Si va verso lo stop al Nord Stream, il prezzo del gas è alle stelle

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143553294 dd2a706a bcd3 41bc 9212 10dc2a800ed9A una settimana dal nuovo stop per manutenzione del gasdotto Nord Stream, il prezzo del gas si impenna oltre 290 euro al MWh, sfiorando quota 300, raggiunta a fine febbraio in concomitanza con l’avvio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. è proprio il conflitto tra Mosca e Kiev, in corso ormai da 6 mesi, a condizionare il mercato dell’energia, innescando una corsa al rialzo dei prezzi, alla base della crescita dell’inflazione in tutta Europa.

Venerdì scorso il colosso Gazprom ha annunciato che dal 31 agosto al 2 settembre l’impianto che trasporta gas naturale dalla Russia all’Europa si fermerà per manutenzione ad un compressore. Il gasdotto da settimane lavora già al 20% della sua possibilità, tra lavori ad una turbina – riparata in Canada, riportata in Germania ma non ancora rispedita al mittenre – e riduzione del flusso figlia delle tensioni geopolitiche.

Così dietro l’annuncio del nuovo stop, che come in passato potrebbe protrarsi rispetto ai tre giorni ipotizzati inizialmente, molti analisi intravedono l’ombra lunga del conflitto in corso. Oggi al Ttf di Amsterdam, il mercato di riferimento per l’Europa, i contratti sul gas hanno aperto in forte rialzo a 266 euro per MWh, balzando in poco tempo fino a 294. Una quota che potrebbe polverizzare la chiusura record segnata venersì scorso a 244,5 euro al MWh.

Gazprom ha affermato che dopo i lavori riprenderà a fornire fino a 33 milioni di metri cubi di gas al giorno in Europa, circa il 20% della capacità del Nord Stream 1, più o meno la stessa quantità che ha fornito attraverso il gasdotto alla Germania nelle ultime settimane. Il gigante russo del gas ha tagliato per la prima volta la capacità sulla linea a giugno. Da allora i prezzi del gas in Europa sono più che raddoppiati.

Il Nord Stream può inviare fino a 167 milioni di metri cubi al giorno ma negli ultimi mesi le forniture sono state ridotte come risposta alle sanzioni Ue. Da parte sua Gazprom ha affermato di non essere in grado di fornire gas a volumi regolari a causa dei ritardi nella riparazione e nella restituzione delle turbine prodotte dalla tedesca Siemens Energy. I governi e le compagnie energetiche dell’Unione europea, invece, sostengono che non sussistano problemi tecnici che impediscono a Gazprom di fornire più gas e che la Russia sta deliberatamente limitando i flussi per motivi politici.

La sintesi è che la prospettiva di un nuovo stop spaventa il mercato e fa salire alle stelle il prezzo del gas. E le quotazioni sono ancora maggiori se si guardano i contratti in scadenza nel medio periodo, indice del fatto che gli analisti si aspettano che la corsa del prezzo del gas continui ancora per qualche mese. Il picco dei prezzi si registra nel contratto in scadenza a gennaio 2023, scambiato a 293 euro al Mwh. Solo dopo quella data il prezzo inizierà a ripiegare, ma molto lentamente, visto che anche quello relativo all’inverno 2023 viene quotato a 259 euro, quindi a valori comunque ancora molto sostenuti.

A trainare i consumi delle ultime settimane sono stati la forte domanda per le condizioni meteo, con l’ondata di caldo che spinge a tenere accesi i condizionatori mentre la siccità prosciuga i fiumi e riduce il funzionamento delle centrali idroelettriche.

Nel frattempo i Paesi Ue tentano strategie per rendersi più indipendenti dal gas russo. Da due settimane è partito il piano di riduzione varato dal Consiglio europeo, che prevede un taglio del 15% a seconda dei Paesi, all’Italia spetta il 7%.

Per i primi di settembre il governo di Mario Draghi dovrebbe presentare il piano puntuale al livello nazionale di riduzione dei consumi, basato soprattutto sulla sostituzione del flusso di gas proveniente dalla Russia con altre fonti di approvviggionamento.

Il ministro della Transizione energetica, Roberto Cingolani, nelle scorse settimane ha presentato le linee guida alla base del piano: riduzione di 1 grado della temperatura nelle abitazioni private, negli uffici pubblici e taglio di 1 ora nella durata di esercizio degli impianti.

Ovvero massimo 19 gradi in inverno e non meno di 27 in estate. Le previsioni del governo per avere un risparmio di 2,5 miliardi di metri cubi di gas, però, sono basate sui contratti del gas ad una media di 205 euro al Mwh. L’Italia ha bisogno di rimpiazzare 30 miliardi di gas provenienti dalla Russia.

La maggior parte, 25 miliardi, derivano da accordi stipulati in quesi mesi con altri Paesi, in particolare in Africa. Il resto tra risparmi e diversificazione delle fonti con la crescita delle rinnovabili. Continuano intatno a crescere le scorte di gas in Italia. Secondo la piattaforma Gie-Agsi sfiorano ora il 79%, a 78,96% per la precisione, pari a 152,74 Twh.

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La folle corsa: il prezzo al rialzo del gas in Europa

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155559913 d9c7ddee 85c5 49d6 8e77 0e24acad3a02Prosegue la corsa del prezzo del gas in Europa dopo i due record registrati in chiusura ieri e mercoledì rispettivamente a 241 euro al megawattora e a 227 euro. Certo, siamo ancora lontani dal picco storico intraday raggiunto il 7 marzo scorso a 345 euro. A trainare i consumi la forte domanda per le condizioni meteo con l’ondata di caldo che costringe le perone a tenere accesi i condizionatori.

A spingere le quotazioni al rialzo anche l’offerta in calo per i tagli della Russia e la speculazione. I prezzi sono stati guidati “dal poco vento (per l’energia eolica) e dagli alti costi per l’energia alimentata a carbone e gas”, hanno affermato gli analisti di Rystad Energy. Un po’ quello accaduto esattamente l’estate scorsa, ben prima dell’invasione russa dell’Ucraina, quando iniziò la cosiddetta ‘crisi energetica’ con l’aumento dei costi causato dalla ripresa della domanda dopo la pandemia e l’offerta insufficiente.

L’estate particolarmente calda ha limitato la produzione di energia elettrica: le alte temperature hanno colpito i sistemi di raffreddamento delle centrali nucleari e la siccità ha impedito alle chiatte di portare il carbone alle centrali tedesche. Il caldo sta facendo crescere i consumi di energia elettrica per raffreddare gli ambienti e la ventilazione, limitando il consueto calo dei consumi nei mesi estivi.

“Questa potrebbe essere la più grande crisi energetica in Europa per almeno una generazione“, ha affermato John Plassard, analista di Mirabaud. “Ci sono molte ragioni per scommettere su un calo. Ma gli attori del mercato sembravano averle dimenticate”, commenta Stephen Brennock, analista di PVM aggiungendo che i volumi sono particolarmente scarsi quest’estate, il che favorisce una maggiore volatilità dei prezzi. “Una recessione globale che distruggerebbe la domanda rimane la principale preoccupazione, con alcuni dati negativi provenienti dall’eurozona e dalla Cina”, ha aggiunto.

Per Mark Dowding, cio (chief investment officer) di BlueBay, “i prezzi del gas all’ingrosso in Europa sono ora 10 volte superiori a quelli registrati lo scorso anno, e ciò continua a rappresentare una delle principali fonti di preoccupazione, in un contesto di disruption delle forniture. Nonostante i governi abbiano cercato di proteggere i consumatori e le imprese dalle conseguenze di questo shock energetico attraverso sussidi e sovvenzioni, gli impatti inflazionistici secondari stanno iniziando a manifestarsi in modo più ampio nei prezzi di beni e servizi”.

!Nel frattempo, la recente siccità in Europa sta esacerbando l’inflazione alimentare e la carenza di fertilizzanti evidenzia il rischio di un ulteriore calo dell’offerta alimentare nel prossimo periodo. A causa di questi effetti – conclude Dowding – sembra probabile che l’inflazione dell’Eurozona raggiunga il suo picco solo all’inizio del 2023, mentre nel Regno Unito l’Indice dei Prezzi al Consumo e’ destinato a rimanere in doppia cifra per i mesi a venire, con un possibile picco intorno al 15% nel primo trimestre del prossimo anno”.

La Germania è tra i paesi europei più colpiti a causa della sua dipendenza dalla Russia e ieri ha avvertito che potrebbe non raggiungere l’obiettivo di riempimento degli stoccaggi. Mentre una “carenza di gas a livello nazionale non deve necessariamente verificarsi”, Berlino prevede che “potrebbero esserci carenze di gas a livello regionale”, ha osservato Klaus Mueller, presidente dell’Agenzia federale di rete BNetzA, in un’intervista al sito web di notizie t-online. “Le restrizioni all’inizio sarebbero probabilmente temporanee”, ha affermato il capo della regolamentazione.”In questo caso, dobbiamo garantire che il gas sia trasportato in sicurezza attraverso il Paese”.

L’Europa sarà costretta ad attingere in modo massiccio dalle scorte il prossimo inverno se la Russia continuerà le proprie consegne con il contagocce. Questo significherebbe scorte basse alla fine dell’inverno e una nuova corsa a partire dalla tarda primavera 2023 per riempire gli stoccaggi in estate. “È importante che tutti lo capiscano: non si tratta solo di un inverno, ma almeno di due”, ha detto Mueller. “E l’inverno successivo”, il 2023-24 “potrebbe essere ancora più difficile”.

La competizione con l’Asia

Con l’incombere della crisi dell’offerta invernale, l’Europa dovrà competere con l’Asia per le forniture disponibili di gas naturale liquefatto. Seguendo i prezzi europei, mercoledì i prezzi spot asiatici del gnl erano appena al di sotto di 60 dollari per milione di Btu, il livello più alto dall’inizio di marzo. “Un aumento della domanda dall’Asia mentre gli acquirenti si preparano per l’inverno potrebbe aumentare il numero di carichi statunitensi diretti nella regione nei prossimi mesi”, ha scritto in una nota Lujia Cao, analista di BloombergNEF.

Intanto, si prevede che il livello dell’acqua sul fiume Reno aumenterà nei prossimi giorni grazie alle piogge, che potrebbero fornire una tregua alla crisi che ha limitato il transito delle chiatte sull’acqua. Tuttavia, il fiume e’ ancora storicamente basso. La situazione sul Reno ha esacerbato la crisi energetica dell’Europa.

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Vinitaly International fa tappa a Shenzhen

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12wineSi chiama “Wine to Asia” la nuova manifestazione fieristica dedicata ai professionisti del settore vinicolo dell’area Asia/Pacifico che, organizzata da Veronafiere-Vinitaly grazie alla partnership con Pacco Communication, si terrà a Shenzhen World, a Shenzhen, dal 26 al 28 agosto.
A Wine to Asia – che punta a diventare la manifestazione di riferimento degli operatori nella Great Bay Area, regione in cui opera il 30% dei professionisti in wine and spirits – saranno presenti più di 450 espositori e si prevedono circa 10,000 visitatori.

L’evento proporrà tre giorni di incontri, degustazioni e opportunità di networking, durante i quali produttori provenienti da tutto il mondo potranno incontrare i più importanti buyer asiatici.
Unica Fiera del Sud della Cina, Wine to Asia ospiterà i padiglioni nazionali ufficiali di Italia, Cile, Portogallo, Sudafrica, Slovenia, Argentina e delle regioni vitivinicole di Yantai, Sud de France e Rioja. Nel corso della manifestazione ci saranno più di 20 masterclass; ad aprire la fiera una Grand Opening masterclass dedicata al vino italiano a cura dell’esperto internazionale Ian D’Agata. A seguire, per la prima volta in Cina, la produttrice di vino cinese, Judy Chan, presidente della cantina Grace Vineyards, che terrà un keynote speech sul vino cinese.
Tra le iniziative speciali di questa edizione il più grande padiglione dedicato ai vini naturali in Cina, Living Wine, la lounge della Burgundy School of Business (BSB), la Coffee Cocktail Experience Lounge, frutto di una cooperazione tra De Longhi e uno dei migliori cocktail bar di Cina, Hope and Sesame, lo spazio dedicato all’Associazione delle Donne del vino in Cina (WINWSA), la prima masterclass del vino brasiliano in Cina promossa dalla fiera di Veronafiere in Sudamerica, Wine South America, i Fuorisaloni della Great Bay Wine Week e le collaborazioni con il World Baijiu Day nel campo dei Baijiu cocktails e con il primo e unico centro di diplomi dedicato alla Baijiu, CBC. (aise) 




Il prezzo del gas russo raddoppierà?

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downloadLa Russia prevede che il prezzo medio del gas esportato raddoppierà quest’anno a 730 dollari per 1.000 metri cubi prima di diminuire gradualmente fino alla fine del 2025, con la diminuzione delle esportazioni di gas attraverso pipeline. È quanto prevede il ministero dell’Economia russa secondo quanto riferisce Reuters.  I flussi di gas dalla Russia, principale fornitore europeo, quest’anno stanno procedendo a livelli ridotti dopo da quando Mosca ha iniziato le operazioni militari contro l’Ucraina.

Inoltre, le forniture verso alcuni paesi europei sono state interrotte nel momento in cui questi si sono rifiutati di pagare in rubli e dopo la disputa per le riparazioni alla turbina per il gasdotto Nord Stream 1 che porta il metano dalla Russia alla Germania. Tutto questa ha provocato forti pressioni sui prezzi.

Il ministero dell’Economia russo, riferisce Reuters, prevede che le esportazioni di gas da parte di Gazprom scenderanno a 170,4 miliardi di metri cubi (bcm) quest’anno, rispetto alla previsione precedente, pubblicata a maggio, di 185 miliardi di metri cubi e rispetto a 205,6 miliardi di metri cubi esportati nel 2021.

Il ministero ha affermato inoltre che i volumi di gas continueranno a diminuire quest’anno senza dare alcuna spiegazione. A causa delle scarse forniture, il prezzo medio del gas di Gazprom dovrebbe attestarsi nel 2022 a 730 dollari per 1.000 metri cubi (mc), piu’ del doppio dei 304,6 dollari per 1.000 cmc dello scorso anno, un aumento del 40% rispetto alla previsione precedente di 523,3 dollari per 1.000 mc. (AGI) Gin (AGI) – Roma, 17 ago.

Aumento della produzione di petrolio

La Russia sta aumentando gradualmente la propria produzione di petrolio dopo i tagli legati alle sanzioni e a seguito dell’incremento degli acquisti dei paesi asiatici, portando Mosca ad aumentare le sue previsioni per la produzione e le esportazioni fino alla fine del 2025.

Gazprom ha anche affermato che le forniture di gas alla Cina stanno aumentando, ma non ha fornito dettagli con l’Europa che rimane di gran lunga il mercato più grande per il gas russo.

L’aumento dei volumi di esportazione di petrolio, insieme all’aumento dei prezzi del gas, aiuterebbe la Russia a guadagnare 337,5 miliardi di dollari e 255,8 miliardi dalle esportazioni di energia rispettivamente quest’anno e il prossimo. L’anno scorso, la Russia ha guadagnato 244,2 miliardi di dollari dalle esportazioni di energia.

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Il governo: termosifoni a 19 gradi. Ma chi controllerà i privati?

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downloadIl governo è al lavoro per presentare entro l’inizio di settembre, un piano con un proposta di riduzione dei consumi energetici.

Un provvedimento, a quanto si apprende, che punta su moderate riduzioni termiche della temperatura nelle abitazioni e negli edifici pubblici e un ricorso maggiore alle fonti di energia rinnovabili.

Il testo, assicurano le fonti, arriverà sicuramente prima delle elezioni anticipate del 25 settembre e viene considerato una delle eredità che l’esecutivo guidato da Mario Draghi lascerà al prossimo governo.

Il provvedimento arriva a seguito dell’accordo raggiunto il 26 luglio scorso al Consiglio europeo per limitare i consumi energetici per fare fronte a un eventuale interruzione delle forniture di gas da parte della Russia.

Ovvero in conseguenza della ‘guerra del gas’, scatenata dall’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe di Mosca partita il 24 febbraio scorso. Oggi il prezzo dei contratti sul gas al Trf di Amsterdam sono ancora una volta sopra ai 200 euro al Mwh, a 207 euro, nei giorni scorsi hanno toccato anche quota 210.

Secondo l’intesa siglata a Bruxelles l’Italia si impegna a risparmiare il 7% rispetto alla media annua dei consumi degli ultimi 5 anni.

Diversi ministeri sono al lavoro per mettere a punto il piano, che in caso di scenari di maggiore emergenza nell’approvvigionamento energetico a inizio settembre potrebbe anche essere accompagnato da un passaggio del premier Draghi in Parlamento per riferire in Aula.

Il ministro della Transizione energetica, Roberto Cingolani, ha presentato le linee guida alla base del piano: riduzione di 1 grado della temperatura nelle abitazioni private, negli uffici pubblici e taglio di 1 ora nella durata di esercizio degli impianti.

Ovvero massimo 19 gradi in inverno e non meno di 27 in estate. Se il gas si mantenesse su una media di 205 euro al Mwh questa misura potrebbe portare a un risparmio di 2,5 miliardi di metri cubi di gas.

Ma l’Italia ha bisogno di rimpiazzare 30 miliardi di gas provenienti dalla Russia. La maggior parte, 25 miliardi, derivano da accordi stipulati in quesi mesi con altri Paesi, in particolare in Africa.

“La riduzione di gas, 5 miliardi, sarà compensata da nuove rinnovabili e da misure di risparmio molto leggere, soprattutto di tipo termico”, specifica il ministro Cingolani.

Accordi che includono anche il ricorso limitato nel tempo a forniture di gas naturale liquefatto, da trattare anche con due nuovi rigassificatori mobili. Il piano poggia anche sulla capacità dell’Italia di stoccare gas da utilizzare in vista di possibili emergenze nel corso dell’inverno, per non dover essere costretti a misure che impattino sopratutto sulle filiere produttive.

Al momento lo stoccaggio è al 75%, l’obiettivo del governo e’ di arrivare al 90% entro fine ottobre. Per poi rendersi indipendenti dal gas russo nel corso del 2024.

Misure simili a quelle ipotizzate in queste ore da altri Paesi europei. Il ministro dell’Economia Robert Habeck ha annunciato che la Germania limiterà il riscaldamento negli edifici pubblici durante l’inverno a 19 gradi.

Mentre Vienna si avvia a risparmiare sull’illuminazione pubblica, comprese le iconiche luminarie natalizie.

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Le calzature marchigiane e il mercato Usa

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downloadLa Regione Marche sottoscriverà con la SVEM una convenzione per la realizzazione di un servizio di assistenza tecnica per attività funzionali al progetto calzature USA che la Regione stessa sta realizzando in collaborazione con l’Agenzia ICE – Italian Trade Agency e con la Camera di Commercio delle Marche.
La Regione Marche, nel delineare una chiara strategia di rilancio dell’economia regionale e di rafforzamento del tessuto produttivo, al fine di contrastare i fenomeni regressivi che hanno caratterizzato alcune parti importanti del sistema industriale locale, soprattutto a causa della recente crisi russo-ucraina, intende supportare le imprese marchigiane operanti nel settore calzaturiero verso il mercato degli Stati Uniti con un progetto articolato e sistemico, anche attraverso attività di formazione e informazione, partecipazione a fiere internazionali di settore, incontro con i buyer americani. L’Italia ha storicamente con gli USA il suo maggior surplus commerciale e gli USA sono il terzo mercato di destinazione delle esportazioni italiane. Ed è in questo contesto che il distretto produttivo marchigiano, come quello della calzatura, può trovare uno sviluppo importante del proprio export nel mercato statunitense che, nonostante sia stato colpito duramente dal Covid, rimane la maggiore economia mondiale, presentando una rapida ripresa dei consumi, in particolare per quanto riguarda li Made in Italy per i settori del luxury, dal design al fashion.

Il progetto complessivo, realizzato con la collaborazione di ICE e della Camera di Commercio delle Marche, prevede: formazione ed informazione con webinars di approfondimento e conoscenza del mercato o webinar brand assessment per aziende già presenti sul mercato, a partire da settembre 2022; la realizzazione di eventi autonomi in aree di grande interesse per ii comparto, quali Las Vegas e Atlanta o eventi all’interno e in concomitanza con le principali manifestazioni fieristiche già consolidate, nel primo trimestre del 2023; una campagna di comunicazione sui media, soprattutto tramite canali digitali, azioni di PR e marketing con press e keyplayer di settore; incoming di operatori, giornalisti, influencer, con visita alle aziende per favorire la realizzazione di B2B e la conoscenza dei prodotti marchigiani, nei mesi di aprile/maggio 2023.
La convenzione con la Svem è volta a realizzare un servizio di assistenza tecnica considerato strategico per la buona riuscita del progetto medesimo e per un adeguato accompagnamento delle imprese marchigiane, ed in particolare prevede le seguenti attività: indagine di mercato delle potenziali aziende americane interessate alla produzione marchigiana con individuazione del prezzo, della tipologia, delle preferenze, delle modalità di pagamento e altri elementi ritenuti utili per la penetrazione del mercati; accoglienza ed accompagnamento di una delegazione di influencer, giornalisti e buyers nella Regione Marche, attraverso visite guidate e mirate presso istituzioni, imprese ed altri stakeholders del territorio. (aise)




Ryanair: “È finita l’era dei voli a 10 euro”

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aereo ryanair volo scaled e1660212204975Stop ai voli super scontati per chi viaggia con Ryanair. Ad annunciarlo è stato Michael O’Leary, ceo della compagnia aerea low cost irlandese. Il manager, intervistato dalla Bbc, ha spiegato: “Non vedrete più le tariffe promozionali da 0,99 euro o 9,99 euro a biglietto per i prossimi anni“.

La causa, ha aggiunto O’Leary, è l’aumento del costo dei carburanti provocato dalla guerra in Ucraina. Il dirigente ha ricordato che il costo medio dei biglietti Ryanair salirà dai 40 euro dello scorso anno a circa 50 euro per i successivi cinque anni.

“Pensiamo che la gente continuerà a viaggiare frequentemente – ha osservato O’Leary – ma allo stesso tempo che le persone diventeranno più attente ai prezzi”.

ag. DIRE – www.dire.it




FIAT accelera il suo processo di elettrificazione

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fiatFIAT ha avviato un nuovo “tempo” nella sua strategia di elettrificazione. L’azienda italiana ha una gamma completa di modelli elettrificati e, dal 2024, tutti i suoi nuovi modelli saranno elettrici.

Nella prima metà del 2022 la FIAT 500e è la terza in Europa nel mercato totale delle auto elettriche.

L’ultima nata in gamma, la Nuova FIAT E-Doblò, prodotta a Vigo, apporta i vantaggi della più avanzata mobilità elettrica alla versatilità e all’ingombro interno che hanno caratterizzato questo veicolo sin dal suo lancio.

FIAT si sta muovendo rapidamente verso il suo obiettivo di diventare un marchio completamente elettrico in Europa entro il 2027. Il marchio ha attualmente una gamma completa di modelli elettrificati e dal 2024 tutti i suoi nuovi modelli saranno disponibili solo con propulsori a “zero” emissioni”.

La FIAT 500e può essere considerata la grande portabandiera di questa nuova era. La versione elettrica dell’iconica vettura italiana è già la city car “zero emissioni” più venduta in Europa, occupando anche il terzo posto nella classifica generale del Vecchio Continente. Inoltre, è il veicolo elettrico di maggior successo della storia sia in Italia che in Francia.

Viene commercializzato con due livelli di autonomia, 190 km e 320 km, che si adattano alla vita quotidiana di una clientela esigente e sofisticata. La gamma, disponibile nelle silhouette berlina, cabrio e 3+1, è suddivisa in tre livelli denominati RED, Icon e La Prima by Bocelli, ognuno con il meglio in tecnologia, connettività e sicurezza. Offrono una vasta gamma di equipaggiamenti innovativi, unici nel segmento delle auto urbane.

La FIAT (500) RED è disponibile sia in versione Berlina che Cabriolet. Red Passion, il colore che esprime solidarietà, è il segno distintivo di questa edizione speciale.

La versione Icon è una vera icona di stile, tecnologia, materiali e contenuti. Ha il nuovo sistema di infotainment sulla plancia è dotato di un “cinerama” touch screen da 26 cm (10,25″), con GPS e sistema Uconnect 5, che ha il sistema di interfaccia Natural Language con riconoscimento vocale avanzato.

Nata dalla collaborazione di due icone italiane come la FIAT 500 e il cantante Andrea Bocelli, la Nuova FIAT 500 La Prima di Bocelli presenta, come punto di forza, un impianto audio JBL Premium, che permette di scegliere tra quattro esclusivi paesaggi sonori: intimità e My Music Room, i toni e le sensazioni di My Record Studio, lo spettacolare Teatro Giuseppe Verdi, Pisa e la grande scena che ricrea My Open Air Arena.

Pensando alle esigenze quotidiane di famiglie, aziende e lavoratori autonomi, Nuovo Fiat E-Doblò presenta soluzioni ingegnose e innovative che rendono la guida nei tragitti urbani più facile e molto meno stressante. Prodotto a Vigo, rappresenta un’altra tappa del processo di elettrificazione del marchio.

È dotato di un motore elettrico da 100 kW e di una batteria da 50 kWh che consente oltre 280 km di autonomia, nel ciclo WLTP. Raggiunge una velocità massima di 130 km/he fino a 260 Nm di coppia massima. Grazie alla «Quick Charge Mode» fino a 100 kW, che consente di caricare l’80% della batteria in corrente continua in soli 30 minuti.

Al volante, il guidatore può scegliere tra diverse modalità: Normal, Eco e Power. Ciascuna modalità modifica la risposta alla guida del veicolo, migliorando e ottimizzando le prestazioni: “Normale” è consigliato per la guida nel traffico regolare; “Eco” migliora il risparmio di carburante e “Power” migliora la potenza massima del veicolo.

technocio.com




Cingolani: “Consumi gas, un inverno all’insegna del risparmio”

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download“Ci aspetta un inverno certamente di prudenza, vista la situazione internazionale, e di sobrietà dei consumi che non guasta mai, ma comunque ben sostenibile rispetto a quello dei colleghi europei”. Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, intervistato al Tg1, interpellato in merito a quale inverno attenda l’Italia dopo la stretta sui consumi energetici varata dall’Ue.

“La Russia continua nel suo ricatto all’Europa ma anche lei ha bisogno di vendere gas per finanziarsi, non potrà chiudere le forniture troppo repentinamente“. Ha aggiunto il ministro Cingolani.

Parlando delle scorte di gas in vista dell’inverno, il ministro ha sottolineato: “L’Italia ha diversificato le sue forniture molto rapidamente. La dipendenza dal gas russo è scesa dal 40% di pochi mesi fa a circa 15% e nel 2024 saremmo totalmente indipendenti. Stiamo accelerando con gli stoccaggi, oggi sono arrivati al 75% e procedono verso il target del 90% pieni per fine ottobre”.

In Italia cambia quasi nulla, risparmi termici

“Sostanzialmente nulla perché la direttiva Ue sul risparmio gas ha stabilito che tutti i Paesi europei debbano risparmiare il 15% per essere meno dipendenti dalle importazioni dalla Russia però questo valore è stato negoziato per ciascuno stato membro, non può essere uguale per tutto”. Ha spiegato il ministro Cingolani interpellato in merito a cosa cambierà per i cittadini italiani con i tagli ai consumi di energia decisi in sede Ue per ridurre la dipendenza dal gas russo.

“Per l’Italia la riduzione sarà di circa 5 miliardi di metri cubi all’anno – ha aggiunto – esattamente quella che il governo aveva previsto nel piano di diversificazione delle forniture. Noi rimpiazzeremo 30 miliardi di gas dalla Russia con 25 miliardi da altri Paesi. Questa riduzione di gas, 5 miliardi, sarò compensata da nuove rinnovabili e da misure di risparmio molto leggere, soprattutto di misura termica”.

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Ce la farà Amazon a ‘occupare’ e controllare le nostre case?

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095131851 38eb65fb ac1d 41f3 82d9 168687be4432Un altro mattone. Dopo Ring e i suoi campanelli intelligenti nel 2018, e prima ancora Blink, che produceva videocamere e campanelli collegati per la casa, la smart home di Amazon ha preso il controllo anche delle pulizie. Sempre attraverso Alexa, onnipresente dispositivo di controllo vocale, che avrà ai suoi comandi Roomba. L’aspirapolvere è infatti tra i prodotti di punta di iRobot, compagnia che la società di Jeff Bezos ha deciso di acquisire, in contanti, per 1,7 miliardi di dollari.

Ma perché? Amazon non vuole solamente riempire le nostre case di dispositivi intelligenti. L’acquisizione fa parte di una strategia più ampia: cercare di garantire che il suo servizio Prime sia sempre al primo posto nelle menti dei consumatori e vendendo più prodotti fisici che si collegano alla piattaforma, può fare proprio questo. L’obiettivo finale di Amazon per la sua attività di e-commerce è portare tutti sulla sua piattaforma Prime. Le persone che si abbonano a Prime sono anche più propense ad acquistare i loro prodotti tramite Amazon, il che è un doppio vantaggio per l’azienda: il canone mensile o annuale e i ricavi dai prodotti acquistati.

Poi c’è la partita dei dati. Mentre si muove in casa, Roomba crea mappe della tua abitazione, in modo che il dispositivo sappia dove è stato, dove sta andando e quanto sono pulite quelle stanze. Grazie all’integrazione totale con Alexa (con cui già comunicava prima dell’acquisizione), Amazon avrà a disposizione senza soluzione di continuità la nostra versione tridimensionale e la nostra cronologia.

Terzo punto. Lo sviluppo di soluzioni per la robotica. Amazon lavora da tempo allo sviluppo di soluzioni di robotica per la casa. L’acquisizione di iRobot potrebbe essere una spinta in questa direzione.

Fondato nel 1990 da un gruppo di ingegneri robotici del Massachusetts Institute of Technology, iRobot ha sviluppato negli anni aspirapolvere automatizzati e portatili e purificatori d’aria. Il suo Roomba, che costa fino a mille dollari, legge i contorni e gli angoli dei pavimenti e può rilevare oggetti, offrendo connettività a reti Wi-Fi e smartphone e può essere richiamato da dispositivi domestici intelligenti ad attivazione vocale.

La società ha iniziato a operare sul Nasdaq nel 2005. Sebbene sia un nome di spicco nella robotica domestica, iRobot ha avuto un anno difficile. Il fatturato del secondo trimestre, pari a 255,4 milioni di dollari, ha certificato un calo del 30% rispetto al periodo di un anno fa. La società prevede inoltre di spostare alcuni ruoli ingegneristici non fondamentali in regioni a basso costo come parte di un piano di riduzione dei costi e licenziare il 10% della sua forza lavoro, circa 140 dipendenti.

agi.it