UE, linea dura contro lo sfruttamento della manodopera

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lavoroforzatovertIl Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto il 5 marzo un accordo provvisorio sul regolamento che vieta sul mercato dell’Unione Europea i prodotti realizzati mediante sfruttamento della manodopera. L’intesa tra i due colegislatori sostiene la proposta di proibire l’immissione e la messa a disposizione sul mercato comunitario —o l’esportazione dai Paesi membri— di qualsiasi prodotto realizzato utilizzando il lavoro forzato. Il testo chiarisce le responsabilità della Commissione e delle autorità nazionali competenti nel processo investigativo e decisionale.

I colegislatori hanno concordato che, per facilitare l’attuazione del regolamento, la Commissione istituirà una banca dati contenente informazioni verificabili e regolarmente aggiornate sui rischi del lavoro forzato, comprese le relazioni delle organizzazioni internazionali, come l’Organizzazione internazionale del lavoro. La banca dati supporterà il lavoro della Commissione e delle autorità nazionali competenti nel valutare possibili violazioni.

Secondo un’analisi svolta dalla Coldiretti —la maggiore associazione di rappresentanza dell’agricoltura italiana— in base ai dati contenuti nel rapporto Findings on the worst forms of child labor, pubblicato nel 2022 dal Dipartimento del lavoro degli Stati Uniti, tra i prodotti agroalimentari su cui grava l’accusa di essere ottenuti dall’utilizzo del lavoro forzato —con conseguente concorrenza sleale, in caso di importazioni, a danno del settore primario del Bel Paese— ci sono anche peperoncini, caffè, canna da zucchero e pomodori prodotti in Messico.

«Nel 2022» —afferma il Dipartimento del lavoro Usa— «il Messico ha compiuto moderati progressi negli sforzi per eliminare le peggiori forme di lavoro minorile. Il governo ha approvato la ratifica del protocollo dell’Organizzazione internazionale del lavoro del 2014 alla Convenzione sul lavoro forzato e ha aumentato il numero di enti a livello municipale responsabili del coordinamento degli sforzi per affrontare questo fenomeno. Inoltre, il Programma nazionale di borse di studio per il benessere Benito Juárez ha raggiunto 1,2 milioni di studenti in più nel 2022 rispetto al 2021».

«Tuttavia» —continua il rapporto— «i bambini in Messico sono soggetti alle peggiori forme di lavoro minorile, compreso lo sfruttamento sessuale a fini commerciali, a volte come conseguenza della tratta di esseri umani, e ad attività illecite, come la produzione e il traffico di droga. I minori svolgono anche compiti pericolosi in agricoltura, compresa la produzione di peperoncini, caffè, canna da zucchero e pomodori. Sebbene il 55,2% dell’occupazione totale in Messico avvenga nel settore informale, gli ispettori federali e statali effettuano controlli solo dopo aver ricevuto denunce formali. Inoltre, il ministero del Lavoro e della Previdenza sociale non dispone di un sistema interno per tenere traccia dei casi di violazioni e i 529 ispettori federali sono probabilmente insufficienti per coprire gli oltre 57 milioni di lavoratori del Paese».

Foto: Juan José Estrada Serafín – cuartoscuro.com

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Polonia, tavola rotonda su donne italiane e imprenditorialità

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polonia tavola rotonda su donne italiane e imprenditorialitaIn occasione della Giornata Internazionale della Donna, si è svolta presso l’Ambasciata d’Italia a Varsavia la Tavola Rotonda “Donne italiane in Polonia tra imprenditorialità e managerialità”. L’evento – aperto dall’Ambasciatore Luca Franchetti Pardo – ha visto la partecipazione di sette donne “leader” provenienti da diversi ambiti lavorativi, che hanno confrontato le rispettive esperienze.

La discussione, a porte chiuse, ha esaminato in particolare le tendenze e le opportunità attuali in Polonia per le donne italiane nell’imprenditorialità; le principali sfide e ostacoli che deve affrontare una donna imprenditrice/manager; le competenze specifiche richieste dal mercato del lavoro polacco rispetto a quelle normalmente necessarie in Italia; l’eventuale disponibilità di risorse e incentivi per supportare le donne nel loro percorso lavorativo. Sono state anche esaminate le differenze nel modo di conciliare le responsabilità tra lavoro e vita privata in Polonia rispetto all’Italia.

Gli esiti della Tavola Rotonda verranno sintetizzati in un documento che sarà illustrato ad una platea più ampia in una successiva occasione pubblica, in programma per la tarda primavera prossima, anche in un’ottica di networking al femminile – esigenza fortemente evidenziata nell’evento odierno che ha permesso a diverse partecipanti di incontrarsi per la prima volta.

La Tavola Rotonda è stata organizzata dall’Ambasciata italiana a Varsavia in collaborazione con Com.It.Es. Polonia e Confindustria Polonia.




Internazionalizzazione: riunita la Cabina di Regia MIMIT-MAECI

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imagesAl centro della riunione la firma di un importante protocollo d’intesa tra ICE e Invitalia per favorire gli investimenti esteri nel territorio italiano e rafforzare l’attrattività del sistema paese sui mercati internazionali.

Urso: “il governo è con le imprese per valorizzare il Made in Italy nel mondo, fronteggiare i rischi geopolitici e cogliere le nuove opportunità nella twin transition”.

Tajani: “Il messaggio che vogliamo consegnare alle imprese è che siamo al loro fianco, per sviluppare un’azione a loro sostegno e difesa che parte da qui e prosegue al di fuori dei confini nazionali”.

Si è svolta oggi a Palazzo Piacentini la XII riunione della Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione, sotto la co-presidenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani.

Al centro della riunione un importante protocollo d’intesa tra ICE e Invitalia, controfirmato da MAECI e MIMIT, per il coordinamento delle rispettive attività. L’obiettivo, come prima iniziativa concreta della Cabina di Regia, è quello di favorire gli investimenti esteri qualificati nel territorio italiano e rafforzare l’attrattività del sistema Paese sui mercati internazionali.

“Il nostro tessuto imprenditoriale, che ha saputo reagire meglio di altri competitor europei alle recenti crisi, ora si trova a operare in un contesto geopolitico complesso e nel quale la doppia transizione, green e tecnologica, cambia il volto della globalizzazione. Oggi, con questa cabina di regia, ancora una volta le Istituzioni si dimostrano capaci di essere al fianco delle nostre aziende, portando avanti una politica di supporto e promozione dell’Italia sia a livello di pianificazione strategica sia attraverso un sostegno pubblico. In particolare, con l’entrata in vigore della legge quadro sul Made in Italy si rafforzano ancora di più le filiere produttive italiane. Fondo sovrano con un focus sulle materie prime critiche; istituzione del liceo del Made in Italy e Fondazione ad hoc per puntare sulla formazione delle competenze; creazione della giornata del Made in Italy del 15 aprile; difesa dei marchi storici e lotta alla contraffazione sono i pilastri su cui si basa il comune sforzo per proiettare il Made in Italy nella sfida internazionale. La strada da percorrere per affermare sempre più la leadership del nostro Paese è tracciata”, ha dichiarato il Ministro Urso in apertura della Cabina di Regia.

Nel suo intervento, il Ministro Tajani ha sottolineato l’importanza di mettere a sistema e valorizzare il contributo di tutti gli attori, pubblici e privati, impegnati nel sostegno all’export e all’internazionalizzazione del tessuto economico italiano.

“Il nostro lavoro di squadra, che questa riunione intende riaffermare e rilanciare, parte dall’elaborazione congiunta della strategia di promozione all’estero delle nostre imprese”, ha dichiarato il Ministro Tajani, assistito per l’occasione dal Sottosegretario agli Esteri Maria Tripodi, che ha tra le sue deleghe la promozione del commercio internazionale, una delle priorità del Governo e della Presidenza italiana del G7.

“Il Governo sostiene le imprese esportatrici con misure concrete. Nel 2023 abbiamo supportato le nostre aziende mettendo a loro disposizione 1,65 miliardi di finanziamenti erogati tramite Simest a condizioni molto vantaggiose. Insieme ad ICE abbiamo poi realizzato 960 iniziative promozionali in tutto il mondo, per un valore di 205 milioni di Euro. Quest’anno confermiamo con ulteriori 1,65 miliardi di Euro il nostro impegno sul fronte dei finanziamenti agevolati alle imprese, un elemento tanto più importante in una fase di tassi di interesse ancora elevati. Con ICE sono già programmate oltre 600 iniziative, con un budget di 140 milioni di Euro, cui si aggiungeranno circa 170 milioni di Euro per iniziative a partire dal mese di settembre. Intendiamo, attraverso questo impegno, supportare le nostre imprese con ancora maggior vigore nel diversificare i mercati di sbocco, guardando all’evoluzione della geografia del commercio internazionale, e promuovendo un Made in Italy autentico e di qualità. In questo sforzo corale, la nostra rete diplomatica all’estero – Ambasciate, Consolati, Rappresentanze Permanenti e Uffici dell’Agenzia ICE – è pienamente mobilitata”, ha concluso il Vicepremier.

Al termine della riunione è stato adottato un documento conclusivo redatto di concerto con tutti gli attori della Cabina di Regia, che fornisce le linee strategiche per l’internazionalizzazione, gli strumenti e le azioni per il 2024, incluse le modalità di promozione del Made in Italy e le priorità geografiche di azione.

Particolare attenzione è dedicata al sistema fieristico, alla grande distribuzione organizzata, nonché a iniziative di rilevanza strategica con focus soprattutto su Africa e Ucraina. Il documento si sofferma poi sulla promozione integrata del Made in Italy con le sue filiere produttive nazionali. Uno dei principali strumenti è rappresentato dalla legge quadro sul Made in Italy con l’istituzione, tra l’altro, anche di un Fondo nazionale a essa connesso. Vengono approfonditi, inoltre, argomenti con approfondimenti dedicati all’economia dello spazio, all’approvvigionamento di materie prime critiche, all’innovazione, alle startup, nonché alle azioni di attrazione e sblocco degli investimenti esteri.




BRASILE. Stellantis ha annunciato investimenti nel per 5,57 miliardi di Euro entro il 2030

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downloadStellantis ha annunciato il più grande investimento del gruppo nella storia del Brasile e dell’America del Sud: 5,57 miliardi di euro sino al 2030. L’investimento, che beneficerà degli incentivi messi a disposizione dalla nuova politica industriale adottata dal Governo Lula, è pari alla somma di tutti gli altri investimenti annunciati negli ultimi mesi dalle case automobilistiche presenti nel Paese e sarà principalmente diretto alla produzione di 40 nuovi modelli di autovetture, incluse quelli a tecnologia “Bio-Hybrid”, ovvero caratterizzate dalla presenza di motori elettrici alimentati da biocarburanti. Attraverso l’investimento annunciato, Stellantis si candida a consolidare il proprio ruolo di leader del mercato. Nel 2023, il gruppo ha infatti raggiunto una quota di mercato pari al 31,4% del totale delle autovetture vendute in Brasile.




“Lavorare insieme al futuro: le Camere di Commercio italiane all’estero vicine alle imprese nel mondo”, il convegno alla Camera dei Deputati

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camera dei deputati convegno assocamerestero immagine1 371x223“Lavorare insieme al futuro: le Camere di Commercio italiane all’estero vicine alle imprese nel mondo” è il titolo dell’incontro organizzato da Assocamerestero a Roma presso la Sala della Regina a Palazzo Montecitorio  Ha aperto i lavori Anna Ascani (Vicepresidente della Camera dei deputati) che ha parlato del ruolo strategico delle Camere di Commercio italiane all’estero sul fronte dell’internazionalizzazione. Ascani ha sottolineato il contesto internazionale dove è da considerare come superata l’idea di una globalizzazione senza rischi. Ascani ha ribadito che stiamo vivendo in un tempo in cui non possiamo fare a meno di un’apertura pur restando centrale il problema di proteggersi dai rischi di un’interdipendenza economica che può essere usata come un’arma da attori ostili. “La diplomazia economica è diventata centrale tenendo insieme tanto l’aspetto economico come quello geopolitico: il ruolo delle Camere di Commercio è quindi ancor più strategico”, ha spiegato Ascani parlando anche dell’impatto dell’intelligenza artificiale considerando che le moderne tecnologie possono migliorare la competitività delle imprese. Se l’intelligenza artificiale può essere uno strumento di internazionalizzazione delle nostre imprese, secondo Ascani questo potenziale si scontra però oggi con la realtà che vede meno del 10% delle imprese usare tale tecnologia: è quindi importante incoraggiare le imprese ad adottare le misure maggiormente all’avanguardia per rafforzarne la competitività internazionale. Ha poi preso la parola Nicola Carè (deputato Pd – ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide – già Rappresentante dei Segretari Generali nel Consiglio di Assocamerestero) che ha ricordato la sua passata esperienza ventennale all’interno del mondo camerale estero al servizio delle imprese italiane e della loro internazionalizzazione. “Io per primo posso testimoniare che le Camere di Commercio sono le vere ambasciatrici di quel Made in Italy di cui siamo particolarmente fieri”, ha rilevato Carè evidenziando come le Camere di Commercio all’estero siano una rete essenziale e debbano essere sostenute per incentivare le esportazioni italiane anche nell’ottica di un potenziamento del sistema Paese. “Siamo una grande squadra, espressione della business community nei luoghi dove viviamo e operiamo al servizio del nostro Paese”, ha aggiunto Carè invitando ad approfondire la conoscenza in Italia di questo sistema camerale estero. “Sarò sempre al vostro fianco”, ha infine precisato Carè ribadendo l’importanza di un maggiore impegno affinché questo patrimonio rappresentato dal sistema camerale venga sempre più riconosciuto da parte del mondo politico. In un videomessaggio il Sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli ha a sua volta parlato del ruolo cruciale svolto dalle Camere di Commercio all’estero a supporto dei processi di internazionalizzazione e del rafforzamento degli scambi commerciali. Silli ha precisato che per la rete diplomatico-consolare le Camere di Commercio all’estero sono “un punto di riferimento, parte integrante del sistema Italia e un partner naturale”. Il Sottosegretario ha quindi definito le Camere di Commercio come un soggetto importante per la complementarietà delle sue azioni rispetto agli strumenti dei soggetti pubblici. “Sono attori protagonisti nell’offrire un sostegno capillare alla crescita delle nostre imprese presenti sui mercati esteri”, ha ribadito Silli sempre riferendosi al sistema camerale sottolineandone il ruolo di connettore tra le imprese italiane e le controparti di altri Paesi. Il Sottosegretario ha infine riflettuto sul fatto che sono in corso grandi sfide che stanno ridefinendo i mercati internazionali. “Il nostro Paese è chiamato ad affrontarle con consapevolezza e con il giusto ottimismo”, ha aggiunto Silli. Mario Pozza (Presidente di Assocamerestero) ha ricordato che sono attualmente presenti e operative 86 Camere di Commercio in 63 Paesi per un totale di circa 20mila associati. “Siamo associazioni di imprenditori, manager, professionisti che vivono e lavorano all’estero e che conoscono perfettamente il funzionamento dei mercati e delle comunità d’affari del Paese in cui operano: ecco perché rappresentiamo una rete fiduciaria”, ha spiegato Pozza sottolineando come si tratti di un mondo variegato che va dalle piccole aziende fino alle medie e grandi imprese. Pozza si è inoltre detto impressionato dall’esperienza di questo primo anno di presidenza di Assocamerestero, dove ha avuto modo di incontrare molti presidenti delle diverse realtà locali del mondo camerale apprezzandone il lavoro. Pozza ha dunque evidenziato come alla base di tale convegno vi sia la volontà di far conoscere a tutti, decisori politici compresi, e in maniera approfondita l’attività svolta dal sistema camerale all’estero. “Ogni anno investiamo 45 milioni di euro in attività promozionali rivolte alle imprese, in particolare le piccole e medie”, ha sottolineato Pozza ricordando che nel 2023 sono state assistite circa 50mila imprese, attraverso 3mila eventi di business e quasi 35mila incontri d’affari con operatori esteri. Pozza ha però rilevato come oltre al Made in Italy ci siano in ballo anche questioni attinenti alle nuove tecnologie e alle risorse energetiche: dunque la necessità di operare al passo coi tempi e coi cambiamenti in atto nel mondo. Dopo gli interventi istituzionali si è quindi svolta una tavola rotonda dal titolo “Le Camere di Commercio italiane all’estero per le imprese e la politica industriale” – moderata da Domenico Mauriello (Segretario generale di Assocamerestero) – che ha visto avvicendarsi veri presidenti delle diverse entità camerali estere. Fra i vari interventi segnaliamo quello di Ronni Benatoff (Presidente CCIE Tel Aviv) che ha ricordato come la parola innovazione, che ha volte viene usata a sproposito, rappresenti a anche una delle più grandi sfide che l’Italia si trova ad affrontare in questo periodo storico. “Se non saremo capaci di vincerla avremo delle conseguenze molto pesanti per l’’economia e la società”, ha spiegato Benatoff definendo l’Italia come un Paese al vertice per capacità accademica e di ricerca. “Purtroppo non bastano l’accademia e la ricerca”, ha però precisato Benatoff evidenziando come debba essere considerato anche il resto dell’ecosistema che è quello che consente ai risultati della ricerca di tramutarsi ad esempio in azienda: in questa catena di valore l’Italia è ancora indietro rispetto ad altri Paesi. Benatoff ha poi in breve riassunto cosa fanno le Camere di Commercio all’estero: accompagnano le aziende italiane in altri Paesi creando occasioni di incontro per cercare e reperire le tecnologie di cui le aziende hanno bisogno; accompagnano le cosiddette start-up nel mondo per aiutarle ad aprirsi e conoscere altre imprese. Dal canto suo Vito Esposito (WMF) ha spiegato che il WMF è una piattaforma e quindi uno strumento finalizzato alla creazione di una community internazionale di imprenditori ma anche di esperti di innovazione digitale e tecnologica. Esposito ha ricordato che esiste già un ampio spettro di collaborazioni con il sistema camerale italiano all’estero. Giorgio Alliata (Presidente CCIE Buenos Aires) ha parlato di sfide enormi che portano però anche grandi opportunità in una fase di transizione e di riassetto delle catene produttive e di approvvigionamento: Alliata ha sottolineato soprattutto la questione relativa al settore energetico che è centrale per la crescita.  Mariangela Siciliano (SACE) ha ricordato che SACE – insieme ad Assocamerestero e Unioncamere – ha sottoscritto un accordo nel 2023 che si è tradotto in attività operative sia in Italia che all’estero. Siciliano ha inoltre aggiunto che, dal decreto semplificazioni del 2020, SACE è stato incaricato dal Governo di essere l’ente attuatore del Green New Deal italiano attraverso l’erogazione di garanzie green: è stata menzionata a tal proposito anche la Green Push Strategy il cui obiettivo è attrarre investitori verso il Made in Italy. Simone Santi (Presidente CCIE Maputo) ha ricordato come la peculiarità della sua Camera di Commercio sia l’essere in rete con Africa, Asia e Australia. Santi ha ricordato come, con la rete d’area, sia stato creato dall’aprile 2023 un percorso di eventi e di consultazioni utili a contribuire alle relazioni tra Italia e Africa anche in considerazione del Piano Mattei. “Africa non è solo cooperazione – ha precisato Santi senza nulla togliere naturalmente alla cooperazione e all’aiuto allo sviluppo – ma noi vogliamo che si parli anche di imprenditoria”. Fabio Morvilli (Presidente CCIE Bruxelles e CCIE Lussemburgo) ha dato alcuni numeri e parametri citando ad esempio quanto riportato dal Financial Times relativamente al 2024 per quanto riguarda le regioni europee più importanti per il futuro: al primo posto c’è la regione parigina, seguita dalla britannica West Midlands e dalla tedesca Westfalia; quindi ci sono la Catalogna, l’Emilia-Romagna, il Piemonte e la Lombardia. Morvilli ha spiegato il significato di questa classifica: ossia che ci sono enormi capitali da investire e che l’Italia riesce a drenarne una parte, ma si può fare molto di più. Filippo Giabbani (Regione Toscana) ha parlato dell’attrattività come di un tema fondamentale ma renderla fattiva è un mestiere diverso rispetto alla semplice promozione economica. Giabbani ha evidenziato la necessità di una intelligence che sia in grado di indirizzare le regioni italiane sull’incrocio settori-mercati. Alberto Milani (Presidente CCIE New York) ha spiegato che il sistema camerale compia delle attività continuative da tanti anni, portando ad esempio il concetto psicologico di ‘ripetizione del gesto’ che comporta una capacità rapida di dare una risposta e che viene però adattato in questo caso con flessibilità alle esigenze dell’imprenditore. Graziano Messana (Presidente CCIE San Paolo) ha parlato di turismo che in Italia ha coinvolto di circa 400 milioni di persone – di cui la metà stranieri -secondo i più recenti dati Istat, per una spesa di circa 50 miliardi: l’Italia è per flussi turistici la seconda meta in Europa e la prima è la Spagna. Alessandro Marino (rappresentante dei Segretari generali delle CCIE) ha parlato del vastissimo patrimonio di contatti e della vastità del network che ruota attorno al sistema camerale estero. (Inform)




Costa Rica. Pubblicazione nuova guida per operatori economici italiani su opportunità di esportazione

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La guida è la sesta di una serie di pubblicazioni che illustrano agli operatori economici italiani le opportunità presenti nei settori più promettenti del mercato locale.

I settori coperti sono quelli più interessanti dell’economia del Costa Rica: dall’agricoltura al settore del legno e derivati, dall’industria dei dispositivi medici alle zone franche.

La nuova guida è stata progettata per essere uno strumento pratico per coloro che sono interessati a esportare in Costa Rica e fornisce una panoramica chiara e completa su argomenti chiave, tra cui:  perché e in quali settori esportare in Costa Rica; gli aspetti normativi e legislativi, l’Accordo di associazione UE-America centrale; le regole di origine; le agevolazioni e i punti di entrata delle merci.




Hong Kong, Italia protagonista alla Fiera della Gioielleria

hong kong italia protagonista alla fiera della gioielleria

hong kong italia protagonista alla fiera della gioielleriaE’ stata inaugurata ad Hong Kong la quarantesima edizione della fiera “Hong Kong International Jewellery Show”, appuntamento di riferimento nel settore, insieme a quella dedicata ai diamanti e alle pietre preziose che si svolge negli stessi giorni. Si tratta della più importante fiera commerciale dedicata alla gioielleria in Asia, che quest’anno conta la presenza di oltre 4.000 espositori provenienti da 44 Paesi. L’Italia partecipa alla manifestazione con il più grande Padiglione Nazione europeo. In un’area di oltre 1.000 mq, la collettiva italiana curata da ICE, riunisce 115 aziende che, insieme agli altri espositori indipendenti, attesta la presenza nazionale in oltre 140 imprese provenienti soprattutto dai tradizionali distretti produttivi di Arezzo, Vicenza, Valenza, Torre del Greco e Marcianise. Per la prima volta hanno aderito alcune imprese provenienti dalla Sardegna.

“L’Italia è presente alla fiera della gioielleria di Hong Kong da protagonista con una cospicua e qualificata rappresentanza della migliore produzione Made in Italy di gioielleria. Hong Kong si conferma mercato di grande interesse per il comparto della gioielleria italiana, attestandosi tra le principali piattaforme di destinazione dell’export nel settore. Da Hong Kong le piccole e medie imprese italiane possono sfruttare le reti di distribuzione e le capacità di ricezione del mercato locale per raggiungere altri mercati nell’area, oltre a cogliere l’opportunità di stabilire contatti con interlocutori internazionali” ha affermato l’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Popolare Cinese, Massimo Ambrosetti, presente alla fiera di Hong Kong.




Londra, convegno sull’olio extra vergine di oliva

londra convegno sull olio extra vergine di oliva

londra convegno sull olio extra vergine di olivaL’olio extravergine di oliva è stato protagonista di un evento ospitato dall’Ambasciata d’Italia a Londra. “Sience behind extra virgin olive oil”, questo il titolo della conferenza, incentrata sulle qualità organolettiche e sui fattori nutritivi dell’olio EVO, ma anche sulle difficoltà incontrate dai produttori per far fronte alla crescente domanda, sull’etichettatura o sulle possibili frodi. Presenti all’evento, esperti sia italiani che britannici.

L’Italia, con la sua forte vocazione agricola insieme alla sua rinomata reputazione quale produttore di olio EVO, ha un ruolo di primo piano non solo nel mercato domestico, ma anche in quello internazionale, tanto da rappresentare il 15% dell’intera produzione mondiale di olio d’oliva. Nel Regno Unito, l’Italia è il secondo fornitore di olio extra vergine.

Nel discorso di apertura dell’evento, l’Ambasciatore Inigo Lambertini si è soffermato sugli attributi sensoriali dell’olio EVO. Giovanni Sacchi, Direttore di ICE Agenzia a Londra, ha ricordato che la Gran Bretagna nel 2022 ha importato ben 85.000 tonnellate di olio d’oliva per un valore di 85 milioni di euro; di queste, il 55% è rappresentato da olio extra vergine.

L’esportazione di olio extra vergine presenta però nuove sfide per i produttori italiani: la scarsissima produzione di olio raggiunta nel 2023 ha ridotto drasticamente i volumi dell’offerta. Un’altra problematica è quella legata alle possibili frodi, sempre più frequenti nonostante la normativa stringente sull’etichettatura.

L’evento si è concluso con una dimostrazione da parte dello chef Maurizio Bocchi, che nel suo ristorante nel Lancashire accompagna i sapori locali con olio extra vergine italiano. A seguire, una degustazione per permettere agli ospiti di distinguere le caratteristiche organolettiche delle differenti varietà di olio extra vergine.




Macfrut 2024 a Cuba

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4cubaSi è svolto la scorsa settimana un tour di presentazione di Macfrut 2024 a Cuba. Le imprese ortofrutticole cubane partecipano già da tre edizioni alla fiera, e lo scorso anno erano più di 50 gli operatori provenienti dal Paese caraibico.
Anche nel 2024 la partecipazione, coordinata dall’ufficio Ice dell’Avana diretto da Simona Autuori, sarà importante e riguarderà sia imprese esportatrici di frutta fresca (mango avocado e papaya in primis), sia imprese interessate ad importare tecnologie e materiali. Alcuni operatori sono interessati all’agrivoltaico, vista la carenza energetica di cui soffre strutturalmente l’isola, tema che per la prima volta sarà protagonista in uno dei saloni all’interno di Macfrut (Rimini Expo Centre 8-10 maggio 2024).
Nonostante le difficoltà collegate all’embargo che colpisce Cuba da molti anni e alla conseguente difficoltà di accesso al credito internazionale, le aziende più strutturate hanno comunque trovato un loro spazio sul mercato. (aise) 




Brasile. Adottata dal Governo brasiliano la nuova politica industriale per lo sviluppo del Paese.

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industria brasileIl Consiglio Nazionale per lo Sviluppo Industriale ha approvato “Nova Industria Brasil”, la nuova politica industriale diretta a guidare lo sviluppo del Paese per i prossimi 10 anni per mezzo di un innovativo insieme di misure pubbliche dirette al perseguimento di tre principali finalità: stimolare il progresso tecnologico, la produttività e la competitività nazionali, generando posti di lavoro di qualità; aumentare i vantaggi competitivi del Paese; ricollocare il Brasile nelle catene del valore internazionali.

Sei i settori coinvolti: agricoltura, sanità, mobilità sostenibile, nuove tecnologie, transizione e sicurezza energetica, difesa.

Per favorire il raggiungimento di tali linee d’azione, il “Banco Nacional de Desenvolvimento Econômico e Social” ha previsto uno stanziamento di 300 miliardi di reais (56,28 miliardi di Euro) per il triennio 2024-2026.

Un ruolo rilevante all’interno della nuova politica industriale sarà rappresentato dalle commesse pubbliche. In tal senso, nel corso dei prossimi mesi la neo-istituita “Commissione Interministeriale per le Innovazioni e gli Acquisti del Programma di Accelerazione della Crescita” dovrebbe definire quali beni avranno un trattamento privilegiato negli acquisti statali, inclusi quelli rientranti nel “Programma di Accelerazione della Crescita”, il piano di investimenti pubblico-privati lanciato dal Presidente Lula nell’agosto 2023 e del valore di oltre 320 miliardi di euro.

È altresì prevista l’adozione di 41 misure legislative dirette a semplificare l’ambiente economico in cui operano le imprese, 17 delle quali saranno adottate nel corso dei prossimi due anni.