Amazon promuoverà il “Made in Calabria”

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04madeincalabriaLa Giunta di Regione Calabria ha approvato nei giorni scorsi lo schema di “Protocollo per la realizzazione di attività di supporto alla digitalizzazione delle Pmi e la promozione, nell’ambito del Made in Italy, dei prodotti della Regione Calabria su Amazon.it”, che verrà sottoscritto tra la Regione Calabria e Amazon Service Europe.
L’assessore allo Sviluppo economico e agli Attrattori culturali, Rosario Varì, spiega che “il protocollo d’intesa, fortemente voluto dal Presidente Occhiuto, verrà sottoscritto tra qualche settimana e prevede che Amazon promuova, a titolo gratuito, in un’apposita sezione, tra i prodotti del Made in Italy, quelli della Regione Calabria, dando visibilità alla suddetta sezione attraverso un banner dedicato sulla homepage di Arnazon.it”.
“Attraverso il protocollo – specifica Varì – Amazon si impegna altresì a fornire, sempre a titolo gratuito, attività di formazione destinata alle PMl che intendono affacciarsi, in modo professionale e competitivo, al commercio elettronico internazionale. La Regione, da parte sua, si impegna a sostenere i progetti d’internazionalizzazione e di sviluppo commerciale delle imprese anche attraverso il digital marketing, in accordo con le organizzazioni imprenditoriali”.
“Il Governo regionale – continua l’esponente della Giunta – è fortemente impegnato a sostenere i processi di digitalizzazione delle PMI, tant’è vero che, oltre ad aver avuto con Amazon i contatti che hanno portato all’approvazione del Protocollo, ha di recente promosso un’altra importante iniziativa che va nella stessa direzione. È stato infatti pubblicato un avviso, attualmente in pre-informazione, denominato “Competitività e mercati esteri digitali”, che prevede la concessione di un aiuto sotto forma di contributo in conto capitale alle PMI che intendono implementare i propri servizi digitali. Grazie a questo strumento le imprese potranno migliorare la propria capacità di proporsi sui mercati internazionali implementando servizi quali il supporto al posizionamento e alla comunicazione digitale, la creazione sito e-commerce, la collaborazione con un temporary export manager”.
“La digitalizzazione – conclude l’assessore Varì – costituisce uno strumento di fondamentale importanza per supportare la competitività delle nostre imprese”. (aise) 




A Houston la presentazione dell’ISSNAF West South Central

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30issnafDebutto per l’ISSNAF-West South Central Chapter, il neonato capitolo della Federazione che riunisce ricercatori e studenti nel Nord America. L’ultimo nato in casa Issnaf – che riunisce professionisti italiani attivi in Texas, Louisiana, Oklahoma e Arkansas – si presenterà alla comunità in un evento in programma il prossimo 9 novembre, alle 18.30, presso Fiori – Italian Restaurant (4315 Montrose Blvd, Houston, TX) a Houston.
Organizzato dal Comites, durante l’evento, l’ISSNAF-West South Central Chapter presenterà la sua missione a supporto della comunità accademica e di ricerca. In questa occasione, verrà presentato il programma ISSNAF a ricercatori, accademici, post-doc, studenti e professioni che lavorano negli USA, con lo scopo di creare collaborazioni tra membri, promuovere incontri a scopo divulgativo, e facilitare lo sviluppo della carriera di nuovi ricercatori e ricercatrici.
Per partecipare all’evento occorre registrarsi qui. (aise) 




Il Chianti scommette sul Messico»

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Si cvinochiantimessicovertoncluderà nell’Hotel Presidente Intercontinental di Città del Messico, il 9 novembre, il Chianti Lovers Americas Tour 2022, il viaggio a quattro tappe organizzato dal Consorzio che tutela e promuove uno dei vini italiani più prestigiosi e conosciuti nel mondo.

L’evento nella capitale messicana —coordinato dall’Agenzia Italiana per il Commercio Estero ITA/ICE— proporrà una giornata immersiva all’insegna del rosso toscano, stavolta con un taglio tecnico centrato sulle Riserve, attraverso una degustazione orizzontale dell’annata 2019 con gli specialisti Georgina Estrada —vice presidente dell’associazione messicana sommelier— e Luis Morones, direttore del settore vino del Gruppo Presidente, che annovera uno dei caveau di vino più importanti al mondo.

Il gran tour delle Americhe si aprirà il 27 ottobre in Brasile, a Rio de Janeiro, dove al Copacabana Palace si terrà una masterclass a ritmo di Sangiovese e delle sue pregevoli sfumature, che compongono oggi questo vino tanto tradizionale quanto contemporaneo. Sette vini per sette zone, attraverso calici di Annata, Governo all’uso toscano, Superiore e Riserva, decantati dal noto sommelier Manoel Beato in duetto con il wine ambassador del Consorzio, Luca Alves.

La tappa seguente sarà a São Paulo, dove il 4 novembre è in programma un seminario comprensivo di sessioni d’incontri B2B. Per l’iniziativa arriverà direttamente dalla Toscana un nutrito gruppo di produttori a presentare i propri vini ai professionisti locali. Protagonista della masterclass nella città brasiliana sarà il Vin Santo: il giornalista Jorge Lucki ne racconterà la leggenda, la tecnica di produzione e le caratteristiche uniche attraverso una degustazione di sette prodotti, dal più secco al più blasonato Occhio di Pernice.

Il tour quindi virerà verso nord attraversando il continente latino per fare tappa a Miami, in Florida, il 7 novembre. Oltre venti aziende accenderanno di nuovo i riflettori del vino Chianti con un workshop vivace dove troveranno spazio ancora sessioni B2B e focus speciali, stavolta sul Chianti Superiore, che verrà presentato e degustato in forma verticale dal divulgatore della cultura del vino Lyn Farmer.

«Il Consorzio del Vino Chianti è pronto per questo gran giro nelle Americhe, un’occasione unica per portare la denominazione in uno dei mercati più interessanti e variegati del mondo», commenta il presidente Giovanni Busi. «Il mercato brasiliano» —aggiunge— «è da sempre considerato l’eterna promessa per il vino italiano: nonostante soffra alti dazi, il suo potenziale è eloquente sotto vari aspetti, non solo finanziari, ma soprattutto legati al sentimento e legame d’italianità col paese. Basti pensare che San Paolo è la città col maggior numero d’italo-brasiliani del Paese».

«La piazza di Miami» —continua— «è indubbiamente tra le più brillanti e dinamiche della scena statunitense del vino, con una tendenza promettente e una combinazione a timbro ispanico e italiano che aiuta molto i nostri prodotti ad essere integrati e condivisi. Il Messico, infine, è un mercato sul quale come Consorzio vogliamo provare a scommettere per dare alla denominazione un’ulteriore opportunità di ampliamento delle vendite internazionali».

da Punto d’Incontro – Messico




Vendita di pasta italiana all’estero, è un record

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catturaCon un aumento record del +33% è record storico per le vendite di pasta dall’Italia all’estero dove con le difficoltà economiche si riscoprono le qualità del piatto base della dieta mediterranea. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti in occasione del World Pasta Day che si festeggia il 25 Ottobre, sulla base dei dati istat sul commercio estero nei primi sette mesi dell’anno.

Sono i tedeschi a spendere di più in assoluto per acquistare pasta dal Belpaese con un incremento del 31% nell’ultimo anno mentre al secondo posto si classificano gli Stati Uniti dove l’incremento è stato addirittura del +45% anche sotto la spinta dell’euro debole nei confronti del dollaro mentre al terzo posto la Francia con un incremento del 25%.

In Italia si producono 3,6 milioni di tonnellate di pasta, pari a circa 1/4 di tutta quella mondiale, con 200mila aziende agricole italiane impegnate a fornire grano duro di altissima qualità a una filiera che conta 360 imprese e circa 7500 addetti, per un valore complessivo di circa 5 miliardi di euro. Nel corso del tempo sono aumentati esponenzialmente anche i formati della pasta che sono ormai arrivati a quota 300, mentre alle varietà tradizionali si sono aggiunte quelle fatte con l’integrale, il gluten free, quelle con farine alternative e legumi.

La ricerca del Made in Italy – continua la Coldiretti – ha condotto anche alla riscoperta di grani antichi, riportando nel piatto il Senatore Cappelli, la Timilia, il Saragolla e altre varietà che hanno fatto la storia del Paese a tavola. Un fenomeno che ha favorito anche il moltiplicarsi di marchi di pasta che garantiscono l’origine nazionale al 100% del grano impiegato, impensabile fino a pochi anni ma ormai patrimonio di quasi tutti i principali brand. Il risultato è che le vendite di pasta di grano garantito italiano sono cresciute del 14% in valore nei primi cinque mesi del 2022, secondo l’analisi Coldiretti su dati Ismea.

Per acquistare la vera pasta Made in Italy 100% basta scegliere le confezioni che riportano le indicazioni “Paese di coltivazione del grano: Italia” e “Paese di molitura: Italia”. Una scelta di qualità ma anche un sostegno all’economia nazionale in una situazione in cui sono esplosi i costi di coltivazione dei cereali sono arrivati quasi a raddoppiare (+80%) per la crisi scatenata dalla guerra secondo elaborazioni Coldiretti su dati Crea. L’Italia resta il paese con il più elevato consumo di pasta per un quantitativo di 23,5 chilogrammi a testa contro i 17 chili della Tunisia, seconda in questa speciale classifica seguita da Venezuela (15 kg), Grecia (12 kg), Cile (9,4 kg), Stati Uniti (8,8 kg), Argentina e Turchia a pari merito (8,7 kg) che testimoniano come questo tipo di prodotto abbia estimatori ad ogni latitudine. “Ci sono quindi le condizioni per rispondere alle domanda di italianità dei consumatori ed investire sull’agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzioni di qualità realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che garantiscano compensi equi al di sopra dei costi di produzione”, ha concluso il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’esperienza ha dimostrato l’importanza di garantire la trasparenza dell’informazione per far crescere un settore simbolo dell’ Italia nel mondo”.

agi.it




L’olio extravergine di oliva abruzzese punta al riconoscimento del marchio Igp Abruzzo

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oliodolivaÈ stata presentata nei giorni scorsi la proposta per il riconoscimento del marchio IGP (Indicazione geografica protetta) dell’olio extravergine di oliva abruzzese alla presenza del vicepresidente della giunta regionale dell’Abruzzo con delega all’agricoltura, Emanuele Imprudente.
L’iniziativa, promossa da Cia Agricoltori-Italiani Abruzzo presso la Camera di Commercio Chieti-Pescara, ha l’obiettivo di “Puntare sulla qualità per tornare competitivi”. Durante l’incontro è stato costituito il Comitato Promotore, che avrà il compito di stilare il disciplinare dell’olio Igp abruzzese da presentare al Mipaaf.
“La Regione sarà al vostro fianco – ha commentato Imprudente – pur rappresentando un passo importante, tale proposta costituisce solo il punto di partenza, a cui dovrà seguire una forte azione orientata alla qualità e capace di vendere e promuovere l’olio Igp, che dovrà rappresentare motivo di orgoglio del nostro territorio”.
L’Abruzzo è la quinta regione in Italia per quanto riguarda la produzione di olio d’oliva che ammonta ad oltre 250mila quintali di olio, di cui quasi il 50% si concentra nella provincia di Chieti, mentre l’altra metà della produzione è ripartita nelle città di Pescara (30%), Teramo (16%) e l’Aquila (4%), grazie a circa 60mila aziende e 530 frantoi sparsi nel territorio abruzzese.
Imprudente ha colto l’occasione per anticipare che “sarà emanata una misura specifica per i frantoi che andrà di pari passo con questa iniziativa, pe sostenere i nostri olivicoltori e le nostre filiere in un momento difficile in cui spesso non si riescono a coprire nemmeno i costi di gestione”. (aise)




America Buys Italian 2022: boom di trattative delle aziende italiane con la GDO americana

italia usa bandiere

italia usa bandiere212 incontri di Business in 2 giorni, 56 aziende italiane, 13 regioni rappresentate e centinaia di ordini approvati nel corso degli incontri. Un successo per ExportUSA e la Italy-America Chamber of Commerce di New York che – attraverso una partnership del tutto privata e in poco tempo – hanno strutturato il primo grande incoming targato USA, ospitando 35 tra buyer ed executives delle più importanti catene indipendenti di supermercati americani. Un centinaio di punti vendita statunitensi hanno guardato all’Italia come mercato target, per importare prodotti di specialità alimentari, allestirli nei propri scaffali e accontentare, in questo modo, le aspettative dei consumatori più esigenti.
“Il 5 e il 6 ottobre scorso a Tabiano (Salsomaggiore, Parma) – racconta Federico Tozzi, DG della Camera di Commercio Italo-Americana di New York – si sono svolti 212 incontri di business, partecipati da 56 aziende italiane leader delle categorie del secco (pasta e prodotti da forno), surgelati, lattiero caseari, conserve, vini e superalcolici. Un’iniziativa che ha dato immediatamente i suoi frutti. Un’affluenza importante, che ci ha permesso di capire cosa cerca la GDO americana e come intende distribuire i prodotti agroalimentari e vitivinicoli del Made in Italy. Le partnership private funzionano bene, soprattutto quando si tratta di assecondare sia gli interessi delle aziende, sia della controparte. Siamo davvero soddisfatti”.
13 le regioni rappresentate: Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Piemonte, Lombardia, Campania, Abruzzo, Marche, Sicilia, Calabria, Lazio, Umbria e Sardegna.
“Più della metà del territorio italiano – aggiunge Muriel Nussbaumer, amministratore delegato di ExportUSA – ha aderito, stretto trattative e soprattutto appreso come si articola la distribuzione del food & beverage negli Stati Uniti. Sapere come si comporta il consumatore americano e come sceglie cosa acquistare è stata una leva e un insegnamento importante per tutti. Non saremo mai grati abbastanza ai nostri sponsor: BPER Banca e Sfera Servizi che hanno deciso di credere in questa grande manifestazione sin dall’inizio, seppur con brevissimo anticipo, dando un importante contributo sia economico sia divulgativo. Un plauso particolare va, infine, al team di Maserati che ha ospitato un tour aziendale dedicato interamente agli executives delle catene: un’esperienza formativa di una delle più importanti case automobilistiche italiane. Alla fine della visita aziendale, piloti professionisti hanno accompagnato i nostri ospiti da Modena al Castello di Tabiano: un viaggio nel mondo dell’automotive a 360°, insomma”.
Tra i marchi che hanno partecipato dagli Stati Uniti, si annoverano: Roche Bros, (presente in Massachusetts con 20 punti vendita nell’area metropolitana di Boston), Bristol Farms, Lazy Acres Natural Market, New Leaf Market, Metropolitan Market, New Seasons Market (del gruppo Good Food Holding, 51 punti vendita prevalentemente in California tra Santa Cruz, Santa Barbara, Los Angeles e San Diego, ma anche nell’area di Vancouver nello Stato di Washington e in Oregon nell’area metropolitana di Portland) e Heinen’s, (presente in Ohio con 10 punti vendita nell’area metropolitana di Cleveland e 4 punti vendita in Illinois nell’area metropolitana di Chicago). (aise) 




Mario Pozza è il nuovo Presidente di Assocamerestero

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10pozzaMario Pozza è il nuovo Presidente di Assocamerestero – l’Associazione che riunisce le 84 Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) operanti in 61 Paesi del mondo e Unioncamere. Gian Domenico Auricchio conclude il suo secondo mandato, cedendo il passo al Vicepresidente di Unioncamere e Presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno.
Pozza è stato eletto dal nuovo Consiglio Generale di Assocamerestero nella sua riunione di insediamento, che si è svolta ieri, domenica 9 ottobre, a Perugia nell’ambito della 31a Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, insieme a Ronni Benatoff, Presidente della CCIE di Tel Aviv, nominato Vicepresidente.
Il nuovo Consiglio Generale di Assocamerestero, che insieme al Presidente e al Vicepresidente sarà alla guida dell’Associazione per il prossimo triennio è composto da altri 9 consiglieri: Paolo Bazzoni – Rappresentante Area Asia, sud Africa e Oceania (Presidente CCIE Pechino); Lou Farinotti – Rappresentante Area Asia, sud Africa e Oceania (Presidente CCIE Melbourne); Jorge Luis Fittipaldi – Rappresentante Area ACCA e Mercosur (Presidente CCIE Rosario); Livio Manzini – Rappresentante Area Europa e Mediterraneo (Presidente CCIE Istanbul); Alberto Milani – Rappresentante Area Nafta (Presidente CCIE New York); Fabio Morvilli – Rappresentante Area Europa e Mediterraneo (Presidente CCIE Lussemburgo); Giovanni Musella – Rappresentante Area ACCA e Mercosur (Presidente CCIE Città del Guatemala); Piero Cannas – Presidente eletto da componente “estera” dell’Assemblea (Presidente CCIE Varsavia) e Alessandro Marino – Rappresentante dei Segretari Generali delle CCIE (Segretario Generale CCIE Monaco).
I consiglieri espressi dal sistema camerale italiano sono Giovanni Bort – Presidente CCIAA Trento; Riccardo Breda – Presidente CCIAA Maremma e Tirreno; Damiano Gelsomino – Presidente CCIAA Foggia; Massimo Guasconi – Presidente CCIAA Arezzo-Siena; Dalila Mazzi – Presidente CCIAA Pistoia-Prato; Giorgio Mencaroni – Presidente CCIAA Umbria; Domenico Merlani – Presidente CCIAA Rieti-Viterbo; Gino Sabatini – Presidente CCIAA Marche; e Michele Somma – Presidente CCIAA Basilicata. (aise) 




Europa preoccupata per i danni ai gasdotti Nord Stream 1 e 2

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nordstream“Profonda preoccupazione” per i danni ai gasdotti Nord Stream 1 e 2 che “hanno provocato perdite nelle acque internazionali del Mar Baltico”. A esprimerla oggi è Josep Borrell, alto rappresentante dell’Ue per la politica estera.
“Le preoccupazioni per la sicurezza e l’ambiente hanno la massima priorità”, aggiunge Borrell, ma “questi incidenti non sono una coincidenza e riguardano tutti noi”.
“Tutte le informazioni disponibili indicano che tali perdite sono il risultato di un atto deliberato”, accusa Borrell. “Sosterremo qualsiasi indagine volta a ottenere piena chiarezza su cosa è successo e perché, e adotteremo ulteriori misure per aumentare la nostra resilienza nella sicurezza energetica”.
“Qualsiasi interruzione deliberata delle infrastrutture energetiche europee – conclude – è assolutamente inaccettabile”, la risposta dell’Europa sarà “solida e unita”. (aise) 




Luce + 60%, gas + 70%

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183108904 7c120f4e 8345 4583 9b1b 7d6d6c0a9120A partire dal prossimo primo ottobre le bollette dell’elettricità, sul mercato tutelato, aumenteranno del 60%. È quanto stima Nomisma Energia in previsione dell’aggiornamento delle tariffe di Arera di giovedì prossimo. “Senza interventi del governo – spiega il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli – l’incremento della bollette della luce sarebbe addirittura del 100%”.

Il prezzo dell’elettricità toccherà un nuovo massimo di 66,6 centesimi per Kwh. Per quanto riguarda il gas, alla luce del nuovo metodo di calcolo, l’aggiornamento ci sarà a inizio novembre. In ogni caso, Nomisma stima un rialzo del gas del 70%.  “Il prezzo del Psv è un po’ più basso, circa il 10% in meno rispetto al Ttf, questo se non altro aiuta un po’”, conclude Tabarelli.

“Se, e solo se, la stima di Nomisma fosse esatta, allora una famiglia tipo avrebbe un rincaro della bolletta della luce pari a 677 euro su base annua”. Lo afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la stima di Nomisma energia.

Per il gas grazie alle modifiche di Arera e all’abbandono del TTf, osserva l’associazione, il rialzo sarebbe di un 50% in meno rispetto ai valori che si sarebbero verificati nel caso si fosse fatto l’aggiornamento con le quotazioni di fine agosto.

“Il successo della nostra associazione, l’aver ottenuto bollette mensili e non solo bimestrali, consentirà alla famiglie di poter far meglio fronte a bollette da infarto, visto che saranno spalmate in due mesi invece di uno. Un fatto tanto semplice ed elementare quanto incontrovertibile. Inoltre con un mese di anticipo – conclude Vignola – potranno capire quanto costa il gas e potranno quindi intervenire prima per porvi rimedio, ad esempio riducendo i consumi. Speriamo, infine, che il nuovo Parlamento rinvii la scadenza del mercato tutelato del gas”.

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Un premio per i lavoratori veronesi all’estero

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25veronaLa Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Verona ha bandito per l’anno 2022 un concorso per l’assegnazione di 50 premi in riconoscimento della fedeltà al lavoro, del progresso economico e del lavoro veronese nel mondo.
Tra i premi previsti anche tre dedicati ai “Veronesi all’Estero”, a favore, cioè di “veronesi, nati in un comune della provincia di Verona o con ascendenti veronesi, che si siano particolarmente distinti all’estero, come imprenditori, liberi professionisti o lavoratori dipendenti”.
Le candidature al premio possono essere inviate alla Camera di Commercio di Verona dal 7 novembre al 16 dicembre. Esclusivamente per la presentazione delle candidature dei veronesi all’estero è ammessa la trasmissione delle domande o segnalazioni mediante posta elettronica (e-mail: urp@vr.camcom.it) o altri mezzi che consentano di determinare la data di invio.
Tutti i requisiti e le informazioni utili sono sul bando disponibile qui. (aise)