Istat. Export extra-UE in calo a novembre

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frecciaexportA novembre 2023 l’Istat stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27, una riduzione congiunturale di analoga entità per le esportazioni (-3,0%) e le importazioni (-3,1%). La flessione su base mensile dell’export, continua l’Istat, riguarda tutti i raggruppamenti principali di industrie, a eccezione di beni di consumo durevoli (+2,6%), ed è dovuta soprattutto alle minori vendite di energia (-31,0%), beni intermedi (-3,4%) e beni di consumo non durevoli (-2,5%). Anche dal lato dell’import, a esclusione di beni strumentali (+1,7%), si rilevano diminuzioni congiunturali per tutti i raggruppamenti; le più ampie per energia (-7,5%) e beni di consumo durevoli (-4,5%).
Nel trimestre settembre-novembre 2023, rispetto al precedente, l’export registra una crescita modesta (+0,1%), sintesi di aumenti delle vendite di energia (+21,9%) e beni intermedi (+1,3%) e riduzioni di quelle di beni strumentali (-2,5%) e beni di consumo durevoli (-1,1%); stazionarie le esportazioni di beni di consumo non durevoli. Nello stesso periodo, l’import segna un aumento dell’1,0%, cui contribuiscono i soli maggiori acquisti di energia (+9,3%).
A novembre 2023, l’export flette su base annua del 3,7% (era +9,4% a ottobre). La flessione è dovuta alla contrazione delle vendite di energia (-16,4%), beni intermedi (-6.9%) e beni strumentali (-4,9%), mentre crescono le esportazioni di beni di consumo durevoli (+4,3%) e non durevoli (+0,5%). L’import registra una flessione tendenziale del 20,8%, generalizzata e più ampia per energia (-38,0%) e beni intermedi (-16,3%).
Sempre secondo i dati raccolti dall’Istat a novembre 2023, il saldo commerciale con i paesi extra Ue27 è positivo e pari a +6.224 milioni (+1.841 milioni a novembre 2022). Il deficit energetico (-5.187 milioni) è inferiore rispetto a un anno prima (-8.713 milioni) e l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici aumenta da 10.555 milioni di novembre 2022 a 11.410 milioni di novembre 2023.
L’Istat rileva inoltre ampie riduzioni su base annua delle esportazioni verso Svizzera (-23,7%), Regno Unito (-21,4%) e Giappone (-16,8%). Aumentano le vendite verso paesi Mercosur (+8,5%), Turchia (+7,4%), paesi Opec e Cina (per entrambi +5,6%) e Stati Uniti (+4,9%).
Tranne che da Regno Unito (+9,7%) e Turchia (+1,4%), le importazioni da tutti i principali paesi partner extra Ue27 sono in calo su base annua. Gli acquisti dalla Russia registrano la flessione tendenziale più ampia(-91,8%); marcate anche le riduzioni degli acquisti da paesi Opec (-36,1%), paesi Mercosur (-35,4%) e paesi Asean (-28,8%). (aise)




L’italiana Sicit investe 35 milioni di euro in Messico

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sicitmessicovertLa tecnologia italiana di recupero degli scarti della lavorazione della pelle arriva in Messico. Sicit, azienda fondata nel 1960 a Chiampo (Vicenza) all’interno dello storico distretto conciario, produce biostimolanti per l’agricoltura (formulati a base di idrolizzati proteici in grado di stimolare i processi metabolici delle piante), ritardanti per l’industria del gesso e un bioliquido per la produzione di energia elettrica: il tutto a partire dai residui di origine animale della concia, soprattutto carniccio e pelo.

Controllata da NB Renaissance e Intesa Holding, a cui partecipano le principali concerie della zona, ora è pronta ad aprire uno stabilimento in Messico con un investimento complessivo di 35 milioni di euro. Ha già creato una società con socio di minoranza locale e ha acquisito un terreno all’interno del Parque Industrial León-Bajio (Pilba) nello Stato del Guanajuato, a Nord di Città del Messico.

«Sta iniziando la fase di costruzione: sarà pronto alla fine del 2024. L’obiettivo è quello di intercettare i residui dell’industria conciaria della zona, per produrre biostimolanti. E avere una porta di accesso ai Paesi dell’accordo T-MEC/USMCA. Replichiamo uno dei due stabilimenti italiani, quello di Chiampo (Vicenza), che comporterà un ampliamento della produzione totale del 30-50%», racconta l’amministratore delegato Massimo Neresini (nella foto).

Il continente americano è una regione che Sicit guarda con attenzione. Quest’anno ha acquisito la cilena Patagonia Biotecnologia, azienda da 5 milioni di euro di fatturato attiva nella produzione di biostimolanti a base di alghe marine, che raccoglie nell’oceano Pacifico.

«Il mercato dei biostimolanti cresce a doppia cifra. Con l’acquisizione abbiamo allargato il nostro portafoglio ai prodotti di origine vegetale. Un filone che stiamo esplorando anche con altri brevetti di processo e di prodotto, oltre alle alghe. È un settore in cui vogliamo crescere. Oltre all’operazione in Messico stiamo programmando investimenti per l’espansione dell’azienda cilena e il consolidamento della rete commerciale nei Paesi che già raggiungiamo, la costruzione di un nuovo impianto di produzione a partire da vegetali e, infine, il miglioramento dei due stabilimenti italiani, di Chiampo e Arzignano», aggiunge Neresini.

Il riferimento è innanzitutto a un’azione di efficientamento che punta a sostituire il metano utilizzato negli impianti con il bioliquido prodotto, per arrivare all’autonomia energetica entro il 2030, complice anche un piano che prevede l’installazione di 4 MW di pannelli solari. È inoltre pronta a partire, nel sito di Arzignano, una nuova linea di produzione di glicinati e glicina pura, un aminoacido che migliora la produttività e la resistenza delle piante.

Sicit oggi, solo in Italia, conta circa 150 dipendenti. Ha registrato ricavi nel 2022 per 94,9 milioni di euro (con i biostimolanti responsabili circa del 65% del totale) e un Ebitda del 38%. Punta a chiudere il 2023 a 106 milioni di euro (includendo il risultato di Patagonia Biotecnologia), con un Ebitda del 40%. Nel 2015 fatturava 40,5 milioni; nel 2019, quando si è quotata in Borsa, era a 56,7, diventati 81,8 nel 2021, quando è avvenuta la revoca delle azioni dalla quotazione e l’ingresso del fondo NB Renaissance.

L’azienda lavora 140mila tonnellate all’anno di materiale —di cui l’81% da riciclo, mentre il resto sono prodotti usati per arricchire e trasformare i residui della lavorazione della pelle—, per la maggior parte proveniente dal distretto della concia in cui è situata, ma anche da altri siti sia europei che extra-europei. Investe il 4-5% del fatturato in ricerca e sviluppo, ha quattro laboratori (chimici, agronomici e di controllo qualità) in Italia, due filiali commerciali in Cina e in Usa e vende i propri prodotti nel mondo a 89 Paesi (Sara Deganello, Il Sole 24 Ore).

Foto: firstonline.info

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Toscana. Un bando per la promozione dei prodotti di qualità

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18agroalimentaretoscanaContribuire a migliorare la posizione degli agricoltori nella catena di valore, promuovere le politiche dell’Unione europea in materia di alimentazione e salute, affrontando temi come la produzione sostenibile di alimenti sani, la riduzione degli sprechi alimentari, il miglioramento del benessere degli animali. E ancora, promuovere e comunicare le caratteristiche dei prodotti di qualità alimentare, con i relativi aspetti nutrizionali, l’etichettatura, la rintracciabilità e i metodi di produzione a basso impatto ambientale: tutto questo rientra nell’obiettivo di aumentare il grado di conoscenza e il consumo dei prodotti di qualità da parte dei consumatori, sul mercato europeo. Allo stesso tempo, migliorare la redditività delle imprese e la loro posizione nella catena del valore, così come consolidare le filiere agroalimentari dei prodotti di qualità.
Per farlo, Regione Toscana ha aperto un bando attuativo dell’intervento “Promozione dei prodotti di qualità”, che può contare su una dotazione complessiva di 6 milioni di euro.
“Con questa iniziativa – dice la vicepresidente e assessora all’agroalimentare, Stefania Saccardi – sosteniamo i produttori e i loro Consorzi per far conoscere ancora meglio le eccellenze toscane. I produttori potranno attivare iniziative di informazione sulla qualità e sui processi produttivi, ma anche sulle proprietà nutrizionali e il legame con il territorio dove queste eccellenze nascono, rivolgendosi ai consumatori, addetti ai lavori, con azioni mirate per sostenere la commercializzazione dei prodotti sui mercati e nella ristorazione e favorire nei consumatori la conoscenza dei disciplinari e delle regole di produzione. I partecipanti potranno inoltre presentare progetti per iniziative a carattere pubblicitario, commissionare indagini di mercato e organizzare o partecipare a manifestazioni, fiere, eventi ed esposizioni. Anche questa azione sarà utile per promuovere il meglio del Made in Tuscany, e aprire sempre nuove opportunità alla diffusione delle nostre eccellenze”.
Chi può fare richiesta
I beneficiari sono le associazioni di produttori che partecipano ai regimi di qualità ossia: gruppi di produttori, anche temporanei, o le loro associazioni di qualsiasi natura giuridica, incluse le organizzazioni di produttori e le loro associazioni; organizzazioni interprofessionali; i Consorzi di tutela; cooperative agricole e loro consorzi; reti di impresa fra produttori dei regimi ammessi al sostegno
Importi
L’importo minimo del contributo pubblico richiesto/concesso, per singola domanda di aiuto, è pari a 21.000 euro.
L’importo del contributo massimo concedibile per singola domanda d’aiuto è pari a 420.000 euro (tale importo è condizionato all’approvazione della modifica del PSP 2022/2027 da parte della Commissione europea. In assenza di tale approvazione, l’importo è pari a 294.000,00). Nel caso in cui i beneficiari siano Aggregazione di Consorzi, di cui al punto 8 del paragrafo “Beneficiari/richiedenti il contributo massimo concedibile è pari a 630.000 euro.
L’intensità del sostegno è a fondo perduto pari al 70% dei costi ammessi. (aise) 




Made in Italy: parte il bando per la promozione all’estero dei marchi collettivi

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Parte il bando 2023 per la promozione all’estero di marchi collettivi e di certificazione: le domande per richiedere gli incentivi potranno essere presentate a partire dal 27 dicembre 2023 e fino al 23 gennaio 2024.
Ne dà notizia il Ministero delle imprese e del made in Italy, ricordando che la misura si rivolge alle associazioni rappresentative delle categorie, ai consorzi di tutela (art. 53 della legge 24 aprile 1998, n.128) e ad altri organismi di tipo associativo o cooperativo.
Le agevolazioni sono concesse nella misura del 70% delle spese valutate ammissibili, nella misura massima di 150 mila euro. Le spese dovranno riguardare Fiere e saloni internazionali; Eventi collaterali alle manifestazioni fieristiche internazionali; Incontri bilaterali con associazioni estere; Seminari in Italia con operatori esteri e all’estero; Azioni di comunicazione sul mercato estero, anche attraverso GDO e canali on-line; Creazione di comunità virtuali a supporto del marchio.
Le iniziative di promozione dovranno essere realizzate entro sei mesi dalla concessione del finanziamento.
La misura è promossa dal Mimit e gestita da Unioncamere. (aise) 




Seconda edizione di “Capitali della creatività italiana nel mondo”

festival of italian creativity

festival of italian creativityIl Consolato Generale a Boston, l’Ambasciata d’Italia a Riga e l’Ambasciata d’Italia a Tunisi sono le sedi vincitrici della seconda edizione del concorso “Capitali della Creatività Italiana nel Mondo” (Festival of Italian Creativity), iniziativa lanciata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale con l’obiettivo di stimolare e valorizzare le capacità progettuali della Rete estera nell’ambito della promozione integrata. La prima edizione dell’iniziativa aveva visto trionfare le proposte del Consolato di Detroit e dell’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne.

Questi i progetti vincitori:

Il Consolato Generale a Boston propone “Boston.IT”, un programma di promozione integrata e culturale e un evento “fieristico” che muove dalla ispirazione della creatività in quanto leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità e coerenza. Ideato con l’ambizione di un radicamento permanente sul territorio, il Festival ha l’obiettivo di attrarre prestigiosi attori locali e italiani all’interno della sua programmazione, che prevede presentazioni, dialoghi, tavole rotonde, panel di discussione che coinvolgeranno accademici, scienziati, ricercatori, opinion leader, dirigenti e manager d’azienda, spaziando dall’innovazione tecnologica all’architettura e design, passando per la cucina e per lo sport.

Il progetto presentato dall’Ambasciata d’Italia a Riga, “Italy is young”, propone un racconto inedito del talento italiano sotto i 35 anni: un festival di dieci settimane che racconta, attraverso una serie di conversazioni pubbliche, l’Italia creativa di oggi. L’iniziativa si distingue per la pluralità dei settori creativi e produttivi rappresentati, dalla moda alla musica, dal cinema all’innovazione, dalla letteratura allo sport. “L’Italia ambisce a diventare un Paese per giovani” sottolinea l’Ambasciatore d’Italia in Lettonia, Alessandro Monti. “Con Italy is young lo racconteremo al pubblico della Lettonia. I ragazzi e le ragazze italiane hanno qualcosa da dire: le loro storie dimostrano che creatività e italianità sono un binomio inscindibile”.

“IN SITU – TUNISI” è il progetto con cui l’Ambasciata d’Italia a Tunisi – in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e in sinergia con un gruppo di istituzioni ed attori produttivi locali – si propone di valorizzare il patrimonio di storia e cultura condiviso tra i due Paesi, per approfondire lo scambio creativo contemporaneo. Il programma, articolato in un ampio ventaglio di attività che toccano settori quali l’artigianato e il design, il cinema, la danza e il teatro, l’architettura, la moda, lo sport, vuole stimolare una riflessione sui legami tra energia, cultura, radici e innovazione per valorizzare lo straordinario soft power che tradizione, creatività, design e imprenditorialità offrono al nostro Paese.

Alla luce dell’interesse registrato per questa seconda edizione, l’iniziativa “Capitali della Creatività Italiana nel Mondo” verrà riproposta anche per la terza edizione nel 2024, con l’obiettivo di incoraggiare la promozione di nuove vetrine dell’Italia e del saper fare italiano, attraverso un’azione di promozione integrata declinata nelle tre dimensioni economica, culturale e scientifica nel quadro delle azioni di diplomazia della crescita e di diplomazia culturale promosse dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.




I vini dell’Emilia-Romagna nel registro delle Denominazioni di Origine Protette (DOP)

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uvavinoLa Commissione europea ha aggiunto al registro delle denominazioni di origine protette (DOP) i vini della regione Emilia-Romagna, in particolare dei comuni delle province di Bologna, Modena e Ravenna.
I vini dell’Emilia-Romagna, si legge nella scheda di Bruxelles, “sono prodotti in quattro categorie: vino, vino spumante, vino spumante di qualità e vino frizzante. Le caratteristiche uniche di questi vini derivano da un clima continentale caldo ma ventilato, associato a terreni di origine alluvionale ricchi di ciottoli e limo. Le escursioni termiche notte-giorno nel periodo estivo consentono un’ottimale maturazione dei grappoli e il mantenimento del patrimonio aromatico e acido dell’uva, che assicura la conseguente freschezza dei vini. Anche le competenze dei viticoltori locali risultano determinanti nella gestione del vigneto, dalla scelta del portainnesto al sistema di allevamento, dalla gestione della chioma alla regolamentazione degli apporti idrici, fino alle tecniche innovative di produzione degli spumanti”.
I vini “Emilia-Romagna” si basano principalmente sul vitigno Pignoletto con una piccola aggiunta di altri vitigni. I vini spumanti sono moderatamente aromatici, fruttati e presentano un’acidità percettibile, mentre i vini fermi presentano anche note floreali e una notevole mineralità.
La nuova denominazione è stata aggiunta all’elenco di 1.640 prodotti vitivinicoli già protetti. (aise)




Delegazione del Kazakistan ospite a Grosseto per conoscere l’eccellenza culinaria italiana

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img 20231216 wa0013A Grosseto, nella settimana dal 20 al 27 ottobre, Volare Consulting ha portato una delegazione Kazaka a vivere l’eccellenza culinaria italiana.

Il Kazakistan, situato nel cuore dell’Asia centrale, negli ultimi anni ha registrato una notevole crescita economica, creando una classe media sempre più orientata verso l’acquisto di prodotti di alta qualità. Questa tendenza lo ha reso mercato molto interessante per le imprese italiane, soprattutto per quelle dedite all’export food & beverage.

Nell’incontro B2B che si è svolto presso il residence Le Versagge di Braccagni, i delegati kazaki hanno avuto modo di sperimentare le secolari tradizioni dell’arte culinaria italiana, incontrare 50 aziende provenienti da tutte le regioni d’Italia in rappresentanza delle eccellenze enogastronomiche della penisola.

In particolare, tra le aziende ospiti provenienti da diverse regioni italiane, abbiamo visto spiccare alcune rappresentanti dalla Sicilia, come Donna di Coppe e Alcesti, della Toscana con Fattoria San Felo e il Biscottificio Belli, del Veneto con La Tordera e l’Azienda Damoli, della Liguria con l’Oleificio Alberti.

La cucina italiana è universalmente acclamata per la sua autenticità e la qualità dei suoi ingredienti, con prodotti come l’olio d’oliva extravergine ed il vino, che godono di fama in tutto il mondo. I delegati kazaki sono giunti a Grosseto grazie a una partnership con Volare Consulting, che li ha portati a vivere i pranzi e le cene dell’evento presso il rinomato ristorante toscano Re Sugo.

img 20231216 wa0016Nelle serate culinarie, due momenti in particolare hanno catturato l’attenzione. Si è trattato di due cene dimostrative dove, in una Porcobrado ha presentato il suo nuovo concept di fast food di alta qualità, mentre nell’altra (dedicata alla farina di mulino), lo chef Fabrizio Caponi deliziato i presenti con pizze, pane, pasta e varie ricette in cui la farina era protagonista assoluta.

I delegati kazaki sono giunti a Grosseto grazie a una partnership con Volare Consulting, azienda specializzata nell’internazionalizzazione delle imprese che ha partecipato all’evento anche come Buyer ufficiale.

L’incontro B2B ha permesso alla delegazione kazaka di incontrare i produttori italiani, discutere le modalità di esportazione e, soprattutto, stabilire relazioni di fiducia con i loro omologhi che hanno così approfondito la loro comprensione del mercato kazako e delle preferenze dei consumatori in uno scambio culturale e commerciale che ha gettato le basi per future collaborazioni e partnership.

Il Kazakistan infatti è sempre più interessato ai prodotti “Made in Italy”, al gusto ed alla tradizione italiana da presentare sulle tavole kazake e il trend di fruttuosa collaborazione si prevede in costante crescita nei prossimi anni.

A fronte del successo ottenuto con l’evento di Grosseto, Volare Consulting ha già annunciato per la fine di febbraio 2024 un viaggio in Kazakistan dove le aziende F&B italiane saranno protagoniste di una serie di incontri.

Davide Sardo, Amministratore Delegato di Volare Consulting, dice della manifestazione appena conclusa: “Abbiamo chiuso con estrema soddisfazione dei nostri ospiti questa tre giorni davvero importante che apre nuove prospettive per il mercato italiano in Kazakistan. La delegazione kazaka si è detta molto soddisfatta dell’invito e dell’organizzazione oltreché interessata ad approfondire ed individuare nuovi canali di distribuzione dei prodotti italiani nel loro paese”.




Il programma della Camera di Commercio Italiana in Messico per il 2024

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programmaccimvertLa Camera di Commercio Italiana in Messico (CCIM) ha diffuso oggi in un comunicato rivolto ai soci il programma provvisorio delle attività per il 2024.

«Ci impegniamo a continuare a offrire opportunità di contatto, gastronomia, sport e altri eventi che stimolino la crescita e la collaborazione tra i nostri membri», si legge nel testo.

Secondo il documento, il consiglio direttivo della CCIM si riunirà sei volte nel corso dell’anno e l’assemblea dei soci si svolgerà, come di consueto, nel mese di aprile (il 22 o il 29).

Tra le attività previste, spicca nel mese di marzo la prima edizione mondiale amatoriale della corsa ciclistica Milano-Sanremo, alla quale sono attesi circa 1.200 corridori.

Sempre nel terzo mese dell’anno si svolgerà l’Italian Fashion & Design Summit, un evento che mira a promuovere le eccellenze del Made in Italy nella moda e nel design e si configura come uno spazio per aprire un dialogo tra marchi, università, istituzioni e media di entrambi i Paesi.

Nel mese di aprile si svolgerà “Italia in Hidalgo”, un incontro che favorirà l’avvicinamento tra il governo locale e le imprese italiane insediate in questo Stato della Repubblica messicana attraverso una serie di convegni, mostre, incontri B2B e visite agli stabilimenti produttivi, unitamente a rappresentanti della pubblica amministrazione con l’obiettivo di favorire i rapporti commerciali.

Nel mese di maggio si svolgerà la 15ª edizione del torneo di golf Italia-Ferrari, mentre durante giugno si realizzeranno due corsi teorico/pratici di moda di una settimana ciascuno in Italia con studenti delle università Iberoamericana e Anáhuac.

Per settembre il programma prevede lo svolgimento di una Expo Posgrados a Città del Messico, Guadalajara e Monterrey con la presenza delle università italiane che partecipano al ciclo di conferenze su moda e design Encuentro Creativo —la cui edizione 2024 prevista per il mese di ottobre— con l’obiettivo di promuovere l’offerta accademica del Bel Paese.

Il mese di novembre sarà, come da tradizione, il più attivo dell’anno con la 7ª edizione di The Authentic Italian Table, la finale del 9° Campionato messicano della pizza e la 14ª edizione del Premio Italia-Messico.

I dettagli del programma preliminare della CCIM per il 2024 possono essere consultati qui.

Immagine: Camera di commercio italiana in Messico

da puntodincontro.mx




Imminente avvio dei ristori previsti dal Ministero degli Esteri per le aziende esportatrici della Toscana colpite dall’alluvione

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imagesCon l’approvazione alla Camera della Legge di Conversione del Decreto Legge n.145/2023 si è concluso l’iter legislativo per avviare l’erogazione dei ristori pari a 100 milioni di Euro stanziati dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a favore delle aziende esportatrici della Toscana colpite dalle alluvioni dello scorso novembre.

“Stiamo accelerando le procedure per offrire al più presto il necessario sostegno alle aziende toscane colpite dall’alluvione che hanno attività di export, e il Ministero degli Esteri e le Agenzie dell’export sono già al lavoro per garantire questo risultato” ha dichiarato il Ministro Antonio Tajani.

Al riguardo, in attesa della pubblicazione della norma in Gazzetta Ufficiale, e per accelerare le necessarie procedure, già in settimana si riunirà il Comitato Agevolazioni (organo interministeriale presieduto dalla Farnesina che amministra il Fondo di promozione integrata gestito da Simest) per approvare le modalità d’impiego dello stanziamento di 100 milioni di euro dedicati all’indennizzo dei danni.

Le aziende interessate possono già richiedere maggiori informazioni o segnalare le proprie esigenze chiamando il numero verde di SIMEST (800.020.030).




Washington. La pasta italiana va nello spazio

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15foodL’Ambasciata d’Italia a Washington ha ospitato ieri la conferenza stampa di presentazione dell’Italian Space Food Project, che porta la cucina italiana nello spazio, con la prossima missione Axiom 3 diretta verso la Stazione Spaziale Internazionale, il cui lancio è previsto per il 10 gennaio 2024. L’equipaggio, di cui fa parte il Colonnello dell’Aeronautica Militare Walter Villadei, gusterà infatti cibo italiano sia durante i 14 giorni di quarantena pre-partenza, con menu preparati per l’occasione da Rana, sia in orbita, grazie a prodotti creati ad hoc da Barilla. Il progetto si inserisce nel contesto della candidatura della cucina italiana al patrimonio immateriale dell’UNESCO, presentata dal governo italiano a fine marzo.
La conferenza stampa si è aperta con il messaggio che la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha inviato per il lancio dell’Italian Space Food Project: “non potevo far mancare il mio contributo alla presentazione di un progetto alla quale il Governo tiene molto e che rappresenta uno dei tanti tasselli del coinvolgimento del Sistema Italia nella missione Ax-3 di Axiom Space”, le parole della Premier. “È una missione estremamente importante che consentirà all’Italia di rafforzare la sua posizione nell’ambito dell’economia spaziale e delle attività in orbita bassa e permetterà alla nostra comunità scientifica, accademica ed industriale di fare grandi progressi”, ha aggiunto Meloni che ha inviato il suo “in bocca al lupo” a Villadei che oltre “ad essere il nostro portabandiera in questa missione” spetta “anche un altro compito: essere Ambasciatore della candidatura della cucina italiana a patrimonio culturale immateriale dell’umanità. L’Italia sarà, infatti, protagonista di questa missione anche con i suoi prodotti di qualità, con il suo cibo, amato e apprezzato in tutto il mondo”.
“Siamo molto orgogliosi di questa iniziativa, esempio concreto di come sia possibile coniugare la nostra tradizione con l’innovazione, l’amore per le proprie radici con il desiderio di andare oltre gli orizzonti conosciuti. E portare quell’identità nel futuro”, ha concluso Meloni.
È seguita la conferenza di presentazione del progetto, cui hanno partecipato il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, il chief technologist della NASA A.C. Charania, il Generale di Squadra Aerea dell’Aeronautica Militare Antonio Conserva, il Colonnello dell’Aeronautica Militare Walter Villadei, il CEO di Axiom Space Michael Suffredini, il vicepresidente del gruppo Barilla, Paolo Barilla, l’innovation manager del gruppo Rana, Giovanni Rana Jr. e il Presidente dell’Agenzia Ice, Matteo Zoppas.
Il ministro Lollobrigida, in particolare, ha sottolineato che “questa missione ha lo scopo di valorizzare ancora di più la candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio dell’Unesco. Il nostro cibo arriverà nello spazio. Questa è una tappa abbiamo cominciato lanciando la candidatura sulla nave più bella mondo, l’Amerigo Vespucci, e in tutto il mondo racconteremo attraverso la nostra cucina ciò che l’Italia ha da offrire”. Il ministro ha poi posto l’accento su come sia necessario “rafforzare sempre più la nostra collaborazione per la tutela di un modello democratico ed eventi come quello di oggi vanno in questa direzione”. L’Ambasciatrice italiana negli Usa, Mariangela Zappia, ha sottolineato come “il progetto Space Food si inserisca in una collaborazione di lunga data e molto ampia tra Italia e Stati Uniti nel settore spaziale e che l’Italia sta fornendo il suo contributo fondamentale in questo settore con creatività e innovazione”.
“Abbiamo una serie di attività che faremo per migliorare la nostra capacità di sorveglianza degli oggetti spaziali in orbita. Siamo molto contenti che ci sia una sinergia con il Sistema Italia dove appunto tra le altre istituzioni abbiamo qui il ministro Lollobrigida ma anche i centri di ricerca e le industrie”, ha dichiarato il Generale Conserva commentando il progetto. “Avremo la possibilità di fare una serie di esperimenti e avere un nostro astronauta a bordo della missione. Questo garantirà che questi esperimenti possano fruttare il massimo delle opportunità per gli sviluppi futuri perché l’Aeronautica Militare e la Difesa guardano allo spazio come un’opportunità”.
A margine del suo intervento, il Generale Conserva ha presentato ufficialmente la patch della missione, consegnandola al Colonnello Walter Villadei, che piloterà la Crew Dragon fino alla Stazione Spaziale Internazionale.
“Una delle particolarità di questa missione è che abbiamo portato esperimenti che provengono da l’Aeronautica militare, dall’Agenzia spaziale italiana e dall’industria. Siamo di fronte veramente a un’operazione di Sistema che dimostra le opportunità che questo commercial space Flight può offrire al Paese”, ha sottolineato il Colonnello Walter Villadei. “Questa è una delle prime missioni, forse la prima missione in assoluto, che l’Italia fa nella nuova space economy, mettendo insieme diverse istituzioni. C’è l’aeronautica militare, il Ministero della difesa ma c’è il Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare, delle foreste, c’è il Ministero del Made in Italy, la Presidenza del Consiglio, con il messaggio che abbiamo ricevuto dal Presidente del Consiglio, c’è l’Agenzia spaziale italiana e l’industria italiana”.
“Penso che l’Italia sia uno dei Paesi migliori dove si possa generare un’innovazione straordinaria e credibile perché si terrà conto di tantissimi aspetti del food. “Per noi è molto interessante perché potremmo sondare degli aspetti sulla pasta legati al gusto alla percezione, al profumo perché non abbiamo quell’esperienza. Da ogni esperienza nasce una curiosità ulteriore per cui sono entusiasta di questo progetto e sono felicissimo da quando sono stato contattato a sedermi insieme a questi illustri signori che hanno esperienza e tecnologie straordinarie per sondare un terreno che per noi è sconosciuto”, ha aggiunto il vicepresidente del gruppo Barilla, Paolo Barilla.
“Siamo entusiasti di aver preso parte al progetto “Italian Food in Space”, che ci permette di continuare la nostra missione di diffondere con grande orgoglio l’eccellenza e l’esperienza gastronomica italiana nel mondo e non solo”, ha commentato Giovanni Rana Jr., Innovation Manager del Gruppo Rana. “Questo obiettivo, insieme alla nostra naturale propulsione verso l’innovazione, è da sempre nel nostro DNA che, in oltre 60 anni di storia, ci ha portati ad essere leader nel mercato alimentare del fresco, con una presenza globale in quasi 70 Paesi. La cucina italiana – continua Giovanni Rana Jr – rappresenta la storia e l’identità del nostro Paese e crediamo che per valorizzarla e promuoverla in modo ancora più efficace sia fondamentale la collaborazione virtuosa tra pubblico e privato. Per questo abbiamo deciso di essere a fianco delle istituzioni italiane in questo progetto, supportando questo traguardo storico in cui l’Italia svolge un ruolo chiave”.
“Si tratta di una grande opportunità, l’Italia c’è in questi progetti ed è presente col Governo, vogliamo far crescere le nostre imprese e aumentare l’export. Ci sono molti grandi imprenditori ma anche tante e piccole medie imprese che si possono inserire dentro la filiera e per noi è centrale massimizzare le vostre esigenze. Quindi come sistema paese e come sistema imprenditoriale noi siamo al vostro fianco. Stiamo studiando per il presente ma in realtà questa iniziativa è una grande opportunità per il futuro, dove si creeranno una infinità gamma di possibilità a cui le nostre aziende potranno accedere, perché’ perché futuri sbarchi in altri pianeti sono ormai allo studio. Nuove tecnologie e prodotti saranno necessari e ci sono opportunità per centinaia di miliardi che le nostre imprese possono cogliere. I prodotti che usiamo oggi sul nostro pianeta dovranno essere reingenierizzati e adattati a nuovi ambienti”, ha detto Matteo Zoppas (Ice). “Per il futuro si stanno facendo ragionamenti su tecnologie che al momento ancora non esistono, e se pensiamo alla vita nello spazio o su un altro pianeta dobbiamo pensare anche alle necessità che avremo una volta lì. Si aprono allora grandi opportunità, il settore aerospaziale italiano conta circa 7 mld euro di export e la new space economy si stima che passerà dai circa 450 mld dollari ai 600 mld nei prossimi cinque anni, fino ai mille miliardi in pochi altri anni. Se a questo aggiungiamo tutta la ricerca e sviluppo che verrà fatta allora si apriranno grandi spazi per l’esportazione”.
Il Ministro Lollobrigida, in chiusura, ha infine sottolineato il ruolo del Governo, che deve avere una visione e afforzare il Sistema italiano in un quadro mondiale di alleanze sinergiche con chi ha valori comuni su quello che deve essere il futuro, fatto di sostenibilità ambientale, di sicurezza alimentare che però non si può fermare alla parola cibo per tutti ma deve essere affiancata di buon cibo per tutti.
“L’Italia sta raccogliendo la sfida del futuro. Lo sta facendo con una visione, scegliendo di non guardare alla contingenza ma alla prospettiva, investendo oggi sulla ricerca e sull’innovazione, per raccogliere domani”, le parole del Ministro.
Al termine della conferenza, Fabrizio Colonna, Ricevitore del Comun Tesoro del Sovrano Ordine di Malta, ha consegnato al Colonnello Villadei la bandiera del OM come simbolo di pace da diffondere nello spazio. (aise)