Messico. Il mais unisce Merida e Puebla a Bergamo e Gandino

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maisvertNell’ambito del riconoscimento concesso dall’UNESCO a Bergamo nel 2019 come Città Creativa per la Gastronomia, è stata costituita una rete —di cui fanno parte anche le città messicane di Puebla e Mérida— per lo studio e lo scambio di conoscenze legate alle colture e alla valorizzazione gastronomica di mais.

È un’occasione per promuovere a livello internazionale il Mais Spinato di Gandino, un’antica varietà arrivata in questo borgo della Valle Seriana, situato a circa 24 km da Bergamo, nei primi decenni del XVII secolo. Si tratta di una specie antica, di grande pregio qualitativo e organolettico, appartenente alla famiglia dei mais vitrei o semivitrei.

Fu il primo mais ad arrivare in Lombardia. Il fisiologo Filippo Lussana (1820-1897) pubblicò uno studio che ne certificava la coltivazione nel 1632 nei terreni della famiglia Giovanelli, ricchi mercanti dell’epoca.

Della rete fanno parte altre città creative UNESCO legate alla gastronomia, tra cui —oltre a Mérida, Puebla e Bergamo/Gandino— le città texane di Tucson e San Antonio.

Il concetto di rete offre ai centri urbani partecipanti la flessibilità di programmare eventi targati Pueblos del Maíz in qualsiasi periodo dell’anno e di collegarli con eventi annuali stabiliti e rilevanti. Nel caso di Gandino si segnalano i “Giorni del Melgotto” e la Galà dello Spinato, che che si svolgeranno quest’anno dal 27 settembre al 4 ottobre con la partecipazione di rappresentanti delle città messicane e statunitensi appartenenti alla rete.

«Il progetto rappresenta un’importante opportunità per il Mais Spinato, che potrà finalmente ottenere il riconoscimento internazionale che merita», ha affermato il Sindaco di Gandino Filippo Servalli.

«La collaborazione con le città di Mérida, Puebla, Tucson e San Antonio» —ha aggiunto— «permetterà di far conoscere il Mais Spinato ad un pubblico più ampio, promuovere la cultura gastronomica della Valle Seriana, favorire lo scambio di conoscenze e di esperienze e sostenere la biodiversità e la produzione locale. Il nostro progetto è un esempio di come la collaborazione tra diverse città e culture possa portare a risultati importanti. La valorizzazione di un prodotto locale come il Mais Spinato può infatti contribuire allo sviluppo economico e sociale di un territorio, oltre che alla tutela della biodiversità e delle tradizioni gastronomiche».

Tra gli obiettivi di questo scambio c’è anche l’identificazione della matrice genetica del Mais Spinato di Gandino grazie alla collaborazione con la Banca del Germoplasma dello Yucatán, costituita nel 2013 nella Città di Mérida.

«Il Mais Spinato arriva di sicuro da quei luoghi» —ha osservato Servalli— «e questo elemento aggiungerà una valenza scientifica al progetto di collaborazione in campo culinario».

Foto e video: bergamonews.it – antenna2

da puntodincontro.mx




Parla italiano la nuova metropolitana di WashingtonD.C.

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20metroSono stati presentati i nuovi veicoli della metropolitana di Washington DC, capitale federale degli Stati Uniti, che saranno costruiti da Hitachi Rail e parleranno anche italiano: l’ideazione, il design e il progetto sono infatti pensati in Italia e verranno realizzati nella nuova fabbrica di Hagerstown, che aprirà nel prossimo giugno nel Maryland, non lontano da Washington DC. Qui sarà costruito il primo ordine della Serie 8000 per 256 carrozze, con opzioni fino ad un numero massimo di 800 carrozze dopo il completamento del primo ordine. Incluse le opzioni, il valore del contratto, firmato nel 2021, è di circa 2 miliardi e 200 milioni di dollari.
Le attività italiane di Hitachi Rail ampliano così la propria vocazione internazionale, unendo alle consolidate competenze manifatturiere le migliori tecnologie e le soluzioni più all’avanguardia.
“Gli Stati Uniti rappresentano uno dei nostri mercati chiave. Le nostre metropolitane sono già in servizio con successo a Honolulu e Miami. Con l’investimento nello stabilimento di Hagerstown la nostra presenza si consolida e ribadisce la nostra ambizione di crescita negli Usa”, afferma Luca D’Aquila, COO Hitachi Rail Group e CEO Hitachi Rail STS SpA. “Le nuove carrozze metropolitane della Serie 8000 miglioreranno l’esperienza di viaggio dei passeggeri. La nostra mission è permettere ai nostri clienti di offrire servizi di trasporto sempre più integrati e sostenibili.”
Hitachi Rail ha più di 1.400 dipendenti negli USA. Il suo quartier generale è a Pittsburgh. La fabbrica di Hagerstown avrà un’estensione di circa 30.000 mq che includono un’ampia area di produzione, il magazzino, gli uffici e un binario di prova di circa 750 metri, che consentirà i test dinamici dei veicoli.
Michele Budetta, Executive Director, Deputy LoB Vehicles, Hitachi Rail Group, spiega in dettaglio: “La Serie 8000 è caratterizzata dall’impiego delle più avanzate soluzioni digitali, sia in fase di progettazione che in fase di esercizio commerciale. Tali soluzioni permettono il controllo diagnostico da remoto e l’ottimizzazione della manutenzione, massimizzando l’affidabilità della metropolitana”.
I nuovi veicoli sostituiranno le precedenti serie 2000 e 3000, in funzione dai primi anni ’80 del secolo scorso. Le carrozze risponderanno ai più sofisticati requisiti di cyber-security e saranno dotate delle tecnologie più moderne, per assicurare un viaggio confortevole: schermi con un sistema aggiornato di informazioni ai passeggeri, connessione Wi-Fi, telecamere di sicurezza in alta definizione e un migliorato sistema di aerazione. Tutti i mezzi saranno dotati di sistemi di controllo remoto e manutenzione ottimizzata digitalmente.
Il modello in scala 1:1 delle nuove carrozze sarà visitabile durante la “Fleet of the Future Expo”, manifestazione che si tiene dal 20 marzo al 3 aprile al National Mall di Washington, nell’area degli edifici federali e a pochi passi dalla Casa Bianca.
Dall’apertura nel 1976, la rete della metropolitana di Washington DC, che si estende fino al Maryland e in Virginia, è cresciuta fino a comprendere 6 linee, 98 stazioni e 206 km di binari. (aise)




Incontri per l’internazionalizzazione della PMI italiane sul mercato USA

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16iaccsSi terrà domani, 21 marzo, a Treviso l’ultima tappa del Meet US Roadshow, evento organizzato dalla Camera di Commercio Italiana a Miami (Italy-America Chamber of Commerce Southeast) per presentare alle PMI le opportunità del mercato di una delle aree più dinamiche degli Stati Uniti, quella del Southeast, che comprende stati come: Florida, Georgia, South Carolina e North Carolina.
“Sono davvero lieto come Presidente di Assocamerestero e della Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti di accogliere il Presidente e il segretario Generale e gli esperti della Italy-America Chamber of Commerce Southeast, per ascoltare dalla loro autorevole esperienza come affrontare il mercato di una delle aree più attrattive e dinamiche degli USA”, le parole di Mario Pozza. “Il mio invito è rivolto alle imprese di Treviso, Belluno e del Veneto affinché gli imprenditori possano dialogare direttamente con chi vive e lavora negli USA e che ben conosce il mercato italiano per proporre le migliori indicazioni profilate anche per la dimensione aziendale”.
“Il mercato statunitense rappresenta un’enorme opportunità per le PMI italiane – evidenzia il Presidente della Italy-America Chamber of Commerce Southeast Tommaso Cardana -, ma è anche estremamente esigente e competitivo. Gli Stati Uniti richiedono grande preparazione ed investimenti non indifferenti per essere approcciati correttamente. In questo contesto, le Camere Italiane negli USA rappresentano una rete d’appoggio fondamentale per le nostre PMI, perché fatta di imprese e di professionisti che hanno già fatto questo percorso e che si mettono a disposizione per condividere consigli ed informazioni utili. Tutto questo in un’ottica di sistema, di cui il nostro evento Meet US Roadshow rappresenta un ottimo esempio”.
L’evento, gratuito e in lingua italiana, presenterà professionisti sia italiani che americani, esperti d’internazionalizzazione ed imprenditori con una conoscenza approfondita del mercato statunitense, che dialogheranno e si confronteranno sui più importanti aspetti strategici e operativi relativi all’espansione su un mercato di grande importanza per l’export italiano come quello degli USA.
Diverse le tematiche che verranno trattate: le implicazioni legali riguardanti l’apertura di una società negli USA; i contratti di distribuzione; la procedura per ottenere un visto come investitore, la fiscalità delle imprese italiane negli Stati Uniti, gli strumenti di finanziamento agevolato per le imprese e le procedure doganali per l’export di prodotti.
Chiuderà l’evento, un networking cocktail per consentire alle imprese partecipanti di prendere contatto diretto con i relatori.
Il roadshow – arrivato a Treviso dopo le tappe di Napoli, Roma e Prato – è stato organizzato in collaborazione con la Regione Campania, FederLazio, Assocamerestero, CCIAA di Roma, Confindustria Toscana Nord, CCIAA Treviso- Belluno | Dolomiti e Venicepromex. (aise) 





Il design italiano negli USA: l’Ambasciata celebra l’IDD con “Edra, un’eccellenza italiana nel mondo”

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19iddIn occasione dell’Italian Design Day 2024, l’Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti d’America, Mariangela Zappia, ha ospitato a Villa Firenze l’evento “Il design italiano a Villa Firenze. La storia di Edra, un’eccellenza italiana nel mondo”, un’occasione per celebrare il design italiano con un focus su una delle più rinomate aziende italiane del settore.
L’Ambasciatrice Mariangela Zappia ha ricordato in apertura il tema della Giornata del Design di quest’anno “Fabbricare valore – inclusività, innovazione e sostenibilità” che pone l’accento sul valore estetico degli oggetti di disegno industriale e sulla qualità delle materie impiegate tra tradizione, tecnologia e sostenibilità: “Dal secondo dopoguerra in poi, il design italiano ha promosso il Made in Italy. Quel mito del bello e ben fatto che Villa Firenze Contemporanea vuole rappresentare concretamente, dimostrando in un contesto d’eccezione, la feconda vivacità del rapporto tra antico e nuovo attraverso l’esposizione di icone del disegno industriale e di manufatti più sensibili alla vocazione artigianale, all’arte e alla moda.”
All’intervento di apertura dell’Ambasciatrice è seguita una conversazione tra Niccolò Mazzei, Direttore dello Sviluppo Internazionale di Edra, e il fotografo Massimo Listri, autore delle immagini del catalogo ufficiale di Villa Firenze Contemporanea, progetto di diplomazia culturale che raccoglie 50 tra opere d’arte e oggetti di design dei più importanti artisti e designer italiani, con un’attenzione al contributo delle artiste italiane donne Carla Accardi, Chiara Dynys, Maria Cristina Finucci, Grazia Varisco.
Nella conversazione, Mazzei ha sottolineato come per Edra il design sia una pratica artistica che predilige la cultura del progetto, mantenendo in equilibrio tecnica, innovazione ed estro. Tradizione artistica, ricerca tecnologica, alta sapienza manuale, materiali di elevatissimo pregio si uniscono nelle sue creazioni. Edra espone a Villa Firenze il divano “Essential” di Francesco Binfaré e i tavoli bassi “Cicladi” di Jacopo Foggini.
La conversazione è stata moderata dagli architetti Gabriella Vetrugno e Andrea Maggi, collegati in diretta dalla Manifattura Tabacchi a Firenze, dove erano presenti per l’occasione rappresentanti di studi di architettura, istituzioni locali e mondo della cultura.
All’evento hanno partecipato Maby Palmisano, Presidente del COMITES di Washington D.C., e Andrea Davis e Maurizio Mancianti, co-presidenti dell’Associazione Toscana-USA.
La conversazione si inserisce nel contesto delle iniziative promosse dalla rete consolare e culturale italiana in tutti gli Stati Uniti in occasione della Giornata del Design. (aise)




Washington, Giornata del Design a Villa Firenze

washington giornata del design a villa firenze

washington giornata del design a villa firenzeIn occasione dell’Italian Design Day 2024, l’Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, Mariangela Zappia, ha ospitato a Villa Firenze l’evento “Il design italiano a Villa Firenze. La storia di Edra, un’eccellenza italiana nel mondo”, un’occasione per celebrare il design italiano con un focus su una delle più rinomate aziende italiane del settore.

L’Ambasciatrice Mariangela Zappia ha ricordato in apertura il tema della Giornata del Design di quest’anno “Fabbricare valore – inclusività, innovazione e sostenibilità” che pone l’accento sul valore estetico degli oggetti di disegno industriale e sulla qualità delle materie impiegate tra tradizione, tecnologia e sostenibilità: “Dal secondo dopoguerra in poi, il design italiano ha promosso il Made in Italy. Quel mito del bello e ben fatto che Villa Firenze Contemporanea vuole rappresentare concretamente, dimostrando in un contesto d’eccezione, la feconda vivacità del rapporto tra antico e nuovo attraverso l’esposizione di icone del disegno industriale e di manufatti più sensibili alla vocazione artigianale, all’arte e alla moda.”

All’intervento di apertura dell’Ambasciatrice è seguita una conversazione tra Niccolò Mazzei, Direttore dello Sviluppo Internazionale di Edra, e il fotografo Massimo Listri, autore delle immagini del catalogo ufficiale di Villa Firenze Contemporanea, progetto di diplomazia culturale che raccoglie 50 tra opere d’arte e oggetti di design dei più importanti artisti e designer italiani, con un’attenzione al contributo delle artiste italiane donne Carla Accardi, Chiara Dynys, Maria Cristina Finucci, Grazia Varisco.

Nella conversazione, Mazzei ha sottolineato come per Edra il design sia una pratica artistica che predilige la cultura del progetto, mantenendo in equilibrio tecnica, innovazione ed estro. Tradizione artistica, ricerca tecnologica, alta sapienza manuale, materiali di elevatissimo pregio si uniscono nelle sue creazioni. Edra espone a Villa Firenze il divano “Essential” di Francesco Binfaré e i tavoli bassi “Cicladi” di Jacopo Foggini.

La conversazione è stata moderata dagli architetti Gabriella Vetrugno e Andrea Maggi, collegati in diretta dalla Manifattura Tabacchi a Firenze, dove erano presenti per l’occasione rappresentanti di studi di architettura, istituzioni locali e mondo della cultura.

All’evento hanno partecipato Maby Palmisano, Presidente del COMITES di Washington D.C., e Andrea Davis e Maurizio Mancianti, co-presidenti dell’Associazione Toscana-USA.

La conversazione si inserisce nel contesto delle iniziative promosse dalla rete consolare e culturale italiana in tutti gli Stati Uniti in occasione della Giornata del Design.




Cibus 2024: quando l’export sostiene il settore l’agroalimentare

19cibus

19cibusPer continuare a crescere l’agroalimentare made in Italy deve guardare all’estero e al futuro. Sta emergendo infatti un mix di fattori che possono rappresentare un rischio ma anche una opportunità per le nostre imprese: volatilità materie prime, costi energetici, polarizzazione dei canali distributivi. Un made in Italy sempre più presente sulle tavole di tutto il mondo e consapevole di un ruolo guida sul piano della qualità e sostenibilità si presenterà al gran completo in occasione della 22esima edizione di Cibus (Fiere di Parma, 7 -10 maggio), come illustrato oggi al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, alla presenza del Ministro Francesco Lollobrigida.
“Il made in Italy è l’insieme delle migliori qualità che possiamo offrire. Dobbiamo raccontare al resto del mondo l’eccellenza del sistema agroalimentare italiano facendo conoscere sempre di più i nostri prodotti”, le parole del Ministro.” L’export rappresenta un asset primario per l’economia della Nazione, per questo è fondamentale creare occasioni, in cui incontrarsi e discutere dei nuovi scenari e delle nuove strategie per il settore. Cibus, che ho avuto modo di presentare a inizio marzo in Giappone insieme al presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas e all’ambasciatore Gianluigi Benedetti, rappresenta senz’altro un momento per affermare il nostro modello alimentare come riferimento globale”.
Nel 2023 l’export, secondo i dati Istat, nonostante un leggero calo dei volumi ha registrato un valore pari a oltre 52 miliardi di euro, con un aumento del +6,6% rispetto al 2022.
L’orizzonte del settore è molto incerto a livello globale per l’incertezza degli scenari internazionali, ma anche delle normative intra ed extra UE. Nonostante la riduzione dei margini e del reddito disponibile, il rischio di nuovi dazi e di legislazioni iper restrittive, le aziende del settore continuano ad investire e innovare guardando con crescente attenzione alle esigenze del consumatore e del pianeta, come dimostrano le migliaia di prodotti che saranno esposti a Cibus 2024 per ridare valore a categorie messe a dura prova dalle guerre e dalla crisi climatica.
“Federalimentare è onorata di contribuire, insieme a Fiere di Parma, alla realizzazione di Cibus 2024”, ha dichiarato il Presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino. “Un’edizione che si preannuncia da record, come dimostra il numero dei partecipanti. Per la Federazione si tratta di un’importante occasione in quanto l’industria alimentare, oltre a generare prodotti e occupazione, con le sue attività contribuisce alla sicurezza alimentare e al benessere degli italiani, a dimostrazione del suo elevato valore sociale. L’industria alimentare italiana, inoltre, si presenta a Cibus 2024 come un comparto sano, in costante crescita e che gode di grande fiducia da parte dei consumatori. Tale fiducia si riflette anche all’estero, dove l’industria alimentare italiana sta conquistando sempre più mercati, contribuendo ad esportare il Made in Italy e lo stile di vita italiano nel mondo”.
I prezzi alimentari al consumo purtroppo per fattori esogeni alle imprese – secondo i dati di Federalimentare – corrono così più dell’inflazione: una tendenza che contraddice le antiche doti calmieratrici del settore e che si evidenzia anche nei primi mesi del 2024. Nel 2023, a fronte di un’inflazione media del 5,7%, i prezzi al consumo del comparto si sono attestati al +9,8% e questi aumenti non riusciranno a coprire l’impennata dei costi di produzione.
Segnali ulteriori di vulnerabilità emergono guardando anche le macro quotazioni internazionali delle materie prime agricole, che nel decennio 2014 – 2024 sono tutte cresciute a doppia cifra (Fonte Banca Mondiale).
Elementi che si sommano, secondo Federalimentare, alle tensioni delle importazioni cerealicole che – anche a causa del conflitto Ucraino – sono ad alto rischio con evidenti conseguenze sulla volatilità dei prezzi dei prodotti che sono alla base della dieta mediterranea.
Un caso emblematico per esempio è rappresentato dall’olio extravergine di oliva, dove il raddoppio dei costi della materia prima, e quindi l’aumento esponenziale dei prezzi del prodotto finito, ha costretto un consumatore italiano su 3 ha ridurne il consumo, come ha rilevato una recente ricerca presentata in occasione del Cibus Lab a Bitonto lo scorso 8 marzo.
Esempi che evidenziano nel complesso come l’Industria alimentare nazionale, nonostante sia strutturalmente “ostaggio” dei trader internazionali per circa un terzo delle materie prime, continua a competere e a crescere grazie ad una straordinaria flessibilità e creatività che ha consentito ai consumatori italiani di non impoverire troppo il proprio carrello della spesa e ai distributori internazionali adattare rapidamente i propri assortimenti per non perdere troppi volumi.
“Il futuro del Made in Italy Alimentare – ha affermato Antonio Cellie, Amministratore Delegato di Fiere di Parma – dipenderà dalla sua capacità di continuare ad innovare e investire restando fedele a tradizioni e territori. Dall’osservatorio privilegiato di Cibus siamo molto fiduciosi rispetto alla consistenza delle nostre imprese e dei nostri prodotti. Negli ultimi anni abbiamo ulteriormente incrementato il value for money della nostra offerta che diventa sempre più interessante per le principali geografie del nostro export a tutto vantaggio della bilancia commerciale e delle varie filiere”.
In questa chiave Cibus ha promosso e realizzato un Osservatorio sul settore food, che Fiere di Parma svilupperà in collaborazione con il CERSI, Centro di Ricerca per lo Sviluppo Imprenditoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Un Monitor per offrire a imprenditori, manager e policy-makers un quadro costantemente aggiornato sull’andamento internazionale del settore food, fornendo indicazioni utili ai fini della ricerca di opportunità di sviluppo commerciale nei mercati esteri attraverso una metodologia comparata e costantemente aggiornata.
Già in occasione del salone verrà presentato in anteprima un primo nucleo di dati della ricerca volta ad analizzare i trend della competitività delle principali regioni del mondo (Europa, America, Asia). Uno studio che vedrà la sua piena realizzazione in autunno, con l’analisi dei dati sulle esportazioni di 11 Paesi chiave: Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Polonia Belgio, Paesi Bassi, USA, Cina, Brasile e Thailandia. L’obiettivo è fare un assessment sulla competitività internazionale di ciascun paese, attraverso l’analisi dell’evoluzione della posizione competitiva negli ultimi cinque anni e dei principali mercati di destinazione dei prodotti alimentari.
CIBUS 2024. IL FORMAT
La manifestazione di riferimento per il settore agroalimentare Made in Italy, frutto della consolidata collaborazione tra Fiere di Parma e Federalimentare, presenta una 22esima edizione che quest’anno supererà ogni altra per numero di espositori (oltre 3.000 brand e una lista di attesa di 600 aziende) e per la presenza di buyer della grande distribuzione italiana e internazionale – ad oggi quasi 2.000 già registrati – provenienti da mercati come Stati Uniti, Germania, Spagna, Francia, Regno Unito e Medio Oriente. Il 2024 sarà inoltre l’anno dei Paesi dell’area Asean, con il ritorno della Cina, la grande assente durante la pandemia, e un’importante delegazione dal Giappone.
Cibus – 120mila mq di superficie espositiva distribuita su 8 padiglioni – offrirà uno spaccato completo del settore alimentare italiano, presentando in fiera tutto il meglio dei principali settori dell’Agroalimentare Made in Italy: formaggi e derivati del latte, carni e salumi, gastronomia e prodotti surgelati, oltre alla sezione grocery, con pasta, dolci, conserve e condimenti, pilastro del nostro export agroalimentare.
A Parma, grazie alla collaborazione con Agenzia ICE, saranno infatti presenti buyer, category manager e responsabili acquisti delle più importanti catene di supermercati, tra cui hanno già aderito Loblow e Metro Canada, Albertsons, Central Market, H-E-B, Hy-Vee, Walmart, Whole Foods Market USA (dal Nord America); Grupo Pao de Açucar, Alkosto, Tottus e Cencosud (dal Sud America); Billa, Rewe, Spar, Colruyt, Metro, Iki, Maxima, Hanos, Jumbo Supermarkten, Auchan Retail, Sonae, Eroski, Manor, Migros, Marks & Spencer, Ocado, Waitrose (dall’Europa); Aeon, Itochu, Kato Sangyo, Ok Corporation, City Super Shanghai, Hyundai Green Food, Lotte Mart, Nongshim (dall’Asia); Lulu Group, Shufersal (dal Medio Oriente), Pick n Pay, Woolworths, Coles da Sud Africa e Australia.
Saranno presenti anche le realtà di riferimento a livello internazionale per l’horeca, così come gli importatori e i distributori chiave per il Made in Italy nel mondo, tra questi per esempio Kehe Distributors, US Food, Baldor, Atalanta, Sysco, Bidfood, Angliss, Classic Fine Food, Sodexo, Winterbotham Darby, AMS Sourcing, Dagab, Haugen Gruppen, Coop Trading, Sligro, Transmed, Choitrams, Truebell, Ali bin Ali, Bright View, COFCO, Emporium Corporation, Giraud Restaurant System, Monte Bussan Global Pacific Victory, Gourmet Partner, Food Gallery Limited, Jagota.
Una nutrita presenza internazionale, risultato del roadshow che Cibus ha sviluppato nell’ultimo anno nei principali mercati insieme ad Agenzia ICE. Un tour globale che ha già toccato Colonia, Shanghai, Las Vegas e che vedrà tra le prossime tappe Dubai e Tokyo, per concludersi tra giugno e ottobre a New York (USA) e Parigi.
Tantissimi i Top Buyer che potranno vivere l’esperienza immersiva dei Cibus Destination, un programma di retail e technical tour altamente coinvolgenti, organizzati nel territorio e all’interno delle aziende della Food Valley. Previsti anche tour on site, tra gli stand di Cibus, con visite e degustazioni dedicate alle richieste ed esigenze specifiche dei top buyer italiani ed esteri.
Prodotti regionali, fuori casa, innovazione, prodotti di nicchia e per il segmento fine dining: sono solo alcuni percorsi di scoperta che guideranno i visitatori professionali tra gli stand della fiera.
Lo spazio, collocato strategicamente all’ingresso del padiglione 7 (ingresso Ovest), ospiterà alcune aree di successo di Cibus, come l’Innovation Corner – la vetrina espositiva delle novità di prodotto presentate in fiera dagli espositori – e la Startup Area nata in collaborazione con Le Village di Crédit Agricole.
Per la prima volta a Cibus “T-OWN”: un progetto che, in modo originale, presenterà le idee e le iniziative messe in campo dalle aziende agroalimentari per informare i consumatori finali delle caratteristiche sociali, energetiche e nutrizionali dei singoli prodotti.
Una call for ideas progettata dallo spin off T_OOL.
Tra le anticipazioni, anche un ricco programma di convegni e iniziative dedicato all’Authentic Italian Food&Beverage. Il focus interesserà tre grandi filoni tematici: i nuovi equilibri tra distribuzione e industria di marca, esplorando le ricadute sulla filiera dopo i recenti patti anti-inflazione; la protezione e valorizzazione del patrimonio gastronomico tradizionale attraverso il confronto delle diverse esperienze e best practice dei consorzi nazionali ed esteri; i percorsi tematici negli spazi di Cibus dedicati agli operatori dell’Ho.Re.Ca. (aise)




Washington. “L’intelligenza artificiale e il capitale umano”, un simposio in Ambasciata

stati uniti g7 e intelligenza artificiale allambasciata ditalia a washington immagine3

stati uniti g7 e intelligenza artificiale allambasciata ditalia a washington immagine3L’intelligenza artificiale al servizio dell’uomo e controllata dall’uomo. Questo il filo conduttore del G7 a presidenza italiana sul tema dell’ Intelligenza Artificiale, che l’Ambasciatrice d’Italia negli USA Mariangela Zappia ha valorizzato la sera del 12 marzo  nell’aprire i lavori del simposio “AI and the Human Capital”, incentrato su sfide e opportunità dell’IA sul mercato del lavoro, presso l’Ambasciata italiana a Washington, alla vigilia della riunione ministeriale G7 Industria, Tecnologia e Digitale a Verona e Trento.

“Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha posto il tema dell’IA al centro del G7, inserendolo anche nell’agenda del Summit di giugno in Puglia”, ha evidenziato l’Ambasciatrice Zappia ricordando come l’intelligenza artificiale, e in particolare il suo impatto sul mercato del lavoro, sia stata anche al centro dell’incontro con il Presidente americano Joe Biden alla Casa Bianca il 1º marzo. Richiamando l’intervento del Presidente del Consiglio all’evento “L’Intelligenza artificiale per l’Italia”, svoltosi qualche ora prima a Roma, l’Ambasciatrice ha evidenziato: “L’IA è la più grande rivoluzione di questo tempo ed è anche la principale sfida che abbiamo davanti”, aggiungendo poi “è una tecnologia che può sprigionare tutto il suo potenziale positivo solo se il suo sviluppo si muoverà in un perimetro di regole etiche che mettano al centro la persona, i suoi diritti, i suoi bisogni”. Ospite d’onore dell’evento Padre Paolo Benanti, nominato dal Presidente del Consiglio Meloni Presidente della Commissione IA per l’Informazione e membro del Consiglio Consultivo delle Nazioni Unite sull’Intelligenza Artificiale.

Padre Benanti, collegato in diretta video da Ginevra, ha brevemente ripercorso le principali evoluzioni tecnologiche dal dopoguerra e il loro impatto sulle nostre società, soffermandosi su etica della tecnologia e algoretica. Ha spiegato che, “una volta disponibile al pubblico e resa parte della realtà sociale, la tecnologia diventa una semplice forma di potere che può impattare l’ordine sociale.” Ha poi precisato: “Non si tratta solo di guardare all’approccio normativo, ma anche di mettere in discussione la tecnologia stessa”.

Alla successiva conversazione, moderata dalla giornalista del Washington Post Cat Zakrzewski, hanno partecipato: Seeyew Mo, Assistant National Cyber Director for Cyber Workforce, Training, and Education alla Casa Bianca; Chan Park, Head of U.S. Policy and Partnerships di OpenAI; Olivia Igbokwe-Curry, Head of US Congressional and Political Affairs di Amazon Web Services (AWS). Tra i relatori anche Amanda Ballantyne, Direttrice del Technology Institute di AFL-CIO, la federazione di sindacati USA che ha di recente firmato un accordo sull’IA con Microsoft, e l’italiano Giovanni Melina, Deputy Division Chief presso il Research Department del Fondo Monetario Internazionale, e uno degli autori del recente rapporto del FMI dal titolo “Gen-AI: Artificial Intelligence and the Future of Work”.

La discussione è partita dalla tempistica per una legislazione americana sull’IA, a fronte del recente Regolamento UE sulla materia – OpenAI ha per inciso smentito voci su un disimpegno della società in Europa. La Casa Bianca ha ribadito il proprio impegno a dotarsi di professionalità di eccellenza nel settore, nonostante la maggior attrattività del settore privato. Il dibattito sull’impatto dell’IA sul mercato del lavoro è partito dallo studio del FMI, che fa stato di una grande eterogeneità di accesso e preparazione all’IA tra economie avanzate e Paesi in via di sviluppo e tra i lavori più routinari, a maggior rischio di sostituzione, e quelli a maggior valore aggiunto, che dall’IA trarrebbero vantaggi in termini di aumento di produttività. La crescita nelle diseguaglianze è emersa quale principale minaccia dell’IA. La rappresentante sindacale ha evidenziato la necessità di un approccio centrato sulle persone, con investimenti in formazione e, in un contesto di deindustrializzazione, strategie mirate a facilitare la mobilità dei lavoratori tra settori e verso nuove professioni. OpenAI ha posto l’accento sui rischi di un mancato accesso alle tecnologie IA e AWS si è soffermata sulla formazione tecnica e sulla necessità di standard internazionali. Tra i temi affrontati anche l’impatto dell’IA sulle imminenti elezioni nel mondo – OpenAI si è soffermata in particolare sulle salvaguardie poste in essere in vista di quelle negli USA.

L’evento è stato trasmesso in diretta sul canale YouTube dell’Ambasciata d’Italia. La registrazione completa è disponibile qui. (Inform)




Messico. Prende il via l’ottava edizione dell’Italian Design Day

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conferenzaiddvertSi è tenuta, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico, la conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2024 dell’Italian Design Day (IDD).

Erano presenti l’Ambasciatore d’Italia in Messico, Alessandro Modiano, l’addetta culturale Ilaria Giacomi, il presidente della Camera di commercio italiana in Messico, Lorenzo Vianello, il designer italiano Francesco Faccin e Areli Padilla, dell’Agenzia ITA/ICE.

«L’Italian Design Day» —ha affermato l’Ambasciatore Modiano— «è un evento ideato e organizzato dal nostro ministero degli Affari esteri e della Cooperazionme internazionale (MAECI) in collaborazione con il ministero della Cultura (MiC) e giunge quest’anno all’ottava edizione».

«Il Bel Paese, come molti sanno» —ha continuato Modiano— «ha un’importante capacità di creare e promuovere il design, a livello nazionale e internazionale, e l’idea di questo evento si basa su un’alleanza tra il settore pubblico e quello privato per realizzare ogni anno un’iniziativa che ruota attorno ad un tema specifico».

«Oltre al MAECI e al MiC, partecipano l’Associazione Italiana per il Disegno Industriale e la sua Fondazione Compasso d’Oro, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, il Salone Internazionale del Mobile di Milano, la Triennale di Milano e la Federazione italiana delle industrie del legno, del sughero, del mobile e dell’arredamento».

«L’obiettivo principale è valorizzare il design italiano attraverso personaggi pubblici che agiscono come ambasciatori di questa manifestazione negli altri Paesi. Il titolo dell’evento di quest’anno è Fabbricare valore, inclusione, innovazione e sostenibilità. In queste parole si riflette, innanzitutto, la volontà di estendere la possibilità di accesso alla bellezza a tutti, non solo alle élite. Per farvi un esempio, la preparazione del caffè in Italia è un rito mattutino in cui le persone cercano di utilizzare strumenti esteticamente e funzionalmente belli e questo è un concetto che vogliamo estendere ad altre nazioni. Il tema della sostenibilità è legato agli sforzi per la tutela dell’ambiente e nell’edizione 2024 dell’IDD si sottolinea in questo senso la pianificazione e l’innovazione nei processi produttivi».

«Nel mondo un gruppo di architetti e designer condividono le proprie esperienze professionali in occasione dell’IDD ed è per questo che ho il piacere di presentarvi in Messico Francesco Faccin, il nostro ambasciatore del design per questa edizione, professore alla Libera Università di Bolzano, al MadeProgram di Siracusa e presso l’Università di Navarra a Pamplona. Francesco proporrà nei prossimi giorni un ciclo di conferenze rivolte non solo a specialisti e professionisti del settore, ma anche agli studenti».

«Lo scopo è condividere l’esperienza italiana per rafforzare il rapporto con il mondo del design messicano», ha concluso Modiano.




Montecitorio. Incontro Camere di Commercio Italiane all’Estero e Deputati

lavorare insieme al futuro le camere di commercio italiane allestero incontrano i deputati a montecitorio immagine3 303x223

lavorare insieme al futuro le camere di commercio italiane allestero incontrano i deputati a montecitorio immagine3 303x223Per la prima volta le Camere di Commercio Italiane all’Estero hanno organizzato un evento a Montecitorio per presentare, ai deputati, l’importanza della rete delle CCIE e il valore aggiunto che queste esprimono sul territorio nel quale operano.

L’evento dal titolo “Lavorare insieme al futuro: le Camere di Commercio italiane all’estero vicine alle imprese nel mondo”, ha permesso di valorizzare anche le misure che le stesse CCIE mettono in campo a supporto del Made in Italy come, ad esempio, l’attrazione di investimenti esteri verso l’Italia e l’impegno profuso a favore della corretta interpretazione delle richieste del mercato che vengono puntualmente trasformate in opportunità di internazionalizzazione ed esportazione per le imprese italiane che vogliano espandersi oltre il confine nazionale (v. articolo Inform https://comunicazioneinform.it/alla-camera-dei-deputati-il-convegno-lavorare-insieme-al-futuro-le-camere-di-commercio-italiane-allestero-vicine-alle-imprese-nel-mondo/ ). In platea, con gli altri Segretari Generali delle CCIE, anche Fabrizio Macrì, della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera. Dopo il benvenuto di Anna Ascani (Vicepresidente della Camera dei deputati), di Nicola Carè (già Rappresentante dei Segretari Generali nel Consiglio di Assocamerestero e deputato), e al termine del videomessaggio del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è stata la relazione del Presidente di Assocamerestero, Mauro Pozza, a dare avvio ai lavori e alla tavola rotonda. Numerosi gli argomenti trattati dai Presidenti di alcune Camere che hanno dato un’interpretazione puntuale sul modo in cui vengono affrontati temi, come: Innovazione e nuove tecnologie; Sostenibilità e transizione energetica; Attrazione investimenti esteri in Italia; Collaborazione Italia-Africa a sostegno dell’industria locale e delle eccellenze italiane; Valorizzazione del Made in Italy; Attrattività turistica dei territori; Organizzazione e offerta di servizi delle CCIE.

A moderare gli interventi, Domenico Mauriello, Segretario Generale di Assocamerestero. Il dibattito nella Sala della Regina della Camera dei Deputati è proseguito, poi, con l’intervento degli enti e delle istituzioni che collaborano quotidianamente con la rete delle Camere di Commercio Italiane all’estero, come Unioncamere, rappresentata dal Presidente Andrea Prete. Un evento indispensabile per migliorare, anche a livello politico centrale, la consapevolezza del ruolo cruciale volto dalla rete di Assocamerestero nella valorizzazione dell’imprenditoria Made in Italy nel mondo.(Inform)




Il peso messicano si va apprezzando

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pesomessicanovertIl peso messicano ha chiuso la settimana con un apprezzamento dell’1,20% —o 20,4 centesimi— raggiungendo le 16,81 unità per dollaro, con un tasso di cambio che ha toccato un massimo di 17,0300 e un minimo di 16,7641, livello non visto dal 31 agosto 2023.

In questo modo la moneta accumula un apprezzamento nell’anno dello 0,93% —ovvero 15,8 centesimi— e si posiziona come la valuta latinoamericana con i migliori risultati, seguita dal sol peruviano con lo 0,44%.

Secondo Gabriela Siller, responsabile dell’Ufficio analisi economica del Grupo Financiero BASE, l’apprezzamento del peso durante la settimana è stato determinato dai seguenti fattori:

1. Il dollaro si è indebolito dell’1,03% durante la settimana, secondo l’indice DXY. Con questo risultato, la valuta statunitense accumula tre settimane consecutive di perdite e un calo dell’1,18% nel periodo. Alla fine della settimana ha raggiunto il peggior livello dal 15 gennaio. Il calo del dollaro è dovuto alla pubblicazione di indicatori economici negativi e alla speculazione secondo cui la Federal Reserve potrebbe iniziare a tagliare il tasso di interesse a giugno, se le prospettive economiche continuassero a peggiorare.

Questa settimana, il presidente della Fed Jerome Powell ha affermato davanti alla commissione bancaria del Senato che si avvicina il raggiungimento della fiducia che l’inflazione convergerà verso il 2%, un fattore determinante per iniziare a tagliare il tasso di interesse. Powell non aveva espresso una posizione simile nei mesi precedenti. Oggi, inoltre, è stato pubblicato il rapporto sull’occupazione di febbraio negli Stati Uniti, dove l’indagine sulle famiglie ha evidenziato un aumento del tasso di disoccupazione dal 3,7% al 3,9%, il livello più alto da gennaio 2022, con un aumento di 334mila persone senza lavoro. La stessa indagine ha evidenziato la sparizione di 184mila posti di lavoro nel mese di febbraio, registrando così 3 mesi consecutivi di decremento.

Per ora, prevale l’ipotesi che il primo taglio dei tassi di interesse da parte della Fed avverrà il 31 luglio, ma dopo i commenti di Powell e i dati sull’occupazione di febbraio, il mercato è più vicino ad aspettarsi un calo di 25 punti base il 12 giugno, il che, se si concretizzasse, potrebbe causare un ulteriore indebolimento della valuta statunitense.

2. L’aspettativa che la Banca centrale messicana manterrà una politica monetaria restrittiva durante il resto dell’anno. Sebbene non sia escluso un taglio dei tassi il 21 marzo, l’istituto ha chiarito che questo non sarebbe l’inizio di un ciclo di riduzione, poiché sussistono rischi al rialzo per l’inflazione.

3. La speculazione a favore del peso. Nella settimana tra mercoledì 28 febbraio e martedì 5 marzo, le posizioni speculative nette in attesa di un apprezzamento del peso sul mercato dei futures di Chicago sono aumentate di 12.772 contratti, ciascuno di 500mila pesos, raggiungendo 106.586 contratti, il livello più alto dal 10 marzo 2020.

Vale la pena ricordare che, nel corso della settimana, dopo le primarie del Super Tuesday e il ritiro dalla corsa alla presidenza di Nikki Haley, Donald Trump è diventato il candidato virtuale del Partito Repubblicano, con una reale possibilità di vittoria il 5 novembre. Nonostante ciò, il tasso di cambio non ha reagito negativamente, probabilmente a causa del fatto che il Messico ha beneficiato della politica commerciale del politico newyorkese quando è stato presidente tra il 2017 e il 2021. Non si può escludere, tuttavia, un aumento della volatilità, poiché la retorica anti-Messico potrebbe rivivere durante la campagna e sollevare dubbi sul futuro delle relazioni commerciali tra i due Paesi.

Immagine: Cuartoscuro

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