La Cina vuole il pistacchio di Bronte, inviata di Pechino in Sicilia

pistacchio bronte

pistacchio bronteIl mercato cinese è interessato all’acquisto del pistacchio di Bronte Dop, prodotto dell’agroalimentare siciliano che ha reso nota la cittadina catanese in tutto il mondo. A darne notizia è il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, che ha incontrato una emissaria del paese asiatico giunta fino in Sicilia per conoscere le aziende locali: Li Quing, da Pechino, è arrivata a Bronte accompagnata da Paolo Garofalo, presidente del Centro studi per la ricerca e la documentazione sul Mediterraneo nel Mezzogiorno Napoleone Colajanni, e ha visitato alcune realtà locali che commercializzano il pistacchio.

“LA CINA GUARDA CON INTERESSE AI PRODOTTI SICILIANI”

“Bronte è famosa per il pistacchio e la Cina è particolarmente interessata ai prodotti tipici della Sicilia – le sue parole riportate in un comunicato del Comune etneo -. Fino ad oggi il pistacchio di Bronte non è stato importato in Cina e io sono in contatto con le aziende cinesi per proporlo in tutte le sue bontà. Noi cinesi siamo ghiotti di pistacchio e siamo incuriositi dalla speciale bontà di quello di Bronte. Siamo incuriositi anche della capacità dei brontesi ad utilizzarlo ovunque: nei primi, nei secondi e naturalmente nei dolci”.

L’INCONTRO CON IL SINDACO DI BRONTE

Dopo la visita alle aziende, l’incontro con Firrarello: “La Cina è sempre più innamorata della Sicilia – ha affermato il sindaco di Bronte – e non solo per il turismo, ma anche per l’offerta agroalimentare che la nostra terra è in grado di garantire. Il vino, per esempio, grazie agli inviati dell’Hong Kong Trade development council, l’ente per la promozione del commercio estero di Hong Kong, è già da qualche anno arrivato nelle tavole cinesi. Siamo pronti a fare il possibile affinché il pistacchio di Bronte conquisti anche questo mercato”.

ag. Dire – www.dire.it




Il Parmigiano Reggiano re delle tavole degli italiani nelle festività

parmigiano reggiano

parmigiano reggianoNonostante le incertezze del mercato, l’inflazione e il caro energia, i consumatori hanno premiato il Parmigiano Reggiano che è stato il Re delle tavole italiane durante le Festività natalizie. Nelle quattro settimane – dal 6 novembre al 4 dicembre – le vendite totali nella distribuzione italiana hanno registrato un +17,4% (fonte: Nielsen, dati Italia) rispetto al medesimo periodo del 2021.
Un risultato in forte controtendenza rispetto ai prodotti similari non DOP (+0,9%) e al Grana Padano (-4,1%). Ne dà notizia il Consorzio di tutela, esprimendo soddisfazione per “un risultato importante, frutto di investimenti portati avanti nei mesi di novembre e dicembre per sostenere le vendite di fine anno in un momento difficile per le tasche degli italiani”.
“Nelle Festività, il Parmigiano ha trionfato sulle tavole degli italiani”, ha affermato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano. “Il 2023 sarà un anno molto importante, caratterizzato da grandi sfide legate alle incertezze macroeconomiche causate dal conflitto in Ucraina, al caro energia, all’incremento del costo delle materie prime e a un’inflazione crescente che ridurrà il potere d’acquisto delle famiglie. Per questo motivo, abbiamo previsto un piano articolato di investimenti da 33 milioni di euro in comunicazione con l’obiettivo di sviluppare la domanda in Italia e all’estero”. (aise)




Pensionati ex Inpdap: una nuova ingiustizia

9bucceri

9bucceriUna nuova “ingiustizia” si abbatte sui pensionati ex Inpdap residenti all’estero. È quanto denuncia oggi Giuseppe Bucceri, presidente dell’Apice – Associazione Pensionati Italiani e Connazionali all’Estero, che spiega come l’aumento delle imposte addizionali regionali influirà sull’importo della pensione ex Inpdap che, ricorda, non possono essere defiscalizzate.
“Il pensionato che decide di andare a vivere all’estero può farlo per svariati motivi, ma non per questo deve essere penalizzato. Questa penalizzazione – scrive Bucceri – consiste nel far pagare le imposte regionali più alte, perché l’INPS ha la sede legale a Roma ed è proprio a Roma, guarda caso, che tali imposte sono le più alte d’Italia”. La “beffa”, quindi, “sta nel fatto che migliaia di persone ex INPDAP, oltre a non poter defiscalizzare la propria pensione per gli strampalati accordi presi dallo Stato Italiano con quelli stranieri (nel nostro caso la Spagna), si vedono costrette a dovere pagare dei servizi che non avranno mai il piacere di usufruire. Ora queste imposte regionali applicate a questa categoria di persone rappresenta a nostro avviso un vero e proprio furto legalizzato”.
Secondo Bucceri, è assurdo che “persone che stanno ai vertici del potere non prevedano i danni economici che apportano alla nostra categoria di pensionati”, con un paradosso: “il signor X, pensionato di Lamezia Terme (per esempio), ha imposte regionali minori di quelle romane. Se il signor X decide di andare a vivere all’estero, si vedrà addebitate le imposte regionali romane. Quindi, furto nel furto!”.
L’Apice, anticipa Bucceri, cercherà di ricorrere contro questa decisione, così come nel 2017 presentò causa contro l’INPS – ancora in corso – per contestare “l’illegittimità dell’accordo Italia-Spagna”, che non prevede, così come per altri stati, la defiscalizzazione delle pensioni ex Inpdap, stabilita invece per i pensionati che vanno a vivere in Tunisia, Senegal o Cile. “Un’altra ingiustizia”, tuona Bucceri, che conferma: “studieremo anche il modo di ricorrere contro questa palese prepotenza”.
“Ancora una volta i pensionati di “serie B”, così ci definiamo noi Ex Inpdap, ritornano ad avere un’altra bella sorpresa sotto l’albero di natale”, conclude il presidente dell’Apice. (aise)




L’ecosistema italiano dell’innovazione protagonista al CES di Las Vegas

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29cesQuattro giorni di dialogo e contaminazione tra le migliori realtà e centri innovativi italiani e il mercato internazionale. Sarà il filo conduttore degli eventi che animeranno il padiglione italiano al CES 2023 di Las Vegas, il più importante evento tech al mondo, in programma dal 5 all’8 gennaio.
La partecipazione italiana vuole far toccare con mano la strategia che ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, organizzatrice del padiglione, ha messo in campo a supporto dell’innovazione italiana e che intreccia promozione, servizi e accompagnamento: dalle 50 startup presenti che rappresentano tutti i settori di punta della tecnologia italiana, agli eventi che raccontano il sistema di supporto all’innovazione e danno voce alle industry più importanti, passando per la presentazione del nuovo Centro di innovazione, Innovit, da pochissimo aperto a San Francisco. “A taste of Italian Innovation”, recita il motto della missione: un “assaggio” di ciò che l’Italia può fornire agli investitori e ai partner stranieri e che negli Usa potrà essere toccato con mano al CES.
5 gennaio
Durante la prima giornata gli incontri saranno proiettati in una dimensione europea e internazionale. In mattinata è in programma il taglio del nastro del Padiglione, alla presenza di Gary Shapiro, presidente della Consumer Technology Association (CTA), organizzatrice del CES, e con la Console generale a Los Angeles Silvia Chiave e Antonino Laspina, Trade Commissioner dell’ufficio ICE di New York e direttore esecutivo per gli Stati Uniti.
Una ricca staffetta di Innovation Talk vedrà alternarsi nell’arena al centro del padiglione speaker di diverse aree di competenza: dai rappresentanti del governo della California, che illustreranno, assieme alla console Chiave e ad Alessandra Rainaldi, Trade Commissioner di ICE Los Angeles, le opportunità offerte dallo Stato per la crescita delle startup, a quelli dell’European Innovation Council (EIC), che parleranno dei programmi europei come Horizon Europe; microfoni poi ad Alfredo Coppola e Amy Peck, rispettivamente fondatore e board member di Prospera Women – realtà della Silicon Valley che riunisce programmi per supportare startup a guida femminile in tutto il mondo – che dialogheranno con Alessandra Rainaldi nel terzo panel della giornata sul tema Diversity & Inclusion, più che mai centrale nell’edizione di quest’anno del CES.
La mobilità del futuro sarà al centro del panel conclusivo della prima giornata di eventi all’interno del Padiglione. Tra gli interventi le testimonianze di Dario Peirone, presidente del Centro estero per l’internazionalizzazione della Regione Piemonte (Ceipiemonte), culla dell’automotive italiano, e di Benedetto Carambia, Head of R&D and Innovation di Movyon, società punto di riferimento per la smart mobility del gruppo Autostrade per l’Italia. Con loro Paolo Taticchi, professore di Strategy & Sustainability alla UCL School of Management di Londra, Vincent Mauroit, direttore Tech Transfer di NOI Techpark, e Sergio Savaresi, docente del Politecnico di Milano e team leader del progetto PoliMOVE, reduce da numerosi successi nella Indy Autonomous Challenge (la competizione per vetture IndyCar a guida autonoma) e in lizza per una riconferma nella gara di Las Vegas del 7 gennaio, organizzata proprio durante il CES.
Nel tardo pomeriggio si terrà invece la prima edizione dell’European Innovation Night, un evento di networking inedito, organizzato dalla Commissione europea, che riunirà le delegazioni del Vecchio continente all’interno dell’Eureka Park – l’area del CES in cui sono situati i padiglioni nazionali.
6 gennaio
La seconda giornata, dedicata alle iniziative di rilievo nazionale, si aprirà con l’Innovation Talk di Ceipiemonte, in cui interverranno il presidente Peirone, l’assessore regionale all’internazionalizzazione Fabrizio Ricca, e il CEO di Italdesign Antonio Casu. A seguire, prima di prendere il centro dell’arena per una lunga sessione di pitch moderata dal giornalista Luca Barbieri, le startup del padiglione, assieme a una platea di professionisti, ascolteranno un Innovation Talk dal tema “The New Italian Manufacturing”. Il professor Carlo Bagnoli, docente dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e direttore dell’acceleratore VeniSIA, dialogherà con tre rappresentanti dell’innovazione manifatturiera italiana: Barbara Sala, ceo della pmi innovativa Delcon, realtà di Bergamo attiva nel biomedicale che ha sviluppato con il New York Blood Center la bilancia per il sangue Milano, vincitrice del compasso d’oro; Andrea Caserta, ceo di Everel Group, azienda di componentistica che ha aperto un centro di Open Innovation; Mario Cammarota, manager R&D di Unox.
Nel tardo pomeriggio l’Italian Investor Night animerà Eureka Park radunando innovatori e investitori internazionali in un’importante occasione di networking, in particolare per le startup: agli interventi della console Chiave e di Antonino Laspina seguirà uno speech del business futurist Alberto Mattiello sui trend presentati dalle startup italiane, e uno “Spritz&Pitch” che permetterà di mettere in connessione investitori e giovani startupper.
7 gennaio
La giornata, dedicata agli ecosistemi innovativi territoriali, si aprirà con l’Innovation Talk di un altro importante partner della missione, l’ente nazionale di ricerca Area Science Park, con il CEO dell’Innovation Factory Fabrizio Rovatti a illustrare le principali direttrici innovative del prossimo futuro.
Le delegazioni regionali di Sardegna e Marche saranno protagoniste con dei panel dedicati agli ecosistemi innovativi dei due territori più strutturalmente rappresentati all’interno del padiglione, e poi con i pitch delle rispettive startup presenti a Las Vegas.
8 gennaio
L’ultima giornata di CES, quella di domenica 8 gennaio, sarà dedicata al networking e alle visite di imprenditori e investitori agli stand delle startup.
Il padiglione italiano
Il padiglione Italia al CES 2023, gestito da ICE, ospita una delegazione ricca e diversificata: dalla startup che ha creato una cover per smartphone con display per visualizzare una grafica personalizzata (cambiando quella invece di cambiare tutta la cover), ai parastinchi per giocare a calcio muniti di sensori che rilevano tutte le azioni e le giocate di chi li indossa, passando per un purificatore d’aria indossabile, un dispositivo di sblocco biometrico tramite onde cerebrali e tanti sistemi di intelligenza artificiale per processare grandi quantità di dati, scovando legami causali, formulando previsioni di comportamento o trovando il modo migliore per risparmiare energia. Saranno 50 in tutto le startup presenti, di cui 9 parte delle delegazioni della Regione Marche, e 10 sotto l’egida di Sardegna Ricerche. (aise) 




Il panettone italiano è molto popolare negli USA

lieviti panettone d'estate

lieviti panettone d'estateUno dei prodotti natalizi che è diventato più popolare negli ultimi anni negli Stati Uniti è il panettone tradizionale italiano.
Sempre più americani arrivano sulla tavola di Natale con il pane dolce, in tutte le sue varianti italiane, con milanese e genovese come i più apprezzati.
Nell’ultimo decennio, questo classico natalizio è diventato molto popolare al di fuori dei suoi confini italiani e ha acquisito un profilo globale.
Nonostante esistano versioni provenienti da diverse parti del mondo, come quella giapponese con lievito di sake e quella argentina ripiena di dulce de leche, sono le italiane a conquistare le preferenze dei consumatori americani.
Lo affermano i supermercati, le cui gondole fanno tendenza per il consumatore medio.
In origine, molto probabilmente nella Milano del XV secolo, il panettone era un pane dolce a volta, dalla tenera mollica dorata e lucente, profumato e punteggiato di canditi.
Appartiene alla stessa tradizione natalizia dello stollen tedesco, della chalka polacca e del fruitcake inglese. Insomma, sono fatti con burro e uova, farina e zucchero, e il lievito che permette loro di lievitare secondo il modo scelto a seconda del paese.
I frutti sono il tocco finale e variano a seconda delle versioni e delle regioni. In costiera amalfitana comprende ingredienti regionali come il limone, e nel freddo Piemonte è frutta secca come le nocciole, che gli conferiscono la sua caratteristica finale.
Questa è forse la versione più popolare al mondo.
Con l’Unità d’Italia, il panettone è diventato un simbolo nazionale del Natale.
I pani stravaganti incartati e con nastro sono diventati status symbol e regali popolari, ma una volta commercializzati, la loro qualità è diminuita e hanno perso il loro prestigio.
Nel tempo sono scoppiate polemiche tra puristi e ultrapuristi, tra tradizionalisti e modernisti, tra l’Italia e il resto del mondo.
Laura Lazzaroni, giornalista e consulente specializzata in pane, ha detto che il panettone sta seguendo l’arco tracciato dalla pizza.
Conpait, il gruppo statunitense di pasticceria, stima che quest’anno il mercato si aggirerà intorno ai 650 milioni di dollari, con una crescita del 10% rispetto ai prodotti “industriali”.
Il panettone è stato a lungo popolare in Argentina, Perù e Brasile, dove il cibo italiano è arrivato insieme alle popolazioni immigrate alla fine del XIX secolo.
Gran parte del panettone venduto nei supermercati americani è prodotto in Sud America, soprattutto dai colossi Bauducco e D’Onofrio.
“È il prodotto più difficile da realizzare. Il panettone non è una ricetta, è uno stile di vita”, ha spiegato Iginio Massari, maestro bresciano di fama nazionale (il suo panettone si chiama semplicemente “L’immortale”).
Ha assicurato che ci vogliono 10 anni per addestrare un dipendente a farlo correttamente. (ANSA).




Aumenta l’export Veneto nel 2022: +17,5%

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downloadI dati relativi all’interscambio commerciale dell’Italia e dei territori aggiornati al 30 settembre 2022, resi noti dall’Istat qualche giorno fa e commentato oggi dalla Camera di Commercio Treviso – Belluno, confermano dinamiche positive, seppur in attenuazione, territorialmente diffuse. Esportazioni e importazioni aumentano sia nel confronto con il trimestre precedente che rispetto ai primi nove mesi dell’anno scorso. La crescita su base annua rimane molto sostenuta: tra gennaio e settembre l’export nazionale aumenta complessivamente del +21,2% e quello Veneto del +17,5%. Variazioni ancora più importanti si registrano per le importazioni: +43,6% a livello nazionale e +39,4% in Veneto. Tuttavia, il dato di fondo è che la dinamica positiva dell’interscambio nel periodo è fortemente condizionata dai rialzi dei prezzi diffusi a quasi tutti i settori merceologici.
Con queste variazioni condizionate dai rincari, il ricorso alle procedure di deflazione è d’obbligo. L’Istat, sulla base dei valori concatenati e destagionalizzati, stima un incremento reale dell’export italiano che si colloca a metà dell’incremento nominale.
A livello regionale si può fare la tara alla crescita nominale confrontando le dinamiche export in valori e in quantità. La variazione export in valori, su base annua, come già detto, è del +17,5%, in quantità cala del -1,2%. Sia chiaro: il calo delle quantità non va inteso automaticamente in accezione negativa, perché – anche in tempi d’inflazione – le imprese ripensano continuamente il mix prodotto/servizio a sostegno del valore aggiunto, e dunque della competitività. Ancor più marcato, inevitabilmente, il differenziale per l’import: in valori l’import veneto cresce del +39,4%, in quantità del +4,7%. Qui il messaggio è netto: gli input del sistema produttivo sono in crescita, perché il sistema finora ha continuato a funzionare, ma purtroppo questi input costano di più.
Anche i settori merceologici dell’interscambio veneto scontano diffusamente, ma in misura diversa, l’effetto prezzo. Guardando alle principali voci export, i maggiori differenziali tra dinamiche in valore e in quantità, si osservano per: metalli e prodotti in metallo, legno e carta, prodotti chimici, prodotti delle altre attività manifatturiere (aggregato che include mobili, occhialeria e gioielli), mezzi di trasporto, prodotti in gomma, plastica e altri minerali non metalliferi. I macchinari, prima voce dell’export veneto, registrano una crescita in valore sotto la media a fronte di una sostanziale stabilità nelle quantità (qui probabilmente entrano in gioco strategie aziendali finalizzate a limitare l’aumento dei prezzi per non perdere quote di mercato rispetto ai principali competitor). Crescono sia in valore che (in misura più modesta) in quantità il comparto alimentare e delle bevande e quello dei computer e prodotti di elettronica.
Guardando alle principali voci dell’import, il maggiore incremento in valore dell’import si osserva per il gas naturale, che rappresenta la quasi totalità dei prodotti delle miniere e delle cave importati in Veneto, aggregato che registra un +327% in valore a fronte di una crescita delle quantità del +17,2%. Tra le altre voci in cui il differenziale tra variazioni dei valori e delle quantità è elevato si annoverano: metalli e prodotti in metallo, legno e carta, prodotti agroalimentari.
L’interscambio commerciale della provincia di Treviso
Chiarito in premessa che la dinamica positiva dell’export nel periodo in esame è fortemente condizionata dai rialzi dei prezzi, con questa tara andiamo a considerare i dati di dettaglio delle esportazioni trevigiane.
Nei primi nove mesi del 2022 l’export trevigiano si porta a 12,2 miliardi di euro, con un incremento del +15,5% su base annua, più sostenuto verso i mercati Ue27 (+18,1%), grazie in particolare alle vendite verso Germania e Francia. Verso i mercati extra-Ue27 l’incremento medio del +11,6% è figlio di tendenze opposte: molto positive verso gli USA (+19,2%) terzo mercato di sbocco del “made in Treviso” con un peso del 8,3% sull’export provinciale totale; negative, come era da attendersi, verso la Russia (-20,4%), ma anche verso Cina e Hong Kong (-4,4%). Rispetto al 2021 risulta in recupero l’export trevigiano verso il Regno Unito (+8,7%), che tuttavia non riesce ancora a recuperare i livelli delle vendite pre-pandemia e pre-Brexit (-9,2% rispetto ai risultati conseguiti nei primi nove mesi 2019). Macchinari, mobili ed elettrodomestici, le prime tre voci dell’export provinciale, crescono sottotono rispetto al dato medio provinciale; la variazione del +10,9% dei macchinari si trasforma in stallo per quanto riguarda le vendite nei mercati extra-Ue, con le sole eccezioni di USA (+23,3%) e Australia (+38,8%); reggono bene invece le vendite in ambito Ue27 (+21,2%); per gli elettrodomestici accade l’opposto: stallo delle vendite in ambito Ue27; +7,8% nei mercati extra-Ue, soprattutto negli USA (+59,5%), in Australia (+52,1%) e in Canada (+59,6%); le performance del mobile restano abbastanza simili tra mercati Ue (+13,6%) e mercati extra-Ue (+10,2%). Ottimo il recupero verso il Regno Unito (+22,2% su base annua, ma anche +7,5% rispetto ai valori pre-pandemia). Compare il segno negativo nell’export verso gli USA (-3,8%).
Nettamente sopra la media gli incrementi export di settori fortemente interessati da rincari delle materie prime come metallurgia (+29,1%), chimica (stessa variazione), carta e stampa (+42%). Ma anche le bevande (quindi Prosecco) vedono crescere l’export del +28,1% su base annua, in particolare nei mercati Ue (+37,5%) e specialmente in Francia (+62,4%).
In linea con l’incremento medio provinciale i settori legati al sistema moda: tessile, abbigliamento e calzaturiero. L’export di prodotti del tessile abbigliamento cresce di più verso i mercati extra-Ue (+20,9%), persino verso la Russia (+18,7% da 25,0 a 29,7 milioni di euro). Del +41,4% è l’incremento su base annua dell’import di prodotti tessili e dell’abbigliamento, con punte del +89,5% dalla Turchia (da 39,5 a 74,8 milioni) e del +107% dall’Egitto (da 11 a 23 milioni).
L’interscambio commerciale della provincia di Belluno
Il rialzo dei prezzi è diffuso, condiziona trasversalmente i territori e la maggior parte dei settori e, di conseguenza, anche le dinamiche positive dell’interscambio bellunese. Con la medesima tara sulla componente prezzi, si passa ad analizzare l’export bellunese che, nei primi nove mesi del 2022, ha superato i 3,7 miliardi di euro, con un aumento su base annua del +19,6%.
La crescita per l’area extra Ue27, verso la quale è diretto il 54% dell’export bellunese, è del +22,3%. Più sostenuta la dinamica verso gli USA (+24,9%), primo mercato di riferimento con il 25% dell’export provinciale realizzato. Vivace, con incrementi superiori alla variazione media extra-Ue27, anche la dinamica export verso Turchia e Messico (oltre +50% per entrambi i Paesi) ed Emirati Arabi (+33,6%). In positivo anche le vendite verso il Regno Unito (+6,9% su base annua), risultato che porta questo mercato a raggiungere, quasi, i livelli pre-covid (-2,7% rispetto a gennaio-settembre 2019). Aumentano anche le esportazioni dirette in Cina e Hong Kong (+19,6% rispetto ai primi nove mesi 2021), ma il confronto con gennaio-settembre 2019 è ancora negativo (-13,6%).
All’interno dell’Unione Europea le esportazioni crescono in un anno del +16,6%, incremento distribuito fra tutti i principali partner commerciali, in particolare: Francia (+17,1%), Germania (+17,6%) e Spagna (+24%).
La dinamica dell’export bellunese è trainata dall’occhialeria, che cresce del +24,7% su base annua. Il comparto, con quasi 2,7 miliardi di euro, di cui 1,7 miliardi realizzati nei mercati extra-Ue27, rappresenta oltre il 72% del totale provinciale esportato. Gli Stati Uniti rimangono il principale partner commerciale: un terzo delle vendite del comparto (quasi 900 milioni di euro) è infatti destinato a questo mercato (+26,1% rispetto ai primi nove mesi 2021).
Al netto dell’occhialeria l’aumento tendenziale è del +7,9%, frutto di differenti dinamiche settoriali che si possono così riassumere:
Crescita sostenuta per i prodotti legati ai rincari delle materie prime, carta (+43,3%), metallurgia (+27%), prodotti chimici (+20,8%), e prodotti relativi all’elettronica e apparecchiature di precisione (+17,2%, variazione media che incorpora significativi incrementi delle esportazioni verso i principali partner commerciali sia intra Ue27, Spagna, Francia e Germania, che extra Ue27, Turchia, Stati Uniti, Regno Unito e Russia).
Crescita modesta per i prodotti tessili e abbigliamento (che dopo la forte accelerazione conosciuta nel 2021, registrano un incremento su base annua del +6%) e per i macchinari (+4%). Questi ultimi, con oltre 370 milioni di euro di vendite all’estero realizzate nei primi nove mesi del 2022 rappresentano la seconda voce merceologica dell’export provinciale. La variazione media dei macchinari riassume una sostanziale stabilità per le esportazioni verso l’area Ue27 (+0,6%, ma con la Francia, primo partner commerciale, in flessione del -8,4% su base annua e la Germania, secondo partner commerciale, stabile rispetto allo scorso anno) ed un aumento del +12,7% delle vendite destinate all’area extra-Ue27, con aumenti significativi verso il Regno Unito, che ritorna ai livelli pre-covid, e gli Stati Uniti.
Flessione per i prodotti in gomma e materie plastiche le cui vendite scendono in un anno del -20,2%, contrazione equamente distribuita fra l’area Ue27 (-19%) ed extra-Ue27 (-21,7%).
Una segnalazione a parte merita l’industria del legno che conferma l’inversione di tendenza osservata nel primo semestre: l’export passa dai 5,2 milioni di euro di gennaio-settembre 2021 a 8,5 milioni nei primi nove mesi del 2022 (+53,5%), livello comunque ancora ben lontano dai valori pre-Covid (-55,8% rispetto allo stesso periodo del 2019).
Le importazioni risentono in maniera ancora più marcata della dinamica inflattiva: nei primi nove mesi l’aumento è stato del +37%, nel confronto su base annua, variazione che fa sintesi di un +29,3% per gli acquisti provenienti dall’area Ue27 e di un + 46,3% per quelli provenienti dall’area extra-Ue27. Pesano in particolare gli approvvigionamenti da Cina e Hong-Kong (+54,5%), primo mercato di riferimento per la provincia bellunese con oltre 382 milioni di acquisti effettuati nei primi nove mesi (quasi il 40% del totale import provinciale).
La crescita dell’import è al di sopra del dato medio provinciale in particolare per macchinari (52%), metallurgia (+66,6%), concia e lavorazione pelli (64,9%), prodotti legati all’elettronica e apparecchiature di precisione (49%), prodotti tessili e abbigliamento (+52,5%) e legno (+69,4%). L’acquisto dall’estero di prodotti legati all’occhialeria è, invece, in linea con la dinamica media provinciale.
“I dati ai primi nove mesi del 2022 confermano anche per le nostre province una crescita dell’export molto sostenuta – commenta il Presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, Mario Pozza – per Treviso è del +15,5% e per Belluno quasi del +20%”.
“Ma queste dinamiche così positive incorporano il trasferimento sui prezzi finali dei rincari energetici e delle materie prime, – ricorda il Presidente – e che il caro energia pesi sulle nostre imprese è innegabile: la recente indagine di Unioncamere su un campione di imprese manifatturiere del Veneto ci dice che in media in un anno le bollette del gas sono raddoppiate e quelle dell’energia più che raddoppiate: questo significa che produrre costa di più”.
Vedo con favore – evidenzia Pozza – gli accordi in atto ed i progetti legati all’energia su cui si è trovata una convergenza, sempre in ambito europeo: l’autorizzazione alle rinnovabili, il pacchetto sulla solidarietà e gli acquisti comuni ed il meccanismo di correzione del mercato”.
“Queste misure, meglio tardi che mai, sono delle scelte corrette per smorzare le speculazioni sui rincari e dare una boccata di ossigeno alle nostre imprese, che – continua il Presidente – finora hanno dimostrato molta resilienza: quasi la metà del campione manifatturiero veneto, ha infatti dichiarato di aver mantenuto inalterati i regimi lavorativi per non perdere quote di mercato oppure, un terzo circa dei rispondenti, perché non hanno avuto un calo degli ordini riuscendo così ad assorbire i maggiori costi sostenuti”.
“Tornando ai dati delle esportazioni dei primi nove mesi 2022 – conclude il Presidente – vedo che a trainare sono soprattutto i mercati dell’Unione Europea (+18,1% per Treviso e +16,6% per Belluno) e gli Stati Uniti (rispettivamente +19,2% e +24,9%). Prime indicazioni, forse, su come stanno cambiando o cambieranno le traiettorie dell’export, a seguito della pandemia (le vendite verso Cina e Hong Kong sono ancora in negativo per Treviso, sia nel confronto con lo scorso anno che del 2019, per Belluno il recupero è nell’anno ma non sul pre-pandemia) e del conflitto Russia-Ucraina. Stesso discorso per gli approvvigionamenti, da studiare se le filiere si stanno modificando e quali i mercati di riferimento. Sono tutte domande, che meritano approfondimenti, nei prossimi mesi. Dobbiamo creare rete e cogliere l’opportunità delle strutture per l’export regionali come Venicepromex e anche la rete delle 84 Camere di Commercio italiane all’estero con Assocamerestero. Nel mio nuovo incarico di Presidente di Assocamerestero sarà obiettivo primario, dare anche alle piccole imprese, nuovi traguardi per l’internazionalizzazione”. (aise) 




Ecco le novità della manovra

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downloadDal taglio del cuneo fiscale alle pensioni, dalla rinegoziazione dei mutui ipotecari (con la possibilità di passare tal tasso variabile al fisso), al congedo parentale, dalle assunzioni nella Pubblica amministrazione ai fondi per il dissesto idrogeologico, allo stop sulle norme sul Pos. Ecco come cambierà la legge di Bilancio, ancora in discussione in Parlamento, con le modifiche presentate in questi giorni dal governo e ora all’esame della commissione Bilancio della Camera.

Cuneo fiscale: rideterminazione sino a 25.000 euro, anziché 20.000 euro, dell’importo della retribuzione per il riconoscimento dell’ulteriore punto percentuale sull’esonero parziale dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti per i periodi di paga dal 1 gennaio al 31 dicembre 2023.

Reddito di cittadinanza: riconoscimento della misura nel limite massimo di 7 mensilità anziché 8.

No contributi per chi assume beneficiari Reddito: innalzamento da 6.000 a 8.000 euro della soglia massima per l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro che assumono, tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2023, con contratto a tempo indeterminato, beneficiari del reddito di cittadinanza.

Pensioni: revisione del meccanismo d’indicizzazione delle pensioni per gli anni 2023-2024 per tutelare i soggetti più bisognosi; innalzamento a 600 euro delle pensioni per gli ultra75enni, limitatamente all’anno 2023.

Mutui: quelli a tasso variabile fino a 200.000 euro per l’acquisto della prima casa potranno essere trasformati a tasso fisso. Le banche dovranno accettare questa condizione. La misura riguarda coloro che dichiarano un Isee massimo di 35.000 euro.

Congedo parentale: aumento all’80 per cento dell’indennità del congedo parentale riconosciuta ai genitori, in via alternativa, per il periodo di un mese.

Famiglia e disabili: proroga detrazioni fiscali per le spese per interventi diretti alla eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici unifamiliari e nei condomini; incremento della maggiorazione della misura dell’Assegno unico e universale riconosciuta al nucleo familiare con quattro o più figli.

Fondazioni bancarie: promozione e sostegno delle comunità dei territori delle fondazioni di origine bancaria in difficoltà attraverso la fusione degli enti.

Università: estensione, fino al 2027, del concorso statale al finanziamento delle attività istituzionali dei policlinici universitari gestiti direttamente da università non statali (35 milioni di euro annui); nell’ambito del settore della università e della ricerca, istituzione di borse di studio in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata; equiparazione fra università statali e istituti privati di alta formazione ai fini del riconoscimento delle risorse destinate a fini premiali; esclusione delle borse di studio destinate agli studenti universitari con disabilità dal computo reddituale ai fini della percezione di altre misure assistenziali in favore degli invalidi.

Sport: trasformazione dell’Istituto per il credito sportivo in Spa.

Giustizia: incremento del Fondo per il rimborso delle spese processuali in favore dell’imputato assolto e modifiche alla disciplina sulla liquidazione del rimborso con previsione della liquidazione in un’unica soluzione; disposizioni per l’attuazione del Pnrr in materia di processo civile e riduzione a 12 mesi della durata del tirocinio dei magistrati ordinari.

P.a.: armonizzazione dell’indennità di amministrazione per il personale Anpal e dell’Inl (oneri a decorrere dal 2023: 20.542.346 euro annui per INL 493.640 euro annui per Anpal); assunzioni per il MASAF (300 unità di personale, area funzionari) per il contrasto alle frodi; istituzione dell’Autorità di gestione nazionale del Piano Strategico della Politica agricola comune (PAC) e rafforzamento della capacità amministrativa del Masaf e dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura; efficientamento degli organismi e delle attività in ambito agricolo.

Rifinanziamento fondo Masaf; rifinanziamento dell’incentivazione sperimentale del personale non appartenente al ruolo sanitario di livello dirigenziale del Ministero della sanità; disposizioni in materia di dimensionamento scolastico, al fine di raggiungere un obiettivo Pnrr; progressioni di carriera per ricercatori e tecnologi negli enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR; misure per la funzionalità del Ministero della difesa; autorizzazione dalla spesa da destinare alla stipula di polizze assicurative per la tutela legale e la copertura della responsabilità civile verso terzi a favore del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco per eventi dannosi non dolosi causati a terzi nello svolgimento del servizio; fondo per il finanziamento delle assunzioni delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco; misure per la funzionalità del MAECI: assunzione di 100 unità (area seconda) per il 2023 e 420 unità (area terza) per il 2024; rafforzamento delle strutture della Ragioneria generale dello Stato, anche ai fini degli adempimenti relativi al Pnrr; istituzione della Segreteria tecnica della Cabina di regia per la determinazione dei LEP;assunzioni per il Corpo di polizia penitenziaria – 250 unità per ciascuno degli anni 2023, 2024, 2025 e 2026 – e incremento degli organici degli Uffici giudiziari; assunzioni per il potenziamento della Corte dei Conti nel biennio 2023-2024: 13 unità dirigenziali di seconda fascia; unità area funzionari; 242 unità area assistenti.

Caro bollette: proroga al primo trimestre dell’anno 2023 dell’applicazione dell’aliquota Iva ridotta al 5% alle somministrazioni di energia termica prodotta con gas metano in esecuzione di un contratto servizio energia; estensione al settore del teleriscaldamento della riduzione dell’aliquota Iva al 5%, per il primo trimestre dell’anno 2023; sospensione fino al 31 gennaio 2023 dei procedimenti di interruzione della fornitura per i clienti finali direttamente allacciati alla rete di trasporto del gas naturale; individuazione (da parte di MEF e MASE) di intermediari finanziari abilitati per l’adozione di pratiche per garantire la liquidità e la fluidità dei mercati finanziari sui quali si determina il valore di riferimento del prezzo del gas; riduzione al 10 per cento dell’aliquota Iva applicata ai pellet, per l’anno 2023; disposizioni in materia di enti di previdenza di diritto privato: previsione (da parte del MEF, di concerto con MLPS, sentita la COVIP) di un quadro regolamentare per gli investimenti delle Casse private di previdenza; disposizioni a favore degli enti erogatori di servizi sociosanitari e socioassistenziali: riconoscimento di un contributo straordinario per le IPAB in ragione dell’incremento dei costi dell’energia (Oneri: 5 mln di euro per il 2023).

Superbonus: modifiche dei termini per la presentazione della Cila per i condomìni.

Sostegno alle attività produttive e agricole: disposizioni finanziarie per le imprese operanti nel settore del commercio di prodotti di consumo al dettaglio: ammortamento del costo dei fabbricati strumentali per l’esercizio dell’impresa per il periodo di imposta in corso al 1 gennaio 2023 e per i successivi quattro periodi d’imposta; agevolazioni fiscali sulle imposte indirette dovute per i trasferimenti di proprietà di fondi agli under40 che intendono conseguire l’iscrizione alla gestione previdenziale e assistenziale per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali, ai soggetti già iscritti o che si impegnano a coltivare o condurre direttamente il fondo per 5 anni; istituzione della Fondazione Centro Italiano per il design dei circuiti integrati a semiconduttore per favorire l’innovazione tecnologica nel settore (Oneri: spesa in conto di capitale di 10 milioni di euro per l’anno 2023 e 25 milioni per ciascuno degli anni dal 2024 al 2030 e spesa di parte corrente per 5 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2030); stanziamento aggiuntivo di 30 mln di euro per l’anno 2023 e 40 mln di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026 per l’agevolazione “Nuova Sabatini” (investimenti produttivi piccole e medie imprese); supporto della competitività delle imprese italiane all’estero e disposizioni in materia di gestione del Fondo Microcredito Centrale da parte di Simest S.p.a.; rifinanziamento delle attività di digitalizzazione e degli interventi per l’attuazione del Piano Radio Digitale DAB; modifiche alla gestione del Fondo per le infrastrutture ad alto rendimento per renderla più efficiente; rafforzamento della struttura organizzativa dell’Autorità di regolazione dei trasporti; nell’ambito del settore dell’università e della ricerca, disposizioni in materia di: integrazione risorse CNR; perequazione indennità di amministrazione del personale dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca; compensi di esperti e componenti di commissioni per la valutazione di progetti di ricerca; innalzamento da 400 a 500 e da 700 a 800 dei requisiti per le piccole imprese per utilizzare la contabilità semplificata.

Sistema di controllo in relazione alle calamità naturali e per fronteggiare il dissesto idrogeologico: implementazione del sistema di allarme pubblico IT-Alert; rafforzamento delle capacità operative delle Autorità di bacino distrettuali.

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Le banche centrali affossano i mercati: tonfo di Wall Street

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212855914 a4209d1a 3e2f 483d 8584 315d8e33e2ffLe banche centrali di Inghilterra, Stati Uniti e Unione Europea non allentano la stretta sul costo del denaro e la reazione dei mercati non si fa attendere. Wall Street risponde alla Fed e chiude in rosso con il Dow Jones Industrial Average che perde il 2,25% a 33.202,22 punti, Nasdaq il 3,23% a 10,810.53 punti, lo S&P 500 il 2,48% a 3.898,50 punti. Ieri la Federal Reserve ha aumentato i tassi di mezzo punto percentuale e ha presentato una nuova serie di previsioni che indicano che rimarrà elevata l’inflazione, rallenterà la crescita del prodotto interno lordo e aumenterà la disoccupazione.

La banca centrale Usa ha dichiarato che il tasso di riferimento si attesterà probabilmente al di sopra del 5%, un livello superiore a quello previsto solo pochi mesi fa, e ha indicato di non essere incline a una pausa o a un cambiamento verso tagli dei tassi in tempi brevi.

Il presidente Jerome Powell ha dichiarato che ci sono alcuni segnali di raffreddamento dell’inflazione, ma non abbastanza da convincere i responsabili politici che l’inflazione sia sulla strada verso l’obiettivo del 2%. Gli operatori si aspettano altri due rialzi dei tassi l’anno prossimo, ciascuno di almeno un quarto di punto percentuale.

Sul fronte azionario, in profondo rosso Apple a -4,69%, Ibm a -5%, Intel a -3,93%, Microsof -3,19%. Tonfo di Netflix (-8,88%) dopo che un rapporto ha rivelato il fallimento dell’operazione che puntava a offrire il servizio a un prezzo più basso in cambio dell’accettazione di una dose significativa di pubblicità.

A novembre, Netflix ha lanciato un’offerta per accedere ai suoi contenuti a un prezzo di 6,99 dollari negli Stati Uniti, ma con lo svantaggio di avere la programmazione interrotta di tanto in tanto dalla pubblicità, con 4-5 minuti di spot all’ora. In controtendenza le azioni di Tesla, salite dello 0,5% dopo che l’amministratore delegato Elon Musk ha reso noti altri 3,6 miliardi di dollari di vendite di azioni.

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Piemonte: le pmi regionali puntano i mercati esteri

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export2Ammontano a 3 milioni di euro le risorse stanziate dalla Giunta regionale per consolidare la presenza competitiva sul mercato internazionale delle piccole e medie imprese piemontesi.
Si tratta di Progetti integrati di filiera che verranno attivati per i comparti automotive, trasporti, aerospazio, tecnologie pulite, green, costruzioni, tessile, abbigliamento-alta gamma-design, agroalimentare, meccatronica, salute e benessere.
Il bando, a cui si potrà presentare domanda sino alle ore 12 del 15 dicembre 2022, permette alle imprese ammesse di accedere alle attività promosse e realizzate dalla Regione mediante Ceipiemonte s.c.p.a.
“Si tratta di progetti ‘ponte’ che ci traghetteranno verso i nuovi fondi europei del periodo 2021-2027 – ha affermato l’assessore regionale all’Internazionalizzazione Fabrizio Ricca nel corso della presentazione dell’iniziativa – Con gli oltre 3 milioni di fondi FSC permetteremo alle circa 800 pmi piemontesi già partecipanti alla precedente edizione la partecipazione ai principali eventi del primo semestre 2023 e consentiremo a sempre nuove imprese di aggiungersi”.
“I Progetti Integrati di Filiera sono pensati e ideati a misura delle pmi piemontesi – ha dichiarato Dario Peirone, presidente di Ceipiemonte -. Sono strumenti concreti che, grazie al supporto di Regione Piemonte, offrono alle imprese del territorio un insieme strutturato di attività per supportare la crescita sui mercati esteri del Made in Piemonte. Nell’ultima annualità che si è appena conclusa sono state oltre 150 le iniziative organizzate da Ceipiemonte, tra cui fiere internazionali, business convention, workshop con buyer in Piemonte, incontri b2b con la committenza internazionale, assistenza continuativa e percorsi individuali. Si riparte con una nuova edizione con rinnovato slancio ed energia, in sinergia con le imprese e forti delle eccellenze produttive del territorio, con l’obiettivo di supportarle efficacemente sui mercati internazionali”.
Le azioni in campo
Percorsi collettivi per la crescita culturale e competitiva per le imprese che intendono proporsi ed operare sui mercati internazionali.
Incontri e webinar su focus Paese e/o tematiche settoriali e manageriali quali normative internazionali, contrattualistica commerciale, digitalizzazione ecc.
Percorsi di supporto all’aggregazione anche attraverso tavoli tecnici per analizzare la domanda internazionale, adeguare il prodotto, presentare offerte aggregate anche attraverso la predisposizione di materiali promozionali comuni e il progressivo impiego di strumenti digitali.
Percorsi individuali per la crescita culturale e competitiva per le imprese che intendono proporsi ed operare sui mercati internazionali, con attività di preparazione all’internazionalizzazione, inclusa la digitalizzazione dell’offerta.
Partecipazione in forma collettiva a fiere internazionali, eventi espositivi, business convention, sia in modalità fisica che virtuale, (con esposizioni su piattaforme digitali ecc.), anche con la predisposizione di materiali promozionali comuni.
Organizzazione di eventi con incontri B2B fra aziende piemontesi e straniere realizzati sia all’estero sia attraverso missioni di incoming di buyer stranieri o di gruppi multinazionali che su market place, piattaforme digitali ed altri strumenti di incontro fra domanda e offerta.
Assistenza continuativa individuale accompagnamento e follow up su mercati prioritari o verso key player di riferimento, monitoraggio tematiche specifiche nell’ottica dello sviluppo di business, anche con la fornitura di servizi sui mercati stranieri. Tale assistenza sarà fornita da Ceipiemonte anche ricorrendo a strutture istituzionali del Sistema Italia come la rete diplomatica e quella degli uffici Ice .
L’adesione al/ai PIF è gratuita.
Alle pmi ammesse al/ai PIF sarà concessa un’agevolazione consistente in una riduzione sui costi di partecipazione alle azioni che saranno proposte nell’ambito delle attività di ogni progetto.
La riduzione sarà quantificata ex-ante per ogni singola azione a cui le pmi daranno specifica adesione. Il valore massimo dell’agevolazione concedibile è di 15mila euro ad impresa per ogni PIF a cui la stessa risulti ammessa e comunque nei limiti di disponibilità de minimis dell’impresa. (aise) 




La Camera di Commercio e Industria Italo-Costaricana premiata come Camera dell’Anno

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980ae122 e613 4082 bd1e c3fc8b7808f2Lo scorso 7 dicembre il Com.It.Es del Costa Rica, rappresentato dalla Sig.ra Paola Ceccon vicepresidente, e dai Sigg. Giuseppe Cacace presidente e Massimo Angelino tesoriere, ha partecipato alla cena di gala offerta dal programma televisivo Horizontes TV in cui si e’ premiata la Camera di Commercio e Industria Italo-Costaricana come Camera dell’anno in Costa Rica.

Il premio è stato ricevuto dal presidente della CICIC il Dott. Giovanni Graziano, accompagnato dal Segretario Generale Dott. Massimo Angelino e dai sindaci Sig.ra Paola Ceccon e Sig. Giuseppe Cacace.

L’evento ha registrato un’eccezionale partecipazione di autorità del Governo della Repubblica, del corpo diplomatico e consolare, della stampa e di esponenti della comunità italiana nel nostro Paese.

Vale la pena ricordare la presenza del Viceministro dell’economia Sig. Christian Rucavado, della Sig.ra Priscilla Zamora viceministro delle finanze, della Sig.ra Cindy Quesada ministro per la condizione femminile, dell’ambasciatore cinese S.E. Tang Heng, del console onorario di Haiti Sig. Ludger Lescouflair, dell’ambasciatrice del Guatemala S.E. Sandra Noriega, della deputata Sra. Daniela Rojas, del console onorario di Malta Sig. Maurizio Micangeli, del Sig. Reynaldo Fabila come rappresentante dell’ambasciata messicana, della Sig.ra Hazel Sanches come rappresentante dell’ambasciata austriaca.

4347f810 ee0c 4afe a158 14d16fb7cbc6Sebbene questo premio venga assegnato ogni anno, l’accoglienza e l’approvazione generata in questa occasione dal riconoscimento alla Camera Italo-Costaricana è stata sorprendente, mai prima d’ora la sala in cui si è realizzata la premiazione si era riempita al massimo della sua capienza.

E’ degno di nota sottolineare che  i messaggi dei rappresentanti del Governo, del Presidente della CICIC, del Vice Ministro dell’Economia, Industria e Commercio, del Direttore del Programma Horizontes TV, Dott. Dennis Mora e del Presidente dell’Hotel, il Sig. Manuel Rodríguez, hanno evidenziato lo straordinario lavoro che gli italiani hanno svolto in Costa Rica dal secolo scorso e che continua a svolgere sia la comunità dei discendenti che gli attuali residenti oramai integrati nella società costaricana. L’impulso e i benefici della comunità imprenditoriale in Costa Rica e il sostegno del CICIC a italiani e nazionali, in tempi di pre-pandemia, pandemia e post-pandemia possono essere riassunti dal fatto che la comunità imprenditoriale italiana non ha chiuso e ritirato i propri capitali dal paese, la sua presenza si è mantenuta e aumentata con nuovi investimenti.

Oltre ogni ostacolo e ogni situazione avversa, oltre ogni tentativo di nuocere e generare risentimenti sterili tra i paesi, l’unione e la fraternità tra Italia e Costa Rica, così come i legami familiari e di sangue che da più di cento anni hanno rafforzato entrambi i popoli, oltre tutto ciò si trova la storia di due paesi che oggi mantengono una fraternità e una cooperazione che raramente si vedono in un mondo così complesso e pieno di violenza.