnani— «ma questo ruolo non si è esaurito con la riforma appena approvata: al contrario, Commissione e Parlamento europei giocheranno un ruolo centrale nel prossimo futuro. È imperativo ottenere il riconoscimento internazionale dei nomi registrati, un tema che anche a Guadalajara ha mostrato tutta la sua urgenza, vista la posizione contraria di importanti lobby internazionali, in primis statunitensi, che hanno tutto da guadagnare da una rete di Indicazioni Geografiche a maglie larghe. Ma anche guardando alla sola Europa, serve un concreto piano di azione per mettere a terra la riforma e farne comprendere il valore e le potenzialità a cittadini e imprese. Questa sarà una delle prime sfide della nuova Europa e l’Italia per storia e per ‘peso specifico’ delle proprie Indigazioni Geografiche, non potrà accettare un ruolo che non sia da protagonista».

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Un progetto di caficultura finanziato da AICS in Repubblica Dominicana

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29aicsrdIl 25 aprile scorso si è tenuta la cerimonia di chiusura del progetto “Implementazione tecnologica per il processo di produzione del caffè nella frontiera Dominico-Haitiana”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), attraverso la Banca Interamericana di Sviluppo (BID/LAB), e realizzato dalla Junta Agroempresarial Dominicana (JAD).

Il progetto aveva l’obiettivo di aumentare la resa dei produttori di caffè e la loro capacità di adattamento agli effetti del cambiamento climatico. Inoltre mirava a identificare nuovi mercati internazionali per migliorare la tecnologia di sette organizzazioni di produttori di caffè nella zona di frontiera con Haiti.
L’iniziativa, dell’importo complessivo di 1 milione di dollari, di cui la metà cofinanziato dalla Cooperazione Italiana, ha permesso di rafforzare i programmi di formazione pratica per un totale di 2487 produttori e di realizzare nuove infrastrutture, tra cui essiccatori, vivai per la coltivazione di piante resistenti al fungo della ruggine del caffè e macchinari per la selezione dei grani per dimensione e qualità. Infine, grazie al progetto, i produttori hanno potuto visitare un importante centro di ricerca in Costa Rica e aziende di torrefazione in Italia, tra cui Lavazza y Pausa Caffè.
“Questa iniziativa ribadisce l’impegno della Cooperazione Italiana a favore del settore del caffè in America Centrale e Caraibi. Promuoviamo lo sviluppo socioeconomico delle comunità più vulnerabili, rafforzando la loro capacità di resilienza attraverso formazione e tecnologia” ha commentato Paolo Gallizioli, direttore della Sede AICS di San Salvador, presente all’evento.
La missione in Repubblica Dominicana è stata anche un’occasione per conoscere le opportunità di cooperazione e presentare l’azione dell’AICS nel Paese, contemplando una fitta agenda d’incontri con l’ambasciatore d’Italia a Santo Domingo, Stefano Queirolo Palmas, autorità dominicane del Ministero delle Relazioni Estere, dell’Economia, dell’Educazione, dell’Ambiente e della Direzione Nazionale delle Tecnologie per l’Irrigazione.
Inoltre il direttore si è riunito con LAC4, il centro di formazione regionale su cybersecurity, la Delegazione dell’Unione Europea a Santo Domingo e rappresentanti dell’ONG italiana AVSI. (aise)




Messico. ENI cerca petrolio a Yopaat-1

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pozzoenicartinavertLa Comisión Nacional de Hidrocarburos (CNH) ha autorizzato Eni México a perforare il pozzo esplorativo Yopaat-1 al largo delle coste dello Stato di Tabasco. Il costo totale dell’operazione sarà di 109,3 milioni di dollari.

Nel corso della 23esima sessione ordinaria della CNH, tenutasi il 23 aprile, l’Ing. Iván Jesús Pérez López, dell’Unità Tecnica Esplorazione e Supervisione, ha spiegato che tale attività è contemplata nel contratto CNH-R02-L01-A9.CS /2017 nella modalità di produzione condivisa.

L’area contrattuale, con una superficie di 562,37 km², è ubicata in acque poco profonde del Golfo del Messico, nella provincia petrolifera Cuencas del Sureste.

Yopaat è uno dei tre pozzi che Eni Messico sta prendendo in considerazione per sviluppare un cluster di produzione di petrolio e gas naturale nell’area con progetti che potrebbero non essere fattibili da soli, ma commercialmente attraenti se sviluppati insieme.

Per questo motivo, l’azienda italiana sta studiando Yopaat e altri due pozzi —Saasken e Saasil— nell’adiacente Area 10, dove la compagnia ha trovato petrolio. La perforazione a Saasil è stata autorizzata alla fine di gennaio, mentre Saaskem è in fase di valutazione.

Secondo la CNH, Eni concluderà le attività di Yopaat 1 entro 107 giorni. La società energetica guidata dal presidente Giuseppe Zafarana e dall’amministratore delegato Claudio Descalzi prevede una perforazione iniziale di 3.025 metri di profondità e un accesso laterale —in uno scenario incrementale— di 2.565 metri. Quest’ultimo potrebbe essere perforato tra luglio e agosto.

Per l’operazione verrà utilizzata una piattaforma Valaris DP-5 da 6.000 HP. Nello stesso blocco è già stato perforato il pozzo Sáasken-1, a 13,9 chilometri da dove inizieranno i lavori sul nuovo prospetto.

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La missione in Messico della IILA

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iilafotovertDal 13 al 22 aprile la segretaria Socio-Economica dell’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana (IILA), Giselle Canahuati, si è recata in Messico per prendere parte a una serie di attività istituzionali.

Tra i vari impegni, il 15 aprile —su invito dell’Ambasciata d’Italia in Messico— ha partecipato come relatrice all’evento Transizione ecologica ed economia circolare: le migliori pratiche italiane e messicane per la valorizzazione dei rifiuti, riutilizzo dell’acqua, città intelligenti e mobilità sostenibile, organizzato presso l’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico nell’ambito della Giornata nazionale del Made in Italy.

L’iniziativa ha voluto promuovere le eccellenze italiane nei settori della transizione ecologica e dell’approvvigionamento di energia, coinvolgendo rappresentanti diplomatici e istituzionali —, italiani e messicani— del settore privato e del mondo accademico. In questo contesto, Canahuati ha presentato il progetto IILA Economia circolare e città verdi —finanziato dalla direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale— illustrando le varie iniziative realizzate dall’IILA sui temi dello sviluppo sostenibile.

Successivamente, la segretaria Socio-Economica si è spostata a Guadalajara per partecipare alla 3ª edizione della fiera Ecomondo México, dove è intervenuta nel seminario Nuovi modelli di business e produzione circolare: storie di successo, migliori pratiche e lezioni apprese, organizzato da Ecomondo México in collaborazione con la Camera di Commercio del Messico in Italia.

Nello spazio dedicato alle sfide e alle opportunità per la transizione sostenibile e circolare in Messico e in America Latina, Canahuati ha potuto presentare a un pubblico di esperti e addetti ai lavori le iniziative dell’IILA in questo settore. La fiera ha rappresentato inoltre un’occasione per osservare le soluzioni tecnologiche più innovative nei comparti del trattamento dell’acqua, dell’aria, del suolo, della valorizzazione dei rifiuti e dell’efficienza energetica.

In conclusione della missione, Canahuati si è recata presso lo Stato di Tabasco, dove ha realizzato un proficuo programma di incontri istituzionali con le autorità statali del ministero del Turismo e partner locali, tra cui ENI México. Accompagnata dal ministro del Turismo di Tabasco, José Antonio Nieves, dalla responsabile della Sostenibilità del gruppo ENI in Messico, Alessandra Testoni, e da importanti imprenditori locali del settore dei rifiuti, Canahuati ha visitato le località di San Pedro e Sánchez Magallanes al fine di valutare possibili sinergie nell’ambito delle iniziative dell’IILA.

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