Vinitaly sbarca a Québec a bordo della Vespucci: il vino italiano conquista il Nord America

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La promozione del vino italiano fa tappa in Canada, e lo fa in uno scenario d’eccezione. La storica nave scuola Amerigo Vespucci, ambasciatrice del Made in Italy nel mondo, ospiterà a Québec City la presentazione della prossima edizione di Vinitaly.USA, l’evento dedicato all’eccellenza enologica italiana sul mercato nordamericano. L’iniziativa si terrà il 25 luglio, durante la sosta della nave in Canada nell’ambito del suo tour internazionale.

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L’appuntamento rappresenta un’importante occasione per rafforzare la presenza del vino italiano in uno dei mercati più strategici al mondo. La presentazione di Vinitaly.USA, in programma il 26 e 27 ottobre 2026 a New York, riunirà rappresentanti delle istituzioni italiane, operatori del settore e protagonisti della filiera vitivinicola per discutere le prospettive dell’export e delle nuove opportunità commerciali.

A bordo della Vespucci interverranno, tra gli altri, l’ambasciatore d’Italia in Canada Alessandro Cattaneo, il presidente dell’ICE Matteo Zoppas, il presidente di Veronafiere Federico Bricolo, l’amministratore delegato di Difesa Servizi Luca Andreoli e la managing director di Vinitaly International Stevie Kim. L’incontro sarà preceduto dal saluto del comandante della nave, Nicasio Falica.

La scelta di Québec non è casuale. Il Canada rappresenta uno dei mercati più dinamici per i vini italiani di qualità e ospita una comunità di oltre un milione e mezzo di cittadini di origine italiana, un patrimonio culturale ed economico che continua a rafforzare i rapporti tra i due Paesi. La tappa canadese della Vespucci assume quindi anche un forte valore simbolico, unendo diplomazia, cultura, commercio e promozione delle eccellenze italiane.

L’iniziativa rientra nel più ampio progetto del Tour Mondiale dell’Amerigo Vespucci, promosso dal Ministero della Difesa con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di numerosi partner istituzionali. Dopo Québec City, la nave farà scalo anche a Montréal, continuando la sua missione di ambasciatrice dell’Italia nel mondo.

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Per il comparto vitivinicolo italiano il Nord America continua a rappresentare un mercato fondamentale. Manifestazioni come Vinitaly.USA puntano a consolidare la presenza dei produttori italiani, favorendo nuovi contatti commerciali e valorizzando la qualità, la tradizione e la straordinaria varietà dei vini del nostro Paese. Un obiettivo che trova nella Vespucci una cornice prestigiosa, capace di raccontare al mondo non solo il vino, ma l’intero patrimonio del Made in Italy.




Ferrero punta sul Messico: investimento da 86 milioni di dollari per raddoppiare la produzione

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Il gruppo italiano Ferrero continua a rafforzare la propria presenza in Messico con un importante piano di investimenti. L’azienda ha annunciato lo stanziamento di 86 milioni di dollari destinati all’ampliamento dello stabilimento di San José Iturbide, nello Stato di Guanajuato, uno dei poli produttivi più strategici del gruppo nel continente americano.

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L’investimento, che sarà realizzato tra il 2026 e il 2027, consentirà di aumentare in modo significativo la capacità produttiva dell’impianto, passando dalle attuali 35.000 tonnellate a circa 70.000 tonnellate all’anno. L’obiettivo è soddisfare la crescente domanda dei mercati internazionali e consolidare il ruolo del Messico come piattaforma produttiva destinata all’esportazione.

Il progetto prevede anche il potenziamento delle infrastrutture logistiche ed energetiche dello stabilimento, con interventi finalizzati a migliorare l’efficienza produttiva e la sostenibilità delle attività industriali. Grazie a questo ampliamento, Ferrero punta a rafforzare la propria competitività in Nord America e nei mercati dell’America Latina.

Lo stabilimento di San José Iturbide rappresenta una delle realtà produttive più importanti del gruppo fuori dall’Europa. Da qui vengono realizzati numerosi prodotti destinati a diversi Paesi del continente, contribuendo alla crescita internazionale di un marchio nato in Piemonte e oggi presente in oltre 170 nazioni con brand conosciuti come Nutella, Kinder, Tic Tac e Ferrero Rocher.

L’annuncio conferma la fiducia della multinazionale italiana nell’economia messicana e nella sua capacità di attrarre investimenti esteri. Negli ultimi anni il Messico si è infatti affermato come uno dei principali poli manifatturieri delle Americhe grazie alla posizione strategica, alle infrastrutture industriali e agli accordi commerciali con i principali mercati internazionali.

Per Ferrero, l’espansione dello stabilimento di Guanajuato rappresenta un ulteriore passo nella strategia di crescita globale, puntando su innovazione, capacità produttiva e sviluppo sostenibile per sostenere la domanda di uno dei marchi alimentari italiani più apprezzati al mondo.




Guatemala, gli orti familiari tornano protagonisti contro il caro alimentari

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In Guatemala cresce l’interesse per gli orti domestici come risposta concreta all’aumento del costo della vita. Sempre più famiglie stanno riscoprendo la coltivazione di piccoli appezzamenti di terreno destinati alla produzione di ortaggi, erbe aromatiche e altri alimenti di uso quotidiano.

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L’iniziativa è sostenuta dal Ministero dell’Agricoltura, che nelle ultime settimane ha avviato programmi di formazione dedicati alle comunità rurali e ai quartieri più vulnerabili. Tecnici e agronomi insegnano come realizzare orti familiari con investimenti minimi, privilegiando colture a crescita rapida e ad alto valore nutrizionale.

L’obiettivo è duplice: migliorare l’alimentazione delle famiglie e ridurre la spesa per i prodotti freschi, il cui prezzo è aumentato negli ultimi mesi. Accanto alla coltivazione degli ortaggi vengono organizzati anche laboratori di cucina per valorizzare ingredienti locali e preparare pasti equilibrati con risorse facilmente reperibili.

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Il progetto punta inoltre a coinvolgere scuole, donne e giovani, trasformando gli orti in uno strumento di educazione alimentare e di sviluppo comunitario. In molte zone del Paese queste iniziative stanno contribuendo a rafforzare la sicurezza alimentare e a recuperare antiche tradizioni agricole.

Per un Paese dove una parte della popolazione continua a convivere con problemi di malnutrizione e povertà, la riscoperta dell’agricoltura domestica rappresenta non solo una scelta economica, ma anche un modo per rafforzare il legame con il territorio e promuovere uno stile di vita più sostenibile.

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Pensioni all’estero: scade oggi il termine per l’accertamento dell’esistenza in vita

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C’è tempo solamente oggi per i pensionati italiani residenti all’estero interessati dalla prima fase della campagna di accertamento dell’esistenza in vita, la procedura periodica prevista dall’INPS per verificare che i beneficiari delle prestazioni pensionistiche siano ancora in vita.

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La verifica riguarda migliaia di pensionati che percepiscono la pensione italiana fuori dai confini nazionali e rappresenta un passaggio indispensabile per garantire la regolarità dei pagamenti ed evitare erogazioni indebite.

Il termine è stato prorogato al 19 settembre solo per i pensionati residenti in Venezuela in ragione dell’emergenza post sisma.

Chi non ha ancora inviato la documentazione richiesta deve provvedere entro la scadenza. In caso contrario, il pagamento della pensione potrà essere effettuato con modalità differenti e, se la situazione non verrà regolarizzata nei tempi previsti, potrà essere sospeso fino al completamento della verifica.

L’accertamento dell’esistenza in vita viene effettuato periodicamente attraverso la banca incaricata dei pagamenti all’estero, che invia ai pensionati tutta la modulistica necessaria e le istruzioni per la restituzione dei documenti.

L’INPS invita tutti gli interessati a controllare di aver completato correttamente la procedura per evitare ritardi nell’accredito della pensione e possibili disagi amministrativi.

Per i connazionali residenti all’estero si tratta di un adempimento importante che consente di continuare a ricevere regolarmente la pensione italiana senza interruzioni.




Il Messico resta la porta d’ingresso delle imprese italiane nel mercato nordamericano

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Tra investimenti, industria e nuove opportunità, il Paese continua a rappresentare il ponte ideale verso Stati Uniti e Canada.

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CITTÀ DEL MESSICO – Mentre l’economia mondiale continua a fare i conti con tensioni commerciali e nuovi equilibri geopolitici, il Messico conferma il proprio ruolo di piattaforma strategica per le imprese italiane che guardano al mercato nordamericano.

Con oltre 130 milioni di abitanti, una rete di accordi commerciali tra le più estese al mondo e una posizione geografica privilegiata tra Stati Uniti e America Latina, il Messico continua ad attrarre investimenti internazionali e rappresenta una destinazione di crescente interesse anche per il sistema produttivo italiano.

Uno dei fattori che rende il Paese particolarmente competitivo è l’accordo di libero scambio tra Messico, Stati Uniti e Canada (USMCA), che consente alle aziende insediate sul territorio messicano di accedere con condizioni favorevoli al più grande mercato del continente. La revisione dell’accordo, attualmente al centro del confronto tra i tre Paesi, è seguita con grande attenzione dal mondo imprenditoriale, ma il Messico continua a essere considerato una base produttiva di primaria importanza.

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Le imprese italiane presenti nel Paese operano in numerosi settori: automotive, componentistica, meccanica di precisione, infrastrutture, energia, agroalimentare, moda e design. Molte hanno scelto di realizzare stabilimenti produttivi destinati non solo al mercato locale, ma anche all’esportazione verso Stati Uniti e Canada.

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Negli ultimi anni anche il fenomeno del nearshoring, ovvero il trasferimento delle produzioni in Paesi vicini ai grandi mercati di consumo, ha favorito il Messico. Numerose aziende internazionali hanno deciso di spostare parte della produzione dall’Asia al territorio messicano, attratte dalla vicinanza agli Stati Uniti, da una forza lavoro qualificata e da una rete logistica sempre più efficiente.

Anche per le imprese italiane questo scenario apre nuove opportunità. Non si tratta soltanto di esportare prodotti “Made in Italy”, ma di produrre direttamente in Messico per servire l’intero mercato nordamericano, riducendo tempi di consegna, costi logistici e rischi legati alle catene di approvvigionamento internazionali.

A rafforzare i rapporti economici contribuisce anche la presenza di una dinamica comunità imprenditoriale italiana, sostenuta dall’Ambasciata d’Italia, dalla Camera di Commercio Italiana in Messico e dalle istituzioni impegnate nella promozione degli investimenti e degli scambi commerciali.

Naturalmente non mancano le sfide. Le incertezze dell’economia globale, la sicurezza in alcune aree del Paese e l’evoluzione delle politiche commerciali richiedono agli investitori un’attenta valutazione. Tuttavia, il quadro complessivo continua a essere positivo e il Messico mantiene un ruolo centrale nelle strategie di internazionalizzazione delle aziende italiane.

Per molti imprenditori il Messico non rappresenta più soltanto un mercato emergente, ma il punto di partenza per conquistare tutto il Nord America. È questa la ragione per cui, nonostante i cambiamenti dell’economia mondiale, il Paese continua a essere considerato una delle destinazioni più interessanti per chi guarda oltre i confini europei.




Il Vinitaly sbarca a New York a bordo dell’Amerigo Vespucci

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La nave scuola Amerigo Vespucci, considerata da molti “la nave più bella del mondo”, fa tappa a New York portando con sé non solo la tradizione della Marina Militare italiana, ma anche una delle eccellenze più rappresentative del nostro Paese: il vino.

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Durante la sosta nel porto della Grande Mela sarà infatti presentata la prossima edizione di Vinitaly.USA, l’iniziativa nata per rafforzare la presenza del vino italiano sul mercato nordamericano e creare nuove opportunità di incontro tra produttori, importatori e operatori del settore.

L’evento, organizzato da Veronafiere, Vinitaly e ITA – Italian Trade Agency, vuole valorizzare non soltanto la qualità delle produzioni italiane, ma anche la straordinaria varietà dei territori vitivinicoli della Penisola, sempre più apprezzati dai consumatori americani.

La scelta dell’Amerigo Vespucci come sede dell’iniziativa non è casuale. La nave rappresenta da quasi un secolo un simbolo dell’Italia nel mondo e, durante il suo tour in Nord America, è diventata anche una vetrina itinerante della cultura, dell’industria e dell’enogastronomia italiane.

Gli Stati Uniti restano uno dei mercati più importanti per il vino italiano. Nonostante le incertezze legate ai dazi e all’andamento dell’economia internazionale, le etichette italiane continuano a occupare una posizione di primo piano nelle preferenze dei consumatori americani.

Per le migliaia di imprenditori italiani del settore vitivinicolo, iniziative come Vinitaly.USA rappresentano un’occasione concreta per consolidare la presenza sul mercato e aprire nuovi canali commerciali.

Il punto di Fatti Nostri

La promozione del Made in Italy non passa soltanto attraverso le fiere specializzate.

Portare Vinitaly a bordo dell’Amerigo Vespucci significa unire due simboli dell’Italia: uno racconta la nostra storia sul mare, l’altro racconta la qualità di un prodotto che continua a essere ambasciatore del Paese in tutto il mondo.

Negli Stati Uniti, dove vivono milioni di cittadini di origine italiana, questo connubio assume anche un forte valore culturale e identitario.




Messico e Unione Europea rafforzano la partnership: più commercio e nuove opportunità per le imprese italiane

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Il Messico e l’Unione Europea rafforzano i loro rapporti economici e politici con la firma degli accordi modernizzati che puntano ad ampliare il commercio, gli investimenti e la cooperazione nei settori strategici. L’intesa apre nuove opportunità anche per le imprese italiane, già molto presenti nel mercato messicano.

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Il nuovo accordo prevede una maggiore apertura dei mercati, procedure più semplici per le aziende, nuove opportunità per il settore agroalimentare europeo e una più stretta collaborazione nelle tecnologie pulite, nella transizione energetica e nella digitalizzazione. L’Unione Europea considera il Messico uno dei partner più importanti dell’America Latina.

Il commercio tra UE e Messico vale oggi circa 100 miliardi di euro l’anno tra beni e servizi. Per l’Italia il Messico rappresenta il primo mercato di destinazione dell’export in America Latina e uno dei Paesi con le maggiori prospettive di crescita per il Made in Italy.

Secondo Bruxelles, il rafforzamento della partnership consentirà di sviluppare nuove collaborazioni nei settori della mobilità sostenibile, dell’economia circolare, delle materie prime critiche e delle infrastrutture, offrendo ulteriori occasioni di investimento alle imprese europee.




Dove conviene aprire un’impresa in Centro America? Guida per gli imprenditori italiani

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Molti italiani guardano al Centro America con interesse, attratti da un mercato in crescita, da costi operativi spesso inferiori a quelli europei e dalla possibilità di espandere la propria attività in un’area strategica tra Nord e Sud America.

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Ma qual è il Paese più adatto per investire?

La risposta dipende dal settore in cui si intende operare, dal capitale disponibile e dagli obiettivi dell’impresa. Tuttavia, alcuni Paesi offrono condizioni decisamente più favorevoli di altri.

1. Panama: il punto di riferimento per gli investitori

Panama è considerato il Paese più competitivo della regione per chi desidera avviare un’attività.

L’economia è stabile, il dollaro statunitense è la valuta di riferimento e il sistema bancario è tra i più sviluppati dell’America Latina. Il Canale di Panama continua a fare del Paese uno dei principali hub commerciali e logistici del continente.

È particolarmente indicato per aziende che operano nell’import-export, nella logistica, nei servizi professionali, nella consulenza e nel commercio internazionale.

2. Costa Rica: qualità della vita e turismo

Il Costa Rica è uno dei Paesi più stabili dell’America Latina.

Negli ultimi anni ha attirato numerosi imprenditori stranieri grazie alla sicurezza, all’attenzione per l’ambiente e a un turismo ormai consolidato.

È una destinazione interessante per hotel, ristoranti, attività legate all’ecoturismo, servizi digitali e consulenze professionali.

Di contro, il costo della vita e degli immobili è superiore rispetto alla maggior parte degli altri Paesi centroamericani.

3. Guatemala: il mercato più grande

Con oltre 18 milioni di abitanti, il Guatemala offre il mercato interno più ampio della regione.

È una destinazione interessante per industria, distribuzione commerciale, agricoltura e trasformazione alimentare.

Richiede però una buona conoscenza del mercato locale e una pianificazione accurata.

4. El Salvador: il Paese che sta cambiando

Negli ultimi anni El Salvador ha migliorato sensibilmente il quadro della sicurezza e ha avviato politiche per attrarre investimenti stranieri.

Il turismo è in crescita, così come l’interesse per il settore tecnologico e digitale.

Molti osservatori ritengono che sia uno dei mercati emergenti da seguire con maggiore attenzione.

5. Belize: piccolo ma interessante

Belize presenta caratteristiche particolari.

La lingua ufficiale è l’inglese, il turismo continua a crescere e il settore immobiliare offre ancora alcune opportunità.

Il mercato interno è limitato, ma può essere una buona scelta per chi punta su turismo, nautica e servizi destinati agli stranieri.

E gli altri Paesi?

Honduras e Nicaragua possono offrire opportunità in alcuni settori specifici, ma richiedono una valutazione molto attenta del contesto normativo, economico e politico.

Prima di investire

Aprire un’impresa all’estero non significa soltanto scegliere il Paese giusto.

È fondamentale conoscere la normativa locale, il sistema fiscale, le procedure per ottenere permessi e licenze e, soprattutto, analizzare il mercato prima di investire.

Un buon business plan e l’assistenza di professionisti qualificati possono evitare errori costosi.

Il punto di Fatti Nostri

Non esiste il Paese perfetto per tutti.

Chi cerca un ambiente favorevole agli affari troverà in Panama una scelta difficilmente eguagliabile.

Chi punta sulla qualità della vita e sul turismo potrebbe preferire il Costa Rica.

Chi vuole entrare in un mercato più grande guarderà con interesse al Guatemala.

L’aspetto più importante, però, resta sempre lo stesso: non innamorarsi di un Paese prima di aver studiato il mercato.

Nei Caraibi e in Centro America le opportunità esistono, ma il successo dipende molto più dalla preparazione dell’imprenditore che dalla destinazione scelta.




Repubblica Dominicana, esplode la protesta sui social contro l’aumento della ritenuta fiscale

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L’aumento della ritenuta dell’Imposta sul Reddito continua a far discutere nella Repubblica Dominicana. Sui social migliaia di utenti criticano la nuova misura fiscale e chiedono chiarimenti al Governo.

L’aumento della ritenuta dell’Imposta sul Reddito (ISR), previsto dalla recente riforma fiscale, continua ad alimentare un acceso dibattito nella Repubblica Dominicana.

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Dopo l’entrata in vigore della misura, i social network si sono riempiti di commenti critici da parte di professionisti, imprenditori e semplici cittadini che contestano l’aumento della pressione fiscale.

Molti utenti sostengono che il passaggio dal 10% al 15% della ritenuta rappresenti un ulteriore aggravio in un momento in cui il costo della vita è già aumentato sensibilmente. Altri temono che il maggiore prelievo finisca per tradursi in un aumento dei prezzi dei servizi professionali e dei canoni di locazione.

Tra i commenti ricorrono soprattutto tre richieste: maggiore trasparenza sull’utilizzo delle nuove entrate fiscali, misure di contenimento della spesa pubblica e un dialogo più aperto con le categorie interessate prima dell’introduzione di nuovi tributi.

Il Governo difende invece la riforma, sostenendo che le nuove misure sono necessarie per rafforzare le finanze pubbliche e garantire maggiori risorse ai servizi dello Stato. Il confronto, però, appare destinato a proseguire anche nelle prossime settimane.

Per gli italiani residenti nella Repubblica Dominicana il dibattito merita attenzione. Al di là delle opinioni espresse sui social, la discussione conferma come il tema fiscale sia oggi uno degli argomenti più sensibili nel Paese e come ogni nuovo provvedimento sia destinato ad avere ripercussioni non solo economiche, ma anche politiche e sociali.




Italia e Canada rafforzano la cooperazione energetica: nuove opportunità anche per le imprese italiane

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L’Italia e il Canada compiono un nuovo passo nella collaborazione energetica. A margine della Conferenza mondiale sull’efficienza energetica dell’International Energy Agency, svoltasi a Montréal, il ministro italiano dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e il ministro canadese dell’Energia e delle Risorse Naturali, Tim Hodgson, hanno confermato l’ingresso nella fase operativa del Dialogo ministeriale tra i due Paesi.

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L’intesa riguarda alcuni dei dossier più strategici dei prossimi anni: sicurezza energetica, gas naturale liquefatto (GNL), minerali critici, energie rinnovabili e cooperazione nel settore nucleare. I due governi hanno inoltre deciso di avviare un tavolo tecnico permanente per trasformare gli impegni politici in progetti concreti.

Per l’Italia il Canada rappresenta un partner affidabile, ricco di risorse naturali e materie prime indispensabili per la transizione energetica. Per Ottawa, invece, la collaborazione con Roma rafforza i rapporti con uno dei principali Paesi industriali europei e membro del G7.

Ma questa collaborazione potrebbe avere effetti anche sul mondo produttivo. Le aziende italiane attive nei settori dell’energia, delle tecnologie ambientali, dell’ingegneria e dell’innovazione potrebbero trovare nuove occasioni di partnership e investimento in un mercato stabile e in continua evoluzione.

Per gli oltre centomila italiani residenti in Canada, l’intensificazione dei rapporti tra i due Paesi rappresenta inoltre un segnale positivo di rafforzamento delle relazioni economiche e istituzionali.

Il dialogo energetico non produrrà risultati immediati, ma conferma una tendenza ormai evidente: Italia e Canada intendono costruire una collaborazione sempre più stretta su temi destinati a influenzare l’economia dei prossimi decenni.