Il piano di promozione internazionale Vinitaly riprende dal Sudamerica e dalla Cina

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8chinaroadshowAl via l’agenda di promozione internazionale del vino italiano nel mondo firmata Veronafiere, con Cina e Sudamerica a fare da apripista al piano di internazionalizzazione di Vinitaly in 15 mercati obiettivo, da ora e fino a marzo 2024.
L’esordio spetta alla 6ª edizione di Vinitaly China Roadshow con 60 aziende italiane e tre Consorzi di tutela (Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani; Valpolicella e Franciacorta) protagonisti nelle tre tappe di Pechino (11 settembre), Changsha (13 settembre) e Hangzhou (15 settembre).
In programma tasting e masterclass per operatori dell’horeca, importatori e stampa, organizzati in collaborazione con l’Agenzia Ice e il sostegno del Ministero degli Affari esteri e del sistema diplomatico. Un progetto di valorizzazione del vino tricolore che coinvolgerà anche gli enoappassionati delle tre città cinesi in cui si svolgerà in contemporanea l’Italian Wine Week, un cartellone di eventi diffusi nei principali locali di tendenza ideato e curato da Veronafiere attraverso la sede operativa di Shanghai.
Dall’Asia all’America del Sud dove martedì 12 settembre, a Bento Gonçalves in Brasile, sarà inaugurata la 4^ edizione di Wine South America (in calendario fino al 14 settembre), la fiera internazionale del vino di Vinitaly-Veronafiere promossa attraverso la controllata Veronafiere do Brasil con l’obiettivo di unire, in nome del prodotto enologico, il Sudamerica con l’Europa.
Nel padiglione italiano a Bento Gonçalves, la capitale brasiliana dell’uva e del vino, in collaborazione con Ice Agenzia saranno presenti oltre 20 produttori rappresentativi dell’offerta tricolore da Nord a Sud. Tra gli eventi, anche sei masterclass per divulgare l’ampia offerta di vino italiano in una piazza, quella del Brasile, che rappresenta il terzo mercato extra Ue dopo Usa e Messico. (aise) 




Italia partecipa alla Smart China Expo 2023

italia partecipa alla smart china expo 2023

italia partecipa alla smart china expo 2023Si è tenuta presso lo Yuelai International Conference and Exhibition Center di Chongqing, la cerimonia di inaugurazione del Padiglione Italia alla Smart China Expo 2023. Lo spazio espositivo di 242 metri quadrati, curato congiuntamente dal Consolato Generale d’Italia a Chongqing e dalla Camera di Commercio Italiana in Cina, ospita al suo interno 11 tra le realtà imprenditoriali attive in Cina maggiormente rappresentative dell’elevato livello tecnologico dell’industria italiana.

Presente all’evento, il Console Generale d’Italia a Chongqing, Fabio Schina, il quale ha espresso la propria soddisfazione per la partecipazione italiana all’importante manifestazione fieristica. “La Smart China Expo senza dubbio costituisce, non solo per quel che riguarda il Sud-ovest ma a livello nazionale, un palcoscenico di grandissimo rilievo nell’ambito dell’innovazione e dell’hi-tech, tra i campi prioritari della cooperazione italo-cinese”, ha riferito Schina, che ha assunto il proprio incarico a Chongqing lo scorso 28 agosto.

“La Smart China Expo rappresenta senza dubbio un’occasione preziosa per dare massima visibilità alle nostre aziende già attive nel Sud-ovest o interessate a esplorare le opportunità offerte da questa dinamica regione”, ha fatto sapere il Presidente della Camera di Commercio Italiana in Cina Paolo Bazzoni, che ha ricordato l’impegno della CCIC nel dare impulso agli investimenti italiani nel Sud-ovest.

Al taglio del nastro hanno inoltre preso parte diversi rappresentanti delle autorità locali, i quali hanno speso parole di apprezzamento sulle relazioni sino-italiane nel settore della scienza e dell’innovazione tecnologica.




Italia-Messico, soluzioni per le esportazioni

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italiamessicoexportvertNell’ambito dell’iniziativa Un socio per i soci —incontri che mirano a promuovere le attività dei membri— la Camera di Commercio del Messico in Italia invita ad assistere, in presenza o in streaming, alla presentazione Italia-Messico, soluzioni per le esportazioni, che avrà luogo martedì 19 settembre 2023 alle 18 (ora italiana, le 10 del mattino a Città del Messico).

L’incontro offrirà informazioni sulle opportunità commerciali disponibili tra i due Paesi ed è organizzato con il supporto di Banco BPM-Banca Akros in collaborazione con SACE, l’agenzia specializzata nel sostegno alle imprese italiane, in particolare le PMI, che vogliono crescere nel mercato globale.

Il programma prevede, dopo i saluti istituzionali, l’intervento del direttore generale di Banca Akros, Giuseppe Puccio, e una panoramica sulle prospettive delle esportazioni italiane, che sarà illustrata da Alessandro Terzulli, Capo economista di SACE.

Successivamente, Gianmarco Boccia, direttore delle Operazioni di finanza internazionale ed esportazioni di SACE, fornirà una prospettiva del supporto dell’agenzia allo sviluppo delle aziende italiane in Messico.

La riunione continuerà con Fabio De Rosa, responsabile delle Operazioni globali di Banco BPM, e la sua presentazione sugli strumenti per il finanziamento delle esportazioni a supporto dell’internazionalizzazione delle aziende in Italia e in Messico. L’esposizione descriverà nel dettaglio le opportunità offerte dal meccanismo Credito Fornitore.

Prima della sezione di domande e risposte, sono previste, inoltre, le testimonianze aziendali di Massimo V. Malavolti, CEO di La rivista del colore, e Paolo Caffarri, CEO di Fiori Group SpA.

L’incontro in presenza si svolgerà presso l’Ambasciata del Messico in Italia, Via Lazzaro Spallanzani 16, Roma. Gli interessati a partecipare, di persona o tramite Zoom, dovranno registrarsi scrivendo a segreteria@camexital.com.

Immagine: https://bit.ly/2qP7YDx

da puntodincontro.mx




LoveITDetroit celebra la sostenibilità del design italiano

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loveitdetroitDopo il successo dell’edizione 2022, il Consolato d’Italia a Detroit e la Dante Alighieri Society of Michigan lanciano la loro presenza al Detroit Month of Design attraverso il progetto “LoveITDetroit”, nella sua seconda edizione, che quest’anno ha vinto il primo bando del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la “Città della Creatività Italiana nel Mondo”.

Con base a Detroit, la mostra sarà aperta al pubblico e disponibile dal 1 al 30 settembre. L’installazione ospiterà anche 12 eventi in presenza (riguardanti settori che spaziano dalla mobilità sostenibile alla moda, dall’aerospazio al vino, dall’opera al cinema), con relatori di spicco sia locali che dall’Italia.

Nella giornata inaugurale, lo spazio sarà il luogo di lancio del Detroit Month of Design, kermesse annuale dedicata al design a Detroit, l’unica città del design UNESCO negli Stati Uniti. Per l’occasione, il Consolato d’Italia a Detroit, rappresentato dalla Console Allegra Baistrocchi, ha nuovamente confermato a Ludovica Serafini e Roberto Palomba, quali Ambasciatori del Design Italiano nel Mondo e catalizzatori di molteplici progetti internazionali, il ruolo di progettisti e curatori della mostra fisica.

Nell’edizione 2023, LoveITDetroit si proporrà ancora una volta di attirare l’attenzione del pubblico internazionale, elevando ed esaltando la visione del Made in Italy. In particolare, l’installazione a Detroit metterà in evidenza come le aziende italiane abbiano intrapreso un percorso dedicato alla sostenibilità, integrando tale approccio con l’essenza del Made in Italy. Gli spazi saranno dunque arricchiti con storie di creatività e sostenibilità italiana – dalle opere in legno dei Verginer (Willy, Matthias e Christian) a quelle in vetro della Maestra Vetraia Chiara Taiariol; dai materiali tessili di realtà virtuose come Dolcevita, Orange Fiber e Rada, ottenuti dal riciclo di materiali (cotone riciclato, scarti delle arance e plastica raccolta dagli oceani) a look della stilista Stella Jean (che unisce alla sostenibilità l’attenzione ai temi di giustizia sociale).

In primo piano anche la transizione ecologica di Kartell, che celebrerà i 20 anni della “Louis Ghost” di Phillipe Starck (60% meno inquinante oggi rispetto alla sua versione iniziale) e il modello “Rechair” (completamente realizzato con capsule Illy riciclate).

Anche per quest’anno, l’evento sarà ospitato in parallelo nel metaverso con una mostra altamente coinvolgente in cui mondo virtuale e reale dialogheranno. La versione 3.0 del metaspace di LoveITDetroit mostrerà (dopo il Made in Italy nella versione 1.0 e la mostra della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nella 2.0) Fashion Panorama – The Italian New Wave, un progetto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, curato da Vogue Italia. L’intento dell’iniziativa è quello di raccontare la moda italiana contemporanea attraverso la visione e il lavoro di 10 brand – ACT N°1, Gisèle Claudia Ntsama, Cormio, lessico familiare, Magliano, Marco Rambaldi, Medea, Panconesi, Niccolò Pasqualetti, SSHEENA – che, pur rielaborando la tradizione artigianale in modo inedito e con linguaggi e modalità innovativi, hanno saputo mantenere un rapporto saldo ed integrato con le altre industrie culturali e creative italiane e in modo originale istanze e temi cari alla società contemporanea.

Grazie a MIGreenPower di DTE Energy, a cui partecipa anche Bedrock (proprietaria dello spazio in cui avrà luogo LoveITDetroit), il 100% del consumo di elettricità (dell’installazione, degli eventi in presenza e dei server del metaverso) per l’intera durata del mese di settembre deriverà da fonti d’energia rinnovabile prodotta nel Michigan, così da rendere l’evento a impatto zero.

Nelle parole della Console Baistrocchi: “LoveITDetroit diventerà ancora una volta una vetrina internazionale per l’eccellenza italiana, aiutando nel contempo a diffondere l’importanza di un approccio sostenibile nell’industria creativa e a ispirare alle best practices dell’Italia, integrando tradizione e artigianalità con tecnologia e innovazione”.




La messicana Alpha Custom Yacht si insedierà a Monfalcone

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yachtmessicanovertLa società messicana Alpha Custom Yachts, produttrice di navi da diporto private di lusso, si insedierà a Monfalcone, nella Regione italiana del Friuli-Venezia Giulia.

La notizia, diffusa a metà luglio, è stata confermata nella Sala del Consiglio comunale alla presenza della sindaca Anna Maria Cisint, accompagnata dall’ambasciatore del Messico in Italia, Carlos García de Alba, e dal presidente del Consorzio di sviluppo economico della Venezia Giulia (Coseveg), Fabrizio Renato Russo.

La società, fondata da Jorge e Roberto Aboumrad, ha firmato un contratto con il Coseveg per l’acquisto di un’area di 18mila metri quadrati nel polo del Canale Est Ovest della zona industriale del Lisert.

Il percorso dei fratelli Aboumrad nel settore nautico è iniziato oltre 30 anni fa con l’apertura di Performance Boats, oggi il più grande rivenditore di imbarcazioni in Messico.

Già da allora, «cominciarono a rendersi conto che il loro yacht ideale, quello che dava priorità al legame tra amici, famiglia e mare, non era disponibile sul mercato», si legge sul sito dell’azienda.

Nell’impianto in provincia di Gorizia, Alpha Custom Yachts produrrà imbarcazioni dai 30 ai 50 metri di lunghezza, utilizzando materiali e metalli pregiati e impiegando tra i 200 e i 250 collaboratori, che saranno assunti a partire dalla fine del 2025.

Il progetto di investimento, del valore di 16 milioni di euro, si articola in tre tranche. Il piano di sviluppo aziendale prevede la produzione di almeno tre yacht all’anno, con particolare attenzione alla sostenibilità e alla transizione energetica.

La produzione sarà arricchita dal design italiano, curato da maestri come Giorgio Cassetta e Roberto Curtò.

da puntodincontro.mx




I Brics e la chimera della de-dollarizzazione

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082702762 77e259c8 54c5 468f aea2 b76d46cd3ebaIl vertice dei Brics – Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – si è concluso tra luci e ombre. Soprattutto quelle che riguardano la tanto propagandata de-dollarizzazione delle transazioni internazionali nei pagamenti per svincolare il Sud Globale dal giogo americano. Operazione, come era nelle previsioni, fallita. Infatti, il ministro delle Finanze del Sudafrica, Enoch Godongwana, ha spiegato che il gruppo Brics non cercherà di sostituire i sistemi di pagamento internazionali, incluso lo Swift, ma piuttosto considererà la creazione di un sistema che rafforzerà il commercio nelle valute locali.

Al termine del vertice Brics di Johannesburg in Sudafrica, i leader del gruppo hanno annunciato che avrebbero incaricato i loro ministri delle finanze di “considerare le questioni relative alle valute locali, agli strumenti di pagamento e alle piattaforme”. La de-dollarizzazione è una priorità per la Russia, la cui economia è stata paralizzata dalle sanzioni imposte dall’Occidente per l’invasione dell’Ucraina ed è bandita dal sistema Swift, ma anche perché gli affari con il continente africano gli “interessano molto”.

Ma, certamente, non è nelle corde dei nuovi entrati a far parte del gruppo, in particolare dell’Arabia Saudita che vive dei petroldollari, cosi’ come gli Emirati Arabi Uniti. “Non è un’alternativa allo Swift”, ha, infatti, specificato il ministro sudafricano, “si tratterà di un sistema di pagamento che faciliterà un approfondimento dell’uso delle valute locali”. La creazione di una moneta Brics comune, un’idea lanciata in particolare dal presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, infatti, non era nell’agenda del vertice.

La necessità di una banca centrale

Godongwana ha ammesso, inoltre, che il tema è molto complesso e occorrera’ lavorare duramente: “Bisogna avere una banca centrale”, ha detto, aggiungendo che per creare un sistema anti-dollaro “devi perdere la tua indipendenza in termini di politica monetaria. È una sfida importante, che implicherebbe, nel nostro caso, importanti implicazioni costituzionali“. Ma non solo. La ricchezza di materie prime del Sudafrica, transate in dollari, non facilita questa operazione. Cosi’ come quelle transate in tutto il continente africano. Nessuno, al di la’ della propaganda, aveva in mente di creare una moneta circolante, come lo stesso dollaro o euro – l’obiettivo è abortito primo di nascere, troppo ambizioso – ma una moneta di conto come fu l’ecu utilizzato in Europa negli anni che hanno preceduto l’euro.

Per il presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa, questo passo va nella direzione di “cogliere l’opportunità di promuovere gli interessi del nostro continente che è saccheggiato, devastato e sfruttato da altre azioni e per questo vogliamo oggi costruire la solidarietà insieme ai Brics”.

Il dominio della valuta americana e gli scenari alternativi

Secondo African Business, periodo economico continentale tra i più diffusi, il dominio della moneta americana “stabilito attraverso istituzioni come Fondo monetario e Banca Mondiale, è sempre più visto come una reliquia di un’epoca passata, fuori dal contatto con le realtà di un mondo multipolare e la graduale erosione dell’egemonia del dollaro è innegabile“, anche se il viaggio verso una valuta Brics unificata rimane ancora molto teorico e complesso, quindi abbastanza improbabile. Tutti questi Paesi transano le loro materie prime in dollari o in euro.

Nella contingenza geopolitica attuale una moneta Brics farebbe comodo solo alla Russia per scardinare l’isolamento finanziario. Ma si è visto, durante il vertice, anche l’atteggiamento tiepido nei confronti del presidente russo, Vladimir Putin, nel sostenerlo – nessuno lo ha fatto – sulla guerra in Ucraina. La tanta equidistanza voluta proprio dal Sudafrica. Gli affari interni sono una cosa, quelli internazionali sono un’altra. Ai paesi africani, tuttavia, questa ipotesi non sfugge, anzi la cavalcano. Infatti devono far fronte all’indebolimento delle monete locali, alla scarsità di valuta pregiata e ai tassi di interesse sul debito pubblico sempre più elevati e insostenibili.

Anche per queste ragioni cresce in Africa la ricerca di sistemi alternativi al dollaro per gli scambi all’interno del continente, in un momento molto delicato che vede molti paesi africani fare i conti con una cronica scarsita’ di valuta pregiata da utilizzare per gli scambi internazionali. Durante l’ultimo vertice dell’area di libero commercio africana, che si è tenuto a Nairobi, il presidente del Kenya, William Ruto, ha esortato i suoi colleghi africani a fare i primi passi verso l’abbandono del dollaro statunitense, dando vita a un sistema di pagamenti panafricano in grado di facilitare il commercio all’interno del continente.

Il presidente kenyano ha invitato i suoi colleghi africani a mobilitare le banche centrali e commerciali ad aderire al Pan-African Payments and Settlement System (Papss), lanciato nel gennaio 2022. Il sistema per il commercio intra-africano e’ stato sviluppato dalla African Export-Import Bank (Afreximbank) e dal segretariato dell’African Continental Free Trade Area (AfCFTA).

L’iniziativa è stata sostenuta dall’Unione africana e dalle banche centrali africane. “Stiamo tutti lottando per effettuare pagamenti per beni e servizi da un Paese all’altro a causa delle differenze nelle valute. E in mezzo a tutto questo, siamo tutti soggetti a un ambiente in dollari”, ha detto Ruto. Questi si’ potrebbe agevolare gli scambi intra-africani e dare un impulso all’economia continentale. Ma per fare questo non serve entrare nel circolo esclusivo dei Brics che, invece, potrebbe dimostrarsi non un’opportunità ma una trappola.

agi.it




Come cambia l’artigianato italiano

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downloadContinua a diminuire il numero degli artigiani presenti in Italia. Dal 2012 sono scesi di quasi 325 mila unità (-17,4%) e in questi ultimi 10 anni solo nel 2021 la platea complessiva è aumentata, seppur di poco, rispetto all’anno precedente.

Secondo gli ultimi dati resi disponibili dall’Inps, nel 2022 si contavano 1.542.2991 artigiani, per cui si potrebbe affermare – in base a un’analisi dell’Ufficio studi della Cgia – che non solo i giovani sono sempre meno interessati a lavorare in questo settore, ma anche chi ha esercitato la professione per tanti anni e non ha ancora maturato i requisiti per andare in pensione, spesso preferisce chiudere la partite Iva e continuare a rimanere nel mercato del lavoro come dipendente che, rispetto a un artigiano, ha sicuramente meno preoccupazioni e più sicurezze. “Girando per le nostre città e i paesi di provincia sono ormai in via di estinzione tantissime attività artigianali.

Insomma, non solo diminuisce il numero degli artigiani, ma anche il paesaggio urbano sta cambiando volto. Sono ormai ridotte al lumicino le botteghe artigiane che ospitano calzolai, corniciai, fabbri, falegnami, fotografi, lavasecco, orologiai, pellettieri, riparatori di elettrodomestici e Tv, sarti, tappezzieri”, commentano gli analisti della Cgia, per i quali si tratta di “attività, nella stragrande maggioranza dei casi a conduzione familiare”. Al contrario, i settori artigiani che stanno vivendo una fase di espansione sono quelli del benessere e dell’informatica: nel primo caso, si continua a registrare un costante aumento degli acconciatori, degli estetisti e dei tatuatori; nel secondo, invece, sono in decisa espansione i sistemisti, gli addetti al web marketing, i video maker e gli esperti in social media.

L’aumento di queste attività, tuttavia, è insufficiente a compensare il numero delle chiusure presenti nell’artigianato storico. Le cause di questo ‘crollo’, secondo la Cgia, sono il forte aumento dell’età media, provocato in particolar modo da un insufficiente ricambio generazionale, la feroce concorrenza esercitata dalla grande distribuzione e in questi ultimi anni anche dal commercio elettronico, il boom del costo degli affitti e delle tasse nazionali/locali. I consumatori, inoltre, hanno cambiato il modo di fare gli acquisti. Da qualche decennio hanno sposato la cultura dell’usa e getta, preferiscono il prodotto fatto in serie e consegnato a domicilio. Nonostante la crisi e i problemi generali dell’artigianato, non sono pochi gli imprenditori di questo settore che da tempo segnalano la difficoltà a trovare personale disposto ad avvicinarsi a questo mondo. Le figure più ricercate In tutto il Paese si fatica a reperire nel mercato del lavoro giovani disposti a fare gli autisti, gli autoriparatori, i sarti, i pasticceri, i fornai, i parrucchieri, le estetiste, gli idraulici, gli elettricisti, i manutentori delle caldaie, i tornitori, i fresatori, i verniciatori e i batti-lamiera. Senza contare che nel mondo dell’edilizia è sempre più difficile reperire carpentieri, posatori e lattonieri.

Più in generale, comunque, l’artigiano di domani sarà colui che vincerà la sfida della tecnologia per rilanciare anche i “vecchi saperi”. Nell’ultimo decennio – conclude lo studio – sono state Vercelli e Teramo le province che, entrambe con il -27,2%, hanno registrato la variazione negativa più elevata d’Italia. Seguono Lucca con il -27%, Rovigo con il – 26,3% e Massa-Carrara con il -25,3%. Le realtà che, invece, hanno subito le flessioni più contenute sono state Trieste con il -3,2, Napoli con il -2,7 e, infine, Bolzano con il -2,3%.

In termini assoluti le province che hanno registrato le “perdite” più importanti sono state Bergamo con -8.441, Brescia con -8.735, Verona con – 8.891, Roma con -8.988, Milano con -15.991 e, in particolar modo, Torino con -18.075 artigiani. Per quanto riguarda le regioni, infine, le flessioni più marcate in termini percentuali hanno interessato il Piemonte con il -21,4, le Marche con il -21,6 e l’Abruzzo con il -24,3%. In valore assoluto, invece, le perdite di più significative hanno interessato l’Emilia Romagna (-37.172), il Veneto (-37.507), il Piemonte (-38.150) e, soprattutto, la Lombardia (-60.412 unità).

agi.it




La Francia supera l’Italia nella produzione vinicola

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downloadDopo molti anni, è probabile che l’Italia non sia più il primo produttore mondiale di vino. Secondo l’analisi della vendemmia in corso svolta dalla Coldiretti —la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura del Bel Paese— la Francia sembra aver raggiunto il primato in questa occasione.

Il risultato è dovuto a una vendemmia in calo lungo la penisola italiana, a causa del grande caldo. La produzione dello Stivale è stimata a 43 milioni di ettolitri, -14% rispetto alla scorsa stagione. In Francia le previsioni si attestano tra i 44 e i 47 milioni di ettolitri, in linea con la media del periodo 2018-2022. La Spagna resta terza con circa 36 milioni di ettolitri.

Nonostante la riduzione, l’Italia continua a produrre vino di alta qualità e può contare su 635 varietà di viti, il doppio rispetto a quelle presenti nella patria di Molière. Le bottiglie Made in Italy sono destinate per circa il 70% a Docg, Doc e Igt e il restante 30% è costituito da vini da tavola.

Il processo di qualificazione del vino italiano è confermato dal successo delle esportazioni, comprese quelle destinate alla Francia che negli ultimi mesi sono aumentate del 18,5% in valore.

A prescindere dai risultati quantitativi di quest’anno, il Bel Paese rimane uno dei principali produttori mondiali di vino, partendo da un ricco patrimonio di biodiversità e una lunga tradizione.

Per la vendemmia, comunque, molto dipenderà ancora dall’evoluzione delle temperature, delle precipitazioni e dall’impatto dei cambiamenti climatici. I viticoltori devono stare sempre più attenti alla scelta del giusto momento per la raccolta e la lavorazione in cantina, in un percorso iniziato ad agosto con le uve da spumanti Pinot e Chardonnay. Le attività —sottolinea la Coldiretti— proseguiranno a settembre ed ottobre con la Glera per il Prosecco e le grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano e Nebbiolo per concludere a novembre con le uve di Aglianico e Nerello su 658mila ettari coltivati a livello nazionale.

L’industria vinicola italiana offre opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone impegnate in vigne, cantine, commercio e attività connesse.

da puntodincontro.mx




L’Italia a Expo 2025 Osaka con “La Città Ideale” di Mario Cucinella

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downloadAggiudicata la gara per la progettazione e la costruzione del Padiglione italiano all’Expo 2025 di Osaka: vince il progetto presentato dal raggruppamento guidato dall’architetto Mario Cucinella, professionista di grande prestigio e vincitore di numerosi riconoscimenti internazionali.

Il padiglione Italia rappresenterà una versione moderna della Città Ideale, immagine simbolo del Rinascimento italiano.

Tenuto conto del tema dell’Expo di Osaka – Designing Future Societies for our lives – la commissione ha voluto premiare il progetto che riflette in maniera più efficace l’identità italiana, in una chiave contemporanea e di grande impatto, esprimendo quelli che sono i valori alla base della nostra cultura: una visione italiana dello spazio sociale basato su integrazione, inclusività, e su una cultura del “fare” fondata su rapporti e interazioni reali, ben rappresentati da concetti profondamente radicati nella nostra tradizione di “piazza”, “teatro” e “giardino”.

Le caratteristiche di flessibilità e adattabilità del progetto permetteranno inoltre una partnership d’eccezione, in quanto – per la prima volta in un’esposizione universale – il padiglione italiano ospiterà la presenza della Santa Sede: uno spazio ampio e riconoscibile consentirà l’organizzazione di eventi culturali e importanti mostre d’arte in collaborazione con il dicastero per l’evangelizzazione che è il titolare dell’organizzazione.

Per il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, On. Antonio Tajani “il Padiglione italiano costituirà un efficace strumento di diplomazia della crescita, strategia che ho attivato dall’inizio del mio mandato insieme a tutta la squadra di Governo, che mira a promuovere anche turismo e territori, a sostenere l’internazionalizzazione delle filiere produttive e attrarre investimenti, e valorizzare le nostre tecnologie e il saper fare italiano”.

“La collaborazione con il Vaticano, ha aggiunto Tajani, è un risultato di cui sono particolarmente orgoglioso. Il padiglione unico garantirà ai visitatori un’esperienza di elevata qualità e dai contenuti particolarmente significativi, ispirati a cultura e valori condivisi.”

“Con il Giappone” ha aggiunto Tajani, “vogliamo rafforzare e strutturare il Partenariato strategico lanciato in gennaio dai nostri Primi Ministri, in particolare nei settori industriale e scientifico che possono crescere ancora di più. L’Italia vuole rendere ancora più visibile la sua presenza in Asia e nell’Indo-Pacifico, regioni di crescente rilevanza geopolitica ed economica, puntando su un approccio improntato all’inclusività e alla collaborazione”.




Mattarella e la tutela del lavoro italiano all’estero

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presidenza della repubblica mattarella bodrato immagine1“ Rivolgo un caloroso saluto a Sua Maestà la Regina Paola, ai membri della Famiglia reale e alle autorità belghe e italiane convenute in un luogo così altamente simbolico per i nostri Paesi”. Inizia così il messaggio del Presidente della Repubblica in occasione del 67° anniversario della tragedia di Marcinelle e della 22ª giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. “La doppia ricorrenza – prosegue Mattarella – dell’anniversario del disastro minerario di Marcinelle e della “Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo” ci consente di ricordare con riconoscenza il sacrificio dei 136 minatori italiani che persero la vita al Bois du Cazier e di tutti i connazionali caduti sul lavoro all’estero. Con il loro operato essi hanno contribuito a promuovere i più alti valori sociali e culturali che animano la Costituzione repubblicana e la stessa Casa comune europea, a cominciare dal diritto al lavoro. Viviamo mesi difficili, – continua Mattarella – segnati dall’impatto di molteplici crisi di diversa natura: dall’esecrabile aggressione russa all’Ucraina ai tanti conflitti irrisolti in altri quadranti geografici, dal cambiamento climatico all’insicurezza alimentare.  Tutto ciò accresce la precarietà economica e il rischio di sfruttamento di esseri umani. È quindi più che mai necessario mantenere salda la tutela dei lavoratori. Di tutti i lavoratori, ovunque essi si trovino, quale che sia la loro nazionalità, per prevenire e sanare inaccettabili forme di marginalizzazione. Nel ringraziare Sua Maestà la Regina Paola per aver onorato con la sua presenza questo momento di memoria, – conclude Mattarella – rinnovo le più sentite espressioni di cordoglio e vicinanza ai familiari delle vittime della tragedia di Marcinelle e di ogni altro tragico evento nel corso del quale cittadini italiani abbiano perso la vita nell’adempimento dei loro doveri professionali”. (Inform)