Gentiloni: “Possibile uno degli inverni più difficili da generazioni”

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“I dati statistici indicano un peggioramento delle prospettive economiche: il nostro indicatore del sentiment economico e altri indicatori, come il Pmi, stanno andando nella direzione sbagliata; le condizioni di finanziamento si stanno restringendo, sia in Europa che nel mondo; l’euro è scivolato sotto la parità con il dollaro per la prima volta in venti anni e gli sviluppi negli Stati Uniti e in Cina significano che la domanda esterna rimarra’ debole”, ha spiegato.

“Eppure, non è tutto sventura e oscurità. Nella prima metà dell’anno, l’economia europea ha ottenuto risultati migliori di quanto molti – noi compresi – si aspettassero: il Pil dell’Ue è cresciuto dello 0,8% nel primo trimestre e di un altro 0,7% nel secondo. Ciò significa che il Pil dell’Ue è ora superiore di oltre il 2% rispetto ai livelli pre-pandemia”, ha evidenziato Gentiloni

“Dato il livello d’incertezza, estendere l’applicazione della Clausola di salvaguardia generale era la cosa giusta da fare. Ha concesso agli Stati membri il margine fiscale per adottare misure per attutire l’impatto del rapido aumento dei prezzi dell’energia e affrontare l’improvviso afflusso di milioni di rifugiati in fuga dall’Ucraina”, ha poi aggiunto.

“Ma ora dobbiamo assicurarci che la politica fiscale non aumenti le pressioni inflazionistiche. Gli obiettivi della politica fiscale in questa fase dovrebbero essere triplici: in primo luogo, proteggere i più vulnerabili dall’impatto dei prezzi elevati dell’energia. Le misure dovrebbero essere temporanee e compatibili con la transizione verde. E meglio mirati: tre quarti delle misure finora adottate non sono mirate; in secondo luogo, fornire assistenza umanitaria a coloro che fuggono dall’Ucraina; terzo, ampliare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica”

“L’incertezza rimane eccezionalmente elevata e il rischio di una recessione è in aumento. Le prospettive dipendono in modo cruciale dall’andamento dei mercati energetici: peggiorerebbe notevolmente rispetto alla nostra linea di base se dovessimo vedere un taglio completo del gas russo“.

Gentiloni ha poi sottolineato come, riguardo al Patto di stabilità e crescita,  “semplificazione, maggiore titolarità nazionale e migliore applicazione” debbano essere “le caratteristiche distintive di un quadro migliore, con l’obiettivo generale di sostenere la sostenibilità del debito e la crescita sostenibile”.

“Un modo per farlo – ha spiegato – potrebbe essere quello di orientarsi verso piani macro-fiscali a medio termine che stabiliscano percorsi di spesa netta su più anni e siano coerenti con la convergenza del debito a livelli prudenti”.

“Avere un indicatore di spesa potrebbe contribuire notevolmente alla semplificazione del sistema, pur mantenendo l’attenzione sui rischi fiscali. I piani macrofinanziari a medio termine potrebbero includere anche impegni di investimento e di riforma che riflettano le priorità nazionali e dell’Ue e orientamenti di alto livello per gli Stati membri. La progettazione, la governance e il funzionamento del dispositivo per la ripresa e la resilienza costituiscono un utile modello in tal senso”, ha evidenziato Gentiloni.

“Per garantire una maggiore titolarita’ nazionale, agli Stati membri potrebbe essere concesso un maggiore margine di manovra nella proposta di traiettorie di bilancio, a condizione che siano rispettati i principi comuni dell’Ue, non ultimo la sostenibilità del debito. Ad esempio, gli impegni di riforma e di investimento potrebbero consentire un periodo di aggiustamento fiscale più lungo. Questo sarebbe anche un modo per garantire che la sostenibilita’ di bilancio e la crescita possano rafforzarsi a vicenda”, ha aggiunto l’ex premier italiano.

L’apertura per un ‘price cap’ del gas

“Il consumo di gas è diminuito del 14% tra marzo e maggio 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021. I livelli di stoccaggio del gas potrebbero raggiungere il 90% entro novembre. Anche l’accelerazione dell’adozione di misure di efficienza energetica e l’aumento dell’adozione delle energie rinnovabili devono continuare a pieno ritmo per ridurre il consumo di combustibili fossili. Stiamo superando le nostre divisioni”, rivela Gentiloni. ”

E ora, finalmente, è anche possibile intervenire per limitare il prezzo del petrolio e del gas russi e per trovare il modo d’intervenire sul mercato energetico per disaccoppiare i prezzi dell’elettricità e del gas”.

agi.it




Mosca all’Italia: “Soffrirete per le decisioni insensate di Ue e Usa”

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062219856 8a026205 5dfd 4da3 943e 5344b7609d5a“Il ministro Roberto Cingolani ha presentato il suo piano per ridurre la dipendenza dell’economia italiana dagli idrocarburi russi. È chiaro che questo piano è imposto a Roma da Bruxelles (che, a sua volta, agisce su ordine di Washington), ma alla fine è il popolo italiano che dovrà soffrire”. La portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, usa Telegram per attaccare le politiche italiane sul gas.

“Le imprese in Italia vengono distrutte dai “fratelli” d’oltreoceano perché ognuno dovrà sopravvivere alla crisi globale da solo. Il popolo italiano e l’economia italiana sono intrappolati dalle insensate decisioni politiche di Washington e Bruxelles” prosegue nel lungo post pubblicato.

“E quando la laboriosa azienda italiana crollerà, verrà acquistata a basso costo dagli americani. Come è sempre stato. E non contate sugli investitori cinesi: dopo gli insulti inflitti dall’Occidente, Pechino non pagherà i conti degli altri” conclude poi.

agi.it




Dollaro più forte dell’euro

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È la prima volta in quasi due decenni che il valore dell’euro scivola sotto quota 0,99 dollari.

Sulla scia dell’incertezza legata all’emergenza energetica in Europa, dopo che Gazprom ha annunciato che avrebbe chiuso completamente il gasdotto Nord Stream 1 fino alla riparazione di una turbina. La moneta unica è scesa dello 0,71% a 0,9883 dollari, ai minimi dal dicembre 2002, per poi recuperare terreno a 0,9892. Nel frattempo, l’indice del dollaro statunitense, che misura il biglietto verde rispetto a un paniere di sei valute, dove l’euro è la moneta più pesante, ha toccato un nuovo massimo di due decadi, salendo fino a un massimo di 110,25.

Dall’inizio dell’anno la valuta europea ha continuato a indebolirsi rispetto al dollaro, colpita dalle turbolenze economiche e dalle incertezze suscitate dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Quello del Nord Stream 1, stando al parere del produttore di turbine Siemens Energy, è uno stop ingiustificato dal punto di vista tecnico. Il Cremlino ha attribuito la riduzione delle forniture attraverso Nord Stream alle sanzioni europee che avrebbero bloccato il ritorno di una turbina Siemens in riparazione in Canada.

Dopo aver sfiorato il 26 agosto il massimo storico di 345 euro per megawattora, stabilito a marzo all’inizio della guerra in Ucraina, la scorsa settimana il prezzo del gas naturale europeo è sceso di oltre un terzo, chiudendo le contrattazioni a 212 euro al megawattora.

La Voce di New York




Vola il prezzo del gas russo

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img2.rtvePrevedibile balzo del prezzo del gas sul mercato di Amsterdam dopo lo stop al Nord Stream – comunicato venerdì a mercati chiusi – deciso da Gazprom per presunti problemi tecnici. Dopo una apertura a 275 euro al megawattora iI future Ttf si attestano al momento a 264 euro in un rialzo del 23% rispetto ai 215 della chiusura di venerdì 2.

Il colosso energetico russo Gazprom ha annunciato lo scorso venerdì la sospensione delle attività di pompaggio di gas liquefatto presso lo stabilimento di Portovaya, a nord-ovest di San Pietroburgo, all’inizio del gasdotto Nordstream 1 che trasporta il gas sottomarino in Germania.

In una nota si legge che è stata rivelata una perdita di olio alla turbina nord della stazione di Portovaya e che quindi non può operare in sicurezza a causa del danno subito. Per questo, prosegue il testo senza indicare una data di riapertura, la stazione resterà chiusa fino a quando verranno effettuate le riparazioni necessarie.

adnkronos

 




Stelle al Merito del Lavoro 2023: candidature aperte fino al 14 dicembre

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stellagSono aperte le candidature per le Stelle al Merito destinate a connazionali residenti all’estero, dipendenti di imprese pubbliche o private che hanno lavorato ininterrottamente per più di 25 anni o che si sono distinti per il loro impegno, onestà ed esemplare comportamento nell’ambito di lavoro.
I vincitori, selezionati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, saranno premiati in occasione della Festa Nazionale del 2 giugno 2023.

Per avanzare una candidatura occorre rispettare alcuni requisiti, previsti dalla legge 5 febbraio 1992 n.143, come il limite minimo di età di 50 anni compiuti alla data di formalizzazione della proposta, che deve essere inoltrata entro il 14 dicembre alle segreterie dei Consolati di riferimento.
Le proposte, corredate dai documenti necessari (curriculum vitae, certificazione di nascita e cittadinanza, attestato di servizio rilasciato dal datore di lavoro e attestazione della Rappresentanza diplomatica o dell’Ufficio consolare), dovranno poi pervenire entro il 15 dicembre alla Direzione Generale per gli Italiani all’Estero – Ufficio I, tramite PEC all’indirizzo dgit.01@cert.esteri.it.
Il Maeci provvederà a sottoporre le candidature al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e all’esame della Commissione prevista dall’art. 9 della legge 143/92, che provvederà ad adempiere alle procedure di rito ai fini dell’approvazione delle dette candidature. (aise)




La Germania apre al tetto al prezzo del gas

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olaf scholz ursula vor den leyen 1536x942“Oggi non c’è un problema di quantità, anche grazie all’ottimo lavoro fatto dal ministro Cingolani sugli stoccaggi. Il problema vero è il prezzo e mi dispiace che la commissione, e l’Europa non nel suo complesso, non abbia dato le risposte che da tempo chiedevamo come Paese e come forza politica. Oggi è necessario intervenire anche a livello europeo ma non possiamo non farlo a livello nazionale, però ci accorgiamo troppo tardi del problema che c’è. La crisi energetica oggi comincia a dare i suoi effetti negativi anche in Paesi come la Germania che quindi diventano disponibili a ragionare sul price cap al gas ma bisognava accorgersene molto prima perché oggi è già troppo tardi“. Lo dice Stefano Patuanelli, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, ospite di 24 Mattino su Radio 24. Il 9 settembre intanto è stata fissata la riunione straordinaria del Consiglio Ue dei ministri dell’Energia.

VON DER LEYEN (UE) VUOLE RIFORMA STRUTTURALE DEL MERCATO

Ieri la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nel suo intervento alla discussione di apertura del Bled Strategic Summit in Slovenia, ha dichiarato: “I prezzi dell’energia saliti alle stelle stanno mostrando i limiti del nostro attuale mercato elettrico sviluppato in passato sulla base di altre circostanze, per questo lavoreremo a un intervento d’emergenza e a una riforma strutturale del mercato elettrico“.

“Abbiamo bisogno di un nuovo mercato più equilibrato, e di attivarci sul mercato delle materie prime strategiche”, ha continuato il capo dell’esecutivo europeo. “La domanda di litio crescerà del 40% all’anno fino al 2025, ma la Cina domina il mercato: dobbiamo lavorare sulla nostra indipendenza, non dobbiamo rimpiazzare le vecchie dipendenze con le nuove, e dobbiamo diversificare le forniture costruendo legami con partner affidabili”, ha rimarcato von der Leyen.

agenzia DIRE – www.dire.it




Svalutazione euro e riduzione retribuzioni/ Confsal Unsa Esteri: pronto stato di agitazione

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lauriola“In una congiuntura economica, finanziaria e sociale complicata come quella in atto a livello globale, l’anomalia sussistente presso le nostre sedi estere relativa al prosieguo dell’erogazione delle retribuzioni in euro lì dove la moneta euro subisce da mesi una svalutazione senza precedenti, rappresenta un’aggravante dinanzi alla quale è urgente correre ai riparti con interventi tampone sul breve periodo e strutturali sul medio-lungo”. Lo dichiara in una nota Iris Lauriola, Segretario Nazionale della Confsal-Unsa esteri.
“In Paesi come la Svizzera, USA, UK e Israele, – spiega Lauriola – la retribuzione dei lavoratori a contratto è erogata in euro malgrado l’evidente sbilanciamento tra la valuta locale e la moneta europea, in ragione del tasso di cambio svantaggioso, e ciò sta causando una decurtazione violenta dell’ammontare della retribuzione, con un calo netto oscillante tra il 10 e il 30% con conseguente erosione del potere di acquisto dei nostri lavoratori, che in una stagione complessa come quella attuale rischia di configurarsi come un deterrente al prosieguo della collaborazione con i nostri uffici all’estero”.

“La normativa originaria, riformata nel 2002 in occasione dell’introduzione dell’euro, – sottolinea la sindacalista – prevedendo l’erogazione della retribuzione in moneta locale sanciva una forma di garanzia nei confronti delle fluttuazioni di cambio, che in una stagione come quella in atto appare urgente rispristinare in quei Paesi in cui le suddette fluttuazione risultano drammatiche per le condizioni economico-sociali dei nostri lavoratori, già vessati – come noto – da riadeguamenti stipendiali ex articolo 157 dpr 18/67 irrisori e dal mancato ripristino del diritto alle detrazioni per carichi di famiglia, depennate in maniera illegittima con l’entrata in vigore della disciplina in materia di assegno unico e universale”.
“Gli impiegati delle suddette sedi sono sul piede guerra pronti a dichiarare lo stato di agitazione che a poche settimane dall’avvio delle operazioni di voto oltre confine, rappresenterebbe un serio elemento di criticità per le nostre sedi oltre confine. Pertanto – sottolinea Lauriola – è urgente individuare inderogabili meccanismi “correttivi” della norma che tutelino la retribuzione del personale in quei Paesi dove si registra per periodi importanti una svalutazione dell’euro, al fine di garantire la migliore tutela dei nostri lavoratori, esorcizzando scenari di criticità e creare le condizioni per una loro serena operatività, poiché continuamente esposti a sollecitazioni negative di tipo normativo, economico e sociale”. (aise) 




Gas alle stelle, i commercianti mettono le bollette in vetrina

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bollette commercianti 1 e1661598556965I prezzi dell’energia continuano a salire e i commercianti decidono di mettere le bollette in vetrina per spiegare ai consumatori il perché dei rincari dei beni in vendita. “L’impennata costante dei costi energetici si sta abbattendo sulle imprese e va ad aggiungersi agli aumenti di tutte le materie prime, mettendo a rischio la prosecuzione delle attività dei pubblici esercizi”, che a questo punto vengono invitati “a mettere le ‘Bollette in vetrina‘ per informare i cittadini sulle difficoltà che le nostre imprese continuano a vivere dopo oltre due anni di misure restrittive dovute alla pandemia”. A dirlo, rilanciando l’allarme sul caro bollette già espresso a più riprese dalla Confcommercio emiliano-romagnola e dalle sue sigle, è il presidente di Fipe-Confcommercio della provincia di Rimini, Gaetano Callà.

Nel giro di un anno, evidenzia Callà, “i costi sono triplicati, e ci sono chiare prospettive di un ulteriore peggioramento, con conseguenze gravissime per il tessuto economico e sociale del Paese”. Ad aggravare la situazione, chiosa, c’è il fatto che “come pubblici esercizi che stanno vivendo sulla propria pelle questi rincari esponenziali da mesi lanciamo il nostro grido d’allarme, ma le decisioni prese fin qui dalle istituzioni non stanno portando i risultati sperati”. Questo, afferma il numero uno della Fipe riminese, da un lato comporta “il rischio chiusura per molte piccole imprese”, e dall’altro quello che “bar, ristoranti, pub debbano aggiustare al rialzo i listini per far fronte agli aumenti delle bollette”.

Vista la situazione, Callà esorta gli esercenti ad esporre le bollette sulle proprie vetrine, per dar vita ad “una grande operazione di trasparenza e mostrare in quale situazione drammatica le imprese sono costrette ad operare”. Nei prossimi giorni, dunque, i gestori dei pubblici esercizi di Fipe-Confcommercio “riceveranno una cornice per appendere nei propri locali le bollette ‘monstre’, triplicate rispetto a un anno fa”. A questo punto, dichiara il presidente riminese dell’associazione, tocca all’esecutivo fare qualcosa, perché “se il Governo non interviene o si agisce sui listini, o si sospende l’attività. Non chiediamo rimborsi, ma un credito d’imposta sugli aumenti energetici e un tetto al costo dell’energia, altrimenti non è possibile lavorare”.

CARO ENERGIA, CONFCOMMERCIO MARCHE: EMERGENZA DRAMMATICA

A lanciare l’allarme è anche il direttore generale di Confcommercio Marche e Marche Centrali Massimiliano Polacco, che ieri in conferenza stampa, ha denunciato le difficoltà delle imprese marchigiane, in particolare nel settore alberghiero e in quello della ristorazione, alle prese con il caro energia. “Siamo di fronte ad un’emergenza drammatica con le imprese che si trovano a dover pagare le bollette da tre a cinque volte in più rispetto ad un anno fa”, ha dichiarato. Secondo Confcommercio a causa del rincaro dei costi di luce e gas nelle Marche sono a rischio, da oggi ai primi sei mesi del 2023, 6mila imprese e 18.500 posti di lavoro nel settore terziario.

“Servono risposte immediate per tagliare il costo dell’energia altrimenti si rischia di mandare in fumo una ripresa economica che era in atto- ha aggiunto Polacco- Bisogna agire subito in sede europea sul cosiddetto ‘energy ricover fund’ puntando a fissare un tetto al prezzo del gas e alla revisione delle regole e dei meccanismi di formazione del prezzo dell’elettricità”.

L’associazione di categoria ha lanciato una mobilitazione anche nelle Marche con la campagna ‘Bollette in vetrina’ per informare i consumatori e i cittadini sulla situazione di difficoltà che le imprese continuano a vivere tra pandemia, caro energia ed inflazione: tutti gli imprenditori sono invitati ad esporre sulle vetrine dei locali un cartello, predisposto dall’associazione di categoria, con i costi dell’ultima bolletta di luce e gas e quelle relative allo stesso periodo 2021.

Secondo un’elaborazione dei dati dell’Ufficio studi della Confcommercio infatti il costo delle utenze luce e gas nel mese di luglio per un albergo 4 stelle con 108 camere passa dai 7.781 euro del 2020 agli 11.328 del 2021 fino ai 30.592 del 2022 (+393% sul 2020 e +270% rispetto all’anno scorso) mentre per un ristorante si passa dai 2.149 euro del 2020 ai 3.641 euro dell’anno scorso fino agli attuali 8.633 (+401% sul 2020 e +237% sul 2021) ed infine per un negozio dai 519 euro di due anni fa agli 843 euro di dodici mesi fa fino ai 1.483 euro attuali (+285% e +175%). “Dobbiamo rendere più inclusivi i crediti di imposta fruibili anche da parte di non ‘energivori’ e non ‘gasivori’- ha concluso Polacco- Con la nostra iniziativa ‘Bollette in vetrina’ vogliamo dare visibilità alla situazione in cui riversano le imprese e fare da megafono al grido d’allarme sul caro-energia e alle richieste imprescindibili per dare sostegno al sistema. Molte aziende alberghiere mi hanno già detto: ‘noi non apriamo’ a causa degli alti costi energetici”.

ag Dire – www.dire.it




Gas senza freni, sfonda la soglia dei 300 euro al megawattora

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172626040 9caa99fb 3763 47ae 9602 a9f173bd4da3Il prezzo del gas sfonda il tetto dei 300 euro al megawattora al Ttf di Amsterdam, il mercato di riferimento per l’Europa, e materializza lo spettro di un inverno fatto di restrizione dei consumi energetici nel Vecchio Continente. Con il conseguente rischio di veder rallentare alcune filiere produttive, visti i costi elevati, aprendo le porte ad una possibile recessione.

Dopo la fiammata fino a 302 euro per MWh nel corso delle contrattazioni il prezzo al Ttf ha chiuso a 290,9, segnando un nuovo picco al termine della seduta, ben superiore ai 276 di lunedì.

Era dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia che il prezzo del gas naturale non raggiungeva questo livello nell’intraday, il 7 marzo si era spinto fino al punto massimo di 345 euro al MWh, per poi riscendere attestandosi nelle scorse settimane attorno ai 200 euro.

All’inizio del 2021, dopo le fasi piu’ dure della pandemia di Covid, con la contrazione di molte attivita’ economiche, i contratti si attestavano poco sopra i 25 euro al megawattora. I future dei prossimi mesi, al momento, viaggiano su prezzi molto alti: 298 a novembre e 297 a dicembre, con una discesa molto lenta a 257 solo a partire da giugno 2023.

Le tensioni sul prezzo sono ripartite venerdì scorso, dopo l’annuncio di Gazprom del nuovo stop per manutenzione dal 31 agosto al 2 settembre di un compressore del Nord Stream, il gasdotto che rifornisce l’Europa con il flusso proveniente dalla Russia. Che segue la riduzione della fornitura al 30% della capacita’ dell’impianto, tra lavori e tensioni geopolitiche.

Dietro alle motivazioni tecniche sulle riparazioni del gasdotto – la riparazione di uan turbina si trascina da mesi con il pezzo riparato in Canada e ora fermo in Germania – si staglia l’ombra della contesa politica tra Russia, Europa e Stati Uniti per il conflitto in Ucraina. Con Mosca che secondo alcuni analisti potrebbe usare lo strumento della riduzione delle forniture di gas all’Europa per rispondere alle sanzioni economiche imposte dall’Occidente.

Nel frattempo i singoli Paesi Ue, dopo aver varato un piano di riduzione volontaria dei consumi del 15% per rendersi maggiormente indipendente dalle forniture russe, stanno approntando i piani nazionali per il risparmio energetico.

Il piano risparmi varato da Berlino

Oggi la Germania ha annunciato un programma che prevede dal 1 settembre il limite al riscaldamento negli edifici pubblici a 19 gradi, con corridoi, spazi comuni di transito e foyer lasciati senza termosifoni. Durante la notte, invece, le insegne non necessarie delle attività commerciali verranno lasciate spente. Non è ancora austerity ma gli somiglia.

I progetti dell’Italia

Anche il governo di Mario Draghi sta lavorando ad un documento, che dovrebbe arrivare entro i primi di settembre, con misure analoghe di riduzione termica. L’Italia ha bisogno di rimpiazzare 30 miliardi di gas provenienti dalla Russia. La maggior parte, 25 miliardi, derivano da accordi stipulati in quesi mesi con altri Paesi, in particolare in Africa. Gli altri 5 miliardi saranno compensati da un maggior ricorso alle fonti rinnovabili e da misure di risparmio termico.

Nelle scorse settimane il ministro della Transizione Energetica, Roberto Cingolani, ha parlato di una ipotesi di riduzione di 1 grado dei riscaldamenti, quindi con il tetto a 19, e taglio di un’ora della durata per edifici pubblici e abitazioni private. Un documento che basava i calcoli sul gas ad un prezzo medio di 205 MWh, ben al di sotto del picco attuale. Quale che sia il piano, l’attuazione spettera’ presumibilmente al prossimo governo.

Oggi Draghi al Meeting di Rimini è tornato sulla sua proposta di un price cap europeo. “Il governo italiano ha spinto molto a livello europeo per avere un tetto massimo al prezzo del gas russo che importiamo. Alcuni Paesi continuano a opporsi a questa idea, perche’ temono che Mosca possa interrompere le forniture“.

Il premier sottolinea: “I frequenti blocchi nelle forniture di gas russo avvenuti quest’estate hanno dimostrato i limiti di questa posizione. Oggi l’Europa si trova con forniture incerte di gas russo e anche prezzi esorbitanti. La Commissione è al lavoro su una proposta che sarà presentata al prossimo Consiglio Europeo”.

agi.it




Smart working più semplice dall’1 settembre: ecco cosa cambia

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smart working lavoro da casa telelavoroIl Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, ha emanato il decreto ministeriale di attuazione della norma contenuta nel Dl Semplificazioni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 19 agosto, con cui si prevede che il datore di lavoro comunichi in via telematica al Ministero del lavoro e delle politiche sociali i nominativi dei lavoratori e la data di inizio e di cessazione delle prestazioni di lavoro in modalità agile. Si tratta di una importante disposizione che rende strutturale la semplificazione del lavoro agile.

Con la modifica si prevede la riformulazione della rubrica dell’articolo 23 della legge 22 maggio 2017 e del primo comma della medesima disposizione. Il precedente obbligo di comunicazione dell’accordo individuale sarà sostituito quindi, con decorrenza dal 1° settembre, da una mera comunicazione dei nominativi dei lavoratori e della data di inizio e di cessazione delle prestazioni di lavoro in modalità agile, da trasmettersi in via telematica al Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

È un primo passo con il quale si rendono più semplici gli obblighi di comunicazione relativi al lavoro agile anche alla luce dell’esperienza maturata durante la pandemia e si risponde ad una specifica richiesta fatta dalle parti sociali nel Protocollo nazionale sul lavoro in modalità agile per il settore privato sottoscritto dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalle parti sociali il 7 dicembre 2021.
“L’esigenza di semplificazione degli obblighi di comunicazione nasce dalla necessità di rendere strutturale una procedura già ampiamente sperimentata nel periodo emergenziale- dichiara il Ministro Andrea Orlando- in considerazione di un sempre maggiore utilizzo di questa modalità di svolgimento del lavoro. In questo modo si snelliscono le procedure per i datori di lavoro e non si aggravano gli uffici ministeriali di adempimenti amministrativi ritenuti non necessari”. Lo rende noto l’Ufficio stampa del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

ag.DIRE – www.dire.it