Imprenditori campani incontrano la Baviera

imprenditori campani incontrano la baviera

imprenditori campani incontrano la bavieraIl Console Generale d’Italia a Monaco di Baviera, Sergio Maffettone, ha accolto una delegazione di personalità istituzionali e imprenditori proveniente dalla Campania. In collaborazione con ITALCAM, – nelle persone della sua Presidente, Annamaria Andretta, e del suo Segretario Generale, Alessandro Marino – il Consolato Generale ha organizzato due giorni d’incontri con istituzioni e aziende bavaresi, per consentire la promozione di uno scambio di idee e di esperienze imprenditoriali tra le realtà dei due territori, prendendo in considerazione settori di interesse reciproco.

“Questa prima missione, organizzata da Promos Italia e ITALCAM – Camera di commercio Italo-tedesca, è stata molto importante per definire gli ambiti di possibile cooperazione tra imprenditori campani e bavaresi. La Baviera è, infatti, uno dei Länder più industrializzati d’Europa e caratterizzato da una forte presenza di immigrazione, vecchia e nuova, dalla Campania. Ci sono tutte le premesse per un rafforzamento dei rapporti economici, commerciali e turistici tra le due regioni. Come Consolato siamo pronti a fornire tutto il necessario sostegno istituzionale. La presenza dei Presidenti delle Camere di Commercio di Salerno e Caserta e del Distretto Aerospaziale Campano ha contribuito a dare autorevolezza alla missione ed è la migliore garanzia per uno sviluppo efficace dei seguiti della missione” ha dichiarato il Console Generale Sergio Maffettone.

La delegazione campana era composta da Tommaso De Simone, Presidente della CCIAA di Caserta; Andrea Prete, Presidente di Unioncamere nazionale, oltre che della CCIAA di Salerno; Antonio Marchiello, Assessore alle attività produttive della Regione Campania; Vincenzo Giannotti, Presidente di Tarì – Marcianise; Luigi Carrino, Presidente del Distretto Aerospaziale Campania – DAC; Gustavo Ascione, Presidente della Rete d’imprese “San Leucio Textile”; Letizia Davide, Vicepresidente del Consorzio Mozzarella di Bufala Campana DOP; Donatella Cagnazzo, Presidente Fondazione Sistema Irpinia e coordinatrice dell’evento.




Nuovo record di investimenti esteri in Messico nel 2023

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investimentivertNel corso del 2023, i flussi di investimenti diretti esteri (IDE) verso il Messico sono cresciuti del 2,2% rispetto al 2022, raggiungendo la cifra di 36,06 miliardi di dollari e segnando un record per il secondo anno consecutivo, secondo i dati preliminari diffusi ieri pomeriggio dal ministero dell’Economia.

Se si scontano dall’importo degli IDE del 2022 gli afflussi atipici corrispondenti alla ristrutturazione di Aeroméxico e alla fusione di Televisa e Univisión (che ammontano a quasi 6,9 miliardi di dollari), la crescita degli IDE nel 2023 è ancora maggiore e si attesta al 26,9%, ha precisato il ministero in un comunicato.

La maggior affluenza di capitali si è concentrata nella prima metà dell’anno. Al 30 giugno 2023, il calcolo preliminare degli IDE ammontava a 29.041 milioni di dollari, pari all’80% del totale annuale.

Il record di IDE precedente a quelli degli ultimi due anni si era registrato nel 2013, con un importo di 35,19 miliardi di dollari.

Il nuovo massimo coincide con l’interesse per il Paese nel contesto della tendenza alla delocalizzazione delle strutture produttive (nearshoring), provenienti principalmente dall’Asia.

Questo fenomeno, sommato ai maggiori investimenti pubblici legati ai progetti infrastrutturali del governo del presidente Andrés Manuel López Obrador, ha motivato una significativa ripresa delle attività produttive, che sono oggi il motore trainante dell’economia messicana.

Alla fine del terzo trimestre dello scorso anno, gli investimenti fissi lordi —che mostrano come il valore aggiunto nell’economia viene investito anziché consumato— erano cresciuti del 19,7% (El Economista).

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Tajani; firma di accordi per il sostegno al settore energetico dell’Ucraina

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3Nel quadro della sua partecipazione alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, ha firmato oggi alcuni accordi con cui il nostro Paese sosterrà il settore energetico ucraino.

Il Vicepremier ha dichiarato: “l’Italia è stata al fianco dell’Ucraina sin dall’inizio dell’aggressione russa e oggi confermiamo la nostra volontà di aiutare gli amici ucraini anche nel settore strategico delle infrastrutture energetiche. Un sostegno che porteremo anche con la Presidenza italiana del G7, che continuerà a tenere alta l’attenzione sull’Ucraina, e con la Conferenza sulla Ricostruzione dell’Ucraina che l’Italia ospiterà nel 2025.”

Gli accordi firmati oggi dal Ministro Tajani, dal Ministro degli Affari Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, e dalla Presidente della BERS, Odile Renaud-Basso, definiscono i termini di un prestito agevolato di 100 milioni di euro provenienti dalle risorse del Fondo Rotativo per la Cooperazione allo Sviluppo, gestito da Cassa Depositi e Prestiti (CDP). Con questi fondi, l’Italia fornirà un supporto a Ukrhydroenergo, la principale società idroelettrica ucraina. Il credito italiano sarà parte integrante di un programma del valore complessivo di 200 milioni di euro – gli altri 100 milioni di euro saranno forniti direttamente dalla BERS – a favore della società statale ucraina.

Tajani ha firmato inoltre con la Presidente della BERS Renaud-Basso un accordo quadro per possibili nuove iniziative in aree di comune interesse, inclusi paesi africani, dove la BERS espanderà la propria operatività. Esso potrà servire da modello per eventuali analoghi partenariati anche con altre istituzioni finanziarie internazionali, in linea con lo spirito del Piano Mattei.




Colombia, Enel inaugura il più grande Parco Solare del Paese

colombia enel inaugura il piu grande parco solare del paese

colombia enel inaugura il piu grande parco solare del paeseEnel Green Power ha dato vita ad un nuovo Parco Solare in Colombia, a La Loma, nel dipartimento di César. Si tratta del più grande impianto di produzione di energia solare nel Paese. Alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato anche l’Ambasciatore d’Italia in Colombia, Giancarlo Maria Curcio, insieme al Presidente della Repubblica Gustavo Petro Urrego; Javier Eduardo Campillo, Vice Ministro dell’Energia; Elvia Milena San Juan Dávila, governatrice di Cesar e Jesús Alberto Ortiz Hernández, Sindaco del Comune di El Paso.

Nel suo discorso, l’Ambasciatore Curcio ha sottolineato il significato della realizzazione da parte di una primaria impresa italiana privata, ma con partecipazione pubblica, di un impianto a favore dello sviluppo economico e sociale del Paese e in linea con il comune interesse verso il passaggio alle energie rinnovabili, con prodotti d’eccellenza tecnologica italiana nel quadro dei tradizionali e stretti rapporti di amicizia e vicinanza esistenti tra i due Paesi. Ha inoltre valorizzato, anche nell’ottica della ricorrenza dei 160 anni di rapporti diplomatici bilaterali che si celebrano quest’anno, le solide relazioni tra i due paesi grazie anche alla presenza nel tempo di connazionali, ed oggi anche di Aziende italiane come ENEL, coinvolti fortemente nello sviluppo del paese.

Il Presidente Petro ha ricordato l’importanza della transizione energetica con l’uso di rinnovabili come quella in corso di inaugurazione e come la decarbonizzazione del paese sia tra le sue priorità.




Internazionalizzazione delle Pmi negli USA: incontri in 4 città italiane per la CCI Miami

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16iaccsQuattro giorni, quattro diverse città italiane, quattro ore per informare e agevolare quelle PMI italiane che desiderano esplorare nuove opportunità in uno dei mercati più dinamici al mondo: gli Stati Uniti, avvalendosi dell’esperienza della Camera di Commercio Italiana a Miami e di professionisti esperti sul mercato USA. È quanto si terrà, nella seconda metà di marzo (tra il 18 e il 21), con i “MEET U.S. Roadshow“, gli incontri organizzati dalla Camera di Commercio Italia-USA – Sud-Est (IACCSE).
Il Roadshow si svolgerà in 4 tappe: si parte lunedì 18 marzo da Napoli, dalle ore 14 alle 19 presso la Sala Conferenze Regione Campania, si prosegue da Roma, martedì, 19 marzo, con lo stesso orario presso la Sala Danilo Longhi di Unioncamere, e poi ancora a Prato, mercoledì 20 marzo, sempre dalle 14 alle 19 presso l’Auditorium Confindustria Toscana Nord, e si chiude giovedì 21 marzo a Treviso, sempre 14-19 presso la Sala conferenze CCIAA Treviso.
I relatori dell’evento, esperti di settore selezionati dalla Camera di Commercio, affronteranno gli aspetti relativi alle questioni strategiche, commerciali, doganali, legali e fiscali legate all’espansione di un’attività imprenditoriale sul mercato statunitense. Al termine di ogni conferenza si svolgerà un momento di networking per favorire l’incontro tra le aziende partecipanti e i relatori.
6 le principali tematiche: l’economia del Southeast degli USA e la presenza delle imprese italiane; la fiscalità delle imprese italiane negli Stati Uniti; essere imprenditori negli Stati Uniti, accorgimenti e suggerimenti; come ottenere il Visto per lavorare negli Stati Uniti; export negli USA: L’importanza di una corretta pianificazione logistica; strumenti di finanziamento agevolato per lo sviluppo commerciale delle imprese italiane.
La partecipazione all’evento è Gratuita ma è necessaria la registrazione, che si può ultimare tramite il form di adesione. (aise) 




Usa: le banche regionali di nuovo in subbuglio

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bankofamericaDopo il collasso di tre istituti di credito regionali statunitensi nel marzo scorso il settore è di nuovo sotto stress. Infatti, in un solo giorno le azioni della New York Community Bank (Nycb) sono crollate del 38%, dopo aver riportato una perdita di 252 milioni di dollari nell’ultimo trimestre. Anche l’indice bancario regionale Kbw è sceso del 6%, il suo più grande calo giornaliero da maggio.
Non sono crolli improvvisi e momentanei. Le perdite sono continuate, colpendo altre banche regionali, tra cui la Bank of California, la BankUnited con base in Florida, la Western Alliance Bank dell’Arizona, la Bank OZK dell’Arkansas e la Valley National Bank del New Jersey.
È utile ricordare che in queste situazioni c’è sempre una certa speculazione che soffia sul fuoco. Si stima che chi ha scommesso sul crollo delle azioni delle banche regionali abbia registrato profitti per 685 milioni di dollari in un giorno!
Perciò gli investitori e le autorità di regolamentazione sono di nuovo in allerta. Una delle cause sarebbe l’esposizione al mercato immobiliare commerciale che è da tempo in difficoltà. Ci sarebbero state delle grosse perdite sui prestiti immobiliari concessi. Le banche sono state e sono costrette ad accantonare cospicui fondi per coprire eventuali perdite.
C’è anche una nefasta eredità lasciata dalla pandemia: il valore di molti immobili, infatti, sarebbe crollato poiché milioni di lavoratori sono ancorati al lavoro a distanza, lasciando gli uffici vacanti o sottoutilizzati.
Ancora una volta, però, è soprattutto l’alto tasso d’interesse della Federal Reserve al 5,5% a mettere in difficoltà molte banche, colme di titoli Treasury in perdita, e a rendere difficile il pagamento dei prestiti accesi dagli investitori immobiliari. Anche la recente decisione del governatore Jerome Powell di non ritoccare al ribasso i tassi ha dato una spallata al mercato.
Vi è poi la richiesta da parte della Federal deposit insurance corporation (Fdic) alle banche di riempire i suoi fondi svuotati per i salvataggi fatti la scorsa primavera. La Fdic è l’agenzia indipendente del governo Usa che garantisce i depositi fino a 250.000 dollari. Si stima che le banche regionali americane dovrebbero versarle almeno 500 milioni di dollari. Inoltre, per sopravvivere molte banche regionali starebbero portando avanti numerose operazioni di fusione/acquisizione e ciò renderebbe il mercato più instabile, volatile.
La crisi immobiliare americana sta mettendo, com’era prevedibile, in serie difficoltà anche alcune banche europee, canadesi e giapponesi esposte sul mercato immobiliare statunitense. Al riguardo, la banca privata svizzera, gestore patrimoniale, Julius Baer ha registrato forti ribassi dei suoi profitti e altre banche maggiori, come la Deutsche Bank, hanno dovuto accantonare delle riserve extra per far fronte a eventuali perdite su investimenti immobiliari americani.
Anche i salvataggi fatti lo scorso anno hanno lasciato dei buchi irrisolti. Ad esempio, la Nycb ha registrato delle difficoltà a seguito dell’acquisizione di prestiti per un valore di 13 miliardi di dollari dalla Signature Bank di New York, uno dei tre istituti di credito falliti lo scorso anno.
Molte banche regionali lamentano rilevanti diminuzioni del loro cosiddetto “net interest income” (Nii), che è la differenza tra quanto esse guadagnano sui prestiti concessi e gli interessi pagati sui depositi. Per riuscire a trattenere i depositi dei clienti in fuga e in cerca di compensi più alti, esse hanno dovuto alzare gli interessi offerti.
In un recente discorso, Michael J. Hsu, presidente dell’Office of the Controller of the Currency (Occ), l’agenzia federale di vigilanza bancaria, ha analizzato le crisi bancarie del 2023 evidenziando tre grandi problematiche: la “fuga dei depositi” non assicurati è sempre più veloce; mantenere degli asset liquidi non è sufficiente in caso di grave stress; il contagio colpisce le grandi banche anche in mancanza di un loro rapporto diretto con quelle regionali in crisi. Si ricordi che nella Silicon Valley Bank, il cui fallimento è stato il secondo più grande della storia Usa, il 90% dei depositi non erano assicurati e, al sorgere della crisi, in precipitosa fuga.
Hsu ha inoltre riportato che la Fdic evidenzia che i depositi non assicurati sono aumentati del 10% annuo, passando dai 2.300 miliardi di dollari del 2009 ai 7.700 miliardi del 2022. Molte più banche si basano su depositi non assicurati. Inoltre, le banche, che sono visionate dall’Occ, hanno 12.000 miliardi di dollari di depositi, il 40% dei quali, pari a 4.800 miliardi, è senza l’assicurazione della Fdic.
In altre parole, il sistema bancario americano è seduto su una bomba a orologeria. In caso di stress o di crisi, i “run”, cioè le fughe dei depositanti dalle banche, diventerebbero incontrollabili. Continuiamo a pensare che il G20 debba affrontare il tema di una riforma radicale del sistema che non riguarda soltanto gli Usa.

(mario lettieri*\paolo raimondi**\aise)
* già sottosegretario all’Economia
** economista




Commercio estero: avanzo commerciale di oltre 34 miliardi nel 2023

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downloadBuone notizie sul fronte del commercio estero: nel 2023 l’Italia ha registrato un avanzo commerciale pari a 34,5 miliardi di Euro, rispetto a un 2022 in cui lo stesso dato evidenziava un saldo negativo di 34 miliardi di euro. Nel 2023 l’Italia ha esportato beni per 626,2 miliardi di euro, con una crescita dei valori medi unitari del 5,3%: le aziende italiane aumentano il loro potere di mercato, sfidando le incertezze dei mercati internazionali e occupando nuovi spazi nei mercati in crescita.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani commenta: “L’economia italiana si dimostra solida anche in un contesto internazionale molto difficile. Penso innanzitutto alle difficoltà del nostro principale partner economico, la Germania, che hanno un effetto diretto sulla contrazione del nostro export bilaterale. In generale però miglioriamo l’export e gestiamo le difficoltà del mercato dell’energia. Il Governo ha messo al centro delle sue politiche una strategia per l’export che viaggia di pari passo con ogni azione in politica estera che consolidi il ruolo dell’Italia nel mondo”.

A livello geografico, a fronte del rallentamento dei mercati europei, si registra un forte incremento nei Paesi extra-europei: Cina (+16,8%), Paesi OPEC (+12,3%), Oceania e altri territori (+11,9%), India (+7,6%), Turchia (+6,4%), Medio Oriente (+5,4%), Paesi ASEAN (+5,3%), Paesi MERCOSUR (+4,7%), Stati Uniti (+3,4%).

In termini settoriali, è stato molto positivo l’andamento delle vendite di macchinari e apparecchi (+8,8%), autoveicoli (+20,8%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+5,8%).

Tajani ricorda che “con un’economia altamente diversificata (siamo leader nell’esportazione di circa 1000 prodotti), l’Italia conferma la sua vocazione all’internazionalizzazione, anche grazie alla diplomazia della crescita: un’azione che ho voluto promuovere con forza, rafforzando la collaborazione tra ICE, SACE, SIMEST e rete diplomatica”.




Padiglione italiano al Wine Paris & Vinexpo Paris

padiglione italiano al wine paris e vinexpo paris

padiglione italiano al wine paris e vinexpo parisL’Ambasciatrice Emanuela D’Alessandro, insieme al Presidente dell’Agenzia ICE, Matteo Zoppas, al Direttore della Società organizzatrice, Rodolphe Lameyse, e al Direttore dell’Ufficio di Parigi dell’ICE, Luigi Ferrelli, ha inaugurato il 12 febbraio il Padiglione italiano al Salone Wine Paris & Vinexpo Paris. Il salone organizzato da Vinexposium, alla sua V edizione, è la principale fiera del settore wine and sprits in Francia e tra le tre principali in Europa.

Nel contesto delle attività promozionali a sostegno del vino italiano, l’Agenzia ICE ha coordinato la partecipazione congiunta di imprese italiane al Salone, con circa 120 produttori italiani in rappresentanza di 17 regioni. Oltre alle aziende presenti nel quadro della collettiva organizzata da ICE, vi sono nel salone altre 500 presenze italiane tra aziende, istituzioni, Regioni e consorzi che rendono l’Italia, con oltre 600 espositori, il primo Paese dopo la Francia.

Il Salone, inaugurato oggi presso Paris Expo Porte de Versailles dal Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Marc Fesneau, e dal Ministro dei conti pubblici, Thomas Cazenave, accoglierà buyers e operatori provenienti da tutto il mondo fino al 14 febbraio. All’evento sono infatti attesi oltre 4.000 espositori, provenienti da 56 Paesi, e oltre 40.000 operatori commerciali, provenienti da tutto il mondo, in un momento chiave dell’anno per riunire tutti gli attori della professione attorno ad una iniziativa che promuove territorio, vini e liquori di tutto il mondo.




Tajani. Farnesina e ICE lanciano sportello “Bonus Export Digitale Plus” per l’internazionalizzazione delle PMI

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phpthumb generated thumbnailPrende oggi avvio lo sportello “Bonus Export Digitale Plus”, un nuovo programma di incentivi alle imprese promosso dal MAECI e ICE-Agenzia, con il supporto tecnico di Invitalia, dedicato all’internazionalizzazione digitale delle piccole e medie imprese italiane (PMI).

“Il Bonus Export Digitale Plus vuole offrire uno strumento concreto alle PMI per rafforzare il loro processo di digitalizzazione e renderle più capaci di rispondere alle sfide della competitività, con una particolare attenzione verso le aree più colpite dalle recenti alluvioni in Emilia Romagna, Marche e Toscana” ha sottolineato il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri On. Antonio Tajani.

“Le tecnologie digitali sono strumenti di immediata applicazione che consentono, in alcuni casi, risultati in breve tempo dando la possibilità di instaurare nuovi rapporti commerciali e creare valore. Auspichiamo che anche e soprattutto le aziende che hanno subito danni dagli eventi alluvionali possano sfruttare al meglio questa opportunità e porre le basi per uno sviluppo, grazie anche all’apertura verso i mercati internazionali” ha dichiarato il Presidente di ICE Agenzia Matteo Zoppas.

Con Bonus Export Digitale Plus sarà possibile finanziare consulenze digitali, realizzare sistemi di e-commerce, lanciare nuove strategie di comunicazione e digital marketing, migliorare le dotazioni dell’azienda.

Al servizio di micro e piccole aziende e relative reti e consorzi che operano nel settore manifatturiero, è uno strumento che prevede un contributo a fondo perduto di 10.000 euro, a fronte di spese ammesse di importo non inferiore a 12.500,00 euro (22.500 euro per reti e consorzi, a fronte di spese non inferiori a 25.000 euro). La dotazione finanziaria prevede inoltre una riserva di 4,5 milioni di Euro a favore esclusivamente di aziende con sede nei Comuni di Emilia-Romagna, Marche e Toscana più colpiti dalle alluvioni che hanno decretato lo stato di emergenza.

La domanda può essere presentata dalle 10:00 del 13 febbraio alle 10:00 del 12 aprile 2024 sul portale disponibile al seguente indirizzo: https://www.ice.it/it/bonus-export-digitale




Prima riunione del Sistema Italia in Svizzera

prima riunione del sistema italia in svizzera

prima riunione del sistema italia in svizzeraSi è svolta a Berna la prima riunione del Sistema Italia in Svizzera con la partecipazione degli Enti preposti alla promozione della presenza italiana nella Confederazione.

Un’importante occasione di confronto per condividere la strategia complessiva di promozione della presenza italiana in Svizzera per il 2024, anno che si preannuncia interessante per lo sviluppo dei rapporti commerciali bilaterali, che già vedono un interscambio complessivo di circa un miliardo di euro alla settimana. Durante il confronto, si è convenuto su alcune linee direttrici per l’azione promozionale del Sistema Italia a sostegno delle imprese, puntando sull’integrazione tra ambienti innovativi e sistema manifatturiero, il supporto all’agroalimentare di qualità, al settore aerospaziale e alla cooperazione scientifica tra i due Paesi.

Nel discorso introduttivo, l’Ambasciatore d’Italia Gian Lorenzo Cornado (foto) ha sottolineato che i rapporti Italia-Svizzera hanno avuto un forte rilancio grazie alla Visita di Stato del Signor Presidente della Repubblica in Svizzera e ai numerosi incontri bilaterali che si sono tenuti nell’ultimo anno. Un rapporto stretto di amicizia, partenariato e buon vicinato che si fonda su un solido patrimonio comune, nel quale l’italianità riveste un ruolo fondamentale.

Sono oltre mille le aziende italiane attive in Svizzera nei principali settori produttivi, dal comparto finanziario-assicurativo a quello farmaceutico, passando per l’automobile, l’agroalimentare e il comparto tessile e moda, e circa 1400 le imprese svizzere in Italia.

Alla riunione, che si è svolta lo scorso 30 gennaio, hanno partecipato i Consoli Generali d’Italia a Lugano e Ginevra, i Consoli a Basilea e Zurigo, il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo, il Direttore dell’Agenzia ICE Berna, la Presidente della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (CCIS) e i rappresentanti di alcune tra le più importanti imprese italiane operanti in Svizzera, fra le quali BPS Suisse, Divina Food, ENI Suisse, ITA Airways, MSC, Pirelli.