Italia con Gran Bretagna e Giappone nel GCAP per costruire aerei da combattimento

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4npws32ttfchjdpyokvjb7xdfa 800x445Il Regno Unito, l’Italia e il Giappone formeranno una coalizione di difesa militare per costruire aerei da combattimento

Regno Unito, Italia e Giappone hanno annunciato questo venerdì la formazione di una coalizione internazionale chiamata Global Combat Air Program (GCAP) che consentirà loro di sviluppare un piano militare per costruire aerei da combattimento di nuova generazione che dovranno essere operativi nel 2035.

“GCAP accelererà la nostra capacità militare avanzata e il nostro vantaggio tecnologico; Approfondirà la nostra cooperazione nel settore della difesa, la collaborazione scientifica e tecnologica, le catene di approvvigionamento integrate e rafforzerà ulteriormente la nostra base industriale della difesa”, si legge in una dichiarazione congiunta.

L’iniziativa presuppone in pratica la fusione del programma giapponese F-X, guidato da Mitsubishi Heavy Industries (MHI), e dell’italo-britannico Tempest, a cui partecipano l’aerospaziale britannica BAE Systems e l’italiana Leonardo.

I primi ministri di Londra, Roma e Tokyo – rispettivamente Rishi Sunak, Giorgia Meloni e Fumio Kishida – si sono impegnati a sostenere un ordine internazionale basato su regole, libero e aperto, rilevando che si tratta di “caratteristiche più importanti che mai” a causa dell’aumento nelle minacce e negli attacchi.

“La prossima generazione di aerei da combattimento che progetteremo proteggerà noi e i nostri alleati in tutto il mondo sfruttando la forza della nostra industria della difesa leader mondiale, creando posti di lavoro e salvando vite”, ha affermato Sunak, secondo la BBC.

L’iniziativa presuppone in pratica la fusione del programma giapponese F-X, guidato da Mitsubishi Heavy Industries (MHI), e dell’italo-britannico Tempest, a cui partecipano l’aerospaziale britannica BAE Systems e l’italiana Leonardo. (STAMPA EUROPA)

L’iniziativa presuppone in pratica la fusione del programma giapponese F-X, guidato da Mitsubishi Heavy Industries (MHI), e dell’italo-britannico Tempest, a cui partecipano l’aerospaziale britannica BAE Systems e l’italiana Leonardo. (STAMPA EUROPA)

Questo piano cerca anche benefici economici, generando occupazione, attirando investimenti e generando processi di produzione avanzati. “Lavorando insieme in uno spirito di partnership paritaria, condividiamo i costi ei benefici di questo investimento nelle nostre persone e tecnologie”, continua la lettera.

Il design del nuovo caccia garantirà la sua “interoperabilità” con i sistemi militari degli Stati Uniti, della NATO e degli altri alleati dei tre paesi partecipanti in Europa, nella regione indo-pacifica e nel resto del mondo.

Il primo passo del programma sarà concordare il “core concept” del nuovo caccia e predisporre le strutture necessarie per iniziare la fase di sviluppo nel 2024.

Nel corso del 2023, Regno Unito, Italia e Giappone devono chiudere la stima dei costi del progetto, concordare i contributi economici di ciascuna capitale e riflettere tali piani nei propri bilanci nazionali.

“Dobbiamo rimanere in prima linea nei progressi della tecnologia di difesa, superando e approfittando di coloro che cercano di farci del male”, ha affermato Sunak.(REUTERS)

“Dobbiamo rimanere in prima linea nei progressi della tecnologia di difesa, superando e approfittando di coloro che cercano di farci del male”, ha affermato Sunak. (Reuters)

Il primo ministro britannico visiterà questo venerdì le strutture della Royal Air Force a Coningsby (est dell’Inghilterra), la base di alcuni dei caccia Typhoon che sono stati la base di difesa aerea del Regno Unito negli ultimi due decenni.

“La sicurezza del Regno Unito, sia oggi che per le generazioni future, sarà sempre di fondamentale importanza per questo governo”, ha affermato Sunak, approfittando di coloro che cercano di farci del male”, ha aggiunto il primo ministro britannico.

 

 




Ferdinando Pelazzo nuovo presidente della Camera di Commercio Italo – Russa

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8ccirRiunito a Mosca, il Consiglio d’Amministrazione della Camera di Commercio Italo – Russa ha eletto Ferdinando Pelazzo nuovo Presidente alla guida della Camera.
Pelazzo succede a Vincenzo Trani, dimissionario da ottobre, dopo tre anni alla guida della CCIR.
Esperto conoscitore sia del mercato italo-russo sia del tessuto imprenditoriale italiano in Russia, con un network di rilievo in entrambi i Paesi, Pelazzo è stato eletto dal Consiglio a maggioranza assoluta.
Classe 1958, Pelazzo ha maturato oltre 30 anni di esperienza nel settore bancario e finanziario (ricoprendo cariche direttive presso SAN PAOLO, Intesa ZAO, Ubi Banca Group e altre realtà finanziarie internazionali), specializzandosi sul mercato russo e dei Paesi CSI. (aise) 




Premio 100 Eccellenze Italiane: a Roma l’ottava edizione

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30eccellenzeUn tributo all’Italia migliore, del sapere e del saper fare, e al suo valore di esempio. È il significato dell’evento Premio d’Eccellenza “100 Eccellenze Italiane”, che oggi, 1° dicembre, dalle ore 15.30 al Campidoglio di Roma, celebrerà cento personalità di alto profilo e importanti imprese ed enti che meglio incarnano il concetto d’italianità come tratto distintivo del proprio successo.
La prestigiosa iniziativa, giunta all’ottava edizione, è promossa dall’associazione Liber, in collaborazione con la casa editrice Rde dell’editore Riccardo Dell’Anna. La manifestazione celebrativa, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e degli altri Ministeri, si terrà presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio.
Nel corso dell’intenso pomeriggio capitolino, saranno rese note le cento case history selezionate come le più rappresentative, per merito, dei diversi ambiti dell’economia, delle scienze, delle arti e della pubblica amministrazione. Ai protagonisti di ciascuna di esse sarà conferito il riconoscimento simbolico “Storie di Eccellenza – 100 Eccellenze Italiane”, mentre solo in tre riceveranno il Premio d’Eccellenza, assegnato dall’associazione Liber, che da anni è impegnata sul fronte della valorizzazione delle migliori risorse del Paese.
Altri riconoscimenti simbolici andranno a casi di successo, degni di una Menzione d’Onore, alle grandi aziende sostenitrici dell’iniziativa (Partner di Eccellenza) e ad alcuni componenti del Comitato d’Onore delle precedenti edizioni (Ambasciatori Onorari).
Tutti i riconoscimenti celebrano il Made in Italy nella sua accezione più completa: oltre i prodotti il patrimonio delle conoscenze, oltre la manifattura il genio e lo stile. Le storie di successo presentate sono state scelte in base a criteri inerenti all’accreditamento storico, alla reputation, alla crescita, ai tratti innovativi, ai premi ricevuti, allo standing internazionale e alla responsabilità sociale dimostrata (sostenibilità delle organizzazioni, dei processi, dell’impatto ambientale e delle interconnessioni umane).
La cerimonia di domani, presentata dalla giornalista e conduttrice tv Alda D’Eusanio, sarà suddivisa in due sessioni, ciascuna introdotta dai saluti dei rappresentanti delle istituzioni presenti e dalle note dell’inno nazionale, eseguito in una sessione dalla Banda Musicale della Guardia di Finanza e nell’altra dalla Banda Musicale dell’Aeronautica Militare. A seguire, i ringraziamenti della presidente di Liber, Verdiana Dell’Anna, e di Riccardo Dell’Anna, che con la sua casa editrice RDE pubblica ogni anno il volume 100 Eccellenze Italiane, con la supervisione di un Comitato d’Onore Presieduto per questa edizione dall’Ambasciatore Pasquale Terracciano, Direttore Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale della Farnesina e, composto da insigni personalità espressione di vari settori della vita pubblica nazionale. (aise) 




Castagna di Roccamonfina IGP registrata ufficialmente: sono 319 le IG italiane del Cibo

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26castagnaÈ stata registrata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la denominazione Castagna di Roccamonfina IGP: ne dà notizia l’Osservatorio Qualivita secondo cui, nel comparto Cibo, castagna è la numero 142 delle IGP italiane e la numero 319 nel totale delle Indicazioni Geografiche agroalimentari dell’Italia.
Con la registrazione della nuova IGP, dunque, l’Italia raggiunge quota 319 IG Cibo – di cui 173 DOP, 142 IGP e 4 STG – ai quali si aggiungono 526 prodotti vitivinicoli, per un totale di 844 denominazioni DOP IGP STG, a cui si aggiungono le 34 IG delle Bevande Spiritose e 1 Vino aromatizzato per un totale di 880 Indicazioni Geografiche.
La Castagna di Roccamonfina IGP appartiene alla Classe 1.6. Ortofrutticoli e cereali, freschi o trasformati che conta 121 denominazioni DOP IGP.
La Castagna di Roccamonfina IGP si riferisce ai frutti appartenenti alle cultivar Primitiva (o Tempestiva), Napoletana (o Riccia, o Riccia Napoletana), Mercogliana (o Marrone), Paccuta e Lucente (o Lucida).
La zona di produzione della Castagna di Roccamonfina IGP comprende i comuni di Caianello, Conca della Campania, Galluccio, Marzano Appio, Roccamonfina, Sessa Aurunca, Teano, Tora e Piccilli, appartenenti alla provincia di Caserta, nella regione Campania.
Con questa registrazione, la Campania ha in totale 60 denominazioni DOP IGP – di cui 31 del comparto Cibo e 29 del comparto Vino – a cui si aggiungono le 4 STG riconosciute in tutto il territorio nazionale e le 2 IG delle Bevande Spiritose. (aise) 




Melbourne. Per la prima volta un italiano alla guida della Confederazione Sindacale Mondiale

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685777f6a5771b86676ce6954c728ec8“Un nuovo patto sociale” è stato il tema del quinto congresso mondiale della Confederazione Internazionale dei Sindacati (CIS-CIS), composto da 332 organizzazioni di 163 Paesi, svoltosi a Melbourne, in Australia, che si è concluso con l’elezione di un italiano a guidare il mondo sindacale.

Circa 1.000 delegati di 300 sindacati italiani si sono incontrati dal 17 novembre per discutere le sfide che il movimento sindacale globale dovrà affrontare nei prossimi quattro anni.

Nella delegazione italiana erano presenti i vertici della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL), della Federazione Italiana Lavoratori Trasporti (Filt), della Federazione Lavoratori Metallurgici (Fiom) e della Pubblica Amministrazione.

A conclusione, è stato eletto il nuovo Segretario Generale della Confederazione Internazionale dei Sindacati (CIS), Luca Visentini, primo italiano alla guida del sindacato globale.

Al centro del dibattito e nel documento finale le tre principali sfide del movimento: la questione climatica, l’accesso globale alla salute e la questione della trasformazione e transizione ecologica.

Le questioni del rapporto sono state discusse in forum tematici: lezioni sindacali dalle crisi globali, organizzazione e organizzazione, clima e giusta transizione, tecnologia e impatto sul lavoro.

Il rapporto sull’economia ha descritto un sistema economico globale di fronte alle crisi sociali, economiche, ambientali e sanitarie internazionali e il loro impatto sui lavoratori e le loro famiglie in tutte le regioni del mondo, qualunque sia il livello di sviluppo nazionale.

Il documento finale propone un nuovo “contratto sociale” basato su sei pilastri: occupazione, diritti, salari, protezione sociale, uguaglianza e inclusione.

Gli eventi collaterali in programma hanno riguardato i comitati giovanili, l’obiettivo dello sviluppo sostenibile come nuovo contratto sociale, per una ripresa resiliente e ricca di posti di lavoro, nonché una transizione pubblica e giusta dell’economia.

Di particolare interesse per la delegazione CGIL sono stati gli incontri a Melbourne e poi a Sydney con i vertici dell’Istituto Nazionale Confederato di Assistenza (Inca-Cgil) e della Federazione Italiana Lavoratori Migranti e Famiglie (Filef), organizzazioni attive in Australia nella sicurezza e nella difesa dei diritti dei lavoratori. , dall’ondata d’immigrazione italiana negli anni ’60.

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Verona. A “Fieracavalli” per sentirsi dei veri cowboy americani

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22cavalliI cowboy come un’esclusiva tutta a stelle e strisce? Un mito da sfatare, perché anche in Italia gli appassionati dei cavalli e delle discipline legati alla tradizionale equitazione americana costituiscono una filiera che coinvolge 75.500 persone, conta 32mila esemplari registrati, tre associazioni principali, 2.500, fra maneggi e allevamenti, con un giro d’affari diretto di 9 milioni di euro. Un mondo di cui Veronafiere, attraverso Fieracavalli, si vuole fare portavoce, creando un ponte tra l’Italia e gli Stati Uniti per esplorare nuove opportunità di scambi e business in questo settore, in particolare guardando all’area sportiva, del turismo in sella e della food-experience.
Tutto ruota intorno alla passione per le tre principali razze equestri protagoniste dell’epopea del vecchio West: American quarter horse, Appaloosa e Paint horse, la preferita dagli indiani Comanche per il suo manto pezzato dalle proprietà mimetiche. Le stesse razze che, dopo il Westernshow della 124ª Fieracavalli, sono state ancora protagoniste assolute a Veronafiere dal 9 al 19 novembre.
Fino allo scorso fine settimana, i padiglioni della fiera di Verona hanno ospitato due appuntamenti clou per il reining, cioè la “regina” delle discipline sportive americane: il Futurity IRHA IRBHA, in cui hanno debuttato i più promettenti puledri di tre anni, e le finali dei campionati nazionali assoluti organizzati da FISE, la Federazione italiana degli sport equestri.
In tutto hanno gareggiato 700 cavalli, tra cui numerosi “Million Dollar Horses”, veri e propri campioni che rientrano in uno speciale ranking internazionale basato sul montepremi vinto in carriera che, soltanto nell’evento veronese, ha raggiunto un totale di 800mila euro.
Ed è proprio in questa occasione che si è tenuto a Veronafiere un incontro b2b con tutte le principali associazioni sportive e allevatoriali di riferimento in Italia per queste razze. Obiettivo: individuare attraverso Fieracavalli nuove iniziative commerciali e culturali tra le due sponde dell’Atlantico, con il cavallo americano come denominatore comune. Una missione che vede la collaborazione del Transatlantic Investment Committee (TIC), piattaforma che opera in stretto raccordo con le rappresentanze diplomatiche negli Stati Uniti e in Italia per rafforzare i legami nel campo dei co-investimenti strategici tra i due Paesi.
“L’equitazione americana – ha spiegato Federico Bricolo, presidente di Veronafiere – rappresenta senza dubbio uno degli ambiti di Fieracavalli che insieme al TIC, alle associazioni allevatoriali e alle aziende possiamo espandere ulteriormente guardando alle affinità che lo legano naturalmente al mercato degli Stati Uniti. L’idea è quella di rendere il cavallo ambasciatore di nuove cooperazioni e scambi transatlantici in campo sportivo, commerciale, turistico ed enogastronomico. Veronafiere è già presente in Nord America nella promozione delle filiere wine&food e della pietra naturale: ora con Fieracavalli vogliamo portare oltreoceano un altro dei suoi brand storici e di successo, rafforzando il nostro presidio nell’area”.
“Il successo della missione negli Stati Uniti che il TIC ha organizzato a ottobre in collaborazione con l’ambasciata italiana a Washington DC e con la missione diplomatica statunitense in Italia – ha commentato Andrea Gumina, presidente del Transatlantic Investment Committee – dimostra che c’è una grande attenzione nel campo delle relazioni economico-commerciali tra i nostri due Paesi. Per questo, abbiamo deciso di aderire alla proposta di Veronafiere, attraverso Fieracavalli, ed avviare un progetto che ci porti a massimizzare il potenziale del reining come veicolo di investimenti congiunti Italia-USA e di valorizzazione del nostro made in Italy”.
Al meeting a Veronafiere hanno partecipato, oltre a Federico Bricolo e Andrea Gumina: Armando Di Ruzza, event manager di Fieracavalli, Maria Baleri, senior consultant Fieracavalli, Eleuterio Arcese, presidente di IRHA (Italian Reining Horse Association), Silvio Camanini, vicepresidente di NBHA (National Barrel Horse Association), Stefano Serni, presidente di FISE Toscana e referente nazionale per il reining e l’equitazione americana per la Federazione Italiana Sport Equestri, Franco Amadio, presidente di FITEREC-ANTE (Federazione Italiana Turismo Equestre e Trec-Ante), Roberto Cuoghi, presidente di IRBHA (Italian Reining Breeder Horse Association), Michele Bongiorni, presidente di AIQH (Associazione Italiana Quarter Horse) e Michelangelo Fasoli, membro del TIC.
Il cavallo americano in Italia
Parlare oggi di cavallo americano non significa riferirsi soltanto alla passione per uno stile di vita legato al folclore di jeans, cinturoni, camicie a scacchi, cappelli texani e line dance. Questo mondo rappresenta anche una filiera sportiva che conta, oltre al reining, ben 11 “specialità”: da quelle più adrenaliniche (barrel racing, pole bending) a quelle che si ispirano al lavoro nei ranch con il bestiame (cutting horse, working cow horse, team penning e ranch sorting), percorsi a ostacoli (gimcana western) e vere e proprie performance che esaltano la duttilità dell’animale (western pleasure, trail horse, western riding e horsemanship).
E anche in questo campo, il made in Italy si dimostra una volta di più in grado di competere e primeggiare. Perfino con la “patria” che ha dato i natali ai cowboy e ai loro cavalli: viene da un allevamento italiano, infatti, Gunnatrashya, un Quarter horse che in soli sei mesi di competizioni globali ha accumulato 7 milioni di dollari, entrando nella speciale Hall of fame USA.
Nel Paese, il comparto muove un giro d’affari diretto (senza contare l’indotto) di circa 9 milioni di euro all’anno. Il conto è presto fatto: 4 milioni di euro dal commercio di cavalli per il reining; 1 milione dal turismo sportivo; 1 milione dalla vendita di attrezzature, abbigliamento e prodotti per l’allevamento; 1,8 milioni dal montepremi delle gare in calendario; 800mila euro dai trasporti e dalla movimentazione degli animali.
Numeri destinati a crescere, soprattutto dopo la pandemia, come confermano i continui aumenti dei tesserati alle principali realtà in Italia che ruotano intorno al cavallo americano: IRHA (Italian Reining Horse Association), NBHA (National Barrel Horse Association), IRBHA (Italian Reining Breeder Horse Association), AIQH (Associazione Italiana Quarter Horse), FISE e Fitetrec-Ante (Federazione Italiana Turismo Equestre e Trec-Ante). (aise)




Tajani: confermata la priorità dell’internazionalizzazione delle imprese italiane

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downloadI dati appena diffusi dall’Istat sul commercio complessivo dell’Italia con il resto del mondo per il mese di settembre 2022 mostrano una crescita del nostro export sia in valore (+21,6%) che in volume (+2,1%). Continua quindi la corsa dell’export che supera la soglia record dei 600 miliardi anno su anno (ottobre 2021 – settembre 2022).
Ciò, sottolinea la Farnesina, testimonia la straordinaria capacità del sistema imprenditoriale italiano, pur in uno scenario caratterizzato da forte incertezza e instabilità, di far fronte alle sfide determinate dai forti rialzi dei prezzi delle materie prime e dell’energia, fenomeni già presenti sul finire dell’anno scorso e ora ulteriormente esacerbati a causa del conflitto russo-ucraino.
“La Farnesina – sottolinea il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani – è pronta a mettere in campo nuove misure a sostegno dell’export e dell’internazionalizzazione delle nostre imprese, punti di forza imprescindibili della nostra economia. Tramite un’azione strategica condotta dalla nostra rete diplomatico-consolare, la Farnesina lavora ogni giorno per aiutare le nostre imprese a intercettare le opportunità offerte dai mercati internazionali, assicurando al contempo il coordinamento delle attività di promozione all’estero condotte dalle varie articolazioni del Sistema Paese”. (aise) 




La Coldiretti: all’estero taroccati 3 piatti su 4

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contraffatticoldirettiQuasi tre italiani su quattro (73%) in viaggio all’estero per lavoro o in vacanza si sono imbattuti almeno una volta in un piatto o una specialità Made in Italy taroccati come l’abitudine belga di usare la panna al posto del pecorino nella carbonara, quella tedesca d’impiegare l’olio di semi nella cotoletta alla milanese, quella olandese di non usare il mascarpone nel tiramisù, fino agli inglesi che vanno pazzi per gli spaghetti alla bolognese che sono del tutto sconosciuti nella città emiliana. È quanto afferma la Coldiretti sulla base dei risultati di un sondaggio condotto sul sito www.coldiretti.it in occasione dell’avvio della Settimana della cucina italiana nel mondo.
La Settimana, promossa dal Ministero degli Affari Esteri, si celebra quest’anno fino al 20 novembre, dedicata al tema “Convivialità, sostenibilità e innovazione: gli ingredienti della cucina italiana per la salute delle persone e la tutela del Pianeta”. Una iniziativa “utile”, sottolinea la Coldiretti, “per valorizzare l’identità dell’agroalimentare nazionale e fare finalmente chiarezza sulle troppe mistificazioni che all’estero tolgono spazio di mercato ai prodotti originali”.
Per la Coldiretti è “significativo e preoccupante” il fatto che uno dei piatti “italiani” più diffuso siano gli spaghetti alla bolognese che spopolano in Inghilterra, ma che non esistono nella tradizione nazionale se non nei menù acchiappaturisti. Una variante molto diffusa spacciata come tricolore è anche la “pasta with meatballs”, pasta con le polpette che nessun italiano servirebbe a tavola. Tra le specialità più “tradite” ci sono anche la pasta al pesto proposta con mandorle, noci o pistacchi al posto dei pinoli e con il formaggio comune che sostituisce l’immancabile parmigiano reggiano e il pecorino romano. Nella ricetta tradizionale della costoletta alla milanese invece, prosegue la Coldiretti, non possono mancare oltre alla costola di vitello battuta, il pane grattugiato grosso, le uova, il burro, meglio se chiarificato, e il sale. Una ricetta che purtroppo non sempre è rispettata e all’estero non è certo difficile trovare la costoletta alla milanese realizzata con carne di pollo o di maiale o fritta nell’olio di semi. Praticamente ovunque, continua la Coldiretti, è poi diffusa la tipica caprese servita con formaggio industriale al posto della mozzarella di bufala o del fiordilatte. La carbonara, ricorda la Coldiretti, è stata addirittura oggetto di uno scandalo in Francia dove è stata diffusa una video-ricetta delle farfalle alla carbonara con panna, uovo crudo, pancetta e pasta stracotta per quindici minuti che ha suscitato indignazione e pubbliche scuse. Ma non si tratta purtroppo di un caso isolato. La tipica ricetta della pasta alla Norma viene infatti spesso taroccata dalla sostituzione della immancabile ricotta salata con semplice formaggio grattugiato mentre il tiramisù, che è forse il più conosciuto dolce italiano all’estero, viene spesso tradito nelle sue componenti caratteristiche, savoiardi, mascarpone e marsala.
“La mancanza di chiarezza sulle ricette Made in Italy offre terreno fertile alla proliferazione di prodotti alimentari taroccati all’estero dove le esportazioni di prodotti agroalimentari tricolori potrebbero triplicare se venisse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale che è causa di danni economici, ma anche di immagine”, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, nel sottolineare che “l’export del cibo Made in Italy nel 2022 raggiunge la cifra vicino ai 60 miliardi in valore se il trend di crescita del 14% rispetto al 2021 sarà mantenuto anche negli ultimi mesi dell’anno, secondo i dati Istat relativi ai primi otto mesi dell’anno”.
Le ricette “sbagliate” nel mondo aprono infatti porte all’agropirateria internazionale il cui valore è salito a 120 miliardi, anche sulla spinta della guerra che frena gli scambi commerciali con sanzioni ed embarghi, favorisce il protezionismo e moltiplica la diffusione di alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale.
In testa alla classifica dei prodotti più taroccati, secondo la Coldiretti, ci sono i formaggi partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano con la produzione delle copie che ha superato quella degli originali, dal parmesao brasiliano al reggianito argentino fino al parmesan diffuso in tuti i continenti. Ma ci sono anche le imitazioni di Provolone, Gorgonzola, Pecorino Romano, Asiago o Fontina. Tra i salumi sono clonati i più prestigiosi, dal Parma al San Daniele, ma anche la mortadella Bologna o il salame cacciatore e gli extravergine di oliva o le conserve come il pomodoro San Marzano. Tra gli “orrori a tavola” non mancano i vini, dal Chianti al Prosecco, che, spiega Coldiretti, non è solo la Dop al primo posto per valore alla produzione, ma anche la più imitata. Ne sono un esempio il Meer-secco, il Kressecco, il Semisecco, il Consecco e il Perisecco tedeschi, il Whitesecco austriaco, il Prosecco russo e il Crisecco della Moldova mentre in Brasile nella zona del Rio Grande diversi produttori rivendicano il diritto di continuare a usare la denominazione prosecco nell’ambito dell’accordo tra Unione Europea e Paesi del Mercosur. Una situazione – conclude la Coldiretti – destinata peraltro a peggiorare se l’Ue dovesse dare il via libera al riconoscimento del Prosek croato. (aise)




Canada. Ampia offerta gastronomica e magica atmosfera per la Festa d’Autunno dell’AICC 2022 (VIDEO)

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image (2)Grande successo la scorsa domenica a Vaughan, in Ontario, della 27° edizione della Festa Gastronomica d’Autunno organizzata dall’Associazione degli Chef italiani del Canada, fondata per mantenere l’interesse per i prodotti alimentari italiani e l’autentica cucina italiana in Canada.

Oltre 400 persone, tra cui diverse personalità di rilievo della comunità, hanno potuto degustare decine di  piatti delle diverse tradizioni culinarie regionali italiane, in una bellissima atmosfera conviviale che poi è alla base della nostra cultura, soprattutto ritrovata dopo gli ultimi anni di pausa forzata dalle misure anti Covid, dando vita, così, a un‘edizione particolarmente riuscita sotto tutti gli aspetti, sia per l’organizzazione professionale che per la partecipazione dei numerosi intervenuti.

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(Cortesia di OMNI Television)




La logistica pugliese a Miami per Transport Logistic Americas

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7miamiLa Regione Puglia vola negli Stati Uniti con una delegazione di 8 imprese del settore della logistica, per partecipare a Transport Logistic Americas, in programma a Miami, in Florida, dall’8 al 10 novembre.
Si tratta dell’edizione americana del salone tedesco, stesso nome e identico prestigio di fiera internazionale leader per la logistica, la mobilità, le tecnologie informatiche e la gestione della catena di fornitura. Ma ad aggiungere valore all’edizione americana contribuisce anche lo svolgimento in contemporanea dell’Air Cargo Forum Miami, manifestazione dedicata al trasporto merci per via aerea che riunisce i principali operatori internazionali di settore. Una circostanza, questa, che richiama l’attenzione dell’industria della logistica e dei trasporti multimodali non solo del Nord e Sud America ma di tutto il mondo. Infatti della delegazione regionale fanno parte anche i vertici di Aeroporti di Puglia con l’obiettivo di promuovere il cargo hub di Grottaglie, in affiancamento alla società Gesfa, che gestirà in subconcessione la piattaforma logistica.
A organizzare la partecipazione della Regione Puglia all’evento, la sezione Promozione del Commercio, Artigianato e Internazionalizzazione delle Imprese, in collaborazione con Puglia Sviluppo.
“Promuoviamo le nostre imprese e valorizziamo la logistica pugliese partecipando ad una manifestazione imperdibile in un mercato strategico”, ha sottolineato l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Alessandro Delli Noci. “L’appuntamento è imperdibile perché combina il trasporto aereo di merci e la logistica dei trasporti mettendoli sotto lo stesso tetto. Transport Logistic Americas ed Air Cargo Forum Miami, insieme, riflettono l’intera catena di valore del settore e ci permettono di valorizzare l’immagine della logistica pugliese e di creare nuove opportunità di collaborazioni internazionali, presentando le nostre novità a una platea di operatori che provengono da tutto il mondo. La logistica è un fattore che alimenta lo sviluppo attraversando in modo trasversale tutti i settori dell’economia ed è alla base degli scambi commerciali. Promuovere le nostre eccellenze e cercare nuove collaborazioni negli Stati Uniti vuol dire investire sulla crescita della Puglia puntando su un mercato strategico che rappresenta per la nostra regione, così come per l’Italia, il terzo partner per le esportazioni, con una crescita nei primi sei mesi del 2022 del 19,5% e un valore assoluto delle merci esportate che già supera i 435 milioni di euro”.
La manifestazione fieristica si svolgerà nel centro congressi di Miami Beach con settori di riferimento che vanno dal trasporto aereo, ferroviario, marittimo e intermodale agli spedizionieri, dai corrieri ai servizi di logistica, dalle soluzioni per il trasporto merci alle telecomunicazioni, dai servizi d’identificazione automatica e imballaggio ai sistemi di controllo e sicurezza, senza trascurare i servizi di e-commerce e di e-business.
Le imprese della delegazione pugliese – Apulia Logistics (Bari); Cascione Autotrasporti (Brindisi); Gesfa (Bari); Hyperion (Brindisi); Istop Spamat (Molfetta-Ba); Net of Trucks (Molfetta-Ba); Picardi Shipping (Taranto-Ba); Spamat (Molfetta-Ba) – saranno ospitate nello stand della Regione Puglia (n. 360), dove avranno una postazione personalizzata e gli spazi per gli incontri d’affari. Potranno anche partecipare ad un vasto calendario di eventi e conferenze dedicati ai professionisti del trasporto aereo, della logistica e della gestione della catena di approvvigionamento tra Nord e Sud America e a livello globale. Non mancheranno inoltre approfondimenti sulle soluzioni digitali e sostenibili e sulle opportunità di carriera nel settore. (aise)