Reddito minimo: l’Europarlamento chiede di aumentare sostegno, accessibilità e inclusione

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europarlplenariaContrastare l’attuale crisi del costo della vita con una nuova legge atta a modernizzare e rafforzare i regimi nazionali di reddito minimo. Questo l’obiettivo della risoluzione sul reddito minimo adeguato che il Parlamento Europeo ha approvato oggi, mercoledì 15 marzo.
Nella risoluzione si osserva che una direttiva dell’UE su un adeguato reddito minimo potrebbe contribuire a migliorare ulteriormente l’accessibilità, l’adeguatezza e l’efficacia di tali regimi. Inoltre, garantirebbe che le persone attualmente disoccupate vengano integrate nel mercato del lavoro.
Il testo non legislativo è stato approvato con 336 voti favorevoli, 174 contrari e 121 astensioni.
I Paesi UE dovrebbero valutare periodicamente i loro regimi nazionali e aggiornarli se necessario, garantendo un livello adeguato di sostegno che tenga conto della soglia nazionale di rischio di povertà (indicatore AROP), per cercare di creare un sistema che garantisca un tenore di vita dignitoso.
Inoltre, i deputati invitano i Paesi UE a sensibilizzare su questi programmi e renderli maggiormente accessibili, in particolare per i gruppi più svantaggiati, come i senzatetto. Infine, propongono misure per affrontare problemi piuttosto comuni negli Stati membri, come i bassi livelli di utilizzo di tali regimi e il divario digitale.
Contesto
Il 28 settembre 2022 la Commissione ha proposto una Raccomandazione del Consiglio relativa a un reddito minimo adeguato che garantisca l’inclusione attiva. Tale Raccomandazione stabilisce in che modo i paesi dell’UE possono modernizzare i loro regimi di reddito minimo per renderli più efficaci e ridurre il numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale nell’UE. (aise)




Vinitaly 2023: boom di “compratori top” da 68 Paesi

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vinitalygenericoUn Vinitaly internazionale che parla tutte le lingue del mondo e che si appresta a registrare, per la 55^ edizione a Veronafiere dal 2 al 5 aprile, il record di top buyer selezionati e ospitati anche in collaborazione con Ice Agenzia. Ad oggi, infatti, sono oltre 1000 i “superacquirenti” esteri di vino italiano da 68 Paesi già accreditati: +43% rispetto al 2022, dagli Usa all’Africa, dall’Asia – con il grande ritorno della Cina e Giappone – al Centro e Sud America fino al Vecchio Continente tutto rappresentato e alle Repubbliche eurasiatiche.
Un dato, questo, che incrementerà il totale del panel internazionale del business in fiera nei quattro giorni di manifestazione e che, secondo le proiezioni, dovrebbe superare il consuntivo 2022 di Vinitaly che si chiuse con 25mila buyer stranieri da 139 Paesi, il 28% degli 88mila operatori totali arrivati a Verona, facendo registrare la più alta incidenza estera di sempre.
“Si tratta di un risultato storico, frutto di un roadshow globale senza precedenti che ha coinvolto i principali player istituzionali della promozione del made in Italy”, commenta il presidente di Veronafiere SpA, Federico Bricolo. “Un deciso cambio di passo, in termini di investimenti e organizzazione, fortemente voluto dalla nuova governance con l’obiettivo di accrescere la competitività di Vinitaly in Italia e nel mondo”.
Tra i 68 Paesi rappresentati a Vinitaly 55, spiccano per numerosità le delegazioni di operatori e importatori profilati da Stati Uniti e Canada, a pari merito con un contingente che supera complessivamente i 200 top buyer, con nuovi arrivi dalla grande distribuzione del Midwest e dai vertici della Nabi (National association of beverage importers, l’associazione degli importatori di vino negli Usa) e con ben undici referenti della Société des Alcools du Quèbec (Saq) e del Liquor control Board of Ontario (Lcbo), due dei più importanti Monopoli canadesi.
“La strada per la crescita del settore è sempre di più l’export, come emergerà dal rapporto dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly e Prometeia che presenteremo a Roma il prossimo 22 marzo”, spiega l’amministratore delegato di Veronafiere SpA, Maurizio Danese. “Un export che negli ultimi 10 anni vede il vino tra i comparti del made in Italy a maggior tasso di crescita e una bilancia commerciale sempre più determinante per il sistema Italia. Per questo, Vinitaly 2023 accelera il percorso di rinnovamento del format che, a tendere, sarà sempre più smart e funzionale alle esigenze delle aziende e del settore stesso. Lo scenario competitivo fortemente mutato in questi ultimi due anni ci impone di efficientare le risorse economiche ed organizzative per sostenere il posizionamento delle cantine sui mercati”.
Grande attesa per il ritorno della Cina che, dopo i lockdown e i divieti prolungati, è pronta a riprendersi il proprio status di colosso emergente. Una selezione, quella realizzata dalla sede operativa di Veronafiere a Shangai unitamente agli uffici operativi della joint venture a Shenzen, che porterà a Vinitaly 130 responsabili acquisti tra cui i primi venti importatori nazionali per volume e valore come Cws, Interpocrom e Asc, i principali gruppi di primo livello dell’horeca, da Vino Bento a Wine Universe e Gruppo Bottega fino Lady Penguin e Vinehoo, le piattaforme di e-commerce più referenziate.
Con un quartiere al completo e a tutto business, Vinitaly 2023 procede anche verso il cambiamento del modello organizzativo. Vanno in questa direzione, le decisioni di una opening cerimony di Vinitaly in chiave smart (2 aprile ore 11.00) per non intralciare le agende delle oltre 4mila cantine in quartiere, ma anche quella di non inserire nel palinsesto degli appuntamenti istituzionali di Vinitaly la tradizionale cena di gala. Una scelta che segna un cambio di passo rispetto al passato e che vuole privilegiare eventi in linea con la missione business di Vinitaly. Per questo è stato ideata Vinitaly & The Night, la serata inclusiva per i buyer, espositori e le nuove generazioni di produttori presenti alla rassegna in programma martedì 4 aprile al palazzo della Gran Guardia (Verona, Piazza Bra) in modalità open dalle 20 alle 24.
Prosegue, inoltre, la distinzione tra operatori in fiera e winelover.
A questi ultimi è dedicato Vinitaly and the City, il percorso di wine talk, tasting, mostre ed eventi del fuori salone nei luoghi più rappresentativi della città Patrimonio Unesco: Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale. In programma dal 31 marzo al 3 aprile, Vinitaly and the City è organizzato da Veronafiere con la collaborazione di Comune di Verona, Provincia di Verona e Fondazione Cariverona. (aise) 




In Florida va in mostra il nostro “Il Mercato Agroalimentare negli Stati Uniti”

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13winemiamiSi svolgerà mercoledì 15 marzo alle 17.00 (ora italiana) il webinar “Il Mercato Agroalimentare negli Stati Uniti” organizzato dalla Camera di Commercio Italiana negli Stati Uniti del Sud Est. Per l’occasione, la CCI presenterà l’evento “Authentic Italian Food & Wine Festival”, che si svolgerà a Miami, Florida, USA, il prossimo 7 giungo.
La Florida, con un PIL di $ 1.400 miliardi, è la quarta forza economica degli Stati Uniti ed è il 3° stato per popolazione. Rappresenta il quarto mercato per importazione e consumo di prodotti agroalimentari italiani. Questo mercato in grande crescita si è affermato come porta d’accesso per l’intero continente americano.
L’obiettivo dell’iniziativa è fornire una panoramica del settore agroalimentare sul mercato della Florida e informazioni su come approcciare al meglio le opportunità di business offerte dal Paese. Inoltre, sarà presentata l’iniziativa “Authentic Italian Food & Wine Festival”, l’unico evento locale interamente dedicato ai prodotti agroalimentari autentici italiani – giunto ormai alla quarta edizione – che consente di raggiungere oltre 200 buyer del settore crocieristico e alberghiero, ristoratori, importatori e distributori.
A presentare il webinar di mercoledì ci saranno Nevio Boccanera, Segretario Generale della IACCSE, Alessia Marcenaro, Vice Segretario Generale della IACCSE, Stefano Rossi, Senior Associate della EXP LEGAL, Federico Galgano, Founder della Cinotti & Galgano, e Giovanni Polillo, della Greystone Partners Logistics.
Il webinar si svolgerà in lingua italiana sulla piattaforma Zoom e la partecipazione è gratuita. Ma è necessario registrarsi entro martedì 14 marzo. (aise) 




I dieci anni di “Strada del Vino e Sapori del Trentino”

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13stradadelvinoSi è tenuta ieri, domenica 12 marzo, presso le Cantine Martinelli di Mezzocorona, la festa per il decimo compleanno della “Strada del Vino e dei Sapori del Trentino”. E lo ha fatto con una festa dedicata ai propri associati – vera anima di questa realtà impegnata a promuovere le eccellenze agroalimentari del territorio – e alle istituzioni che da sempre hanno creduto in questo progetto e vi hanno collaborato.
“Siamo felici della grande partecipazione registrata a questo appuntamento – ha commentato Sergio Valentini, presidente dell’Associazione – che si è rivelata una ottima occasione per incontrarsi, confrontarsi e trovare punti di contatto per future sinergie. Un evento che abbiamo voluto dedicare, in particolare, ai nostri soci storici – ha proseguito –, ovvero quelli che ci sostengono fin dall’inizio di questo percorso, che sono oltre 200 su 300 totali. Una numerica importante, che premia il lavoro che quotidianamente svolgiamo e il nostro grande impegno”.
Presente all’incontro, l’assessora all’agricoltura della Provincia autonoma di Trento, Giulia Zanotelli, che ha ricordato come l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra agricoltura e turismo è sicuramente stato perseguito in questi anni ma ci sono ancora molti spazi su cui lavorare, unendo le forze e tracciando il percorso scaturito dal nuovo regolamento sull’enoturismo. “Nonostante il momento – ha continuato – si rileva comunque molta voglia di investire, in termini di innovazione tecnologica, di processo e di prodotto, segno che il territorio è vivo, forte e ha voglia di guardare al proprio futuro”. In ultimo, nel ringraziare la Strada del Vino e dei Sapori per il lavoro che sta portando avanti, ha ricordato il progetto di costruzione della Strada del Gusto, che dovrà continuare ad allacciare rapporti con tutte le realtà che ruotano intorno al settore perché “solo uniti riusciremo davvero a far emergere la forza del Trentino anche al di fuori dei confini della provincia”.
La Strada del Vino e dei Sapori del Trentino è frutto della fusione, nel 2013, delle cinque precedenti Strade del Vino nate tra il 2003 e il 2008 sull’onda della L.P. 10/2001. “Una volontà – come ha ricordato Francesco Antoniolli, che allora contribuì a guidare questo processo insieme agli altri presidenti delle Strade dei vari territori e ricoprì poi l’incarico per 8 anni di Presidente dell’Associazione unificata – partita dal basso per la necessità di unire le forze e migliorare sempre di più l’offerta del territorio. L’auspicio è di andare ancora oltre ed avere, come ha detto l’assessore, un’unica Strada su tutto il territorio provinciale. Un passaggio che non farà perdere riconoscibilità sul territorio ma anzi farà guadagnare capacità di proporsi sia all’interno che all’esterno”. Del resto, ha concluso “Le Strade del Vino sono nate più di venti anni fa eppure sono un prodotto sempre più attuale in tutto il mondo”.
A dimostrare la propria vicinanza, anche gli altri fondatori dell’Associazione: da Carlo Filiberto Bleggi, a Paolo Malfer fino a Rosario Pilati, ancora oggi membro attivo del Comitato di gestione centrale in qualità di Vicepresidente. “Ho vissuto gli anni della crescita – ha raccontato Pilati – e oggi vivo quelli della sinergia con i vari soggetti che ruotano intorno al vino. La nostra proposta deve diventare un’altra fondamentale colonna della proposta turistica trentina, accanto a quella della montagna e dei laghi. Fondamentale in questo senso – ha concluso – anche il percorso di formazione dei soci che stiamo portando avanti da tempo, orientato ad incrementare sempre di più la conoscenza delle produzioni e la cultura di prodotto”.
A conclusione degli interventi, il senatore Pietro Patton, presidente del Consorzio Vini del Trentino ha ricordato come la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino abbia saputo dare esempio di quel che vuol dire mettersi in moto e lavorare senza aspettare quello che può venire da altri e l’impegno che ci hanno messo le aziende e la fedeltà all’associazione testimoniano che per ottenere successo bisogna crederci e fare la propria parte. “Ormai – ha proseguito – la vera sfida del settore non è tanto quella di avere prodotti di qualità, cosa ormai garantita, quanto offrire un’accoglienza adeguata al turista che viene in visita sul territorio, poiché è un elemento che può davvero fare la differenza”.
Con una media di oltre 180 giornate evento all’anno, tra quelle organizzate e compartecipate, si fa presto a calcolare il grande dinamismo dell’associazione, che nel corso del tempo ha dato vita anche a format innovativi e molto apprezzati, come gli appuntamenti di DOC-Denominazione di Origine Cinematografica, che abbinavano la degustazione enogastronomica alla visione di un film all’interno delle cantine del territorio, o i Castelli DiVini, che rendevano protagonisti i manieri del Trentino al tramonto, abbinando agli assaggi concerti di musica classica. Ma anche gli apprezzatissimi Gemme di gusto e DiVin Ottobre, rassegne di iniziative in programma nei weekend di maggio e ottobre per celebrare, rispettivamente, primavera e autunno.
Senza dimenticare le progettualità legate al turismo enogastronomico, nate per soddisfare il crescente numero di wine&food lovers in visita sul nostro territorio. Da qualche anno, infatti, la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino ha lanciato i Viaggi e le Esperienze di gusto: pacchetti vacanza o proposte di una sola giornata – da vivere a piedi, in bici o in treno – che uniscono la visita a realtà produttive con la scoperta di siti culturali e/o naturalistici e le soste in ristoranti e strutture ricettive.
In termini di rappresentanza, degli oltre 300 soci, il 26,8% sono cantine, distillerie e birrifici; il 19,6% produttori gastronomici e il 18,7% ristoranti. Seguono strutture ricettive, enoteche e botteghe, enti, musei e istituzioni e comuni. Il territorio attuale di competenza copre circa 4.000 chilometri quadrati che corrispondono all’80% della superficie provinciale. (aise) 




Barcellona, Italian Design Day, dibattito su design, luce e fabbisogno energetico

barcellona idd 2023 tavola rotonda luce ed energia habitat e citta

barcellona idd 2023 tavola rotonda luce ed energia habitat e cittaNell’attuale scenario internazionale, come garantire che il design risponda alle esigenze di sviluppo tecnologico delle nostre società e di illuminazione delle nostre case, spazi pubblici e città in modo sostenibile, senza rinunciare all’arte e alla bellezza? È questo il tema della tavola rotonda “Luce ed energia: habitat e città” tenutasi presso l’Auditorium del Disseny Hub Barcelona (DHUB), nell’ambito dell’Italian Design Day, dedicato nel 2023 a “La qualità che illumina”.

L’evento, cui hanno partecipato oltre 120 persone, è stato organizzato dal Consolato Generale d’Italia a Barcellona, con la collaborazione dell’Istituto Europeo del Design (IED) di Barcellona e del Museo del Design di Barcellona, con l’obiettivo di promuovere il design italiano nel mondo. Al dibattito hanno partecipato Marcello Arosio, Direttore artistico di AreaOdeon e del Kernel Festival, Juan Garrigosa, Direttore B2G di Endesa X, Maria Güell Ordis, lighting designer, fondatrice di La Invisible Studio e direttrice artistica del festival LLUMBCN, e Maurici Ginés, lighting designer e fondatore di Artec Studi. A moderare l’incontro, Michela Mezzavilla, architetto, lighting designer, co-fondatrice di MMAS, docente presso lo IED di Barcellona e Ambasciatrice del Design 2023 a Barcellona.

L’evento è stato introdotto da Jose Luis de Vicente, Direttore del Museo del Design di Barcellona, Emanuele Manzitti, Console Generale d’Italia in Barcellona, e Andrea Marchesi, Direttore dello IED di Barcellona. Nel suo intervento il Console Generale ha ricordato come “il design sia un ambito privilegiato di collaborazione tra Italia e Spagna ed il ruolo da protagonista che i due Paesi svolgono in Europa e nel mondo nel quadro del contrasto al cambiamento climatico, della protezione dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile”.




USA. Crack della Silicon Valley Bank, Borse in discesa

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downloadSilicon Valley Bank getta la spugna e fallisce dopo i tentativi di raccolta fondi caduti nel vuoto e una fuga dei clienti più veloce delle trattative per una sua vendita.

Le autorità americane chiudono l’istituto e ne assumono il controllo decretandone di fatto il fallimento, il secondo maggiore della storia americana dopo il collasso di Washington Mutual nel 2008.

Il crollo agita i mercati preoccupati per un possibile effetto contagio e spaventati dall’ipotesi che il fallimento possa essere una nuova ‘Lehman Brothers’.

Le borse europee chiudono tutte in calo appesantite dal settore finanziario. Piazza Affari cede l’1,55%, mentre Francoforte e Londra arretrano rispettivamente dell’1,31% e dell’1,67% senza riuscire a trarre beneficio dai dati economici. L’inflazione tedesca è stata confermata a febbraio all’8,7% mentre il pil britannico è tornato a crescere, segnando a gennaio un aumento dello 0,3%.

Negativa anche Wall Street dove, oltre a Silicon Valley Bank, gli investitori cercano di digerire i dati a luce e ombre sul mercato del lavoro americano. L’economia ha creato in febbraio 311.000 posti, più delle attese degli analisti. Il tasso di disoccupazione però è salito al 3,4%. Indicazioni che quindi mantengono la pressione alta sulla Fed in attesa del dato sulla disoccupazione la prossima settimana e della decisione sui tassi din interesse alla fine di marzo.

A celebrare la tenuta del lavoro americano nonostante l’aggressiva campagna di rialzi del costo del denaro della Fed è Joe Biden. I dati “sono buoni” e mostrano come il “mio piano economico funziona”, ha detto il presidente americano osservando come, anche se resta da fare per far scendere l’inflazione, l’economia è nella giusta direzione. Andando avanti, ha aggiunto, la minaccia maggiore è il tetto del debito, per il quale si profila una battaglia in Congresso.

La Casa Bianca, insieme al Tesoro, segue gli sviluppi e monitora quanto sta accadendo a Silicon Valley Bank, la banca specializzata nei finanziamenti di start-up tecnologiche la cui caduta è stata accelerata da alcune società di venture capital – inclusa Founders Fund di Peter Thiel – che hanno consigliato alle aziende in portafoglio di ritirare i soldi dall’istituto. Un consiglio che si è tramutato in una fuga e in una fallimento a stretto giro, nel giro di meno di 48 ore.

Alle prime difficoltà Silicon Valley Bank ha cercato prima di rassicurare e poi di rafforzarsi raccogliendo nuovi fondi. Un’operazione disperata che, però, non è riuscita avviando una spirale finita poi fuori controllo con il fallimento.
“Il sistema bancario resta resiliente”, afferma il segretario al Tesoro americano, Janet Yellen, dicendo di avere “piena fiducia” nelle autorità bancarie.

Per la California si tratta della seconda banca persa in pochissimo tempo: oltre a SVB infatti Silvergate Capital Corp ha deciso di chiudere le sue attività e procedere con la liquidazione. Il caso Silicon Valley Bank, affermano alcuni osservatori, non è una nuova Lehman Brothers ma mostra gli effetti degli aumenti dei tassi di interesse da parte della Fed sulla liquidità. I problemi di SVB affondano le radici al picco del boom dell’industria tecnologica, quando la società ha deciso di parcheggiare 91 miliardi di dollari di depositi in titoli legati ai mutui e Treasury, che erano bollati come sicuri ma che ora valgono 15 miliardi in meno di quando sono stati acquistati da SVB a causa degli aumenti dei tassi. Con il fallimento i 175 miliardi di dollari di depositi, inclusi quelli di alcuni dei nomi maggiori del mondo tecnologico, finiscono sotto il controllo della Federal Deposit Insurance Corp. L’agenzia federale ha già creato una nuova banca, la National Bank of Santa Clara, per i depositi e i gli asset di SVB: il nuovo istituto sarà operativo da lunedì per facilitare i prelievi da parte degli clienti dell’istituto fallito.

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“Italia del Merito”, un premio per chi valorizza il Sistema Italia

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downloadSi terrà mercoledì prossimo, 15 marzo, alle ore 16 presso la Promototeca del Palazzo del Campidoglio a Roma, la dodicesima edizione della kermesse “Italia del Merito” ideata dalla giornalista Katia la Rosa con il Patrocinio dell’Ufficio di collegamento in Italia del Parlamento Europeo e della Presidenza dell’Assemblea Capitolina. Alla kermesse prenderà parte anche il Premio Nobel per la Pace, Riccardo Valentini, guru nelle analisi sul climate change, oltre ad alti rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, personalità pubbliche.
L’evento di premiazione dell’onorificenza Italia del Merito è organizzato in collaborazione con Ever in Art®, società benefit che unisce Arte, Tecnologia e Sostenibilità.
Per la premiazione, Ever in Art ha messo a disposizione un’edizione limitata di 35 opere d’arte realizzate appositamente per l’evento dall’artista Marco Nereo Rotelli, che verranno donate ai vincitori. Si tratta (vedi foto allegata) di una stampa fotografica piezography a pigmenti di colore su tavoletta di metallo, che rappresenta il soggetto della performance artistica “Clean Water, Please”.
L’evento, inaugurato da Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina, e moderato da Carmen di Stasi, vedrà protagonisti 25 investitori istituzionali (Fondi di Investimento, Venture Capital) che si sono particolarmente distinti per aver contribuito a creare valore per il Sistema Italia negli ultimi anni, con un focus particolare sulle tematiche ESG che si riferisce a tre aree principali: Ambiente, Società, Governance. L’analisi che ha portato alla selezione dei vincitori è stata condotta da DealSet, piattaforma di M&A & Consulting incaricata dal Comitato Tecnico di effettuare la ricerca su oltre 200 tra investitori nazionali e player internazionali che operano in Italia.
I premiati della 12° edizione del Premio Italia del Merito sono principalmente: imprese del territorio, che hanno avuto i ritorni sul sistema economico locale; agiscono in settori tecnologici specifici come Robotica, CyberSecurity, Aereospazio, Biotecnologie, con un fortissimo impulso al processo di innovazione e di ricerca del Paese; sono imprese che lavorano in settori come Educazione e Salute, con importanti ricadute sociali. (aise) 




ll Governo al lavoro per la riforma del Fisco

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downloadTre aliquote Irpef, obiettivo flat tax per tutti entro la fine della legislatura, semplificazione delle aliquote Iva, razionalizzazione degli obblighi di dichiarazione e riordino dei tributi locali. Sono alcune delle linee guida contenute nella bozza di riforma fiscale a cui sta lavorando il governo, che sarebbe intenzionato a portare il testo in Consiglio dei ministri entro marzo. L’esecutivo di Giorgia Meloni prevederebbe di potrare la riforma in Parlamento entro maggio, ci sarebbero poi 24 mesi per l’adozione dei decreti delegati dopo il via libera di Camera e Senato.

Il testo in circolazione ipotizza la creazione di tre aliquote Irpef per semplificare il sistema e garantire una riduzione della pressione fiscale. Come obiettivo entro la fine della legislatura c’è la possibilità di adottare la flat tax per tutti, con l’estensione di quella incrementale anche ai lavoratori dipendenti.

Il progetto di riforma prevede anche la revisione delle tax expenditures, oggi piu’ di 600 voci, con ipotesi di forfettizzazione per scaglioni di reddito, l’equiparazione della no tax area per lavori dipendenti e pensionati e l’estensione della flat tax incrementale anche ai lavoratori dipendenti.

Nella bozza della riforma fiscale si parla anche di uno stop graduale dell’Irap, con priorità per le società di persone, gli studi associati e le società tra professionisti. C’e’ poi l’ipotesi di organizzare una nuova Ires a due aliquote, con l’obiettico di favoriere la capitalizzazione delle imprese italiane e premiare chi investe in nuova occupazione e beni strumentali innovativi.

Spazio anche alla razionalizzazione del numero e delle aliquote Iva, nonché della disciplina delle operazioni esenti, secondo i criteri Ue per arivare ad una maggiore omogeneizzazione del trattamento Iva per beni e servizi.

La delega, tra le numerose voci, prevede anche un nuovo sistema fiscale per Comuni, Province e Città Metropolitane attraverso un riordino dei tributi locali e la semplificazione degli adempimenti. Possibile l’attribuzione del gettito Imu dei fabbricati D ai Comuni riducendone i trasferimenti erariali.

agi.it




Ipotesi IVA a zero, ma occorre lavorarci

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downloadL’ipotesi dell’Iva azzerata per alcuni beni di prima necessità “è una delle ipotesi perché la normativa europea prevede anche l’aliquota zero, ma si deve lavorare”.

Lo ha detto il viceministro dell’economia Maurizio Leo a margine della presentazione dei risultati dell’Agenzia delle Entrate alla Camera.

Leo ha quindi confermato che la riforma sarà “ambiziosa e si ispira a quella degli anni Settanta” e dovrebbe arrivare in cdm la prossima settimana. Il ddl “consentirà di avviare un graduale processo di riduzione del carico fiscale e rendere più appetibile e attrattivo l’investimento nel territorio nazionale”, ha aggiunto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

 La parte più significativa della riforma, ha detto Leo che ne ha illustrato le linee, “è legata ai procedimenti”: in particolare si punta a spingere ancora di più sul “meccanismo della dichiarazione: vogliamo dare un po’ di quiete al contribuente in periodi particolari, come i mesi di agosto e dicembre”, in cui non far arrivare le lettere di compliance. C’è inoltre la volontà di “cambiare verso all’accertamento”, puntando sulla tregua fiscale. E la necessità di “lavorare sulla riscossione”, che presenta “numeri spaventosi: 1.150 miliardi di magazzino cartelle”.
Dà frutti intanto la rottamazione introdotta con la legge di bilancio: “fino ad oggi abbiamo ricevuto online 600mila domande di rottamazione”, ha detto il viceministro.
Il 2022 intanto è stato un anno record per l’Agenzia delle Entrate. “Il recupero dell’evasione nel 2022 è stato di 20,2 miliardi di euro. Si tratta del dato piu’ alto di sempre”, ha detto il direttore Ernesto Maria Ruffini, presentando i risultati dell’Agenzia. “Questo risultato – ha aggiunto – è il risultato della complessa attività dell’Agenzia delle Entrate e di Agenzia delle Entrate e Ricossione”. Risultati “rassicuranti”, li ha definiti il ministro Giorgetti, evidenziando che “da una parte, il patto sociale ha retto anche in momenti molto difficili, con consistenti quote di cittadini e imprese che ha continuato ad adempiere agli obblighi fiscali anche nel pieno dell’emergenza; e dall’altra la macchina amministrativa non si è fermata ma si è riorganizzata”. (ANSA).




Italian Design: la qualità che illumina

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italiandMercoledì 8 marzo si è tenuto alla Farnesina l’evento di presentazione della VII edizione dell’Italian Design Day (IDD), dal titolo “La qualità che illumina: l’energia del design per le persone e per l’ambiente”. Moderato dalla giornalista di Interni Patrizia Catalano, è stato aperto dal Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e vi hanno partecipato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Direttore Generale per la Creatività Contemporanea del MIC, Onofrio Cutaia.

Sono intervenuti anche qualificati interlocutori della filiera produttiva italiana del comparto “design”, tra i quali la designer Patricia Urquiola, il Presidente di Triennale Stefano Boeri, il Presidente dell’Associazione per il Disegno Industriale Luciano Galimberti, la Presidente del Salone del Mobile di Milano Maria Porro e il Presidente di ICE Agenzia ICE Matteo Zoppas.

Con l’occasione, è stata allestita alla Farnesina una versione ridotta della mostra “Light on Made in Italy”, che verrà esposta dalla rete estera in occasione della Giornata del Design, sul saper fare italiano attraverso le storie di un’antologia di aziende e di progettisti che hanno saputo infondere talento e innovazione nella creazione di prodotti originali e di grande qualità.

Come indicato dal Vice Presidente Tajani, “l’Italian Design Day è una rassegna di promozione integrata che racconta e valorizza in tutto il mondo la qualità del disegno industriale italiano, costituendo una vetrina su un’Italia che innova, crea e inventa, depositaria di un patrimonio di conoscenze secolari e, allo stesso tempo, fonte di innovazione e progresso. Grazie a uno sforzo coordinato dal Ministero degli Affari Esteri e che coinvolge istituzioni, comparto produttivo e società civile, con l’Italian Design Day promuoviamo il Made in Italy nel mondo, sosteniamo le esportazioni e l’internazionalizzazione delle imprese di questo comparto, favoriamo la conoscenza e lo scambio a livello internazionale delle capacità tecniche e creative dei nostri operatori e stimoliamo i flussi turistici in entrata, grazie alla forza catalizzatrice di manifestazioni di punta del settore organizzate in Italia come il Salone del Mobile e la Triennale di Milano”.

Questa celebrazione annuale prevede che, nel corso della medesima giornata, siano organizzati, da parte della rete di Ambasciate, Consolati, Istituti Italiani di Cultura e uffici ICE, iniziative promozionali specificamente calibrate in base alle caratteristiche locali di ogni sede. Dalla sua nascita nel 2017 ad oggi, la rassegna ha già visto oltre mille iniziative realizzate in tale contesto dalla rete estera del Ministero in tutto il mondo, con il coinvolgimento di oltre 470 tra designer, architetti, imprenditori, accademici e giornalisti specializzati.